Categoria: Great Game

L’Indonesia e un ricordo di Guido Corradi

 Incontri su paesi d’Asia. Un viaggio “intorno” all’Indonesia 15 Maggio 2024  ore 9.30 Mudec MilanoE’ il titolo scelto da Italia Asia per una giornata di incontro sul grande arcipelago. Ma la giornata è dedicata a Guido Corradi, docente …

Intervista a Xanana Gusmão. Un viaggio a Timor Est

Alla fine di un lungo viaggio in Indonesia orientale siamo arrivati a Timor Est, un luogo che avevo sempre desiderato visitare. Ne ho scritto per il manifesto (anche se il pezzo sul sito non è stato indicizzato e quindi non si trova) e per Lettera22 (u…

Giovani speranze a Sihanoukville

Il mio arrivo a Sihanoukville, per un lavoro che non è l’oggetto di questo post, è coinciso con la discesa negli inferi della via dov’è situato il mio albergo. E’ una stradina di bordelli dove l’età media mi sembra – se lo è – di poco superiore alla m…

Un’intervista col Gotha politico di Timor Est

“Siamo un piccolo Paese ma nel 2025 entreremo nell’Asean. Possiamo forse dare poco ma credo nell’importanza di essere dentro un contesto regionale attivo”. Xanana Gusmao, il “Che Guevara dell’Asia”, ci riceve in una saletta del Palazzo del Governo di T…

Quattro viaggi "fuori rotta" da ascoltare

“Fuori Rotta” è un podcast di 11Decimi, la collana di approfondimento giornalistico di Next New Media che proporne 4 racconti in collaborazione con Lettera22. E’ un viaggio non turistico in alcune città del mondo spesso poco note al nostro sguardo, …

Prabowo Subianto ad Asiatica

Dili (Timor Est) – Chi è Prabowo Subianto – il nuovo Capo di Stato dell’Indonesia –  abbiamo cercato di spiegarlo in un post precedente. Ma cosa si riesce a scrivere in 50-60 righe? Cosa invece si può raccontare in mezz’ora? Lo abbiamo fatto nell…

La prima volta a Timor Lorosae

                                                   Dili – Ho sempre sognato di venire a Timor Est (Timor Leste, Timor Loro…

L’etere diffuso di Francesco Diasio

Ho conosciuto Francesco Diasio nei primi anni di questo secolo. Aveva fondato Amisnet, agenzia multimediale vicina alle politiche di movimento e dal basso e, con scarsissimi mezzi, aveva messo in piedi con alcuni colleghi – a Roma in un centro sociale …

Scuola di Giornalismo alla Basso. Aperte le iscrizioni

E’ tanto che non scrivo sul blog ma questa volta è di rigore: ricomincia la Scuola di Giornalismo della Fondazione Basso (a Roma, in presenza) in cui sono onorato di insegnare con Palo Affatato “tecniche di scrittura” ossia come si confeziona un artic…

The Kerala Story: il film che divide l’India

Quando il trailer di The Kerala Story ha cominciato a girare sul web, più che stuzzicarli, gli animi li ha infiammati. Il video pubblicitario preparato dal regista Sudipto Sen già conteneva in sé tutti gli elementi per scatenare polemiche e far bollare…

La guerra chiama. Le armi rispondono

È uscito “La nuova chiamata alle armi”. Lo abbiamo scritto Raffaele Crocco e io, con l’aiuto di altri bravi autori. L’editore è TerraNuova e le vendite serviranno a finanziare il progetto Atlante delle Guerre.Qui a fianco la copertina, il commento…

Dove vanno le armi. Un libro di OgZero

Questa raccolta di saggi, incentrata sulla produzione delle armi e il loro passaggio di mano in varie situazioni mondiali, prende spunto dal dossier su www.ogzero.org La guerra viene con le armi, nel quale abbiamo monitorato costantemente lungo tutto …

Russi e Ucraini. Bali vuole limitare ingressi e presenze

Viaggio nel Sudest 4 / Le autorità balinesi vogliono dal governo di Giacarta maggiori limitazioni per i cittadini che vengono dai due Paesi in guerra e che ormai formano una grande comunitàAlcuni giorni fa, con l’espulsione di un russo di trent’anni ac…

Birre, cellulari e apparenze. Sbarcando in Indonesia

Viaggio nel Sudest/2 – L’arcipelago delle 17mila isole è un Paese affascinante e pieno di contraddizioni. Dalla birra ai telefonini, dalla prostituzione alle regole puritane sulla sessualità. Qualche idea per bypassare alcune bizzarrie burocratiche al…

DaVientiane a Bangkok. Consigli pratici

     Le impressioni, le analisi e i racconti di viaggio sono una gran cosa ma spesso sono i consigli pratici quelli di cui uno ha bisogno… Per esempio, come andare dalla Thailandia al Laos e viceversa via terra? Ci sono complicazion…

Anwar Ibrahim nuovo premier della Malaysia

Le turbolenze politiche post elettorali della Malaysia non meriterebbero forse un particolare approfondimento se il vincitore finale della partita, Anwar Ibrahim, non fosse un personaggio davvero particolare. Che, da tre decenni, ha alternato il potere…

Imran Khan, Garibaldi del Pakhtunkhwa

Imran Khan l’ha scampata per un soffio. Uno o più uomini armati hanno cercato di uccidere l’ex premier pachistano durante la “lunga marcia” che ha per meta Islamabad l’11 novembre per chiedere elezioni anticipate. Il “leone del Pakhtunkhwa”, la provinc…

Il protagonismo dell’Asia

              Com’è cambiata l’Asia nel 2022, l’anno segnato dalla crisi in Ucraina? Dal punto di vista bellico, se il Continente asiatico può festeggiare la fine della guerra afgana segnata dalla …

24 ore per la libertà di Julian Assange

E’ iniziata la diretta 24 Ore per Assange, maratona per la libertà di Julian Assange e per la libertà di stampa. Potete seguirla sul canale YouTube di Terra Nuova qui. A partire da un’idea lanciata da  Pressenza, è stato costituito…

Contro la guerra in piazza il 5 novembre

La manifestazione nazionale per la pace che chiede all’Onu una Conferenza per fermare il conflitto in Ucraina si terrà il 5 novembre a Roma con partenza alle 11 da piazza della Repubblica e arrivo a San Giovanni. E’  promossa dalla …

Il grande libro degli imperi

La Storia si può raccontare in molti modi: attraverso l’economia, la geografia dei luoghi, i singoli protagonisti, le grandi masse d’urto che sconvolgono lo status quo. Ma si può fare anche una Storia degli imperi raccontandone ascesa e declino, i capi…

Riparte per Mykolaiv la terza carovana di StoptheWarNow

Riparte oggi dall’Italia la terza carovana organizzata da StoptheWarNow, l’estesa coalizione italiana contro la guerra in Ucraina che oltre al pensiero ci mette anche il corpo fisico: Gianpiero Cofano, uno dei responsabili, la racconta cosi: “Stop…

Il Pakistan tra due crisi: poliitca e monsoni

Giovedi è andato in scena un controverso capitolo che sconvolge la politica pachistana da che il primo ministro Imran Khan è statosfiduciato dal parlamento nel maggio scorso. Infatti l’ex premier ha dovuto andare in tribunale con due capi d’accusa sul …

Il pacifismo italiano e la guerra ucraina

In Italia in questo momento ci sono almeno quattro fronti del movimento per la pace che guarda all’Ucraina. Danno il segno di una vitalità eccezionale così come, purtroppo e in onore a un vecchio mantra che sembra una condanna, del fatto che il movimen…

Al via per Odessa una nuova Carovana per la pace

Parte oggi una nuova marcia per la pace contro la guerra in Ucraina.Questa volta ci saranno meno mezzi e meno persone nel convoglio che sabato mattina partirà da Gorizia alla volta di Odessa, in una nuova Carovana di pace il cui senso è continuare il p…

Terremoti: il doppio dramma del popolo afgano

Non ci sono aggiornamenti sul numero delle vittime e dei feriti (rispettivamente 930 e 610 ufficialmente)dopo il terremoto che la notte scorsa, con epicentro a 44 chilometri da Khost, ha colpito l’Afghanistan orientale (6.1 sulla scala Richter) cancell…

Un tempo in Cina (di Danilo De Marco)

                          Per gentile concessione dell’autore pubblico il  contributo scritto per l’ultimo libro fotografico di Danilo De Marco “Un tempo in Cina”…

Appuntamenti: la scelta delle armi

La geografia della guerra e gli accordi sui traffici di armi Roma 4 Giugno  18:30 – 19:30Verano Bertha Kinsky (von Suttner)La guerra viene con le armi Incontro-Dibattito organizzato da OGzero; Atlante delle Guerre;  Afgana. &nb…

La doppia guerra americana. Prima e dopo

Gli Usa fanno i conti col conflitto appena perso: “Minammo il morale degli afgani”. Un mea culpa mentre restano congelati i fondi della Banca centrale di Kabul e il Paese è alla fameBenché gli americani siano praticamente stati gli unici a tentare…

Cosa fa la "neutralità attiva" dei pacifisti

Il giorno dopo la Marcia straordinaria Perugia Assisi si può trarre un primo bilancio della vitalità di un movimento che non crede alla logica della guerra. Ma se quel movimento si limitasse a marciare, per quanto significativa sia stata la giornata di…

Talebani vecchi a nuovi. Mercoledi 27 aprile a Trento

La Biblioteca Archivio del CSSEO, in collaborazione con Afghana e l’Istituto di Cultura per l’Oriente e l’Occidente, organizza a Trento, nella Sala conferenze della Fondazione Caritro (Via Calepina 1), mercoledì 27 aprile 2022, alle ore 17,30, l’incont…

Sri Lanka fallisce ma i Rajapaksa restano

La ricorrenza del nuovo anno il 14 aprile, festeggiato giovedì da singalesi e tamil nello Sri Lanka, si è trasformata nell’ennesima protesta di piazza contro presidenza e governo della famiglia Rajapaksa. Una famiglia indicata come la responsabile dell…

In Pakistan torna la vecchia guardia

La sfiducia parlamentare per Imran Khan domenica scorsa (174 voti su 342 seggi) ha visto protestare contro la sua defenestrazione decine di migliaia di suoi sostenitori che hanno invaso il Paese da Islamabad a Peshawar (dove Imran ha la sua base e…

La marcia della pace a Leopoli. Un bilancio

  (di ritorno da Leopoli) – La giornata di sabato scorso a Leopoli ha concluso, con una brevemarcia dalla stazione al centro città, l’iniziativa che, partita dall’associazione papa Giovanni XXIII, ha raccolto un fiume di adesioni e …

Scongelare i fondi degli afgani! Un appello urgente

“Occorre agire immediatamente per evitare ulteriori danni e l’intensificazione del disastro in Afghanistan dove la povertà ha raggiunto livelli senza precedenti da quando le riserve finanziarie sono state congelate nelle banche americane ed europee lo …

Armi agli ucriani? Perché sono contrario

Gettare acqua sul fuoco non serve a spegnerlo. Ci vuole un estintore o, in mancanza di meglio, una coperta per soffocarlo. Se però ci si aggiunge benzina, il fuoco non solo non si spegna ma aumenta sino ad andare fuori controllo. Questo paragone poco e…

Giacarta sprofonda e il presidente la sposta

Abitanti di un arcipelago di 17mila isole che si estende per 5 milioni di kmq di cui solo due di terre emerse, gli indonesiani chiamano il loro Paese “Tanah air kita”, la nostra terra d’acque. Non deve quindi stupire che nel decidere il nome della nuov…

Giallo alla frontiera: la morte di un mediatore talebano

C’è un giallo nato qualche giorno nella provincia afgana di Nangarhar lungo la Durand Line, la frontiera maledetta tra Pakistan e Afghanistan. Riguarda l’uccisione di uomo che rischia di complicare la già fragilissima trattativa tra i cosiddetti “taleb…

Great Game 2022-01-08 14:20:00

Non è cominciata bene ieri la visita di due giorni in Myanmar del premier cambogiano Hun Sen, il cui Paese presiede da gennaio anche l’associazione regionale di dieci nazioni del Sudest asiatico (Asean) di cui entrambi i Paesi fanno parte. 273 organizz…

Talebani: cos’erano e come sono cambiati

Nel 2001 Giovanni Bensi pubblicò un dotto saggio sulle radici ideologiche dei Talebani che non ebbe sfortunatamente una grande eco. Quel libro, valido vent’anni fa come oggi, spiegava bene quel che molti ignorarono, a cominciare dalle differenze profon…

L’Afghanistan e l’agenda del governo italiano

Dove si trova l’Afghanistan nell’agenda politica del governo italiano? Qual è la strategia della cooperazione italiana e come verranno scelte le persone che potranno accedere ai corridoi umanitari? Cosa fanno le università italiane e, soprattutto, cosa…

Vent’anni di guerra afgana

Un articolo scritto per la Fondazione Feltrinelli con altri testi di Bidussa, Mannocchi e Marotta ricordando Maria Grazia Cutuli Un bilancio degli ultimi vent’anni di guerra afgana, conclusasi a sorpresa il 15 agosto 2021, andrebbe tentato da alme…

Maria Grazia Cutuli: l’omaggio di Radio 3

Ascolta la puntata di Wikiradio cliccando quiLa morte di Maria Grazie Cutuli, venti anni fa sulla strada che da Jalalabad porta a Kabul, non è solo una triste vicenda di cronaca che riguarda il mestiere di raccontare la guerra. La fine precoce di quest…

Afghanistan: corridoi umanitari ma per chi?

Ci sarà oggi la firma di un’intesa sui corridoi umanitari per l’Afghanistan prevista sin da metà agosto quando divenne chiaro che non tutti quelli che volevano lasciare il Paese ce l’avrebbero fatta. L’intesa è la sintesi di un lavoro coordinato d…

Enzo, un gentiluomo per le vie del Mondo

Ho rubato questa foto del mio amico Enzo Ruggiero da Instagram e spero che  il/la autore/trice mi perdoneranno. L’espressione dice tutto più delle mille parole che faticano ad uscire dal cuore quando una persona cara se ne va. E quel sorriso sorn…

Le armi del terrore

Oggi ho pubblicato su ilmanifesto la storia di Abdul Ramakee, medico afgano, che nel 2015 subì il devastante raid americano sull’ospedale di Kunduz che uccise quasi la metà degli oltre 90 pazienti del nosocomio di Msf e, assieme a loro, buona parte del…

Afghanistan tra emergenza e negoziato

In Afghanistan si sta verificando “una catastrofe umanitaria”. All’esito del G20 di ieri pomeriggio “c’è stata sostanzialmente una convergenza di vedute sulla necessità di affrontare l’emergenza. Di fatto questo si è tradotto in un …

Afghanistan, le mie scuse ai concittadini di Crema

Devo mille scuse ai miei concittadini e agli organizzatori di una serata che stasera avrebbe avuto come focus l’Afghanistan al circolo Arci di San Bernardino a Crema. Le occasioni per approfondire certi temi non sono purtroppo molte nella mia città cos…

Afghanistan, il coraggio in una guerra finalmente finita

Giro molto per l’Italia in questi giorni per raccontare l’Afghanistan che conosco. Ieri ho avuto l’opportunità di parlare a giovani studenti palermitani sul tema del coraggio e ho buttato giù due righe che sono il manifesto dei miei interventi. Con una…

Pallottole italiane e proteste tailandesi

 Il ritrovamento di bossoli di cartucce Made in Italy sulle strade della capitale tailandese sottolinea due elementi: l’inasprimento della repressione delle dimostrazioni di piazza che da quasi due anni invadono le strade di Bangkok e delle princi…

Talebani, trattare o no? Cosa dice la diaspora

Razi Mohebi con la moglie SohailaTrattare coi talebani o no? Negoziare con la guerriglia in turbante o isolarla, se non con la pistola, con l’arma della diplomazia? E’ una domanda che non possiamo girare ai molti attivisti afgani ancora intrappolati a …

Dove vogliono arrivare i Talebani

Secondo l’emittente afgana Tolonews, da domenica sera sono in corso combattimenti tra le forze di sicurezza e i Talebani nelle province settentrionali di Balkh e Takhar e le forze di sicurezza governative – sostenute dalle milizie dei civili armati – a…

Pallottole italiane in Myanmar: il punto

La ditta livornese Cheddite, al centro della polemica su cartucce col suo marchio ritrovate in Myanmar nel marzo scorso nei teatri di scontro tra la popolazione civile e i militari golpisti birmani, continua a non rispondere alle nostre richieste di ch…

Preghiere a sostegno della lotta birmana

Gli avvocati della leader detenuta in Myanmar Daw Aung San Suu Kyi – scrive il giornale Irrawaddy – si sono opposti alle prove presentate alle udienze del tribunale nei suoi processi per presunta violazione delle restrizioni COVID-19 e della legge sull…

Il futuro dell’Afghanistan

La dipartita completa delle truppe straniere dall’Afghanistan prevista a settembre solleva una serie di preoccupazioni, in parte condivisibili in parte forse sovrastimate, che sembrano a volte sottintendere che, magari… sarebbe stato meglio restare. …

Tutti a casa: lasciamo l’Afghanistan al suo destino

Tutti a casa dall’Afghanistan ma non solo i soldati. Via anche i civili il prima possibile da un Paese che evidentemente non dà garanzie. E’ il messaggio che l’Italia sta dando in questi giorni ai connazionali che lavorano in Afghanistan: se ci abitate…

Le città asiatiche e la protesta

Bangkok, Yangon, Giacarta: tre grandi metropoli di riferimento nel Sudest asiatico.Capitali vere, anche se non sempre formalmente dichiarate tali, del passato, del presente e probabilmente del futuro, di Paesi destinati a giocare un ruolo di primo pian…

Strage (e confusione) a Kabul

E’ stato proclamato il lutto nazionale per domani in Afghanistan dopo che sabato pomeriggio l’ennesimo attentato stragista ha ucciso oltre 60 studenti, in maggioranza donne, in un liceo della capitale in un quartiere noto per la presenza di sciiti. I f…

Progetto Atlante, i danari per restare indipendenti

Il 21 aprile 2021 Atlante delle guerre e dei conflitti del Mondo lancia la campagna di crowdfunding  su www.bit.ly/decimaedizione. Donando il tuo sostegno al progetto si possono prenotare in anticipo le tue copie della X edizione dell’Atlante del…

Lo spettro della guerra civile in Myanmar

Anche se inizialmente la protesta pacifica e il movimento di disobbedienza civile contro il golpe dei militari birmani sembrava essere l’unico fronte aperto per gli uomini in divisa dell’esercito birmano (Tatmadaw), col tempo è diventato sempre più evi…

Myanmar, un altro giorno della vergogna

Oltre 80 secondo il bilancio di Myanmar Now e 90 secondo l’Assistance Association for Political Prisoner ma ben oltre 110 morti secondo la Reuters., numeri che fanno salire il totale delle vittime in Myanmar dall’inizio delle proteste a oltre 420 mort…

Ue vs Tatmadaw: ma la montagna partorisce un topolino

Sanzioni a Tatmadaw, l’esercito del Myanmar. Ma sono misure blande e vaghe mentre il bilancio delle vittime supra i 260 morti e gli arresti sfiorano quota 2700. Continuano i ritrovamenti di cartucce italianeBisogna arrivare a pagina 40 del testo che ri…

La Grande Illusione afgana compie 41 anni

La Grande Illusione dopo 40 anni di guerra afgana (recente) GIULIANO BATTISTON | Analista e giornalista free-lance, direttore di Lettera22ANDREA C ARATI | Università degli Studi di MilanoELISA GIUNCHI | Università degli Studi di MilanoEMANUELE GIO…

10 cent a maglietta per pagare il giusto salario

Una coalizione di 200 organizzazioni chiede ai marchi e ai distributori della moda di pagare alle lavoratrici e ai lavoratori tessili quanto dovuto: rinunciando soltanto a 10 centesimi di profitto su ciascuna t-shirt venduta. Aziende come Amazon, Nike…

Otto marzo di fuoco in Myanmar

Mentre la protesta della società birmana contro il golpe militare del 1 febbraio ha ieri nuovamente sfidato la giunta nel primo giorno del terzo sciopero generale lanciato da sindacati e governo clandestino, la violenza dell’esercito è stata protagonis…

Numeri e magia dietro il golpe birmano

Del valore del numero 22222 (5-2) in Myanmar abbiamo già parlato quando il 22 febbraio è stato proclamato lo sciopero generale. La numerologia è un’arte diffusa in Asia e ne abbiamo un labile riflesso anche nella nostra cultura. Ma in Myanmar – e in A…

Nel buio birmano lo spiraglio cinese

A Yangon e nelle altre città del Myanmar siamo arrivati al  12mo giorno di disobbedienza civile ma la giornata di oggi e’ circondata da allerta e timori su una possibile resa dei conti finale. Eppure…eppure Tatmadaw (l’esercito birmano) sembra …

La strage alla diga nelle Filippine

Dopo anni di stallo, la fase due del Jalaur River Multipurpose Project ha preso il via nel 2019: è un progetto da oltre 11 miliari di pesos filippini (circa 250 milioni di dollari) che deve costruire la più grande diga delle Filippine fuori da Luzon, …

Myanmar: radiografia di un golpe annunciato

Tutto è cominciato a metà novembre, una settimana dopo la tornata delle legislative in agenda l’8 del mese. La mole di schede scrutinate attribuisce all’organizzazione di Aung San Suu Kyi e del presidente U Win Myint (la Lega nazionale per la democrazi…

La solitudine della Lady

Quando l’ex capo della diplomazia europea Federica Mogherini affrontò con Aung San Suu Kyi il dossier Rohingya, la minoranza musulmana espulsa dal Myanmar in Bangladesh, si dice che la Lady abbia risposto con una smorfia: “internal matters”, la stessa…

Avere 15 anni nel ’68

Il Gilera che sognavamo. In effetti gran bel motore  A 68 anni suonati dalla mia nascita, posso ben dire “Ho fatto i 68” anzi, per dirla tutta, “Ho fatto il ‘68”. E ne vado fiero. Quell’anno cambio’ il corso della mia esistenza. Devo cos…

Looking for Angus Fraser

CHI L’HA VISTO? Questo gentiluomo irlandese si chiama Angus Fraser. Ho perso le sue tracce e chiedo aiuto. Nel 2000 lavorava a Peshawar per il World Food Programme e fu grazie a lui se potei andare nell’Afghanistan dell’emirato talebano con una delega…

L’eredità di mio fratello Franco

Franco e Saveria Giordana   Un mese fa mio fratello, Franco Giordana, se n’è andato dopo aver combattuto una lunga battaglia contro un tumore davvero maligno, gestito con personale saggezza e l’aiuto della sua compagna. Battaglia in part…

La croce e la miniera

La violenza nell’ex provincia di Irian Jaya (oggi Papua)  ha come vittime soprattutto civili tra cui diversi religiosi. La loro morte ha contribuito a squarciare il velo su quanto accade nella parte occidentale della Nuova Guinea. “La sera del 24…

Rcep: promessa di sv iluppo o illusione?

