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La favola del piccolo Hollande che salvò i negretti dall’orco Alqaeda

La favola del piccolo Hollande che salvò i negretti dall’orco Alqaeda

Ecco. Fatto! Svanita anche la speranza Hollande.

É vero che la classe politica mondiale, quella che dirige, o almeno fa finta di dirigere, questo mondo, non assomiglia tanto ad una riviera di diamanti. Anzi dall'odore che emana dalle sue azioni si avvicina più al letamaio. Eppure di 'fior', a dispetto del poeta, da questo letamaio velenoso della politica, non ne vengono fuori mai, ma mai. Nemmeno una. Ogni tanto ci sembra di scorgere un germoglio ma poi va a finire sempre nel marciume più assoluto.

HollandeEppure rimane tutto un popolo di sinistra che continua ad andare a votare con la speranza di cambiare le cose. Ci ha creduto in Zapatero, quel popolo. E questo ha svenduto il suo paese alla finanza e al cemento. Poi ha creduto ancora più saldamente in Obama. Oh sììì... Quanto ci hanno creduto in Obama! Era nero, bello, giovane. Sapeva parlare. Mamma mia, come sapeva parlare. Incarnava nella sua storia personale il percorso, le sofferenze e i sogni di milioni di neri. Di tutti i popoli oppressi. Di tutti noi!

Poi quando anche lui, come tutti, ha cominciato a macellare pezzi di terzo mondo per darli in pasto alle lobby, l''hanno lasciato da parte per seguire altre speranze. Ultima tra queste speranze...  lui: François Hollande!

Con il suo fisico da uomo qualsiasi, la sua faccia da postino buono. Con i suoi occhi dolci, che si inumidivano quando lanciava i suoi slogan. Con le sue parole coraggiose, sembrava il piccolo sarto della fiaba che va a caccia di giganti. Lavoratori, giovani, donne, immigrati, “blancs, blacks, beurs”, come si dice oltralpe, gay, pacifisti... Tutti ad abbracciarsi e a congratularsi doipo la vittoria. Il demonio Sarkozy è sconfitto. Vedrete che grandi cambiamenti adesso!

Ed eccoli qui i cambiamenti arrivare. Aveva promesso di riportare la crescita durante la sua campagna elettorale (quella maledetta crescita che fa sognare tutti ma poi frega tutti) senza mai precisare come. “Avrà nel sacco qualche piano innovativo?”, ci si chiedeva. Ed ecco che questi giorni arriva la risposta. Sì! Un piano, il buon François ce l'ha, di sicuro. Ma niente di molto innovativo. Si tratta della buona vecchia ricetta delle guerre coloniali. Ricetta che, si sa, alla Francia ha portato tanta, ma tanta crescita.

Se Sarkozy ha bombardato la Libia solo poche ore dopo una risoluzione dell'ONU che ne ipotizzava la possibilità, Hollande si lancia contro i gihadisti in Nord Mali senza l'ombra di un mandato internazionale e senza nemmeno consultare i suoi alleati. Il Sahel è zona sotto controllo francese e l'uomo che poche settimane fa andava ad Algeri a scusarsi per i crimini del colonialismo, ci tiene a sottolinearlo a colpi di missili aria-terra. Quelle scuse e quelle lacrime di coccodrillo ad Algeri, dunque, erano solo la moneta di scambio contro il nullaosta di Algeri per quest'attacco. Che grande giocatore, il piccolo François!  

 

La fiaba infinita e lo spaventapopoli

Bisogna dire, però, che tutto il merito non è suo. Il cibo gli è stato ben preparato da prima, lui adesso deve solo masticare e buttare giù.

C'è stata tutta la cultura delle guerre umanitarie coltivata con cura e forza fertilizzanti mediatici. C'è stato il recupero politico-mediatico-militare delle rivolte dei giovani arabi. Un lavoro da orafo. C'è stata la riconquista della libia da parte del suo predecessore e degli alleati. C'è stata la costruzione di una galassia di gruppi armati di criminali, trafficanti, barbuti che sono genericamente definiti come Al Qaeda e che sono certe volte definiti come alleato strategico -vedere alla voce guerra in Bosnia, Kossovo, Libia e Siria- e certe altre come nemico perfetto quello da combattere a tutti i costi e che serve a giustificare interventi armati, guerre umanitarie, uccisioni preventive, bombardamenti a tappeto... Lo spauracchio ideale. Lo spaventapopoli per antonomasia. Se non dormite chiamo Al Qaeda, dice mamma stato.

Ma le altre mamme, poi alla fine, se il bambino rifiuta di dormire non chiamano mai il lupo cattivo o l'orco mangia bambini. Mentre le mafie/governi che gestiscono ormai questo nostro mondo, se un popolo rifiuta di dormire, loro chiamano per davvero lo spaventapopoli, l'orco Al Qaeda. E come per magia il paese diventa un pullulare di barbuti armati che sparano e sgozzano tutto quello che si muove.

«Da dove arrivano? Come fanno ad avere le quantità ingenti di denaro e armamenti che sfoggiano ovunque?», chiede il popolino impaurito.

«E' perchè l'Orcomaggiore, il capo di tutti gli orchi, un tale Binladen, è miliardario, e tiene tantissimi soldi nei paradisi fiscali.» , rispondono le mammine con la loro voce più soave, la stampa.

«Cosa sono i paradisi fiscali, mamma? Chi li ha creati, l'orco Binladen? Perché papà NATO che combatte i cattivi ovunque non li bombarda questi paradisi fiscali?

“Adesso basta con le domande! Chiudi gli occhi e fai la nanna e basta.”

Peccato che le mammine non vogliono raccontarci come mai che, oggi che l'Orcomaggiore è ufficialmente morto, i barbuti continuano ad essere sempre più ricchi. Come mai che prima dell'inizio delle rivolte arabe erano quasi scomparsi. Non se ne parlava quasi più. E che improvvisamente hanno ricominciato a proliferare come blatte in un ambiente caldo e umido.

 

Il nemico perfetto, anzi l'alleato...

Anzi, con la guerra in Libia si è riscoperto un legame che non si ammetteva più dai tempi della guerra d'Afghanistan. La prima. Quella con i russi.

Agosto del 2011, la città di Tripoli è presa d'assalto da un vero e proprio esercito uscito dal nulla. Le milizie di Jebel Nefusa. Alla testa di queste milizie un veterano dell'Afghanistan, Abdelhakim Belhadj.

Il “Comandante Hakim”, come lo chiamano con affetto i suoi uomini, è un vecchio amico degli USA e della NATO in quanto combattente in Afghanistan con … Al Qaeda. Poi dopo l'11 settembre diventò ufficialmente nemico della Nato-USA e fu arrestato e trasferito a Guantanamo, in quanto militante di … AlQaeda. Poi di nuovo è ridiventato amico della Nato-USA in quanto oppositore contro Gheddafi e militante di... Al Qaeda. E così fu armato e finanziato per instaurare la democrazia, che lui considera una eresia. Semplice, no?

Belhadj è entrato a Tripoli alla testa di un folto gruppo di giovani, armati e addestrati da militari USA e con le tasche piene di soldi del Qattar e dell'Arabia Saudita. Attualmente è l'uomo forte di Tripoli e, oltre a mandare i suoi giovani a instaurare la democrazia anche in Siria, fa di questa città il nuovo Eldorado dei Gihadisti di ogni dove. Non a caso, secondo alcuni reparti dei servizi segreti algerini (e attraverso il giornale Liberté vicinissimo ad alcuni dei generali più potenti di Algeri) sostengono che la riunione per l'attacco contro la base BP di In Amenas si è tenuta proprio lì, a Tripoli.

 

Altro legame con la “primavera araba” si trova nell'improvvisa proliferazione di gruppi armati barbuti. Fino all'inizio delle rivolte dei giovani nei paesi arabi, Al Qaeda nel Maghreb Islamico (AQMI per gli amici) era una piccola banda di criminali. Schegge residue della sporca guerra algerina degli anni 90 mescolate ai trafficanti del deserto. Praticavano un po' (anzi tanto) traffico di tutto quello che si può trafficare, e ogni tanto quando qualcuno aveva bisogno dei loro servizi o quando si presentava l'occasione rapivano qualche turista o operatore umanitario per mettere un po' di carne sul fuoco dei media.

Si sa che se massacri un intero villaggio di maliani o di mauritani, al limite ottieni qualche riga di lancio dell'AFP che andrà a perdersi tra tante informazioni molto più importanti, come il numero di contatti sul clip-video di Gagnam Style e l'ultima torta da 2 tonnellate iscritta al Guiness dei record.

Se invece becchi un qualsiasi testa di min... con il passaporto giusto, intanto fai la prima su tutti i giornali del mondo, poi becchi tanti di quei soldi che ti bastano per vivere da nababbo per anni.

Il business era fiorente, droga, armi, esseri umani. Di disperati da trafficare nella zona non mancano e di persone sequestrabili bastava beccarne qualcuna/o ogni tanto.

I governi dell'area sono tutti corruttibili a piacere. Con gli eserciti si facevano buoni affari. E a tutti faceva piacere questa presenza. Ai regimi per chiudere ogni spazio di libertà; agli eserciti per chiedere sempre più soldi, mezzi e poteri; alle potenze occidentali per giustificare una futura invasione di questa vasta parte dell'Africa che, quasi ormai unica al mondo, è priva di basi militari Nato; per creare e rafforzare cose tipo l'Africa Corp, per allargare le basi militari intorno al mediterraneo -vedere Dal Molin e compagnia bella- per comprare e vendere un mucchio di armi... Insomma per la buona salute del business della guerra.

Era la dolce vita per tutti. 

Ma ecco che appena cominciano le rivolte arabe, che presto contagiano anche altre parti del mondo, i gruppi armati nel deserto diventano molti di più. Gli Aqmi non si contano più. Poi c'è il Mujao, che molti chiamano organizzazione di narco-terroristi. Poi c'è Iyad Ag Ghali un ex combattente per la liberazione dell'Azawad, all'epoca in cui la Francia sosteneva e manipolava il movimento Tuareg, poi ex funzionario dello stato maliano e ex diplomatico nei paesi del golfo. Poi alla fine del 2011, si lascia crescere la barba, si orna con un nome di guerra: Abū al-Faḍl , e lancia il suo movimento: Ansar Al Islam, che un po' si avvicina All'Aqmi e vuole istaurare la Sharia, un po' fa l'occhiolino al Movimento di liberazione dell'Azawad e dice di non essere amico di Al Qaeda e dei terroristi...

Tutti questi gruppi si animano nello stesso tempo. All'improvviso arrivano uomini, mezzi e petrodollari da tutte le parti. E ben presto quella area vastissima che è ai limiti sud del Sahara diventa un vero e proprio nido di vipere.

 

Chi lo vuole un Azawad libero?

 

ScreenHunter_44-Jan.-23-00.43.jpgMa le connessioni, con il fenomeno del risveglio delle coscienze nel mondo arabo, e oltre, non finiscono qui. Chi conosce bene la zona lo vede chiaramente che i gruppi armati sono arrivati per temprare una rivolta del popolo tuareg che rischiava di contaminare altre nazioni e altre popolazioni della zona. In un articolo precedente ho raccontato come i guerriglieri del Movimento di Liberazione dell'Azawad siano tornati dalla Libia, dopo anni di esilio, con armi e bagagli e si ritrovano a conquistare quasi senza combattimento un paese dove l'esercito si era trasformato in una banda di trafficanti-estorsori che è scappato via dalle caserme ai primi spari.

Quella della liberazione dell'Azawad era in qualche modo una delle vittorie dei popoli nelle rivolte degli ultimi anni. Quelli del Movimento Nazionale di Liberazione dell'Azawad sono militanti laici e non alleati con nessuno. Che siano indipendenti, o a dirla tutta non sostenuti da nessuno, lo dimostra la loro estrema povertà. Nel verbale dell'ultima assemblea generale ordinaria il MNLA scrive: « Considerando le disfunzioni dovute al carattere etnico e tribale dell'esercito del MNLA e al fatto che che la quasi totalità del materiale e armamento militare appartiene a certi combattenti . »

Un movimento senza mezzi ma ancora pieno di ideali che raccomanda di superare lo «sfruttamento abusivo della diversità etnica e tribale della nostra popolazione opponendole le une alle altre fin dall'era coloniale. » e chiama al «rafforzamento della coesione sociale tramite incontri inter e intra-comunitari e insiste sulla necessità di preservare i legami storici tra le nostre comunità.» (leggere il comunicato- fr).

Niente quindi a che fare con le orde di banditi e mercenari più o meno integralisti e più o meno gihadisti con i quali la stampa internazionale li ha sempre mescolati, come fossero un tutt'uno.

 Un movimento che, dal 14 dicembre scorso dopo un incontro ospitato nella capitale Abuja e mediato dal presidente della repubblica Federale del Nigeria, Goodluck Jonathan, ha accettato di entrare in negoziazione con il governo del Mali e di contribuire alla lotta «contro i gruppi armati di terroristi e di narcotrafficanti.» (comunicato N° 43 del Comitato Transitorio dello Stato dell'Azawad -CTEA - fr )

Le vie per un isolamento progressivo delle forze integraliste e criminali c'erano. Una via mediata, negoziata tra le componenti della società maliana e i loro vicini diretti (che certo nemmeno loro sono degli angeli). Una via che avrebbe ridatto dignità sia al Nord che al Sud del Mali.

 

Dopo Benalì anche Traore? Mais non alors! 

ScreenHunter_45-Jan.-23-00.43.jpgPerché allora la Francia si è affrettata di colpire, senza chiedere il parere di nessuno? Perché l'anticolonialista Hollande ha mandato con tanta leggerezza i suoi Para a fare pulizia nel paese del Sahel?

Hollande dice che è il presidente ad interim Dioncounda Traoré che lo ha sollecitato ufficialmente. Che bella la solidarietà internazionale! Che bello lo spirito di sacrificio con cui la madre Francia manda i suoi soldatini bianchi a morire per salvare dei poveri negretti...

Invece la stampa locale racconta un'altra storia , storia confermata tra altro dalla radio Voice of America (dico bene, Voice of America, la radio ufficiale del governo statunitense) ci racconta che il governo ad interim era in difficoltà non tanto per l'avanzata delle milizie gihadiste ma soprattutto per la rivolta popolare in corso a Bamako. Rivolta che l'ha portato alla chiusura di tutte le scuole e ad uno stato di quasi coprifuoco. Una specie di mini primavera nell'inverno di Bamako .

 

Potrebbe essere questa la causa della fretta del caro François? Sarkozy non ha reagito abbastanza velocemente per salvare l'amico Ben Ali e oggi il governo della Tunisia sono altri ad averlo in tasca. Allora il nostro Hollande si da da fare per non far perdere alla Francia (o almeno alle sue multinazionali) un altro governo "amico".

Comunque c'è il fatto che i militari Francesi presidiano già la sicurezza dei giacimenti di Uranio nel Nord del Niger, rafforzare una presenza militare (che non se ne andrà via domani mattina. Scommettiamo?) anche nel Nord Mali permette a “Marianne” di partire con un bel po' di anticipo sulla perfida Albione, sullo zio Sam e su tutti gli altri nella corsa al controllo della regione e delle sue infinite risorse naturali. Bel colpo del bravo piccolo sarto, no? Et vive la République! 

 

PS. Nei prossimi giorni tenterò di raccontarvi l'assalto alla base di In Amenas. Spero di riuscire ad uscire sano di mente dal groviglio di versioni contradittorie che stanno spuntando come funghi dopo la pioggia. 

La favola del piccolo Hollande che salvò i negretti dall'orco Alqaeda
La favola del piccolo Hollande che salvò i negretti dall’orco Alqaeda

La favola del piccolo Hollande che salvò i negretti dall’orco Alqaeda

Ecco. Fatto! Svanita anche la speranza Hollande.

É vero che la classe politica mondiale, quella che dirige, o almeno fa finta di dirigere, questo mondo, non assomiglia tanto ad una riviera di diamanti. Anzi dall'odore che emana dalle sue azioni si avvicina più al letamaio. Eppure di 'fior', a dispetto del poeta, da questo letamaio velenoso della politica, non ne vengono fuori mai, ma mai. Nemmeno una. Ogni tanto ci sembra di scorgere un germoglio ma poi va a finire sempre nel marciume più assoluto.

HollandeEppure rimane tutto un popolo di sinistra che continua ad andare a votare con la speranza di cambiare le cose. Ci ha creduto in Zapatero, quel popolo. E questo ha svenduto il suo paese alla finanza e al cemento. Poi ha creduto ancora più saldamente in Obama. Oh sììì... Quanto ci hanno creduto in Obama! Era nero, bello, giovane. Sapeva parlare. Mamma mia, come sapeva parlare. Incarnava nella sua storia personale il percorso, le sofferenze e i sogni di milioni di neri. Di tutti i popoli oppressi. Di tutti noi!

Poi quando anche lui, come tutti, ha cominciato a macellare pezzi di terzo mondo per darli in pasto alle lobby, l''hanno lasciato da parte per seguire altre speranze. Ultima tra queste speranze...  lui: François Hollande!

Con il suo fisico da uomo qualsiasi, la sua faccia da postino buono. Con i suoi occhi dolci, che si inumidivano quando lanciava i suoi slogan. Con le sue parole coraggiose, sembrava il piccolo sarto della fiaba che va a caccia di giganti. Lavoratori, giovani, donne, immigrati, “blancs, blacks, beurs”, come si dice oltralpe, gay, pacifisti... Tutti ad abbracciarsi e a congratularsi doipo la vittoria. Il demonio Sarkozy è sconfitto. Vedrete che grandi cambiamenti adesso!

Ed eccoli qui i cambiamenti arrivare. Aveva promesso di riportare la crescita durante la sua campagna elettorale (quella maledetta crescita che fa sognare tutti ma poi frega tutti) senza mai precisare come. “Avrà nel sacco qualche piano innovativo?”, ci si chiedeva. Ed ecco che questi giorni arriva la risposta. Sì! Un piano, il buon François ce l'ha, di sicuro. Ma niente di molto innovativo. Si tratta della buona vecchia ricetta delle guerre coloniali. Ricetta che, si sa, alla Francia ha portato tanta, ma tanta crescita.

Se Sarkozy ha bombardato la Libia solo poche ore dopo una risoluzione dell'ONU che ne ipotizzava la possibilità, Hollande si lancia contro i gihadisti in Nord Mali senza l'ombra di un mandato internazionale e senza nemmeno consultare i suoi alleati. Il Sahel è zona sotto controllo francese e l'uomo che poche settimane fa andava ad Algeri a scusarsi per i crimini del colonialismo, ci tiene a sottolinearlo a colpi di missili aria-terra. Quelle scuse e quelle lacrime di coccodrillo ad Algeri, dunque, erano solo la moneta di scambio contro il nullaosta di Algeri per quest'attacco. Che grande giocatore, il piccolo François!  

 

La fiaba infinita e lo spaventapopoli

Bisogna dire, però, che tutto il merito non è suo. Il cibo gli è stato ben preparato da prima, lui adesso deve solo masticare e buttare giù.

C'è stata tutta la cultura delle guerre umanitarie coltivata con cura e forza fertilizzanti mediatici. C'è stato il recupero politico-mediatico-militare delle rivolte dei giovani arabi. Un lavoro da orafo. C'è stata la riconquista della libia da parte del suo predecessore e degli alleati. C'è stata la costruzione di una galassia di gruppi armati di criminali, trafficanti, barbuti che sono genericamente definiti come Al Qaeda e che sono certe volte definiti come alleato strategico -vedere alla voce guerra in Bosnia, Kossovo, Libia e Siria- e certe altre come nemico perfetto quello da combattere a tutti i costi e che serve a giustificare interventi armati, guerre umanitarie, uccisioni preventive, bombardamenti a tappeto... Lo spauracchio ideale. Lo spaventapopoli per antonomasia. Se non dormite chiamo Al Qaeda, dice mamma stato.

Ma le altre mamme, poi alla fine, se il bambino rifiuta di dormire non chiamano mai il lupo cattivo o l'orco mangia bambini. Mentre le mafie/governi che gestiscono ormai questo nostro mondo, se un popolo rifiuta di dormire, loro chiamano per davvero lo spaventapopoli, l'orco Al Qaeda. E come per magia il paese diventa un pullulare di barbuti armati che sparano e sgozzano tutto quello che si muove.

«Da dove arrivano? Come fanno ad avere le quantità ingenti di denaro e armamenti che sfoggiano ovunque?», chiede il popolino impaurito.

«E' perchè l'Orcomaggiore, il capo di tutti gli orchi, un tale Binladen, è miliardario, e tiene tantissimi soldi nei paradisi fiscali.» , rispondono le mammine con la loro voce più soave, la stampa.

«Cosa sono i paradisi fiscali, mamma? Chi li ha creati, l'orco Binladen? Perché papà NATO che combatte i cattivi ovunque non li bombarda questi paradisi fiscali?

“Adesso basta con le domande! Chiudi gli occhi e fai la nanna e basta.”

Peccato che le mammine non vogliono raccontarci come mai che, oggi che l'Orcomaggiore è ufficialmente morto, i barbuti continuano ad essere sempre più ricchi. Come mai che prima dell'inizio delle rivolte arabe erano quasi scomparsi. Non se ne parlava quasi più. E che improvvisamente hanno ricominciato a proliferare come blatte in un ambiente caldo e umido.

 

Il nemico perfetto, anzi l'alleato...

Anzi, con la guerra in Libia si è riscoperto un legame che non si ammetteva più dai tempi della guerra d'Afghanistan. La prima. Quella con i russi.

Agosto del 2011, la città di Tripoli è presa d'assalto da un vero e proprio esercito uscito dal nulla. Le milizie di Jebel Nefusa. Alla testa di queste milizie un veterano dell'Afghanistan, Abdelhakim Belhadj.

Il “Comandante Hakim”, come lo chiamano con affetto i suoi uomini, è un vecchio amico degli USA e della NATO in quanto combattente in Afghanistan con … Al Qaeda. Poi dopo l'11 settembre diventò ufficialmente nemico della Nato-USA e fu arrestato e trasferito a Guantanamo, in quanto militante di … AlQaeda. Poi di nuovo è ridiventato amico della Nato-USA in quanto oppositore contro Gheddafi e militante di... Al Qaeda. E così fu armato e finanziato per instaurare la democrazia, che lui considera una eresia. Semplice, no?

Belhadj è entrato a Tripoli alla testa di un folto gruppo di giovani, armati e addestrati da militari USA e con le tasche piene di soldi del Qattar e dell'Arabia Saudita. Attualmente è l'uomo forte di Tripoli e, oltre a mandare i suoi giovani a instaurare la democrazia anche in Siria, fa di questa città il nuovo Eldorado dei Gihadisti di ogni dove. Non a caso, secondo alcuni reparti dei servizi segreti algerini (e attraverso il giornale Liberté vicinissimo ad alcuni dei generali più potenti di Algeri) sostengono che la riunione per l'attacco contro la base BP di In Amenas si è tenuta proprio lì, a Tripoli.

 

Altro legame con la “primavera araba” si trova nell'improvvisa proliferazione di gruppi armati barbuti. Fino all'inizio delle rivolte dei giovani nei paesi arabi, Al Qaeda nel Maghreb Islamico (AQMI per gli amici) era una piccola banda di criminali. Schegge residue della sporca guerra algerina degli anni 90 mescolate ai trafficanti del deserto. Praticavano un po' (anzi tanto) traffico di tutto quello che si può trafficare, e ogni tanto quando qualcuno aveva bisogno dei loro servizi o quando si presentava l'occasione rapivano qualche turista o operatore umanitario per mettere un po' di carne sul fuoco dei media.

Si sa che se massacri un intero villaggio di maliani o di mauritani, al limite ottieni qualche riga di lancio dell'AFP che andrà a perdersi tra tante informazioni molto più importanti, come il numero di contatti sul clip-video di Gagnam Style e l'ultima torta da 2 tonnellate iscritta al Guiness dei record.

Se invece becchi un qualsiasi testa di min... con il passaporto giusto, intanto fai la prima su tutti i giornali del mondo, poi becchi tanti di quei soldi che ti bastano per vivere da nababbo per anni.

Il business era fiorente, droga, armi, esseri umani. Di disperati da trafficare nella zona non mancano e di persone sequestrabili bastava beccarne qualcuna/o ogni tanto.

I governi dell'area sono tutti corruttibili a piacere. Con gli eserciti si facevano buoni affari. E a tutti faceva piacere questa presenza. Ai regimi per chiudere ogni spazio di libertà; agli eserciti per chiedere sempre più soldi, mezzi e poteri; alle potenze occidentali per giustificare una futura invasione di questa vasta parte dell'Africa che, quasi ormai unica al mondo, è priva di basi militari Nato; per creare e rafforzare cose tipo l'Africa Corp, per allargare le basi militari intorno al mediterraneo -vedere Dal Molin e compagnia bella- per comprare e vendere un mucchio di armi... Insomma per la buona salute del business della guerra.

Era la dolce vita per tutti. 

Ma ecco che appena cominciano le rivolte arabe, che presto contagiano anche altre parti del mondo, i gruppi armati nel deserto diventano molti di più. Gli Aqmi non si contano più. Poi c'è il Mujao, che molti chiamano organizzazione di narco-terroristi. Poi c'è Iyad Ag Ghali un ex combattente per la liberazione dell'Azawad, all'epoca in cui la Francia sosteneva e manipolava il movimento Tuareg, poi ex funzionario dello stato maliano e ex diplomatico nei paesi del golfo. Poi alla fine del 2011, si lascia crescere la barba, si orna con un nome di guerra: Abū al-Faḍl , e lancia il suo movimento: Ansar Al Islam, che un po' si avvicina All'Aqmi e vuole istaurare la Sharia, un po' fa l'occhiolino al Movimento di liberazione dell'Azawad e dice di non essere amico di Al Qaeda e dei terroristi...

Tutti questi gruppi si animano nello stesso tempo. All'improvviso arrivano uomini, mezzi e petrodollari da tutte le parti. E ben presto quella area vastissima che è ai limiti sud del Sahara diventa un vero e proprio nido di vipere.

 

Chi lo vuole un Azawad libero?

 

ScreenHunter_44-Jan.-23-00.43.jpgMa le connessioni, con il fenomeno del risveglio delle coscienze nel mondo arabo, e oltre, non finiscono qui. Chi conosce bene la zona lo vede chiaramente che i gruppi armati sono arrivati per temprare una rivolta del popolo tuareg che rischiava di contaminare altre nazioni e altre popolazioni della zona. In un articolo precedente ho raccontato come i guerriglieri del Movimento di Liberazione dell'Azawad siano tornati dalla Libia, dopo anni di esilio, con armi e bagagli e si ritrovano a conquistare quasi senza combattimento un paese dove l'esercito si era trasformato in una banda di trafficanti-estorsori che è scappato via dalle caserme ai primi spari.

Quella della liberazione dell'Azawad era in qualche modo una delle vittorie dei popoli nelle rivolte degli ultimi anni. Quelli del Movimento Nazionale di Liberazione dell'Azawad sono militanti laici e non alleati con nessuno. Che siano indipendenti, o a dirla tutta non sostenuti da nessuno, lo dimostra la loro estrema povertà. Nel verbale dell'ultima assemblea generale ordinaria il MNLA scrive: « Considerando le disfunzioni dovute al carattere etnico e tribale dell'esercito del MNLA e al fatto che che la quasi totalità del materiale e armamento militare appartiene a certi combattenti . »

Un movimento senza mezzi ma ancora pieno di ideali che raccomanda di superare lo «sfruttamento abusivo della diversità etnica e tribale della nostra popolazione opponendole le une alle altre fin dall'era coloniale. » e chiama al «rafforzamento della coesione sociale tramite incontri inter e intra-comunitari e insiste sulla necessità di preservare i legami storici tra le nostre comunità.» (leggere il comunicato- fr).

Niente quindi a che fare con le orde di banditi e mercenari più o meno integralisti e più o meno gihadisti con i quali la stampa internazionale li ha sempre mescolati, come fossero un tutt'uno.

 Un movimento che, dal 14 dicembre scorso dopo un incontro ospitato nella capitale Abuja e mediato dal presidente della repubblica Federale del Nigeria, Goodluck Jonathan, ha accettato di entrare in negoziazione con il governo del Mali e di contribuire alla lotta «contro i gruppi armati di terroristi e di narcotrafficanti.» (comunicato N° 43 del Comitato Transitorio dello Stato dell'Azawad -CTEA - fr )

Le vie per un isolamento progressivo delle forze integraliste e criminali c'erano. Una via mediata, negoziata tra le componenti della società maliana e i loro vicini diretti (che certo nemmeno loro sono degli angeli). Una via che avrebbe ridatto dignità sia al Nord che al Sud del Mali.

 

Dopo Benalì anche Traore? Mais non alors! 

ScreenHunter_45-Jan.-23-00.43.jpgPerché allora la Francia si è affrettata di colpire, senza chiedere il parere di nessuno? Perché l'anticolonialista Hollande ha mandato con tanta leggerezza i suoi Para a fare pulizia nel paese del Sahel?

Hollande dice che è il presidente ad interim Dioncounda Traoré che lo ha sollecitato ufficialmente. Che bella la solidarietà internazionale! Che bello lo spirito di sacrificio con cui la madre Francia manda i suoi soldatini bianchi a morire per salvare dei poveri negretti...

Invece la stampa locale racconta un'altra storia , storia confermata tra altro dalla radio Voice of America (dico bene, Voice of America, la radio ufficiale del governo statunitense) ci racconta che il governo ad interim era in difficoltà non tanto per l'avanzata delle milizie gihadiste ma soprattutto per la rivolta popolare in corso a Bamako. Rivolta che l'ha portato alla chiusura di tutte le scuole e ad uno stato di quasi coprifuoco. Una specie di mini primavera nell'inverno di Bamako .

 

Potrebbe essere questa la causa della fretta del caro François? Sarkozy non ha reagito abbastanza velocemente per salvare l'amico Ben Ali e oggi il governo della Tunisia sono altri ad averlo in tasca. Allora il nostro Hollande si da da fare per non far perdere alla Francia (o almeno alle sue multinazionali) un altro governo "amico".

