Mese: maggio 2013

Turismo responsabile: la nuova sfida del Marocco

Turismo responsabile: la nuova sfida del Marocco

Con un bacino di utenza che ha superato i 9 milioni di presenze nel 2011 e un volume di affari di circa 50 miliardi di dirham , il settore turistico in Marocco rappresenta un volano per l’economia del paese. In forte espansione negli ultimi decenni, il settore ha beneficiato di politiche governative che ne promuovono le potenzialità e gli investimenti, soprattutto esteri.

La Visione 2020, la nuova strategia di settore lanciata dal governo marocchino, ha l’obiettivo di consolidare il turismo come motore di sviluppo economico, sociale e culturale del paese e nello stesso tempo di attestare il Marocco come una delle prime 20 mete turistiche a livello mondiale.

 

Il piano prevede di valorizzare il territorio, la popolazione, la cultura locale e il patrimonio artistico e culturale, promuovendo allo stesso tempo investimenti, creazione di piccole e medie imprese e nuovi posti di lavoro nel settore. La vera novità della strategia 2020 è l’attenzione data al turismo responsabile che tenga conto delle caratteristiche del territorio, del rispetto dell’ambiente e delle peculiarità delle comunità locali. Per promuovere un nuovo tipo di turismo, il governo si impegna a creare a livello nazionale l’Alta autorità del turismo e a livello locale le Agenzie di sviluppo turistico con il compito di attrarre gli investimenti ed accompagnare gli investitori.

Il primo passo in questa direzione è stato istituire un Comitato marocchino per il turismo responsabile, un ente nazionale con il compito di promuovere un turismo etico, sostenibile, attento alle tematiche di genere, nel rispetto dei diritti umani dei lavoratori e delle tematiche ambientali. Un vero e proprio quadro giuridico non esiste ancora per regolamentare il settore. Esiste una Carta marocchina per il turismo responsabile, che rappresenta il codice di condotta per chiunque voglia promuovere offerte turistiche eticamente sostenibili e con la quale il Governo si impegna a fare scelte sostenibili nella promozione del turismo nel paese.

La necessità di dotarsi di un quadro legislativo entro cui muoversi è stata ribadita anche dalle raccomandazioni proposte all’indomani dei forum regionali che si sono svolti in diverse città marocchine durante il mese di ottobre 2012. Le proposte auspicano l’elaborazione di un piano d’azione concertato per il rafforzamento del turismo solidale nel Mediterraneo, da realizzarsi nel periodo 2013-15.

In quest’ottica rientra, inoltre, la promozione del turismo rurale di montagna, in particolar modo quello della zona meno conosciuta dell’Alto e Medio Atlante, dove si trova la regione di Tadla Azilal.

 

Ecoturismo nella regione Tadla Azilal

La regione Tadla Azilal si contraddistingue per la qualità del suo clima, le diversità di formazioni geologiche e un ricco patrimonio storico, culturale e architettonico. Qui si trova il Geoparco di M’Goun, la prima riserva geologica protetta in Marocco, ottimo progetto per stimolare l’imprenditorialità e gli investimenti nell’area. L’attività turistica sempre più crescente è stimolata anche dal clima, dato che da aprile ad ottobre la zona è prevalentemente soleggiata e sicuramente adatta per le attività all’aperto come il trekking. Qui il turismo di montagna è nato nel 1973 e ancora oggi il “Centro di Formazione dei Mestieri della Montagna” (CFAMM) addestra molte guide alpine. Le infrastrutture ricettive e turistiche sono il punto forte per poter investire in Marocco. La formula tipica è la gite d’etapes, rifugi di montagna a conduzione familiare che propongono pacchetti accattivanti percorrendo circuiti di turismo responsabile non invasivo ma che partecipa alla vita ordinaria delle comunità locali. Si prevedono infatti soggiorni presso le abitazioni della zona ed il coinvolgimento della popolazione locale durante le escursioni. Un approccio che incentiva l’economia grazie all’acquisto di oggetti di artigianato locale, come ad esempio i tappeti berberi tipici della regione o prodotti locali come il cous cous o l’acqua di rose presso le cooperative di donne della zona. La strategia per lo sviluppo del turismo rurale sarà ulteriormente potenziata grazie al programma Pays d’Accueil Touristique (PAT) del Ministero del Turismo. Il progetto prevede la creazione di una casa del PAT proprio nella città di Azilal che diventerà un centro ricettivo di informazione e promozione del turismo.