Durante un summit virtuale ad Hanoi un mese fa, è nato il Regional Comprehensive Economic Partnership (Rcep). Un accordo commerciale che include le 10 nazioni del Sudest asiatico (Asean) e i maggiori Paesi di Asia e Oceania: Giappone, Cina, Corea del S…

Lettera22: un ritorno in continuita’

Diversi anni fa un mio carissimo amico pittore, Massimo Crestini (prematuramente scomparso), mi regalo’ un piccolo studio a matita di una Lettera22 Olivetti da cui poi realizzo’ un quadro di cui mi fece dono  e che in un certo senso regalo’ a tutt…

Prayut assolto ma non ferma la protesta

Il premier tailandese Prayut Chan-O-Cha è stato assolto ieri a Bangkok dalla Corte costituzionale per l’accusa di corruzione e di tradimento del codice etico  per aver continuato ad abitare in una residenza dell’esercito pur essendosi spogliato d…

Thailandia. Verso una svolta autoritaria?

“La situazione non sta andando in una buona direzione e il conflitto tende a degenerare in maggiore violenza. Se non lo affrontiamo potrebbe causare danni al Paese e all’amata istituzione, nonché alla pace e alla sicurezza delle persone e delle propri…

Un plebiscito per Aung San Suu Kyi

I dati ufficiali della Commissione elettorale birmana non sono ancora definitivi. Ma lo spoglio è più che sufficiente alla Lega nazionale per la democrazia (Lnd) per dichiararsi la vincitrice della prima elezione del Myanmar che si sia svolta sotto un…

La vittoria (amara) di Aung San Suu Kyi

Anche se i risultati definitivi devono confermarlo, il portavoce della Lega nazionale per la democrazia ne era già sicuro sin da ieri: “Abbiamo avuto un risultato migliore rispetto al 2015” ha detto alla stampa locale U Myo Nyunt mentre arrivavano i c…

La piazza di Bangkok dice no

I dimostranti che da mesi manifestano contro il governo tailandese si si sono rifiutati di partecipare al Comitato di riconciliazione politica voluto del Parlamento, rifiutandolo come uno stratagemma voluto dal primo ministro Prayut Chan-o-cha per non …

Bangkok: oggi pausa ma non si molla

Oggi a Bangkok il movimento si e’ limitato a flash mob con le tre dita alzate tanto per dire: e’ una pausa ma non si molla la lotta ormai in piedi da mesi e reiterata in una settimana di manifestazioni Quella di ieri invece  è stata, nella ca…

Il terzo giorno della protesta a Bangkok

Per la terza giornata consecutiva Bangkok e stata il teatro di una nuova manifestazione popolare che, iniziata alla 5 del pomeriggio, si è protratta per diverse ore per poi sciogliersi in serata dopo che la polizia ha usato pesanti getti d’acqua per sc…

Thailandia: 10 punti per cambiare un regno

Il 14 ottobre è una giornata importante per il movimento tailandese che da mesi attraversa le piazze di Bangkok e di altre città della Thailandia chiedendo le dimissioni del premier e una riforma costituzionale che riveda la legge elettorale e limiti i…

La legge sul mercato del lavoro scuote l’Indonesia

La rabbia che da lunedi scorso infiamma la nazione insulare del Sudest asiatico dopo l’approvazione in parlamento della Legge Omnibus su lavoro e investimenti è esplosa martedi, mercoledi e giovedi nella capitale allargandosi anche ad altre città in tu…

Gli angeli di Bangkok

Ieri Bangkok è tornata la città di sempre. Traffico, caldo e il lento scorrere del Chao Phraya, il “fiume dei re” che attraversa la capitale tailandese anche conosciuta come Krung Thep, la Città degli Angeli. Ma tra sabato e domenica, Bangkok e stata d…

Una cattiva stella sulle elezioni birmane

Si è aperta sotto una cattiva stella l’8 settembre scorso la campagna elettorale per le elezioni legislativebirmane previste nel prossimo novembre. Non solo per l’ombra di un aumento del Covid ma anche per una denuncia video di due disertori dell’eserc…

Myanmar, la difficile road map del processo di pace

Riuniti a Naypyidaw per tre giorni, dal 19 al 21 agosto, rappresentanti del governo, delle forze armate (Tatmadaw), delle organizzazioni etniche armate (Eao) e dei partiti politici birmani hanno siglato un nuovo accordo al termine della quarta sessione…

Ue vs Myanmar: colpire i responsabili o punire tutti?

In settembre la Commissione europea invierà una missione in Myanmar per stabilire se rinnovare ai birmani la clausola di nazione favorita che si traduce in un margine di guadagno rilevante per chi esporta nella Ue. Il volume d’affari è importante se si…

Great Game 2020-08-21 07:30:00

Da Sittwe, la città birmana dell’apartheid per i musulmani, il summit del processo di pace che si e’ aperto il 19 agosto a Naypyidaw appare ancora più lontano che altrove. Un desiderata che, nella regione occidentale del Rakhine, per ora non ha speranz…

Bangkok: quella piazza che non si ferma

Continuano le manifestazioni di piazza in Thailandia mentre la crisi da Covid continua a mordere. Viene da chiedersi quelle delle due emergenze preoccupi di più l’esecutivo siamese. L’economia tailandese si è ridotta del 12,2% nel secondo trimestre di …

Il salario sempre più basso di chi ci cuce il vestito

 Un nuovo rapporto di Abiti puliti fa il punto su pandemia, tessile e salari. Sempre più bassi. E’ un tratto comune dall’India al Bangladesh, dalla Thailandia al Myanmar.  Il 29 marzo scorso, quando il Covid-19 iniziava a mordere, U Myin…

La protesta tailandese rompe il tabu’ della monarchia

Per la prima volta in Thailandia, accanto al governo va sotto accusa la corona. Una novità con grossi rischi per chi osa criticare la monarchia. Ma il passo avanti ha rotto un tabù. Non è proprio piaciuta al premier tailandese, generale Prayuth Ch…

La protesta soffia sul Sudest

Manifestazioni di piazza a Bangkok e nelle Filippine e, in Indonesia, contro cinesi della Rpc assunti da un’azienda a Sulawesi. L’Asia di Sudest, l’area del mondo meno colpita dal Covid-19, vede dimostrazioni continue in alcuni dei principali Paesi dov…

Racconti birmani. La scoperta di Kalaw

In rotta per la remota regione di Kayah, ci lasciamo alle spalle la piacevole cittadina di Kalaw, forse 10mila abitanti e una sorprendente  sorpresa climatica e sociale. Quest’area del Paese, che è la porta di accesso al famoso lago Inle degli or…

Authoritarian contagion? Not as much as you’d think

Asia is a large continent, and trying to make a general assessment of its response to the virus is almost impossible. However, some trends and particular good examples can be examined—and if we exclude China, a world unto itself, we can attempt a class…

Libertà di stampa, pugno di ferro in Malaysia

Il rapporto e la gestione con i migranti in Malaysia, caratterizzati nei mesi scorsi da deportazioni e arresti, ha visto crescere le intimidazioni ai giornalisti che si sono occupati del caso e suscitato la preoccupazione delle organizzazioni di difesa…

Il limite oltre il limite

“Spesso una cultura del limite è sembrata appannaggio delle visioni contenitive o repressive; la realtà è che affrontare il problema del limite vuol dire immergersi in un pensiero dialettico, che è per definizione alieno ad ogni autoritarismo e ad ogni…

Usa vs Cina: scontro (a parole) nel Pacifico

“Gli Stati Uniti sostengono una regione indo-pacifica libera e aperta. Oggi stiamo rafforzando la politica degli Stati Uniti in una parte vitale e controversa di quella regione: il Mar cinese meridionale. Lo diciamo chiaramente: le pretese di Pechino s…

Sfida elettorale (scontata) nella Città del Leone

Lo Straits Times di Singapore, il giornale vetrina della città-stato, spiegava ieri mattina che la Città del Leone ha siglato tre dei primi cinque contratti di private equity e venture capital conclusi nella regione nel primo trimestre del 2020. E che …

Generali sotto accusa

L’esercito del Myanmar torna a essere protagonista della cronaca di una guerra che interessa soprattutto i due Stati nordoccidentali Rakhine e Chin su cui, secondo quanto sostiene Amnesty International, ci sono prove che dimostrano come attacchi aerei …

Valanga di giada

Utilizzo selvaggio del territorio, sbancamenti, scavi e disboscamento, conflitti armati, uso spregiudicato delle risorse umane, necessita’ e povertà. Sono queste le cause dietro allo smottamento di un terreno nel Nord del Myanmar che, trasformatosi in …

Indonesia, l’islam vince lo scontro con Jokowi

Pancasila, i “cinque pilastri” alla base della concezione filosofica e ideologica dell’Indonesia sono stati celebrati il 1 giugno scorso a 75 anni dalla loro enunciazione fatta da Sukarno nel 1945 come piattaforma della futura Costituzione dell’Indon…

Myanmar, la cooperazione ai tempi del Covid-19

Bagan (Myanmar) – Nella sala dove si tengono di solito le riunioni, c’è un grande schermo sulla parete collegato a un computer. Da una parte del filo, o meglio della rete, c’è Myo Min Aung, un agronomo specialista in problemi idrici. Dall’altra, cinque…

Anche il clero nello scontro su Hong Kong

 Il cardinale Zen e il vescovo Ha Chi-shing, due leader religiosi cattolici di Hong Kong che non hanno mai nascosto il loro sostegno ai movimenti nell’ex colonia, “potrebbero essere inviati nella Cina continentale per essere processati” dopo che l…

Asia orientale: misteri e nodi del Covid-19

L’Asia è grande e tentare una sintesi della sua risposta al virus quasi impossibile. Si possono però studiare tendenze e persino dei buoni esempi. Se escludiamo il pianeta Cina, si potrebbe tentare una divisone: Paesi alla frontiera con la Rpc, la sua …

Filippine, chi ha paura di Maria Ressa?

A chi può far paura questa figurina esile con un largo sorriso dietro occhiali altrettanto grandi che sormontano la mascherina? Per di più è anche donna! Ma Maria Ressa, che all’apparenza potrebbe essere portata via da un refolo di vento, è tutt’altro …

La nuova sfida di Aung San Suu Kyi

Nel 2015, nelle prime vere elezioni democratiche del Myanmar, la Lega per la democrazia di Aung San Suu Kyi guadagnò una maggioranza schiacciante che poteva garantire alla Lady la presidenza della Repubblica, che viene scelta dal parlamento. Non fu cos…

La nuova sfida di Aung San Suu Kyi

Nel 2015, nelle prime vere elezioni democratiche del Myanmar, la Lega per la democrazia di Aung San Suu Kyi guadagnò una maggioranza schiacciante che poteva garantire alla Lady la presidenza della Repubblica, che viene scelta dal parlamento. Non fu cos…

Filippine, un presidente con la pistola

Se distruggi il mio Paese distribuendo 5,1 miliardi di pesos di shabu … ti ucciderò”, parola del presidente filippino Rodrigo Duterte, uno che non le manda a dire. Shabu o Yaba è la metanfetamina e la minaccia è per spacciatori e tossici non importa …

La guerra Cina Usa tra gli atolli

Venerdi scorso i ministri della Difesa dell’Asean hanno tenuto una videoconferenza trasmessa da Hanoi, che ha la presidenza dell’associazione dei dieci Paesi del Sudest asiatico, per fare il punto sul Covid-19, una “crisi medica ma anche una crisi tota…

Pakistan Co vid-19: confusi alla meta

Da sabato anche il Pakistan ha allentato il lockdown. Protestano Province e moscheeAlla vigilia delle misure di allentamento del lockdown attive da ieri, il Pakistan aveva già registrato giovedi la sua giornata peggiore con 26 morti in Punjab, sei nel …

Calor bianco tra Duterte e la Chiesa nelle Filippine

Nel Paese più cattolico dell’Asia Stato e Chiesa non vanno affatto d’accordo. Nemmeno in epoca di Covid-19. Davanti a tutte le scelte messe sul tavolo del presidente filippino Rodrigo Duterte – a cominciare dalla famosa guerra alla droga – le gerarchie…

Il rigore di Timor Est

Non sono molti i cattolici in Asia, poco più di 120 milioni. Il Paese cattolico per eccellenza sono le Filippine dove dei suoi cento milioni di abitanti l’86% guarda al Vaticano. Ma c’è un piccolo Paese dove i seguaci di Pietro sono il 97% della popola…

Primo maggio col Covid-19 in Asia

Nel Myanmar dell’emergenza Covid-19 il governo sta facendo tornare a casa i suoi emigrati all’estero. Alcuni sono “ufficiali”, altri lavoravano più o meno clandestinamente in Cina nelle piantagioni di canna o banane e mille, scriveva qualche giorno fa …

L’Indonesia "incatena" il Ramadan

Ha tirato un sospiro di sollievo Ganjar Pranowo, governatore della Propinsi Jawa Tengah, quando ha saputo che il presidente Joko “Jokowi” Widodo aveva finalmente emesso il decreto di divieto di mudik, termine che indica il trasferimento di migliaia …

La crisi fa paura. In Asia un po’ meno

Sui giornali birmani si sprecano le fotografie della distribuzione gratuita di riso. La crisi fa paura e la Banca asiatica di sviluppo ha già stimato che il Pil rallenterà significativamente al 4,2 rispetto al 6,8 dell’anno prima. Il ministero del …

Indonesia: una dramma in 16mila isole

Quando il 9 aprile anche la provincia di Gorontalo a Sulawesi ha dichiarato il suo primo caso di Covid-19, l’Indonesia si è resa definitamente conto che, con 34 provincie contagiate su 34, l’illusione di aver scantonato dalla pandemia mondiale era defi…

Ultraortodossi, ultrascemi e antisemiti

A fine marzo le autorità indiane hanno messo in quarantena circa 40.000 persone dopo che un predicatore religioso sikh, morto di Covid-19, aveva visitato 22 villaggi con preghiere collettive, sfidando le indicazioni del governo che lo voleva in quaran…

Ho un virus nel mio vestito

In Myanmar quattro fabbriche si stanno rapidamente riconvertendo nella produzione di mascherine. Inutile dire che alcune sono della filiera del tessile, una delle industrie chiave nel Paese. E’ uno dei nuovi affari connessi al coronavirus. Affari sacro…

Il racconto della fotografia

Maria Novella De Luca (linkedin)Da ieri sul sito dell’Atlante delle guerre c’è una novità. Fotografica. Un fotoreportage di Maria Novella De Luca che illustra una bellissima storia: donne che sminano un territorio piantandoci alberi.Raffaele Crocc…

Raffaele Masto, il viaggiatore africano

C’era un patto non scritto tra Raffaele Masto e me: mi dai una mano in qualsiasi momento ne abbia bisogno! Non succede con tanti colleghi che si possa far conto su chi ti toglie le castagne dal fuoco la domenica o il lunedi mattina. E così: una breve c…

Lettere dall’esilio: l’Ovest visto da Est

Riflessioni personali di un giornalista “fuori luogo”. Sul virus del secolo e su un Secolo dell’Asia proclamato almeno dal secolo scorso ma che continua a restare in sala d’attesa. Il Covid-19 ci insegnerà ad essere più umili e meno provinciali?Il colm…

La mossa "sovietica" di Washington

Adesso la famosa lista del governo afgano per i negoziati di pace intra afgani è finalmente pronta, dice Arg, il palazzo dove siede – contestato –  Ashraf Ghani. Si potrebbe dire che i soldi comprano tutto perché lunedì il governo degli Stati Unit…

Battaglia birmana contro il climate change

U Aung Toe (settimo da sinistra) nel suo villaggioU Aung Toe, villaggio di Twin Phyu Yoe nella regione centrale di Magway, l’effetto serra lo conosce bene. Vive in un’area del Myanmar chiamata la “zona secca” e non c’è termine più appropriato quando a…

Afghanistan, tre fronti caldi per un negoziato

L’inviato  degli Stati Uniti Zalmay Khalilzad ha twittato ieri una notizia molto attesa e cioè che il governo afgano e i talebani hanno tenuto una riunione sulla liberazione dei prigionieri e sul processo di pace. Colloqui dunque che sembrano supe…

Nel Paese degli "Zero casi"

Le autorità del Myanmar non hanno preso il Covid-19 sotto gamba. Le misure non sono draconiane ma il Paese – che tra i primi ha chiuso le frontiere con la Cina già in gennaio – sembra agire con più intelligenza di certi governi europei. Ha cancellato i…

Bagan nel pallone

Non sono di animo molto sportivo, sicuramente una pecca in tempi di cultura del fisico e di salutismo, ma è difficile contravvenire alla propria natura. Dunque mai avrei pensato di avventurarmi su una mongolfiera per rimirare dall’alto la maestosa eppu…

Le difficili settimane di Aung San Suu Kyi

La settimana scorsa nel parlamento birmano c’è stata una dura battaglia per l’approvazione di una serie di emendamenti alla Costituzione voluti dalla Lega nazionale per la democrazia (Nld), il partito di Auyng San Suu Kyi che ha vinto le ultime elezion…

