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Archives for febbraio, 2015

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Lìbrati, Libreria delle donne di Padova

Lìbrati, Libreria delle donne di Padova

lib donne 110Di prossima apertura in via Barbarigo, 91, avrà un assortimento speciale: saranno presenti solo i libri scritti da autrici. Librerie delle Donne sono presenti a Bologna, Firenze, Milano, Roma. Lìbrati sarà l'unica libreria delle donne in tutto il Triveneto. Per sostenerla è in corso un crowdfunding.

Daesh distrugge lo storico museo di Mosul

Daesh distrugge lo storico museo di Mosul

Elaph (26/02/2015). Traduzione e sintesi di Carlo Boccaccino. Giovedì scorso a Mosul, città di cui Daesh (ISIS) si è impossessato da nove mesi, lo storico museo di Ninive è stato distrutto dai terroristi. Il presidente del parlamento iracheno, Salim al-Jabouri, ha dichiarato che “queste azioni criminali hanno reso gli iracheni di ogni religione e setta più uniti […]

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Prima marcia del gruppo PEGIDA nel Regno Unito

Prima marcia del gruppo PEGIDA nel Regno Unito

(Agenzie). Si è tenuta oggi a Newcastle, nel Regno Unito, la prima marcia della branca britannica del gruppo PEGIDA, che si oppone “all’islamizzazione dell’Europa”. Secondo la polizia locale, sono stati più di 1.500 dimostranti a riunirsi nel centro della città, mentre i sostenitori del gruppo dichiarano il coinvolgimento di quasi 3.000 persone. Molti hanno criticato la marcia, […]

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Egitto: corte condanna a morte membri Fratelli Musulmani

Egitto: corte condanna a morte membri Fratelli Musulmani

(Agenzie). Una corte egiziana ha condannato a morte 4 membri dei Fratelli Musulmani e altri 14 all’ergastolo per gli scontri avvenuti il 30 giugno 2013 nei pressi del quartier generale del gruppo, nel quale sono morte 11 persone. Mohammed Badie, guida suprema della Fratellanza, è tra quelli condannati all’ergastolo. Inoltre, un’altra corte egiziana ha emesso un […]

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“Khamsa”, il cortometraggio animato che viene dall’Algeria (video)

(Al huffington Post Maghreb). I realizzatori Khaled Chiheb, Kamal Zakour e Chafik M. Rouag stanno ultimando la produzione di un film di animazione che ha lo scopo, a detta loro, di “far vedere che gli algerini ci sanno fare”. I tre hanno infatti dichiarato che il loro obiettivo è quello di “aprire una finestra sulla nostra cultura” […]

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La “bambina afghana” del National Geographic sotto accusa in Pakistan

La “bambina afghana” del National Geographic sotto accusa in Pakistan

(Agenzie). Sharbat Gula, la celebre bambina afghana dagli occhi verdi immortalata dal National Geographic negli anni ’80, è tornata al centro dell’attenzione questa settimana quanto le autorità pakistane l’hanno accusata di possedere documenti falsi ottenuti in maniera illegale. Secondo alcuni funzionari pakistani, la sua era riapparsa in un modulo di richiesta di una carta di identità in […]

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Criticare Erdogan costa caro in Turchia

Criticare Erdogan costa caro in Turchia

Di Andrés Mourenza. El País (27/02/02015). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo. La ex modella e stilita Merve Büyüksaraç è diventata di nuovo famosa. Nel 2006, lo era stata come Miss Turchia. Oggi, la situazione è più seria: ora è popolare perché potrebbe andare in carcere per aver criticato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Il […]

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Yemen: anche EAU e Kuwait trasferiscono le loro ambasciate ad Aden

Yemen: anche EAU e Kuwait trasferiscono le loro ambasciate ad Aden

(Al-Arabiya). Dopo l’Arabia Saudita, anche gli Emirati Arabi Uniti e il Kuwait hanno annunciato il trasferimento delle loro ambasciate in Yemen dalla capitale Sana’a alla città meridionale di Aden, in segno di appoggio alla legittimità del presidente Abd Rabbo Mansur Hadi. A questo proposito, il ministero degli Esteri emiratino, dopo aver dato l’annuncio, ha ribadito il […]

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Saudita condannato a morte per aver distrutto una copia del Corano

Saudita condannato a morte per aver distrutto una copia del Corano

(Al Huffington Post Maghreb). Le autorità saudite hanno condannato a morte un giovane ventenne ritenuto colpevole di aver diffuso un video in cui si mostrava strappando delle pagine di una copia del Corano e poi gettarlo in terra e calciarlo via. L’Arabia Saudita punisce il crimine di apostasia e altri reati considerati gravi con la pena di […]

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Cisgiordania: 10 anni di proteste contro il muro

Cisgiordania: 10 anni di proteste contro il muro

(Agenzie). Come ogni venerdì da 10 anni, palestinesi, israeliani e attivisti hanno affrontato oggi le forze di sicurezza israeliane nel villaggio di Bilin, mentre protestavano contro il muro di separazione in Cisgiordania. Come ogni anno, i partecipanti alla manifestazione hanno marciato verso la barriera, inneggiando slogan e lanciando pietre contro gli agenti israeliani, che hanno risposto […]

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Il Qatar proprietario dell’interno quartiere milanese Porta Nuova

Il Qatar proprietario dell’interno quartiere milanese Porta Nuova

(Agenzie). La Qatar Investment Authority (QIA), fondo sovrano dell’emirato, è diventata proprietaria al 100% del quartiere d’affari milanese di Porta Nuova, ha annunciato la società immobiliare Hines Italia. Il prezzo della transazione non è stato rivelato, ma il valore di mercato del complesso di Porta Nuova, che comprende 25 edifici, supera i due miliardi di euro secondo […]

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Palestina: Montecitorio approva due mozioni contrastanti sul riconoscimento

Palestina: Montecitorio approva due mozioni contrastanti sul riconoscimento

(Agenzie). I deputati italiani hanno approvato due mozioni contrastanti relative al riconoscimento dello Stato di Palestina. La prima, quella proposta dal Partito Democratico, è passata con 300 voti favorevoli e 45 contrari; la seconda mozione, proposta dal Nuovo Centro Destra, è passata con 237 voti favorevoli e 84 contrari. Nonostante il giudizio favorevole, il governo è ora […]

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Cucina libanese: la mudardara, riso con lenticchie e cumino