Comunque c'è il fatto che i militari Francesi presidiano già la sicurezza dei giacimenti di Uranio nel Nord del Niger, rafforzare una presenza militare (che non se ne andrà via domani mattina. Scommettiamo?) anche nel Nord Mali permette a “Marianne” di partire con un bel po' di anticipo sulla perfida Albione, sullo zio Sam e su tutti gli altri nella corsa al controllo della regione e delle sue infinite risorse naturali. Bel colpo del bravo piccolo sarto, no? Et vive la République! 

 

PS. Nei prossimi giorni tenterò di raccontarvi l'assalto alla base di In Amenas. Spero di riuscire ad uscire sano di mente dal groviglio di versioni contradittorie che stanno spuntando come funghi dopo la pioggia. 

La favola del piccolo Hollande che salvò i negretti dall'orco Alqaeda

False flag

I francesi bombardano il Mali ma al-Qa'ida nel Maghreb Islamico (AQIM) colpisce in Algeria. I jihadisti non avevano neanche quasi…

Souk Attanmia ripartire con i giovani e l’innovazione

Costruire un nuovo paese basato sulle idee dei giovani e sulla valorizzazione dello spirito imprenditoriale, in una nuova Tunisia post-rivoluzionaria: è questo il tema dell’evento che si terrà il 10 gennaio 2013 alla Cité des Sciences di Tunisi. Luogo simbolo della gioventù tunisina, si trasforma oggi nel palcoscenico sul quale verrannno premiati 71 giovani che sono riusciti ad emergere con delle idee innovative.


Vengono con le loro speranze, sono giovani, per la maggior parte disoccupati, rappresentanto il caleidoscopio della nuova Tunisia che emerge dalla rivolta che due anni fa ha messo fine alla dittatura di Ben Ali, oggi liberi dalle pressioni e dalle influenze del vecchio regime. “Una dittatura che reprimeva non solo le libertà individuali, ma anche l’iniziativa economica libera” dichiara Douja Gharbi, imprenditrice e Vice Presidente di CONECT, una’associazione patronale nata dopo la rivoluzione e partner dell’iniziativa, oggi libera di esprimere il suo potenziale.


Per sostenere la realizzazione di questo progetto, unico nel suo genere in tutta l’Africa, venti partners, a partire dalla Banca Africana di Sviluppo, passando alla società civile, al mondo associativo, ma anche alle grandi imprese come Microsoft, Total, Tunisiana, terminando con i classici dello sviluppo, le Nazioni Unite (FAO, ILO, UNIDO, OIM), si sono lanciati in questo programma che offre non solo finanziamento ma anche accompagnamento per un anno. L’iniziativa Souk Attanmia si è dimostrata unica nella sua capacità di costruire una nuova forma di cooperazione tra partners pubblici e privati, e di creare un network che permette ai promotori di espandere i propri orizzonti, di entrare in contatto con organizzazioni internazionali e grandi imprese.


Tra i partners, nessun logo italiano. Tuttavia, gli italiani non mancano: Monica Carco, rappresentante residente dell'UNIDO (organizzazione specializzata nello sviluppo industriale) a Tunisi; Lorena Lando, rappresentante dell’organizzazione mondiale per le migrazioni (OIM). Italiano è anche il coordinatore dell’iniziativa, Emanuele Santi, economista incaricato della Tunisia presso la Banca Africana di Sviluppo. “Oggi la Tunisia ha bisogno di un rilancio economico per riuscire nella transizione politica” afferma, “ed attraverso questo iniziativa vogliamo mostrare che il paese ha il talento necessario per ripartire”. Fughe di cervelli o menti prestate alla cooperazione, queste voci italiane portano con sé la creatività e l’innovazione made in Italy.


È con questo spirito che alla Cité des Sciences salgono sul palco questi nuovi talenti, emersi tra circa 2.000 candidati con un'idea imprenditoriale, un progetto definito o un sogno nel cassetto. Chiunque necessitasse di una somma compresa fra i 5.000 ed i 15.000 Euro ha potuto ricevere un dono per cominciare la propria attività; per cifre superiori è stata facilitata la procedura di richiesta di un prestito, presso istituti di credito, utilizzando questo fondo come garanzia. La commissione di valutatori era composta da rappresentanti di ogni partner: “Tutti hanno contribuito a sviluppare l'idea” spiega Monica Carco, “e ogni partner contribuirá alla sua esecuzione a seconda del proprio settore di competenza”. Sarà Microsoft ad esempio a fare il coaching dei progetti nel settore informatico, mentre la FAO seguirà i progetti agricoli, Total i progetti ambientali ed energetici, etc.


Quello che finora colpisce di più, comunque, è l'enorme partecipazione della società civile, e soprattutto di quelle fasce della popolazione più svantaggiate, vero obiettivo del progetto. I giovani fra i 18 e i 34 anni rappresentano il 54% dei beneficiari, le donne sono un terzo dei candidati selezionati.


 Questi progetti faranno la differenza” spiega Federica Ricaldi, ultima firma italiana del team Soukattanmia, “grazie all’effetto leva, con 1 milione di Euro di sovvenzione, sono stati mobilitati circa 2 milioni addizionali, per un finanziamento totale di 3 volte la cifra iniziale”.


Non si vuole certo elogiare un progetto pilota che deve ancora dare i suoi risultati concreti, ma guardando alla passione e alla creatività con cui viene portata avanti, giorno per giorno, possiamo affermare che a qualche giorno dal secondo anniversario della rivoluzione  verrà lanciato un segnale forte ad un paese che e’ ad un bivio storico. Costruire dal basso è possibile, e speriamo, insieme a questi 71 giovani, che il Souk At-tanmia lo dimostrerà a tutti noi.



A proposito del Souk At-tanmia : frutto di un partenariato pilota fra 20 rappresentanti delle organizzazioni pubbliche, delle imprese private, e della società civile, Souk At-tanmia consiste nell’identificazione, nel finanziamento, nell’accompagnamento dei progetti che mettono in valore i talenti, l’innovazione e lo spirito d’impresa al fine di creare impiego e reddito in tutte le regioni della Tunisia.


I partners : Banca Africana di Sviluppo (AfDB), Banca per il finanziamento delle Piccole e Medie Imprese (BFPME), l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), il British Council in Tunisia, la Banca tunisina di solidarietá (BTS), il Centro dei Giovani Dirigenti d’Impresa (CJD), Confederazione delle Imprese cittadine in Tunisia (CONECT), il il Dipartimento di Sviuppo Internazionale inglese (DFID), l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’agricoltura e (FAO), Microsoft, Business School mediterranea (MSB), l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), il programma delle Nazioni Unite industriale (ONUDI),il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD), Talan Tunisia, Total Tunisia, l’Associazione Touensa, Tunisiana.

www.soukattanmia.org

Souk Attanmia ripartire con i giovani e l’innovazione

Costruire un nuovo paese basato sulle idee dei giovani e sulla valorizzazione dello spirito imprenditoriale, in una nuova Tunisia post-rivoluzionaria: è questo il tema dell’evento che si terrà il 10 gennaio 2013 alla Cité des Sciences di Tunisi. Luogo simbolo della gioventù tunisina, si trasforma oggi nel palcoscenico sul quale verrannno premiati 71 giovani che sono riusciti ad emergere con delle idee innovative.


Vengono con le loro speranze, sono giovani, per la maggior parte disoccupati, rappresentanto il caleidoscopio della nuova Tunisia che emerge dalla rivolta che due anni fa ha messo fine alla dittatura di Ben Ali, oggi liberi dalle pressioni e dalle influenze del vecchio regime. “Una dittatura che reprimeva non solo le libertà individuali, ma anche l’iniziativa economica libera” dichiara Douja Gharbi, imprenditrice e Vice Presidente di CONECT, una’associazione patronale nata dopo la rivoluzione e partner dell’iniziativa, oggi libera di esprimere il suo potenziale.


Per sostenere la realizzazione di questo progetto, unico nel suo genere in tutta l’Africa, venti partners, a partire dalla Banca Africana di Sviluppo, passando alla società civile, al mondo associativo, ma anche alle grandi imprese come Microsoft, Total, Tunisiana, terminando con i classici dello sviluppo, le Nazioni Unite (FAO, ILO, UNIDO, OIM), si sono lanciati in questo programma che offre non solo finanziamento ma anche accompagnamento per un anno. L’iniziativa Souk Attanmia si è dimostrata unica nella sua capacità di costruire una nuova forma di cooperazione tra partners pubblici e privati, e di creare un network che permette ai promotori di espandere i propri orizzonti, di entrare in contatto con organizzazioni internazionali e grandi imprese.


Tra i partners, nessun logo italiano. Tuttavia, gli italiani non mancano: Monica Carco, rappresentante residente dell'UNIDO (organizzazione specializzata nello sviluppo industriale) a Tunisi; Lorena Lando, rappresentante dell’organizzazione mondiale per le migrazioni (OIM). Italiano è anche il coordinatore dell’iniziativa, Emanuele Santi, economista incaricato della Tunisia presso la Banca Africana di Sviluppo. “Oggi la Tunisia ha bisogno di un rilancio economico per riuscire nella transizione politica” afferma, “ed attraverso questo iniziativa vogliamo mostrare che il paese ha il talento necessario per ripartire”. Fughe di cervelli o menti prestate alla cooperazione, queste voci italiane portano con sé la creatività e l’innovazione made in Italy.


È con questo spirito che alla Cité des Sciences salgono sul palco questi nuovi talenti, emersi tra circa 2.000 candidati con un'idea imprenditoriale, un progetto definito o un sogno nel cassetto. Chiunque necessitasse di una somma compresa fra i 5.000 ed i 15.000 Euro ha potuto ricevere un dono per cominciare la propria attività; per cifre superiori è stata facilitata la procedura di richiesta di un prestito, presso istituti di credito, utilizzando questo fondo come garanzia. La commissione di valutatori era composta da rappresentanti di ogni partner: “Tutti hanno contribuito a sviluppare l'idea” spiega Monica Carco, “e ogni partner contribuirá alla sua esecuzione a seconda del proprio settore di competenza”. Sarà Microsoft ad esempio a fare il coaching dei progetti nel settore informatico, mentre la FAO seguirà i progetti agricoli, Total i progetti ambientali ed energetici, etc.


Quello che finora colpisce di più, comunque, è l'enorme partecipazione della società civile, e soprattutto di quelle fasce della popolazione più svantaggiate, vero obiettivo del progetto. I giovani fra i 18 e i 34 anni rappresentano il 54% dei beneficiari, le donne sono un terzo dei candidati selezionati.


 Questi progetti faranno la differenza” spiega Federica Ricaldi, ultima firma italiana del team Soukattanmia, “grazie all’effetto leva, con 1 milione di Euro di sovvenzione, sono stati mobilitati circa 2 milioni addizionali, per un finanziamento totale di 3 volte la cifra iniziale”.


Non si vuole certo elogiare un progetto pilota che deve ancora dare i suoi risultati concreti, ma guardando alla passione e alla creatività con cui viene portata avanti, giorno per giorno, possiamo affermare che a qualche giorno dal secondo anniversario della rivoluzione  verrà lanciato un segnale forte ad un paese che e’ ad un bivio storico. Costruire dal basso è possibile, e speriamo, insieme a questi 71 giovani, che il Souk At-tanmia lo dimostrerà a tutti noi.



A proposito del Souk At-tanmia : frutto di un partenariato pilota fra 20 rappresentanti delle organizzazioni pubbliche, delle imprese private, e della società civile, Souk At-tanmia consiste nell’identificazione, nel finanziamento, nell’accompagnamento dei progetti che mettono in valore i talenti, l’innovazione e lo spirito d’impresa al fine di creare impiego e reddito in tutte le regioni della Tunisia.


I partners : Banca Africana di Sviluppo (AfDB), Banca per il finanziamento delle Piccole e Medie Imprese (BFPME), l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), il British Council in Tunisia, la Banca tunisina di solidarietá (BTS), il Centro dei Giovani Dirigenti d’Impresa (CJD), Confederazione delle Imprese cittadine in Tunisia (CONECT), il il Dipartimento di Sviuppo Internazionale inglese (DFID), l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’agricoltura e (FAO), Microsoft, Business School mediterranea (MSB), l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), il programma delle Nazioni Unite industriale (ONUDI),il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD), Talan Tunisia, Total Tunisia, l’Associazione Touensa, Tunisiana.

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Souk Attanmia ripartire con i giovani e l’innovazione

Costruire un nuovo paese basato sulle idee dei giovani e sulla valorizzazione dello spirito imprenditoriale, in una nuova Tunisia post-rivoluzionaria: è questo il tema dell’evento che si terrà il 10 gennaio 2013 alla Cité des Sciences di Tunisi. Luogo simbolo della gioventù tunisina, si trasforma oggi nel palcoscenico sul quale verrannno premiati 71 giovani che sono riusciti ad emergere con delle idee innovative.


Vengono con le loro speranze, sono giovani, per la maggior parte disoccupati, rappresentanto il caleidoscopio della nuova Tunisia che emerge dalla rivolta che due anni fa ha messo fine alla dittatura di Ben Ali, oggi liberi dalle pressioni e dalle influenze del vecchio regime. “Una dittatura che reprimeva non solo le libertà individuali, ma anche l’iniziativa economica libera” dichiara Douja Gharbi, imprenditrice e Vice Presidente di CONECT, una’associazione patronale nata dopo la rivoluzione e partner dell’iniziativa, oggi libera di esprimere il suo potenziale.


Per sostenere la realizzazione di questo progetto, unico nel suo genere in tutta l’Africa, venti partners, a partire dalla Banca Africana di Sviluppo, passando alla società civile, al mondo associativo, ma anche alle grandi imprese come Microsoft, Total, Tunisiana, terminando con i classici dello sviluppo, le Nazioni Unite (FAO, ILO, UNIDO, OIM), si sono lanciati in questo programma che offre non solo finanziamento ma anche accompagnamento per un anno. L’iniziativa Souk Attanmia si è dimostrata unica nella sua capacità di costruire una nuova forma di cooperazione tra partners pubblici e privati, e di creare un network che permette ai promotori di espandere i propri orizzonti, di entrare in contatto con organizzazioni internazionali e grandi imprese.


Tra i partners, nessun logo italiano. Tuttavia, gli italiani non mancano: Monica Carco, rappresentante residente dell'UNIDO (organizzazione specializzata nello sviluppo industriale) a Tunisi; Lorena Lando, rappresentante dell’organizzazione mondiale per le migrazioni (OIM). Italiano è anche il coordinatore dell’iniziativa, Emanuele Santi, economista incaricato della Tunisia presso la Banca Africana di Sviluppo. “Oggi la Tunisia ha bisogno di un rilancio economico per riuscire nella transizione politica” afferma, “ed attraverso questo iniziativa vogliamo mostrare che il paese ha il talento necessario per ripartire”. Fughe di cervelli o menti prestate alla cooperazione, queste voci italiane portano con sé la creatività e l’innovazione made in Italy.


È con questo spirito che alla Cité des Sciences salgono sul palco questi nuovi talenti, emersi tra circa 2.000 candidati con un'idea imprenditoriale, un progetto definito o un sogno nel cassetto. Chiunque necessitasse di una somma compresa fra i 5.000 ed i 15.000 Euro ha potuto ricevere un dono per cominciare la propria attività; per cifre superiori è stata facilitata la procedura di richiesta di un prestito, presso istituti di credito, utilizzando questo fondo come garanzia. La commissione di valutatori era composta da rappresentanti di ogni partner: “Tutti hanno contribuito a sviluppare l'idea” spiega Monica Carco, “e ogni partner contribuirá alla sua esecuzione a seconda del proprio settore di competenza”. Sarà Microsoft ad esempio a fare il coaching dei progetti nel settore informatico, mentre la FAO seguirà i progetti agricoli, Total i progetti ambientali ed energetici, etc.


Quello che finora colpisce di più, comunque, è l'enorme partecipazione della società civile, e soprattutto di quelle fasce della popolazione più svantaggiate, vero obiettivo del progetto. I giovani fra i 18 e i 34 anni rappresentano il 54% dei beneficiari, le donne sono un terzo dei candidati selezionati.


 Questi progetti faranno la differenza” spiega Federica Ricaldi, ultima firma italiana del team Soukattanmia, “grazie all’effetto leva, con 1 milione di Euro di sovvenzione, sono stati mobilitati circa 2 milioni addizionali, per un finanziamento totale di 3 volte la cifra iniziale”.


Non si vuole certo elogiare un progetto pilota che deve ancora dare i suoi risultati concreti, ma guardando alla passione e alla creatività con cui viene portata avanti, giorno per giorno, possiamo affermare che a qualche giorno dal secondo anniversario della rivoluzione  verrà lanciato un segnale forte ad un paese che e’ ad un bivio storico. Costruire dal basso è possibile, e speriamo, insieme a questi 71 giovani, che il Souk At-tanmia lo dimostrerà a tutti noi.



A proposito del Souk At-tanmia : frutto di un partenariato pilota fra 20 rappresentanti delle organizzazioni pubbliche, delle imprese private, e della società civile, Souk At-tanmia consiste nell’identificazione, nel finanziamento, nell’accompagnamento dei progetti che mettono in valore i talenti, l’innovazione e lo spirito d’impresa al fine di creare impiego e reddito in tutte le regioni della Tunisia.


I partners : Banca Africana di Sviluppo (AfDB), Banca per il finanziamento delle Piccole e Medie Imprese (BFPME), l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), il British Council in Tunisia, la Banca tunisina di solidarietá (BTS), il Centro dei Giovani Dirigenti d’Impresa (CJD), Confederazione delle Imprese cittadine in Tunisia (CONECT), il il Dipartimento di Sviuppo Internazionale inglese (DFID), l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’agricoltura e (FAO), Microsoft, Business School mediterranea (MSB), l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), il programma delle Nazioni Unite industriale (ONUDI),il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD), Talan Tunisia, Total Tunisia, l’Associazione Touensa, Tunisiana.

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Souk Attanmia ripartire con i giovani e l’innovazione

Costruire un nuovo paese basato sulle idee dei giovani e sulla valorizzazione dello spirito imprenditoriale, in una nuova Tunisia post-rivoluzionaria: è questo il tema dell’evento che si terrà il 10 gennaio 2013 alla Cité des Sciences di Tunisi. Luogo simbolo della gioventù tunisina, si trasforma oggi nel palcoscenico sul quale verrannno premiati 71 giovani che sono riusciti ad emergere con delle idee innovative.


Vengono con le loro speranze, sono giovani, per la maggior parte disoccupati, rappresentanto il caleidoscopio della nuova Tunisia che emerge dalla rivolta che due anni fa ha messo fine alla dittatura di Ben Ali, oggi liberi dalle pressioni e dalle influenze del vecchio regime. “Una dittatura che reprimeva non solo le libertà individuali, ma anche l’iniziativa economica libera” dichiara Douja Gharbi, imprenditrice e Vice Presidente di CONECT, una’associazione patronale nata dopo la rivoluzione e partner dell’iniziativa, oggi libera di esprimere il suo potenziale.


Per sostenere la realizzazione di questo progetto, unico nel suo genere in tutta l’Africa, venti partners, a partire dalla Banca Africana di Sviluppo, passando alla società civile, al mondo associativo, ma anche alle grandi imprese come Microsoft, Total, Tunisiana, terminando con i classici dello sviluppo, le Nazioni Unite (FAO, ILO, UNIDO, OIM), si sono lanciati in questo programma che offre non solo finanziamento ma anche accompagnamento per un anno. L’iniziativa Souk Attanmia si è dimostrata unica nella sua capacità di costruire una nuova forma di cooperazione tra partners pubblici e privati, e di creare un network che permette ai promotori di espandere i propri orizzonti, di entrare in contatto con organizzazioni internazionali e grandi imprese.


Tra i partners, nessun logo italiano. Tuttavia, gli italiani non mancano: Monica Carco, rappresentante residente dell'UNIDO (organizzazione specializzata nello sviluppo industriale) a Tunisi; Lorena Lando, rappresentante dell’organizzazione mondiale per le migrazioni (OIM). Italiano è anche il coordinatore dell’iniziativa, Emanuele Santi, economista incaricato della Tunisia presso la Banca Africana di Sviluppo. “Oggi la Tunisia ha bisogno di un rilancio economico per riuscire nella transizione politica” afferma, “ed attraverso questo iniziativa vogliamo mostrare che il paese ha il talento necessario per ripartire”. Fughe di cervelli o menti prestate alla cooperazione, queste voci italiane portano con sé la creatività e l’innovazione made in Italy.


È con questo spirito che alla Cité des Sciences salgono sul palco questi nuovi talenti, emersi tra circa 2.000 candidati con un'idea imprenditoriale, un progetto definito o un sogno nel cassetto. Chiunque necessitasse di una somma compresa fra i 5.000 ed i 15.000 Euro ha potuto ricevere un dono per cominciare la propria attività; per cifre superiori è stata facilitata la procedura di richiesta di un prestito, presso istituti di credito, utilizzando questo fondo come garanzia. La commissione di valutatori era composta da rappresentanti di ogni partner: “Tutti hanno contribuito a sviluppare l'idea” spiega Monica Carco, “e ogni partner contribuirá alla sua esecuzione a seconda del proprio settore di competenza”. Sarà Microsoft ad esempio a fare il coaching dei progetti nel settore informatico, mentre la FAO seguirà i progetti agricoli, Total i progetti ambientali ed energetici, etc.


Quello che finora colpisce di più, comunque, è l'enorme partecipazione della società civile, e soprattutto di quelle fasce della popolazione più svantaggiate, vero obiettivo del progetto. I giovani fra i 18 e i 34 anni rappresentano il 54% dei beneficiari, le donne sono un terzo dei candidati selezionati.


 Questi progetti faranno la differenza” spiega Federica Ricaldi, ultima firma italiana del team Soukattanmia, “grazie all’effetto leva, con 1 milione di Euro di sovvenzione, sono stati mobilitati circa 2 milioni addizionali, per un finanziamento totale di 3 volte la cifra iniziale”.


Non si vuole certo elogiare un progetto pilota che deve ancora dare i suoi risultati concreti, ma guardando alla passione e alla creatività con cui viene portata avanti, giorno per giorno, possiamo affermare che a qualche giorno dal secondo anniversario della rivoluzione  verrà lanciato un segnale forte ad un paese che e’ ad un bivio storico. Costruire dal basso è possibile, e speriamo, insieme a questi 71 giovani, che il Souk At-tanmia lo dimostrerà a tutti noi.



A proposito del Souk At-tanmia : frutto di un partenariato pilota fra 20 rappresentanti delle organizzazioni pubbliche, delle imprese private, e della società civile, Souk At-tanmia consiste nell’identificazione, nel finanziamento, nell’accompagnamento dei progetti che mettono in valore i talenti, l’innovazione e lo spirito d’impresa al fine di creare impiego e reddito in tutte le regioni della Tunisia.


I partners : Banca Africana di Sviluppo (AfDB), Banca per il finanziamento delle Piccole e Medie Imprese (BFPME), l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), il British Council in Tunisia, la Banca tunisina di solidarietá (BTS), il Centro dei Giovani Dirigenti d’Impresa (CJD), Confederazione delle Imprese cittadine in Tunisia (CONECT), il il Dipartimento di Sviuppo Internazionale inglese (DFID), l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’agricoltura e (FAO), Microsoft, Business School mediterranea (MSB), l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), il programma delle Nazioni Unite industriale (ONUDI),il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD), Talan Tunisia, Total Tunisia, l’Associazione Touensa, Tunisiana.

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Souk Attanmia ripartire con i giovani e l’innovazione

Costruire un nuovo paese basato sulle idee dei giovani e sulla valorizzazione dello spirito imprenditoriale, in una nuova Tunisia post-rivoluzionaria: è questo il tema dell’evento che si terrà il 10 gennaio 2013 alla Cité des Sciences di Tunisi. Luogo simbolo della gioventù tunisina, si trasforma oggi nel palcoscenico sul quale verrannno premiati 71 giovani che sono riusciti ad emergere con delle idee innovative.


Vengono con le loro speranze, sono giovani, per la maggior parte disoccupati, rappresentanto il caleidoscopio della nuova Tunisia che emerge dalla rivolta che due anni fa ha messo fine alla dittatura di Ben Ali, oggi liberi dalle pressioni e dalle influenze del vecchio regime. “Una dittatura che reprimeva non solo le libertà individuali, ma anche l’iniziativa economica libera” dichiara Douja Gharbi, imprenditrice e Vice Presidente di CONECT, una’associazione patronale nata dopo la rivoluzione e partner dell’iniziativa, oggi libera di esprimere il suo potenziale.


Per sostenere la realizzazione di questo progetto, unico nel suo genere in tutta l’Africa, venti partners, a partire dalla Banca Africana di Sviluppo, passando alla società civile, al mondo associativo, ma anche alle grandi imprese come Microsoft, Total, Tunisiana, terminando con i classici dello sviluppo, le Nazioni Unite (FAO, ILO, UNIDO, OIM), si sono lanciati in questo programma che offre non solo finanziamento ma anche accompagnamento per un anno. L’iniziativa Souk Attanmia si è dimostrata unica nella sua capacità di costruire una nuova forma di cooperazione tra partners pubblici e privati, e di creare un network che permette ai promotori di espandere i propri orizzonti, di entrare in contatto con organizzazioni internazionali e grandi imprese.


Tra i partners, nessun logo italiano. Tuttavia, gli italiani non mancano: Monica Carco, rappresentante residente dell'UNIDO (organizzazione specializzata nello sviluppo industriale) a Tunisi; Lorena Lando, rappresentante dell’organizzazione mondiale per le migrazioni (OIM). Italiano è anche il coordinatore dell’iniziativa, Emanuele Santi, economista incaricato della Tunisia presso la Banca Africana di Sviluppo. “Oggi la Tunisia ha bisogno di un rilancio economico per riuscire nella transizione politica” afferma, “ed attraverso questo iniziativa vogliamo mostrare che il paese ha il talento necessario per ripartire”. Fughe di cervelli o menti prestate alla cooperazione, queste voci italiane portano con sé la creatività e l’innovazione made in Italy.


È con questo spirito che alla Cité des Sciences salgono sul palco questi nuovi talenti, emersi tra circa 2.000 candidati con un'idea imprenditoriale, un progetto definito o un sogno nel cassetto. Chiunque necessitasse di una somma compresa fra i 5.000 ed i 15.000 Euro ha potuto ricevere un dono per cominciare la propria attività; per cifre superiori è stata facilitata la procedura di richiesta di un prestito, presso istituti di credito, utilizzando questo fondo come garanzia. La commissione di valutatori era composta da rappresentanti di ogni partner: “Tutti hanno contribuito a sviluppare l'idea” spiega Monica Carco, “e ogni partner contribuirá alla sua esecuzione a seconda del proprio settore di competenza”. Sarà Microsoft ad esempio a fare il coaching dei progetti nel settore informatico, mentre la FAO seguirà i progetti agricoli, Total i progetti ambientali ed energetici, etc.


Quello che finora colpisce di più, comunque, è l'enorme partecipazione della società civile, e soprattutto di quelle fasce della popolazione più svantaggiate, vero obiettivo del progetto. I giovani fra i 18 e i 34 anni rappresentano il 54% dei beneficiari, le donne sono un terzo dei candidati selezionati.


 Questi progetti faranno la differenza” spiega Federica Ricaldi, ultima firma italiana del team Soukattanmia, “grazie all’effetto leva, con 1 milione di Euro di sovvenzione, sono stati mobilitati circa 2 milioni addizionali, per un finanziamento totale di 3 volte la cifra iniziale”.


Non si vuole certo elogiare un progetto pilota che deve ancora dare i suoi risultati concreti, ma guardando alla passione e alla creatività con cui viene portata avanti, giorno per giorno, possiamo affermare che a qualche giorno dal secondo anniversario della rivoluzione  verrà lanciato un segnale forte ad un paese che e’ ad un bivio storico. Costruire dal basso è possibile, e speriamo, insieme a questi 71 giovani, che il Souk At-tanmia lo dimostrerà a tutti noi.



A proposito del Souk At-tanmia : frutto di un partenariato pilota fra 20 rappresentanti delle organizzazioni pubbliche, delle imprese private, e della società civile, Souk At-tanmia consiste nell’identificazione, nel finanziamento, nell’accompagnamento dei progetti che mettono in valore i talenti, l’innovazione e lo spirito d’impresa al fine di creare impiego e reddito in tutte le regioni della Tunisia.


I partners : Banca Africana di Sviluppo (AfDB), Banca per il finanziamento delle Piccole e Medie Imprese (BFPME), l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), il British Council in Tunisia, la Banca tunisina di solidarietá (BTS), il Centro dei Giovani Dirigenti d’Impresa (CJD), Confederazione delle Imprese cittadine in Tunisia (CONECT), il il Dipartimento di Sviuppo Internazionale inglese (DFID), l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’agricoltura e (FAO), Microsoft, Business School mediterranea (MSB), l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), il programma delle Nazioni Unite industriale (ONUDI),il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD), Talan Tunisia, Total Tunisia, l’Associazione Touensa, Tunisiana.

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Costruire un nuovo paese basato sulle idee dei giovani e sulla valorizzazione dello spirito imprenditoriale, in una nuova Tunisia post-rivoluzionaria: è questo il tema dell’evento che si terrà il 10 gennaio 2013 alla Cité des Sciences di Tunisi. Luogo simbolo della gioventù tunisina, si trasforma oggi nel palcoscenico sul quale verrannno premiati 71 giovani che sono riusciti ad emergere con delle idee innovative.


Vengono con le loro speranze, sono giovani, per la maggior parte disoccupati, rappresentanto il caleidoscopio della nuova Tunisia che emerge dalla rivolta che due anni fa ha messo fine alla dittatura di Ben Ali, oggi liberi dalle pressioni e dalle influenze del vecchio regime. “Una dittatura che reprimeva non solo le libertà individuali, ma anche l’iniziativa economica libera” dichiara Douja Gharbi, imprenditrice e Vice Presidente di CONECT, una’associazione patronale nata dopo la rivoluzione e partner dell’iniziativa, oggi libera di esprimere il suo potenziale.


Per sostenere la realizzazione di questo progetto, unico nel suo genere in tutta l’Africa, venti partners, a partire dalla Banca Africana di Sviluppo, passando alla società civile, al mondo associativo, ma anche alle grandi imprese come Microsoft, Total, Tunisiana, terminando con i classici dello sviluppo, le Nazioni Unite (FAO, ILO, UNIDO, OIM), si sono lanciati in questo programma che offre non solo finanziamento ma anche accompagnamento per un anno. L’iniziativa Souk Attanmia si è dimostrata unica nella sua capacità di costruire una nuova forma di cooperazione tra partners pubblici e privati, e di creare un network che permette ai promotori di espandere i propri orizzonti, di entrare in contatto con organizzazioni internazionali e grandi imprese.