La rivoluzione di Jokowi

L’Indonesia ha il più ambizioso piano di welfare dei Paesi in transizioneA 4 mani con Guido Corradi per l’inserto In Asia de il manifesto uscito  il 25 febbraioDal 2009 l’Indonesia ha iniziato a migliorare il sistema di protezione sociale fi…

I nodi del futuro afgano

Dopo 18 anni di guerra e 18 mesi di discussioni, 32mila civili uccisi negli ultimi dieci anni, 45mila soldati afgani ammazzati solo negli ultimi cinque e oltre 2.400 militari americani morti, la guerra sembra lasciar finalmente spazio alla speranza. Ma…

Pasticcio malese

Il primo ministro ad interim della Malaysia, Mahathir Mohamad, ha rivelato  che nessun candidato premier è  in grado di ottenere il sostegno della maggioranza dei 222 parlamentari de Paese e che quindi la questione sarà sottoposta al Parlamen…

La prudenza necessaria sulla tregua afgana

La tregua iniziata in Afghanistan alla mezzanotte di venerdi e che dovrebbe preludere alla firma di un accordo tra Stati Uniti e Talebani già a fine mese è la miglior notizia che proviene dall’Hindukush dopo 18 mesi di trattative e gli ultimi vent’anni…

La Cina dietro la guerra Manila-Washington

(Vientiane) – Il ministero degli Esteri di Manila – su diretto mandato del presidente Duterte – ha formalmente inviato martedi scorso l’avviso di chiusura dell’accordo VFA (Visiting Forces Agreement) al governo degli Stati Uniti. Il VFA è l’accordo bil…

Laos, la memoria della guerra

Nong Khiaw (Nord Laos) – Da Nong Khiaw, attualmente capoluogo di distretto, con un’ora e mezzo di barca si raggiunge Muang Ngoi, risalendo il fiume Ou, un affluente del Mekong. Il paesaggio è incredibile e il fiume si snoda pigramente tra picchi, fores…

Indonesia, la regina dell’olio di palma

Oltre a essere conosciuta per la sua estesissima dimensione insulare e una cultura antica che ha prodotto splendidi monumenti che attirano ogni anno milioni di turisti, l’arcipelago indonesiano è purtroppo noto, specie dai suoi vicini asiatici, anche p…

I gamberi del Vietnam

Kieng Giang Vietnam – La provincia di Kieng Giang, che bordeggia il mare fino al confine cambogiano è – come un po’ tutto il Delta del Mekong – un allevamento di pesci a cielo aperto cui fan da contraltare le risaie. Se a Milano o a Roma chiedete al ri…

Il coronavirus e la bamboo network

Vientiane – Mentre il coronavirus si estende a macchia di leopardo in tutta l’Asia, tanto da aver fatto suonare l’allarme persino nel lontano Pakistan, si contano ormai sulle dita di una mano sola i Paesi vicini alla Cina ancora esenti dal contagio: La…

Epidemia cinese

Città Ho Chi Minh – C’è una guerra sotterranea e senza esclusione di colpi che si combatte in Asia e soprattutto nel Sudest asiatico. Non è quella contro il corona virus originatosi tra i banchi del mercato del pesce di Wuhan, ma quella che oppone filo…

Taal, il gigante che non si riaddormenta

“Alle 8 del mattino, l’attività di Taal è stata generalmente caratterizzata da deboli emissioni di pennacchi carichi di vapore a 800 metri di altezza dal cratere principale che si sono poi spostati verso sud-ovest. Un totale di cinque esplosioni debol…

Afghanistan 2019: l’anno peggiore

Sebbene, secondo fonti giornalistiche, il leader talebano mullah Hibatullah Akhundzada si sarebbe detto d’accordo con una riduzione di sette giorni della violenza in Afghanistan a condizione che venga firmato un accordo di pace con gli americani, il 20…

Tutti i dubbi sul 5G

I fautori della nuova tecnologia dicono che migliorerà sensibilmente la nostra vita e che la salute non ne risentirà. Ma è proprio tutto così candido e lineare? Da questa inchiesta per Internazionale emerge che….Nel paesino lombardo di Crotta d’Adda,…

Afghanistan, bilancio di fine anno

Senza bisogno di fare profezie sul futuro – un mestiere che compete ai meteorologi – è abbastanza evidente che sul risultato finale delle presidenziali afgano si stiano addensando nubi tempestose. Un risultato ancora incerto si accompagna inoltre a un’…

Se la moda sposa il sociale

Il quartiere di Sherpur a Kabul ne ha viste tante. C’è ancora il vecchio cimitero britannico, memoria delle guerre ottocentesche, in mezzo agli edifici costruiti dai signori della guerra che su terra demaniale, una quindicina di anni fa, hanno costruit…

Domenica 22 a Roma La Grande Illusione

La Grande Illusione: presentazione a RomaDomenica 22 dicembreCappella OrsiniRomaore 18,30Via di Grotta Pinta, 21(dietro campo dei Fiori)Eric Salerno e Luigi Spinola discutono conSoraya Malek ed Emanuele Giordana curatore d…

Pena capitale al dittatore pachistano

Pena di morte per Pervez Musharraf dice la sentenza di una corte ad hoc pachistana che mette la parola fine alla lunga vicenda giudiziaria dell’ex dittatore, ex presidente ed ex generale dal 2016 rifugiatosi a Dubai. Pena capitale per alto tradimento –…

La Grande Illusione: presentazione a Roma

Domenica 22 dicembre
Cappella Orsini
Roma
ore 18
Via di Grotta Pinta, 21
(dietro campo dei Fiori)

Eric Salerno e Luigi Spinola discutono con
Soraya Malek ed Emanuele Giordana del volume


La Grande Illusione 
L’ Afghanistan in guerra da 40 anni
Rosenberg&Sellier 
Iniziata con l’invasione sovietica, l’ultima guerra afgana compie quarant’anni con attori diversi ma sempre con le stesse vittime: i civili. Una lunga guerra della quale Usa e alleati – tra cui l’Italia – sono tra i maggiori responsabili anche per per l’ennesima grande illusione: diritti, lavoro, dignità, uguaglianza. A diciotto anni dall’ultima fase del conflitto iniziato nel 2001, il disastroso bilancio è anche il manifesto di come si possa utilizzare la bandiera dei diritti per violarli ripetutamente. I saggi scritti da autorevoli osservatori delle vicende afgane disegnano illusioni e sofferenza, le responsabilità di guerriglia, governo e alleati stranieri, i giochi degli attori regionali e lo spregiudicato uso di una propaganda cui non credono più nemmeno i suoi inventori. Una fotografia in bianco e nero dove il nero trionfa. Un atto d’accusa che, pur riconoscendo la buona fede di molti, mette il dito nella piaga della malafede tipica di ogni conflitto.
Cappella Orsini a Roma ospita l’incontro
Verso la fine del 1979 l’Unione Sovietica, inizialmente riluttante a inviare truppe in Afghanistan, invadeva il Paese dell’Hindukush con 80mila uomini e 1800 carri armati. Iniziava una guerra di logoramento durata dieci anni che alla fine fece decidere al Cremlino il ritiro. Ultimo conflitto della “Guerra Fredda” e terreno di scontro tra sovietici e americani, la campagna afgana era costata a Mosca 30mila morti e oltre 50mila feriti. Fu il colpo decisivo all’implosione dell’Urss. Ma agli afgani la guerra era costata molto di più: morte, distruzione, degrado e povertà. Finita una guerra però ne iniziavano altre: tra i mujahedin e il governo, quella interna alla guerriglia, quella poi condotta dai Talebani. Anche queste però erano solo l’anticipo di un conflitto ancora più lungo e non ancora concluso, iniziato con una nuova occupazione militare guidata dagli Stati Uniti e dagli alleati della Nato. La guerra infinita, che nel 2019 compie quarant’anni, segna uno dei più lunghi conflitti della Storia con il suo corollario di vittime civili e militari, distruzioni, miseria, illusioni e dolore a fronte di promesse non mantenute, di una ricostruzione incompiuta e di un fallimento delle speranze riposte dagli afgani in un intervento che, anziché essere risolutivo, si è manifestato come un ennesimo capitolo dell’epopea del “Grande Gioco”, iniziata nell’Ottocento tra Regno unito e Russia zarista. Tassello geopolitico ineludibile, schiacciato dalle mire egemoniche di Paesi vicini e lontani, l’Afghanistan è un caso emblematico di come un Paese di montagne e deserti, povero di risorse energetiche e naturali, possa diventare il teatro di un incubo spaventoso e apparentemente senza fine in cui da quarant’anni si agita il fantasma quotidiano della guerra.
I saggi di questo volume disegnano la storia recente del Paese e del suo ultimo conflitto. Le promesse e le speranze ma anche il cinismo e le ambizioni, gli errori umani e i calcoli politici. Con un solo grande protagonista da sempre utilizzato solo come comparsa: la sua popolazione civile. Inascoltata, repressa, ignorata. Saggi di: Affatato, Battiston, Carati, De Maio, Foschini, Giordana, Giunchi, Giustozzi, Sulmoni, Recchia, Sergi, Shiri e un saluto della principessa Soraya. Prefazione di Gianni Rufini, direttore di Amnesty Italia

Diritti violati a Hyderabad

Il ministro della giustizia indiano oggi su The Hindu: la giustizia non può essere mai istantaneaUn caso di stupro e omicidio ai danni di Disha, una veterinaria indiana di 27 anni si è trasformato in uno scontro a fuoco che, in un’incerta cornice di re…

L’illusione del re afgano

Giovedi 5 dicembre alle ore 18.30Eur Sala Nettuno viale Asia 44organizzato da Afgana / Rosenberg & Sellier / Lettera22 / Atlante delle guerre e dei conflitti Festival di Roma  Più Libri più liberi Presentazione con gli autori deLa Gr…

"La Grande Illusione" in libreria dal 5 dicembre

Copertina di R. MartinisLa Grande IllusioneA cura di E. GiordanaSaggi di: Affatato, Battiston, Carati, De Maio, Foschini, Giordana, Giunchi, Giustozzi, Sulmoni, Recchia, Sergi, Shiri e un saluto della principessa Soraya. Prefazione di Gianni Rufini, di…

Una grande illusione

Ci siamo, solo qualche giorno e  La Grande Illusione sarà in libreria. Grande Illusione? Si, per gli afgani soprattutto, cui – a turno – è stata promessa prosperità, benessere, diritto e diritti. E per noi: per chi si illude che la pace si fa…

Bougainville: referendum per un nuovo stato

Sono oltre 200mila gli aventi diritto che sabato 23 novembre hanno detto la loro opinione politica mettendo una scheda nelle urne dell’isola di Bougainville. E forse il voto in una remota isola del Pacifico non meriterebbe tanta attenzione se non si tr…

La Grande Illusione afgana

Questione di qualche giorno e in libreria arriva La Grande Illusione, una raccolta di saggi sulla più lunga guerra a cavallo degli ultimi due secoli…Tutto comincia (e finisce) con una fotografia…

La vittoria dei fratelli Rajapaksa

Se le parole hanno un senso, un senso hanno anche gli aspetti cerimoniali. Soprattutto se si tratta dell’investitura di un presidente. E se Gotabaya Rajapaksa, fresco di vittoria elettorale, nel discorso inaugurale ha parlato di unità del Paese, la sce…

Le strane elezioni oggi a Sri Lanka

Incombe su 16 milioni di elettori e su 35 candidati alla presidenza il ricordo ancora vivo delle bombe di Pasqua nello Sri Lanka che colpirono chiese e alberghi di lusso uccidendo più di 250 persone e ferendone diverse centinaia. Per forza di cosa, l’e…

Diritti umani: com’è facile violarli

La bandiera dei diritti umani, la cui la Dichiarazione universale compie in dicembre 71 anni, troppo spesso è stata utilizzata per violarli. E per violarne il primo: vivere. Se la guerra è lo strumento per eccellenza della violazione dei diritti indivi…

Cambogia: ritorno impossibile

Per ora non si parte anche se il biglietto Thai International che Sam Rainsy, il principale oppositore in esilio del dittatore cambogiano Hun Sen, aveva mostrato alla stampa parla chiaro: imbarco a Parigi il 7 novembre e arrivo al Bangkok venerdi 8 all…

In piazza, ma le donne a casa

Anche a Islamabad la piazza si muove sotto il nome altisonante di Azadi March, marcia della libertà, una carovana che ha raggiunto la capitale dalla provincia meridionale del Sindh chiedendo nuove elezioni e le dimissioni del premier Imran Khan, eletto…

La piazza pachistana senza le donne

Anche a Islamabad la piazza si muove sotto il nome altisonante di Azadi March, marcia della libertà, una carovana che ha raggiunto la capitale dalla provincia meridionale del Sindh chiedendo nuove elezioni e le dimissioni del premier Imran Khan, eletto…

Afghanistan: squadroni della morte targati CIA

Quattordici casi documentati e 53 pagine di rapporto fanno luce sulle tenebre delle notti afgane in cui paramilitari locali, che rispondono alla Cia, si sono macchiati di gravi abusi e crimini di guerra. Piomba sull’incerto paesaggio politico e militar…

La corsa di GoJek approda a un ministero

Difficile dire quando sia nato in Asia il primo mototaxi. Certo ormai il fenomeno è diffuso e in Paesi come l’Indonesia il mototaxi – ojek in lingua locale – si avvia ormai a sostituire il becak, la bicicletta a pedali(a destra) o, se dovete spedire u…

16 condanne a morte per l’omicidio di Nusrat

Nel marzo dell’anno scorso Nusrat, studentessa di una madrasa a Feni in Bangladesh, denuncia il suo preside alla polizia: un esponente religioso che la toccava in continuazione. Il 6 aprile viene attirata sul tetto della scuola e circondata da figure c…

Le sorprese di Jokowi: compromesso storico in salsa Satay

La notizia era annunciata e dunque nessuno si è stupito quando Joko Widodo, detto Jokowi ed eletto quest’anno presidente dell’Indonesia, ha annunciato il suo nuovo gabinetto. Comprende una trentina di dicasteri nelle mani in parte di nomi nuovi, in par…

Vi presento l’Atlante delle guerre

Il 19 ottobre a Trento presentiamo, come ogni anno, il lavoro di una piccola redazione che da 11 anni confeziona l’Atlante delle guerre e dei conflitti. Un lavoro con molte sfaccettature ideato dall’associazione 46mo Paralleo di cui vogliamo dare con…

Fb è in guerra con chi appoggia la causa curda?

Libertà di opinione e censura: Il social network di Mark Zuckerberg chiude le pagine di portali di movimento e informazione indipendente italiani che sostengono la lotta curda in Siria contro la Turchia. Oscurate Radio Onda d’Urto di Brescia, Milano In…

In morte di un ambientalista indonesiano

Golfrid (a sinistra) in uno scatto di WalhiE’ del 6 ottobre la morte per “incidente” di Golfrid Siregar, avvocato indonesiano di 32 anni trovato con la testa fracassata in un sottopasso di Medan, capoluogo di Sumatra settentrionale. Golfrid, dato per s…

Indonesia: attentato a Wiranto, un generale per tutte le stagioni

Succede dopo l’inaugurazione di un nuovo edifico dell’Università di Pandeglang, Giava occidentale. Il ministro per la sicurezza Wiranto viene avvicinato da un giovane che sembra voglia stringergli la mano ma invece è armato di coltello. Dà due coltellate al ministro e una a un ufficiale che è con lui. Tutto dura pochi secondi. L’uomo viene arrestato e con lui una donna. Secondo la polizia l’uomo Syahril Alamsyah, 31 anni di Medan è un simpatizzante dello Stato islamico. Con lui in manette finisce anche la moglie, Fitri Andriana, di soli 21, di Brebes, Giava centrale.
Ci sono due elementi forti in questa storia che per Wiranto e l’ufficiale finisce bene (anche se il ministro è stato trasferito con urgenza in un ospedale della capitale). Il primo è che, sempre che siano veri i sospetti su Syahril, l’Isis in versione indonesiana – già apparso nell’arcipelago con azioni eclatanti in passato – avrebbe segnato un punto a suo vantaggio in un Paese dove attacchi simili sono una rarità e dove le misure di sicurezza sono elevate. Il secondo è il personaggio. Wiranto non è solo un ministro: candidatosi anche alla presidenza, riconfermato dal presidente Jokwi ministro per la sicurezza (e qui ci sta anche la beffa dell’Isis!) è un uomo che ha attraversato tutte le stagioni della storia recente. In modo controverso ma riuscendo sempre a ritagliarsi un ruolo di primo piano.
Questo ragazzo del ‘47 (ha 72 anni) comincia la sua carriera con gli studi all’Accademia militare per entrare poi nell’esercito. Ci vuole un po’ ma nel 1985 entra a far parte del corpo dell’élite Kostrad – il comando strategico dell’Arma – una formazione adesso di circa 35mila uomini che è un trampolino di lancio. Il colpaccio è del 1989 quando viene scelto come “aiutante di campo” del presidente Suharto, padre padrone del Paese. Da lì è solo discesa: comandante del Kostrad nel 1996, l’anno dopo diventa capo di Stato maggiore dell’esercito. Nel febbraio del ‘98 diventa il comandante in capo dell’esercito e sono di quel periodo due fatti molto rilevanti. Il primo è la caduta del dittatore. E’ lui a mediare e a far decidere il vecchio Suharto a farsi da parte nel maggio del 1998 mentre i dimostranti invadono le piazze. E’ un gesto che eviterà un bagno di sangue. Suharto va, Wiranto resta. E durante l’interim di Habibie, il vice presidente subentrato a Suharto, il generale diventato ministro della Difesa e mostra però la sua faccia peggiore. E’ lui che verrà messo sotto accusa dopo l’epopea del 1999 che vedrà la provincia orientale di Timor andare verso il referendum per la secessione da Giacarta. Appoggia le milizie filo indonesiane che si sporcano le mani di sangue. Del resto, da comandante dell’esercito era a lui che faceva capo la macchina repressiva dello Stato da Timor ad Aceh, da Sumatra a Papua. Nel febbraio del 2003 verrà accusato dal tribunale misto di Dili (timorese e internazionale) di crimini contro l’umanità. Processo mai avvenuto.
Poi le varie candidature politiche e un posto come ministro coordinatore per gli affari politici, legali e di sicurezza col gabinetto Wahid (1999–2000). Posto riconfermato da Jokowi nel luglio 2016.

