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Archives for febbraio, 2016

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Tutti in piedi per Hotze Convalis

Tutti in piedi per Hotze Convalis

Dalla Lituania,dove sto tutt'ora affrontando il mio programma di studio erasmus,seguo con molto interesse e apprensione la vicenda del mio caro amico Hotze Convalis,il musicista friso-palermitano preso di mira dal Comune di Palermo e dalla Palermo bene salottiera e nemica del buon senso (e sopratutto del buon gusto). Molti di voi avevano condiviso i miei video in cui riprendevo le autorità pubbliche (e non Hotze ) in flagranza di reato. Altri mi avevano chiesto l'amicizia ringraziandomi per aver ripreso la verità dei fatti. Ringrazio tutti quanti per la solidarietà e la visibilità data a queste prove che scagionano Hotze dalle infamanti accuse mosse contro di lui dal Comune della nostra città. Ma adesso bisogna passare ai fatti. Come ben sapete,Hotze sta affrontando costosissime spese legali,che per ovvie ragioni,non può assolutamente sostenere. Pertanto chiedo a tutti,e sopratutto a coloro che avevano espresso stima e solidarietà al musicista di aiutarmi ad organizzare una sorta di crowdfunding (una raccolta fondi online) per aiutarlo ad affrontare le spese legali. Inoltre stavo pensando ad una sorta di petizione firmata da tutti noi da inviare al Sindaco. Io purtroppo sono troppo lontano per poter sostenere fisicamente Hotze in questa battaglia,ed è per questo che chiedo la collaborazione di tutti voi. Raccolta fondi e petizione,non chiedo altro.Sono gli unici strumenti che abbiamo per vincere questa battaglia.
Per eventuali proposte o discussioni metto online i miei contatti :
Skype : rabih.bouallegue1
email : [email protected]
Massima diffusione
Grazie
Difesa europea, esercito comune. Si può, si deve fare!

Difesa europea, esercito comune. Si può, si deve fare!

di Claudio Bertolotti


UE - Ormai inevitabile per gli Stati europei ripensare alla loro sicurezza
 
 
 Necessità di un esercito e una difesa comuni per l’Europa? Questo il tema della conferenza (video a cura di ‘Radio Radicale’) tenuta a Torino lo scorso 12 febbraio organizzato dall’Associazione Radicale “Adelaide Aglietta” e dall’Alleanza Liberal-Democratica per l’Europa (ALDE) a cui hanno preso parte Silvia Manzi (coordinatrice dell’Associazione Radicale ‘Adelaide Aglietta’ di Torino), Carmelo Palma (direttore responsabile di ‘Strade’) nel magistrale ruolo di moderatore, Claudio Bertolotti (analista strategico indipendente), Alessandro Politi (direttore del NATO Defense College Foundation), Marco Marazzi (coordinatore nazionale ALDE Party Membri Individuali Italia), Simone Fissolo (presidente Gioventù Federalista Europea), Olivier Dupuis (giornalista, già parlamentare europeo).“Non è un caso che nella prima capitale federatrice d’Italia si parli di un tema federatore per l’Europa”, ha detto Alessandro Politi, “sappiamo che in tempi di crisi seria può sembrare un falso scopo, ma la questione di uno spazio di sicurezza comune è vera e se ne infischia delle microtattiche politiche raso zolla. Pensiamo e parliamo invece di una nuova stagione dove gli steccati artificiosi tra UE e NATO stanno per cadere e dove i governi europei devono pensare nella sola dimensione reale: un continente nel mondo”.
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... (vai all'articolo completo su L'Indro)
In Libia con la minaccia invisibile dell’uranio impoverito

In Libia con la minaccia invisibile dell’uranio impoverito

di Giovanni Drogo 


Quali minacce per ambiente, popolazione civile e militari impegnati sul campo?
Quali i rischi per la salute della popolazione civile e dei militari che andranno a operare in Libia? E quale il prezzo accettabile, in termini di vite umane, messo in conto dal governo italiano?
Libia: difficile transizione, riserve per il futuro

Libia: difficile transizione, riserve per il futuro

di Claudio Bertolotti
@cbertolotti1
 
Libia, diagnosi di una crisi /3
Quale transizione politica per un Paese frammentato? Missione in Libia: analisi dei pro e i contro

La Libia è prossima al collasso, lo Stato Islamico (IS/Daesh) è pronto ad approfittarne, mentre la debole capacità politica dei due governi, Tobruk e Tripoli, impedisce una stabilizzazione del Paese. In tutto questo l’ipotesi di una Coalizione internazionale (ancora sulla carta) potrebbe aprire a un intervento militare legittimato dalle Nazioni Unite per quanto, al momento, l’iniziativa sia limitata alle mosse – scarsamente coordinate – dei singoli Stati, spinti a tutelare i propri interessi nazionali; tra questi, ovviamente, anche un’Italia che – legittimamente, ma con un atteggiamento altalenante – è alla ricerca di un ruolo di primo piano, e una Francia che, unilateralmente, il 13 gennaio ha condotto alcuni raid aerei colpendo obiettivi di IS/Daesh nell’area nord-est di Sirte, con ciò ripetendo quanto fatto nel 2011 – causa dell’attuale disastro libico – nel più genuino disinteresse per gli sviluppi di una soluzione condivisa e multilaterale... (vai all'articolo completo su L'Indro).
Rinunciare a libertà e privacy in nome della sicurezza?