 

 

Consigli utili

 

Offerte di finanziamento

La Visione 2020 prevede la creazione di uno strumento per mobilitare investimenti nazionali e internazionali: il Fondo marocchino per lo sviluppo turistico (FMDT). Il settore bancario prevede di mobilitare circa 24 miliardi di dirham per facilitare l’ottenimento di prestiti elargiti a potenziali investitori nel settore. Altri fondi per l’investimento sono stati creati ad hoc come Actif Invest, Madaef, H partners, T capital e Saham Hotels.

 

Opportunità di investimento nel settore turistico

Programme Azur 2020: Ha l’obiettivo di promuovere l’offerta balneare e renderla competitiva a livello internazionale.

Programme Green/Eco/Développement durable: Ha l’obiettivo di valorizzare le risorse naturali e rurali nel rispetto dell’autenticità socioculturale delle comunità locali.

Programme Patrimoine et Héritage: Ha l’obiettivo di promuovere l’identità culturale del Marocco attraverso la valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale.

Programme Animation, Sport & Loisirs : Mira a creare dei luoghi e attività di intrattenimento complementari alle infrastrutture turistiche e a renderle più competitive per i turisti 

Programme Niches à forte valeur ajoutée: Ha l’obiettivo di rafforzare la posizione del Marocco come meta turistica per viaggi di affari, per il benessere e la salute.

Programme Biladi : Ha lo scopo di rafforzare l’offerta turistica destinata all’utenza locale

 

Link utili

www.impresaitaliamarocco.com

www.tourismesolidaire.org

www.tourismeequitablemaroc.com

www.visitmorocco.com

www.tourisme-solidaire-maroc.com

www.tadla-azilal.ma

www.tourisme.gov.ma

 

 

Agevolazioni fiscali per coloro che vogliono investire in Marocco

– Esenzione dal pagamento delle tasse doganali per l’importazione di attrezzature e beni necessari per la realizzazione del progetto

 – Esenzione dal pagamento dell’IVA sui beni, attrezzature e materiale acquistati in Marocco per una durata di 24 mesi dalla data di inizio attività

 -Esenzione dal pagamento dell’IVA per l’importazione di beni, attrezzature necessari allo sviluppo del progetto per una durata di 36 mesi

  • Marocco
  • Turismo
  • Mediterraneo

    Turismo responsabile: la nuova sfida del Marocco

    Turismo responsabile: la nuova sfida del Marocco

    Con un bacino di utenza che ha superato i 9 milioni di presenze nel 2011 e un volume di affari di circa 50 miliardi di dirham , il settore turistico in Marocco rappresenta un volano per l’economia del paese. In forte espansione negli ultimi decenni, il settore ha beneficiato di politiche governative che ne promuovono le potenzialità e gli investimenti, soprattutto esteri.

    La Visione 2020, la nuova strategia di settore lanciata dal governo marocchino, ha l’obiettivo di consolidare il turismo come motore di sviluppo economico, sociale e culturale del paese e nello stesso tempo di attestare il Marocco come una delle prime 20 mete turistiche a livello mondiale.

     

    Il piano prevede di valorizzare il territorio, la popolazione, la cultura locale e il patrimonio artistico e culturale, promuovendo allo stesso tempo investimenti, creazione di piccole e medie imprese e nuovi posti di lavoro nel settore. La vera novità della strategia 2020 è l’attenzione data al turismo responsabile che tenga conto delle caratteristiche del territorio, del rispetto dell’ambiente e delle peculiarità delle comunità locali. Per promuovere un nuovo tipo di turismo, il governo si impegna a creare a livello nazionale l’Alta autorità del turismo e a livello locale le Agenzie di sviluppo turistico con il compito di attrarre gli investimenti ed accompagnare gli investitori.

    Il primo passo in questa direzione è stato istituire un Comitato marocchino per il turismo responsabile, un ente nazionale con il compito di promuovere un turismo etico, sostenibile, attento alle tematiche di genere, nel rispetto dei diritti umani dei lavoratori e delle tematiche ambientali. Un vero e proprio quadro giuridico non esiste ancora per regolamentare il settore. Esiste una Carta marocchina per il turismo responsabile, che rappresenta il codice di condotta per chiunque voglia promuovere offerte turistiche eticamente sostenibili e con la quale il Governo si impegna a fare scelte sostenibili nella promozione del turismo nel paese.

    La necessità di dotarsi di un quadro legislativo entro cui muoversi è stata ribadita anche dalle raccomandazioni proposte all’indomani dei forum regionali che si sono svolti in diverse città marocchine durante il mese di ottobre 2012. Le proposte auspicano l’elaborazione di un piano d’azione concertato per il rafforzamento del turismo solidale nel Mediterraneo, da realizzarsi nel periodo 2013-15.