Settembre nero in Afghanistan

La verità su una strage di civili un anno fa e un aumento pauroso dei raid aerei nel mese di settembre. Mentre il conteggio dei voti delle presidenziali va a rilento, le notizie dall’Afghanistan non promettono tempo di pace.Il 5 maggio dell’anno scorso…

Un titolo di giornale che proprio mi corrisponde

Guarda che bel titolo mi ha fatto “Il Ducato”, giornale pesarese durante la diretta twitter all’incontro con Giorgio Zanchini al festival del giornalismo culturale mentre con altri colleghi provavamo a parlare del nostro modo di raccontare…Ci si lame…

La cineteca di Amanullah. Lasciare l’Afghanistan

L’ultimo film sul conflitto che parla del ritiro dei sovietici nel 1989 si intitola Bratstvo (fratellanza) ed è stato girato dal regista  russo Pavel Lungin. Già fa discutere.Il titolo occidentale sarà Leaving Afghanistan. L’at…

La saga infinita del voto afgano

Bontà sua, l’ingegner Hekmatyar – meglio noto per i suoi trascorsi come il “macellaio di Kabul” – ha fatto sapere ieri che riconoscerà i voti espressi col sistema biometrico nella recente elezione del nuovo presidente afgano. Un sistema ancora imperfe…

Atlante delle guerre stasera a Radio Radicale

Atlante delle guerre 
e dei conflitti 
del Mondo

1 ottobre 2019, ore 19.30 – 20.30
Speciale della trasmissione di RadioRadicale sull’attualità internazionale dedicato alla nuova edizione dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del Mondo.
Intervengono Emanuele Giordana (Direttore editoriale del sito atlanteguerre.it), Rossella Ideo (Esperta di Corea), Riccardo Noury (Portavoce di Amnesty International Italia) e Raffaele Masto (autore di La Variabile africana e Califfato Nero).
Conduce Francesco De Leo

Incontro con l’Asia. Al cinema

ASIATICA FILM FESTIVAL INCONTRI CON IL CINEMA ASIATICO20esima edizione di  Asiatica1 – 10 ottobre 2019 Cinema Nuovo Sacher eWeGil Largo Ascianghi, RomaCompie 20 anni e torna a Roma dal 1 al 10 ottobre 2019, Asiatica. Film festival, incontri c…

Sconfinate in 6 minuti e mezzo

Si possono raccontare i confini in 6 minuti e mezzo?Ci abbiamo provato grazie all’aiuto di David Assael e dell’associazione  LechLechàche ce ne ha fornito l’opportunità

Voto di sangue in Afghanistan

Oltre cinquemila seggi in 34 province per 9 milioni e 700mila elettori registrati, poco meno di un terzo dell’intera popolazione dell’Afghanistan. Dovranno scegliere tra diversi candidati (3 si sono già ritirati ufficialmente, altri informalmente) alla…

Elezioni afgane: il rapporto Ispi

E’ online da ieri il nuovo rapporto dell’Ispi dedicato alle imminenti elezioni afgane. Curato da Giuliano Battiston e Nicola Missaglia, contiene saggi di Foschini, Giustozzi, Bertolotti e  Carati e un mio contributo su “La scomoda eredità del Gove…

Un mondo senza guerre è possibile? Intanto le contiamo

Un premio internazionale di fotografia, un’edizione speciale in inglese e un’attenzione speciale alle emergenze umanitarie sono le novità che quest’anno accompagnano la nona edizione dell’ ATLANTE DELLE GUERRE E DEI CONFLITTI NEL MONDO presen…

Ancora morti a Papua

Almeno apparentemente è tornata la calma a Wamena e a Jayapaura, le due città della maggiore delle due province indonesiane di Papua (situate nell’area occidentale dell’isola della Nuova Guinea) che lunedi sono state attraversate da violente proteste c…

Afghanistan: le cifre di una sacrifico quotidiano

Oltre una decina secondo la stampa locale, una quarantina secondo altre fonti. E’ questo il bilancio dell’ennesima strage che inonda di sangue le campagne afgane. Ma non sono talebani. Come già una settimana, fa è un raid aereo che domenica sera, nel t…

Jokowi blocca la legge sulla riforma penale

Rinvio. Con “calma e gesso” direbbero i giocatori di biliardo. E’ il senso del discorso che ieri ha tenuto in Indonesia il presidente Joko “Jokowi” Widodo che, dopo le proteste relative alla riforma del codice penale in discussione alla Camera bassa …

Mattanza afgana

Nell’arco di 90 minuti ieri i Talebani hanno messo a segno un duplice attentato. A Charikar, capoluogo della provincia di Parwan, hanno colpito un comizio elettorale del presidente Ghani e poco dopo, a Kabul, la cosiddetta rotonda Massud, nel…

Afghanistan senza futuro?

Una trasmissione di radio Radicale dedicata all’Afghanistan e condotta con la professionalità che lo caratterizza da Francesco De Leo. Dal minuto 33 e 20″ ConCLAUDIO BERTOLOTTIdirettore di START InSightMAURO DEL VECCHIOgià Comandante delle forze NATO i…

Afghanistan: il negoziato è morto?

“Per quel che mi riguarda il negoziato è morto”. E’ lunedi in America e in Afghanistan è già buio quando Donald Trump mette la pietra apparentemente tombale sul processo di pace coi Talebani. Zalmay Khalilzad, il suo uomo a Doha che ha sudato diverse c…

Kabul alza la testa (e Bruxelles e Roma la chinano)

Marginalizzato e politicamente indebolito dai negoziati solo bilaterali tra Talebani e Americani, il governo di Kabul prova a fare la voce grossa. Ieri Seddiq Sediqui, il portavoce del presidente Ashraf Ghani, ha reso noto che il governo “è preoccupato…

Afghanistan: L’accordo c’è ma la guerra continua

Un’auto bomba ha colpito stanotte nel cuore della capitale al Green Village, luogo frequentato anche da stranieri (almeno 16 morti e oltre 100 feriti) mentre si continua a combattere nel Nord del Paese, dove la guerriglia ha scatenato negli ultimi due …

Kalimantan: la nuova capitale sarà qui

L’ultimo indice di qualità dell’aria pubblicato dall’Energy Policy Institute dell’Università di Chicago (Epic) spiega che chi abita a Giacarta potrebbe vedersi ridurre di oltre due anni la sua aspettativa di vita se i livelli di inquinamento non scende…

Kashmir, il rischio di un’isteria nucleare

Il 16 agosto scorso, durante una visita del ministro Rajnath Singh a Pokhran nell’anniversario della morte dell’ex primo ministro Atal Bihari Vajpayee – l’ex premier indiano a capo del Bjp, partito ora al governo con Narendra Modi – il titolare indiano…

Great Game 2019-08-23 11:19:00

Farfak, Mimika, Manokwari, Sorong, Jayapura sono i nomi di alcune località delle province indonesiane di Papua e Papua Barat (un tempo Irian Jaya) dove da lunedi la piazza protesta contro il trattamento razzista riservato a Surabaya (Giava) ad alcuni s…

Stallo afgano tra venti di guerra

Dal Kashmir all’Afghanistan continua l’escalation di tensione in un’area che fa presagire nuovi conflitti e la difficoltà di risolvere quelli in corso. E mentre il premier pachistano visita l’Azad Kashmir e il Pakistan mette in guardia su un possibile …

Indonesia: com’è dura esser donna

Questo articolo è uscito sabato scorso su AliasLe illustrazioni di Marie Cécile corredano il libro di Feby Indirani”Non è mica la Vergina Maria” (Add 2019 trad. A Sorriente)Baiq Nuril Maknun è un’amministratrice scolastica di Lombok, la capitale d…

Indonesia al femminile: fragranti e blasfeme

Questo articolo è uscito sabato scorso su AliasAll’inizio fu Sastra Wangi o “letteratura fragrante”, un fenomeno che, alla vigilia della caduta della trentennale dittatura di Suharto, doveva sconvolgere il panorama culturale indonesiano. Quel fenomeno,…

Negoziati e attentati

Un articolo per il manifesto a 4 mani con Giuliano Battiston“Nel corso delle Operazioni Al-Fath un attacco martire ha colpito la stazione di polizia PD6 e l’adiacente Centro di reclutamento nella città di Kabul intorno alle 09:30 ora locale. L’attacco …

Il Kashmir tra India e Pakistan

Visto da IslamabadIl Pakistan chiede l’intervento dell’Onu. Un articolo uscito oggi su il manifestoUno dei paradossi della Storia vuole che sia stata proprio l’élite hindu del Kashmir negli anni Venti a volere per la regione uno statuto speciale che li…

Great Game 2019-08-04 11:32:00

A poco tempo forse da un annuncio congiunto talebano-americano sul negoziato di pace, secondo  uno schema ormai abbastanza usuale nel gioco a scacchi globale del presidente americano, Donald Trump è tornato venerdi proprio sul dossier Afghanistan …

La Cina e il cortile di casa

Mekong, il fiume che bagna 5 PaesiViaggio in Laos, il Paese senza sbocco al mare del Sudest asiatico, la sempre più solida periferia di Pechino in Asia. Con luci e ombre. Per capire davvero cos’è e come è già in essere il progetto cinese One Road …

Vittime civili

“Nei primi sei mesi del 2019 – si legge nell’ultimo rapporto di Unama – il conflitto ha continuato a uccidere e mutilare migliaia di civili, allontanando le famiglie dalle loro case e colpendo servizi essenziali tra cui istruzione e sanità”. Dal 1° gen…

Sconfinate a Universocorto (Tuscania)

All’interno del Festival Universocorto che quest’anno si tiene a Tuscania viene ospitato 

Nella foto di Marco Corsi la presentazione del Festival: da destra l’assessora Nicolosi, il sindaco Bartolacci,
il direttore artistico Romboli e la responsabile organizzativa D’Averi. Di fianco…Forrest Gump
co protagonista di un evento che vede come presidente della giuria Robert Lee Zemeckis che ebbe l’Oscar per il film


                                          LO SPETTACOLO DEL CONFINE
                                             Una produzione di Lettera22
Lo spettacolo del confine” è una piece delle durata di circa 40 minuti in cui si mescolano teatro e lettura, costumi (nel vero senso della parola) e approfondimento su sette realtà di frontiera: dal Medio Oriente al Pakistan, dal Sahara al Mediterraneo sino alle frontiere ottocentesche napoleoniche in Europa quando nasce il passaporto.

Tuscania giovedi 25 luglio ore 18.30
Inizia con una lettura di  brani dalla collettanea “Sconfinate. Terre di confine e storie di frontiera” (Rosenberg&Sellier): sette casi che vengono intervallati da un intervento a braccio di Emanuele Giordana, curatore del volume. Le letture sono  piane, non teatrali ma volutamente “fredde” che addentrano il lettore nella storia di questa o quella frontiera. Subito dopo, o subito prima, Giordana spiega a braccio dettagli, personaggi, ambienti con dei piccoli travestimenti che, con i vari cambi di abito, trasportano lo spettatore anche in un’atmosfera visiva e immaginifica. Sullo sfondo si susseguono delle mappe geografiche che aiutano a capire dove ci si trova geograficamente. Lo scopo è semplicemente quello di rendere la complessità del confine, la sua varietà, la sua crudeltà. Non strumento di difesa, come lo si vorrebbe, ma di offesa. Non ponte ma muro. La prima presentazione della piece è avvenuta a Trani durante “I dialoghi” nel 2018 ma da allora si è evoluta e arricchita.



Il programma dei film del Festival a Tuscania Edizione 2019
Tutto il programma della tre giorni tuscanese

Strage nel giorno delle nozze

Il distretto afgano di Pachir Aw Agam, nella provincia orientale di Nangarhar al confine col Pakistan, non ha una bella fama. Comprende le grotte di Tora Bora antico rifugio talebano sottoposto a pesantissimi bombardamenti. Ieri è tornato sotto i rifle…

Afghanistan: Il bollettino quotidiano della morte

Nadir Shah SahibzadaIl commando è formato da tre guerriglieri che alle 12.30 di ieri entrano in un albergo a Qala-e-Naw, capoluogo della provincia occidentale di Badghis che confina col Turkmenistan. L’albergo nel cuore di una cittadina il cui nome si…

Il Bando della Scuola di giornalismo Fondazione Basso

La Fondazione Basso è lieta di comunicare l’apertura del bando della Scuola di giornalismo Lelio Basso – XV edizione – 2019-2020Bando aperto (1 luglio – 15 ottobre)OPEN DAY: 5, 27 sett, 11 ott, 17h00Fondazione BassoVia Dogana Vecchia, Roma (di fianco a…

L’Himalaya è a secco

Un contadino afgano ha una disponibilità d’acqua quasi trenta volte minore rispetto a un suo omologo cinese, indiano, birmano o bangladese. Eppure abitano la stessa macroregione, un’enorme catena montuosa affacciata su pianure desertiche o alluvionali,…

Great Game 2019-07-03 03:19:00

Un talebano che al posto del Kalashnikov porta in spalla una grande matita. Il simbolo di Usaid – l’agenzia di cooperazione americana – di fianco a una bomba che cade dal cielo. Un ragazzino e un cane che fan pipì su un cumulo di AK47. Sono alcuni dei …

Bombe sul negoziato (e sui civili)

Zalmay Khalilzad: il negoziatoreMentre è appena iniziato il settimo round negoziale a Doha tra americani e talebani, la guerriglia in turbante si macchia dell’ennesima strage di civili a Kabul. Ieri mattina un’autobomba è scoppiata davanti a un centro …

Morti bianche nella città del "principe rosso"

E’ la città del “principe rosso” cambogiano Norordom Sihanouk quella che da ieri è il teatro di nuove morti bianche. Eppure sul principale quotidiano in lingua inglese di Phnom Penh la notizia non c’è. Nemmeno stamane. Bisogna andare su altre test…

Iran-Usa: l’escalation militare e il "fronte orientale"

Il ministero della Difesa americano ha reso noto il dispiegamento di circa 1.000 altri soldati in Medio Oriente “a scopo difensivo”, per le minacce che proverrebbero dall’Iran. Secondo Washington i recenti attacchi iraniani convaliderebbero “informa…

La Cambogia al Teatro Parenti di Milano

TEATRO FRANCO PARENTI (Milano)venerdi 14 giugno 2019ore 18 OLTRE IL CINEMA .Tasselli d’Arte SOKSABAY Il coraggio di MarieDi Floriana Chaillyin sala l’autrice e Emanuele Giordana, giornalista, racconteranno della Cambogia di oggi Il cortometraggio:SOK …

Il mio eroe nelle elezioni tailandesi

Credit: Bangkok PostQuesto signore nella foto a destra si chiama Siripong Angkasakulsiat. E’ un parlamentare eletto nelle ultime legislative alle quali l’altro ieri a Bangkok è seguita la votazione di Camera e Senato per eleggere il premier. Votazione …

La scia "rossa" del viaggio di Conte

Se come sostiene una recente pubblicazione di Arel – il centro studi fondato da Nino Andreatta – il Vietnam è “un laboratorio di successo” dove testare quel che resta della vivacità imprenditoriale italiana, il viaggio di Conte potrebbe essere una dell…

Dove sono finiti i marciatori afgani per la pace?

Sono partiti in una cinquantina alla fine di maggio da Lashkar Gah alla volta di Musa Qala, una delle roccaforti talebane nell’Helmand a circa 130 chilometri da quello che è stato il cuore – un anno fa – della nascita di un vasto quanto fragile movimen…

La Cina è vicina? No è già qui

Boten (Laos) – Una città può morire tre volte e rinascere per la quarta nel giro di meno di vent’anni? Boten, la città di confine tra Laos e Repubblica popolare cinese dice che si, è possibile. E che se la Cina era vicina, oggi è già qui in tutto il s…

Il martirio di Rafi

Nusrat Jahan Rafi aveva 19 anni quando il 6 aprile scorso un manipolo di suoi coetanei con qualche sodale più anziano l’ha attirata sul tetto di una madrasa del Bangladesh orientale e ha iniziato a minacciarla per una denuncia contro il superiore della…

Ritorno al cinema (indonesiano)

L’occasione è stata il 70esimo anniversario dei rapporti tra Italia e Indonesia che oggi ha visto nella bella ambasciata della capitale un incontro istituzionale col sottosegretario Manlio Di Stefano, lo Iai e alcuni buoni conoscitori della regione tra…

Cosa succede a Giacarta?

Prabowo: eterno secondoQuasi due giorni interi e soprattutto due notti di scontri a Giacarta dove chi ha perso le presidenziali ha chiamato i suoi per contestare i risultati. Almeno sei vittime. Centinaia i feriti e gli arrestati. Le avvisaglie in real…

Sri Lanka, arriva lo strongman

C’è una novità nella politica srilankese a pochi giorni dalla prima ricorrenza delle bombe di Pasqua che il 21 aprile uccisero oltre 250 persone in uno degli attentati recenti più sanguinosi. E’ una novità che ha in realtà un sapore antico poiché si r…

Caccia al musulmano

Gran parte della provincia nordoccidentale dello Sri Lanka ha visto un’ondata di violenze anti musulmane senza precedenti che ha costretto ieri il governo a imporre nuovamente il coprifuoco. Lunedi la misura escludeva altre aree del Paese ma da ieri s…

Il tradimento dei curdi

Il 16 maggio alle ore 18 alla Casa della Cultura di Milano, Maria Novella De Luca racconterà con le sue immagini la guerra dei curdi iracheni (a destra il suo scatto “Il pane di Kobane”. In collegamento skype Alessandro De Pascale. Un appuntamento…

La grigia continuità della politica estera italiana

Alleati degli Usa, fedeli alla Nato ed europeisti sempre meno convinti. Come (non è molto) cambiata la nostra strategia. Con qualche eccezione. Un articolo per il giornale “La Parola”Sostenere, come spesso accade, che la politica estera italiana non es…

Incognita Sri Lanka

Com’era già accaduto alcuni mesi fa – quando si verificò un vero e proprio pogrom anti musulmano – a far scoccare la scintilla è stato un banale incidente stradale che domenica sera ha coinvolto a Negombo due motociclisti e uno, forse due risciò. In un…

Sri Lanka: tutti i rischi della "caccia all’uomo"

Sainthamaruthu è una cittadina di 25mila abitanti dello Sri Lanka orientale. Completamente musulmana. E’ qui che la notte tra venerdi e sabato si è verificata l’ennesima strage. La versione ufficiale racconta che sedici persone sono morte dopo un’inten…

Caccia all’uomo a Sri Lanka

I corpi di 15 persone, tra cui sei bambini giacciono sul luogo di una feroce battaglia con armi da fuoco avvenuta questa notte in una città orientale dello Sri Lanka. E’ solo l’ultimo episodio di una caccia all’uomo nel dopo strage di Pasqua. Del res…

Sri Lanka: i musulmani temono ritorsioni

Crescono in Sri Lanka le preoccupazioni dei musulmani locali per possibili attacchi contro la comunità sull’ondata delle emozioni suscitate dalla strage nelle chiese cattoliche. E mentre prosegue l’indagine sulla pista islamista, presidente e governo c…

Garbuglio Sri Lanka

A due giorni dagli attentati in Sri Lanka durante il giorno di Pasqua arriva anche la rivendicazione. La firma lo Stato islamico attraverso l’agenzia Amaq. Ma sono poche righe che reclamano l’affiliazione degli attentatori che, per quanto si sa – e lo…

Quattro scenari per una strag

Il governo dello Sri Lanka punta l’indice sull’estremismo islamico mentre continua a salire il bilancio delle vittime della Pasqua di sangueIl giorno dopo la strage che ha stravolto lo Sri Lanka è la pista islamica quella che sembra essere nelle corde …

Afghanistan: il negoziato inciampa tra bombe e segreti

Il ministero delle Comunicazioni (Communications and Information Technology) è un palazzone moderno di 18 piani in cemento armato che domina il centro storico di Kabul. Ieri in tarda mattinata, mentre i suoi quasi 3mila dipendenti erano in pausa pranz…

Si vota in Indonesia. All’ombra dei militari

Con oltre 190 milioni di elettori che devono scegliere sia il nuovo presidente sia i 711 deputati del parlamento, le elezioni di oggi in Indonesia sono, assieme a quelle indiane, una delle più complesse tornate elettorali del pianeta. Gli occhi sono p…

Scommessa militare. Dal Sudan all’Algeria

Da Khartum ad Algeri, dalla Thailandia al Myanmar, da molti Paesi africani fino alla lontana Indonesia. Sono ancora i militari a dettar legge, in modo più o meno evidente e con ruoli di primo o di secondo piano. Un piano che in Occidente, dove i milita…

Crimini di guerra in Afghanistan: le mani legati della Cpi

La Camera preliminare della Corte penale internazionale (Cpi) – la corte che deve giudicare l’ammissibilità delle richieste di indagine del procuratore generale dell’Aja – ha respinto oggi all’unanimità la sua richiesta di procedere con un’indagine s…

Perché resto filocinese

In questa riflessione per DinamoPress – un po’ disarmato dalla ridda di voci che ci mettono in guardia dal pericolo giallo – mi chiedo se deve farci davvero paura la Nuova Via della Seta?Negli anni Settanta un’intera generazione fu abbagliata dal maoi…

La giunta tailandese alla prova del voto

Se c’erano dei dubbi sul fatto che le elezioni tailandesi siano lo specchio di un vecchio scontro – quello tra le giunte militari sostenute dalla monarchia e i sostenitori della famiglia Shinawatra (Thaksin e sua sorella Yingluck entrambi esautora…

La memoria della guerra nel Vietnam. La Cambogia -2

La frontiera cambogiana, ma sarebbe meglio dire le frontiere cambogiane, esibiscono soprattutto casinò. Alti, lucenti, accattivanti in un paesaggio di case basse e misere come al posto di confine di Brum dove, tra duty free e roulette, è sorto un polo …