Cucina libanese: la mudardara, riso con lenticchie e cumino

Con la ricetta di oggi andiamo in Libano per assaggiare un piatto tipico della Quaresima dei cristiani mediorientali: la mudardara, riso con lenticchie e cumino! Ingredienti: 200g di lenticchie 4 bicchieri d’acqua 4 cucchiai di olio di oliva  cipolle ½ cucchiaino di zucchero 200g di riso basmati o integrale spezie: un cucchiaino di cumino, ½ cucchiaino di pepe nero […]

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Siria: opposizione interna e in esilio concorda road map

Siria: opposizione interna e in esilio concorda road map

(Agenzie). I principali gruppi dell’opposizione siriana hanno finalmente concordato la bozza di una tabella di marcia comune che mira alla costituzione di un organo governativo di transizione e alla fine del conflitto in Siria. Si tratta della prima volta in cui rappresentati della Coalizione Nazionale Siriana (in esilio) e l’Ente di Coordinamento Nazionale (in Siria) si […]

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Siria: inviato ONU Staffan de Mistura diretto a Damasco

Siria: inviato ONU Staffan de Mistura diretto a Damasco

(Agenzie). L’inviato speciale delle Nazioni Unite, Staffan de Mistura, è a Beirut e viaggerà domani a Damasco per discutere di un piano per un cessate-il-fuoco nella città di Aleppo, secondo quanto riportato dalla sua portavoce. De Mistura dovrebbe incontrarsi direttamente con Walid al-Muallim, ministro degli Esteri siriano.  

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ONU: Libia ha bisogno di forza navale internazionale

ONU: Libia ha bisogno di forza navale internazionale

(Agenzie). Secondo un rapporto dell’ONU le autorità libiche non sono in grado di fermare il commercio illegale di flusso di armi dentro e fuori dal paese e hanno bisogno di una forza navale internazionale. Si legge nel rapporto: “La Libia non è in grado di far rispettare l’embargo sulle armi imposto nel 2011 per fermare […]

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La crisi delle controrivoluzioni arabe

La crisi delle controrivoluzioni arabe

Di Khalil al-Anani. Al-Arabi al-Jadid (24/02/2015). Traduzione e sintesi di Ismahan Hassen. Ogni rivoluzione ha un suo autunno, ciò vale anche per le controrivoluzioni. Le ultime settimane hanno mostrato segni che indicano come le controrivoluzioni, che si sono sviluppate dopo l’ondata di proteste della cosiddetta “Primavera Araba”, siano attualmente in una situazione di crisi. Gli […]

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Consiglio di Lettura: “Metro” di Magdy El Shafee

Consiglio di Lettura: “Metro” di Magdy El Shafee

Magdy El Shafee è considerato l’iniziatore del graphic novel del mondo arabo. La sua carriera da fumettista è iniziata nel 2001 in occasione del Comic Workshop Egypt organizzata dall’Università Americana del Cairo. Qualche anno dopo, nel 2008, pubblica “Metro”, un graphic novel per adulti che presenta la società egiziana in maniera cruda e realistica, denunciando […]

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Tunisia riceverà elicotteri da USA per lotta contro terrorismo

Tunisia riceverà elicotteri da USA per lotta contro terrorismo

(Agenzie). La Tunisia riceverà 8 elicotteri Black Hawk dagli Stati Uniti nella seconda metà del 2015 nel quadro della lotta contro le organizzazioni terroristiche. “Questi elicotteri verranno utilizzati per il trasporto delle truppe e per il lancio di attacchi e rappresenteranno un salto qualitativo dei nostri mezzi per la lotta contro il terrorismo”, ha dichiarato Belhassen Oueslati, […]

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Palestina: oggi il voto di Montecitorio sul riconoscimento

Palestina: oggi il voto di Montecitorio sul riconoscimento

(Agenzie). La Camera dei Deputati voterà questa mattina mozioni relative al riconoscimento dello Stato di Palestina da parte dell’Italia. Il modello di riferimento è la risoluzione adottata dal Parlamento Europeo, che riconosce per principio una soluzione a due Stati, rimanendo comunque vincolato ai negoziati di pace con Israele. Mozioni favorevoli al riconoscimento unilaterale dello Stato di Palestina […]

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Distruggere la violenza in Siria con altra violenza?

Distruggere la violenza in Siria con altra violenza?

Di Julia Tierney. Your Middle East (26/02/2015). Traduzione e sintesi di Claudia Avolio. In copertina un’immagine di The Syria Campaign: “Un civile è un civile” (foto originale di Abd Doumany) Nei cuori di coloro che, come me, sono contro un intervento militare in Siria, risiede una contraddizione. Diffidiamo dagli attacchi aerei contro Daesh (ISIS), perché […]

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Giordania e Israele firmano accordo per progetto nel Mar Morto

Giordania e Israele firmano accordo per progetto nel Mar Morto

(Agenzie). Giordania e Israele hanno firmato un accordo per la costruzione di quattro condotti che permetteranno di pompare acqua dal Mar Rosso al Mar Morto per combattere la scarsità di risorse idriche. L’accordo segue una lettere di intenti firmata a Washington nel dicembre 2013 da rappresentanti israeliani, giordani e palestinesi dopo più di dieci anni di negoziati. Da […]

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L’equilibrio armonioso tra lettere ed estetica nelle opere di Khaled al-Saai

L’equilibrio armonioso tra lettere ed estetica nelle opere di Khaled al-Saai

(Islamic Arts Magazine). Nato in Siria nel 1970, Khaled al-Saai era già un ottimo calligrafo all’età di 18 anni. Oggi, è un artista di fama internazionale ed è considerato uno dei maggiori maestri di calligrafia araba. A testimoniarlo i numerosi premi ottenuti in diversi festival e competizioni in tutto il mondo, nonché la presenza delle sue […]

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Libia: quasi 5.000 egiziani hanno lasciato il Paese passando dalla Tunisia

Libia: quasi 5.000 egiziani hanno lasciato il Paese passando dalla Tunisia

(Agenzie). Sono quasi 5.000 i cittadini egiziani che sono stati evacuati dalla Libia attraverso la Tunisia durante quest’ultima settimana, secondo quanto riferito dal funzionario diplomatico egiziano Thameur Mamdouh. Il funzionario ha aggiunto che sono circa 700.000 gli egiziani che lavorano in Libia. Da parte sua, un ufficiale di frontiera ha invece riferito che almeno 20.000 cittadini sono stati rimpatriati […]

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Iran-Argentina: giudice lascia cadere accuse sulla presidentessa Kirchner

Iran-Argentina: giudice lascia cadere accuse sulla presidentessa Kirchner

(Agenzie). Un giudice argentino ha lasciato cadere l’accusa contro la presidentessa Cristina Kirchner, sospettata di aver coperto il coinvolgimento di alcuni funzionari iraniani nell’attentato che ha colpito un centro ebraico di Buenos Aires nel 1994. Alcuni procuratori avevano cercato di rilanciare le accuse contro la Kirchner mosse dal loro collega Alberto Nisman, morto in circostanze misteriose lo scorso […]