    In quest’ottica rientra, inoltre, la promozione del turismo rurale di montagna, in particolar modo quello della zona meno conosciuta dell’Alto e Medio Atlante, dove si trova la regione di Tadla Azilal.

     

    Ecoturismo nella regione Tadla Azilal

    La regione Tadla Azilal si contraddistingue per la qualità del suo clima, le diversità di formazioni geologiche e un ricco patrimonio storico, culturale e architettonico. Qui si trova il Geoparco di M’Goun, la prima riserva geologica protetta in Marocco, ottimo progetto per stimolare l’imprenditorialità e gli investimenti nell’area. L’attività turistica sempre più crescente è stimolata anche dal clima, dato che da aprile ad ottobre la zona è prevalentemente soleggiata e sicuramente adatta per le attività all’aperto come il trekking. Qui il turismo di montagna è nato nel 1973 e ancora oggi il “Centro di Formazione dei Mestieri della Montagna” (CFAMM) addestra molte guide alpine. Le infrastrutture ricettive e turistiche sono il punto forte per poter investire in Marocco. La formula tipica è la gite d’etapes, rifugi di montagna a conduzione familiare che propongono pacchetti accattivanti percorrendo circuiti di turismo responsabile non invasivo ma che partecipa alla vita ordinaria delle comunità locali. Si prevedono infatti soggiorni presso le abitazioni della zona ed il coinvolgimento della popolazione locale durante le escursioni. Un approccio che incentiva l’economia grazie all’acquisto di oggetti di artigianato locale, come ad esempio i tappeti berberi tipici della regione o prodotti locali come il cous cous o l’acqua di rose presso le cooperative di donne della zona. La strategia per lo sviluppo del turismo rurale sarà ulteriormente potenziata grazie al programma Pays d’Accueil Touristique (PAT) del Ministero del Turismo. Il progetto prevede la creazione di una casa del PAT proprio nella città di Azilal che diventerà un centro ricettivo di informazione e promozione del turismo.

     

     

    Consigli utili

     

    Offerte di finanziamento

    La Visione 2020 prevede la creazione di uno strumento per mobilitare investimenti nazionali e internazionali: il Fondo marocchino per lo sviluppo turistico (FMDT). Il settore bancario prevede di mobilitare circa 24 miliardi di dirham per facilitare l’ottenimento di prestiti elargiti a potenziali investitori nel settore. Altri fondi per l’investimento sono stati creati ad hoc come Actif Invest, Madaef, H partners, T capital e Saham Hotels.

     

    Opportunità di investimento nel settore turistico

    Programme Azur 2020: Ha l’obiettivo di promuovere l’offerta balneare e renderla competitiva a livello internazionale.

    Programme Green/Eco/Développement durable: Ha l’obiettivo di valorizzare le risorse naturali e rurali nel rispetto dell’autenticità socioculturale delle comunità locali.

    Programme Patrimoine et Héritage: Ha l’obiettivo di promuovere l’identità culturale del Marocco attraverso la valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale.

    Programme Animation, Sport & Loisirs : Mira a creare dei luoghi e attività di intrattenimento complementari alle infrastrutture turistiche e a renderle più competitive per i turisti 

    Programme Niches à forte valeur ajoutée: Ha l’obiettivo di rafforzare la posizione del Marocco come meta turistica per viaggi di affari, per il benessere e la salute.

    Programme Biladi : Ha lo scopo di rafforzare l’offerta turistica destinata all’utenza locale

     

    Link utili

    www.impresaitaliamarocco.com

    www.tourismesolidaire.org

    www.tourismeequitablemaroc.com

    www.visitmorocco.com

    www.tourisme-solidaire-maroc.com

    www.tadla-azilal.ma

    www.tourisme.gov.ma

     

     

    Agevolazioni fiscali per coloro che vogliono investire in Marocco

    – Esenzione dal pagamento delle tasse doganali per l’importazione di attrezzature e beni necessari per la realizzazione del progetto

     – Esenzione dal pagamento dell’IVA sui beni, attrezzature e materiale acquistati in Marocco per una durata di 24 mesi dalla data di inizio attività

     -Esenzione dal pagamento dell’IVA per l’importazione di beni, attrezzature necessari allo sviluppo del progetto per una durata di 36 mesi

    • Marocco
    • Turismo
    • Mediterraneo

      Turismo responsabile: la nuova sfida del Marocco

      Turismo responsabile: la nuova sfida del Marocco

      Con un bacino di utenza che ha superato i 9 milioni di presenze nel 2011 e un volume di affari di circa 50 miliardi di dirham , il settore turistico in Marocco rappresenta un volano per l’economia del paese. In forte espansione negli ultimi decenni, il settore ha beneficiato di politiche governative che ne promuovono le potenzialità e gli investimenti, soprattutto esteri.