Il mondo salvato dai topolini

Esistono ratti in grado di annusare l’esplosivo di una mina e individuare così gli ordigni inesplosi. Storia di un topo africano e di un ricercatore belga. Una storia scritta per l’inserto green de il manifesto uscita giovedi scorsoSiem Reap (Cambogia)…

Doha. Il negoziato procede ma senza una tregua

Nel quinto round negoziale a Doha tra talebani e americani non è stato ancora il cessate il fuoco l’argomento principale della discussione. Le due delegazioni hanno scelto di approfondire i due argomenti principali già emersi alla fine dello scorso inc…

India vs Pakistan, la grande paura

E’ difficile dire dove porterà l’escalation di tensione tra India e Pakistan che ieri mattina ha visto l’aviazione di Delhi colpire obiettivi – campi di addestramento guerriglieri – a Balakot, in territorio pachistano. Le versioni dei due Paesi so…

La memoria della guerra nel Vietnam. La Thailandia – 1

La Thailandia fu la retrovia logistica degli Stati uniti durante il lungo conflitto nel Sudest asiatico. Ci stazionarono fino a 50mila uomini. Che usarono quel Paese per le guerre aperte e quelle segrete. E per spassarsela nelle ore di libera uscita. …

La Cina è vicina

Nel remoto angolo di Laos in cui mi trovo (non così remoto per la gente di qui visto che si tratta di una cittadina non piccola) si sente che la Cina è vicina.  Muang Xay capoluogo della provincia settentrionale di Oudomxai (come è anche chia…

A rischio la favola della pricipessa e il generale

E’ molto a rischio la designazione di Ubolratana a premier della Thailandia nelle prossime elezioni del 21 marzo: venerdi in tarda serata infatti, suo fratello Maha Vajiralongkorn – il re della Thailandia – ha bollato come “inappropriata” la scelt…

La signora (di sangue blu) e il generale

A sorpresa la signora Ubolratana di Thailandia, già Mrs. Julie Jensen e ancora prima Sua altezza reale principessa Ubolratana Rajakanya Sirivadhana Barnavadi, ha deciso di candidarsi come futuro premier  alle prossime elezioni del 24 marzo che dov…

Dopo i colloqui di Mosca

Il Divide et impera vale anche per i Talebani. Dopo aver incassato a Doha una bozza di accordo con gli Stati Uniti, escludendo il governo afghano dai colloqui con il rappresentante del presidente Trump, Zalmay Khalilzad, a Mosca ieri hanno dettato l’ag…

I cascami della guerra Usa-Cina (e della Guerra Fredda)

La guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti, una guerra che si combatte su più livelli (legale, diplomatico, commerciale), ha code un po’ ovunque. Nel Sudest asiatico ne sono molto molto preoccupati.Lon Nol (al centro) con Spiro Agnewallora vice presi…

Afghanistan, se si muove l’orso russo

Mentre nel governo gialloverde il dossier afgano sembra ormai già archiviato – dopo le schermaglie tra Difesa ed Esteri, i dubbi della Lega e i sorrisi a cinque stelle – le cose continuano a muoversi sul terreno della diplomazia dei grandi che ha ormai…

Sempre caro mi fu…Cronache (positive) da Collebeato

Collebeato com’è oggi…..Se i nomi bastassero e se stessi, il Comune bresciano di Collebeato sarebbe già a posto con quello che si ritrova. Ma la cornice collinare che sovrasta questo borgo alla periferia nordorientale di Brescia, da cui lo separa il…

Accordo Usa/Talebani: la lettura della guerriglia

Sappiamo abbastanza delle posizioni americane sulle prime mosse di un accordo di pace in Afghanistan. Ma qual è  esattamente la posizione della guerriglia? Cosa pensano del negoziato i talebani?Mercoledì scorso – scrive oggi Pak Tribune –  i …

Trenta, Moavero e la guerra afgana

Il fatto che il ministro degli Esteri Moavero Milanesi abbia detto di non saperne nulla, all’indomani delle indiscrezioni sul ritiro dall’Afghanistan dei soldati italiani nell’arco di 12 mesi deciso dalla ministra Trenta, è non solo anomalo e imbarazza…

Italia/Afghanistan. Ci ritiriamo. Con calma

La base Usa di Bagram. E entrata nel negoziato?Se l’accordo in fieri tra talebani e americani enucleato nel Qatar è ancora figlio delle indiscrezioni, anche il ritiro dell’Italia dall’Afghanistan – bandiera elettorale dei partiti ora al governo – è poc…

Bombe sul referendum

Si è chiusa con un bilancio pesantissimo la giornata di oggi a Jolo, nelle Filippine, dove un doppio attentato ha ucciso – secondo l’ultimo bilancio, 5 militari e 15 civili e ha ferito oltre un centinaio di persone che stavano assistendo alla messa ce…

Si tratta, si negozia, forse si decide

Dal Qatar, dove ha sede l’ufficio politico dei talebani nella capitale Doha,arrivano segnali sempre più importanti. Segnali importanti dai colloqui tra l’inviato degli Stati Uniti Zalmay Khalilzad e il movime nto con cui si tratta, si negozia, si decid…

Noi non abbiamo paura della bomba

I borghi italiani riservano sempre qualche sorpresa. Piacevole o spiacevole a seconda dei casi e, molto spesso, addirittura al contrario di quel che sembrerebbe osservando una carta geografica o un depliant turistico. Su googlemap ad esempio, la cittad…

La guerra dormiente sotto il Prasat Preah Vihear

Raggiungere il tempio khmer di Prasat Preah Vihear non è facile. Il grande complesso, composto di lunghi corridoi, cinture murarie ed enormi mura di pietra, è un gioiello dell’arte khmer della prima metà dell’XI secolo, quando il buddismo ancora non er…

Gli occhi di Jayavarman VII

Il viso scolpito di questo monarca khmer è quello di Jayavarman VII, il re cambogiano che, tra il 1181 e il 1218, fece raggiungere alla cosiddetta civiltà di Angkor il suo apogeo. Jayavarman VII è famoso per almeno quattro cose: aveva estromesso g…

Rimetti a noi i nostri debiti. Le parole chiave

Questo articolo firmato con Veniero Rossi è apparso il 12 gennaio su ilmanifestoA occuparsi del popolo degli indebitati sono Srl o Spa, commercialisti, avvocati, ragionieri; o ancora associazioni antiusura, misericordie, uffici parrocchiali, Caf e così…

Lieto fine per Rahaf. Schiaffo thai per Riad

 Una brutta storia con una giovane donna al centro. L’intervento dell’Onu e l’ospitalità di un Paese cui lei chiede rifugio. Uno scontro tra monarchie. La potenza di 146mila follower su Twitter e – perché no – un diamante blu. Si potrebbe sintetiz…

Myanmar, niente appello per i reporter in galera

La corte d’appello di Yangon ha rigettato ieri il ricorso presentato dai legali di due giornalisti birmani dell’agenzia internazionale di stampa Reuters che, nel settembre scorso, sono stati condannati in primo grado a sette anni per violazione del seg…

Violenze nel Rakhine*

L’Ufficio di presidenza del Myanmar ha accusato lunedi l’esercito dell’Arakan ( Arakan Army/AA) – un gruppo armato dello Stato occidentale del Rakhine responsabile degli attacchi della scorsa settimana a quattro avamposti della polizia birmana – di le…

Afghanistan. Burattinai e burattini

Gioppino, burattino bergamascoSotto: Ashraf Ghani Questa volta saranno da soli. Né pachistani, né sauditi, né iraniani, né emiratini ma, soprattutto, rivelato da Tolonews, ormai Washington avrebbe digerito la pillola rinunciando a tenere il punto….

Com’era bella la mia isola

Sulla Thailandia insistono ogni anno circa 35 milioni di turisti. Considerato che è – se non la prima – tra le prime destinazioni mondiali e che, con 70 milioni di abitanti, uno su due è un turista (anche se ovviamente non tutti viaggiano nello stesso …

Tutti al mare a mostrar le chiappe chiare

Che l’ineleganza sia ormai un tratto delle società contemporanee – specie di quelle come la nostra in cui l’eleganza era un elemento saliente – è un dato di fatto. Che non smette mai di stupire. Colpisce, qui a Bangkok – una capitale da oltre dieci mil…

L’atomica e la lezione della Guerra Fredda

Nuovi documenti desecretati dai National Security Archives spiegano come l’invasione sovietica dell’Afghanistan nel dicembre 1979 abbia avuto   un impatto immediato sulla politica degli Stati Uniti nei confronti del Pakistan, che preoccupava …

Auguri nel prendere congedo

Nel prendere congedo dal generoso pubblico che segue Great Game, abbandono la scrittura – salvo eventuali emergenze – per qualche giorno e tornerò su questi schermi dal Sudest asiatico per cui sono in partenza per qualche mese.Non prometto meraviglie m…

Da gialloverdi a grigioverdi

Alcuni giorni fa la ministro Trenta ha compiuto la sua missione di rito in Afghanistan dove ha visitato il comando di Herat a guida italiana. Si è presentata in mimetica come già aveva fatto – per nulla apprezzato da chi la divisa la porta per mestiere…

I marine, il cellulare e Virgin Radio

Posseggo un telefono LG che ho comprato per 100 euro dopo il furto del mio Huawei. Non è male, funziona bene. Ma da che continuo a sentire la pubblicità che insistentemente mi tempesta sopratutto su Virgin Radio vorrei gettarlo dalla finestra e tornare…

Da isola verde a discarica

Crotta d’Adda è stata scelto da anni come Comune pattumiera per smaltire scorie di acciaieria e fanghi industriali. Ma di fronte all’ennesimo progetto di stoccaggio di rifiuti vegetali i cittadini dicono No
Questa fetta di territorio cremonese dove l’Adda si getta nel Po, attraversata da un canale navigabile quasi mai utilizzato ma con un’aria d’antan che non disturba il paesaggio, una volta la chiamavano l’”Isola Verde” . Oggi però a Crotta d’Adda, un pugno di chilometri da Cremona sulla statale che va a Codogno, di verde ce n’è sempre meno. E il pannello “Comune fiorito” che campeggia sotto il cartello autostradale che annuncia l’arrivo in paese sembra quasi una presa in giro. Territorio umido, famoso un tempo per i suoi ampi boschi, gli argini alti dell’Adda e i piccoli laghetti alimentati da acqua di risorgiva, Crotta è non a caso inserita nel Parco Adda Sud. Ma in quel parco, dove se sbagli a potare il tuo albicocco ti multa la forestale, di tutto quel passato rimane poco. La nebbia, sempre più rada in Val Padana, è stata sostituita dai fumi industriali e l’odore del sottobosco – in un paesaggio con alberi sempre più radi – da un puzzo di ammoniaca che, a sentir i residenti, in certe stagioni e in certi giorni diventa insostenibile tanto da dover tener le finestre chiuse.
Quell’odore pungente che arrossa gli occhi e prende in gola, si spande anche su una pista ciclopedonale ideata per una lunga ristoratrice passeggiata che oggi, in certi giorni, conviene abbandonare prima che la pedalata si faccia stanca. A Crotta d’Adda in effetti non si son fatti mancare niente: a una consolidata tradizione di vent’anni di smaltimento di fanghi industriali sui terreni agricoli, un impianto per la produzione di biogas, tre allevamenti intensivi di maiali, due di polli e tacchini, una pista internazionale di motocross, si è aggiunto anche quello che si avvia ad essere uno dei più grandi siti di residui ferrosi d’Italia. Provengono dalla vicina acciaieria Arvedi, un massiccio impianto industriale che, tra acciaieria e tuberia, impiega oltre 1600 persone e che ha trovato nella vicinissima Crotta il luogo deputato per innalzare le montagne di residui che sembrano la nemesi grigiastra dell’ex isola verde. Da 500mila metri cubi a 700mila e, in futuro, a oltre un milione e mezzo.
Il piccolo Comune di Crotta d’Adda (che non arriva a 650 abitanti) non è una delle tante vittime dirette dell’attività industriale del nostro Paese ma la vittima designata a far da discarica anche in ragione della sua bassa pressione demografica. Poco importa se i rifiuti sono organici, inorganici, puzzolenti e invasivi. Comune pattumiera. Adesso ci sarebbe in ballo anche un’altra attività di smaltimento rifiuti. Rifiuti verdi però e dunque, teoricamente, assai meno minacciosi di quelli creati da tutte le altre attività produttive. Ma a questo punto un manipolo di cittadini ha alzato la testa. E ha iniziato a dar battaglia. Quando è troppo è troppo.
La discarica della Sovea dovrebbe sorgere a fianco del sito di stoccaggio dell’acciaieria Arvedi (foto sopra) di cui si vedono
le montagne di scorie a poca distanza dal canale navigabile che collega il Po all’Adda. In alto, Via Roma a Crotta
Sulla codognese, che collega Cremona a Crotta per dirigersi poi all’altro polo industriale di Pizzighettone, l’imponete acciaieria Arvedi sembra annunciare l’imminente destino di Crotta, uno dei siti ecologicamente forse più interessanti del cremonese ma sacrificati alla vocazione industriale di un Paese che non ha ancora deciso che strada seguire. Più avanti, a Codogno, ha sede la Sovea srl, una piccola azienda con una decina di dipendenti, poco più di un milione di euro di fatturato e una specializzazione nel ritiro e compostaggio di rifiuti organici, dallo sfalcio delle aiuole pubbliche ai residui del giardinaggio. Piccola ma ambiziosa, con una concessione di smaltimento a Ghedi (Bs) fino al 2023, sceglie Crotta per un nuovo sito di compostaggio rifiuti. Uno più uno meno non sarà un dramma. Inoltre son eco rifiuti, meglio di così?
Tutto avviene all’insaputa dei cittadini. Poi un giorno Miriam, volontaria della Protezione civile, sente al bar la storia della Sovea: “Ma lo sai che….”. Miriam convoca un po’ di amici e racconta la chiacchiera di questa società che avrebbe in concessione circa 3 ettari di territorio di Crotta sul confine con la vicina Acquanegra. Gli amici rimangono prima perplessi, poi si organizzano. Il testimone lo raccoglie subito Cristina Cavalli, psicoterapeuta, ma poi si aggregano Luigi, pensionato, Cristiano, operaio, Costantino, agronomo, Antonella, Samuele, Mariateresa, Andrea, Luciano, Canio, ovviamente Miriam e persino il parroco di Crotta, don Angelo. Comitati ne sorgon due: “Tuteliamo il nostro ambiente” a Crotta e “Orizzone Libero” ad Acquanegra. Chiedon lumi in municipio ma la frittata è fatta. Il 27 ottobre, il decreto n 740 della Provincia, previa integrazione di alcuni dati, autorizza il progetto di Sovea consentendole di… bypassare la Valutazione di impatto ambientale: 50mila tonnellate all’anno di rifiuti vegetali con un via vai stimato a di 100 camion al giorno e compostaggio che inevitabilmente aggiungerà nuovi miasmi che il vento disperderà su Crotta e Acquanegra. I due comitati fan fuoco e fiamme e alla fine costringono il Comune a prendere posizione. Ma han contro tutti.
Una vignetta sulla “sindorme Nimby”.
 La stampa locale non ha trovato di meglio
che tacciare i residenti di numbysmo…
Il giornale locale, La Provincia, li taccia di sindrome di Nimby (non nel mio giardino), facendoli figurare per retrogradi che si oppongono a progresso e sviluppo. Il presidente della Provincia Davide Viola (Pd) si trincera dietro i suoi tecnici che han dato parere favorevole benché tutto l’associazionismo locale, ambientalista e non, da Legambiente alle Acli, dall’Arci a piccole e grandi sigle della provincia si schieri con Crotta. Il progetto di Sovea rallenta ma va avanti. Ci son ben quattro Conferenze dei servizi e adesso si attende l’ultima, da cui dovrebbe uscire la sentenza definitiva. I politici locali saltabeccnao qui e là, promettendo interventi ma con un occhio alle imminenti amministrative e in fondo Crotta conta solo qualche centinaio di voti. Davvero pochi per spendersi troppo. I cittadini non demordono: appendono le lenzuola alle facciate delle case, raccolgono firme, cercano alleanze. Costringono il Comune a fare ricorso al Tar ma anche li la cosa si perde: il ricorso è del dicembre scorso ma non si sa nemmeno quando sarà discusso. “La politica – dice uno di loro – ha abdicato al suo ruolo. E se si lascia fare a tecnici, avvocati, geometri il gioco è fatto. Perché l’industria privata, se non c’è la politica, vince sempre”. E’ solo questione di tempo. Alla prossima Conferenza dei servizi, davanti ai tecnici provinciali cui spetta l’ultima parola, ci sarà il Comune, Arpa (ambiente), Ats Valpadana (sanità), Sovea. Ci saranno anche i Comitati e Legambiente ma come uditori, senza diritto di parola. Mica son tecnici… Facile che il presidente della Provincia salti, com’è suo diritto, la seduta. E che anche le altre forze politiche si girino dall’altra parte. Da quella, verrebbe da dire, dove non si vedono le facce dei residenti.

Dimenticavamo! Quest’area è anche una riserva di caccia con rischio certificato di impallinamento, ossia con responsabilità personale per chi si avvicina agli argini durante il periodo in cui si cercano lepri e fagiani. Di cui, fino a qualche anno fa, c’era a Crotta un allevamento intensivo…

Questo reportage è uscito ieri sull’inserto Extra del Manifesto

Il diritto dei rohingya

Il lavoro di raccolta di informazioni, testimonianze, prove che ha portato nel settembre del 2017 il Tribunale Permanente dei Popoli (Tpp) a emettere una sentenza di genocidio e crimini di Stato perpetrati a danno di Rohingya, Kachin e altre minoranze…

Viaggi all’Eden sconfinati a Crema. La mia città

Comune di Crema – Assessorato alla Cultura- Turismo e Pari Opportunità Associazione culturale Orizzonti Nomadi – L’Angolo dell’Avventura sezione di CremaIl viaggio attraverso le immaginiReportage di viaggiatoriCiclo di videoproiezioni a CremaGli incon…

Sorpresa indiana

I fumetti dell’epica tradizionale che andavano a ruba sulle bancarelle, affascinarono anche i primi viaggiatori occidentali che scoprirono negli anni Settanta i diversi tipi di nuvole dell’India. Rievocazioni fumettistiche per l’inserto Asia de il manifesto uscito venerdi col quotidiano
Dopo l’abbuffata di Paperino, NemboKid e Topolino, che ormai aveva perso la sua casta nudità da Grande Depressione per trasformarsi in un detective borghese e azzimato, in Italia – seppur con un certo ritardo – cominciarono ad arrivare dall’America i primi fumetti alternativi: nati in America negli anni Sessanta, i Fabulous Furry Freak Brothers di Gilbert Shelton e Mister Naturaldel grande Robert Crumb, iniziarono a influenzare il mondo del fumetto italiano allora dominato, oltreché dagli eroi della Walt Disney, traghettati nell’Italia del Dopoguerra da Arnoldo Mondadori, da Tex (Bonelli), Black Macigno e Capitan Miki (EsseGesse) e, solo più tardi, da tavole e sceneggiature più innovative e politicamente corrette come Ken Parker, Corto Maltese o le storie di Manara. Ma negli anni Settanta, durante l’epopea del Viaggio all’Eden nei territori di un’Asia ancora sconosciuta specie nel mondo delle tavole dei fumettari, c’era però anche una simpatica sorpresa ad aspettare i Freak Brothers europei che si erano messi in marcia verso Benares e Kathmandu in scalcinati pulmini Volkswagen o con i mezzi pubblici locali.