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Yemen: il presidente Hadi incontra l’inviato ONU Benomar

Yemen: il presidente Hadi incontra l’inviato ONU Benomar

(Agenzie). Il presidente yemenita, Abd Rabbo Mansur Hadi, ha incontrato per la prima volta di persona l’inviato speciale delle Nazioni Unite, Jamal Benomar, nella città di Aden, nello Yemen meridionale, dove il leader si è rifugiato dopo la sua fuga da Sana’a. Facendo riferimento alla richiesta di Hadi ai membri del governo di spostarsi ad Aden […]

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#Aleppo, #Siria – 26 febbraio 2015 – Foto scattate pochi momenti dopo un attacc…

#Aleppo, #Siria - 26 febbraio 2015 -
Foto scattate pochi momenti dopo un attacco aereo condotto questa mattina da velivoli militari siriani, che hanno sganciato bombe barile sul quartiere di Shaar giovedì mattina.

Photo di ANA PRESS

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ANA Associazione Nuovi Media

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Seminario interreligioso: convivialità e trasmissione della tradizione

Sulla base del lavoro svolto lo scorso anno accademico nell’ambito del seminario “Di generazione in generazione”, viagra e tenendo conto dei percorsi di approfondimento in atto in previsione dell’Expo orientati al significato del cibo e al valore della convivialità, si potrebbe ipotizzare un percorso che sviluppi a livello interreligioso il tema: “Convivialità e trasmissione della tradizione”. Nelle religioni infatti il momento della condivisione del cibo è vissuto come spazio per … | Continua a leggere

Seminario interreligioso: convivialità e trasmissione della tradizione

Sulla base del lavoro svolto lo scorso anno accademico nell’ambito del seminario “Di generazione in generazione”, viagra e tenendo conto dei percorsi di approfondimento in atto in previsione dell’Expo orientati al significato del cibo e al valore della convivialità, si potrebbe ipotizzare un percorso che sviluppi a livello interreligioso il tema: “Convivialità e trasmissione della tradizione”. Nelle religioni infatti il momento della condivisione del cibo è vissuto come spazio per … | Continua a leggere

Seminario interreligioso: convivialità e trasmissione della tradizione

Sulla base del lavoro svolto lo scorso anno accademico nell’ambito del seminario “Di generazione in generazione”, viagra e tenendo conto dei percorsi di approfondimento in atto in previsione dell’Expo orientati al significato del cibo e al valore della convivialità, si potrebbe ipotizzare un percorso che sviluppi a livello interreligioso il tema: “Convivialità e trasmissione della tradizione”. Nelle religioni infatti il momento della condivisione del cibo è vissuto come spazio per … | Continua a leggere

Seminario interreligioso: convivialità e trasmissione della tradizione

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Seminario interreligioso: convivialità e trasmissione della tradizione

Sulla base del lavoro svolto lo scorso anno accademico nell’ambito del seminario “Di generazione in generazione”, viagra e tenendo conto dei percorsi di approfondimento in atto in previsione dell’Expo orientati al significato del cibo e al valore della convivialità, si potrebbe ipotizzare un percorso che sviluppi a livello interreligioso il tema: “Convivialità e trasmissione della tradizione”. Nelle religioni infatti il momento della condivisione del cibo è vissuto come spazio per … | Continua a leggere

Seminario interreligioso: convivialità e trasmissione della tradizione

Sulla base del lavoro svolto lo scorso anno accademico nell’ambito del seminario “Di generazione in generazione”, viagra e tenendo conto dei percorsi di approfondimento in atto in previsione dell’Expo orientati al significato del cibo e al valore della convivialità, si potrebbe ipotizzare un percorso che sviluppi a livello interreligioso il tema: “Convivialità e trasmissione della tradizione”. Nelle religioni infatti il momento della condivisione del cibo è vissuto come spazio per … | Continua a leggere

Seminario interreligioso: convivialità e trasmissione della tradizione

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Yemen: ambasciatore saudita sposta la sua missione ad Aden

Yemen: ambasciatore saudita sposta la sua missione ad Aden

(Agenzie). L’ambasciatore saudita in Yemen trasferirà la sua missione ad Aden, città meridionale in cui è fuggito il presidente yemenita Abd Rabbo Mansour Hadi per scappare agli arresti domiciliari cui gli Houthi l’avevano costretto. Dopo la presa di potere dei ribelli Houthi della capitale yemenita Sana’a, anche l’Arabia Saudita aveva evacuato e chiuso la sua […]

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Kerry: USA e Iran hanno interesse reciproco contro Daesh

Kerry: USA e Iran hanno interesse reciproco contro Daesh

(Agenzie). Il segretario di stato degli USA John Kerry ha detto che il suo Paese e l’Iran hanno un interesse comune e reciproco nel combattere Daesh (ISIS). Ciononostante l’Iran non sta facendo molto in questo senso. Kerry, che si è fatto promotore nel frenare le ambizioni nucleari di Teheran, ha tenuto a precisare anche che […]

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L’Italia contro l’ISIS: fondamentale il ruolo della Tunisia e un cambio di approccio concettuale

L’Italia contro l’ISIS: fondamentale il ruolo della Tunisia e un cambio di approccio concettuale