      La Visione 2020, la nuova strategia di settore lanciata dal governo marocchino, ha l’obiettivo di consolidare il turismo come motore di sviluppo economico, sociale e culturale del paese e nello stesso tempo di attestare il Marocco come una delle prime 20 mete turistiche a livello mondiale.

       

      Il piano prevede di valorizzare il territorio, la popolazione, la cultura locale e il patrimonio artistico e culturale, promuovendo allo stesso tempo investimenti, creazione di piccole e medie imprese e nuovi posti di lavoro nel settore. La vera novità della strategia 2020 è l’attenzione data al turismo responsabile che tenga conto delle caratteristiche del territorio, del rispetto dell’ambiente e delle peculiarità delle comunità locali. Per promuovere un nuovo tipo di turismo, il governo si impegna a creare a livello nazionale l’Alta autorità del turismo e a livello locale le Agenzie di sviluppo turistico con il compito di attrarre gli investimenti ed accompagnare gli investitori.

      Il primo passo in questa direzione è stato istituire un Comitato marocchino per il turismo responsabile, un ente nazionale con il compito di promuovere un turismo etico, sostenibile, attento alle tematiche di genere, nel rispetto dei diritti umani dei lavoratori e delle tematiche ambientali. Un vero e proprio quadro giuridico non esiste ancora per regolamentare il settore. Esiste una Carta marocchina per il turismo responsabile, che rappresenta il codice di condotta per chiunque voglia promuovere offerte turistiche eticamente sostenibili e con la quale il Governo si impegna a fare scelte sostenibili nella promozione del turismo nel paese.

      La necessità di dotarsi di un quadro legislativo entro cui muoversi è stata ribadita anche dalle raccomandazioni proposte all’indomani dei forum regionali che si sono svolti in diverse città marocchine durante il mese di ottobre 2012. Le proposte auspicano l’elaborazione di un piano d’azione concertato per il rafforzamento del turismo solidale nel Mediterraneo, da realizzarsi nel periodo 2013-15.

      In quest’ottica rientra, inoltre, la promozione del turismo rurale di montagna, in particolar modo quello della zona meno conosciuta dell’Alto e Medio Atlante, dove si trova la regione di Tadla Azilal.

       

      Ecoturismo nella regione Tadla Azilal

      La regione Tadla Azilal si contraddistingue per la qualità del suo clima, le diversità di formazioni geologiche e un ricco patrimonio storico, culturale e architettonico. Qui si trova il Geoparco di M’Goun, la prima riserva geologica protetta in Marocco, ottimo progetto per stimolare l’imprenditorialità e gli investimenti nell’area. L’attività turistica sempre più crescente è stimolata anche dal clima, dato che da aprile ad ottobre la zona è prevalentemente soleggiata e sicuramente adatta per le attività all’aperto come il trekking. Qui il turismo di montagna è nato nel 1973 e ancora oggi il “Centro di Formazione dei Mestieri della Montagna” (CFAMM) addestra molte guide alpine. Le infrastrutture ricettive e turistiche sono il punto forte per poter investire in Marocco. La formula tipica è la gite d’etapes, rifugi di montagna a conduzione familiare che propongono pacchetti accattivanti percorrendo circuiti di turismo responsabile non invasivo ma che partecipa alla vita ordinaria delle comunità locali. Si prevedono infatti soggiorni presso le abitazioni della zona ed il coinvolgimento della popolazione locale durante le escursioni. Un approccio che incentiva l’economia grazie all’acquisto di oggetti di artigianato locale, come ad esempio i tappeti berberi tipici della regione o prodotti locali come il cous cous o l’acqua di rose presso le cooperative di donne della zona. La strategia per lo sviluppo del turismo rurale sarà ulteriormente potenziata grazie al programma Pays d’Accueil Touristique (PAT) del Ministero del Turismo. Il progetto prevede la creazione di una casa del PAT proprio nella città di Azilal che diventerà un centro ricettivo di informazione e promozione del turismo.