In India, di cui quei giovinastri curiosi ignoravano tutto mentre si lasciavano affascinare da incensi e religioni, stili di vita e quel misto incredibile di mogul, British India e pinnacoli fallici dei templi induisti, i fumetti erano realtà da tempo. E solo il nostro provincialismo poteva farci credere che la terra del fumetto d’autore fosse solo quella occidentale o statunitense che peraltro aveva influenzato la nascita dei primi comic (di origine oltreoceanica come Mandrake, Flash Gordon o Rip Kirby) apparsi sulle pagine del Times of Indiagià dagli anni Sessanta (un fenomeno che era arrivato anche da noi sulle pagine de Il Giorno di Mattei). Solo un decennio dopo, in India si potevano però già cogliere i frutti di una evoluzione nazionale dell’arte del fumetto che ripescava miti e storie della tradizione locale e traduceva in nuvole molto popolari i personaggi del Mahabharata o del Ramayana, poemi epici della traduzione indù.
Per i giovani viaggiatori, che alternavano visite non guidate a moschee e templi ma che passavano gran parte del tempo a indugiare in ben altro tipo di nuvole, le tavole in bianco e nero e poi a colori con la storia dell’epica indiana erano un vero trastullo. Il boom che ne seguì a livello nazionale (i turisti non ne erano che un piccolissimo segmento) pare sia arrivato tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta con picchi di vendite sino a 500mila copie. Non male per un’arte a torto considerata minore. Gli editori erano ormai decine e molte pubblicazioni erano, oltreché in inglese, anche nei vari idiomi di un Paese che solo di lingue “ufficiali” (quelle buone cioè per gli atti della pubblica amministrazione) ne conta oltre venti Benché il genere sia adesso in declino, forse minacciato dall’espansione del televisore e in seguito del web, eventi come Comics Fest India o Comic Con India raccontano di una vivacità e popolarità, poi arricchitasi di nuovi personaggi, storie, disegnatori e sceneggiature, che continua a interessare una larga fetta di pubblico di età diverse.

Certo l’epopea del fumetto un po’ scolastico ma suggestivo che raccontava le avventure delle divinità e di qualche guru, re o santone, resta un fenomeno interessante e che continua a essere pubblicato o ripubblicato oltreché essersi trasformato in una sorta di cult per

collezionisti appassionati che passano il loro tempo a spulciare le bancarelle di Calcutta o di Delhi in cerca di “The False Hermit” (edizioni D. Kumar) di P. B. Kavadi, disegnatore che adesso si è dedicato a un’edizione del Mahabharata in e-comic per stare al passo con i tempi.

Solo perché il ragazzo era cieco, Soordas divenne il bersaglio di ogni scherzo di cattivo gusto – racconta una delle sue tante storie – ma la sua famiglia non si rendeva conto che lui poteva vedere più di chiunque altro… poteva dirigere un pastore alla sua capra perduta o descrivere esattamente come l’idolo del suo amato Signore Krishna fosse vestito nel tempio quel tal giorno. L’imperatore mogul Akbar venne personalmente ad invitarlo nella sua corte…”.

 Buona lettura.

Atlanteguerre a Cremona 1 dicembre

Forum delle Idee Cremona Presenta sabato 1 dicembre l’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo2018Riprendono le iniziative pubbliche dei giovani del Forum delle idee, in collaborazione con la Tavola della pace di Cremona e il Movimento Federalist…

Ghani ci riprova

A 4 mani con Giuliano Battiston per “il manifesto”“L’obiettivo della conferenza è mostrare la solidarietà della comunità internazionale con il popolo afgano e il governo nei loro sforzi per la pace e la prosperità”, recita il comunicato con cui l’Onu h…

Radio Rohingya

In questo video di Unhcr la radio nei campi di Cox Bazar. Quanto vale ancora oggi la diffusione di  notizie e intrattenimento FM. Viva la radio!vedi anche cose ne dice Al Jazeera

La settimana della moda

Delhi, Washington, Zagabria ma anche Milano, Torino, Bolzano. Sono solo alcune delle città dove, con modalità diverse, lavoratori e attivisti della Campagna mondiale “Turn Around, H&M!”, mette nel mirino H&M, al secolo Hennes & Mauritz, col…

La parola genocidio

Pol Pot

La Corte straordinaria della Cambogia, un organismo giuridico misto creato dall’Onu, ha condannato ieri a Phnom Penh per genocidio Nuon Chea e Khieu Samphan, gli ultimi due capikhmer rossial vertice della Kampuchea Democratica di Pol Pot, artefice di uno dei maggiori stermini di massa della seconda metà del secolo scorso. I due vecchi sono già stati condannati all’ergastolo per crimini contro l’umanità ma la rilevanza della notizia sta nell’uso di quella parola: “genocidio”. Che, finora, non era mai stata usata ufficialmente e legalmente nelle sentenze di una corte che non prevede la pena capitale e che dunque non ha potuto che reiterare la condanna già in essere alla catena perpetua.
Vittoria del diritto? La parola fine auno degli episodi più bui del secolo breve? O, come qualcuno dice, una beffa che arriva a quarant’anni – e con milioni di dollari spesi – dalla fine del breve regime del terrore istituito da Pol Pot e dai suoi sodali in Cambogia tra il 1975 e il 1979? Per dirla tutta la condanna di genocidio non riguarda effettivamente quell’oltremilione e mezzo di cambogiani (le stime variano tra 1,5 e 2 milioni) che perirono per fame e stenti o che finirono nella macchina delle epurazioni che aveva nella prigione di Tuol Sleng, ora museo dell’orrore, la sua iconanella quale si entrava vivi e si usciva solo da morti. La condanna riguarda quanto i khmer rossi fecero alla minoranza musulmana dei Cham (un’antica popolazione migrata a Nord dall’Indonesia in epoca remota) e a quella vietnamita in onore a una frase di Pol Pot che voleva anche l’ “ultimo seme” di quellacomunità spazzato via dalla sua nuova Cambogia che aveva ricominciato dall’anno zero. Per quel milione e mezzo di cambogiani uccisi, la parola genocidio non è stata formulatadalle legge internazionale che dal 1997 è rappresentata dalla corte straordinaria(Eccc) concordata dall’Onu con l’allora reame cambogiano. Per quei crimini, sia Nuon Chea sia Khieu Samphan sono giàstati condannati alla prigione a vita quattro anni fa; eppurele loro vittime, dicono i critici del concetto di genocidio che regola l’azione delle nazioni Unite, furono l’oggetto di un’azione genocidariaseppur i carnefici appartenessero allaloro stessa comunità.
Infine non si può nemmeno dire che la partita khmer rossi sia definitivamente chiusa. Ci sono almeno altri quattro responsabili giàindividuati e che meriterebbero di essere giudicati dalla corte speciale. Ma chi si oppone è Hun Sen, premier d’acciaio e dittatore tollerato: ex khmer rosso poi passato al Vietnam, fu tra coloro che guidarono l’invasione vietnamita e che da Hanoi fu posto a comandare la nuova Cambogia filovietnamita. Hun Sen vuole chiudere la partita che dunque lascia solo alla Storia un giudizio non solo sui criminali di guerra ma sugli attori esterni – da Pechino a Washington, da Londra ad Hanoi – che, più o meno direttamente, appoggiarono i khmer rossi oppure li combatterono in un “Grande Gioco” asiatico dove la Cambogia fece la fine dell’Afghanistan e dove i khmer rossi furono assassini ma anche eroi, burattini i cui fili venivano tiratifuori dal Paese. Una brutta vicenda che in tribunale non è mai entrata.
Nuon Chea, 92 anni, la pelle incartapecorita e slavata, era il “fratello numero due”, l’ideologo che con Pol Pot, al secolo Saloth Sar, ideò la Cambogia puradell’anno zero. Khieu Samphan, 87 anni, era invece l’ex capo di Stato. Entrambi ebbero la condanna del carcere a vita nel 2014. Non da soli. Kaing Guek Eav, meglio noto come “Duch”, l’uomo che reggeva le sorti di Tuol Sleng – l’ex liceo della capitale conosciuto anche come S-21 – ha lui pure avuto l’ergastolo: condannato a trent’anni del 2010 si è vistocommutare la pena nel carcere a vita due anni dopo. Ma ha scampato l’accusa di genocidio proprio perché S-21 era la galera dedicata ai cambogiani ribelli. Lui peròin prigione non c’è: la malattia lo ha fatto ricoverarein un ospedale a Phnom Penhdove deve aver visto il processo in tv. E’ andata bene anche al “fratello numero tre”, al secolo Ieng Sary, che l’ergastolo lo aveva già avuto nel 2007: membro del Comitato centralee ministro degli Esteri, è morto nel 2013 scampando così al processo per genocidio. A sua moglie Ieng Thirith, ministro e sorella della prima moglie di Pol Pot, è andata ancora meglio. E’decedutanel 2015 senza mai esser giudicata: ormai arteriosclerotica non erain grado, si disse,di affrontare il processo.
Scamparono il processo anche Ta Mok, il “macellaio”, morto in carcere nel 2006 e Son Sen, il capo dell’esercito cambogiano, morto nel 1997. Ma l’imputato per eccellenza, che non ha mai visto né un giudice né un carceriere e che è morto nel suo letto di guerrigliero nelle montagne del Nord, è il “fratello numero uno”, Pol Pot, passato a miglior vita nel 1998.
La morte di Pol Pot, primo ministro della Cambogia dal 25 ottobre 1976 al 7 gennaio 1979 (i suoi vice erano Ieng Sary, Son Sen e Vorn Vet, ucciso a S-21 nel 1978) è un piccolo giallo. Le cronache dicono che sia morto di un attacco di cuore mentre aspettava la macchina che avrebbe dovuto consegnarlo alle autorità cambogiane secondo un piano concordato daalcuni del vertici khmer rosso, tra cui Ta Mok. Ma secondo il giornalista Nate Thaye, che lavoravaper la Far Eastern Economic Review, si sarebbe ucciso con una dose eccessiva di Valium e clorochina. Proprio per sfuggire l’onta di un processo. Per genocidio o altro, probabilmente per lui non avrebbe fatto differenza.

Il freddo autunno del contribuente

La pace fiscale gialloverde che salva i ricchi e dà una manina ai poveri e cambia tutto senza cambiare nulla. UN’inchiesta a quattro mani con Veniero Rossi uscita su il manifesto del 13 novembrePer sapere esattamente cos’è la cosiddetta “pace fiscale” …

Stop al rimpatrio dei rohingya

Il ponte dell’amicizia in una foto pubblicata dal Daily Star di Dacca”Ponti dell’amicizia”. I manufatti sui fiumi che separano due Paesi molto spesso li chiamano ponti dell’amicizia. Non fa eccezione quello che congiunge a Ghumdhum il distretto ba…

Aung San Suu Kyi sempre più isolata

Per Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace e de facto premier birmana, quello di ieri è stato forse uno dei suoi giorni peggiori. Ieri infatti le hanno chiuso la porta in faccia  un primo ministro, un Alto commissariato Onu e Amnesty Internati…

Sconfinamenti a Book City

Presentazione del volume”Sconfinate”Milano Book CitySabato 17 novembre 2018ore 12 Fondazione Giangiacomo Feltrinelli – Sala LetturaViale Pasubio 5Guarda tutto a Programma 

Quanto costa la guerra al terrore

Fort Snelling National Cemetery Usa. Costruitonel 1939. Quanti ne continuano a seguire?Quanti morti è costata e sta costando la guerra al terrore scatenata dopo l’11 settembre? Se il dolore ha un numero, nel novembre del 2018 questo numero ha superato …

Il fotografo che pettinava i tori

“Allora la data deve essere su per giù 93 /94… siamo partiti da Parigi per raggiungere Udine con un furgone di un amico e, naturalmente, almeno la Francia, fuori autostrada. Non ricordo quanto tempo ci abbiamo messo… credo decine di ore… Con Mari…

Il razzismo della rete telefonica

Una volta c’era “il telefono la tua voce”, vecchio spot della Stipel poi Sip quando si parlava con la cornetta. Oggi, con smartphone e altre diavolerie, il telefono è invece la “loro” voce o meglio quella dei call center che smistano richieste, contrat…

Tanti auguri Lettera22

I 25 anni di Lettera22 a RomaLeggi l’articolo di Luciana Borsatti per Articolo21 che racconta dell’incontro al Salone dell’editoria sociale di Roma nei giorni scorsi

La piccola lezione di Lettera22 venticinque anni dopo

Quel che si impara a fare, passate alcune decadi dal proprio genetliaco, è mascherare abbastanza bene le proprie emozioni.Se non fosse così, ieri mi sarei lasciato andare a un pianto liberatorio di pura felicità. Si può piangere infatti anche per un ec…

Scommessa Imran Khan

La scena politica del Pakistan, abbastanza abituata agli scossoni politici, ha appena assistito all’ennesimo cambio della guardia. Impensabile soltanto pochi mesi fa. L’ex cricketer Imran Khan, un personaggio dal solido linguaggio populista e fino ad o…

Cos’è Lettera22 e perché parlo bene di lei

Circa 25 anni fa, un gruppetto di ex redattori dell’Avanti! – storica testata socialista – espulsi prematuramente dal mercato del lavoro editoriale che si avviava a diventare sempre più asfittico, ebbero un’idea. Che allora sembrò balzana. Anziché tent…

Sconfinamenti (in costume) a Certaldo

Una performance un po’ inusuale per raccontare la storia dei confiniA Certaldo il 30 ottobre.Delle volte anche l’abito fa il monaco: dai genieri di Sua maestà britannica agli emiri dell’Afghanistan – che i confini li negoziarono – sino ai paria di tutt…

Lo sfascio del fascio. La ferita urbanistica di Lecce

Razionalismo vs baroccoChiunque abbia avuto modo di visitare Lecce non può che essere rimasto  stupefatto dalla bellezza del barocco seicentesco che attraversa l’intera città. Feudatari assenteisti e in cerca di esibizione, notabili e possidenti, …

Sconfinate a Conversazioni sul futuro a Lecce

Domenica 28 ottobre (ore 10.30 – ingresso libero) alla Libreria Liberrima di Lecce, per il Festival Conversazioni sul futuro, appuntamento con la presentazione del libro “Sconfinate. Terre di confine e storie di frontiera” a cura di Emanuele Giordana …

Italia/Afghanistan. Storia di un disiteresse


Questo articolo è 

un  contributo
 al un dossier sulle elezioni afgane
 uscito il 18 ottobre su ispionline





Per capire l’orientamento dell’Italia nella vicenda afgana è necessario prendere in considerazione diversi aspetti: dalla permanenza del nostro contingente militare – fino a qualche settimana fa numericamente il secondo dopo quello statunitense – alla politica migratoria o di cooperazione civile. Il ministero degli Esteri ha un ufficio dedicato al Paese asiatico – col quale Roma si era impegnata inizialmente soprattutto a sostenere il “pilastro” giustizia e a contribuire significativamente alla missione Nato-Isaf (fino a 4mila soldati); attualmente però l’ufficio è senza la direzione di un “inviato speciale” (figura creata alcuni anni fa su ispirazione americana e adottata anche da altri Paesi europei) dal momento che l’ultimo in carica –Alberto Pieri – è stato nominato ambasciatore a Nairobi ai primi di settembre. Quanto alla politica di migrazione, l’Italia segue le direttive impresse nel 2016 dalla Ue con un accordo con Kabul per favorire il rientro degli afgani. Una decisione che sollevò polemiche per il carattere coattivo della misura – cui ha fatto seguito nel gennaio di quest’anno, ufficialmente per motivi di sicurezza, la chiusura degli uffici consolari di tutti i Paesi Ue, che ora rilasciano visti per l’Europa solo eccezionalmente. Va comunque notato che l’Italia è tra i pochi Paesi europei a non effettuare rimpatri forzati, pur avendo aderito, come membro dell’Ue, all’accordo tra Bruxelles e Kabul. Quanto all’aspetto militare e di strategia politica, ci si può invece affidare solo a dichiarazioni di intenti, soprattutto pre elettorali, da parte di chi regge l’attuale esecutivo. Dunque lo scenario si presenta abbastanza nebuloso e incerto, pur comprensibilmente visto che, dall’insediamento del governo, son passati solo pochi mesi e alcune scelte o indirizzi si presentano particolarmente spinosi specie se riguardano le sensibilità del nostro maggior alleato: gli Stati Uniti.

Ritirarsi o restare?

La missione militare che costa al contribuente italiano grosso modo 500mila euro al giorno, impegna circa 1000 soldati (tra il teatro afgano e la logistica nel Golfo) e ha tecnicamente il mandato di contribuire solo all’addestramento dell’apparato di sicurezza afgano. Per il quale effettivamente mille uomini sembrano un numero sovradimensionato. Chi si aspettava svolte clamorose, sul piano del ritiro o sulla riconversione della spesa militare in un maggior contributo alla cooperazione civile, è rimasto per ora deluso e non c’è segno che le cose possano cambiare a breve sebbene in passato partiti e movimenti ora al governo (M5S e Lega) abbiano fatto del ritiro dei nostri soldati un cavallo di battaglia.

“Sull’intervento in Afghanistan siamo sempre stati chiari. Per noi quello è un intervento che per la spesa pubblica italiana è insostenibile”. Così a novembre del 2017 Luigi Di Maio, in visita a Washington in veste di vicepresidente della Camera e candidato premier in pectore del Movimento 5 Stelle: “È già nel nostro programma ed era già nelle nostre proposte. Ma non siamo pregiudizialmente contro missioni di pace all’estero, specialmente quelle a guida italiana… Non c’è pregiudizio ideologico”. Posizione reiterata in campagna elettorale a febbraio 2018: «Pensiamo che il contingente italiano non debba più restare in Afghanistan. Questa missione espone i nostri soldati a rischi inutili».

Il 29 giugno 2018 la ministra Trenta, intervistata dalla rivisita americana Defense News, parla di un “cambio di passo” con una possibile riduzione dei militari da 900 a 700 unità (già stabilita però dal precedente governo). Ma aggiunge: “Non vogliamo ridurre la stabilità o ridurre il sostegno per gli afgani… non vogliamo indebolire la missione, quindi cercheremo altri partner per assumere compiti come la logistica.” Il ritiro in realtà, si è saputo a inizio ottobre, sarà soltanto di 100 soldati dall’Afghanistan entro la fine di ottobre e di 50 dall’Irak.

La Lega, per anni favorevole al ritiro delle truppe non solo dall’Afghanistan, è invece diventata più silenziosa sulla questione. La parola ritiro non figura più nei messaggi del ministro Salvini e ricorre semmai nelle esternazioni di qualche parlamentare. Non di meno il contratto di governo, siglato dai due partiti per formare l’esecutivo, recita al paragrafo 9: «È opportuno rivalutare la nostra presenza nelle missioni internazionali sotto il profilo del loro effettivo rilievo per l’interesse nazionale».

500mila euro al giorno. Tanto costa
 la missione militare

La patata bollente è dunque nelle stanze del ministro Enzo Moavero Milanesi che regge il dicastero degli Esteri. Moavero ha avocato a sé tutte le competenza che riguardano aree di conflitto e di conseguenza l’Afghanistan, che avrebbe dovuto essere attribuito al sottosegretario M5S Manlio Di Stefano con delega all’area asiatica (tra i più favorevoli al ritiro, reiterato il giorno del suo insediamento). Il dossier resta dunque nelle mani di un ministro estremamente cauto e parco di esternazioni. Il mese più intenso è lo scorso giugno ma le poche parole usate da Moavero sulla vicenda afgana riguardano soprattutto il nostro rapporto con la Nato cui il capo della diplomazia italiana ha dedicato più spazio che non ad altri argomenti su cui si è espresso stringatamente (per la visita di Abdullah a Roma o la tregua tra Kabul e la guerriglia di Eid el-fitr). Sempre in giugno, nel “più che cordiale colloquio” col Segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, Moavero cita l’Afghanistan solo per ricordare come “l’Italia, quinto contributore al bilancio, abbia profuso un grande impegno in termini di uomini, mezzi e risorse nelle operazioni NATO, quali Afghanistan e Kossovo”. Fonti diplomatiche sostengono che il ministro abbia ricevuto forti pressioni, sia da Stoltemberg sia dagli americani, per non toccare il nostro contingente. Che alla Farnesina regnino le parola d’ordine “continuità” e “rassicurazione” non è un mistero. E solo i prossimi mesi potranno dire se il “cambio di passo” non resterà solo nelle intenzioni.