di Claudio Bertolotti
@cbertolotti1
Anche quest’anno l’Italia contribuisce con un proprio rappresentante all’iniziativa di difesa “5+5” presso il CEMRESEuro-Maghreb Center for Research and Strategic Studies con sede a Tunisi; un impegno importante, data la delicatezza dell’argomento in fase di discussione: la sicurezza dei confini degli stati partecipanti all’iniziativa – Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Malta (per l’Europa) e Marocco, Mauritania, Algeria, Libia (assente al tavolo dei lavori) e Tunisia (per il nord Africa).
E tra i confini da difendere rientra anche, ovviamente, il Mediterraneo.
Il primo incontro ufficiale del team di ricercatori chiamati ad avviare il workshop del CEMRES si è tenuto, non a caso, a Tunisi il 18-19 febbraio. E anche la visita ufficiale del ministro degli Affari Esteri Paolo Gentiloni in Tunisia, il successivo 25 febbraio, non è un caso, poiché alla Tunisia è riconosciuto un ruolo chiave nel processo di contenimento e contrasto del fenomeno jihadista in espansione e che minaccia nel concreto anche l’Italia. In altri termini, un baluardo contro l’offensiva dell’ISIS.
Perché la Tunisia è così importante? È importante perché in base a quelle che saranno le strategie messe in atto dal governo tunisino in cooperazione con i partner africani ed europei si delineerà il futuro prossimo, della Tunisia, dell’Africa (del nord, sahariana e sub-sahariana) e dell’Italia. Se anche la Tunisia, politicamente in fase di assestamento, non sarà in grado di reggere al contraccolpo del caos libico il rischio è quello di fare la stessa fine: questa sarebbe un’altra minaccia diretta per l’Italia, anche per ragioni di vicinanza geografica.
 Qual è la situazione in Tunisia in questo momento?
Non rassicurante. L’economia nazionale – in particolare il settore del turismo – è in forte difficoltà con conseguenze dirette sull’occupazione locale e i fragili equilibri sociali; ricorrenti sono gli scioperi, di categoria e su base territoriale – come dimostrano le violente manifestazioni al confine con la Libia dovute ai controlli che impediscono il piccolo commercio, fondamentale fonte di sussistenza.
In aumento, inoltre, le manifestazioni anti-governative, soprattutto nelle aree urbane.
Sul fronte della sicurezza, il dinamismo del jihad insurrezionale legato ai gruppi libici, all’ISIS, ad al-Qa’ida nel Maghreb Islamico (AQMI) e ad Ansar al Sharia, desta forte preoccupazione. L’attacco registrato il giorno della prima riunione del gruppo di lavoro a Tunisi, ultimo in ordine di tempo (18 febbraio), ha provocato la morte di quattro poliziotti. Il livello di attenzione è dunque molto elevato.
Il collasso della Libia ha portato al rafforzamento delle misure di sicurezza a protezione della zona del confine meridionale con Libia e Algeria, e di quello marittimo, con una significativa mobilitazione delle unità supplementari  dell’esercito, della guardia nazionale e delle dogane. Le aree dei governatorati di El Kef, Kasserine e Sidi Bouzid – dichiarate “zone militari” dal Comitato di Sicurezza Nazionale della Presidenza della Repubblica tunisina – sono teatro da oltre un anno di scontri violenti tra forze di sicurezza e gruppi di opposizione armata jihadisti; desta preoccupazione anche il governatorato di Biserta, dove sempre più numerosi sono gli episodi riconducibili all’integralismo islamico. Preoccupano, infine, i riflessi dell’attuale situazione nel Sahel, in particolare il precario contesto del Mali.
Il limite concettuale
Il governo tunisino è dunque impegnato nella lotta al jihadismo, ma vi è un limite non indifferente che ne frena le potenziali capacità: l’approccio concettuale. Le norme di linguaggio del governo tunisino – è sufficiente leggere i comunicati stampa istituzionali – impongono di utilizzare il termine “terrorismo” per indicare il crescente fenomeno insurrezionale proveniente dal medio e vicino Oriente e insistono per collocarlo nella categoria delle problematiche interne a uno stato nazionale (e che come tali devono essere affrontate dai singoli stati nazionali, con esplicito riferimento alla Libia); ma l’approccio concettuale ha conseguenze dirette sul piano operativo.
E fintantoché il metodo utilizzato per contrastare il fenomeno si limiterà ad affrontare il problema come minaccia di natura interna – dunque limitato ai confini delle singole nazioni e non come fenomeno transnazionale – esso non potrà essere risolto. Al contrario, è necessaria la consapevolezza della natura transnazionale di un fenomeno sempre più aggressivo, capace ed efficace. L’ISIS è intenzionato ad affrontare un nemico globale consolidando i successi a livello regionale.
Il rischio di una politica inefficace
Una strategia di contrasto – basata sulla condivisa consapevolezza della minaccia da affrontare – dovrà prima contenere e sconfiggere il jihad insurrezionale a livello regionale. Così facendo ne ridurrà la spinta propulsiva e, conseguentemente, la sua portata a livello globale. L’alternativa è rappresentata da uno scenario fortemente destabilizzato e incerto il cui rischio potenziale può essere così sintetizzato:
  • destabilizzazione della Tunisia come conseguenza del caos libico;
  • allargamento all’Algeria della destabilizzazione regionale;
  • incapacità di contenere una minaccia puntiforme su un’area territoriale allargata;
  • perdita di controllo delle aree periferiche e di confine;
  • collasso del sistema di difesa e controllo dei confini dell’area maghrebina e caos regionale;
  • cooperazione tra criminalità transnazionale, gruppi di opposizione armata e insurrezione jihadista/ISIS;
  • ruolo crescente della criminalità transnazionale nel business dei flussi migratori;
  • aumento del rischio di infiltrazione jihadista – connessa ai flussi migratori – e conseguenti attacchi diretti a obiettivi su territorio nazionale o nel Mediterraneo;
  • insicurezza dell’area mediterranea occidentale: insorgenza del fenomeno della pirateria, del traffico di armi, di droga e di esseri umani;
  • riduzione dei traffici commerciali e delle attività legate alla pesca nel Mediterraneo con dirette e gravi ripercussioni sul piano socio-economico;
Infine, se dopo la Libia dovessero precipitare nel caos anche la Tunisia e l’Algeria, per l’Italia sarebbe estremamente pericoloso poiché verrebbe a mancare il vitale accesso alle risorse energetiche (gas e olio): ciò avrebbe dirette conseguenze sulla nostra quotidianità e sull’interesse nazionale. 

Sebbene la “teoria del domino” si sia rivelata errata durante la guerra fredda, l’analisi delle attuali dinamiche ne dimostrerebbe invece una preoccupante validità. Dunque, molte ragioni per agire in maniera proattiva, nessuna per non farlo.