       

       

      Consigli utili

       

      Offerte di finanziamento

      La Visione 2020 prevede la creazione di uno strumento per mobilitare investimenti nazionali e internazionali: il Fondo marocchino per lo sviluppo turistico (FMDT). Il settore bancario prevede di mobilitare circa 24 miliardi di dirham per facilitare l’ottenimento di prestiti elargiti a potenziali investitori nel settore. Altri fondi per l’investimento sono stati creati ad hoc come Actif Invest, Madaef, H partners, T capital e Saham Hotels.

       

      Opportunità di investimento nel settore turistico

      Programme Azur 2020: Ha l’obiettivo di promuovere l’offerta balneare e renderla competitiva a livello internazionale.

      Programme Green/Eco/Développement durable: Ha l’obiettivo di valorizzare le risorse naturali e rurali nel rispetto dell’autenticità socioculturale delle comunità locali.

      Programme Patrimoine et Héritage: Ha l’obiettivo di promuovere l’identità culturale del Marocco attraverso la valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale.

      Programme Animation, Sport & Loisirs : Mira a creare dei luoghi e attività di intrattenimento complementari alle infrastrutture turistiche e a renderle più competitive per i turisti 

      Programme Niches à forte valeur ajoutée: Ha l’obiettivo di rafforzare la posizione del Marocco come meta turistica per viaggi di affari, per il benessere e la salute.

      Programme Biladi : Ha lo scopo di rafforzare l’offerta turistica destinata all’utenza locale

       

      Link utili

      www.impresaitaliamarocco.com

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      www.visitmorocco.com

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      www.tadla-azilal.ma

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      Agevolazioni fiscali per coloro che vogliono investire in Marocco

      – Esenzione dal pagamento delle tasse doganali per l’importazione di attrezzature e beni necessari per la realizzazione del progetto

       – Esenzione dal pagamento dell’IVA sui beni, attrezzature e materiale acquistati in Marocco per una durata di 24 mesi dalla data di inizio attività

       -Esenzione dal pagamento dell’IVA per l’importazione di beni, attrezzature necessari allo sviluppo del progetto per una durata di 36 mesi

      • Marocco
      • Turismo
      • Mediterraneo

        “L’arco e la farfalla” o l’individuale e il collettivo nell’esperienza di M. Al Achaari.

        Si deve  riconoscere a Mohammed Al Achaari, scrittore, poeta e politico marocchino, almeno un merito. Quello di essere stato, fino ad ora, l’unico  marocchino a vincere il più importante premio letterario nel mondo arabo: l’Arabic Booker *. E pazienza se si è trattato di una vittoria condivisa con la scrittrice saudita Rajaa Alem**. La premiazione di Al … Continua a leggere

        “L’arco e la farfalla” o l’individuale e il collettivo nell’esperienza di M. Al Achaari.

        Si deve  riconoscere a Mohammed Al Achaari, scrittore, poeta e politico marocchino, almeno un merito. Quello di essere stato, fino ad ora, l’unico  marocchino a vincere il più importante premio letterario nel mondo arabo: l’Arabic Booker *. E pazienza se si è trattato di una vittoria condivisa con la scrittrice saudita Rajaa Alem**. La premiazione di Al … Continua a leggere

        “L’arco e la farfalla” o l’individuale e il collettivo nell’esperienza di M. Al Achaari.

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        “L’arco e la farfalla” o l’individuale e il collettivo nell’esperienza di M. Al Achaari.

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        “L’arco e la farfalla” o l’individuale e il collettivo nell’esperienza di M. Al Achaari.

        Si deve  riconoscere a Mohammed Al Achaari, scrittore, poeta e politico marocchino, almeno un merito. Quello di essere stato, fino ad ora, l’unico  marocchino a vincere il più importante premio letterario nel mondo arabo: l’Arabic Booker *. E pazienza se si è trattato di una vittoria condivisa con la scrittrice saudita Rajaa Alem**. La premiazione di Al … Continua a leggere

        “L’arco e la farfalla” o l’individuale e il collettivo nell’esperienza di M. Al Achaari.

        Si deve  riconoscere a Mohammed Al Achaari, scrittore, poeta e politico marocchino, almeno un merito. Quello di essere stato, fino ad ora, l’unico  marocchino a vincere il più importante premio letterario nel mondo arabo: l’Arabic Booker *. E pazienza se si è trattato di una vittoria condivisa con la scrittrice saudita Rajaa Alem**. La premiazione di Al … Continua a leggere

        Gli impulsi creativi dell’artigianato equo e tradizionale in Egitto

        Gli impulsi creativi dell'artigianato equo e tradizionale in Egitto

        In Egitto, l’artigianato tradizionale è un esempio lampante delle contraddizioni nel paese: dalle piccole botteghe nei villaggi agli studi dei giovani designer, il settore delle produzioni artigianali – pur essendo una fonte di sostentamento per migliaia di famiglie – è una voce di nicchia nella bilancia delle esportazioni, ed il suo potenziale è spesso sottovalutato.