Tra i partners, nessun logo italiano. Tuttavia, gli italiani non mancano: Monica Carco, rappresentante residente dell'UNIDO (organizzazione specializzata nello sviluppo industriale) a Tunisi; Lorena Lando, rappresentante dell’organizzazione mondiale per le migrazioni (OIM). Italiano è anche il coordinatore dell’iniziativa, Emanuele Santi, economista incaricato della Tunisia presso la Banca Africana di Sviluppo. “Oggi la Tunisia ha bisogno di un rilancio economico per riuscire nella transizione politica” afferma, “ed attraverso questo iniziativa vogliamo mostrare che il paese ha il talento necessario per ripartire”. Fughe di cervelli o menti prestate alla cooperazione, queste voci italiane portano con sé la creatività e l’innovazione made in Italy.


È con questo spirito che alla Cité des Sciences salgono sul palco questi nuovi talenti, emersi tra circa 2.000 candidati con un'idea imprenditoriale, un progetto definito o un sogno nel cassetto. Chiunque necessitasse di una somma compresa fra i 5.000 ed i 15.000 Euro ha potuto ricevere un dono per cominciare la propria attività; per cifre superiori è stata facilitata la procedura di richiesta di un prestito, presso istituti di credito, utilizzando questo fondo come garanzia. La commissione di valutatori era composta da rappresentanti di ogni partner: “Tutti hanno contribuito a sviluppare l'idea” spiega Monica Carco, “e ogni partner contribuirá alla sua esecuzione a seconda del proprio settore di competenza”. Sarà Microsoft ad esempio a fare il coaching dei progetti nel settore informatico, mentre la FAO seguirà i progetti agricoli, Total i progetti ambientali ed energetici, etc.


Quello che finora colpisce di più, comunque, è l'enorme partecipazione della società civile, e soprattutto di quelle fasce della popolazione più svantaggiate, vero obiettivo del progetto. I giovani fra i 18 e i 34 anni rappresentano il 54% dei beneficiari, le donne sono un terzo dei candidati selezionati.


 Questi progetti faranno la differenza” spiega Federica Ricaldi, ultima firma italiana del team Soukattanmia, “grazie all’effetto leva, con 1 milione di Euro di sovvenzione, sono stati mobilitati circa 2 milioni addizionali, per un finanziamento totale di 3 volte la cifra iniziale”.


Non si vuole certo elogiare un progetto pilota che deve ancora dare i suoi risultati concreti, ma guardando alla passione e alla creatività con cui viene portata avanti, giorno per giorno, possiamo affermare che a qualche giorno dal secondo anniversario della rivoluzione  verrà lanciato un segnale forte ad un paese che e’ ad un bivio storico. Costruire dal basso è possibile, e speriamo, insieme a questi 71 giovani, che il Souk At-tanmia lo dimostrerà a tutti noi.



A proposito del Souk At-tanmia : frutto di un partenariato pilota fra 20 rappresentanti delle organizzazioni pubbliche, delle imprese private, e della società civile, Souk At-tanmia consiste nell’identificazione, nel finanziamento, nell’accompagnamento dei progetti che mettono in valore i talenti, l’innovazione e lo spirito d’impresa al fine di creare impiego e reddito in tutte le regioni della Tunisia.


I partners : Banca Africana di Sviluppo (AfDB), Banca per il finanziamento delle Piccole e Medie Imprese (BFPME), l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), il British Council in Tunisia, la Banca tunisina di solidarietá (BTS), il Centro dei Giovani Dirigenti d’Impresa (CJD), Confederazione delle Imprese cittadine in Tunisia (CONECT), il il Dipartimento di Sviuppo Internazionale inglese (DFID), l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’agricoltura e (FAO), Microsoft, Business School mediterranea (MSB), l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), il programma delle Nazioni Unite industriale (ONUDI),il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD), Talan Tunisia, Total Tunisia, l’Associazione Touensa, Tunisiana.

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Souk Attanmia ripartire con i giovani e l’innovazione

Costruire un nuovo paese basato sulle idee dei giovani e sulla valorizzazione dello spirito imprenditoriale, in una nuova Tunisia post-rivoluzionaria: è questo il tema dell’evento che si terrà il 10 gennaio 2013 alla Cité des Sciences di Tunisi. Luogo simbolo della gioventù tunisina, si trasforma oggi nel palcoscenico sul quale verrannno premiati 71 giovani che sono riusciti ad emergere con delle idee innovative.


Vengono con le loro speranze, sono giovani, per la maggior parte disoccupati, rappresentanto il caleidoscopio della nuova Tunisia che emerge dalla rivolta che due anni fa ha messo fine alla dittatura di Ben Ali, oggi liberi dalle pressioni e dalle influenze del vecchio regime. “Una dittatura che reprimeva non solo le libertà individuali, ma anche l’iniziativa economica libera” dichiara Douja Gharbi, imprenditrice e Vice Presidente di CONECT, una’associazione patronale nata dopo la rivoluzione e partner dell’iniziativa, oggi libera di esprimere il suo potenziale.


Per sostenere la realizzazione di questo progetto, unico nel suo genere in tutta l’Africa, venti partners, a partire dalla Banca Africana di Sviluppo, passando alla società civile, al mondo associativo, ma anche alle grandi imprese come Microsoft, Total, Tunisiana, terminando con i classici dello sviluppo, le Nazioni Unite (FAO, ILO, UNIDO, OIM), si sono lanciati in questo programma che offre non solo finanziamento ma anche accompagnamento per un anno. L’iniziativa Souk Attanmia si è dimostrata unica nella sua capacità di costruire una nuova forma di cooperazione tra partners pubblici e privati, e di creare un network che permette ai promotori di espandere i propri orizzonti, di entrare in contatto con organizzazioni internazionali e grandi imprese.


Tra i partners, nessun logo italiano. Tuttavia, gli italiani non mancano: Monica Carco, rappresentante residente dell'UNIDO (organizzazione specializzata nello sviluppo industriale) a Tunisi; Lorena Lando, rappresentante dell’organizzazione mondiale per le migrazioni (OIM). Italiano è anche il coordinatore dell’iniziativa, Emanuele Santi, economista incaricato della Tunisia presso la Banca Africana di Sviluppo. “Oggi la Tunisia ha bisogno di un rilancio economico per riuscire nella transizione politica” afferma, “ed attraverso questo iniziativa vogliamo mostrare che il paese ha il talento necessario per ripartire”. Fughe di cervelli o menti prestate alla cooperazione, queste voci italiane portano con sé la creatività e l’innovazione made in Italy.


È con questo spirito che alla Cité des Sciences salgono sul palco questi nuovi talenti, emersi tra circa 2.000 candidati con un'idea imprenditoriale, un progetto definito o un sogno nel cassetto. Chiunque necessitasse di una somma compresa fra i 5.000 ed i 15.000 Euro ha potuto ricevere un dono per cominciare la propria attività; per cifre superiori è stata facilitata la procedura di richiesta di un prestito, presso istituti di credito, utilizzando questo fondo come garanzia. La commissione di valutatori era composta da rappresentanti di ogni partner: “Tutti hanno contribuito a sviluppare l'idea” spiega Monica Carco, “e ogni partner contribuirá alla sua esecuzione a seconda del proprio settore di competenza”. Sarà Microsoft ad esempio a fare il coaching dei progetti nel settore informatico, mentre la FAO seguirà i progetti agricoli, Total i progetti ambientali ed energetici, etc.


Quello che finora colpisce di più, comunque, è l'enorme partecipazione della società civile, e soprattutto di quelle fasce della popolazione più svantaggiate, vero obiettivo del progetto. I giovani fra i 18 e i 34 anni rappresentano il 54% dei beneficiari, le donne sono un terzo dei candidati selezionati.


 Questi progetti faranno la differenza” spiega Federica Ricaldi, ultima firma italiana del team Soukattanmia, “grazie all’effetto leva, con 1 milione di Euro di sovvenzione, sono stati mobilitati circa 2 milioni addizionali, per un finanziamento totale di 3 volte la cifra iniziale”.


Non si vuole certo elogiare un progetto pilota che deve ancora dare i suoi risultati concreti, ma guardando alla passione e alla creatività con cui viene portata avanti, giorno per giorno, possiamo affermare che a qualche giorno dal secondo anniversario della rivoluzione  verrà lanciato un segnale forte ad un paese che e’ ad un bivio storico. Costruire dal basso è possibile, e speriamo, insieme a questi 71 giovani, che il Souk At-tanmia lo dimostrerà a tutti noi.



A proposito del Souk At-tanmia : frutto di un partenariato pilota fra 20 rappresentanti delle organizzazioni pubbliche, delle imprese private, e della società civile, Souk At-tanmia consiste nell’identificazione, nel finanziamento, nell’accompagnamento dei progetti che mettono in valore i talenti, l’innovazione e lo spirito d’impresa al fine di creare impiego e reddito in tutte le regioni della Tunisia.


I partners : Banca Africana di Sviluppo (AfDB), Banca per il finanziamento delle Piccole e Medie Imprese (BFPME), l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), il British Council in Tunisia, la Banca tunisina di solidarietá (BTS), il Centro dei Giovani Dirigenti d’Impresa (CJD), Confederazione delle Imprese cittadine in Tunisia (CONECT), il il Dipartimento di Sviuppo Internazionale inglese (DFID), l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’agricoltura e (FAO), Microsoft, Business School mediterranea (MSB), l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), il programma delle Nazioni Unite industriale (ONUDI),il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD), Talan Tunisia, Total Tunisia, l’Associazione Touensa, Tunisiana.

www.soukattanmia.org

Souk Attanmia ripartire con i giovani e l’innovazione

Costruire un nuovo paese basato sulle idee dei giovani e sulla valorizzazione dello spirito imprenditoriale, in una nuova Tunisia post-rivoluzionaria: è questo il tema dell’evento che si terrà il 10 gennaio 2013 alla Cité des Sciences di Tunisi. Luogo simbolo della gioventù tunisina, si trasforma oggi nel palcoscenico sul quale verrannno premiati 71 giovani che sono riusciti ad emergere con delle idee innovative.


Vengono con le loro speranze, sono giovani, per la maggior parte disoccupati, rappresentanto il caleidoscopio della nuova Tunisia che emerge dalla rivolta che due anni fa ha messo fine alla dittatura di Ben Ali, oggi liberi dalle pressioni e dalle influenze del vecchio regime. “Una dittatura che reprimeva non solo le libertà individuali, ma anche l’iniziativa economica libera” dichiara Douja Gharbi, imprenditrice e Vice Presidente di CONECT, una’associazione patronale nata dopo la rivoluzione e partner dell’iniziativa, oggi libera di esprimere il suo potenziale.


Per sostenere la realizzazione di questo progetto, unico nel suo genere in tutta l’Africa, venti partners, a partire dalla Banca Africana di Sviluppo, passando alla società civile, al mondo associativo, ma anche alle grandi imprese come Microsoft, Total, Tunisiana, terminando con i classici dello sviluppo, le Nazioni Unite (FAO, ILO, UNIDO, OIM), si sono lanciati in questo programma che offre non solo finanziamento ma anche accompagnamento per un anno. L’iniziativa Souk Attanmia si è dimostrata unica nella sua capacità di costruire una nuova forma di cooperazione tra partners pubblici e privati, e di creare un network che permette ai promotori di espandere i propri orizzonti, di entrare in contatto con organizzazioni internazionali e grandi imprese.


Tra i partners, nessun logo italiano. Tuttavia, gli italiani non mancano: Monica Carco, rappresentante residente dell'UNIDO (organizzazione specializzata nello sviluppo industriale) a Tunisi; Lorena Lando, rappresentante dell’organizzazione mondiale per le migrazioni (OIM). Italiano è anche il coordinatore dell’iniziativa, Emanuele Santi, economista incaricato della Tunisia presso la Banca Africana di Sviluppo. “Oggi la Tunisia ha bisogno di un rilancio economico per riuscire nella transizione politica” afferma, “ed attraverso questo iniziativa vogliamo mostrare che il paese ha il talento necessario per ripartire”. Fughe di cervelli o menti prestate alla cooperazione, queste voci italiane portano con sé la creatività e l’innovazione made in Italy.


È con questo spirito che alla Cité des Sciences salgono sul palco questi nuovi talenti, emersi tra circa 2.000 candidati con un'idea imprenditoriale, un progetto definito o un sogno nel cassetto. Chiunque necessitasse di una somma compresa fra i 5.000 ed i 15.000 Euro ha potuto ricevere un dono per cominciare la propria attività; per cifre superiori è stata facilitata la procedura di richiesta di un prestito, presso istituti di credito, utilizzando questo fondo come garanzia. La commissione di valutatori era composta da rappresentanti di ogni partner: “Tutti hanno contribuito a sviluppare l'idea” spiega Monica Carco, “e ogni partner contribuirá alla sua esecuzione a seconda del proprio settore di competenza”. Sarà Microsoft ad esempio a fare il coaching dei progetti nel settore informatico, mentre la FAO seguirà i progetti agricoli, Total i progetti ambientali ed energetici, etc.


Quello che finora colpisce di più, comunque, è l'enorme partecipazione della società civile, e soprattutto di quelle fasce della popolazione più svantaggiate, vero obiettivo del progetto. I giovani fra i 18 e i 34 anni rappresentano il 54% dei beneficiari, le donne sono un terzo dei candidati selezionati.


 Questi progetti faranno la differenza” spiega Federica Ricaldi, ultima firma italiana del team Soukattanmia, “grazie all’effetto leva, con 1 milione di Euro di sovvenzione, sono stati mobilitati circa 2 milioni addizionali, per un finanziamento totale di 3 volte la cifra iniziale”.


Non si vuole certo elogiare un progetto pilota che deve ancora dare i suoi risultati concreti, ma guardando alla passione e alla creatività con cui viene portata avanti, giorno per giorno, possiamo affermare che a qualche giorno dal secondo anniversario della rivoluzione  verrà lanciato un segnale forte ad un paese che e’ ad un bivio storico. Costruire dal basso è possibile, e speriamo, insieme a questi 71 giovani, che il Souk At-tanmia lo dimostrerà a tutti noi.



A proposito del Souk At-tanmia : frutto di un partenariato pilota fra 20 rappresentanti delle organizzazioni pubbliche, delle imprese private, e della società civile, Souk At-tanmia consiste nell’identificazione, nel finanziamento, nell’accompagnamento dei progetti che mettono in valore i talenti, l’innovazione e lo spirito d’impresa al fine di creare impiego e reddito in tutte le regioni della Tunisia.


I partners : Banca Africana di Sviluppo (AfDB), Banca per il finanziamento delle Piccole e Medie Imprese (BFPME), l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), il British Council in Tunisia, la Banca tunisina di solidarietá (BTS), il Centro dei Giovani Dirigenti d’Impresa (CJD), Confederazione delle Imprese cittadine in Tunisia (CONECT), il il Dipartimento di Sviuppo Internazionale inglese (DFID), l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’agricoltura e (FAO), Microsoft, Business School mediterranea (MSB), l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), il programma delle Nazioni Unite industriale (ONUDI),il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD), Talan Tunisia, Total Tunisia, l’Associazione Touensa, Tunisiana.

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Souk Attanmia ripartire con i giovani e l’innovazione

Costruire un nuovo paese basato sulle idee dei giovani e sulla valorizzazione dello spirito imprenditoriale, in una nuova Tunisia post-rivoluzionaria: è questo il tema dell’evento che si terrà il 10 gennaio 2013 alla Cité des Sciences di Tunisi. Luogo simbolo della gioventù tunisina, si trasforma oggi nel palcoscenico sul quale verrannno premiati 71 giovani che sono riusciti ad emergere con delle idee innovative.


Vengono con le loro speranze, sono giovani, per la maggior parte disoccupati, rappresentanto il caleidoscopio della nuova Tunisia che emerge dalla rivolta che due anni fa ha messo fine alla dittatura di Ben Ali, oggi liberi dalle pressioni e dalle influenze del vecchio regime. “Una dittatura che reprimeva non solo le libertà individuali, ma anche l’iniziativa economica libera” dichiara Douja Gharbi, imprenditrice e Vice Presidente di CONECT, una’associazione patronale nata dopo la rivoluzione e partner dell’iniziativa, oggi libera di esprimere il suo potenziale.


Per sostenere la realizzazione di questo progetto, unico nel suo genere in tutta l’Africa, venti partners, a partire dalla Banca Africana di Sviluppo, passando alla società civile, al mondo associativo, ma anche alle grandi imprese come Microsoft, Total, Tunisiana, terminando con i classici dello sviluppo, le Nazioni Unite (FAO, ILO, UNIDO, OIM), si sono lanciati in questo programma che offre non solo finanziamento ma anche accompagnamento per un anno. L’iniziativa Souk Attanmia si è dimostrata unica nella sua capacità di costruire una nuova forma di cooperazione tra partners pubblici e privati, e di creare un network che permette ai promotori di espandere i propri orizzonti, di entrare in contatto con organizzazioni internazionali e grandi imprese.


Tra i partners, nessun logo italiano. Tuttavia, gli italiani non mancano: Monica Carco, rappresentante residente dell'UNIDO (organizzazione specializzata nello sviluppo industriale) a Tunisi; Lorena Lando, rappresentante dell’organizzazione mondiale per le migrazioni (OIM). Italiano è anche il coordinatore dell’iniziativa, Emanuele Santi, economista incaricato della Tunisia presso la Banca Africana di Sviluppo. “Oggi la Tunisia ha bisogno di un rilancio economico per riuscire nella transizione politica” afferma, “ed attraverso questo iniziativa vogliamo mostrare che il paese ha il talento necessario per ripartire”. Fughe di cervelli o menti prestate alla cooperazione, queste voci italiane portano con sé la creatività e l’innovazione made in Italy.


È con questo spirito che alla Cité des Sciences salgono sul palco questi nuovi talenti, emersi tra circa 2.000 candidati con un'idea imprenditoriale, un progetto definito o un sogno nel cassetto. Chiunque necessitasse di una somma compresa fra i 5.000 ed i 15.000 Euro ha potuto ricevere un dono per cominciare la propria attività; per cifre superiori è stata facilitata la procedura di richiesta di un prestito, presso istituti di credito, utilizzando questo fondo come garanzia. La commissione di valutatori era composta da rappresentanti di ogni partner: “Tutti hanno contribuito a sviluppare l'idea” spiega Monica Carco, “e ogni partner contribuirá alla sua esecuzione a seconda del proprio settore di competenza”. Sarà Microsoft ad esempio a fare il coaching dei progetti nel settore informatico, mentre la FAO seguirà i progetti agricoli, Total i progetti ambientali ed energetici, etc.


Quello che finora colpisce di più, comunque, è l'enorme partecipazione della società civile, e soprattutto di quelle fasce della popolazione più svantaggiate, vero obiettivo del progetto. I giovani fra i 18 e i 34 anni rappresentano il 54% dei beneficiari, le donne sono un terzo dei candidati selezionati.


 Questi progetti faranno la differenza” spiega Federica Ricaldi, ultima firma italiana del team Soukattanmia, “grazie all’effetto leva, con 1 milione di Euro di sovvenzione, sono stati mobilitati circa 2 milioni addizionali, per un finanziamento totale di 3 volte la cifra iniziale”.


Non si vuole certo elogiare un progetto pilota che deve ancora dare i suoi risultati concreti, ma guardando alla passione e alla creatività con cui viene portata avanti, giorno per giorno, possiamo affermare che a qualche giorno dal secondo anniversario della rivoluzione  verrà lanciato un segnale forte ad un paese che e’ ad un bivio storico. Costruire dal basso è possibile, e speriamo, insieme a questi 71 giovani, che il Souk At-tanmia lo dimostrerà a tutti noi.



A proposito del Souk At-tanmia : frutto di un partenariato pilota fra 20 rappresentanti delle organizzazioni pubbliche, delle imprese private, e della società civile, Souk At-tanmia consiste nell’identificazione, nel finanziamento, nell’accompagnamento dei progetti che mettono in valore i talenti, l’innovazione e lo spirito d’impresa al fine di creare impiego e reddito in tutte le regioni della Tunisia.


I partners : Banca Africana di Sviluppo (AfDB), Banca per il finanziamento delle Piccole e Medie Imprese (BFPME), l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), il British Council in Tunisia, la Banca tunisina di solidarietá (BTS), il Centro dei Giovani Dirigenti d’Impresa (CJD), Confederazione delle Imprese cittadine in Tunisia (CONECT), il il Dipartimento di Sviuppo Internazionale inglese (DFID), l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’agricoltura e (FAO), Microsoft, Business School mediterranea (MSB), l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), il programma delle Nazioni Unite industriale (ONUDI),il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD), Talan Tunisia, Total Tunisia, l’Associazione Touensa, Tunisiana.

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Souk Attanmia ripartire con i giovani e l’innovazione

Costruire un nuovo paese basato sulle idee dei giovani e sulla valorizzazione dello spirito imprenditoriale, in una nuova Tunisia post-rivoluzionaria: è questo il tema dell’evento che si terrà il 10 gennaio 2013 alla Cité des Sciences di Tunisi. Luogo simbolo della gioventù tunisina, si trasforma oggi nel palcoscenico sul quale verrannno premiati 71 giovani che sono riusciti ad emergere con delle idee innovative.


Vengono con le loro speranze, sono giovani, per la maggior parte disoccupati, rappresentanto il caleidoscopio della nuova Tunisia che emerge dalla rivolta che due anni fa ha messo fine alla dittatura di Ben Ali, oggi liberi dalle pressioni e dalle influenze del vecchio regime. “Una dittatura che reprimeva non solo le libertà individuali, ma anche l’iniziativa economica libera” dichiara Douja Gharbi, imprenditrice e Vice Presidente di CONECT, una’associazione patronale nata dopo la rivoluzione e partner dell’iniziativa, oggi libera di esprimere il suo potenziale.


Per sostenere la realizzazione di questo progetto, unico nel suo genere in tutta l’Africa, venti partners, a partire dalla Banca Africana di Sviluppo, passando alla società civile, al mondo associativo, ma anche alle grandi imprese come Microsoft, Total, Tunisiana, terminando con i classici dello sviluppo, le Nazioni Unite (FAO, ILO, UNIDO, OIM), si sono lanciati in questo programma che offre non solo finanziamento ma anche accompagnamento per un anno. L’iniziativa Souk Attanmia si è dimostrata unica nella sua capacità di costruire una nuova forma di cooperazione tra partners pubblici e privati, e di creare un network che permette ai promotori di espandere i propri orizzonti, di entrare in contatto con organizzazioni internazionali e grandi imprese.


Tra i partners, nessun logo italiano. Tuttavia, gli italiani non mancano: Monica Carco, rappresentante residente dell'UNIDO (organizzazione specializzata nello sviluppo industriale) a Tunisi; Lorena Lando, rappresentante dell’organizzazione mondiale per le migrazioni (OIM). Italiano è anche il coordinatore dell’iniziativa, Emanuele Santi, economista incaricato della Tunisia presso la Banca Africana di Sviluppo. “Oggi la Tunisia ha bisogno di un rilancio economico per riuscire nella transizione politica” afferma, “ed attraverso questo iniziativa vogliamo mostrare che il paese ha il talento necessario per ripartire”. Fughe di cervelli o menti prestate alla cooperazione, queste voci italiane portano con sé la creatività e l’innovazione made in Italy.


È con questo spirito che alla Cité des Sciences salgono sul palco questi nuovi talenti, emersi tra circa 2.000 candidati con un'idea imprenditoriale, un progetto definito o un sogno nel cassetto. Chiunque necessitasse di una somma compresa fra i 5.000 ed i 15.000 Euro ha potuto ricevere un dono per cominciare la propria attività; per cifre superiori è stata facilitata la procedura di richiesta di un prestito, presso istituti di credito, utilizzando questo fondo come garanzia. La commissione di valutatori era composta da rappresentanti di ogni partner: “Tutti hanno contribuito a sviluppare l'idea” spiega Monica Carco, “e ogni partner contribuirá alla sua esecuzione a seconda del proprio settore di competenza”. Sarà Microsoft ad esempio a fare il coaching dei progetti nel settore informatico, mentre la FAO seguirà i progetti agricoli, Total i progetti ambientali ed energetici, etc.


Quello che finora colpisce di più, comunque, è l'enorme partecipazione della società civile, e soprattutto di quelle fasce della popolazione più svantaggiate, vero obiettivo del progetto. I giovani fra i 18 e i 34 anni rappresentano il 54% dei beneficiari, le donne sono un terzo dei candidati selezionati.


 Questi progetti faranno la differenza” spiega Federica Ricaldi, ultima firma italiana del team Soukattanmia, “grazie all’effetto leva, con 1 milione di Euro di sovvenzione, sono stati mobilitati circa 2 milioni addizionali, per un finanziamento totale di 3 volte la cifra iniziale”.


Non si vuole certo elogiare un progetto pilota che deve ancora dare i suoi risultati concreti, ma guardando alla passione e alla creatività con cui viene portata avanti, giorno per giorno, possiamo affermare che a qualche giorno dal secondo anniversario della rivoluzione  verrà lanciato un segnale forte ad un paese che e’ ad un bivio storico. Costruire dal basso è possibile, e speriamo, insieme a questi 71 giovani, che il Souk At-tanmia lo dimostrerà a tutti noi.



A proposito del Souk At-tanmia : frutto di un partenariato pilota fra 20 rappresentanti delle organizzazioni pubbliche, delle imprese private, e della società civile, Souk At-tanmia consiste nell’identificazione, nel finanziamento, nell’accompagnamento dei progetti che mettono in valore i talenti, l’innovazione e lo spirito d’impresa al fine di creare impiego e reddito in tutte le regioni della Tunisia.


I partners : Banca Africana di Sviluppo (AfDB), Banca per il finanziamento delle Piccole e Medie Imprese (BFPME), l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), il British Council in Tunisia, la Banca tunisina di solidarietá (BTS), il Centro dei Giovani Dirigenti d’Impresa (CJD), Confederazione delle Imprese cittadine in Tunisia (CONECT), il il Dipartimento di Sviuppo Internazionale inglese (DFID), l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’agricoltura e (FAO), Microsoft, Business School mediterranea (MSB), l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), il programma delle Nazioni Unite industriale (ONUDI),il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD), Talan Tunisia, Total Tunisia, l’Associazione Touensa, Tunisiana.

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Souk Attanmia ripartire con i giovani e l’innovazione

Costruire un nuovo paese basato sulle idee dei giovani e sulla valorizzazione dello spirito imprenditoriale, in una nuova Tunisia post-rivoluzionaria: è questo il tema dell’evento che si terrà il 10 gennaio 2013 alla Cité des Sciences di Tunisi. Luogo simbolo della gioventù tunisina, si trasforma oggi nel palcoscenico sul quale verrannno premiati 71 giovani che sono riusciti ad emergere con delle idee innovative.


Vengono con le loro speranze, sono giovani, per la maggior parte disoccupati, rappresentanto il caleidoscopio della nuova Tunisia che emerge dalla rivolta che due anni fa ha messo fine alla dittatura di Ben Ali, oggi liberi dalle pressioni e dalle influenze del vecchio regime. “Una dittatura che reprimeva non solo le libertà individuali, ma anche l’iniziativa economica libera” dichiara Douja Gharbi, imprenditrice e Vice Presidente di CONECT, una’associazione patronale nata dopo la rivoluzione e partner dell’iniziativa, oggi libera di esprimere il suo potenziale.


Per sostenere la realizzazione di questo progetto, unico nel suo genere in tutta l’Africa, venti partners, a partire dalla Banca Africana di Sviluppo, passando alla società civile, al mondo associativo, ma anche alle grandi imprese come Microsoft, Total, Tunisiana, terminando con i classici dello sviluppo, le Nazioni Unite (FAO, ILO, UNIDO, OIM), si sono lanciati in questo programma che offre non solo finanziamento ma anche accompagnamento per un anno. L’iniziativa Souk Attanmia si è dimostrata unica nella sua capacità di costruire una nuova forma di cooperazione tra partners pubblici e privati, e di creare un network che permette ai promotori di espandere i propri orizzonti, di entrare in contatto con organizzazioni internazionali e grandi imprese.


Tra i partners, nessun logo italiano. Tuttavia, gli italiani non mancano: Monica Carco, rappresentante residente dell'UNIDO (organizzazione specializzata nello sviluppo industriale) a Tunisi; Lorena Lando, rappresentante dell’organizzazione mondiale per le migrazioni (OIM). Italiano è anche il coordinatore dell’iniziativa, Emanuele Santi, economista incaricato della Tunisia presso la Banca Africana di Sviluppo. “Oggi la Tunisia ha bisogno di un rilancio economico per riuscire nella transizione politica” afferma, “ed attraverso questo iniziativa vogliamo mostrare che il paese ha il talento necessario per ripartire”. Fughe di cervelli o menti prestate alla cooperazione, queste voci italiane portano con sé la creatività e l’innovazione made in Italy.


È con questo spirito che alla Cité des Sciences salgono sul palco questi nuovi talenti, emersi tra circa 2.000 candidati con un'idea imprenditoriale, un progetto definito o un sogno nel cassetto. Chiunque necessitasse di una somma compresa fra i 5.000 ed i 15.000 Euro ha potuto ricevere un dono per cominciare la propria attività; per cifre superiori è stata facilitata la procedura di richiesta di un prestito, presso istituti di credito, utilizzando questo fondo come garanzia. La commissione di valutatori era composta da rappresentanti di ogni partner: “Tutti hanno contribuito a sviluppare l'idea” spiega Monica Carco, “e ogni partner contribuirá alla sua esecuzione a seconda del proprio settore di competenza”. Sarà Microsoft ad esempio a fare il coaching dei progetti nel settore informatico, mentre la FAO seguirà i progetti agricoli, Total i progetti ambientali ed energetici, etc.


Quello che finora colpisce di più, comunque, è l'enorme partecipazione della società civile, e soprattutto di quelle fasce della popolazione più svantaggiate, vero obiettivo del progetto. I giovani fra i 18 e i 34 anni rappresentano il 54% dei beneficiari, le donne sono un terzo dei candidati selezionati.