Claudio Bertolotti, analista strategico, ricercatore senior presso il Centro militare di Studi Strategici e docente di “Analisi d’area”, è stato capo sezione contro-intelligence e sicurezza di Isaf in Afghanistan. È membro dell’Italian Team for Security, Terroristic Issues & Managing Emergencies (Itstime) e ricercatore per l’Italia alla “5+5 Defense iniziative 2015” dell’Euro-Maghreb Centre for Research and Strategic Studies (CEMRES) di Tunisi.
@cbertolotti1

L’Italia contro l’ISIS: fondamentale il ruolo della Tunisia e un cambio di approccio concettuale

L’Italia contro l’ISIS: fondamentale il ruolo della Tunisia e un cambio di approccio concettuale

di Claudio Bertolotti
@cbertolotti1
Anche quest’anno l’Italia contribuisce con un proprio rappresentante all’iniziativa di difesa “5+5” presso il CEMRESEuro-Maghreb Center for Research and Strategic Studies con sede a Tunisi; un impegno importante, data la delicatezza dell’argomento in fase di discussione: la sicurezza dei confini degli stati partecipanti all’iniziativa – Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Malta (per l’Europa) e Marocco, Mauritania, Algeria, Libia (assente al tavolo dei lavori) e Tunisia (per il nord Africa).
E tra i confini da difendere rientra anche, ovviamente, il Mediterraneo.
Il primo incontro ufficiale del team di ricercatori chiamati ad avviare il workshop del CEMRES si è tenuto, non a caso, a Tunisi il 18-19 febbraio. E anche la visita ufficiale del ministro degli Affari Esteri Paolo Gentiloni in Tunisia, il successivo 25 febbraio, non è un caso, poiché alla Tunisia è riconosciuto un ruolo chiave nel processo di contenimento e contrasto del fenomeno jihadista in espansione e che minaccia nel concreto anche l’Italia. In altri termini, un baluardo contro l’offensiva dell’ISIS.
Perché la Tunisia è così importante? È importante perché in base a quelle che saranno le strategie messe in atto dal governo tunisino in cooperazione con i partner africani ed europei si delineerà il futuro prossimo, della Tunisia, dell’Africa (del nord, sahariana e sub-sahariana) e dell’Italia. Se anche la Tunisia, politicamente in fase di assestamento, non sarà in grado di reggere al contraccolpo del caos libico il rischio è quello di fare la stessa fine: questa sarebbe un’altra minaccia diretta per l’Italia, anche per ragioni di vicinanza geografica.
 Qual è la situazione in Tunisia in questo momento?
Non rassicurante. L’economia nazionale – in particolare il settore del turismo – è in forte difficoltà con conseguenze dirette sull’occupazione locale e i fragili equilibri sociali; ricorrenti sono gli scioperi, di categoria e su base territoriale – come dimostrano le violente manifestazioni al confine con la Libia dovute ai controlli che impediscono il piccolo commercio, fondamentale fonte di sussistenza.
In aumento, inoltre, le manifestazioni anti-governative, soprattutto nelle aree urbane.
Sul fronte della sicurezza, il dinamismo del jihad insurrezionale legato ai gruppi libici, all’ISIS, ad al-Qa’ida nel Maghreb Islamico (AQMI) e ad Ansar al Sharia, desta forte preoccupazione. L’attacco registrato il giorno della prima riunione del gruppo di lavoro a Tunisi, ultimo in ordine di tempo (18 febbraio), ha provocato la morte di quattro poliziotti. Il livello di attenzione è dunque molto elevato.
Il collasso della Libia ha portato al rafforzamento delle misure di sicurezza a protezione della zona del confine meridionale con Libia e Algeria, e di quello marittimo, con una significativa mobilitazione delle unità supplementari  dell’esercito, della guardia nazionale e delle dogane. Le aree dei governatorati di El Kef, Kasserine e Sidi Bouzid – dichiarate “zone militari” dal Comitato di Sicurezza Nazionale della Presidenza della Repubblica tunisina – sono teatro da oltre un anno di scontri violenti tra forze di sicurezza e gruppi di opposizione armata jihadisti; desta preoccupazione anche il governatorato di Biserta, dove sempre più numerosi sono gli episodi riconducibili all’integralismo islamico. Preoccupano, infine, i riflessi dell’attuale situazione nel Sahel, in particolare il precario contesto del Mali.
Il limite concettuale
Il governo tunisino è dunque impegnato nella lotta al jihadismo, ma vi è un limite non indifferente che ne frena le potenziali capacità: l’approccio concettuale. Le norme di linguaggio del governo tunisino – è sufficiente leggere i comunicati stampa istituzionali – impongono di utilizzare il termine “terrorismo” per indicare il crescente fenomeno insurrezionale proveniente dal medio e vicino Oriente e insistono per collocarlo nella categoria delle problematiche interne a uno stato nazionale (e che come tali devono essere affrontate dai singoli stati nazionali, con esplicito riferimento alla Libia); ma l’approccio concettuale ha conseguenze dirette sul piano operativo.
E fintantoché il metodo utilizzato per contrastare il fenomeno si limiterà ad affrontare il problema come minaccia di natura interna – dunque limitato ai confini delle singole nazioni e non come fenomeno transnazionale – esso non potrà essere risolto. Al contrario, è necessaria la consapevolezza della natura transnazionale di un fenomeno sempre più aggressivo, capace ed efficace. L’ISIS è intenzionato ad affrontare un nemico globale consolidando i successi a livello regionale.
Il rischio di una politica inefficace
Una strategia di contrasto – basata sulla condivisa consapevolezza della minaccia da affrontare – dovrà prima contenere e sconfiggere il jihad insurrezionale a livello regionale. Così facendo ne ridurrà la spinta propulsiva e, conseguentemente, la sua portata a livello globale. L’alternativa è rappresentata da uno scenario fortemente destabilizzato e incerto il cui rischio potenziale può essere così sintetizzato:
  • destabilizzazione della Tunisia come conseguenza del caos libico;
  • allargamento all’Algeria della destabilizzazione regionale;
  • incapacità di contenere una minaccia puntiforme su un’area territoriale allargata;
  • perdita di controllo delle aree periferiche e di confine;
  • collasso del sistema di difesa e controllo dei confini dell’area maghrebina e caos regionale;
  • cooperazione tra criminalità transnazionale, gruppi di opposizione armata e insurrezione jihadista/ISIS;
  • ruolo crescente della criminalità transnazionale nel business dei flussi migratori;
  • aumento del rischio di infiltrazione jihadista – connessa ai flussi migratori – e conseguenti attacchi diretti a obiettivi su territorio nazionale o nel Mediterraneo;
  • insicurezza dell’area mediterranea occidentale: insorgenza del fenomeno della pirateria, del traffico di armi, di droga e di esseri umani;
  • riduzione dei traffici commerciali e delle attività legate alla pesca nel Mediterraneo con dirette e gravi ripercussioni sul piano socio-economico;
Infine, se dopo la Libia dovessero precipitare nel caos anche la Tunisia e l’Algeria, per l’Italia sarebbe estremamente pericoloso poiché verrebbe a mancare il vitale accesso alle risorse energetiche (gas e olio): ciò avrebbe dirette conseguenze sulla nostra quotidianità e sull’interesse nazionale. 

Sebbene la “teoria del domino” si sia rivelata errata durante la guerra fredda, l’analisi delle attuali dinamiche ne dimostrerebbe invece una preoccupante validità. Dunque, molte ragioni per agire in maniera proattiva, nessuna per non farlo.