        Una simile ricchezza di tradizioni e prodotti ha un incredibile potenziale in termini di opportunità di lavoro e di scambio commerciale. Tappeti, tessuti, oggettistica per la casa, accessori in pelle, ceramiche: il panorama egiziano racchiude una grande varietà di produzioni, che spesso affondano le proprie radici in metodi di lavoro antichi di millenni. Le botteghe sono solitamente di piccole dimensioni, a conduzione famigliare e nella maggior parte dei casi non impiegano più di cinque persone.

        Gli esempi di eccellenza non mancano: uno su tutti Fair Trade Egypt, che dal 1998 supporta i piccoli artigiani (al momento, sono più di 2500) fungendo da centro di distribuzione per i loro prodotti e spingendoli ad adottare i principi commerciali che costituiscono il trait d’union con gli altri membri della World Fair Trade Organization (evitando il lavoro minorile e la discriminazione tra i suoi membri, nonché impegnandosi a praticare prezzi equi).

         

        Un altro dei principi fondamentali di Fair Trade Egypt (www.facebook.com/FairTradeEgypt) è quello di salvare le tecniche di produzione tradizionali dall’estinzione, mantenendole “vive” nel panorama commerciale egiziano, in cui le piccole realtà produttive continuano a soffrire le difficoltà dell’attuale congiuntura economica.

        Nel difficile contesto economico egiziano non mancano, comunque, gli esempi di innovazione, e la prova è la vivacità creativa dei giovani designer locali. .med, per questo numero, ha contattato Reem Shahin, una fashion designer che nel corso della sua esperienza ha lavorato con USAid e con la Cooperazione Italiana in progetti di sviluppo legati allo sviluppo dell’artigianato tradizionale.

        Lavorare con la Cooperazione Italiana mi ha dato l’opportunità di conoscere moltissimi artigiani e di capire quali sono i problemi che stanno fronteggiando” dice Reem. Quando le chiediamo se l’artigianato può aiutare la ripresa dell’economia egiziana, ci risponde che “uno dei problemi principali è che l’idea su cui si basa il commercio equo è brillante, ma applicarla alla realtà è un’altra cosa. Abbiamo bisogno di più opportunità e di più appoggio dal governo, è l’unico modo per fare la differenza”.

        Secondo Reem, con il passare del tempo la diffusione del commercio equo aiuterà gli artigiani a vendere i propri prodotti e ad aumentare le condizioni di lavoro in tutto il paese. “Ad esempio, nel mio lavoro supportiamo molte donne che altrimenti non riuscirebbero a produrre”.

        Nelle sue creazioni, Reem unisce elementi del design tradizionale egiziano a materiali e lavorazioni alternative, raggiungendo così un risultato unico. Inoltre, vende i suoi prodotti sul sito internet  www.faridaspassions.com, dimostrando che anche l’impatto delle nuove tecnologie è determinante, infatti “facilitando i contatti con i produttori riusciamo a pubblicizzare i loro prodotti in maniera più efficace e con meno difficoltà”.

        Reem dimostra che in Egitto non è solo la politica ad avere la scena: i giovani sono attivissimi anche in campo artistico, e supportare l’artigianato sospeso tra le lavorazioni tradizionali e la modernità dei designer è un ottimo modo per dare ai prodotti del paese l’opportunità di essere conosciuti anche all’estero.

        • Egitto
        • Artigianato
        • Mediterraneo

          Gli impulsi creativi dell’artigianato equo e tradizionale in Egitto

          Gli impulsi creativi dell'artigianato equo e tradizionale in Egitto

          In Egitto, l’artigianato tradizionale è un esempio lampante delle contraddizioni nel paese: dalle piccole botteghe nei villaggi agli studi dei giovani designer, il settore delle produzioni artigianali – pur essendo una fonte di sostentamento per migliaia di famiglie – è una voce di nicchia nella bilancia delle esportazioni, ed il suo potenziale è spesso sottovalutato.