Cooperazione civile

Se il costo della partecipazione alle missioni militari in Afghanistan a partire dal novembre 2001 (Enduring Freedom fino al 2006, ISAF fino 2014, Resolute Support dal 2015) è stato finora di quasi 8 miliardi (185.343.173 milioni nel 2018 con copertura sino al 30 settembre dell’anno in corso), gli investimenti in cooperazione civile sono stati in totale di soli 280 milioni in diversi settori, dalla sanità alle infrastrutture, con una sostanziale riduzione (20 mln l’anno) a partire dal 2013. A questi vanno aggiunti i fondi veicolati dalle Ong, attualmente scoraggiate dall’intervenire nel Paese – per motivi di sicurezza – e non più finanziate dal ministero degli Esteri (che gestisce il flusso di cassa in bilaterale o con versamenti agli organismi internazionali) e che si sono pertanto ridotte di numero dovendo dipendere dai soli fondi privati o europei. Il futuro potrebbe essere quello di una continuità equivalente a quella militare ma al vertice della neonata Agenzia di cooperazione (Aics) – cui era a capo la dimissionaria Laura Frigenti – manca però ancora un direttore e voci insistenti alla Farnesina dicono che il ministero vorrebbe riprendere il controllo della creatura nata due anni fa e non dimostratasi particolarmente efficiente. Il candidato numero uno è infatti un diplomatico. Ma si devono fare i conti con la neo viceministra con delega alla cooperazione,Emanuela del Re, neoeletta deputata del M5S e nominata a fine luglio. Gode della stima degli ambienti non governativi e della fiducia del governo. Finora però nemmeno lei ha chiarito cosa intende fare in Afghanistan.

Sconfinamenti a Trebisonda (Torino)

Libreria TrebisondaVia Sant’Anselmo 22, Torinogiovedì 18 ottobre Alle 18,30Presentazione del libro “Sconfinate. Terre di confine e storie di frontiera” a cura di Emanuele Giordana (Rosenberg & Sellier, 2018). Con Emanuele Giordana. Interviene Cla…

La mia banda suona il rock (a Est)

Dal 23 al 27 ottobre l’Università degli Studi di Milano ospita la mostra Quando infuriava il rock. Il ‘68 all’est. Dissenso e controcultura, un paesaggio inedito dell’opposizione culturale nell’Europa dell’Est e delle sue forme negli anni Sessanta.&nbs…

Il cappio spezzato

Da settimana prossima la Malaysia potrebbe essere il 143simo Paese che abolisce la pena capitale. Se il condizionale è d’obbligo – il parlamento discuterà la legge abolizionista solo lunedi – il risultato è praticamente certo perché è il governo a vole…

Benzina sul fuoco a Dacca

E’ un’atmosfera sempre più tesa quella che si respira a Dacca alla vigilia di elezioni che ancora non sono state messe in calendario. Sempre più tesa dopo che il tribunale ha comminato ieri ben 19 condanne a morte nelle file dell’opposizione e una sent…

Un appello afgano alla Perugia Assisi

Oggi a Ferrara, al Festival di Internazionale – al banchetto di Msf,  e a  Perugia, nell’ambito dei seminari che si tengono alla vigilia della Marcia della pace Perugia Assisi, viene divulgato un messaggio dei marciatori afgani che, a partir…

Il dramma di Palu

A far la storia di Palu, la città indonesiana di quasi 300mila abitanti dove venerdi scorso una scossa di terremoto ha provocato uno tsunami con onde alte sino a cinque metri e vittime che hanno di gran lunga superato quota mille, si potrebbe ben dire …

Il Paese seduto sull’Anello di Fuoco

Non è ancora certo e non lo sarà per giorni il numero dei morti, feriti e dispersi per l’ultimo sisma che ha colpito l’Indonesia. Le stime sono in salita a Sulawesi centrale, nell’ordine di diverse centinaia, e le autorità locali ancora non riescono a …

Luci e ombre della guerra infinita

Dal Paese della guerra e della confusione infinita arrivano due notizie di segno opposto. La prima dice che funzionari del governo afgano e talebani si sono incontrati in Arabia saudita per discutere di uno scambio di prigionieri in cambio della garanz…

C’è un salario (da fame) nel mio vestito

Aadhya, la chiameremo così con uno dei nomi femminili più diffusi in India, ha quarant’anni, un marito e tre bambini. Lavora in una fabbrica di abbigliamento e si alza alle 4,30 della mattina per fare i mestieri e cucinare. Poi, via di corsa perché …

Vittime civili: un test per gli F-35

Con due attacchi aerei separati nel corso del fine settimana  21 civili sarebbero stati uccisi in Afghanistan, tra cui 14 bambini. Lo dice la missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (UNAMA) sostenendo che  i morti si devono …

La calda estate dell’Agenzia delle Entrate (2)

Quanto denaro dobbiamo all’ente statale subentrato a Equitalia? Tantissimi devono pochissimo e pochissimi devono tantissimo ma l’accanimento è sui piccoli. Viaggio nel pianeta italiano del debito“Il valore contabile residuo dei crediti che i diversi e…

Rohingya, si muove la Corte penale internazionale

“Dalla fine del 2017, il mio Ufficio ha ricevuto una serie di comunicazioni e rapporti riguardanti crimini presumibilmente commessi contro la popolazione Rohingya in Myanmar e la loro deportazione in Bangladesh”. Comincia così il comunicato con cui Fat…

Dialoghi sul confine. A Trani il 20 settembre

Con grande piacere sono stato invitato a presentare sconfinate a Trani. Ma sarò da solo, senza un interlocutore che mi faccia domande…Come posso coinvolgere il pubblico da solo? Un’idea ce l’ho…sconfinata!Tutto il programma dei Dialoghi di Trani: P…

Aung San Suu Kyi. Un’altra occasione perduta

La questione rohingya? Avremmo potuto gestirla meglio. I due reporter della Reuters condannati a sette anni di galera perché investigavano su una fossa comune nei villaggi della minoranza musulmana? Verdetto corretto perché i reporter hanno violato la …

Un anniversario da ricordare

Nel settembre del 2012 oltre 250 persone morirono in un incendio alla fabbrica tessile AliEnterprises di Karachi, in Pakistan. Decine di altri rimasero feriti e menomati. Dopo una lunga battaglia legale il principale acquirente della Ali – la tedesca K…

Il martirio dei reporter afgani

Reporter di ToloNewsNel Paese della guerra infinita – dove a mantenere sicurezza e ordine sono appena arrivati altri 440 soldati britannici (che crescono a 1.100), dove l’Italia contribuisce alla stabilità con 500mila euro al giorno in spesa militare e…

Le false verità dei generali birmani

Mentre oltre 700mila rohingya stazionano da ormai un anno in Bangladesh cacciati dal Myanmar e mentre il governo birmano ha rispedito al mittente il rapporto indipendente dell’Onu che accusa i suoi generali di genocidio e il governo di Aung San Suu Kyi…

Modello Australia

Diciassette migranti vietnamiti che per giorni hanno tentato di raggiungere le coste australiane sono stati “catturati” in una zona di mangrovie infestata da coccodrilli del Far North Queensland. Catturati è la parola giusta perché il sistema di sorve…

Myanmar, la parola "genocidio"

Genocidio. I vertici militari del Myanmar devono essere indagati e perseguiti per genocidio in seguito agli atti commessi negli Stati birmani di Rakhine, Kachin e Shan. Lo dice un in rapporto ad hoc stilato da una commissione indipendente incaricata da…

Bombe e confusione a Kabul nel giorno di Eid

Figlia della grande confusione politica che regna sotto il cielo afgano, la guerra infinita si è arricchita ieri – nel giorno della celebrazione di Eid al-Adha, il sacrificio di Abramo – di un nuovo capitolo. E mentre Ashraf Ghani stava mandando al pop…

Parole. Cosa c’è sul mio passaporto?

L’importanza delle parole: sul vostro/nostro passaporto c’è scritta una nazionalità. Ma un rohingya, che il passaporto non ce l’ha? Dacca qualche giorno fa ha acconsentito alla richiesta di Naypyidaw di sostituire le parole “Forcibly Displace…

Ferragosto (afgano) di fuoco

E’ stato forse il peggior ferragosto della storia recente afgana: mentre ieri a Kabul si tenevano i funerali delle decine di studenti (almeno 34) uccisi da un kamikaze dell’auto proclamato Stato islamico che mercoledi si è fatto esplodere davanti un is…

La battaglia di Ghazni

Con un bilancio di vittime che ha ormai superato quota 300 e mentre sono in arrivo altri 1000 soldati di rinforzo, la battaglia della città di Ghazni – nell’Afghanistan centrorienttale – entra oggi nel suo quinto giorno di guerra. Sin da sabato le noti…

Rohingya e il rimpatrio impossibile

Difficile accesso al Rakhine per le agenzie umanitarie OnuL’ambasciatore alle Nazioni Unite del Bangladesh, Masud Bin Momen, in una lettera inviata al Consiglio di sicurezza dell’Onu, ha scritto che mentre il Bangladesh continua a impegnarsi con la Bir…

Pugno di ferro a Dacca contro gli studenti

Shahidul Alam in uno scatto di  Rahnuma Ahmed sul Daily Star: Hrw accusa governo e polizia di pestaggie tortura al fotografo incarcerato durante le protesteDa oltre una settimana la cronaca quotidiana di Dacca, capitale del Bangladesh, è attr…

Una scuola ebraica per…musulmani

La Jewish Girls’ School di Calcutta è un istituto fondato dalla comunità di ebrei della città. Situata in uno dei quartieri tradizionali dell’islam cittadino è però aperta a tutti senza preclusioni religiose. E costa un terzo rispetto agli altri colle…

La faccia legale dell’islam radicale

Guardate bene la faccia di questo signore dalla barba curata e lo sguardo arcigno. Si chiama Khadim Hussain Rizvi ed è un teologo predicatore punjabi che ha fondato nel 2017 il Tehreek Labbaik Pakistan, un partito islamista tutt’altro che moderato…

Il cricketer e il premier

Enigma Imran. Un’analisi per il manifesto sul “chi è” del nuovo leader pachistano. Con qualche ipotesiLa nota biografica più famosa del vincitore delle elezioni in Pakistan, il capo del Partito della Giustizia Imran Khan, è quella dell’ex cricketer pre…

Sangue sulla scheda in Belucistan

Alle sei pomeridiane di ieri le urne pachistane, aperte dalla mattina per eleggere i deputati dell’Assemblea nazionale – la Camera bassa del Pakistan – hanno chiuso i battenti dando luogo al conteggio dei voti espressi da una larga fetta degli oltre c…

Terrore elettorale

Nonostante il timore suscitato dall’ondata di sangue che, alla vigilia della consultazione si è abbattuta sul Paese dei puri alla vigilia del voto, oggi in Pakistan si vota. Una giornata che è stata subito bagnata dal sangue di 29 persone in Belucistan…

Quel povero Corrierone

Cosa pensereste se trovaste pubblicata a tutta pagina la foto di copertina del vostro libro utilizzata per illustrarne un altro e senza manco una citazioncina di pezza? Se si trattasse di un blog, di qualche giornalino fatto in casa e magari estero, qu…

Negoziate coi mullah! La svolta americana

Trump: ondivago e contraddittorioQualche giorno fa la stampa afgana ha polemizzato con Ashraf Ghani perché il presidente non aveva incontrato, durante l’ultimo vertice della Nato, il presidente Trump che tra l’altro – al contrario di quanto avveniva co…

Schedature rom: insisto e resisto

Oggi, con il conduttore di 6 su Radio 1 Francesco D’Ayala, siamo tornati sulla mia autodenuncia come rom al Consiglio regionale della Lombardia.Lo posto qui per chi volesse sentirselo.Al minuto – 2030Insisto e resisto

Sangue alla viglia del voto pachistano

Due stragi nello stesso giorno con oltre 100 morti, l’ex premier arrestato all’aeroporto mentre rientrava in patria, attentati contro i candidati. E’ il clima alla vigilia delle elezioni parlamentari in agenda per il 25 luglio in Pakistan tra meno di …

L’uomo che volle farsi Rom

Scusate se insisto. Qualche giorno fa una giornalista della Tv locale è venuta a farsi raccontare perché  ho fatto un’ autodenuncia alla regione Lombardia dichiarandomi Rom. Sono contrario alle schedature non ai censimenti. Ma quando si …

Confesso sono rom: la mia autodenuncia alla Regione Lombardia

Ho inviato anche una segnaletica

Confesso: sono un italiano spurio, un cristiano forse convertito dall’ebraismo o dalla religione islamica, venuto forse dalla Giordania in tempi remoti. Nomade per vocazione e forse per sangue. Dunque, quando ho saputo che la Regione Lombardia, dove attualmente risiedo, ha raccolto con una mozione approvata a maggioranza le indicazioni del ministero dell’Interno sulla schedatura dei rom, ho scritto oggi una raccomandata – che mi fa piacere rendere pubblica invitandovi a fare altrettanto – che recita così:

Al Consiglio Regionale della Regione Lombardia

in copia: Eupolis Lombardia

Il sottoscritto, GIORDANA Emanuele, nato a Milano il 26/1/1953, di professione giornalista, abitante nella città di Crema (Cr)

Considerato che

la mia famiglia vive in Lombardia da diverse generazioni ma con numerosi cambi di residenza in altre regioni italiane, che parte del mio complesso famigliare risiede in altri Comuni, 

che io stesso non risiedo stabilmente nella stessa abitazione

che le origini etniche della mia famiglia sono incerte poiché il ceppo originario, da che se ne ha memoria in Italia, è situato tra le sole province di Torino e Cuneo con una collocazione geografica ristretta che porta a pensare a un’enclave forse cristiana, forse ebraica, forse musulmana con possibili conversioni dalla fede originaria

che il mio comportamento sociale è improntato a un forte nomadismo

che i miei tratti somatici, il colore die capelli, occhi e pelle, forma del naso, riportano a un’origine spuria e quantomeno mescolata con caratteristiche asiatiche ancorché indoeuropee

Venuto a conoscenza dagli organi di stampa che

il ministero dell’Interno sta predisponendo una nuova schedatura dei rom presenti in Italia
che il Consiglio regionale lombardo ha testé approvato una mozione in tale senso di cui si farebbe carico la partecipata Eupolis
chiedo

essendo incerta la mia provenienza etnico geografica associata a caratteristiche somatiche orientali e a un forte nomadismo contrassegnato da continui viaggi in Italia e all’estero, di essere inscritto come “rom” nella nuova statistica predisposta negli appositi registri dedicati di cui sopra

In fede

Emanuele Giordana con raccomandata di posta certificata del 5 luglio 2018

Sconfinamenti a Fahrenheit

Venerdi 29 a  Fahrenheit, la trasmissione dei libri di Radio3, Graziano Graziani mi ha dato la possibilità non solo di parlare di confini e del libro che abbiamo pubblicato con Rosemberg e Sellier, ma anche di “sconfinare” sulla quotidianità.Ho po…

Afghanistan, se la politica batte un colpo

Il consigliere regionale della Lombardia Michele Usuelli ha presentato il 24 giugno questa raccomandazione  al Comitato nazionale Radicali Italiani. Nel pubblicarla lo ringrazio come cittadino e come persona che vorrebbe vedere la pace in Afghanis…

Un nuovo capo per i talebani pachistani

Si chiama Noor Wali Mehsud il nuovo capo del Tehreek Taleban Pakistan (Ttp), il cartello deitalebani pachistani. Appartiene al sotto clan dei Mechikhel della potente tribù wazira dei Mehsud, che ha già dato due leader al Ttp:  Baitullah Mehsud (re…

Pacifismo: ripartire da Assisi

Aldo Capitini padre nobileSe restare umani è ormai un imperativo categorico del movimento pacifista, “restare uniti” sembra il messaggio più forte uscito ieri dalla giornata di incontro tra una cinquantina fra le associazioni che il 7 ottobre si ritrov…

Afghanistan? Gialloverde signorsi

Ritiro delle truppe? Nemmeno accennatoE’ un comunicato di 5 righe quello che il ministero diretto da Enzo Moavero Milanesi ha dedicato all’incontro alla Farnesina col Chief Executive del governo afgano, Abdullah Abdullah a Roma fino a ieri pe…

Confesso: anch’io sono rom

Cesare Lombroso: “Rivoluzionari e criminali politici, matti e folli”Al prossimo censimento mi dichiarerò rom. E’ il mio piccolo gesto di resistenza civile a una possibile lista nera che si aggiunga alla schedatura di questo popolo già pr…

Sconfinate a Bologna il 19 giugno

Atlas of Transitions Biennale prende il via a Bologna con le dieci giornate di Right to the City | Diritto alla Città dal 15 al 24 giugnoEsperienze comuni tra residenti italiani e stranieri, migranti, richiedenti asilo, rifugiati po…

Scommessa Eid el fitr

Per un giorno, in Afghanistan le armi hanno taciuto e si sono levate le voci di pace. Ieri, in occasione dell’Eid el-Fitr, la festività che segna la fine del sacro mese del Ramadan, in tutto il Paese c’è stato un giorno di tregua. È il primo dei tre gi…

La sfida di Eid el-fitr

La festa di Eid el-fiṭr (o festa dell’interruzione de digiuno alla fine del Ramadan) è una delle più importanti ricorrenze dell’islam che si celebra alla fine del mese lunare del digiuno rituale e che quest’anno cade in questa settimana. Ma in Afghanis…

Sconfinate in una Marina di libri

All’orto botanico di Palermo (via Lincoln 2)al Festival  Una marina di libri Sabato 9 giugno alle ore 18.00 nella Serra TropicalePaola Caridi ed Emanuele Giordanaparlano di confini e frontierea partire dal volume  Sconfinate. Terre di co…

Il modello Manila contagia Dacca

“Se non si taglia la domanda (di stupefacenti) come si può pensare di fermare lo spaccio”? Se lo chiedono oggi sullo Daily Star, giornale in lingua inglese di Dacca, due opinionisti – Inam Ahmed e Shakhawat Liton – che fanno il punto sull’incapacità di…

Quattro storie rohingya

Quattro storie di dolore, sfortuna, buona sorte o semplicemente scomparsa. Lo racconta oggi il Daily Star di Dacca dando conto delle peripezie di una famiglia rohingya. Qui sotto una mappa delle loro storie nella diaspora (o in carcere)La mappa è stata…

Aldo Bianzino: "Riaprite il caso"

Rudra Bianzino a 14 anni. L’ultimo compleanno con papa Aldo e mamma RobertoRudra Bianzino, il figlio dell’ebanista che morì dieci anni fa in condizioni oscure nel carcere di Capanne a Perugia, chiede alla procura umbra di riaprire le indagini sul …

Il progetto del Califfo in Asia

Guido Corradi ed Emanuele GiordanaDall’Afghanistan all’Indonesia”A oriente del califfo. A est di Raqqa: il progetto dello Stato Islamico per la conquista dei musulmani non arabi”Un volume di Rosenberg&Selliergiovedi 17 maggioalle ore 18.30Rass…

Indonesia. Il ritorno del califfo

Dopo che per due giorni Surabaya, la seconda città dell’Indonesia, è stata macchiata da una tragica scia di sangue, montano le pressioni sul parlamento di Giacarta perché voti una legge ad hoc – già sottoposta dall’esecutivo nel febbraio 2016 – che ga…

Prigionieri per debiti

L’Agenzia delle Entrate declama il grande successo di mezzo milione di domande per la rottamazione che scade domani. Ma quanta gente può e deve effettivamente pagare? Uno sportello sindacale dice “Basta”Si chiama “Definizione agevolata 2000/17” o, più …

La morte di Sana tra verità e sciacallaggio

Mustafa Ghulam, il padre di Sana Cheema, già in stato di fermo da tre settimane e ora agli arresti in Pakistan con altri due famigliari, ha confessato di aver ucciso la figlia, morta a casa dei genitori il 18 aprile scorso. La confessione del padre del…

Il mitico libretto

Qualcuno mi ha chiesto se il famoso libretto, alle origini della scrittura di Viaggio all’Eden, non fosse solo una trovata letteraria. Altro che finzione, eccolo qui il mitico libretto. Era un diarietto che si vendeva in India o in Nepal e dove avevo r…

Strage degli innocenti a Kunduz. Noi c’entriamo?