Claudio Bertolotti, analista strategico, ricercatore senior presso il Centro militare di Studi Strategici e docente di “Analisi d’area”, è stato capo sezione contro-intelligence e sicurezza di Isaf in Afghanistan. È membro dell’Italian Team for Security, Terroristic Issues & Managing Emergencies (Itstime) e ricercatore per l’Italia alla “5+5 Defense iniziative 2015” dell’Euro-Maghreb Centre for Research and Strategic Studies (CEMRES) di Tunisi.
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L’Italia contro l’ISIS: fondamentale il ruolo della Tunisia e un cambio di approccio concettuale

L’Italia contro l’ISIS: fondamentale il ruolo della Tunisia e un cambio di approccio concettuale

di Claudio Bertolotti
@cbertolotti1
Anche quest’anno l’Italia contribuisce con un proprio rappresentante all’iniziativa di difesa “5+5” presso il CEMRESEuro-Maghreb Center for Research and Strategic Studies con sede a Tunisi; un impegno importante, data la delicatezza dell’argomento in fase di discussione: la sicurezza dei confini degli stati partecipanti all’iniziativa – Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Malta (per l’Europa) e Marocco, Mauritania, Algeria, Libia (assente al tavolo dei lavori) e Tunisia (per il nord Africa).
E tra i confini da difendere rientra anche, ovviamente, il Mediterraneo.
Il primo incontro ufficiale del team di ricercatori chiamati ad avviare il workshop del CEMRES si è tenuto, non a caso, a Tunisi il 18-19 febbraio. E anche la visita ufficiale del ministro degli Affari Esteri Paolo Gentiloni in Tunisia, il successivo 25 febbraio, non è un caso, poiché alla Tunisia è riconosciuto un ruolo chiave nel processo di contenimento e contrasto del fenomeno jihadista in espansione e che minaccia nel concreto anche l’Italia. In altri termini, un baluardo contro l’offensiva dell’ISIS.
Perché la Tunisia è così importante? È importante perché in base a quelle che saranno le strategie messe in atto dal governo tunisino in cooperazione con i partner africani ed europei si delineerà il futuro prossimo, della Tunisia, dell’Africa (del nord, sahariana e sub-sahariana) e dell’Italia. Se anche la Tunisia, politicamente in fase di assestamento, non sarà in grado di reggere al contraccolpo del caos libico il rischio è quello di fare la stessa fine: questa sarebbe un’altra minaccia diretta per l’Italia, anche per ragioni di vicinanza geografica.
 Qual è la situazione in Tunisia in questo momento?
Non rassicurante. L’economia nazionale – in particolare il settore del turismo – è in forte difficoltà con conseguenze dirette sull’occupazione locale e i fragili equilibri sociali; ricorrenti sono gli scioperi, di categoria e su base territoriale – come dimostrano le violente manifestazioni al confine con la Libia dovute ai controlli che impediscono il piccolo commercio, fondamentale fonte di sussistenza.
In aumento, inoltre, le manifestazioni anti-governative, soprattutto nelle aree urbane.
Sul fronte della sicurezza, il dinamismo del jihad insurrezionale legato ai gruppi libici, all’ISIS, ad al-Qa’ida nel Maghreb Islamico (AQMI) e ad Ansar al Sharia, desta forte preoccupazione. L’attacco registrato il giorno della prima riunione del gruppo di lavoro a Tunisi, ultimo in ordine di tempo (18 febbraio), ha provocato la morte di quattro poliziotti. Il livello di attenzione è dunque molto elevato.
Il collasso della Libia ha portato al rafforzamento delle misure di sicurezza a protezione della zona del confine meridionale con Libia e Algeria, e di quello marittimo, con una significativa mobilitazione delle unità supplementari  dell’esercito, della guardia nazionale e delle dogane. Le aree dei governatorati di El Kef, Kasserine e Sidi Bouzid – dichiarate “zone militari” dal Comitato di Sicurezza Nazionale della Presidenza della Repubblica tunisina – sono teatro da oltre un anno di scontri violenti tra forze di sicurezza e gruppi di opposizione armata jihadisti; desta preoccupazione anche il governatorato di Biserta, dove sempre più numerosi sono gli episodi riconducibili all’integralismo islamico. Preoccupano, infine, i riflessi dell’attuale situazione nel Sahel, in particolare il precario contesto del Mali.
Il limite concettuale
Il governo tunisino è dunque impegnato nella lotta al jihadismo, ma vi è un limite non indifferente che ne frena le potenziali capacità: l’approccio concettuale. Le norme di linguaggio del governo tunisino – è sufficiente leggere i comunicati stampa istituzionali – impongono di utilizzare il termine “terrorismo” per indicare il crescente fenomeno insurrezionale proveniente dal medio e vicino Oriente e insistono per collocarlo nella categoria delle problematiche interne a uno stato nazionale (e che come tali devono essere affrontate dai singoli stati nazionali, con esplicito riferimento alla Libia); ma l’approccio concettuale ha conseguenze dirette sul piano operativo.
E fintantoché il metodo utilizzato per contrastare il fenomeno si limiterà ad affrontare il problema come minaccia di natura interna – dunque limitato ai confini delle singole nazioni e non come fenomeno transnazionale – esso non potrà essere risolto. Al contrario, è necessaria la consapevolezza della natura transnazionale di un fenomeno sempre più aggressivo, capace ed efficace. L’ISIS è intenzionato ad affrontare un nemico globale consolidando i successi a livello regionale.
Il rischio di una politica inefficace
Una strategia di contrasto – basata sulla condivisa consapevolezza della minaccia da affrontare – dovrà prima contenere e sconfiggere il jihad insurrezionale a livello regionale. Così facendo ne ridurrà la spinta propulsiva e, conseguentemente, la sua portata a livello globale. L’alternativa è rappresentata da uno scenario fortemente destabilizzato e incerto il cui rischio potenziale può essere così sintetizzato:
  • destabilizzazione della Tunisia come conseguenza del caos libico;
  • allargamento all’Algeria della destabilizzazione regionale;
  • incapacità di contenere una minaccia puntiforme su un’area territoriale allargata;
  • perdita di controllo delle aree periferiche e di confine;
  • collasso del sistema di difesa e controllo dei confini dell’area maghrebina e caos regionale;
  • cooperazione tra criminalità transnazionale, gruppi di opposizione armata e insurrezione jihadista/ISIS;
  • ruolo crescente della criminalità transnazionale nel business dei flussi migratori;
  • aumento del rischio di infiltrazione jihadista – connessa ai flussi migratori – e conseguenti attacchi diretti a obiettivi su territorio nazionale o nel Mediterraneo;
  • insicurezza dell’area mediterranea occidentale: insorgenza del fenomeno della pirateria, del traffico di armi, di droga e di esseri umani;
  • riduzione dei traffici commerciali e delle attività legate alla pesca nel Mediterraneo con dirette e gravi ripercussioni sul piano socio-economico;
Infine, se dopo la Libia dovessero precipitare nel caos anche la Tunisia e l’Algeria, per l’Italia sarebbe estremamente pericoloso poiché verrebbe a mancare il vitale accesso alle risorse energetiche (gas e olio): ciò avrebbe dirette conseguenze sulla nostra quotidianità e sull’interesse nazionale. 