 Questi progetti faranno la differenza” spiega Federica Ricaldi, ultima firma italiana del team Soukattanmia, “grazie all’effetto leva, con 1 milione di Euro di sovvenzione, sono stati mobilitati circa 2 milioni addizionali, per un finanziamento totale di 3 volte la cifra iniziale”.


Non si vuole certo elogiare un progetto pilota che deve ancora dare i suoi risultati concreti, ma guardando alla passione e alla creatività con cui viene portata avanti, giorno per giorno, possiamo affermare che a qualche giorno dal secondo anniversario della rivoluzione  verrà lanciato un segnale forte ad un paese che e’ ad un bivio storico. Costruire dal basso è possibile, e speriamo, insieme a questi 71 giovani, che il Souk At-tanmia lo dimostrerà a tutti noi.



A proposito del Souk At-tanmia : frutto di un partenariato pilota fra 20 rappresentanti delle organizzazioni pubbliche, delle imprese private, e della società civile, Souk At-tanmia consiste nell’identificazione, nel finanziamento, nell’accompagnamento dei progetti che mettono in valore i talenti, l’innovazione e lo spirito d’impresa al fine di creare impiego e reddito in tutte le regioni della Tunisia.


I partners : Banca Africana di Sviluppo (AfDB), Banca per il finanziamento delle Piccole e Medie Imprese (BFPME), l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), il British Council in Tunisia, la Banca tunisina di solidarietá (BTS), il Centro dei Giovani Dirigenti d’Impresa (CJD), Confederazione delle Imprese cittadine in Tunisia (CONECT), il il Dipartimento di Sviuppo Internazionale inglese (DFID), l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’agricoltura e (FAO), Microsoft, Business School mediterranea (MSB), l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), il programma delle Nazioni Unite industriale (ONUDI),il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD), Talan Tunisia, Total Tunisia, l’Associazione Touensa, Tunisiana.

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Costruire un nuovo paese basato sulle idee dei giovani e sulla valorizzazione dello spirito imprenditoriale, in una nuova Tunisia post-rivoluzionaria: è questo il tema dell’evento che si terrà il 10 gennaio 2013 alla Cité des Sciences di Tunisi. Luogo simbolo della gioventù tunisina, si trasforma oggi nel palcoscenico sul quale verrannno premiati 71 giovani che sono riusciti ad emergere con delle idee innovative.


Vengono con le loro speranze, sono giovani, per la maggior parte disoccupati, rappresentanto il caleidoscopio della nuova Tunisia che emerge dalla rivolta che due anni fa ha messo fine alla dittatura di Ben Ali, oggi liberi dalle pressioni e dalle influenze del vecchio regime. “Una dittatura che reprimeva non solo le libertà individuali, ma anche l’iniziativa economica libera” dichiara Douja Gharbi, imprenditrice e Vice Presidente di CONECT, una’associazione patronale nata dopo la rivoluzione e partner dell’iniziativa, oggi libera di esprimere il suo potenziale.


Per sostenere la realizzazione di questo progetto, unico nel suo genere in tutta l’Africa, venti partners, a partire dalla Banca Africana di Sviluppo, passando alla società civile, al mondo associativo, ma anche alle grandi imprese come Microsoft, Total, Tunisiana, terminando con i classici dello sviluppo, le Nazioni Unite (FAO, ILO, UNIDO, OIM), si sono lanciati in questo programma che offre non solo finanziamento ma anche accompagnamento per un anno. L’iniziativa Souk Attanmia si è dimostrata unica nella sua capacità di costruire una nuova forma di cooperazione tra partners pubblici e privati, e di creare un network che permette ai promotori di espandere i propri orizzonti, di entrare in contatto con organizzazioni internazionali e grandi imprese.


Tra i partners, nessun logo italiano. Tuttavia, gli italiani non mancano: Monica Carco, rappresentante residente dell'UNIDO (organizzazione specializzata nello sviluppo industriale) a Tunisi; Lorena Lando, rappresentante dell’organizzazione mondiale per le migrazioni (OIM). Italiano è anche il coordinatore dell’iniziativa, Emanuele Santi, economista incaricato della Tunisia presso la Banca Africana di Sviluppo. “Oggi la Tunisia ha bisogno di un rilancio economico per riuscire nella transizione politica” afferma, “ed attraverso questo iniziativa vogliamo mostrare che il paese ha il talento necessario per ripartire”. Fughe di cervelli o menti prestate alla cooperazione, queste voci italiane portano con sé la creatività e l’innovazione made in Italy.


È con questo spirito che alla Cité des Sciences salgono sul palco questi nuovi talenti, emersi tra circa 2.000 candidati con un'idea imprenditoriale, un progetto definito o un sogno nel cassetto. Chiunque necessitasse di una somma compresa fra i 5.000 ed i 15.000 Euro ha potuto ricevere un dono per cominciare la propria attività; per cifre superiori è stata facilitata la procedura di richiesta di un prestito, presso istituti di credito, utilizzando questo fondo come garanzia. La commissione di valutatori era composta da rappresentanti di ogni partner: “Tutti hanno contribuito a sviluppare l'idea” spiega Monica Carco, “e ogni partner contribuirá alla sua esecuzione a seconda del proprio settore di competenza”. Sarà Microsoft ad esempio a fare il coaching dei progetti nel settore informatico, mentre la FAO seguirà i progetti agricoli, Total i progetti ambientali ed energetici, etc.


Quello che finora colpisce di più, comunque, è l'enorme partecipazione della società civile, e soprattutto di quelle fasce della popolazione più svantaggiate, vero obiettivo del progetto. I giovani fra i 18 e i 34 anni rappresentano il 54% dei beneficiari, le donne sono un terzo dei candidati selezionati.


 Questi progetti faranno la differenza” spiega Federica Ricaldi, ultima firma italiana del team Soukattanmia, “grazie all’effetto leva, con 1 milione di Euro di sovvenzione, sono stati mobilitati circa 2 milioni addizionali, per un finanziamento totale di 3 volte la cifra iniziale”.


Non si vuole certo elogiare un progetto pilota che deve ancora dare i suoi risultati concreti, ma guardando alla passione e alla creatività con cui viene portata avanti, giorno per giorno, possiamo affermare che a qualche giorno dal secondo anniversario della rivoluzione  verrà lanciato un segnale forte ad un paese che e’ ad un bivio storico. Costruire dal basso è possibile, e speriamo, insieme a questi 71 giovani, che il Souk At-tanmia lo dimostrerà a tutti noi.



A proposito del Souk At-tanmia : frutto di un partenariato pilota fra 20 rappresentanti delle organizzazioni pubbliche, delle imprese private, e della società civile, Souk At-tanmia consiste nell’identificazione, nel finanziamento, nell’accompagnamento dei progetti che mettono in valore i talenti, l’innovazione e lo spirito d’impresa al fine di creare impiego e reddito in tutte le regioni della Tunisia.


I partners : Banca Africana di Sviluppo (AfDB), Banca per il finanziamento delle Piccole e Medie Imprese (BFPME), l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), il British Council in Tunisia, la Banca tunisina di solidarietá (BTS), il Centro dei Giovani Dirigenti d’Impresa (CJD), Confederazione delle Imprese cittadine in Tunisia (CONECT), il il Dipartimento di Sviuppo Internazionale inglese (DFID), l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’agricoltura e (FAO), Microsoft, Business School mediterranea (MSB), l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), il programma delle Nazioni Unite industriale (ONUDI),il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD), Talan Tunisia, Total Tunisia, l’Associazione Touensa, Tunisiana.

www.soukattanmia.org

Souk Attanmia ripartire con i giovani e l’innovazione

Costruire un nuovo paese basato sulle idee dei giovani e sulla valorizzazione dello spirito imprenditoriale, in una nuova Tunisia post-rivoluzionaria: è questo il tema dell’evento che si terrà il 10 gennaio 2013 alla Cité des Sciences di Tunisi. Luogo simbolo della gioventù tunisina, si trasforma oggi nel palcoscenico sul quale verrannno premiati 71 giovani che sono riusciti ad emergere con delle idee innovative.


Vengono con le loro speranze, sono giovani, per la maggior parte disoccupati, rappresentanto il caleidoscopio della nuova Tunisia che emerge dalla rivolta che due anni fa ha messo fine alla dittatura di Ben Ali, oggi liberi dalle pressioni e dalle influenze del vecchio regime. “Una dittatura che reprimeva non solo le libertà individuali, ma anche l’iniziativa economica libera” dichiara Douja Gharbi, imprenditrice e Vice Presidente di CONECT, una’associazione patronale nata dopo la rivoluzione e partner dell’iniziativa, oggi libera di esprimere il suo potenziale.


Per sostenere la realizzazione di questo progetto, unico nel suo genere in tutta l’Africa, venti partners, a partire dalla Banca Africana di Sviluppo, passando alla società civile, al mondo associativo, ma anche alle grandi imprese come Microsoft, Total, Tunisiana, terminando con i classici dello sviluppo, le Nazioni Unite (FAO, ILO, UNIDO, OIM), si sono lanciati in questo programma che offre non solo finanziamento ma anche accompagnamento per un anno. L’iniziativa Souk Attanmia si è dimostrata unica nella sua capacità di costruire una nuova forma di cooperazione tra partners pubblici e privati, e di creare un network che permette ai promotori di espandere i propri orizzonti, di entrare in contatto con organizzazioni internazionali e grandi imprese.


Tra i partners, nessun logo italiano. Tuttavia, gli italiani non mancano: Monica Carco, rappresentante residente dell'UNIDO (organizzazione specializzata nello sviluppo industriale) a Tunisi; Lorena Lando, rappresentante dell’organizzazione mondiale per le migrazioni (OIM). Italiano è anche il coordinatore dell’iniziativa, Emanuele Santi, economista incaricato della Tunisia presso la Banca Africana di Sviluppo. “Oggi la Tunisia ha bisogno di un rilancio economico per riuscire nella transizione politica” afferma, “ed attraverso questo iniziativa vogliamo mostrare che il paese ha il talento necessario per ripartire”. Fughe di cervelli o menti prestate alla cooperazione, queste voci italiane portano con sé la creatività e l’innovazione made in Italy.


È con questo spirito che alla Cité des Sciences salgono sul palco questi nuovi talenti, emersi tra circa 2.000 candidati con un'idea imprenditoriale, un progetto definito o un sogno nel cassetto. Chiunque necessitasse di una somma compresa fra i 5.000 ed i 15.000 Euro ha potuto ricevere un dono per cominciare la propria attività; per cifre superiori è stata facilitata la procedura di richiesta di un prestito, presso istituti di credito, utilizzando questo fondo come garanzia. La commissione di valutatori era composta da rappresentanti di ogni partner: “Tutti hanno contribuito a sviluppare l'idea” spiega Monica Carco, “e ogni partner contribuirá alla sua esecuzione a seconda del proprio settore di competenza”. Sarà Microsoft ad esempio a fare il coaching dei progetti nel settore informatico, mentre la FAO seguirà i progetti agricoli, Total i progetti ambientali ed energetici, etc.


Quello che finora colpisce di più, comunque, è l'enorme partecipazione della società civile, e soprattutto di quelle fasce della popolazione più svantaggiate, vero obiettivo del progetto. I giovani fra i 18 e i 34 anni rappresentano il 54% dei beneficiari, le donne sono un terzo dei candidati selezionati.


 Questi progetti faranno la differenza” spiega Federica Ricaldi, ultima firma italiana del team Soukattanmia, “grazie all’effetto leva, con 1 milione di Euro di sovvenzione, sono stati mobilitati circa 2 milioni addizionali, per un finanziamento totale di 3 volte la cifra iniziale”.


Non si vuole certo elogiare un progetto pilota che deve ancora dare i suoi risultati concreti, ma guardando alla passione e alla creatività con cui viene portata avanti, giorno per giorno, possiamo affermare che a qualche giorno dal secondo anniversario della rivoluzione  verrà lanciato un segnale forte ad un paese che e’ ad un bivio storico. Costruire dal basso è possibile, e speriamo, insieme a questi 71 giovani, che il Souk At-tanmia lo dimostrerà a tutti noi.



A proposito del Souk At-tanmia : frutto di un partenariato pilota fra 20 rappresentanti delle organizzazioni pubbliche, delle imprese private, e della società civile, Souk At-tanmia consiste nell’identificazione, nel finanziamento, nell’accompagnamento dei progetti che mettono in valore i talenti, l’innovazione e lo spirito d’impresa al fine di creare impiego e reddito in tutte le regioni della Tunisia.


I partners : Banca Africana di Sviluppo (AfDB), Banca per il finanziamento delle Piccole e Medie Imprese (BFPME), l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), il British Council in Tunisia, la Banca tunisina di solidarietá (BTS), il Centro dei Giovani Dirigenti d’Impresa (CJD), Confederazione delle Imprese cittadine in Tunisia (CONECT), il il Dipartimento di Sviuppo Internazionale inglese (DFID), l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’agricoltura e (FAO), Microsoft, Business School mediterranea (MSB), l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), il programma delle Nazioni Unite industriale (ONUDI),il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD), Talan Tunisia, Total Tunisia, l’Associazione Touensa, Tunisiana.

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Souk Attanmia ripartire con i giovani e l’innovazione

Costruire un nuovo paese basato sulle idee dei giovani e sulla valorizzazione dello spirito imprenditoriale, in una nuova Tunisia post-rivoluzionaria: è questo il tema dell’evento che si terrà il 10 gennaio 2013 alla Cité des Sciences di Tunisi. Luogo simbolo della gioventù tunisina, si trasforma oggi nel palcoscenico sul quale verrannno premiati 71 giovani che sono riusciti ad emergere con delle idee innovative.


Vengono con le loro speranze, sono giovani, per la maggior parte disoccupati, rappresentanto il caleidoscopio della nuova Tunisia che emerge dalla rivolta che due anni fa ha messo fine alla dittatura di Ben Ali, oggi liberi dalle pressioni e dalle influenze del vecchio regime. “Una dittatura che reprimeva non solo le libertà individuali, ma anche l’iniziativa economica libera” dichiara Douja Gharbi, imprenditrice e Vice Presidente di CONECT, una’associazione patronale nata dopo la rivoluzione e partner dell’iniziativa, oggi libera di esprimere il suo potenziale.


Per sostenere la realizzazione di questo progetto, unico nel suo genere in tutta l’Africa, venti partners, a partire dalla Banca Africana di Sviluppo, passando alla società civile, al mondo associativo, ma anche alle grandi imprese come Microsoft, Total, Tunisiana, terminando con i classici dello sviluppo, le Nazioni Unite (FAO, ILO, UNIDO, OIM), si sono lanciati in questo programma che offre non solo finanziamento ma anche accompagnamento per un anno. L’iniziativa Souk Attanmia si è dimostrata unica nella sua capacità di costruire una nuova forma di cooperazione tra partners pubblici e privati, e di creare un network che permette ai promotori di espandere i propri orizzonti, di entrare in contatto con organizzazioni internazionali e grandi imprese.


Tra i partners, nessun logo italiano. Tuttavia, gli italiani non mancano: Monica Carco, rappresentante residente dell'UNIDO (organizzazione specializzata nello sviluppo industriale) a Tunisi; Lorena Lando, rappresentante dell’organizzazione mondiale per le migrazioni (OIM). Italiano è anche il coordinatore dell’iniziativa, Emanuele Santi, economista incaricato della Tunisia presso la Banca Africana di Sviluppo. “Oggi la Tunisia ha bisogno di un rilancio economico per riuscire nella transizione politica” afferma, “ed attraverso questo iniziativa vogliamo mostrare che il paese ha il talento necessario per ripartire”. Fughe di cervelli o menti prestate alla cooperazione, queste voci italiane portano con sé la creatività e l’innovazione made in Italy.


È con questo spirito che alla Cité des Sciences salgono sul palco questi nuovi talenti, emersi tra circa 2.000 candidati con un'idea imprenditoriale, un progetto definito o un sogno nel cassetto. Chiunque necessitasse di una somma compresa fra i 5.000 ed i 15.000 Euro ha potuto ricevere un dono per cominciare la propria attività; per cifre superiori è stata facilitata la procedura di richiesta di un prestito, presso istituti di credito, utilizzando questo fondo come garanzia. La commissione di valutatori era composta da rappresentanti di ogni partner: “Tutti hanno contribuito a sviluppare l'idea” spiega Monica Carco, “e ogni partner contribuirá alla sua esecuzione a seconda del proprio settore di competenza”. Sarà Microsoft ad esempio a fare il coaching dei progetti nel settore informatico, mentre la FAO seguirà i progetti agricoli, Total i progetti ambientali ed energetici, etc.


Quello che finora colpisce di più, comunque, è l'enorme partecipazione della società civile, e soprattutto di quelle fasce della popolazione più svantaggiate, vero obiettivo del progetto. I giovani fra i 18 e i 34 anni rappresentano il 54% dei beneficiari, le donne sono un terzo dei candidati selezionati.


 Questi progetti faranno la differenza” spiega Federica Ricaldi, ultima firma italiana del team Soukattanmia, “grazie all’effetto leva, con 1 milione di Euro di sovvenzione, sono stati mobilitati circa 2 milioni addizionali, per un finanziamento totale di 3 volte la cifra iniziale”.


Non si vuole certo elogiare un progetto pilota che deve ancora dare i suoi risultati concreti, ma guardando alla passione e alla creatività con cui viene portata avanti, giorno per giorno, possiamo affermare che a qualche giorno dal secondo anniversario della rivoluzione  verrà lanciato un segnale forte ad un paese che e’ ad un bivio storico. Costruire dal basso è possibile, e speriamo, insieme a questi 71 giovani, che il Souk At-tanmia lo dimostrerà a tutti noi.



A proposito del Souk At-tanmia : frutto di un partenariato pilota fra 20 rappresentanti delle organizzazioni pubbliche, delle imprese private, e della società civile, Souk At-tanmia consiste nell’identificazione, nel finanziamento, nell’accompagnamento dei progetti che mettono in valore i talenti, l’innovazione e lo spirito d’impresa al fine di creare impiego e reddito in tutte le regioni della Tunisia.


I partners : Banca Africana di Sviluppo (AfDB), Banca per il finanziamento delle Piccole e Medie Imprese (BFPME), l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), il British Council in Tunisia, la Banca tunisina di solidarietá (BTS), il Centro dei Giovani Dirigenti d’Impresa (CJD), Confederazione delle Imprese cittadine in Tunisia (CONECT), il il Dipartimento di Sviuppo Internazionale inglese (DFID), l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’agricoltura e (FAO), Microsoft, Business School mediterranea (MSB), l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), il programma delle Nazioni Unite industriale (ONUDI),il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD), Talan Tunisia, Total Tunisia, l’Associazione Touensa, Tunisiana.

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Souk Attanmia ripartire con i giovani e l’innovazione

Costruire un nuovo paese basato sulle idee dei giovani e sulla valorizzazione dello spirito imprenditoriale, in una nuova Tunisia post-rivoluzionaria: è questo il tema dell’evento che si terrà il 10 gennaio 2013 alla Cité des Sciences di Tunisi. Luogo simbolo della gioventù tunisina, si trasforma oggi nel palcoscenico sul quale verrannno premiati 71 giovani che sono riusciti ad emergere con delle idee innovative.


Vengono con le loro speranze, sono giovani, per la maggior parte disoccupati, rappresentanto il caleidoscopio della nuova Tunisia che emerge dalla rivolta che due anni fa ha messo fine alla dittatura di Ben Ali, oggi liberi dalle pressioni e dalle influenze del vecchio regime. “Una dittatura che reprimeva non solo le libertà individuali, ma anche l’iniziativa economica libera” dichiara Douja Gharbi, imprenditrice e Vice Presidente di CONECT, una’associazione patronale nata dopo la rivoluzione e partner dell’iniziativa, oggi libera di esprimere il suo potenziale.


Per sostenere la realizzazione di questo progetto, unico nel suo genere in tutta l’Africa, venti partners, a partire dalla Banca Africana di Sviluppo, passando alla società civile, al mondo associativo, ma anche alle grandi imprese come Microsoft, Total, Tunisiana, terminando con i classici dello sviluppo, le Nazioni Unite (FAO, ILO, UNIDO, OIM), si sono lanciati in questo programma che offre non solo finanziamento ma anche accompagnamento per un anno. L’iniziativa Souk Attanmia si è dimostrata unica nella sua capacità di costruire una nuova forma di cooperazione tra partners pubblici e privati, e di creare un network che permette ai promotori di espandere i propri orizzonti, di entrare in contatto con organizzazioni internazionali e grandi imprese.


Tra i partners, nessun logo italiano. Tuttavia, gli italiani non mancano: Monica Carco, rappresentante residente dell'UNIDO (organizzazione specializzata nello sviluppo industriale) a Tunisi; Lorena Lando, rappresentante dell’organizzazione mondiale per le migrazioni (OIM). Italiano è anche il coordinatore dell’iniziativa, Emanuele Santi, economista incaricato della Tunisia presso la Banca Africana di Sviluppo. “Oggi la Tunisia ha bisogno di un rilancio economico per riuscire nella transizione politica” afferma, “ed attraverso questo iniziativa vogliamo mostrare che il paese ha il talento necessario per ripartire”. Fughe di cervelli o menti prestate alla cooperazione, queste voci italiane portano con sé la creatività e l’innovazione made in Italy.


È con questo spirito che alla Cité des Sciences salgono sul palco questi nuovi talenti, emersi tra circa 2.000 candidati con un'idea imprenditoriale, un progetto definito o un sogno nel cassetto. Chiunque necessitasse di una somma compresa fra i 5.000 ed i 15.000 Euro ha potuto ricevere un dono per cominciare la propria attività; per cifre superiori è stata facilitata la procedura di richiesta di un prestito, presso istituti di credito, utilizzando questo fondo come garanzia. La commissione di valutatori era composta da rappresentanti di ogni partner: “Tutti hanno contribuito a sviluppare l'idea” spiega Monica Carco, “e ogni partner contribuirá alla sua esecuzione a seconda del proprio settore di competenza”. Sarà Microsoft ad esempio a fare il coaching dei progetti nel settore informatico, mentre la FAO seguirà i progetti agricoli, Total i progetti ambientali ed energetici, etc.


Quello che finora colpisce di più, comunque, è l'enorme partecipazione della società civile, e soprattutto di quelle fasce della popolazione più svantaggiate, vero obiettivo del progetto. I giovani fra i 18 e i 34 anni rappresentano il 54% dei beneficiari, le donne sono un terzo dei candidati selezionati.


 Questi progetti faranno la differenza” spiega Federica Ricaldi, ultima firma italiana del team Soukattanmia, “grazie all’effetto leva, con 1 milione di Euro di sovvenzione, sono stati mobilitati circa 2 milioni addizionali, per un finanziamento totale di 3 volte la cifra iniziale”.


Non si vuole certo elogiare un progetto pilota che deve ancora dare i suoi risultati concreti, ma guardando alla passione e alla creatività con cui viene portata avanti, giorno per giorno, possiamo affermare che a qualche giorno dal secondo anniversario della rivoluzione  verrà lanciato un segnale forte ad un paese che e’ ad un bivio storico. Costruire dal basso è possibile, e speriamo, insieme a questi 71 giovani, che il Souk At-tanmia lo dimostrerà a tutti noi.



A proposito del Souk At-tanmia : frutto di un partenariato pilota fra 20 rappresentanti delle organizzazioni pubbliche, delle imprese private, e della società civile, Souk At-tanmia consiste nell’identificazione, nel finanziamento, nell’accompagnamento dei progetti che mettono in valore i talenti, l’innovazione e lo spirito d’impresa al fine di creare impiego e reddito in tutte le regioni della Tunisia.


I partners : Banca Africana di Sviluppo (AfDB), Banca per il finanziamento delle Piccole e Medie Imprese (BFPME), l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), il British Council in Tunisia, la Banca tunisina di solidarietá (BTS), il Centro dei Giovani Dirigenti d’Impresa (CJD), Confederazione delle Imprese cittadine in Tunisia (CONECT), il il Dipartimento di Sviuppo Internazionale inglese (DFID), l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’agricoltura e (FAO), Microsoft, Business School mediterranea (MSB), l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), il programma delle Nazioni Unite industriale (ONUDI),il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD), Talan Tunisia, Total Tunisia, l’Associazione Touensa, Tunisiana.

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FotoFest 2014 for Contemporary Photography by Arab Artists

FotoFest is the United States' Oldest and Longest-running Photography Festival . Last year it was devoted to Russian photographers and photo-related art.
The next issue is scheduled on 2014 and will be devoted to Arab artists in the photography, video, photo-based installation fields. Pretty impressive choice for me ... . 

[PRESS RELEASE] - Huston Texas –  FotoFest International announces the theme and dates for the FOTOFEST 2014 BIENNIAL, the 15th International Biennial of Photography and Photo-related Art. The Biennial will focus on Contemporary Arab Photographic Art, including video and multi-media installations. The Biennial will showcase more than 40 contemporary Arab artists using photography and related visual media to address a broad range of aesthetic and cultural values impacting Arab culture. The FotoFest 2014 International Biennial takes place March 15 through April 27, 2014, in Houston, Texas.

“The FotoFest 2014 Biennial will present a focused selection of the best contemporary photography, video and photo-based installation art being done by Arab artists in the Middle East and North Africa,” says FotoFest Senior Curator and Artistic Director Wendy Watriss. “The Biennial will emphasize ideas and subjects important to contemporary Arab artists working with these media.”

To realize the Biennial’s Arab exhibitions and programs, FotoFest has commissioned one of the world’s leading experts on contemporary Arab art, Karin Adrian von Roques, as the principal curator. Ms. von Roques has worked for over 20 years in the Middle East with exhibitions and publications on contemporary Arab art. She is one of the first curators in Europe to have initiated a series of exhibitions strategically aimed at bringing the work of Arab artists to the attention of a broader, international public.

“The FotoFest 2014 Biennial will be the first presentation of contemporary photo-based and video art from the Arab countries to be done in the United States in recent years,” says Ms. von Roques. “We are looking at the work of the most important artists from several Arab countries.”

Photography and video are particularly important mediums for creative expression in contemporary Arab societies. With the expansion of Internet in the 1990s, a whole generation of younger people took up photography and video as a way to present artistic ideas.

“In looking at the works of many contemporary Arab artists working with photography, we have seen a number in common,” says Ms. von Roques. “The FotoFest 2014 Biennial will feature some of these recurring subjects including: the emergence of secular art and culture in modern societies; the desert as metaphor; religion and faith in everyday life; a sense of belonging and feelings of estrangement; the complexities of East-West relationships; the rapidity of social, economic and environmental change, particularly in the Gulf region; the position of women in Arab societies; and the recent political changes in so many Arab countries.”

FotoFest’s Artistic Director and Senior Curator, Wendy Watriss, known for her expertise in international photography and close working relationships with artists throughout the world, is collaborating with Ms. von Roques on the selection of artists and artworks for the biennial exhibitions.

“We are very pleased to be working with Karin von Roques,” says Fred Baldwin, FotoFest Chairman. “Having curated exhibitions worldwide with contemporary Arab artists, she is a respected and knowledgeable authority on the region and its cultures. She is one of the world’s major consultants on contemporary art in this field.”

The Contemporary Arab Photographic Art exhibitions will be accompanied by the non-thematic, biennial Discoveries of the Meeting Place exhibition of works by 10 artists selected by multiple curators from the FotoFest 2012 portfolio review. The 2014 edition of FotoFest’s renowned Meeting Place, a 16-day international portfolio review, takes place March 15–April 2, 2014. FotoFest’s International Fine Print Auction is scheduled for Monday, March 24, 2014, with special programs for collectors.

Over 100 museums, art galleries, non-profit art centers and corporate spaces will participate in the FotoFest 2014 Biennial. In addition, there will be accompanying lectures, forums, special tours and a four-color Biennial catalogue and hardcover book on the Arab exhibitions.

For more information or visuals, please contact:
Vinod Hopson, Press Coordinator,
+1 713.223.5522 ext 26,
[email protected]
Karin von Roques, Biennial Curator, [email protected]

 
ABOUT FOTOFEST INTERNATIONAL
Founded in 1983, FotoFest International was established to promote international awareness of museum-quality photo-based art from around the world. FotoFest is a non-profit photographic arts and education organization based in Houston, Texas. The first FotoFest Biennial was held in 1986. It is the first and longest running photographic arts festival in the United States. It is considered as one of the leading international photography Biennials in the world.

As an international platform for serious photographic arts exhibitions, the FotoFest Biennial has become known as a showcase for the discovery and presentation of important new work and new talent from around the world. The Biennial takes place citywide in Houston with participation from the leading art museums, art galleries, non-profit art spaces, universities and civic spaces. The Arab exhibitions will take place in FotoFest’s headquarters gallery and three to four additional FotoFest art spaces.

The Biennial has an audience of 275,000 people from thirty-one countries. This audience includes a select group of 150 museum curators, gallerists, publishers, editors, photography collectors, directors of non-profit art spaces and international festivals from Asia, Europe, Latin America, Canada and the United States.

FotoFest 2014 for Contemporary Photography by Arab Artists

FotoFest is the United States' Oldest and Longest-running Photography Festival . Last year it was devoted to Russian photographers and photo-related art.
The next issue is scheduled on 2014 and will be devoted to Arab artists in the photography, video, photo-based installation fields. Pretty impressive choice for me ... . 

[PRESS RELEASE] - Huston Texas –  FotoFest International announces the theme and dates for the FOTOFEST 2014 BIENNIAL, the 15th International Biennial of Photography and Photo-related Art. The Biennial will focus on Contemporary Arab Photographic Art, including video and multi-media installations. The Biennial will showcase more than 40 contemporary Arab artists using photography and related visual media to address a broad range of aesthetic and cultural values impacting Arab culture. The FotoFest 2014 International Biennial takes place March 15 through April 27, 2014, in Houston, Texas.

“The FotoFest 2014 Biennial will present a focused selection of the best contemporary photography, video and photo-based installation art being done by Arab artists in the Middle East and North Africa,” says FotoFest Senior Curator and Artistic Director Wendy Watriss. “The Biennial will emphasize ideas and subjects important to contemporary Arab artists working with these media.”

To realize the Biennial’s Arab exhibitions and programs, FotoFest has commissioned one of the world’s leading experts on contemporary Arab art, Karin Adrian von Roques, as the principal curator. Ms. von Roques has worked for over 20 years in the Middle East with exhibitions and publications on contemporary Arab art. She is one of the first curators in Europe to have initiated a series of exhibitions strategically aimed at bringing the work of Arab artists to the attention of a broader, international public.