          Una simile ricchezza di tradizioni e prodotti ha un incredibile potenziale in termini di opportunità di lavoro e di scambio commerciale. Tappeti, tessuti, oggettistica per la casa, accessori in pelle, ceramiche: il panorama egiziano racchiude una grande varietà di produzioni, che spesso affondano le proprie radici in metodi di lavoro antichi di millenni. Le botteghe sono solitamente di piccole dimensioni, a conduzione famigliare e nella maggior parte dei casi non impiegano più di cinque persone.

          Gli esempi di eccellenza non mancano: uno su tutti Fair Trade Egypt, che dal 1998 supporta i piccoli artigiani (al momento, sono più di 2500) fungendo da centro di distribuzione per i loro prodotti e spingendoli ad adottare i principi commerciali che costituiscono il trait d’union con gli altri membri della World Fair Trade Organization (evitando il lavoro minorile e la discriminazione tra i suoi membri, nonché impegnandosi a praticare prezzi equi).

           

          Un altro dei principi fondamentali di Fair Trade Egypt (www.facebook.com/FairTradeEgypt) è quello di salvare le tecniche di produzione tradizionali dall’estinzione, mantenendole “vive” nel panorama commerciale egiziano, in cui le piccole realtà produttive continuano a soffrire le difficoltà dell’attuale congiuntura economica.

          Nel difficile contesto economico egiziano non mancano, comunque, gli esempi di innovazione, e la prova è la vivacità creativa dei giovani designer locali. .med, per questo numero, ha contattato Reem Shahin, una fashion designer che nel corso della sua esperienza ha lavorato con USAid e con la Cooperazione Italiana in progetti di sviluppo legati allo sviluppo dell’artigianato tradizionale.

          Lavorare con la Cooperazione Italiana mi ha dato l’opportunità di conoscere moltissimi artigiani e di capire quali sono i problemi che stanno fronteggiando” dice Reem. Quando le chiediamo se l’artigianato può aiutare la ripresa dell’economia egiziana, ci risponde che “uno dei problemi principali è che l’idea su cui si basa il commercio equo è brillante, ma applicarla alla realtà è un’altra cosa. Abbiamo bisogno di più opportunità e di più appoggio dal governo, è l’unico modo per fare la differenza”.

          Secondo Reem, con il passare del tempo la diffusione del commercio equo aiuterà gli artigiani a vendere i propri prodotti e ad aumentare le condizioni di lavoro in tutto il paese. “Ad esempio, nel mio lavoro supportiamo molte donne che altrimenti non riuscirebbero a produrre”.

          Nelle sue creazioni, Reem unisce elementi del design tradizionale egiziano a materiali e lavorazioni alternative, raggiungendo così un risultato unico. Inoltre, vende i suoi prodotti sul sito internet  www.faridaspassions.com, dimostrando che anche l’impatto delle nuove tecnologie è determinante, infatti “facilitando i contatti con i produttori riusciamo a pubblicizzare i loro prodotti in maniera più efficace e con meno difficoltà”.

          Reem dimostra che in Egitto non è solo la politica ad avere la scena: i giovani sono attivissimi anche in campo artistico, e supportare l’artigianato sospeso tra le lavorazioni tradizionali e la modernità dei designer è un ottimo modo per dare ai prodotti del paese l’opportunità di essere conosciuti anche all’estero.

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            Dal 4 giugno 2,5 milioni di euro per start-up, micro, piccole e medie imprese di Milano

            Dal 4 giugno 2,5 milioni di euro per start-up, micro, piccole e medie imprese di Milano

            Start up, micro imprese e PMI sono  i destinatari del bando OccupaMi, promosso dal Comune e dalla Camera di Commercio di Milano. Nel progetto è previsto lo stanziamento di 2,5 milioni di euro a disposizione per nuove imprese nate da meno di 48 mesi e da piccole e medie imprese esistenti da oltre 4 anni. 

            I fondi, disponibili dal 4 di giugno sono così suddivisi: 1 milione 200mila euro per le start up e nuove imprese,700mila euro per le piccole e medie imprese e 600mila euro per le micro imprese. Obiettivo comune è incentivare l’assunzione di lavoratori a tempo determinato o indeterminato, oltre alla stabilizzazione di lavoratori già presenti in azienda con un contributo che va da 3.000 a 7.000 euro a seconda dell’intervento applicato.
             

            Il Comune mette a disposizione 1 milioni e 250 mila euro per le aziende della città, mentre una cifra equivalente è messa a disposizione dalla Camera di Commercio per imprese presenti nell’intera provincia di Milano. Il contributo può essere erogato se, all’interno delle realtà aziendali, sono presenti lavoratori diplomati, laureati, over 45 o con partita Iva. L’impresa, per richiedere il finanziamento, deve aver già assunto il lavoratore al momento di presentare la domanda, oppure impegnarsi ad assumere entro 60 giorni dall’assegnazione del contributo.
             