Dasht-e Archi è un distretto a due ore di macchina a nordest di KunduzIl distretto di Dasht-e Archi nella provincia di Kunduz è in mano ai talebani. Tanto è bastato il 2 aprile scorso agli elicotteri delle forze aeree afgane per bombardare un raduno re…

La terza via (di pace) afgana

Mentre continuano gli attentati ai centri di registrazione per il voto di ottobre, entra nel secondo mese la protesta di un movimento pacifista autoconvocato. In Afghanistan e in Pakistan.Sarebbero ormai una sessantina i morti dell’ultimo attacco strag…

I nemici delle donne nel Paese dei puri

Sana Cheema, pachistana di origine ma brescianad’adozione. Il Giornale di Brescia ha dato la notiziadella sua morte: delitto d’onore.L’anno scorso, in occasione dell’8 marzo, il magazine del quotidiano Dawn – un giornale progressista pachistano – pubbl…

Viaggio all’Eden (via Torino)

Viaggio all’Edenincontro con l’autoreGiovedì 19 aprile 2018 – ore 21.00 Cascina Roccafranca di via Rubino 45  TorinoL’ANGOLO dell’AVVENTURA di TORINO ospiterà EMANUELE GIORDANA, giornalista e scrittore, per 10 anni voce di Radio3Mondo, a…

Quanto pesa una bomba

In Siria sono stati lanciati un centinaio di missili per colpire gli arsenali chimici di Assad. Intercettate o meno che siano state, il numero delle bombe è importante, tanto da farne parlare tutti i media del globo. Ma sono state poca cosa se paragona…

Rohingya: l’Icc potrebbe aprire il fascicolo

Il giorno dell’accrodo per un rimpatrio mai iniziato Fatou Bensouda, magistrata col ruolo di procuratore capo dell’International Criminal Court (Icc), ha chiesto alla Corte se ha giurisdizione sul caso dei Rohingya che, nella sua richiesta, defini…

Viaggio all’Eden (via Milano)

Presentazione con la preziosa guida di un amico che fece quel viaggio con me: Guido Corradi, geografo, docente e autore di testi di geografia e professore a contratto in Bicocca su geografia del turismo

Afghanistan: i raid e la protesta

In Afghanistan, guerra e pace si rincorrono, da Nord a Sud. Ieri, mentre nella provincia settentrionale di Kunduz venivano sotterrati i corpi di circa 60 civili, nell’Helmand, al confine meridionale con il Pakistan, si continuava a invocare l’immediato…

Somiglianze repubblicane

La Storia non si ripete ma insegna qualcosa. E ci sono almeno tre elementi in comune tra Donald e Dick: l’ostacolo alla giustizia e il pugno duro per risolvere le crisi, conditi da un fiume di reticenze.Che il genere umano abbia la memoria corta è risa…

Se si fa sentire la società civile

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Potere e morte a Islamabad

Figlia del destinoBenazir Bhutto, figliadi Zulfikar: assassinataBhutto: la tragica epopea di una dinastia asiaticaIl potere e la morte. Sembrano questi i due segni distintivi di una famiglia asiatica che ha attraversato i momenti più cruciali della st…

Viaggio all’Eden (via Mas)

Asia – Viaggio ciclo alMAS – Museo Arte e Scienza di Milano Via Quintino Sella, 4, 20121 Milano MITelefono: 02 7202 2488“Viaggio all’Eden, da Milano a Kathmandu”LaterzaLunedì 26 marzo, ore 18.15Con Guido Corradi ed Emanuele GiordanaIl racconto, tra mem…

Il caffè abile di Hoi An

Quante qualità di caffè esistono in Vietnam, uno dei luoghi del mondo dove si produce una miscela dall’aroma intenso e spesso con un retrogusto al cioccolato? C’è quello classico con Arabica e Robusta, o un’antica ricetta di Hoi An, nel Vietnam central…

Viaggio all’Eden (via Maurizio Sacchi) il 25 marzo

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Bombe sul nuovo anno

Il Nawroz è una ricorrenza tradizionale persiana che corrisponde all’equinozio di primavera e che celebra il nuovo anno: dall’Iran all’Albania, dalla Bosnia all’Azerbaigian. Sceglierla per fare strage, com’è avvenuto ieri in Afghanistan, sembra lontan…

Il killer silenzioso del Vietnam

Ho Chi Minh City – Il grande Chinook CH4 all’ingresso dell’edificio sembra ancora perfettamente funzionante. Il gigantesco elicottero da trasporto, che ebbe il suo battesimo proprio in Vietnam, è uno dei tanti reperti di quel conflitto che accolgono il…

Viaggio all’Eden (via Vicenza)

Martedì 20 marzo, alle 20.45, alla Locomotiva, Centro dei Ferrovieri, in via Rismondo 2Viaggio all’Eden. Da Milano a Kathmanducon Emanuele Giordana, giornalista e scrittore, presidente dell’Associazione Afgana.A cura dell’Associazione Culturale “L’Ango…

Musulmani d’Asia. Un incontro a Firenze

CORSO DI GEOPOLITICA “GIAN PAOLO CALCHI NOVATI”XIX EDIZIONELunedì 19 marzo 2018 – ore 21.00I paesi a maggioranza musulmanaEmanuele Giordana (Lettera22)Indonesia, Malaysia e Singapore costituiscono una delle grandi concentrazioni di popolazione di relig…

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Dietro le violenze a Sri Lanka

Il governo dello Sri Lanka ha ordinato nuovamente ieri dalle sei di sera il coprifuoco nell’intero distretto di Kandy, nello Sri Lanka centrale. La misura, già presa dopo un week end di violenze ai danni della comunità musulmana, era stata rinforzata …

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La memoria del 17mo parallelo

Il treno notturno parte dalla stazione di Ninh Bin quando le luci del giorno sono ormai state inglobate dalle tenebre. Motrice e vagoni provengono da Hanoi, la capitale, per scendere verso Sud attraversando un fitto paesaggio di case e risaie, classica…

Viaggio all’Eden. Il Vietnam tra cronaca e memoria (1)

“Giap Giap Ho Chi Minh – Giap Giap Ho Chi Minh”… Passeggiando davanti al mausoleo del liberatore del Vietnam – liberatore due volte anche se “zio Ho”, morto nel 1969, non vedrà mai la fine nel 1975 della “guerra americana” , come la chiamano qui – è …

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Dietro la nuova offensiva talebana

Laguerra in sordina dell’Afghanistan, un conflitto che ogni anno reclama un sempre maggior numero di vittime, è tornata improvvisamente sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo. L’esposizione mediatica è dovuta soprattutto a due attentati che, in rapida sequenza, hanno colpito la capitale e che portano la firma dei talebani, il movimento guerrigliero fondato da mullah Omar e oggi guidato da mullah Akhundzada. Il primo ha colpito il 20 gennaio l’hotel Intercontinental, un vasto edificio razionalista da sempre residenza di corrispondenti esteri e uomini d’affari che si trova su una collina alla periferia della città. L’assedio al commando asserragliato nell’edifico, durato quasi un’intera giornata, si è concluso con un bilancio di almeno 25 vittime, tra cui molti stranieri. Una settimana dopo, i talebani hanno colpito nel mucchio con una strage nel cuore della capitale: un’auto bomba – nascosta dalle insegne di un’ambulanza – è saltata in aria col suo conducente in un’area dove si affacciano gli uffici dell’Unione europea, alcune sezioni del ministero dell’Interno e, poco più in là, il quartier generale della polizia. La zona, sempre molto trafficata e non lontana dal municipio e dal gran bazar di Kabul, è frequentata da funzionari e poliziotti ma soprattutto da cittadini ordinari. Il bilancio ha superato i cento morti, in uno degli attentati più sanguinari della storia della capitale. A rendere ancora più tragica la sequenza di attentati talebani, è stato – qualche giorno dopo – la strage di oltre una decina di soldati sempre a Kabul e – alcuni giorni prima – l’assalto alla sede di una Ong internazionale a Jalalabad, nell’oriente afgano a ridosso del Khyber Pass. I terroristi hanno firmato i due massacri con la sigla dello Stato islamico: prendendo in ostaggio la sede di Save the Children e uccidendo membri del personale locale e dello staff internazionale di un organismo per la protezione dell’infanzia, gli emuli di Al-Bagdadi si sono assicurati la pubblicità che consente loro di dimostrare di essere sopravvissuti alle macerie di Raqqa…
Due scuole di pensiero
Se gli attentati stragisti con vittime civili sono all’ordine del giorno per gli uomini del califfato – che colpiscono senza problemi nelle strade e nelle moschee – i talebani sembrano aver deragliato da una strategia che coltiva quasi esclusivamente obiettivi militari e dove le vittime civili sono “effetti collaterali”, raramente se non mai obiettivo diretto. Le analisi su questo nuovo “surge” talebano, caratterizzato da azioni dove sono inevitabili le vittime civili, hanno riempito giornali e televisioni, afgane e internazionali. Con due interpretazioni dominanti. La più diffusa riguarda il Pakistan, che la recente messa in mora del presidente americano Trump avrebbe innervosito. Trump ha accusato Islamabad non solo di fare il doppio gioco, sostenendo che anziché combattere il terrore in realtà foraggia e ospita i talebani afgani, ma ha tacciato i pachistani di essere solo dei bugiardi che meritano una lezione. Lezione equivalente al taglio dei fondi militari già decisi dal Congresso: un congelamento di circa 1,3 miliardi di dollari per l’anno in corso. Il Pakistan ha reagito male ma non così duramente- almeno ufficialmente – come ci si aspettava. Ecco allora, sostengono diversi analisti, che Islamabad avrebbe risposto indirettamente, spingendo i talebani a colpire più duramente del solito. Un messaggio che significherebbe in sostanza una sola cosa: che senza l’aiuto di Islamabad la pace in Afghanistan è una “missione impossibile” Altri analisti propendono invece per un’altra interpretazione, ben riassunta il 28 gennaio in un articolo sul New York Times di Max Fisher (Why Attack Afghan Civilians? Creating Chaos Rewards Taliban). Anche se il Pakistan gioca sempre un ruolo importante nella guerra afgana, il surge talebano sarebbe piuttosto da mettere in relazione con la necessità del movimento di reagire alla nuova escalation nella guerra afgana che Trump ha promesso l’anno scorso e iniziata con un aumento delle forze americane nel teatro da da 11 a 15mila unità.
Quanto conta il Pakistan?
Aggiungi didascalia
Questa seconda lettura della nuova stagione stragista talebana appare più convincente. La nuova strategia enucleata nel 2017 da Trump prevede infatti più uomini e un maggior impiego della forza aerea, tradottosi in un aumento dei raid aerei (tre volte in più che negli anni precedenti). Il presidente inoltre, ha dato luce verde alla Cia per raid mirati e selettivi anche in Afghanistan mentre, con Obama, l’intelligence poteva farli solo in Pakistan. Secondo gli uomini del presidente (al netto di chi, come l’ex consigliere Steve Bannon erano contrari a questa nuova strategia), i talebani afgani e i leader pachistani, messi alle strette dalle bombe gli uni e dal taglio dei fondi gli altri, si sarebbero visti costretti a far partire negoziati di pace col governo di Kabul. Ma la strategia non sembra aver funzionato. I talebani, più dei pachistani, hanno reagito diversamente tanto che Trump, dopo gli attentati, ha escluso che si possa ancora parlare di negoziati.

Il Pakistan è indubbiamente un attore chiave nella crisi afgana ma non è onnipotente. Controlla il movimento talebano ma solo fino a un certo punto e fino a un certo punto riesce a condizionarlo. Immaginare che i talebani di Akhundzada siano eterodiretti da Islamabad sembra più un desiderio che non una realtà. Benché i paragoni in politica siano sempre effimeri e spesso fuori luogo, Islamabad sta ad Akhundzada come Pechino sta al nordcoreano Kim Jong-un che, come si è visto e nonostante le buone relazioni con la Cina, agisce assai spesso di testa sua. Infine, Islamabad ha un problema interno generato nelle aree tribali pashtun dalla presenza dei talebani pachistani, movimento parente (anche etnicamente) dei cugini afgani ma autonomo e filoqaedista. Per Islamabad il terrorismo è un grosso problema interno e la sua incapacità di risolvere il nodo in casa testimonia di quanto siano in realtà complessi i rapporti tra governo e guerriglie. Se è pur vero che i servizi pachistani hanno giocato e giocano a fare i burattinai con i gruppi islamisti (spesso in chiave anti indiana), è altrettanto vero che il gioco è sfuggito di mano. E stabilizzare l’Afghanistan è probabilmente anche un interesse di Islamabad, pur con tutti i distinguo. Anche perché Kabul chiude un occhio sui talebani pachistani che cercano rifugio in Afghanistan.
Alzare il livello dello scontro
La tesi di una scelta autonoma dei talebani nell’alzare il livello dello scontro ha dunque più di un valido motivo: è non solo un modo di reagire al surge americano appoggiato dal governo di Ashraf Ghani, ma quello di dimostrare che la guerriglia in turbante non è affatto sulla difensiva. Spingere Trump a dichiarare che la pace è saltata è per i talebani una vittoria. Il movimento, che raggruppa anime e tattiche diverse, è abbastanza disomogeneo e le direttive vengono da “shure (consigli) spesso strategicamente distanti, che amministrano la guerra da Quetta a Peshawar ma anche da Mashad, in Iran, o da Doha, dove il movimento ha un ufficio politico. Con gli attentati i talebani danno però un’idea di unità di queste anime tanto diverse: da quella del teologo Akhundzada, a quella di Sirajuddin Haqqani, leader di una fazione stragista e minoritaria ma ormai numero due del movimento.
A tutto ciò vanno aggiunti altri due elementi: il primo è che le stragi mettono in difficoltà un governo fragile e litigioso che gli afgani percepiscono come incapace di garantire la loro sicurezza persino nel centro della capitale. Il consenso al governo è così labile che ogni attentato non fa che spingerlo sempre più in basso. L’altro elemento riguarda lo Stato islamico e il suo progetto del “Grande Khorasan”, regione ideale del progetto califfale che comprende Iran, Afghanistan e Pakistan. Tra i due gruppi guerriglieri si è inevitabilmente stabilita una sorta di rincorsa competitiva per dimostrare chi sono i veri mujahedin. Lo Stato islamico non ha molti combattenti in Afghanistan e ricorre quindi praticamente solo agli attentati: suoi erano stati finora quelli col maggior numero di vittime. Gli attentati talebani di Kabul sembrano dunque una risposta anche a loro e una rivendicazione di supremazia strategico militare per il primato sulla guerra nel nome di Allah.

Questo articolo è stato pubblicato il 31 gennaio su AspenOnline

Una mano di bianco sulle atrocità nel Rakhine

Dermocratico di vecchia data:Richardson con  Biil Clinton. Ha appoggiato anche la candidatura di ObamaWhitewash, una mano di bianco. E’ così che Bill Richardson, un “veterano” della diplomazia e della politica americana, ha definito il l…

Caos afgano

Non è ancora chiaro quante siano effettivamente le vittime dell’attacco all’hotel Intercontinental di Kabul, iniziato nella serata di sabato 21 gennaio e conclusosi solo dopo 17 ore e con l’intervento delle forze speciali (secondo l’emittente ToloNews…

Rohingya, nubi sull’accordo di rimpatrio

Da ieri, teoricamente, il futuro dei rohingya sfuggiti alle violenze dell’esercito birmano e rifugiatisi nel Bangladesh, dovrebbe essere più chiaro e rassicurante. Ma quando a fine novembre 2017, Myanmar e Bangladesh hanno siglato un accordo per il rit…

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Lo Stato islamcio nel caos permanente afgano

Sfiora i cento morti la prima grande strage da iscrivere allo Stato islamico e al suo progetto del Grande Khorasan. Avviene a Kabul, nel luglio del 2016. Al Baghdadi ha già tentato di insediarsi sulla frontiera orientale e sta cercando adepti in Pakist…

Talebani a Kabul

L’immagine è tratta da TolonewsLa guerra in Afghanistan continua ogni giorno con azioni sia dei talebani – ieri nell’Helmand 14 militari feriti da un’autobomba – sia dello Stato islamico – che a Natale ha colpito a Kabul un ufficio dell’intelligence af…

Turista o viaggiatore?

Ecco, nella foto a fianco, la mirabile sintesi del dibattito che si è tenuto ieri a Esc/Livre (Roma) dove abbiamo chiacchierato di  Viaggio all’Eden con l’ottimo Giacomo Salerno, che faceva gli onori di casa, e il grande viaggiatore e amico G…

Viaggio all’Eden a Roma nella tana di ESC

A Livre Esc AtelierVia dei Volsci 159Romaalle 18.30Presentazione di Viaggio all’Eden. Il mitico percorso dall’Europa a Kathmandu negli anni Settanta e quarant’anni dopoNe discute con l’autore Giuliano Battiston Di seguito la sua recensione per il manif…

Colpirne uno per educarne cento

Non sono stati 400 i morti dell’ultimo pogrom scatenato in Myanmar contro la minoranza musulmana dei Rohingya. In un mese, dal 25 agosto al 24 settembre 2017, sono morte per cause violente nello Stato birmano del Rakhine, almeno 6.700 persone tra cui …

Il progetto del Califfato da Kabul a Giacarta

Martedi a Napoli, su invito di Antonia Soriente, avrò il piacere di raccontare ai suoi studenti dell’Orientale, il nostro “A Oriente del Califfo”, un libro che tratta del progetto dello Stato islamico da Kabul a Dacca. Posto sotto la locandina invito …

Buddismo ecologismo

Chetsang Rinpoche: ambientalista monaco e ambasciatore della Fao Chetsang Rinpoche è un monaco tibetano abbastanza singolare. Non è solo il rappresentante di una scuola e uno studioso molto apprezzato per la sua ricerca spirituale: è anche un …e…

Un ricordo di Giovanni Bensi

L’ISIS: DALLE RADICI AL CROLLOIn ricordo di Giovanni BensiLa Biblioteca Archivio del CSSEO, in collaborazione con il Centro studi sul Caspio e il Dipartimento di Lettere, Filosofia, Comunicazione, organizza mercoledì 6 dicembre alle ore 12, 30, nell’Au…

L’escalation nella guerra infinita (e silenziosa)

Un Falcon F-16. I bombardamentiin Afghanistan sono triplicatiLa guerra infinita sta vivendo una nuova escalation purtroppo solo sotto gli occhi degli afgani. E’ stato Trump a dare il via libera a quella che sembra ormai – oggi assai più di ieri – compl…

La parola rohingya

Il papa e la Nobel in una foto tratta dal sitodellaa Radio Vaticana. Il Consiglio cittadinodella città di Oxford ha appena ritirato a Suu Kyi un riconoscimentoRohingya. Alla fine la parola proibita Francesco Bergoglio non la pronuncia. O perl…

Pakistan, la vittoria degli islamisti

Il corpo senza vita di un poliziotto, probabilmente sequestrato dagli islamisti radicali durante l’assedio di Faizabad, è stato ritrovato con segni di tortura. E’ solo l’ultimo degli episodi di un blocco stradale durato oltre venti giorni che si è concluso con l’arresa dello Stato, dell’esercito e di tutte le istituzioni (con l’esclusione della magistratura) del Pakistan. Un fatto senza precedenti e di estrema gravità, quanto il fatto che la sua eco sia stata (non parliamone in Italia) del tutto secondaria. Gli islamisti, qualche centinaio, chiedevano la testa di un ministro è molte altre richieste e hanno ottenuto tutto anche se si trattava di tre minuscole organizzazioni radicali e violente. Quando, dopo uno stallo di tre settimane, la polizia è intervenuta, alcune migliaia di dimostranti sono scesi in strada in appoggio al blocco stradale e hanno iniziato una fitta sassaiola. Anziché rispondere, la polizia è arretrata. Alla fine, dal governo all’esercito, tutti hanno ceduto alle richieste di un gruppetto di radicali. Una delle pagine più buie della storia del Paese.

Il viaggio difficile di Francesco Bergoglio

Non è un viaggio facile per papa Francesco Bergoglio quello che inizia lunedi in Myanmar per proseguire poi in Bangladesh. Il papa, che incontrerà il presidente birmano Htin Kyaw e la sua premier “de facto” Aung San Suu Kyi, prevede anche un incontro…