“The FotoFest 2014 Biennial will be the first presentation of contemporary photo-based and video art from the Arab countries to be done in the United States in recent years,” says Ms. von Roques. “We are looking at the work of the most important artists from several Arab countries.”

Photography and video are particularly important mediums for creative expression in contemporary Arab societies. With the expansion of Internet in the 1990s, a whole generation of younger people took up photography and video as a way to present artistic ideas.

“In looking at the works of many contemporary Arab artists working with photography, we have seen a number in common,” says Ms. von Roques. “The FotoFest 2014 Biennial will feature some of these recurring subjects including: the emergence of secular art and culture in modern societies; the desert as metaphor; religion and faith in everyday life; a sense of belonging and feelings of estrangement; the complexities of East-West relationships; the rapidity of social, economic and environmental change, particularly in the Gulf region; the position of women in Arab societies; and the recent political changes in so many Arab countries.”

FotoFest’s Artistic Director and Senior Curator, Wendy Watriss, known for her expertise in international photography and close working relationships with artists throughout the world, is collaborating with Ms. von Roques on the selection of artists and artworks for the biennial exhibitions.

“We are very pleased to be working with Karin von Roques,” says Fred Baldwin, FotoFest Chairman. “Having curated exhibitions worldwide with contemporary Arab artists, she is a respected and knowledgeable authority on the region and its cultures. She is one of the world’s major consultants on contemporary art in this field.”

The Contemporary Arab Photographic Art exhibitions will be accompanied by the non-thematic, biennial Discoveries of the Meeting Place exhibition of works by 10 artists selected by multiple curators from the FotoFest 2012 portfolio review. The 2014 edition of FotoFest’s renowned Meeting Place, a 16-day international portfolio review, takes place March 15–April 2, 2014. FotoFest’s International Fine Print Auction is scheduled for Monday, March 24, 2014, with special programs for collectors.

Over 100 museums, art galleries, non-profit art centers and corporate spaces will participate in the FotoFest 2014 Biennial. In addition, there will be accompanying lectures, forums, special tours and a four-color Biennial catalogue and hardcover book on the Arab exhibitions.

For more information or visuals, please contact:
Vinod Hopson, Press Coordinator,
+1 713.223.5522 ext 26,
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Karin von Roques, Biennial Curator, [email protected]

 
ABOUT FOTOFEST INTERNATIONAL
Founded in 1983, FotoFest International was established to promote international awareness of museum-quality photo-based art from around the world. FotoFest is a non-profit photographic arts and education organization based in Houston, Texas. The first FotoFest Biennial was held in 1986. It is the first and longest running photographic arts festival in the United States. It is considered as one of the leading international photography Biennials in the world.

As an international platform for serious photographic arts exhibitions, the FotoFest Biennial has become known as a showcase for the discovery and presentation of important new work and new talent from around the world. The Biennial takes place citywide in Houston with participation from the leading art museums, art galleries, non-profit art spaces, universities and civic spaces. The Arab exhibitions will take place in FotoFest’s headquarters gallery and three to four additional FotoFest art spaces.

The Biennial has an audience of 275,000 people from thirty-one countries. This audience includes a select group of 150 museum curators, gallerists, publishers, editors, photography collectors, directors of non-profit art spaces and international festivals from Asia, Europe, Latin America, Canada and the United States.

FotoFest 2014 for Contemporary Photography by Arab Artists

FotoFest is the United States' Oldest and Longest-running Photography Festival . Last year it was devoted to Russian photographers and photo-related art.
The next issue is scheduled on 2014 and will be devoted to Arab artists in the photography, video, photo-based installation fields. Pretty impressive choice for me ... . 

[PRESS RELEASE] - Huston Texas –  FotoFest International announces the theme and dates for the FOTOFEST 2014 BIENNIAL, the 15th International Biennial of Photography and Photo-related Art. The Biennial will focus on Contemporary Arab Photographic Art, including video and multi-media installations. The Biennial will showcase more than 40 contemporary Arab artists using photography and related visual media to address a broad range of aesthetic and cultural values impacting Arab culture. The FotoFest 2014 International Biennial takes place March 15 through April 27, 2014, in Houston, Texas.

“The FotoFest 2014 Biennial will present a focused selection of the best contemporary photography, video and photo-based installation art being done by Arab artists in the Middle East and North Africa,” says FotoFest Senior Curator and Artistic Director Wendy Watriss. “The Biennial will emphasize ideas and subjects important to contemporary Arab artists working with these media.”

To realize the Biennial’s Arab exhibitions and programs, FotoFest has commissioned one of the world’s leading experts on contemporary Arab art, Karin Adrian von Roques, as the principal curator. Ms. von Roques has worked for over 20 years in the Middle East with exhibitions and publications on contemporary Arab art. She is one of the first curators in Europe to have initiated a series of exhibitions strategically aimed at bringing the work of Arab artists to the attention of a broader, international public.

“The FotoFest 2014 Biennial will be the first presentation of contemporary photo-based and video art from the Arab countries to be done in the United States in recent years,” says Ms. von Roques. “We are looking at the work of the most important artists from several Arab countries.”

Photography and video are particularly important mediums for creative expression in contemporary Arab societies. With the expansion of Internet in the 1990s, a whole generation of younger people took up photography and video as a way to present artistic ideas.

“In looking at the works of many contemporary Arab artists working with photography, we have seen a number in common,” says Ms. von Roques. “The FotoFest 2014 Biennial will feature some of these recurring subjects including: the emergence of secular art and culture in modern societies; the desert as metaphor; religion and faith in everyday life; a sense of belonging and feelings of estrangement; the complexities of East-West relationships; the rapidity of social, economic and environmental change, particularly in the Gulf region; the position of women in Arab societies; and the recent political changes in so many Arab countries.”

FotoFest’s Artistic Director and Senior Curator, Wendy Watriss, known for her expertise in international photography and close working relationships with artists throughout the world, is collaborating with Ms. von Roques on the selection of artists and artworks for the biennial exhibitions.

“We are very pleased to be working with Karin von Roques,” says Fred Baldwin, FotoFest Chairman. “Having curated exhibitions worldwide with contemporary Arab artists, she is a respected and knowledgeable authority on the region and its cultures. She is one of the world’s major consultants on contemporary art in this field.”

The Contemporary Arab Photographic Art exhibitions will be accompanied by the non-thematic, biennial Discoveries of the Meeting Place exhibition of works by 10 artists selected by multiple curators from the FotoFest 2012 portfolio review. The 2014 edition of FotoFest’s renowned Meeting Place, a 16-day international portfolio review, takes place March 15–April 2, 2014. FotoFest’s International Fine Print Auction is scheduled for Monday, March 24, 2014, with special programs for collectors.

Over 100 museums, art galleries, non-profit art centers and corporate spaces will participate in the FotoFest 2014 Biennial. In addition, there will be accompanying lectures, forums, special tours and a four-color Biennial catalogue and hardcover book on the Arab exhibitions.

For more information or visuals, please contact:
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ABOUT FOTOFEST INTERNATIONAL
Founded in 1983, FotoFest International was established to promote international awareness of museum-quality photo-based art from around the world. FotoFest is a non-profit photographic arts and education organization based in Houston, Texas. The first FotoFest Biennial was held in 1986. It is the first and longest running photographic arts festival in the United States. It is considered as one of the leading international photography Biennials in the world.

As an international platform for serious photographic arts exhibitions, the FotoFest Biennial has become known as a showcase for the discovery and presentation of important new work and new talent from around the world. The Biennial takes place citywide in Houston with participation from the leading art museums, art galleries, non-profit art spaces, universities and civic spaces. The Arab exhibitions will take place in FotoFest’s headquarters gallery and three to four additional FotoFest art spaces.

The Biennial has an audience of 275,000 people from thirty-one countries. This audience includes a select group of 150 museum curators, gallerists, publishers, editors, photography collectors, directors of non-profit art spaces and international festivals from Asia, Europe, Latin America, Canada and the United States.

FotoFest 2014 for Contemporary Photography by Arab Artists

FotoFest is the United States' Oldest and Longest-running Photography Festival . Last year it was devoted to Russian photographers and photo-related art.
The next issue is scheduled on 2014 and will be devoted to Arab artists in the photography, video, photo-based installation fields. Pretty impressive choice for me ... . 

[PRESS RELEASE] - Huston Texas –  FotoFest International announces the theme and dates for the FOTOFEST 2014 BIENNIAL, the 15th International Biennial of Photography and Photo-related Art. The Biennial will focus on Contemporary Arab Photographic Art, including video and multi-media installations. The Biennial will showcase more than 40 contemporary Arab artists using photography and related visual media to address a broad range of aesthetic and cultural values impacting Arab culture. The FotoFest 2014 International Biennial takes place March 15 through April 27, 2014, in Houston, Texas.

“The FotoFest 2014 Biennial will present a focused selection of the best contemporary photography, video and photo-based installation art being done by Arab artists in the Middle East and North Africa,” says FotoFest Senior Curator and Artistic Director Wendy Watriss. “The Biennial will emphasize ideas and subjects important to contemporary Arab artists working with these media.”

To realize the Biennial’s Arab exhibitions and programs, FotoFest has commissioned one of the world’s leading experts on contemporary Arab art, Karin Adrian von Roques, as the principal curator. Ms. von Roques has worked for over 20 years in the Middle East with exhibitions and publications on contemporary Arab art. She is one of the first curators in Europe to have initiated a series of exhibitions strategically aimed at bringing the work of Arab artists to the attention of a broader, international public.

“The FotoFest 2014 Biennial will be the first presentation of contemporary photo-based and video art from the Arab countries to be done in the United States in recent years,” says Ms. von Roques. “We are looking at the work of the most important artists from several Arab countries.”

Photography and video are particularly important mediums for creative expression in contemporary Arab societies. With the expansion of Internet in the 1990s, a whole generation of younger people took up photography and video as a way to present artistic ideas.

“In looking at the works of many contemporary Arab artists working with photography, we have seen a number in common,” says Ms. von Roques. “The FotoFest 2014 Biennial will feature some of these recurring subjects including: the emergence of secular art and culture in modern societies; the desert as metaphor; religion and faith in everyday life; a sense of belonging and feelings of estrangement; the complexities of East-West relationships; the rapidity of social, economic and environmental change, particularly in the Gulf region; the position of women in Arab societies; and the recent political changes in so many Arab countries.”

FotoFest’s Artistic Director and Senior Curator, Wendy Watriss, known for her expertise in international photography and close working relationships with artists throughout the world, is collaborating with Ms. von Roques on the selection of artists and artworks for the biennial exhibitions.

“We are very pleased to be working with Karin von Roques,” says Fred Baldwin, FotoFest Chairman. “Having curated exhibitions worldwide with contemporary Arab artists, she is a respected and knowledgeable authority on the region and its cultures. She is one of the world’s major consultants on contemporary art in this field.”

The Contemporary Arab Photographic Art exhibitions will be accompanied by the non-thematic, biennial Discoveries of the Meeting Place exhibition of works by 10 artists selected by multiple curators from the FotoFest 2012 portfolio review. The 2014 edition of FotoFest’s renowned Meeting Place, a 16-day international portfolio review, takes place March 15–April 2, 2014. FotoFest’s International Fine Print Auction is scheduled for Monday, March 24, 2014, with special programs for collectors.

Over 100 museums, art galleries, non-profit art centers and corporate spaces will participate in the FotoFest 2014 Biennial. In addition, there will be accompanying lectures, forums, special tours and a four-color Biennial catalogue and hardcover book on the Arab exhibitions.

For more information or visuals, please contact:
Vinod Hopson, Press Coordinator,
+1 713.223.5522 ext 26,
[email protected]
Karin von Roques, Biennial Curator, [email protected]

 
ABOUT FOTOFEST INTERNATIONAL
Founded in 1983, FotoFest International was established to promote international awareness of museum-quality photo-based art from around the world. FotoFest is a non-profit photographic arts and education organization based in Houston, Texas. The first FotoFest Biennial was held in 1986. It is the first and longest running photographic arts festival in the United States. It is considered as one of the leading international photography Biennials in the world.

As an international platform for serious photographic arts exhibitions, the FotoFest Biennial has become known as a showcase for the discovery and presentation of important new work and new talent from around the world. The Biennial takes place citywide in Houston with participation from the leading art museums, art galleries, non-profit art spaces, universities and civic spaces. The Arab exhibitions will take place in FotoFest’s headquarters gallery and three to four additional FotoFest art spaces.

The Biennial has an audience of 275,000 people from thirty-one countries. This audience includes a select group of 150 museum curators, gallerists, publishers, editors, photography collectors, directors of non-profit art spaces and international festivals from Asia, Europe, Latin America, Canada and the United States.

FotoFest 2014 for Contemporary Photography by Arab Artists

FotoFest is the United States' Oldest and Longest-running Photography Festival . Last year it was devoted to Russian photographers and photo-related art.
The next issue is scheduled on 2014 and will be devoted to Arab artists in the photography, video, photo-based installation fields. Pretty impressive choice for me ... . 

[PRESS RELEASE] - Huston Texas –  FotoFest International announces the theme and dates for the FOTOFEST 2014 BIENNIAL, the 15th International Biennial of Photography and Photo-related Art. The Biennial will focus on Contemporary Arab Photographic Art, including video and multi-media installations. The Biennial will showcase more than 40 contemporary Arab artists using photography and related visual media to address a broad range of aesthetic and cultural values impacting Arab culture. The FotoFest 2014 International Biennial takes place March 15 through April 27, 2014, in Houston, Texas.

“The FotoFest 2014 Biennial will present a focused selection of the best contemporary photography, video and photo-based installation art being done by Arab artists in the Middle East and North Africa,” says FotoFest Senior Curator and Artistic Director Wendy Watriss. “The Biennial will emphasize ideas and subjects important to contemporary Arab artists working with these media.”

To realize the Biennial’s Arab exhibitions and programs, FotoFest has commissioned one of the world’s leading experts on contemporary Arab art, Karin Adrian von Roques, as the principal curator. Ms. von Roques has worked for over 20 years in the Middle East with exhibitions and publications on contemporary Arab art. She is one of the first curators in Europe to have initiated a series of exhibitions strategically aimed at bringing the work of Arab artists to the attention of a broader, international public.

“The FotoFest 2014 Biennial will be the first presentation of contemporary photo-based and video art from the Arab countries to be done in the United States in recent years,” says Ms. von Roques. “We are looking at the work of the most important artists from several Arab countries.”

Photography and video are particularly important mediums for creative expression in contemporary Arab societies. With the expansion of Internet in the 1990s, a whole generation of younger people took up photography and video as a way to present artistic ideas.

“In looking at the works of many contemporary Arab artists working with photography, we have seen a number in common,” says Ms. von Roques. “The FotoFest 2014 Biennial will feature some of these recurring subjects including: the emergence of secular art and culture in modern societies; the desert as metaphor; religion and faith in everyday life; a sense of belonging and feelings of estrangement; the complexities of East-West relationships; the rapidity of social, economic and environmental change, particularly in the Gulf region; the position of women in Arab societies; and the recent political changes in so many Arab countries.”

FotoFest’s Artistic Director and Senior Curator, Wendy Watriss, known for her expertise in international photography and close working relationships with artists throughout the world, is collaborating with Ms. von Roques on the selection of artists and artworks for the biennial exhibitions.

“We are very pleased to be working with Karin von Roques,” says Fred Baldwin, FotoFest Chairman. “Having curated exhibitions worldwide with contemporary Arab artists, she is a respected and knowledgeable authority on the region and its cultures. She is one of the world’s major consultants on contemporary art in this field.”

The Contemporary Arab Photographic Art exhibitions will be accompanied by the non-thematic, biennial Discoveries of the Meeting Place exhibition of works by 10 artists selected by multiple curators from the FotoFest 2012 portfolio review. The 2014 edition of FotoFest’s renowned Meeting Place, a 16-day international portfolio review, takes place March 15–April 2, 2014. FotoFest’s International Fine Print Auction is scheduled for Monday, March 24, 2014, with special programs for collectors.

Over 100 museums, art galleries, non-profit art centers and corporate spaces will participate in the FotoFest 2014 Biennial. In addition, there will be accompanying lectures, forums, special tours and a four-color Biennial catalogue and hardcover book on the Arab exhibitions.

For more information or visuals, please contact:
Vinod Hopson, Press Coordinator,
+1 713.223.5522 ext 26,
[email protected]
Karin von Roques, Biennial Curator, [email protected]

 
ABOUT FOTOFEST INTERNATIONAL
Founded in 1983, FotoFest International was established to promote international awareness of museum-quality photo-based art from around the world. FotoFest is a non-profit photographic arts and education organization based in Houston, Texas. The first FotoFest Biennial was held in 1986. It is the first and longest running photographic arts festival in the United States. It is considered as one of the leading international photography Biennials in the world.

As an international platform for serious photographic arts exhibitions, the FotoFest Biennial has become known as a showcase for the discovery and presentation of important new work and new talent from around the world. The Biennial takes place citywide in Houston with participation from the leading art museums, art galleries, non-profit art spaces, universities and civic spaces. The Arab exhibitions will take place in FotoFest’s headquarters gallery and three to four additional FotoFest art spaces.

The Biennial has an audience of 275,000 people from thirty-one countries. This audience includes a select group of 150 museum curators, gallerists, publishers, editors, photography collectors, directors of non-profit art spaces and international festivals from Asia, Europe, Latin America, Canada and the United States.

FotoFest 2014 for Contemporary Photography by Arab Artists

FotoFest is the United States' Oldest and Longest-running Photography Festival . Last year it was devoted to Russian photographers and photo-related art.
The next issue is scheduled on 2014 and will be devoted to Arab artists in the photography, video, photo-based installation fields. Pretty impressive choice for me ... . 

[PRESS RELEASE] - Huston Texas –  FotoFest International announces the theme and dates for the FOTOFEST 2014 BIENNIAL, the 15th International Biennial of Photography and Photo-related Art. The Biennial will focus on Contemporary Arab Photographic Art, including video and multi-media installations. The Biennial will showcase more than 40 contemporary Arab artists using photography and related visual media to address a broad range of aesthetic and cultural values impacting Arab culture. The FotoFest 2014 International Biennial takes place March 15 through April 27, 2014, in Houston, Texas.

“The FotoFest 2014 Biennial will present a focused selection of the best contemporary photography, video and photo-based installation art being done by Arab artists in the Middle East and North Africa,” says FotoFest Senior Curator and Artistic Director Wendy Watriss. “The Biennial will emphasize ideas and subjects important to contemporary Arab artists working with these media.”

To realize the Biennial’s Arab exhibitions and programs, FotoFest has commissioned one of the world’s leading experts on contemporary Arab art, Karin Adrian von Roques, as the principal curator. Ms. von Roques has worked for over 20 years in the Middle East with exhibitions and publications on contemporary Arab art. She is one of the first curators in Europe to have initiated a series of exhibitions strategically aimed at bringing the work of Arab artists to the attention of a broader, international public.

“The FotoFest 2014 Biennial will be the first presentation of contemporary photo-based and video art from the Arab countries to be done in the United States in recent years,” says Ms. von Roques. “We are looking at the work of the most important artists from several Arab countries.”

Photography and video are particularly important mediums for creative expression in contemporary Arab societies. With the expansion of Internet in the 1990s, a whole generation of younger people took up photography and video as a way to present artistic ideas.

“In looking at the works of many contemporary Arab artists working with photography, we have seen a number in common,” says Ms. von Roques. “The FotoFest 2014 Biennial will feature some of these recurring subjects including: the emergence of secular art and culture in modern societies; the desert as metaphor; religion and faith in everyday life; a sense of belonging and feelings of estrangement; the complexities of East-West relationships; the rapidity of social, economic and environmental change, particularly in the Gulf region; the position of women in Arab societies; and the recent political changes in so many Arab countries.”

FotoFest’s Artistic Director and Senior Curator, Wendy Watriss, known for her expertise in international photography and close working relationships with artists throughout the world, is collaborating with Ms. von Roques on the selection of artists and artworks for the biennial exhibitions.

“We are very pleased to be working with Karin von Roques,” says Fred Baldwin, FotoFest Chairman. “Having curated exhibitions worldwide with contemporary Arab artists, she is a respected and knowledgeable authority on the region and its cultures. She is one of the world’s major consultants on contemporary art in this field.”

The Contemporary Arab Photographic Art exhibitions will be accompanied by the non-thematic, biennial Discoveries of the Meeting Place exhibition of works by 10 artists selected by multiple curators from the FotoFest 2012 portfolio review. The 2014 edition of FotoFest’s renowned Meeting Place, a 16-day international portfolio review, takes place March 15–April 2, 2014. FotoFest’s International Fine Print Auction is scheduled for Monday, March 24, 2014, with special programs for collectors.

Over 100 museums, art galleries, non-profit art centers and corporate spaces will participate in the FotoFest 2014 Biennial. In addition, there will be accompanying lectures, forums, special tours and a four-color Biennial catalogue and hardcover book on the Arab exhibitions.

For more information or visuals, please contact:
Vinod Hopson, Press Coordinator,
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Karin von Roques, Biennial Curator, [email protected]

 
ABOUT FOTOFEST INTERNATIONAL
Founded in 1983, FotoFest International was established to promote international awareness of museum-quality photo-based art from around the world. FotoFest is a non-profit photographic arts and education organization based in Houston, Texas. The first FotoFest Biennial was held in 1986. It is the first and longest running photographic arts festival in the United States. It is considered as one of the leading international photography Biennials in the world.

As an international platform for serious photographic arts exhibitions, the FotoFest Biennial has become known as a showcase for the discovery and presentation of important new work and new talent from around the world. The Biennial takes place citywide in Houston with participation from the leading art museums, art galleries, non-profit art spaces, universities and civic spaces. The Arab exhibitions will take place in FotoFest’s headquarters gallery and three to four additional FotoFest art spaces.

The Biennial has an audience of 275,000 people from thirty-one countries. This audience includes a select group of 150 museum curators, gallerists, publishers, editors, photography collectors, directors of non-profit art spaces and international festivals from Asia, Europe, Latin America, Canada and the United States.

FotoFest 2014 for Contemporary Photography by Arab Artists

FotoFest is the United States' Oldest and Longest-running Photography Festival . Last year it was devoted to Russian photographers and photo-related art.
The next issue is scheduled on 2014 and will be devoted to Arab artists in the photography, video, photo-based installation fields. Pretty impressive choice for me ... . 

[PRESS RELEASE] - Huston Texas –  FotoFest International announces the theme and dates for the FOTOFEST 2014 BIENNIAL, the 15th International Biennial of Photography and Photo-related Art. The Biennial will focus on Contemporary Arab Photographic Art, including video and multi-media installations. The Biennial will showcase more than 40 contemporary Arab artists using photography and related visual media to address a broad range of aesthetic and cultural values impacting Arab culture. The FotoFest 2014 International Biennial takes place March 15 through April 27, 2014, in Houston, Texas.

“The FotoFest 2014 Biennial will present a focused selection of the best contemporary photography, video and photo-based installation art being done by Arab artists in the Middle East and North Africa,” says FotoFest Senior Curator and Artistic Director Wendy Watriss. “The Biennial will emphasize ideas and subjects important to contemporary Arab artists working with these media.”

To realize the Biennial’s Arab exhibitions and programs, FotoFest has commissioned one of the world’s leading experts on contemporary Arab art, Karin Adrian von Roques, as the principal curator. Ms. von Roques has worked for over 20 years in the Middle East with exhibitions and publications on contemporary Arab art. She is one of the first curators in Europe to have initiated a series of exhibitions strategically aimed at bringing the work of Arab artists to the attention of a broader, international public.

“The FotoFest 2014 Biennial will be the first presentation of contemporary photo-based and video art from the Arab countries to be done in the United States in recent years,” says Ms. von Roques. “We are looking at the work of the most important artists from several Arab countries.”

Photography and video are particularly important mediums for creative expression in contemporary Arab societies. With the expansion of Internet in the 1990s, a whole generation of younger people took up photography and video as a way to present artistic ideas.

“In looking at the works of many contemporary Arab artists working with photography, we have seen a number in common,” says Ms. von Roques. “The FotoFest 2014 Biennial will feature some of these recurring subjects including: the emergence of secular art and culture in modern societies; the desert as metaphor; religion and faith in everyday life; a sense of belonging and feelings of estrangement; the complexities of East-West relationships; the rapidity of social, economic and environmental change, particularly in the Gulf region; the position of women in Arab societies; and the recent political changes in so many Arab countries.”

FotoFest’s Artistic Director and Senior Curator, Wendy Watriss, known for her expertise in international photography and close working relationships with artists throughout the world, is collaborating with Ms. von Roques on the selection of artists and artworks for the biennial exhibitions.

“We are very pleased to be working with Karin von Roques,” says Fred Baldwin, FotoFest Chairman. “Having curated exhibitions worldwide with contemporary Arab artists, she is a respected and knowledgeable authority on the region and its cultures. She is one of the world’s major consultants on contemporary art in this field.”

The Contemporary Arab Photographic Art exhibitions will be accompanied by the non-thematic, biennial Discoveries of the Meeting Place exhibition of works by 10 artists selected by multiple curators from the FotoFest 2012 portfolio review. The 2014 edition of FotoFest’s renowned Meeting Place, a 16-day international portfolio review, takes place March 15–April 2, 2014. FotoFest’s International Fine Print Auction is scheduled for Monday, March 24, 2014, with special programs for collectors.

Over 100 museums, art galleries, non-profit art centers and corporate spaces will participate in the FotoFest 2014 Biennial. In addition, there will be accompanying lectures, forums, special tours and a four-color Biennial catalogue and hardcover book on the Arab exhibitions.

For more information or visuals, please contact:
Vinod Hopson, Press Coordinator,
+1 713.223.5522 ext 26,
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Karin von Roques, Biennial Curator, [email protected]

 
ABOUT FOTOFEST INTERNATIONAL
Founded in 1983, FotoFest International was established to promote international awareness of museum-quality photo-based art from around the world. FotoFest is a non-profit photographic arts and education organization based in Houston, Texas. The first FotoFest Biennial was held in 1986. It is the first and longest running photographic arts festival in the United States. It is considered as one of the leading international photography Biennials in the world.

As an international platform for serious photographic arts exhibitions, the FotoFest Biennial has become known as a showcase for the discovery and presentation of important new work and new talent from around the world. The Biennial takes place citywide in Houston with participation from the leading art museums, art galleries, non-profit art spaces, universities and civic spaces. The Arab exhibitions will take place in FotoFest’s headquarters gallery and three to four additional FotoFest art spaces.

The Biennial has an audience of 275,000 people from thirty-one countries. This audience includes a select group of 150 museum curators, gallerists, publishers, editors, photography collectors, directors of non-profit art spaces and international festivals from Asia, Europe, Latin America, Canada and the United States.

FotoFest 2014 for Contemporary Photography by Arab Artists

FotoFest is the United States' Oldest and Longest-running Photography Festival . Last year it was devoted to Russian photographers and photo-related art.
The next issue is scheduled on 2014 and will be devoted to Arab artists in the photography, video, photo-based installation fields. Pretty impressive choice for me ... . 

[PRESS RELEASE] - Huston Texas –  FotoFest International announces the theme and dates for the FOTOFEST 2014 BIENNIAL, the 15th International Biennial of Photography and Photo-related Art. The Biennial will focus on Contemporary Arab Photographic Art, including video and multi-media installations. The Biennial will showcase more than 40 contemporary Arab artists using photography and related visual media to address a broad range of aesthetic and cultural values impacting Arab culture. The FotoFest 2014 International Biennial takes place March 15 through April 27, 2014, in Houston, Texas.

“The FotoFest 2014 Biennial will present a focused selection of the best contemporary photography, video and photo-based installation art being done by Arab artists in the Middle East and North Africa,” says FotoFest Senior Curator and Artistic Director Wendy Watriss. “The Biennial will emphasize ideas and subjects important to contemporary Arab artists working with these media.”

To realize the Biennial’s Arab exhibitions and programs, FotoFest has commissioned one of the world’s leading experts on contemporary Arab art, Karin Adrian von Roques, as the principal curator. Ms. von Roques has worked for over 20 years in the Middle East with exhibitions and publications on contemporary Arab art. She is one of the first curators in Europe to have initiated a series of exhibitions strategically aimed at bringing the work of Arab artists to the attention of a broader, international public.

“The FotoFest 2014 Biennial will be the first presentation of contemporary photo-based and video art from the Arab countries to be done in the United States in recent years,” says Ms. von Roques. “We are looking at the work of the most important artists from several Arab countries.”

Photography and video are particularly important mediums for creative expression in contemporary Arab societies. With the expansion of Internet in the 1990s, a whole generation of younger people took up photography and video as a way to present artistic ideas.

“In looking at the works of many contemporary Arab artists working with photography, we have seen a number in common,” says Ms. von Roques. “The FotoFest 2014 Biennial will feature some of these recurring subjects including: the emergence of secular art and culture in modern societies; the desert as metaphor; religion and faith in everyday life; a sense of belonging and feelings of estrangement; the complexities of East-West relationships; the rapidity of social, economic and environmental change, particularly in the Gulf region; the position of women in Arab societies; and the recent political changes in so many Arab countries.”

FotoFest’s Artistic Director and Senior Curator, Wendy Watriss, known for her expertise in international photography and close working relationships with artists throughout the world, is collaborating with Ms. von Roques on the selection of artists and artworks for the biennial exhibitions.

“We are very pleased to be working with Karin von Roques,” says Fred Baldwin, FotoFest Chairman. “Having curated exhibitions worldwide with contemporary Arab artists, she is a respected and knowledgeable authority on the region and its cultures. She is one of the world’s major consultants on contemporary art in this field.”

The Contemporary Arab Photographic Art exhibitions will be accompanied by the non-thematic, biennial Discoveries of the Meeting Place exhibition of works by 10 artists selected by multiple curators from the FotoFest 2012 portfolio review. The 2014 edition of FotoFest’s renowned Meeting Place, a 16-day international portfolio review, takes place March 15–April 2, 2014. FotoFest’s International Fine Print Auction is scheduled for Monday, March 24, 2014, with special programs for collectors.

Over 100 museums, art galleries, non-profit art centers and corporate spaces will participate in the FotoFest 2014 Biennial. In addition, there will be accompanying lectures, forums, special tours and a four-color Biennial catalogue and hardcover book on the Arab exhibitions.