Sebbene la “teoria del domino” si sia rivelata errata durante la guerra fredda, l’analisi delle attuali dinamiche ne dimostrerebbe invece una preoccupante validità. Dunque, molte ragioni per agire in maniera proattiva, nessuna per non farlo.

Claudio Bertolotti, analista strategico, ricercatore senior presso il Centro militare di Studi Strategici e docente di “Analisi d’area”, è stato capo sezione contro-intelligence e sicurezza di Isaf in Afghanistan. È membro dell’Italian Team for Security, Terroristic Issues & Managing Emergencies (Itstime) e ricercatore per l’Italia alla “5+5 Defense iniziative 2015” dell’Euro-Maghreb Centre for Research and Strategic Studies (CEMRES) di Tunisi.
@cbertolotti1

L’Italia contro l’ISIS: fondamentale il ruolo della Tunisia e un cambio di approccio concettuale

L’Italia contro l’ISIS: fondamentale il ruolo della Tunisia e un cambio di approccio concettuale

di Claudio Bertolotti
@cbertolotti1
Anche quest’anno l’Italia contribuisce con un proprio rappresentante all’iniziativa di difesa “5+5” presso il CEMRESEuro-Maghreb Center for Research and Strategic Studies con sede a Tunisi; un impegno importante, data la delicatezza dell’argomento in fase di discussione: la sicurezza dei confini degli stati partecipanti all’iniziativa – Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Malta (per l’Europa) e Marocco, Mauritania, Algeria, Libia (assente al tavolo dei lavori) e Tunisia (per il nord Africa).
E tra i confini da difendere rientra anche, ovviamente, il Mediterraneo.
Il primo incontro ufficiale del team di ricercatori chiamati ad avviare il workshop del CEMRES si è tenuto, non a caso, a Tunisi il 18-19 febbraio. E anche la visita ufficiale del ministro degli Affari Esteri Paolo Gentiloni in Tunisia, il successivo 25 febbraio, non è un caso, poiché alla Tunisia è riconosciuto un ruolo chiave nel processo di contenimento e contrasto del fenomeno jihadista in espansione e che minaccia nel concreto anche l’Italia. In altri termini, un baluardo contro l’offensiva dell’ISIS.
Perché la Tunisia è così importante? È importante perché in base a quelle che saranno le strategie messe in atto dal governo tunisino in cooperazione con i partner africani ed europei si delineerà il futuro prossimo, della Tunisia, dell’Africa (del nord, sahariana e sub-sahariana) e dell’Italia. Se anche la Tunisia, politicamente in fase di assestamento, non sarà in grado di reggere al contraccolpo del caos libico il rischio è quello di fare la stessa fine: questa sarebbe un’altra minaccia diretta per l’Italia, anche per ragioni di vicinanza geografica.
 Qual è la situazione in Tunisia in questo momento?
Non rassicurante. L’economia nazionale – in particolare il settore del turismo – è in forte difficoltà con conseguenze dirette sull’occupazione locale e i fragili equilibri sociali; ricorrenti sono gli scioperi, di categoria e su base territoriale – come dimostrano le violente manifestazioni al confine con la Libia dovute ai controlli che impediscono il piccolo commercio, fondamentale fonte di sussistenza.
In aumento, inoltre, le manifestazioni anti-governative, soprattutto nelle aree urbane.
Sul fronte della sicurezza, il dinamismo del jihad insurrezionale legato ai gruppi libici, all’ISIS, ad al-Qa’ida nel Maghreb Islamico (AQMI) e ad Ansar al Sharia, desta forte preoccupazione. L’attacco registrato il giorno della prima riunione del gruppo di lavoro a Tunisi, ultimo in ordine di tempo (18 febbraio), ha provocato la morte di quattro poliziotti. Il livello di attenzione è dunque molto elevato.
Il collasso della Libia ha portato al rafforzamento delle misure di sicurezza a protezione della zona del confine meridionale con Libia e Algeria, e di quello marittimo, con una significativa mobilitazione delle unità supplementari  dell’esercito, della guardia nazionale e delle dogane. Le aree dei governatorati di El Kef, Kasserine e Sidi Bouzid – dichiarate “zone militari” dal Comitato di Sicurezza Nazionale della Presidenza della Repubblica tunisina – sono teatro da oltre un anno di scontri violenti tra forze di sicurezza e gruppi di opposizione armata jihadisti; desta preoccupazione anche il governatorato di Biserta, dove sempre più numerosi sono gli episodi riconducibili all’integralismo islamico. Preoccupano, infine, i riflessi dell’attuale situazione nel Sahel, in particolare il precario contesto del Mali.
Il limite concettuale
Il governo tunisino è dunque impegnato nella lotta al jihadismo, ma vi è un limite non indifferente che ne frena le potenziali capacità: l’approccio concettuale. Le norme di linguaggio del governo tunisino – è sufficiente leggere i comunicati stampa istituzionali – impongono di utilizzare il termine “terrorismo” per indicare il crescente fenomeno insurrezionale proveniente dal medio e vicino Oriente e insistono per collocarlo nella categoria delle problematiche interne a uno stato nazionale (e che come tali devono essere affrontate dai singoli stati nazionali, con esplicito riferimento alla Libia); ma l’approccio concettuale ha conseguenze dirette sul piano operativo.
E fintantoché il metodo utilizzato per contrastare il fenomeno si limiterà ad affrontare il problema come minaccia di natura interna – dunque limitato ai confini delle singole nazioni e non come fenomeno transnazionale – esso non potrà essere risolto. Al contrario, è necessaria la consapevolezza della natura transnazionale di un fenomeno sempre più aggressivo, capace ed efficace. L’ISIS è intenzionato ad affrontare un nemico globale consolidando i successi a livello regionale.
Il rischio di una politica inefficace
Una strategia di contrasto – basata sulla condivisa consapevolezza della minaccia da affrontare – dovrà prima contenere e sconfiggere il jihad insurrezionale a livello regionale. Così facendo ne ridurrà la spinta propulsiva e, conseguentemente, la sua portata a livello globale. L’alternativa è rappresentata da uno scenario fortemente destabilizzato e incerto il cui rischio potenziale può essere così sintetizzato:
  • destabilizzazione della Tunisia come conseguenza del caos libico;
  • allargamento all’Algeria della destabilizzazione regionale;
  • incapacità di contenere una minaccia puntiforme su un’area territoriale allargata;
  • perdita di controllo delle aree periferiche e di confine;
  • collasso del sistema di difesa e controllo dei confini dell’area maghrebina e caos regionale;
  • cooperazione tra criminalità transnazionale, gruppi di opposizione armata e insurrezione jihadista/ISIS;
  • ruolo crescente della criminalità transnazionale nel business dei flussi migratori;
  • aumento del rischio di infiltrazione jihadista – connessa ai flussi migratori – e conseguenti attacchi diretti a obiettivi su territorio nazionale o nel Mediterraneo;
  • insicurezza dell’area mediterranea occidentale: insorgenza del fenomeno della pirateria, del traffico di armi, di droga e di esseri umani;
  • riduzione dei traffici commerciali e delle attività legate alla pesca nel Mediterraneo con dirette e gravi ripercussioni sul piano socio-economico;
Infine, se dopo la Libia dovessero precipitare nel caos anche la Tunisia e l’Algeria, per l’Italia sarebbe estremamente pericoloso poiché verrebbe a mancare il vitale accesso alle risorse energetiche (gas e olio): ciò avrebbe dirette conseguenze sulla nostra quotidianità e sull’interesse nazionale. 