Rinunciare a libertà e privacy in nome della sicurezza?

di Claudio Bertolotti
@cbertolotti1

da L'Indro, 30 dicembre 2015 

Quale il punto di giusto bilanciamento tra i diritti alla libertà e il diritto-dovere alla sicurezza? 

  

Dopo gli attacchi di Parigi dello scorso 13 novembre si rende opportuno stimolare un dibattito pubblico  -impresa ardua in Italia-  sul giusto bilanciamento tra i diritti alla libertà (di informazione, di espressione, di movimento, di finanza, ecc..), alla privacy (tutela delle informazioni e dei dati personali, monitoraggio individuale sui social-network, transazioni bancarie, ecc..) e il diritto-dovere alla sicurezza (diritto dei cittadini di essere protetti e dovere dello Stato di proteggere i propri cittadini oltreché sé stesso). 
Ciò che emerge, osservando i contenuti dei dibattiti, è la tendenza da parte degli Stati in genere  -lo abbiamo visto in Francia ora, negli Stati Uniti dopo l’11 settembre 2001 e, di riflesso, anche in Italia-  ad approfittare, spesso attraverso scarsa informazione e strumentalizzazione, della minaccia di un generico terrorismo al fine di modificare i poteri di governance... (vai all'articolo completo su L'Indro)
Libia, Mediterraneo e interesse nazionale italiano

Libia, Mediterraneo e interesse nazionale italiano

di Claudio Bertolotti
@cbertolotti1
 

"Iniziativa di Difesa 5+5"
La sicurezza del Mediterraneo anche con lo strumento militare

Lo scorso 10 dicembre il sottosegretario di Stato alla Difesa, Domenico Rossi, ha partecipato, in rappresentanza del Ministro Roberta Pinotti, alla riunione ministeriale a Tunisi nell’ambito dell’iniziativa di difesa ‘5+5’.
Si è trattato di un evento che non ha particolarmente interessato i media nazionali ma che rappresenta un fatto significativo nei rapporti e nelle dinamiche intra-mediterranee poiché, al contrario degli anni precedenti in cui gli incontri si limitavano a cerimonie formali, quest’anno la discussione è stata la premessa di un impegno di sostanza in prospettiva futura già nel breve-brevissimo periodo. In particolare, temi quali la centralità del Mediterraneo e la sua sicurezza sono stati riconosciuti come fattori fondamentali per la stabilità dell’intera regione mediterranea e dei Paesi che vi si affacciano e la compongono... (vai all'articolo completo su L'INDRO)
ISIS in Europa. Quale minaccia diretta per l’Italia?

ISIS in Europa. Quale minaccia diretta per l’Italia?

di Claudio Bertolotti
@cbertolotti1
 

Come contrastare la violenza?
Luoghi di culto e spazi pubblici dal valore simbolico: a rischio Roma, Milano, Torino e Bologna 

L’Europa è nel mirino del sedicente Stato Islamico, questo è un fatto. Ma al di là della propaganda e della retorica fondamentalista dell’ISIS, il pericolo è concreto? E quali strategie siamo pronti ad adottare per contrastare la violenza del fondamentalismo e i suoi effetti pratici?
È trascorso meno di un anno dagli attacchi effettuati da una (sedicente) cellula di al-Qa’ida contro la redazione del giornale satirico francese ‘Charlie Hebdo’ a Parigi; era il 7 gennaio 2015 quando uno dei tanti simboli della libertà di espressione – condiviso o meno, più spesso criticato – veniva travolto dalla violenza di un terrorismo che si ‘auto-giustifica’ attraverso l’uso strumentale della religione. Una religione in nome della quale l’atto di uccidere diviene legittimo.
E il 13 novembre 2015... (vai all'articolo su L'INDRO)
L’Europa è nel mirino del sedicente Stato Islamico, questo è un fatto. Ma al di là della propaganda e della retorica fondamentalista dell’ISIS, il pericolo è concreto? E quali strategie siamo pronti ad adottare per contrastare la violenza del fondamentalismo e i suoi effetti pratici?
È trascorso meno di un anno dagli attacchi effettuati da una (sedicente) cellula di al-Qa’ida contro la redazione del giornale satirico francese ‘Charlie Hebdo’ a Parigi; era il 7 gennaio 2015 quando uno dei tanti simboli della libertà di espressione – condiviso o meno, più spesso criticato – veniva travolto dalla violenza di un terrorismo che si ‘auto-giustifica’ attraverso l’uso strumentale della religione. Una religione in nome della quale l’atto di uccidere diviene legittimo.
E il 13 novembre 2015
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Un ringraziamento al mare: il solo che li accoglie

Un ringraziamento al mare: il solo che li accoglie

Ho pensato che non sopporterei la luce degli occhi di mio figlio spegnersi di colpo nel sentire queste parole Così ho deciso di non leggergliele, ancora. L’altro giorno mi chiedeva, a soli 6 anni e per caso, chi fosse Anna Frank: i suoi occhi li vedevo nascondersi con lei, ascoltare i rumori e rallentare il […]