For more information or visuals, please contact:
Vinod Hopson, Press Coordinator,
+1 713.223.5522 ext 26,
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Karin von Roques, Biennial Curator, [email protected]

 
ABOUT FOTOFEST INTERNATIONAL
Founded in 1983, FotoFest International was established to promote international awareness of museum-quality photo-based art from around the world. FotoFest is a non-profit photographic arts and education organization based in Houston, Texas. The first FotoFest Biennial was held in 1986. It is the first and longest running photographic arts festival in the United States. It is considered as one of the leading international photography Biennials in the world.

As an international platform for serious photographic arts exhibitions, the FotoFest Biennial has become known as a showcase for the discovery and presentation of important new work and new talent from around the world. The Biennial takes place citywide in Houston with participation from the leading art museums, art galleries, non-profit art spaces, universities and civic spaces. The Arab exhibitions will take place in FotoFest’s headquarters gallery and three to four additional FotoFest art spaces.

The Biennial has an audience of 275,000 people from thirty-one countries. This audience includes a select group of 150 museum curators, gallerists, publishers, editors, photography collectors, directors of non-profit art spaces and international festivals from Asia, Europe, Latin America, Canada and the United States.

FotoFest 2014 for Contemporary Photography by Arab Artists

FotoFest is the United States' Oldest and Longest-running Photography Festival . Last year it was devoted to Russian photographers and photo-related art.
The next issue is scheduled on 2014 and will be devoted to Arab artists in the photography, video, photo-based installation fields. Pretty impressive choice for me ... . 

[PRESS RELEASE] - Huston Texas –  FotoFest International announces the theme and dates for the FOTOFEST 2014 BIENNIAL, the 15th International Biennial of Photography and Photo-related Art. The Biennial will focus on Contemporary Arab Photographic Art, including video and multi-media installations. The Biennial will showcase more than 40 contemporary Arab artists using photography and related visual media to address a broad range of aesthetic and cultural values impacting Arab culture. The FotoFest 2014 International Biennial takes place March 15 through April 27, 2014, in Houston, Texas.

“The FotoFest 2014 Biennial will present a focused selection of the best contemporary photography, video and photo-based installation art being done by Arab artists in the Middle East and North Africa,” says FotoFest Senior Curator and Artistic Director Wendy Watriss. “The Biennial will emphasize ideas and subjects important to contemporary Arab artists working with these media.”

To realize the Biennial’s Arab exhibitions and programs, FotoFest has commissioned one of the world’s leading experts on contemporary Arab art, Karin Adrian von Roques, as the principal curator. Ms. von Roques has worked for over 20 years in the Middle East with exhibitions and publications on contemporary Arab art. She is one of the first curators in Europe to have initiated a series of exhibitions strategically aimed at bringing the work of Arab artists to the attention of a broader, international public.

“The FotoFest 2014 Biennial will be the first presentation of contemporary photo-based and video art from the Arab countries to be done in the United States in recent years,” says Ms. von Roques. “We are looking at the work of the most important artists from several Arab countries.”

Photography and video are particularly important mediums for creative expression in contemporary Arab societies. With the expansion of Internet in the 1990s, a whole generation of younger people took up photography and video as a way to present artistic ideas.

“In looking at the works of many contemporary Arab artists working with photography, we have seen a number in common,” says Ms. von Roques. “The FotoFest 2014 Biennial will feature some of these recurring subjects including: the emergence of secular art and culture in modern societies; the desert as metaphor; religion and faith in everyday life; a sense of belonging and feelings of estrangement; the complexities of East-West relationships; the rapidity of social, economic and environmental change, particularly in the Gulf region; the position of women in Arab societies; and the recent political changes in so many Arab countries.”

FotoFest’s Artistic Director and Senior Curator, Wendy Watriss, known for her expertise in international photography and close working relationships with artists throughout the world, is collaborating with Ms. von Roques on the selection of artists and artworks for the biennial exhibitions.

“We are very pleased to be working with Karin von Roques,” says Fred Baldwin, FotoFest Chairman. “Having curated exhibitions worldwide with contemporary Arab artists, she is a respected and knowledgeable authority on the region and its cultures. She is one of the world’s major consultants on contemporary art in this field.”

The Contemporary Arab Photographic Art exhibitions will be accompanied by the non-thematic, biennial Discoveries of the Meeting Place exhibition of works by 10 artists selected by multiple curators from the FotoFest 2012 portfolio review. The 2014 edition of FotoFest’s renowned Meeting Place, a 16-day international portfolio review, takes place March 15–April 2, 2014. FotoFest’s International Fine Print Auction is scheduled for Monday, March 24, 2014, with special programs for collectors.

Over 100 museums, art galleries, non-profit art centers and corporate spaces will participate in the FotoFest 2014 Biennial. In addition, there will be accompanying lectures, forums, special tours and a four-color Biennial catalogue and hardcover book on the Arab exhibitions.

For more information or visuals, please contact:
Vinod Hopson, Press Coordinator,
+1 713.223.5522 ext 26,
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Founded in 1983, FotoFest International was established to promote international awareness of museum-quality photo-based art from around the world. FotoFest is a non-profit photographic arts and education organization based in Houston, Texas. The first FotoFest Biennial was held in 1986. It is the first and longest running photographic arts festival in the United States. It is considered as one of the leading international photography Biennials in the world.

As an international platform for serious photographic arts exhibitions, the FotoFest Biennial has become known as a showcase for the discovery and presentation of important new work and new talent from around the world. The Biennial takes place citywide in Houston with participation from the leading art museums, art galleries, non-profit art spaces, universities and civic spaces. The Arab exhibitions will take place in FotoFest’s headquarters gallery and three to four additional FotoFest art spaces.

The Biennial has an audience of 275,000 people from thirty-one countries. This audience includes a select group of 150 museum curators, gallerists, publishers, editors, photography collectors, directors of non-profit art spaces and international festivals from Asia, Europe, Latin America, Canada and the United States.

FotoFest 2014 for Contemporary Photography by Arab Artists

FotoFest is the United States' Oldest and Longest-running Photography Festival . Last year it was devoted to Russian photographers and photo-related art.
The next issue is scheduled on 2014 and will be devoted to Arab artists in the photography, video, photo-based installation fields. Pretty impressive choice for me ... . 

[PRESS RELEASE] - Huston Texas –  FotoFest International announces the theme and dates for the FOTOFEST 2014 BIENNIAL, the 15th International Biennial of Photography and Photo-related Art. The Biennial will focus on Contemporary Arab Photographic Art, including video and multi-media installations. The Biennial will showcase more than 40 contemporary Arab artists using photography and related visual media to address a broad range of aesthetic and cultural values impacting Arab culture. The FotoFest 2014 International Biennial takes place March 15 through April 27, 2014, in Houston, Texas.

“The FotoFest 2014 Biennial will present a focused selection of the best contemporary photography, video and photo-based installation art being done by Arab artists in the Middle East and North Africa,” says FotoFest Senior Curator and Artistic Director Wendy Watriss. “The Biennial will emphasize ideas and subjects important to contemporary Arab artists working with these media.”

To realize the Biennial’s Arab exhibitions and programs, FotoFest has commissioned one of the world’s leading experts on contemporary Arab art, Karin Adrian von Roques, as the principal curator. Ms. von Roques has worked for over 20 years in the Middle East with exhibitions and publications on contemporary Arab art. She is one of the first curators in Europe to have initiated a series of exhibitions strategically aimed at bringing the work of Arab artists to the attention of a broader, international public.

“The FotoFest 2014 Biennial will be the first presentation of contemporary photo-based and video art from the Arab countries to be done in the United States in recent years,” says Ms. von Roques. “We are looking at the work of the most important artists from several Arab countries.”

Photography and video are particularly important mediums for creative expression in contemporary Arab societies. With the expansion of Internet in the 1990s, a whole generation of younger people took up photography and video as a way to present artistic ideas.

“In looking at the works of many contemporary Arab artists working with photography, we have seen a number in common,” says Ms. von Roques. “The FotoFest 2014 Biennial will feature some of these recurring subjects including: the emergence of secular art and culture in modern societies; the desert as metaphor; religion and faith in everyday life; a sense of belonging and feelings of estrangement; the complexities of East-West relationships; the rapidity of social, economic and environmental change, particularly in the Gulf region; the position of women in Arab societies; and the recent political changes in so many Arab countries.”

FotoFest’s Artistic Director and Senior Curator, Wendy Watriss, known for her expertise in international photography and close working relationships with artists throughout the world, is collaborating with Ms. von Roques on the selection of artists and artworks for the biennial exhibitions.

“We are very pleased to be working with Karin von Roques,” says Fred Baldwin, FotoFest Chairman. “Having curated exhibitions worldwide with contemporary Arab artists, she is a respected and knowledgeable authority on the region and its cultures. She is one of the world’s major consultants on contemporary art in this field.”

The Contemporary Arab Photographic Art exhibitions will be accompanied by the non-thematic, biennial Discoveries of the Meeting Place exhibition of works by 10 artists selected by multiple curators from the FotoFest 2012 portfolio review. The 2014 edition of FotoFest’s renowned Meeting Place, a 16-day international portfolio review, takes place March 15–April 2, 2014. FotoFest’s International Fine Print Auction is scheduled for Monday, March 24, 2014, with special programs for collectors.

Over 100 museums, art galleries, non-profit art centers and corporate spaces will participate in the FotoFest 2014 Biennial. In addition, there will be accompanying lectures, forums, special tours and a four-color Biennial catalogue and hardcover book on the Arab exhibitions.

For more information or visuals, please contact:
Vinod Hopson, Press Coordinator,
+1 713.223.5522 ext 26,
[email protected]
Karin von Roques, Biennial Curator, [email protected]

 
ABOUT FOTOFEST INTERNATIONAL
Founded in 1983, FotoFest International was established to promote international awareness of museum-quality photo-based art from around the world. FotoFest is a non-profit photographic arts and education organization based in Houston, Texas. The first FotoFest Biennial was held in 1986. It is the first and longest running photographic arts festival in the United States. It is considered as one of the leading international photography Biennials in the world.

As an international platform for serious photographic arts exhibitions, the FotoFest Biennial has become known as a showcase for the discovery and presentation of important new work and new talent from around the world. The Biennial takes place citywide in Houston with participation from the leading art museums, art galleries, non-profit art spaces, universities and civic spaces. The Arab exhibitions will take place in FotoFest’s headquarters gallery and three to four additional FotoFest art spaces.

The Biennial has an audience of 275,000 people from thirty-one countries. This audience includes a select group of 150 museum curators, gallerists, publishers, editors, photography collectors, directors of non-profit art spaces and international festivals from Asia, Europe, Latin America, Canada and the United States.

FotoFest 2014 for Contemporary Photography by Arab Artists

FotoFest is the United States' Oldest and Longest-running Photography Festival . Last year it was devoted to Russian photographers and photo-related art.
The next issue is scheduled on 2014 and will be devoted to Arab artists in the photography, video, photo-based installation fields. Pretty impressive choice for me ... . 

[PRESS RELEASE] - Huston Texas –  FotoFest International announces the theme and dates for the FOTOFEST 2014 BIENNIAL, the 15th International Biennial of Photography and Photo-related Art. The Biennial will focus on Contemporary Arab Photographic Art, including video and multi-media installations. The Biennial will showcase more than 40 contemporary Arab artists using photography and related visual media to address a broad range of aesthetic and cultural values impacting Arab culture. The FotoFest 2014 International Biennial takes place March 15 through April 27, 2014, in Houston, Texas.

“The FotoFest 2014 Biennial will present a focused selection of the best contemporary photography, video and photo-based installation art being done by Arab artists in the Middle East and North Africa,” says FotoFest Senior Curator and Artistic Director Wendy Watriss. “The Biennial will emphasize ideas and subjects important to contemporary Arab artists working with these media.”

To realize the Biennial’s Arab exhibitions and programs, FotoFest has commissioned one of the world’s leading experts on contemporary Arab art, Karin Adrian von Roques, as the principal curator. Ms. von Roques has worked for over 20 years in the Middle East with exhibitions and publications on contemporary Arab art. She is one of the first curators in Europe to have initiated a series of exhibitions strategically aimed at bringing the work of Arab artists to the attention of a broader, international public.

“The FotoFest 2014 Biennial will be the first presentation of contemporary photo-based and video art from the Arab countries to be done in the United States in recent years,” says Ms. von Roques. “We are looking at the work of the most important artists from several Arab countries.”

Photography and video are particularly important mediums for creative expression in contemporary Arab societies. With the expansion of Internet in the 1990s, a whole generation of younger people took up photography and video as a way to present artistic ideas.

“In looking at the works of many contemporary Arab artists working with photography, we have seen a number in common,” says Ms. von Roques. “The FotoFest 2014 Biennial will feature some of these recurring subjects including: the emergence of secular art and culture in modern societies; the desert as metaphor; religion and faith in everyday life; a sense of belonging and feelings of estrangement; the complexities of East-West relationships; the rapidity of social, economic and environmental change, particularly in the Gulf region; the position of women in Arab societies; and the recent political changes in so many Arab countries.”

FotoFest’s Artistic Director and Senior Curator, Wendy Watriss, known for her expertise in international photography and close working relationships with artists throughout the world, is collaborating with Ms. von Roques on the selection of artists and artworks for the biennial exhibitions.

“We are very pleased to be working with Karin von Roques,” says Fred Baldwin, FotoFest Chairman. “Having curated exhibitions worldwide with contemporary Arab artists, she is a respected and knowledgeable authority on the region and its cultures. She is one of the world’s major consultants on contemporary art in this field.”

The Contemporary Arab Photographic Art exhibitions will be accompanied by the non-thematic, biennial Discoveries of the Meeting Place exhibition of works by 10 artists selected by multiple curators from the FotoFest 2012 portfolio review. The 2014 edition of FotoFest’s renowned Meeting Place, a 16-day international portfolio review, takes place March 15–April 2, 2014. FotoFest’s International Fine Print Auction is scheduled for Monday, March 24, 2014, with special programs for collectors.

Over 100 museums, art galleries, non-profit art centers and corporate spaces will participate in the FotoFest 2014 Biennial. In addition, there will be accompanying lectures, forums, special tours and a four-color Biennial catalogue and hardcover book on the Arab exhibitions.

For more information or visuals, please contact:
Vinod Hopson, Press Coordinator,
+1 713.223.5522 ext 26,
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Karin von Roques, Biennial Curator, [email protected]

 
ABOUT FOTOFEST INTERNATIONAL
Founded in 1983, FotoFest International was established to promote international awareness of museum-quality photo-based art from around the world. FotoFest is a non-profit photographic arts and education organization based in Houston, Texas. The first FotoFest Biennial was held in 1986. It is the first and longest running photographic arts festival in the United States. It is considered as one of the leading international photography Biennials in the world.

As an international platform for serious photographic arts exhibitions, the FotoFest Biennial has become known as a showcase for the discovery and presentation of important new work and new talent from around the world. The Biennial takes place citywide in Houston with participation from the leading art museums, art galleries, non-profit art spaces, universities and civic spaces. The Arab exhibitions will take place in FotoFest’s headquarters gallery and three to four additional FotoFest art spaces.

The Biennial has an audience of 275,000 people from thirty-one countries. This audience includes a select group of 150 museum curators, gallerists, publishers, editors, photography collectors, directors of non-profit art spaces and international festivals from Asia, Europe, Latin America, Canada and the United States.

FotoFest 2014 for Contemporary Photography by Arab Artists

FotoFest is the United States' Oldest and Longest-running Photography Festival . Last year it was devoted to Russian photographers and photo-related art.
The next issue is scheduled on 2014 and will be devoted to Arab artists in the photography, video, photo-based installation fields. Pretty impressive choice for me ... . 

[PRESS RELEASE] - Huston Texas –  FotoFest International announces the theme and dates for the FOTOFEST 2014 BIENNIAL, the 15th International Biennial of Photography and Photo-related Art. The Biennial will focus on Contemporary Arab Photographic Art, including video and multi-media installations. The Biennial will showcase more than 40 contemporary Arab artists using photography and related visual media to address a broad range of aesthetic and cultural values impacting Arab culture. The FotoFest 2014 International Biennial takes place March 15 through April 27, 2014, in Houston, Texas.

“The FotoFest 2014 Biennial will present a focused selection of the best contemporary photography, video and photo-based installation art being done by Arab artists in the Middle East and North Africa,” says FotoFest Senior Curator and Artistic Director Wendy Watriss. “The Biennial will emphasize ideas and subjects important to contemporary Arab artists working with these media.”

To realize the Biennial’s Arab exhibitions and programs, FotoFest has commissioned one of the world’s leading experts on contemporary Arab art, Karin Adrian von Roques, as the principal curator. Ms. von Roques has worked for over 20 years in the Middle East with exhibitions and publications on contemporary Arab art. She is one of the first curators in Europe to have initiated a series of exhibitions strategically aimed at bringing the work of Arab artists to the attention of a broader, international public.

“The FotoFest 2014 Biennial will be the first presentation of contemporary photo-based and video art from the Arab countries to be done in the United States in recent years,” says Ms. von Roques. “We are looking at the work of the most important artists from several Arab countries.”

Photography and video are particularly important mediums for creative expression in contemporary Arab societies. With the expansion of Internet in the 1990s, a whole generation of younger people took up photography and video as a way to present artistic ideas.

“In looking at the works of many contemporary Arab artists working with photography, we have seen a number in common,” says Ms. von Roques. “The FotoFest 2014 Biennial will feature some of these recurring subjects including: the emergence of secular art and culture in modern societies; the desert as metaphor; religion and faith in everyday life; a sense of belonging and feelings of estrangement; the complexities of East-West relationships; the rapidity of social, economic and environmental change, particularly in the Gulf region; the position of women in Arab societies; and the recent political changes in so many Arab countries.”

FotoFest’s Artistic Director and Senior Curator, Wendy Watriss, known for her expertise in international photography and close working relationships with artists throughout the world, is collaborating with Ms. von Roques on the selection of artists and artworks for the biennial exhibitions.

“We are very pleased to be working with Karin von Roques,” says Fred Baldwin, FotoFest Chairman. “Having curated exhibitions worldwide with contemporary Arab artists, she is a respected and knowledgeable authority on the region and its cultures. She is one of the world’s major consultants on contemporary art in this field.”

The Contemporary Arab Photographic Art exhibitions will be accompanied by the non-thematic, biennial Discoveries of the Meeting Place exhibition of works by 10 artists selected by multiple curators from the FotoFest 2012 portfolio review. The 2014 edition of FotoFest’s renowned Meeting Place, a 16-day international portfolio review, takes place March 15–April 2, 2014. FotoFest’s International Fine Print Auction is scheduled for Monday, March 24, 2014, with special programs for collectors.

Over 100 museums, art galleries, non-profit art centers and corporate spaces will participate in the FotoFest 2014 Biennial. In addition, there will be accompanying lectures, forums, special tours and a four-color Biennial catalogue and hardcover book on the Arab exhibitions.

For more information or visuals, please contact:
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Founded in 1983, FotoFest International was established to promote international awareness of museum-quality photo-based art from around the world. FotoFest is a non-profit photographic arts and education organization based in Houston, Texas. The first FotoFest Biennial was held in 1986. It is the first and longest running photographic arts festival in the United States. It is considered as one of the leading international photography Biennials in the world.

As an international platform for serious photographic arts exhibitions, the FotoFest Biennial has become known as a showcase for the discovery and presentation of important new work and new talent from around the world. The Biennial takes place citywide in Houston with participation from the leading art museums, art galleries, non-profit art spaces, universities and civic spaces. The Arab exhibitions will take place in FotoFest’s headquarters gallery and three to four additional FotoFest art spaces.

The Biennial has an audience of 275,000 people from thirty-one countries. This audience includes a select group of 150 museum curators, gallerists, publishers, editors, photography collectors, directors of non-profit art spaces and international festivals from Asia, Europe, Latin America, Canada and the United States.

FotoFest 2014 for Contemporary Photography by Arab Artists

FotoFest is the United States' Oldest and Longest-running Photography Festival . Last year it was devoted to Russian photographers and photo-related art.
The next issue is scheduled on 2014 and will be devoted to Arab artists in the photography, video, photo-based installation fields. Pretty impressive choice for me ... . 

[PRESS RELEASE] - Huston Texas –  FotoFest International announces the theme and dates for the FOTOFEST 2014 BIENNIAL, the 15th International Biennial of Photography and Photo-related Art. The Biennial will focus on Contemporary Arab Photographic Art, including video and multi-media installations. The Biennial will showcase more than 40 contemporary Arab artists using photography and related visual media to address a broad range of aesthetic and cultural values impacting Arab culture. The FotoFest 2014 International Biennial takes place March 15 through April 27, 2014, in Houston, Texas.

“The FotoFest 2014 Biennial will present a focused selection of the best contemporary photography, video and photo-based installation art being done by Arab artists in the Middle East and North Africa,” says FotoFest Senior Curator and Artistic Director Wendy Watriss. “The Biennial will emphasize ideas and subjects important to contemporary Arab artists working with these media.”

To realize the Biennial’s Arab exhibitions and programs, FotoFest has commissioned one of the world’s leading experts on contemporary Arab art, Karin Adrian von Roques, as the principal curator. Ms. von Roques has worked for over 20 years in the Middle East with exhibitions and publications on contemporary Arab art. She is one of the first curators in Europe to have initiated a series of exhibitions strategically aimed at bringing the work of Arab artists to the attention of a broader, international public.

“The FotoFest 2014 Biennial will be the first presentation of contemporary photo-based and video art from the Arab countries to be done in the United States in recent years,” says Ms. von Roques. “We are looking at the work of the most important artists from several Arab countries.”

Photography and video are particularly important mediums for creative expression in contemporary Arab societies. With the expansion of Internet in the 1990s, a whole generation of younger people took up photography and video as a way to present artistic ideas.

“In looking at the works of many contemporary Arab artists working with photography, we have seen a number in common,” says Ms. von Roques. “The FotoFest 2014 Biennial will feature some of these recurring subjects including: the emergence of secular art and culture in modern societies; the desert as metaphor; religion and faith in everyday life; a sense of belonging and feelings of estrangement; the complexities of East-West relationships; the rapidity of social, economic and environmental change, particularly in the Gulf region; the position of women in Arab societies; and the recent political changes in so many Arab countries.”

FotoFest’s Artistic Director and Senior Curator, Wendy Watriss, known for her expertise in international photography and close working relationships with artists throughout the world, is collaborating with Ms. von Roques on the selection of artists and artworks for the biennial exhibitions.

“We are very pleased to be working with Karin von Roques,” says Fred Baldwin, FotoFest Chairman. “Having curated exhibitions worldwide with contemporary Arab artists, she is a respected and knowledgeable authority on the region and its cultures. She is one of the world’s major consultants on contemporary art in this field.”

The Contemporary Arab Photographic Art exhibitions will be accompanied by the non-thematic, biennial Discoveries of the Meeting Place exhibition of works by 10 artists selected by multiple curators from the FotoFest 2012 portfolio review. The 2014 edition of FotoFest’s renowned Meeting Place, a 16-day international portfolio review, takes place March 15–April 2, 2014. FotoFest’s International Fine Print Auction is scheduled for Monday, March 24, 2014, with special programs for collectors.

Over 100 museums, art galleries, non-profit art centers and corporate spaces will participate in the FotoFest 2014 Biennial. In addition, there will be accompanying lectures, forums, special tours and a four-color Biennial catalogue and hardcover book on the Arab exhibitions.

For more information or visuals, please contact:
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+1 713.223.5522 ext 26,
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ABOUT FOTOFEST INTERNATIONAL
Founded in 1983, FotoFest International was established to promote international awareness of museum-quality photo-based art from around the world. FotoFest is a non-profit photographic arts and education organization based in Houston, Texas. The first FotoFest Biennial was held in 1986. It is the first and longest running photographic arts festival in the United States. It is considered as one of the leading international photography Biennials in the world.

As an international platform for serious photographic arts exhibitions, the FotoFest Biennial has become known as a showcase for the discovery and presentation of important new work and new talent from around the world. The Biennial takes place citywide in Houston with participation from the leading art museums, art galleries, non-profit art spaces, universities and civic spaces. The Arab exhibitions will take place in FotoFest’s headquarters gallery and three to four additional FotoFest art spaces.

The Biennial has an audience of 275,000 people from thirty-one countries. This audience includes a select group of 150 museum curators, gallerists, publishers, editors, photography collectors, directors of non-profit art spaces and international festivals from Asia, Europe, Latin America, Canada and the United States.

FotoFest 2014 for Contemporary Photography by Arab Artists

FotoFest is the United States' Oldest and Longest-running Photography Festival . Last year it was devoted to Russian photographers and photo-related art.
The next issue is scheduled on 2014 and will be devoted to Arab artists in the photography, video, photo-based installation fields. Pretty impressive choice for me ... . 

[PRESS RELEASE] - Huston Texas –  FotoFest International announces the theme and dates for the FOTOFEST 2014 BIENNIAL, the 15th International Biennial of Photography and Photo-related Art. The Biennial will focus on Contemporary Arab Photographic Art, including video and multi-media installations. The Biennial will showcase more than 40 contemporary Arab artists using photography and related visual media to address a broad range of aesthetic and cultural values impacting Arab culture. The FotoFest 2014 International Biennial takes place March 15 through April 27, 2014, in Houston, Texas.

“The FotoFest 2014 Biennial will present a focused selection of the best contemporary photography, video and photo-based installation art being done by Arab artists in the Middle East and North Africa,” says FotoFest Senior Curator and Artistic Director Wendy Watriss. “The Biennial will emphasize ideas and subjects important to contemporary Arab artists working with these media.”

To realize the Biennial’s Arab exhibitions and programs, FotoFest has commissioned one of the world’s leading experts on contemporary Arab art, Karin Adrian von Roques, as the principal curator. Ms. von Roques has worked for over 20 years in the Middle East with exhibitions and publications on contemporary Arab art. She is one of the first curators in Europe to have initiated a series of exhibitions strategically aimed at bringing the work of Arab artists to the attention of a broader, international public.

“The FotoFest 2014 Biennial will be the first presentation of contemporary photo-based and video art from the Arab countries to be done in the United States in recent years,” says Ms. von Roques. “We are looking at the work of the most important artists from several Arab countries.”

Photography and video are particularly important mediums for creative expression in contemporary Arab societies. With the expansion of Internet in the 1990s, a whole generation of younger people took up photography and video as a way to present artistic ideas.

“In looking at the works of many contemporary Arab artists working with photography, we have seen a number in common,” says Ms. von Roques. “The FotoFest 2014 Biennial will feature some of these recurring subjects including: the emergence of secular art and culture in modern societies; the desert as metaphor; religion and faith in everyday life; a sense of belonging and feelings of estrangement; the complexities of East-West relationships; the rapidity of social, economic and environmental change, particularly in the Gulf region; the position of women in Arab societies; and the recent political changes in so many Arab countries.”

FotoFest’s Artistic Director and Senior Curator, Wendy Watriss, known for her expertise in international photography and close working relationships with artists throughout the world, is collaborating with Ms. von Roques on the selection of artists and artworks for the biennial exhibitions.

“We are very pleased to be working with Karin von Roques,” says Fred Baldwin, FotoFest Chairman. “Having curated exhibitions worldwide with contemporary Arab artists, she is a respected and knowledgeable authority on the region and its cultures. She is one of the world’s major consultants on contemporary art in this field.”

The Contemporary Arab Photographic Art exhibitions will be accompanied by the non-thematic, biennial Discoveries of the Meeting Place exhibition of works by 10 artists selected by multiple curators from the FotoFest 2012 portfolio review. The 2014 edition of FotoFest’s renowned Meeting Place, a 16-day international portfolio review, takes place March 15–April 2, 2014. FotoFest’s International Fine Print Auction is scheduled for Monday, March 24, 2014, with special programs for collectors.

Over 100 museums, art galleries, non-profit art centers and corporate spaces will participate in the FotoFest 2014 Biennial. In addition, there will be accompanying lectures, forums, special tours and a four-color Biennial catalogue and hardcover book on the Arab exhibitions.

For more information or visuals, please contact:
Vinod Hopson, Press Coordinator,
+1 713.223.5522 ext 26,
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Karin von Roques, Biennial Curator, [email protected]

 
ABOUT FOTOFEST INTERNATIONAL
Founded in 1983, FotoFest International was established to promote international awareness of museum-quality photo-based art from around the world. FotoFest is a non-profit photographic arts and education organization based in Houston, Texas. The first FotoFest Biennial was held in 1986. It is the first and longest running photographic arts festival in the United States. It is considered as one of the leading international photography Biennials in the world.

As an international platform for serious photographic arts exhibitions, the FotoFest Biennial has become known as a showcase for the discovery and presentation of important new work and new talent from around the world. The Biennial takes place citywide in Houston with participation from the leading art museums, art galleries, non-profit art spaces, universities and civic spaces. The Arab exhibitions will take place in FotoFest’s headquarters gallery and three to four additional FotoFest art spaces.

The Biennial has an audience of 275,000 people from thirty-one countries. This audience includes a select group of 150 museum curators, gallerists, publishers, editors, photography collectors, directors of non-profit art spaces and international festivals from Asia, Europe, Latin America, Canada and the United States.

FotoFest 2014 for Contemporary Photography by Arab Artists

FotoFest is the United States' Oldest and Longest-running Photography Festival . Last year it was devoted to Russian photographers and photo-related art.
The next issue is scheduled on 2014 and will be devoted to Arab artists in the photography, video, photo-based installation fields. Pretty impressive choice for me ... . 

[PRESS RELEASE] - Huston Texas –  FotoFest International announces the theme and dates for the FOTOFEST 2014 BIENNIAL, the 15th International Biennial of Photography and Photo-related Art. The Biennial will focus on Contemporary Arab Photographic Art, including video and multi-media installations. The Biennial will showcase more than 40 contemporary Arab artists using photography and related visual media to address a broad range of aesthetic and cultural values impacting Arab culture. The FotoFest 2014 International Biennial takes place March 15 through April 27, 2014, in Houston, Texas.

“The FotoFest 2014 Biennial will present a focused selection of the best contemporary photography, video and photo-based installation art being done by Arab artists in the Middle East and North Africa,” says FotoFest Senior Curator and Artistic Director Wendy Watriss. “The Biennial will emphasize ideas and subjects important to contemporary Arab artists working with these media.”