            Nell’edizione OccupaMI del 2012 sono stati 410 gli occupati su tutto il territorio provinciale, di cui 216 under 35 e 194 stabilizzazioni di lavoratori già presenti in azienda. Oltre il 61% delle assunzioni è avvenuta nel settore dei servizi, il 17,1% nell’industria, il 14,4% nel commercio, il 4,9% nell’edilizia, il 2,2 nel campo dell’energia e dell’acqua.
             

            Tutte le info le trovate sul sito del Comune di Milano alla sezione bandi aperti. E anche sul sito della Camera di Commercio.
            Ricordate che le domande vanno inoltrate dal 4 giugno 2013 sul portale della Camera di Commercio e saranno accolte fino ad esaurimento fondi.

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              Dal 4 giugno 2,5 milioni di euro per start-up, micro, piccole e medie imprese di Milano

              Dal 4 giugno 2,5 milioni di euro per start-up, micro, piccole e medie imprese di Milano

              Start up, micro imprese e PMI sono  i destinatari del bando OccupaMi, promosso dal Comune e dalla Camera di Commercio di Milano. Nel progetto è previsto lo stanziamento di 2,5 milioni di euro a disposizione per nuove imprese nate da meno di 48 mesi e da piccole e medie imprese esistenti da oltre 4 anni. 

              I fondi, disponibili dal 4 di giugno sono così suddivisi: 1 milione 200mila euro per le start up e nuove imprese,700mila euro per le piccole e medie imprese e 600mila euro per le micro imprese. Obiettivo comune è incentivare l’assunzione di lavoratori a tempo determinato o indeterminato, oltre alla stabilizzazione di lavoratori già presenti in azienda con un contributo che va da 3.000 a 7.000 euro a seconda dell’intervento applicato.
               

              Il Comune mette a disposizione 1 milioni e 250 mila euro per le aziende della città, mentre una cifra equivalente è messa a disposizione dalla Camera di Commercio per imprese presenti nell’intera provincia di Milano. Il contributo può essere erogato se, all’interno delle realtà aziendali, sono presenti lavoratori diplomati, laureati, over 45 o con partita Iva. L’impresa, per richiedere il finanziamento, deve aver già assunto il lavoratore al momento di presentare la domanda, oppure impegnarsi ad assumere entro 60 giorni dall’assegnazione del contributo.
               

              Nell’edizione OccupaMI del 2012 sono stati 410 gli occupati su tutto il territorio provinciale, di cui 216 under 35 e 194 stabilizzazioni di lavoratori già presenti in azienda. Oltre il 61% delle assunzioni è avvenuta nel settore dei servizi, il 17,1% nell’industria, il 14,4% nel commercio, il 4,9% nell’edilizia, il 2,2 nel campo dell’energia e dell’acqua.
               

              Tutte le info le trovate sul sito del Comune di Milano alla sezione bandi aperti. E anche sul sito della Camera di Commercio.
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                Il Comune mette a disposizione 1 milioni e 250 mila euro per le aziende della città, mentre una cifra equivalente è messa a disposizione dalla Camera di Commercio per imprese presenti nell’intera provincia di Milano. Il contributo può essere erogato se, all’interno delle realtà aziendali, sono presenti lavoratori diplomati, laureati, over 45 o con partita Iva. L’impresa, per richiedere il finanziamento, deve aver già assunto il lavoratore al momento di presentare la domanda, oppure impegnarsi ad assumere entro 60 giorni dall’assegnazione del contributo.
                 

                Nell’edizione OccupaMI del 2012 sono stati 410 gli occupati su tutto il territorio provinciale, di cui 216 under 35 e 194 stabilizzazioni di lavoratori già presenti in azienda. Oltre il 61% delle assunzioni è avvenuta nel settore dei servizi, il 17,1% nell’industria, il 14,4% nel commercio, il 4,9% nell’edilizia, il 2,2 nel campo dell’energia e dell’acqua.
                 

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                  La Cultura Amazigh o quando la storia esce dall’ombra.

                  Avant-propos: Nelle ultime settimane mi sono disinnamorato dell’Italia e dell’Italiano. Il primo disinnamoramento per me è molto comprensibile ed è anche meno grave. Chi come me ha immigrato in Italia non per necessità economica né per disperazione o ribellione, ma per un sincero desiderio di incontrare l’altro, di sentire la sua Storia e di raccontargli … Continua a leggere

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