To realize the Biennial’s Arab exhibitions and programs, FotoFest has commissioned one of the world’s leading experts on contemporary Arab art, Karin Adrian von Roques, as the principal curator. Ms. von Roques has worked for over 20 years in the Middle East with exhibitions and publications on contemporary Arab art. She is one of the first curators in Europe to have initiated a series of exhibitions strategically aimed at bringing the work of Arab artists to the attention of a broader, international public.

“The FotoFest 2014 Biennial will be the first presentation of contemporary photo-based and video art from the Arab countries to be done in the United States in recent years,” says Ms. von Roques. “We are looking at the work of the most important artists from several Arab countries.”

Photography and video are particularly important mediums for creative expression in contemporary Arab societies. With the expansion of Internet in the 1990s, a whole generation of younger people took up photography and video as a way to present artistic ideas.

“In looking at the works of many contemporary Arab artists working with photography, we have seen a number in common,” says Ms. von Roques. “The FotoFest 2014 Biennial will feature some of these recurring subjects including: the emergence of secular art and culture in modern societies; the desert as metaphor; religion and faith in everyday life; a sense of belonging and feelings of estrangement; the complexities of East-West relationships; the rapidity of social, economic and environmental change, particularly in the Gulf region; the position of women in Arab societies; and the recent political changes in so many Arab countries.”

FotoFest’s Artistic Director and Senior Curator, Wendy Watriss, known for her expertise in international photography and close working relationships with artists throughout the world, is collaborating with Ms. von Roques on the selection of artists and artworks for the biennial exhibitions.

“We are very pleased to be working with Karin von Roques,” says Fred Baldwin, FotoFest Chairman. “Having curated exhibitions worldwide with contemporary Arab artists, she is a respected and knowledgeable authority on the region and its cultures. She is one of the world’s major consultants on contemporary art in this field.”

The Contemporary Arab Photographic Art exhibitions will be accompanied by the non-thematic, biennial Discoveries of the Meeting Place exhibition of works by 10 artists selected by multiple curators from the FotoFest 2012 portfolio review. The 2014 edition of FotoFest’s renowned Meeting Place, a 16-day international portfolio review, takes place March 15–April 2, 2014. FotoFest’s International Fine Print Auction is scheduled for Monday, March 24, 2014, with special programs for collectors.

Over 100 museums, art galleries, non-profit art centers and corporate spaces will participate in the FotoFest 2014 Biennial. In addition, there will be accompanying lectures, forums, special tours and a four-color Biennial catalogue and hardcover book on the Arab exhibitions.

For more information or visuals, please contact:
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+1 713.223.5522 ext 26,
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Founded in 1983, FotoFest International was established to promote international awareness of museum-quality photo-based art from around the world. FotoFest is a non-profit photographic arts and education organization based in Houston, Texas. The first FotoFest Biennial was held in 1986. It is the first and longest running photographic arts festival in the United States. It is considered as one of the leading international photography Biennials in the world.

As an international platform for serious photographic arts exhibitions, the FotoFest Biennial has become known as a showcase for the discovery and presentation of important new work and new talent from around the world. The Biennial takes place citywide in Houston with participation from the leading art museums, art galleries, non-profit art spaces, universities and civic spaces. The Arab exhibitions will take place in FotoFest’s headquarters gallery and three to four additional FotoFest art spaces.

The Biennial has an audience of 275,000 people from thirty-one countries. This audience includes a select group of 150 museum curators, gallerists, publishers, editors, photography collectors, directors of non-profit art spaces and international festivals from Asia, Europe, Latin America, Canada and the United States.

FotoFest 2014 for Contemporary Photography by Arab Artists

FotoFest is the United States' Oldest and Longest-running Photography Festival . Last year it was devoted to Russian photographers and photo-related art.
The next issue is scheduled on 2014 and will be devoted to Arab artists in the photography, video, photo-based installation fields. Pretty impressive choice for me ... . 

[PRESS RELEASE] - Huston Texas –  FotoFest International announces the theme and dates for the FOTOFEST 2014 BIENNIAL, the 15th International Biennial of Photography and Photo-related Art. The Biennial will focus on Contemporary Arab Photographic Art, including video and multi-media installations. The Biennial will showcase more than 40 contemporary Arab artists using photography and related visual media to address a broad range of aesthetic and cultural values impacting Arab culture. The FotoFest 2014 International Biennial takes place March 15 through April 27, 2014, in Houston, Texas.

“The FotoFest 2014 Biennial will present a focused selection of the best contemporary photography, video and photo-based installation art being done by Arab artists in the Middle East and North Africa,” says FotoFest Senior Curator and Artistic Director Wendy Watriss. “The Biennial will emphasize ideas and subjects important to contemporary Arab artists working with these media.”

To realize the Biennial’s Arab exhibitions and programs, FotoFest has commissioned one of the world’s leading experts on contemporary Arab art, Karin Adrian von Roques, as the principal curator. Ms. von Roques has worked for over 20 years in the Middle East with exhibitions and publications on contemporary Arab art. She is one of the first curators in Europe to have initiated a series of exhibitions strategically aimed at bringing the work of Arab artists to the attention of a broader, international public.

“The FotoFest 2014 Biennial will be the first presentation of contemporary photo-based and video art from the Arab countries to be done in the United States in recent years,” says Ms. von Roques. “We are looking at the work of the most important artists from several Arab countries.”

Photography and video are particularly important mediums for creative expression in contemporary Arab societies. With the expansion of Internet in the 1990s, a whole generation of younger people took up photography and video as a way to present artistic ideas.

“In looking at the works of many contemporary Arab artists working with photography, we have seen a number in common,” says Ms. von Roques. “The FotoFest 2014 Biennial will feature some of these recurring subjects including: the emergence of secular art and culture in modern societies; the desert as metaphor; religion and faith in everyday life; a sense of belonging and feelings of estrangement; the complexities of East-West relationships; the rapidity of social, economic and environmental change, particularly in the Gulf region; the position of women in Arab societies; and the recent political changes in so many Arab countries.”

FotoFest’s Artistic Director and Senior Curator, Wendy Watriss, known for her expertise in international photography and close working relationships with artists throughout the world, is collaborating with Ms. von Roques on the selection of artists and artworks for the biennial exhibitions.

“We are very pleased to be working with Karin von Roques,” says Fred Baldwin, FotoFest Chairman. “Having curated exhibitions worldwide with contemporary Arab artists, she is a respected and knowledgeable authority on the region and its cultures. She is one of the world’s major consultants on contemporary art in this field.”

The Contemporary Arab Photographic Art exhibitions will be accompanied by the non-thematic, biennial Discoveries of the Meeting Place exhibition of works by 10 artists selected by multiple curators from the FotoFest 2012 portfolio review. The 2014 edition of FotoFest’s renowned Meeting Place, a 16-day international portfolio review, takes place March 15–April 2, 2014. FotoFest’s International Fine Print Auction is scheduled for Monday, March 24, 2014, with special programs for collectors.

Over 100 museums, art galleries, non-profit art centers and corporate spaces will participate in the FotoFest 2014 Biennial. In addition, there will be accompanying lectures, forums, special tours and a four-color Biennial catalogue and hardcover book on the Arab exhibitions.

For more information or visuals, please contact:
Vinod Hopson, Press Coordinator,
+1 713.223.5522 ext 26,
pr[email protected]
Karin von Roques, Biennial Curator, [email protected]

 
ABOUT FOTOFEST INTERNATIONAL
Founded in 1983, FotoFest International was established to promote international awareness of museum-quality photo-based art from around the world. FotoFest is a non-profit photographic arts and education organization based in Houston, Texas. The first FotoFest Biennial was held in 1986. It is the first and longest running photographic arts festival in the United States. It is considered as one of the leading international photography Biennials in the world.

As an international platform for serious photographic arts exhibitions, the FotoFest Biennial has become known as a showcase for the discovery and presentation of important new work and new talent from around the world. The Biennial takes place citywide in Houston with participation from the leading art museums, art galleries, non-profit art spaces, universities and civic spaces. The Arab exhibitions will take place in FotoFest’s headquarters gallery and three to four additional FotoFest art spaces.

The Biennial has an audience of 275,000 people from thirty-one countries. This audience includes a select group of 150 museum curators, gallerists, publishers, editors, photography collectors, directors of non-profit art spaces and international festivals from Asia, Europe, Latin America, Canada and the United States.

FotoFest 2014 for Contemporary Photography by Arab Artists

FotoFest is the United States' Oldest and Longest-running Photography Festival . Last year it was devoted to Russian photographers and photo-related art.
The next issue is scheduled on 2014 and will be devoted to Arab artists in the photography, video, photo-based installation fields. Pretty impressive choice for me ... . 

[PRESS RELEASE] - Huston Texas –  FotoFest International announces the theme and dates for the FOTOFEST 2014 BIENNIAL, the 15th International Biennial of Photography and Photo-related Art. The Biennial will focus on Contemporary Arab Photographic Art, including video and multi-media installations. The Biennial will showcase more than 40 contemporary Arab artists using photography and related visual media to address a broad range of aesthetic and cultural values impacting Arab culture. The FotoFest 2014 International Biennial takes place March 15 through April 27, 2014, in Houston, Texas.

“The FotoFest 2014 Biennial will present a focused selection of the best contemporary photography, video and photo-based installation art being done by Arab artists in the Middle East and North Africa,” says FotoFest Senior Curator and Artistic Director Wendy Watriss. “The Biennial will emphasize ideas and subjects important to contemporary Arab artists working with these media.”

To realize the Biennial’s Arab exhibitions and programs, FotoFest has commissioned one of the world’s leading experts on contemporary Arab art, Karin Adrian von Roques, as the principal curator. Ms. von Roques has worked for over 20 years in the Middle East with exhibitions and publications on contemporary Arab art. She is one of the first curators in Europe to have initiated a series of exhibitions strategically aimed at bringing the work of Arab artists to the attention of a broader, international public.

“The FotoFest 2014 Biennial will be the first presentation of contemporary photo-based and video art from the Arab countries to be done in the United States in recent years,” says Ms. von Roques. “We are looking at the work of the most important artists from several Arab countries.”

Photography and video are particularly important mediums for creative expression in contemporary Arab societies. With the expansion of Internet in the 1990s, a whole generation of younger people took up photography and video as a way to present artistic ideas.

“In looking at the works of many contemporary Arab artists working with photography, we have seen a number in common,” says Ms. von Roques. “The FotoFest 2014 Biennial will feature some of these recurring subjects including: the emergence of secular art and culture in modern societies; the desert as metaphor; religion and faith in everyday life; a sense of belonging and feelings of estrangement; the complexities of East-West relationships; the rapidity of social, economic and environmental change, particularly in the Gulf region; the position of women in Arab societies; and the recent political changes in so many Arab countries.”

FotoFest’s Artistic Director and Senior Curator, Wendy Watriss, known for her expertise in international photography and close working relationships with artists throughout the world, is collaborating with Ms. von Roques on the selection of artists and artworks for the biennial exhibitions.

“We are very pleased to be working with Karin von Roques,” says Fred Baldwin, FotoFest Chairman. “Having curated exhibitions worldwide with contemporary Arab artists, she is a respected and knowledgeable authority on the region and its cultures. She is one of the world’s major consultants on contemporary art in this field.”

The Contemporary Arab Photographic Art exhibitions will be accompanied by the non-thematic, biennial Discoveries of the Meeting Place exhibition of works by 10 artists selected by multiple curators from the FotoFest 2012 portfolio review. The 2014 edition of FotoFest’s renowned Meeting Place, a 16-day international portfolio review, takes place March 15–April 2, 2014. FotoFest’s International Fine Print Auction is scheduled for Monday, March 24, 2014, with special programs for collectors.

Over 100 museums, art galleries, non-profit art centers and corporate spaces will participate in the FotoFest 2014 Biennial. In addition, there will be accompanying lectures, forums, special tours and a four-color Biennial catalogue and hardcover book on the Arab exhibitions.

For more information or visuals, please contact:
Vinod Hopson, Press Coordinator,
+1 713.223.5522 ext 26,
[email protected]
Karin von Roques, Biennial Curator, [email protected]

 
ABOUT FOTOFEST INTERNATIONAL
Founded in 1983, FotoFest International was established to promote international awareness of museum-quality photo-based art from around the world. FotoFest is a non-profit photographic arts and education organization based in Houston, Texas. The first FotoFest Biennial was held in 1986. It is the first and longest running photographic arts festival in the United States. It is considered as one of the leading international photography Biennials in the world.

As an international platform for serious photographic arts exhibitions, the FotoFest Biennial has become known as a showcase for the discovery and presentation of important new work and new talent from around the world. The Biennial takes place citywide in Houston with participation from the leading art museums, art galleries, non-profit art spaces, universities and civic spaces. The Arab exhibitions will take place in FotoFest’s headquarters gallery and three to four additional FotoFest art spaces.

The Biennial has an audience of 275,000 people from thirty-one countries. This audience includes a select group of 150 museum curators, gallerists, publishers, editors, photography collectors, directors of non-profit art spaces and international festivals from Asia, Europe, Latin America, Canada and the United States.

FotoFest 2014 for Contemporary Photography by Arab Artists

FotoFest is the United States' Oldest and Longest-running Photography Festival . Last year it was devoted to Russian photographers and photo-related art.
The next issue is scheduled on 2014 and will be devoted to Arab artists in the photography, video, photo-based installation fields. Pretty impressive choice for me ... . 

[PRESS RELEASE] - Huston Texas –  FotoFest International announces the theme and dates for the FOTOFEST 2014 BIENNIAL, the 15th International Biennial of Photography and Photo-related Art. The Biennial will focus on Contemporary Arab Photographic Art, including video and multi-media installations. The Biennial will showcase more than 40 contemporary Arab artists using photography and related visual media to address a broad range of aesthetic and cultural values impacting Arab culture. The FotoFest 2014 International Biennial takes place March 15 through April 27, 2014, in Houston, Texas.

“The FotoFest 2014 Biennial will present a focused selection of the best contemporary photography, video and photo-based installation art being done by Arab artists in the Middle East and North Africa,” says FotoFest Senior Curator and Artistic Director Wendy Watriss. “The Biennial will emphasize ideas and subjects important to contemporary Arab artists working with these media.”

To realize the Biennial’s Arab exhibitions and programs, FotoFest has commissioned one of the world’s leading experts on contemporary Arab art, Karin Adrian von Roques, as the principal curator. Ms. von Roques has worked for over 20 years in the Middle East with exhibitions and publications on contemporary Arab art. She is one of the first curators in Europe to have initiated a series of exhibitions strategically aimed at bringing the work of Arab artists to the attention of a broader, international public.

“The FotoFest 2014 Biennial will be the first presentation of contemporary photo-based and video art from the Arab countries to be done in the United States in recent years,” says Ms. von Roques. “We are looking at the work of the most important artists from several Arab countries.”

Photography and video are particularly important mediums for creative expression in contemporary Arab societies. With the expansion of Internet in the 1990s, a whole generation of younger people took up photography and video as a way to present artistic ideas.

“In looking at the works of many contemporary Arab artists working with photography, we have seen a number in common,” says Ms. von Roques. “The FotoFest 2014 Biennial will feature some of these recurring subjects including: the emergence of secular art and culture in modern societies; the desert as metaphor; religion and faith in everyday life; a sense of belonging and feelings of estrangement; the complexities of East-West relationships; the rapidity of social, economic and environmental change, particularly in the Gulf region; the position of women in Arab societies; and the recent political changes in so many Arab countries.”

FotoFest’s Artistic Director and Senior Curator, Wendy Watriss, known for her expertise in international photography and close working relationships with artists throughout the world, is collaborating with Ms. von Roques on the selection of artists and artworks for the biennial exhibitions.

“We are very pleased to be working with Karin von Roques,” says Fred Baldwin, FotoFest Chairman. “Having curated exhibitions worldwide with contemporary Arab artists, she is a respected and knowledgeable authority on the region and its cultures. She is one of the world’s major consultants on contemporary art in this field.”

The Contemporary Arab Photographic Art exhibitions will be accompanied by the non-thematic, biennial Discoveries of the Meeting Place exhibition of works by 10 artists selected by multiple curators from the FotoFest 2012 portfolio review. The 2014 edition of FotoFest’s renowned Meeting Place, a 16-day international portfolio review, takes place March 15–April 2, 2014. FotoFest’s International Fine Print Auction is scheduled for Monday, March 24, 2014, with special programs for collectors.

Over 100 museums, art galleries, non-profit art centers and corporate spaces will participate in the FotoFest 2014 Biennial. In addition, there will be accompanying lectures, forums, special tours and a four-color Biennial catalogue and hardcover book on the Arab exhibitions.

For more information or visuals, please contact:
Vinod Hopson, Press Coordinator,
+1 713.223.5522 ext 26,
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ABOUT FOTOFEST INTERNATIONAL
Founded in 1983, FotoFest International was established to promote international awareness of museum-quality photo-based art from around the world. FotoFest is a non-profit photographic arts and education organization based in Houston, Texas. The first FotoFest Biennial was held in 1986. It is the first and longest running photographic arts festival in the United States. It is considered as one of the leading international photography Biennials in the world.

As an international platform for serious photographic arts exhibitions, the FotoFest Biennial has become known as a showcase for the discovery and presentation of important new work and new talent from around the world. The Biennial takes place citywide in Houston with participation from the leading art museums, art galleries, non-profit art spaces, universities and civic spaces. The Arab exhibitions will take place in FotoFest’s headquarters gallery and three to four additional FotoFest art spaces.

The Biennial has an audience of 275,000 people from thirty-one countries. This audience includes a select group of 150 museum curators, gallerists, publishers, editors, photography collectors, directors of non-profit art spaces and international festivals from Asia, Europe, Latin America, Canada and the United States.

FotoFest 2014 for Contemporary Photography by Arab Artists

FotoFest is the United States' Oldest and Longest-running Photography Festival . Last year it was devoted to Russian photographers and photo-related art.
The next issue is scheduled on 2014 and will be devoted to Arab artists in the photography, video, photo-based installation fields. Pretty impressive choice for me ... . 

[PRESS RELEASE] - Huston Texas –  FotoFest International announces the theme and dates for the FOTOFEST 2014 BIENNIAL, the 15th International Biennial of Photography and Photo-related Art. The Biennial will focus on Contemporary Arab Photographic Art, including video and multi-media installations. The Biennial will showcase more than 40 contemporary Arab artists using photography and related visual media to address a broad range of aesthetic and cultural values impacting Arab culture. The FotoFest 2014 International Biennial takes place March 15 through April 27, 2014, in Houston, Texas.

“The FotoFest 2014 Biennial will present a focused selection of the best contemporary photography, video and photo-based installation art being done by Arab artists in the Middle East and North Africa,” says FotoFest Senior Curator and Artistic Director Wendy Watriss. “The Biennial will emphasize ideas and subjects important to contemporary Arab artists working with these media.”

To realize the Biennial’s Arab exhibitions and programs, FotoFest has commissioned one of the world’s leading experts on contemporary Arab art, Karin Adrian von Roques, as the principal curator. Ms. von Roques has worked for over 20 years in the Middle East with exhibitions and publications on contemporary Arab art. She is one of the first curators in Europe to have initiated a series of exhibitions strategically aimed at bringing the work of Arab artists to the attention of a broader, international public.

“The FotoFest 2014 Biennial will be the first presentation of contemporary photo-based and video art from the Arab countries to be done in the United States in recent years,” says Ms. von Roques. “We are looking at the work of the most important artists from several Arab countries.”

Photography and video are particularly important mediums for creative expression in contemporary Arab societies. With the expansion of Internet in the 1990s, a whole generation of younger people took up photography and video as a way to present artistic ideas.

“In looking at the works of many contemporary Arab artists working with photography, we have seen a number in common,” says Ms. von Roques. “The FotoFest 2014 Biennial will feature some of these recurring subjects including: the emergence of secular art and culture in modern societies; the desert as metaphor; religion and faith in everyday life; a sense of belonging and feelings of estrangement; the complexities of East-West relationships; the rapidity of social, economic and environmental change, particularly in the Gulf region; the position of women in Arab societies; and the recent political changes in so many Arab countries.”

FotoFest’s Artistic Director and Senior Curator, Wendy Watriss, known for her expertise in international photography and close working relationships with artists throughout the world, is collaborating with Ms. von Roques on the selection of artists and artworks for the biennial exhibitions.

“We are very pleased to be working with Karin von Roques,” says Fred Baldwin, FotoFest Chairman. “Having curated exhibitions worldwide with contemporary Arab artists, she is a respected and knowledgeable authority on the region and its cultures. She is one of the world’s major consultants on contemporary art in this field.”

The Contemporary Arab Photographic Art exhibitions will be accompanied by the non-thematic, biennial Discoveries of the Meeting Place exhibition of works by 10 artists selected by multiple curators from the FotoFest 2012 portfolio review. The 2014 edition of FotoFest’s renowned Meeting Place, a 16-day international portfolio review, takes place March 15–April 2, 2014. FotoFest’s International Fine Print Auction is scheduled for Monday, March 24, 2014, with special programs for collectors.

Over 100 museums, art galleries, non-profit art centers and corporate spaces will participate in the FotoFest 2014 Biennial. In addition, there will be accompanying lectures, forums, special tours and a four-color Biennial catalogue and hardcover book on the Arab exhibitions.

For more information or visuals, please contact:
Vinod Hopson, Press Coordinator,
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ABOUT FOTOFEST INTERNATIONAL
Founded in 1983, FotoFest International was established to promote international awareness of museum-quality photo-based art from around the world. FotoFest is a non-profit photographic arts and education organization based in Houston, Texas. The first FotoFest Biennial was held in 1986. It is the first and longest running photographic arts festival in the United States. It is considered as one of the leading international photography Biennials in the world.

As an international platform for serious photographic arts exhibitions, the FotoFest Biennial has become known as a showcase for the discovery and presentation of important new work and new talent from around the world. The Biennial takes place citywide in Houston with participation from the leading art museums, art galleries, non-profit art spaces, universities and civic spaces. The Arab exhibitions will take place in FotoFest’s headquarters gallery and three to four additional FotoFest art spaces.

The Biennial has an audience of 275,000 people from thirty-one countries. This audience includes a select group of 150 museum curators, gallerists, publishers, editors, photography collectors, directors of non-profit art spaces and international festivals from Asia, Europe, Latin America, Canada and the United States.

Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Fantasmi del passato legati al regime di Ben Ali riappaiono prepotentemente scuotendo la Tunisia. Saida Agrebi amica intima dell'ex first lady Leila Ben Ali Trabelsi ha rappresentato lo Stato tunisino in un conferenza internazionale tenutosi ad Ankara ( Turchia ) il mese scorso.

La signora nell'immagine è Saida Agrebi.Ex presidentessa della lega delle madri tunisine durante il ventennio Ben Ali .Viene considerata dal popolo tunisino una della figure più corrotte del regime in quanto amica intima della machiavellica ex first lady Leila Trabelsi moglie di Ben Ali. L'anziana donna è ritornata a far parlare di se dopo aver  rappresentato arrogantemente la Tunisia in un conferenza internazionale in Turchia . Saida Agrebi fu messa agli arresti in seguito alla deposizione di Ben Ali avvenuta il 14 Gennaio 2011. Dopo 6 mesi di prigionia,il 28 luglio 2011 fuggi' dal paese  in circostanze al quanto misteriose .La settimana seguente  il governo provvisorio tunisino di El Beji Caid Sebsi durante una conferenza stampa dichiarò di aver ufficialmente emanato un mandato d'arresto internazionale contro di lei . Fu bloccata il 12 Marzo 2012 all'aeroporto Charles de Gaulle di Parigi di ritorno dal Brasile su una sedia a rotelle. Il governo francese diede 40 giorni di tempo al governo tunisino di Hamadi Jebali per chiederne l'estradizione senza ricevere però alcuna risposta. Adesso Agrebi chiede all'attuale governo tunisino riconoscimenti ufficiali per aver rappresentato'' degnamente'' la nuova Tunisia in questa conferenza internazionale. Il governo tunisino in seguito alla notizia circa la sua misteriosa presenza in terra turca ha richiesto alle autorità locali,tramite il proprio ambasciatore ad Ankara Mehrez Ben Rhouma, l'arresto e la successiva estradizione in Tunisia di Agrebi. L'ambasciatore turco di stanza a Tunisi respinge le accuse dichiarando che il proprio governo  non era conoscenza del mandato d'arresto internazionale che pendeva sull'anziana Agrebi.

Saida Agrebi durante la conferenza di Ankara ( Turchia)-2012
 
Saida Agrebi in un incontro ufficiale con Zine Abidine Ben Ali




Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Fantasmi del passato legati al regime di Ben Ali riappaiono prepotentemente scuotendo la Tunisia. Saida Agrebi amica intima dell'ex first lady Leila Ben Ali Trabelsi ha rappresentato lo Stato tunisino in un conferenza internazionale tenutosi ad Ankara ( Turchia ) il mese scorso.

La signora nell'immagine è Saida Agrebi.Ex presidentessa della lega delle madri tunisine durante il ventennio Ben Ali .Viene considerata dal popolo tunisino una della figure più corrotte del regime in quanto amica intima della machiavellica ex first lady Leila Trabelsi moglie di Ben Ali. L'anziana donna è ritornata a far parlare di se dopo aver  rappresentato arrogantemente la Tunisia in un conferenza internazionale in Turchia . Saida Agrebi fu messa agli arresti in seguito alla deposizione di Ben Ali avvenuta il 14 Gennaio 2011. Dopo 6 mesi di prigionia,il 28 luglio 2011 fuggi' dal paese  in circostanze al quanto misteriose .La settimana seguente  il governo provvisorio tunisino di El Beji Caid Sebsi durante una conferenza stampa dichiarò di aver ufficialmente emanato un mandato d'arresto internazionale contro di lei . Fu bloccata il 12 Marzo 2012 all'aeroporto Charles de Gaulle di Parigi di ritorno dal Brasile su una sedia a rotelle. Il governo francese diede 40 giorni di tempo al governo tunisino di Hamadi Jebali per chiederne l'estradizione senza ricevere però alcuna risposta. Adesso Agrebi chiede all'attuale governo tunisino riconoscimenti ufficiali per aver rappresentato'' degnamente'' la nuova Tunisia in questa conferenza internazionale. Il governo tunisino in seguito alla notizia circa la sua misteriosa presenza in terra turca ha richiesto alle autorità locali,tramite il proprio ambasciatore ad Ankara Mehrez Ben Rhouma, l'arresto e la successiva estradizione in Tunisia di Agrebi. L'ambasciatore turco di stanza a Tunisi respinge le accuse dichiarando che il proprio governo  non era conoscenza del mandato d'arresto internazionale che pendeva sull'anziana Agrebi.

Saida Agrebi durante la conferenza di Ankara ( Turchia)-2012
 
Saida Agrebi in un incontro ufficiale con Zine Abidine Ben Ali




Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Fantasmi del passato legati al regime di Ben Ali riappaiono prepotentemente scuotendo la Tunisia. Saida Agrebi amica intima dell'ex first lady Leila Ben Ali Trabelsi ha rappresentato lo Stato tunisino in un conferenza internazionale tenutosi ad Ankara ( Turchia ) il mese scorso.

La signora nell'immagine è Saida Agrebi.Ex presidentessa della lega delle madri tunisine durante il ventennio Ben Ali .Viene considerata dal popolo tunisino una della figure più corrotte del regime in quanto amica intima della machiavellica ex first lady Leila Trabelsi moglie di Ben Ali. L'anziana donna è ritornata a far parlare di se dopo aver  rappresentato arrogantemente la Tunisia in un conferenza internazionale in Turchia . Saida Agrebi fu messa agli arresti in seguito alla deposizione di Ben Ali avvenuta il 14 Gennaio 2011. Dopo 6 mesi di prigionia,il 28 luglio 2011 fuggi' dal paese  in circostanze al quanto misteriose .La settimana seguente  il governo provvisorio tunisino di El Beji Caid Sebsi durante una conferenza stampa dichiarò di aver ufficialmente emanato un mandato d'arresto internazionale contro di lei . Fu bloccata il 12 Marzo 2012 all'aeroporto Charles de Gaulle di Parigi di ritorno dal Brasile su una sedia a rotelle. Il governo francese diede 40 giorni di tempo al governo tunisino di Hamadi Jebali per chiederne l'estradizione senza ricevere però alcuna risposta. Adesso Agrebi chiede all'attuale governo tunisino riconoscimenti ufficiali per aver rappresentato'' degnamente'' la nuova Tunisia in questa conferenza internazionale. Il governo tunisino in seguito alla notizia circa la sua misteriosa presenza in terra turca ha richiesto alle autorità locali,tramite il proprio ambasciatore ad Ankara Mehrez Ben Rhouma, l'arresto e la successiva estradizione in Tunisia di Agrebi. L'ambasciatore turco di stanza a Tunisi respinge le accuse dichiarando che il proprio governo  non era conoscenza del mandato d'arresto internazionale che pendeva sull'anziana Agrebi.

Saida Agrebi durante la conferenza di Ankara ( Turchia)-2012
 
Saida Agrebi in un incontro ufficiale con Zine Abidine Ben Ali




Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Fantasmi del passato legati al regime di Ben Ali riappaiono prepotentemente scuotendo la Tunisia. Saida Agrebi amica intima dell'ex first lady Leila Ben Ali Trabelsi ha rappresentato lo Stato tunisino in un conferenza internazionale tenutosi ad Ankara ( Turchia ) il mese scorso.

La signora nell'immagine è Saida Agrebi.Ex presidentessa della lega delle madri tunisine durante il ventennio Ben Ali .Viene considerata dal popolo tunisino una della figure più corrotte del regime in quanto amica intima della machiavellica ex first lady Leila Trabelsi moglie di Ben Ali. L'anziana donna è ritornata a far parlare di se dopo aver  rappresentato arrogantemente la Tunisia in un conferenza internazionale in Turchia . Saida Agrebi fu messa agli arresti in seguito alla deposizione di Ben Ali avvenuta il 14 Gennaio 2011. Dopo 6 mesi di prigionia,il 28 luglio 2011 fuggi' dal paese  in circostanze al quanto misteriose .La settimana seguente  il governo provvisorio tunisino di El Beji Caid Sebsi durante una conferenza stampa dichiarò di aver ufficialmente emanato un mandato d'arresto internazionale contro di lei . Fu bloccata il 12 Marzo 2012 all'aeroporto Charles de Gaulle di Parigi di ritorno dal Brasile su una sedia a rotelle. Il governo francese diede 40 giorni di tempo al governo tunisino di Hamadi Jebali per chiederne l'estradizione senza ricevere però alcuna risposta. Adesso Agrebi chiede all'attuale governo tunisino riconoscimenti ufficiali per aver rappresentato'' degnamente'' la nuova Tunisia in questa conferenza internazionale. Il governo tunisino in seguito alla notizia circa la sua misteriosa presenza in terra turca ha richiesto alle autorità locali,tramite il proprio ambasciatore ad Ankara Mehrez Ben Rhouma, l'arresto e la successiva estradizione in Tunisia di Agrebi. L'ambasciatore turco di stanza a Tunisi respinge le accuse dichiarando che il proprio governo  non era conoscenza del mandato d'arresto internazionale che pendeva sull'anziana Agrebi.

Saida Agrebi durante la conferenza di Ankara ( Turchia)-2012
 
Saida Agrebi in un incontro ufficiale con Zine Abidine Ben Ali




Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Fantasmi del passato legati al regime di Ben Ali riappaiono prepotentemente scuotendo la Tunisia. Saida Agrebi amica intima dell'ex first lady Leila Ben Ali Trabelsi ha rappresentato lo Stato tunisino in un conferenza internazionale tenutosi ad Ankara ( Turchia ) il mese scorso.

La signora nell'immagine è Saida Agrebi.Ex presidentessa della lega delle madri tunisine durante il ventennio Ben Ali .Viene considerata dal popolo tunisino una della figure più corrotte del regime in quanto amica intima della machiavellica ex first lady Leila Trabelsi moglie di Ben Ali. L'anziana donna è ritornata a far parlare di se dopo aver  rappresentato arrogantemente la Tunisia in un conferenza internazionale in Turchia . Saida Agrebi fu messa agli arresti in seguito alla deposizione di Ben Ali avvenuta il 14 Gennaio 2011. Dopo 6 mesi di prigionia,il 28 luglio 2011 fuggi' dal paese  in circostanze al quanto misteriose .La settimana seguente  il governo provvisorio tunisino di El Beji Caid Sebsi durante una conferenza stampa dichiarò di aver ufficialmente emanato un mandato d'arresto internazionale contro di lei . Fu bloccata il 12 Marzo 2012 all'aeroporto Charles de Gaulle di Parigi di ritorno dal Brasile su una sedia a rotelle. Il governo francese diede 40 giorni di tempo al governo tunisino di Hamadi Jebali per chiederne l'estradizione senza ricevere però alcuna risposta. Adesso Agrebi chiede all'attuale governo tunisino riconoscimenti ufficiali per aver rappresentato'' degnamente'' la nuova Tunisia in questa conferenza internazionale. Il governo tunisino in seguito alla notizia circa la sua misteriosa presenza in terra turca ha richiesto alle autorità locali,tramite il proprio ambasciatore ad Ankara Mehrez Ben Rhouma, l'arresto e la successiva estradizione in Tunisia di Agrebi. L'ambasciatore turco di stanza a Tunisi respinge le accuse dichiarando che il proprio governo  non era conoscenza del mandato d'arresto internazionale che pendeva sull'anziana Agrebi.

Saida Agrebi durante la conferenza di Ankara ( Turchia)-2012
 
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Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Fantasmi del passato legati al regime di Ben Ali riappaiono prepotentemente scuotendo la Tunisia. Saida Agrebi amica intima dell'ex first lady Leila Ben Ali Trabelsi ha rappresentato lo Stato tunisino in un conferenza internazionale tenutosi ad Ankara ( Turchia ) il mese scorso.

La signora nell'immagine è Saida Agrebi.Ex presidentessa della lega delle madri tunisine durante il ventennio Ben Ali .Viene considerata dal popolo tunisino una della figure più corrotte del regime in quanto amica intima della machiavellica ex first lady Leila Trabelsi moglie di Ben Ali. L'anziana donna è ritornata a far parlare di se dopo aver  rappresentato arrogantemente la Tunisia in un conferenza internazionale in Turchia . Saida Agrebi fu messa agli arresti in seguito alla deposizione di Ben Ali avvenuta il 14 Gennaio 2011. Dopo 6 mesi di prigionia,il 28 luglio 2011 fuggi' dal paese  in circostanze al quanto misteriose .La settimana seguente  il governo provvisorio tunisino di El Beji Caid Sebsi durante una conferenza stampa dichiarò di aver ufficialmente emanato un mandato d'arresto internazionale contro di lei . Fu bloccata il 12 Marzo 2012 all'aeroporto Charles de Gaulle di Parigi di ritorno dal Brasile su una sedia a rotelle. Il governo francese diede 40 giorni di tempo al governo tunisino di Hamadi Jebali per chiederne l'estradizione senza ricevere però alcuna risposta. Adesso Agrebi chiede all'attuale governo tunisino riconoscimenti ufficiali per aver rappresentato'' degnamente'' la nuova Tunisia in questa conferenza internazionale. Il governo tunisino in seguito alla notizia circa la sua misteriosa presenza in terra turca ha richiesto alle autorità locali,tramite il proprio ambasciatore ad Ankara Mehrez Ben Rhouma, l'arresto e la successiva estradizione in Tunisia di Agrebi. L'ambasciatore turco di stanza a Tunisi respinge le accuse dichiarando che il proprio governo  non era conoscenza del mandato d'arresto internazionale che pendeva sull'anziana Agrebi.

Saida Agrebi durante la conferenza di Ankara ( Turchia)-2012
 
Saida Agrebi in un incontro ufficiale con Zine Abidine Ben Ali




Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Fantasmi del passato legati al regime di Ben Ali riappaiono prepotentemente scuotendo la Tunisia. Saida Agrebi amica intima dell'ex first lady Leila Ben Ali Trabelsi ha rappresentato lo Stato tunisino in un conferenza internazionale tenutosi ad Ankara ( Turchia ) il mese scorso.

La signora nell'immagine è Saida Agrebi.Ex presidentessa della lega delle madri tunisine durante il ventennio Ben Ali .Viene considerata dal popolo tunisino una della figure più corrotte del regime in quanto amica intima della machiavellica ex first lady Leila Trabelsi moglie di Ben Ali. L'anziana donna è ritornata a far parlare di se dopo aver  rappresentato arrogantemente la Tunisia in un conferenza internazionale in Turchia . Saida Agrebi fu messa agli arresti in seguito alla deposizione di Ben Ali avvenuta il 14 Gennaio 2011. Dopo 6 mesi di prigionia,il 28 luglio 2011 fuggi' dal paese  in circostanze al quanto misteriose .La settimana seguente  il governo provvisorio tunisino di El Beji Caid Sebsi durante una conferenza stampa dichiarò di aver ufficialmente emanato un mandato d'arresto internazionale contro di lei . Fu bloccata il 12 Marzo 2012 all'aeroporto Charles de Gaulle di Parigi di ritorno dal Brasile su una sedia a rotelle. Il governo francese diede 40 giorni di tempo al governo tunisino di Hamadi Jebali per chiederne l'estradizione senza ricevere però alcuna risposta. Adesso Agrebi chiede all'attuale governo tunisino riconoscimenti ufficiali per aver rappresentato'' degnamente'' la nuova Tunisia in questa conferenza internazionale. Il governo tunisino in seguito alla notizia circa la sua misteriosa presenza in terra turca ha richiesto alle autorità locali,tramite il proprio ambasciatore ad Ankara Mehrez Ben Rhouma, l'arresto e la successiva estradizione in Tunisia di Agrebi. L'ambasciatore turco di stanza a Tunisi respinge le accuse dichiarando che il proprio governo  non era conoscenza del mandato d'arresto internazionale che pendeva sull'anziana Agrebi.

Saida Agrebi durante la conferenza di Ankara ( Turchia)-2012
 
Saida Agrebi in un incontro ufficiale con Zine Abidine Ben Ali




Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Fantasmi del passato legati al regime di Ben Ali riappaiono prepotentemente scuotendo la Tunisia. Saida Agrebi amica intima dell'ex first lady Leila Ben Ali Trabelsi ha rappresentato lo Stato tunisino in un conferenza internazionale tenutosi ad Ankara ( Turchia ) il mese scorso.

La signora nell'immagine è Saida Agrebi.Ex presidentessa della lega delle madri tunisine durante il ventennio Ben Ali .Viene considerata dal popolo tunisino una della figure più corrotte del regime in quanto amica intima della machiavellica ex first lady Leila Trabelsi moglie di Ben Ali. L'anziana donna è ritornata a far parlare di se dopo aver  rappresentato arrogantemente la Tunisia in un conferenza internazionale in Turchia . Saida Agrebi fu messa agli arresti in seguito alla deposizione di Ben Ali avvenuta il 14 Gennaio 2011. Dopo 6 mesi di prigionia,il 28 luglio 2011 fuggi' dal paese  in circostanze al quanto misteriose .La settimana seguente  il governo provvisorio tunisino di El Beji Caid Sebsi durante una conferenza stampa dichiarò di aver ufficialmente emanato un mandato d'arresto internazionale contro di lei . Fu bloccata il 12 Marzo 2012 all'aeroporto Charles de Gaulle di Parigi di ritorno dal Brasile su una sedia a rotelle. Il governo francese diede 40 giorni di tempo al governo tunisino di Hamadi Jebali per chiederne l'estradizione senza ricevere però alcuna risposta. Adesso Agrebi chiede all'attuale governo tunisino riconoscimenti ufficiali per aver rappresentato'' degnamente'' la nuova Tunisia in questa conferenza internazionale. Il governo tunisino in seguito alla notizia circa la sua misteriosa presenza in terra turca ha richiesto alle autorità locali,tramite il proprio ambasciatore ad Ankara Mehrez Ben Rhouma, l'arresto e la successiva estradizione in Tunisia di Agrebi. L'ambasciatore turco di stanza a Tunisi respinge le accuse dichiarando che il proprio governo  non era conoscenza del mandato d'arresto internazionale che pendeva sull'anziana Agrebi.

Saida Agrebi durante la conferenza di Ankara ( Turchia)-2012
 
Saida Agrebi in un incontro ufficiale con Zine Abidine Ben Ali




Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Fantasmi del passato legati al regime di Ben Ali riappaiono prepotentemente scuotendo la Tunisia. Saida Agrebi amica intima dell'ex first lady Leila Ben Ali Trabelsi ha rappresentato lo Stato tunisino in un conferenza internazionale tenutosi ad Ankara ( Turchia ) il mese scorso.

La signora nell'immagine è Saida Agrebi.Ex presidentessa della lega delle madri tunisine durante il ventennio Ben Ali .Viene considerata dal popolo tunisino una della figure più corrotte del regime in quanto amica intima della machiavellica ex first lady Leila Trabelsi moglie di Ben Ali. L'anziana donna è ritornata a far parlare di se dopo aver  rappresentato arrogantemente la Tunisia in un conferenza internazionale in Turchia . Saida Agrebi fu messa agli arresti in seguito alla deposizione di Ben Ali avvenuta il 14 Gennaio 2011. Dopo 6 mesi di prigionia,il 28 luglio 2011 fuggi' dal paese  in circostanze al quanto misteriose .La settimana seguente  il governo provvisorio tunisino di El Beji Caid Sebsi durante una conferenza stampa dichiarò di aver ufficialmente emanato un mandato d'arresto internazionale contro di lei . Fu bloccata il 12 Marzo 2012 all'aeroporto Charles de Gaulle di Parigi di ritorno dal Brasile su una sedia a rotelle. Il governo francese diede 40 giorni di tempo al governo tunisino di Hamadi Jebali per chiederne l'estradizione senza ricevere però alcuna risposta. Adesso Agrebi chiede all'attuale governo tunisino riconoscimenti ufficiali per aver rappresentato'' degnamente'' la nuova Tunisia in questa conferenza internazionale. Il governo tunisino in seguito alla notizia circa la sua misteriosa presenza in terra turca ha richiesto alle autorità locali,tramite il proprio ambasciatore ad Ankara Mehrez Ben Rhouma, l'arresto e la successiva estradizione in Tunisia di Agrebi. L'ambasciatore turco di stanza a Tunisi respinge le accuse dichiarando che il proprio governo  non era conoscenza del mandato d'arresto internazionale che pendeva sull'anziana Agrebi.

Saida Agrebi durante la conferenza di Ankara ( Turchia)-2012
 
Saida Agrebi in un incontro ufficiale con Zine Abidine Ben Ali




Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Fantasmi del passato legati al regime di Ben Ali riappaiono prepotentemente scuotendo la Tunisia. Saida Agrebi amica intima dell'ex first lady Leila Ben Ali Trabelsi ha rappresentato lo Stato tunisino in un conferenza internazionale tenutosi ad Ankara ( Turchia ) il mese scorso.

La signora nell'immagine è Saida Agrebi.Ex presidentessa della lega delle madri tunisine durante il ventennio Ben Ali .Viene considerata dal popolo tunisino una della figure più corrotte del regime in quanto amica intima della machiavellica ex first lady Leila Trabelsi moglie di Ben Ali. L'anziana donna è ritornata a far parlare di se dopo aver  rappresentato arrogantemente la Tunisia in un conferenza internazionale in Turchia . Saida Agrebi fu messa agli arresti in seguito alla deposizione di Ben Ali avvenuta il 14 Gennaio 2011. Dopo 6 mesi di prigionia,il 28 luglio 2011 fuggi' dal paese  in circostanze al quanto misteriose .La settimana seguente  il governo provvisorio tunisino di El Beji Caid Sebsi durante una conferenza stampa dichiarò di aver ufficialmente emanato un mandato d'arresto internazionale contro di lei . Fu bloccata il 12 Marzo 2012 all'aeroporto Charles de Gaulle di Parigi di ritorno dal Brasile su una sedia a rotelle. Il governo francese diede 40 giorni di tempo al governo tunisino di Hamadi Jebali per chiederne l'estradizione senza ricevere però alcuna risposta. Adesso Agrebi chiede all'attuale governo tunisino riconoscimenti ufficiali per aver rappresentato'' degnamente'' la nuova Tunisia in questa conferenza internazionale. Il governo tunisino in seguito alla notizia circa la sua misteriosa presenza in terra turca ha richiesto alle autorità locali,tramite il proprio ambasciatore ad Ankara Mehrez Ben Rhouma, l'arresto e la successiva estradizione in Tunisia di Agrebi. L'ambasciatore turco di stanza a Tunisi respinge le accuse dichiarando che il proprio governo  non era conoscenza del mandato d'arresto internazionale che pendeva sull'anziana Agrebi.

Saida Agrebi durante la conferenza di Ankara ( Turchia)-2012
 
Saida Agrebi in un incontro ufficiale con Zine Abidine Ben Ali




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Fantasmi del passato legati al regime di Ben Ali riappaiono prepotentemente scuotendo la Tunisia. Saida Agrebi amica intima dell'ex first lady Leila Ben Ali Trabelsi ha rappresentato lo Stato tunisino in un conferenza internazionale tenutosi ad Ankara ( Turchia ) il mese scorso.

La signora nell'immagine è Saida Agrebi.Ex presidentessa della lega delle madri tunisine durante il ventennio Ben Ali .Viene considerata dal popolo tunisino una della figure più corrotte del regime in quanto amica intima della machiavellica ex first lady Leila Trabelsi moglie di Ben Ali. L'anziana donna è ritornata a far parlare di se dopo aver  rappresentato arrogantemente la Tunisia in un conferenza internazionale in Turchia . Saida Agrebi fu messa agli arresti in seguito alla deposizione di Ben Ali avvenuta il 14 Gennaio 2011. Dopo 6 mesi di prigionia,il 28 luglio 2011 fuggi' dal paese  in circostanze al quanto misteriose .La settimana seguente  il governo provvisorio tunisino di El Beji Caid Sebsi durante una conferenza stampa dichiarò di aver ufficialmente emanato un mandato d'arresto internazionale contro di lei . Fu bloccata il 12 Marzo 2012 all'aeroporto Charles de Gaulle di Parigi di ritorno dal Brasile su una sedia a rotelle. Il governo francese diede 40 giorni di tempo al governo tunisino di Hamadi Jebali per chiederne l'estradizione senza ricevere però alcuna risposta. Adesso Agrebi chiede all'attuale governo tunisino riconoscimenti ufficiali per aver rappresentato'' degnamente'' la nuova Tunisia in questa conferenza internazionale. Il governo tunisino in seguito alla notizia circa la sua misteriosa presenza in terra turca ha richiesto alle autorità locali,tramite il proprio ambasciatore ad Ankara Mehrez Ben Rhouma, l'arresto e la successiva estradizione in Tunisia di Agrebi. L'ambasciatore turco di stanza a Tunisi respinge le accuse dichiarando che il proprio governo  non era conoscenza del mandato d'arresto internazionale che pendeva sull'anziana Agrebi.

Saida Agrebi durante la conferenza di Ankara ( Turchia)-2012
 
Saida Agrebi in un incontro ufficiale con Zine Abidine Ben Ali




Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Fantasmi del passato legati al regime di Ben Ali riappaiono prepotentemente scuotendo la Tunisia. Saida Agrebi amica intima dell'ex first lady Leila Ben Ali Trabelsi ha rappresentato lo Stato tunisino in un conferenza internazionale tenutosi ad Ankara ( Turchia ) il mese scorso.

La signora nell'immagine è Saida Agrebi.Ex presidentessa della lega delle madri tunisine durante il ventennio Ben Ali .Viene considerata dal popolo tunisino una della figure più corrotte del regime in quanto amica intima della machiavellica ex first lady Leila Trabelsi moglie di Ben Ali. L'anziana donna è ritornata a far parlare di se dopo aver  rappresentato arrogantemente la Tunisia in un conferenza internazionale in Turchia . Saida Agrebi fu messa agli arresti in seguito alla deposizione di Ben Ali avvenuta il 14 Gennaio 2011. Dopo 6 mesi di prigionia,il 28 luglio 2011 fuggi' dal paese  in circostanze al quanto misteriose .La settimana seguente  il governo provvisorio tunisino di El Beji Caid Sebsi durante una conferenza stampa dichiarò di aver ufficialmente emanato un mandato d'arresto internazionale contro di lei . Fu bloccata il 12 Marzo 2012 all'aeroporto Charles de Gaulle di Parigi di ritorno dal Brasile su una sedia a rotelle. Il governo francese diede 40 giorni di tempo al governo tunisino di Hamadi Jebali per chiederne l'estradizione senza ricevere però alcuna risposta. Adesso Agrebi chiede all'attuale governo tunisino riconoscimenti ufficiali per aver rappresentato'' degnamente'' la nuova Tunisia in questa conferenza internazionale. Il governo tunisino in seguito alla notizia circa la sua misteriosa presenza in terra turca ha richiesto alle autorità locali,tramite il proprio ambasciatore ad Ankara Mehrez Ben Rhouma, l'arresto e la successiva estradizione in Tunisia di Agrebi. L'ambasciatore turco di stanza a Tunisi respinge le accuse dichiarando che il proprio governo  non era conoscenza del mandato d'arresto internazionale che pendeva sull'anziana Agrebi.

Saida Agrebi durante la conferenza di Ankara ( Turchia)-2012
 
Saida Agrebi in un incontro ufficiale con Zine Abidine Ben Ali




Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Fantasmi del passato legati al regime di Ben Ali riappaiono prepotentemente scuotendo la Tunisia. Saida Agrebi amica intima dell'ex first lady Leila Ben Ali Trabelsi ha rappresentato lo Stato tunisino in un conferenza internazionale tenutosi ad Ankara ( Turchia ) il mese scorso.

La signora nell'immagine è Saida Agrebi.Ex presidentessa della lega delle madri tunisine durante il ventennio Ben Ali .Viene considerata dal popolo tunisino una della figure più corrotte del regime in quanto amica intima della machiavellica ex first lady Leila Trabelsi moglie di Ben Ali. L'anziana donna è ritornata a far parlare di se dopo aver  rappresentato arrogantemente la Tunisia in un conferenza internazionale in Turchia . Saida Agrebi fu messa agli arresti in seguito alla deposizione di Ben Ali avvenuta il 14 Gennaio 2011. Dopo 6 mesi di prigionia,il 28 luglio 2011 fuggi' dal paese  in circostanze al quanto misteriose .La settimana seguente  il governo provvisorio tunisino di El Beji Caid Sebsi durante una conferenza stampa dichiarò di aver ufficialmente emanato un mandato d'arresto internazionale contro di lei . Fu bloccata il 12 Marzo 2012 all'aeroporto Charles de Gaulle di Parigi di ritorno dal Brasile su una sedia a rotelle. Il governo francese diede 40 giorni di tempo al governo tunisino di Hamadi Jebali per chiederne l'estradizione senza ricevere però alcuna risposta. Adesso Agrebi chiede all'attuale governo tunisino riconoscimenti ufficiali per aver rappresentato'' degnamente'' la nuova Tunisia in questa conferenza internazionale. Il governo tunisino in seguito alla notizia circa la sua misteriosa presenza in terra turca ha richiesto alle autorità locali,tramite il proprio ambasciatore ad Ankara Mehrez Ben Rhouma, l'arresto e la successiva estradizione in Tunisia di Agrebi. L'ambasciatore turco di stanza a Tunisi respinge le accuse dichiarando che il proprio governo  non era conoscenza del mandato d'arresto internazionale che pendeva sull'anziana Agrebi.

Saida Agrebi durante la conferenza di Ankara ( Turchia)-2012
 
Saida Agrebi in un incontro ufficiale con Zine Abidine Ben Ali




Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Fantasmi del passato legati al regime di Ben Ali riappaiono prepotentemente scuotendo la Tunisia. Saida Agrebi amica intima dell'ex first lady Leila Ben Ali Trabelsi ha rappresentato lo Stato tunisino in un conferenza internazionale tenutosi ad Ankara ( Turchia ) il mese scorso.

La signora nell'immagine è Saida Agrebi.Ex presidentessa della lega delle madri tunisine durante il ventennio Ben Ali .Viene considerata dal popolo tunisino una della figure più corrotte del regime in quanto amica intima della machiavellica ex first lady Leila Trabelsi moglie di Ben Ali. L'anziana donna è ritornata a far parlare di se dopo aver  rappresentato arrogantemente la Tunisia in un conferenza internazionale in Turchia . Saida Agrebi fu messa agli arresti in seguito alla deposizione di Ben Ali avvenuta il 14 Gennaio 2011. Dopo 6 mesi di prigionia,il 28 luglio 2011 fuggi' dal paese  in circostanze al quanto misteriose .La settimana seguente  il governo provvisorio tunisino di El Beji Caid Sebsi durante una conferenza stampa dichiarò di aver ufficialmente emanato un mandato d'arresto internazionale contro di lei . Fu bloccata il 12 Marzo 2012 all'aeroporto Charles de Gaulle di Parigi di ritorno dal Brasile su una sedia a rotelle. Il governo francese diede 40 giorni di tempo al governo tunisino di Hamadi Jebali per chiederne l'estradizione senza ricevere però alcuna risposta. Adesso Agrebi chiede all'attuale governo tunisino riconoscimenti ufficiali per aver rappresentato'' degnamente'' la nuova Tunisia in questa conferenza internazionale. Il governo tunisino in seguito alla notizia circa la sua misteriosa presenza in terra turca ha richiesto alle autorità locali,tramite il proprio ambasciatore ad Ankara Mehrez Ben Rhouma, l'arresto e la successiva estradizione in Tunisia di Agrebi. L'ambasciatore turco di stanza a Tunisi respinge le accuse dichiarando che il proprio governo  non era conoscenza del mandato d'arresto internazionale che pendeva sull'anziana Agrebi.

Saida Agrebi durante la conferenza di Ankara ( Turchia)-2012
 
Saida Agrebi in un incontro ufficiale con Zine Abidine Ben Ali




Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Fantasmi del passato legati al regime di Ben Ali riappaiono prepotentemente scuotendo la Tunisia. Saida Agrebi amica intima dell'ex first lady Leila Ben Ali Trabelsi ha rappresentato lo Stato tunisino in un conferenza internazionale tenutosi ad Ankara ( Turchia ) il mese scorso.

La signora nell'immagine è Saida Agrebi.Ex presidentessa della lega delle madri tunisine durante il ventennio Ben Ali .Viene considerata dal popolo tunisino una della figure più corrotte del regime in quanto amica intima della machiavellica ex first lady Leila Trabelsi moglie di Ben Ali. L'anziana donna è ritornata a far parlare di se dopo aver  rappresentato arrogantemente la Tunisia in un conferenza internazionale in Turchia . Saida Agrebi fu messa agli arresti in seguito alla deposizione di Ben Ali avvenuta il 14 Gennaio 2011. Dopo 6 mesi di prigionia,il 28 luglio 2011 fuggi' dal paese  in circostanze al quanto misteriose .La settimana seguente  il governo provvisorio tunisino di El Beji Caid Sebsi durante una conferenza stampa dichiarò di aver ufficialmente emanato un mandato d'arresto internazionale contro di lei . Fu bloccata il 12 Marzo 2012 all'aeroporto Charles de Gaulle di Parigi di ritorno dal Brasile su una sedia a rotelle. Il governo francese diede 40 giorni di tempo al governo tunisino di Hamadi Jebali per chiederne l'estradizione senza ricevere però alcuna risposta. Adesso Agrebi chiede all'attuale governo tunisino riconoscimenti ufficiali per aver rappresentato'' degnamente'' la nuova Tunisia in questa conferenza internazionale. Il governo tunisino in seguito alla notizia circa la sua misteriosa presenza in terra turca ha richiesto alle autorità locali,tramite il proprio ambasciatore ad Ankara Mehrez Ben Rhouma, l'arresto e la successiva estradizione in Tunisia di Agrebi. L'ambasciatore turco di stanza a Tunisi respinge le accuse dichiarando che il proprio governo  non era conoscenza del mandato d'arresto internazionale che pendeva sull'anziana Agrebi.

Saida Agrebi durante la conferenza di Ankara ( Turchia)-2012
 
Saida Agrebi in un incontro ufficiale con Zine Abidine Ben Ali




Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Fantasmi del passato legati al regime di Ben Ali riappaiono prepotentemente scuotendo la Tunisia. Saida Agrebi amica intima dell'ex first lady Leila Ben Ali Trabelsi ha rappresentato lo Stato tunisino in un conferenza internazionale tenutosi ad Ankara ( Turchia ) il mese scorso.

La signora nell'immagine è Saida Agrebi.Ex presidentessa della lega delle madri tunisine durante il ventennio Ben Ali .Viene considerata dal popolo tunisino una della figure più corrotte del regime in quanto amica intima della machiavellica ex first lady Leila Trabelsi moglie di Ben Ali. L'anziana donna è ritornata a far parlare di se dopo aver  rappresentato arrogantemente la Tunisia in un conferenza internazionale in Turchia . Saida Agrebi fu messa agli arresti in seguito alla deposizione di Ben Ali avvenuta il 14 Gennaio 2011. Dopo 6 mesi di prigionia,il 28 luglio 2011 fuggi' dal paese  in circostanze al quanto misteriose .La settimana seguente  il governo provvisorio tunisino di El Beji Caid Sebsi durante una conferenza stampa dichiarò di aver ufficialmente emanato un mandato d'arresto internazionale contro di lei . Fu bloccata il 12 Marzo 2012 all'aeroporto Charles de Gaulle di Parigi di ritorno dal Brasile su una sedia a rotelle. Il governo francese diede 40 giorni di tempo al governo tunisino di Hamadi Jebali per chiederne l'estradizione senza ricevere però alcuna risposta. Adesso Agrebi chiede all'attuale governo tunisino riconoscimenti ufficiali per aver rappresentato'' degnamente'' la nuova Tunisia in questa conferenza internazionale. Il governo tunisino in seguito alla notizia circa la sua misteriosa presenza in terra turca ha richiesto alle autorità locali,tramite il proprio ambasciatore ad Ankara Mehrez Ben Rhouma, l'arresto e la successiva estradizione in Tunisia di Agrebi. L'ambasciatore turco di stanza a Tunisi respinge le accuse dichiarando che il proprio governo  non era conoscenza del mandato d'arresto internazionale che pendeva sull'anziana Agrebi.

Saida Agrebi durante la conferenza di Ankara ( Turchia)-2012
 
Saida Agrebi in un incontro ufficiale con Zine Abidine Ben Ali




Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Fantasmi del passato legati al regime di Ben Ali riappaiono prepotentemente scuotendo la Tunisia. Saida Agrebi amica intima dell'ex first lady Leila Ben Ali Trabelsi ha rappresentato lo Stato tunisino in un conferenza internazionale tenutosi ad Ankara ( Turchia ) il mese scorso.

La signora nell'immagine è Saida Agrebi.Ex presidentessa della lega delle madri tunisine durante il ventennio Ben Ali .Viene considerata dal popolo tunisino una della figure più corrotte del regime in quanto amica intima della machiavellica ex first lady Leila Trabelsi moglie di Ben Ali. L'anziana donna è ritornata a far parlare di se dopo aver  rappresentato arrogantemente la Tunisia in un conferenza internazionale in Turchia . Saida Agrebi fu messa agli arresti in seguito alla deposizione di Ben Ali avvenuta il 14 Gennaio 2011. Dopo 6 mesi di prigionia,il 28 luglio 2011 fuggi' dal paese  in circostanze al quanto misteriose .La settimana seguente  il governo provvisorio tunisino di El Beji Caid Sebsi durante una conferenza stampa dichiarò di aver ufficialmente emanato un mandato d'arresto internazionale contro di lei . Fu bloccata il 12 Marzo 2012 all'aeroporto Charles de Gaulle di Parigi di ritorno dal Brasile su una sedia a rotelle. Il governo francese diede 40 giorni di tempo al governo tunisino di Hamadi Jebali per chiederne l'estradizione senza ricevere però alcuna risposta. Adesso Agrebi chiede all'attuale governo tunisino riconoscimenti ufficiali per aver rappresentato'' degnamente'' la nuova Tunisia in questa conferenza internazionale. Il governo tunisino in seguito alla notizia circa la sua misteriosa presenza in terra turca ha richiesto alle autorità locali,tramite il proprio ambasciatore ad Ankara Mehrez Ben Rhouma, l'arresto e la successiva estradizione in Tunisia di Agrebi. L'ambasciatore turco di stanza a Tunisi respinge le accuse dichiarando che il proprio governo  non era conoscenza del mandato d'arresto internazionale che pendeva sull'anziana Agrebi.

Saida Agrebi durante la conferenza di Ankara ( Turchia)-2012
 
Saida Agrebi in un incontro ufficiale con Zine Abidine Ben Ali