Sebbene la “teoria del domino” si sia rivelata errata durante la guerra fredda, l’analisi delle attuali dinamiche ne dimostrerebbe invece una preoccupante validità. Dunque, molte ragioni per agire in maniera proattiva, nessuna per non farlo.

Claudio Bertolotti, analista strategico, ricercatore senior presso il Centro militare di Studi Strategici e docente di “Analisi d’area”, è stato capo sezione contro-intelligence e sicurezza di Isaf in Afghanistan. È membro dell’Italian Team for Security, Terroristic Issues & Managing Emergencies (Itstime) e ricercatore per l’Italia alla “5+5 Defense iniziative 2015” dell’Euro-Maghreb Centre for Research and Strategic Studies (CEMRES) di Tunisi.
@cbertolotti1

L’Italia contro l’ISIS: fondamentale il ruolo della Tunisia e un cambio di approccio concettuale

L’Italia contro l’ISIS: fondamentale il ruolo della Tunisia e un cambio di approccio concettuale

di Claudio Bertolotti
@cbertolotti1
Anche quest’anno l’Italia contribuisce con un proprio rappresentante all’iniziativa di difesa “5+5” presso il CEMRESEuro-Maghreb Center for Research and Strategic Studies con sede a Tunisi; un impegno importante, data la delicatezza dell’argomento in fase di discussione: la sicurezza dei confini degli stati partecipanti all’iniziativa – Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Malta (per l’Europa) e Marocco, Mauritania, Algeria, Libia (assente al tavolo dei lavori) e Tunisia (per il nord Africa).
E tra i confini da difendere rientra anche, ovviamente, il Mediterraneo.
Il primo incontro ufficiale del team di ricercatori chiamati ad avviare il workshop del CEMRES si è tenuto, non a caso, a Tunisi il 18-19 febbraio. E anche la visita ufficiale del ministro degli Affari Esteri Paolo Gentiloni in Tunisia, il successivo 25 febbraio, non è un caso, poiché alla Tunisia è riconosciuto un ruolo chiave nel processo di contenimento e contrasto del fenomeno jihadista in espansione e che minaccia nel concreto anche l’Italia. In altri termini, un baluardo contro l’offensiva dell’ISIS.
Perché la Tunisia è così importante? È importante perché in base a quelle che saranno le strategie messe in atto dal governo tunisino in cooperazione con i partner africani ed europei si delineerà il futuro prossimo, della Tunisia, dell’Africa (del nord, sahariana e sub-sahariana) e dell’Italia. Se anche la Tunisia, politicamente in fase di assestamento, non sarà in grado di reggere al contraccolpo del caos libico il rischio è quello di fare la stessa fine: questa sarebbe un’altra minaccia diretta per l’Italia, anche per ragioni di vicinanza geografica.
 Qual è la situazione in Tunisia in questo momento?
Non rassicurante. L’economia nazionale – in particolare il settore del turismo – è in forte difficoltà con conseguenze dirette sull’occupazione locale e i fragili equilibri sociali; ricorrenti sono gli scioperi, di categoria e su base territoriale – come dimostrano le violente manifestazioni al confine con la Libia dovute ai controlli che impediscono il piccolo commercio, fondamentale fonte di sussistenza.
In aumento, inoltre, le manifestazioni anti-governative, soprattutto nelle aree urbane.
Sul fronte della sicurezza, il dinamismo del jihad insurrezionale legato ai gruppi libici, all’ISIS, ad al-Qa’ida nel Maghreb Islamico (AQMI) e ad Ansar al Sharia, desta forte preoccupazione. L’attacco registrato il giorno della prima riunione del gruppo di lavoro a Tunisi, ultimo in ordine di tempo (18 febbraio), ha provocato la morte di quattro poliziotti. Il livello di attenzione è dunque molto elevato.
Il collasso della Libia ha portato al rafforzamento delle misure di sicurezza a protezione della zona del confine meridionale con Libia e Algeria, e di quello marittimo, con una significativa mobilitazione delle unità supplementari  dell’esercito, della guardia nazionale e delle dogane. Le aree dei governatorati di El Kef, Kasserine e Sidi Bouzid – dichiarate “zone militari” dal Comitato di Sicurezza Nazionale della Presidenza della Repubblica tunisina – sono teatro da oltre un anno di scontri violenti tra forze di sicurezza e gruppi di opposizione armata jihadisti; desta preoccupazione anche il governatorato di Biserta, dove sempre più numerosi sono gli episodi riconducibili all’integralismo islamico. Preoccupano, infine, i riflessi dell’attuale situazione nel Sahel, in particolare il precario contesto del Mali.
Il limite concettuale
Il governo tunisino è dunque impegnato nella lotta al jihadismo, ma vi è un limite non indifferente che ne frena le potenziali capacità: l’approccio concettuale. Le norme di linguaggio del governo tunisino – è sufficiente leggere i comunicati stampa istituzionali – impongono di utilizzare il termine “terrorismo” per indicare il crescente fenomeno insurrezionale proveniente dal medio e vicino Oriente e insistono per collocarlo nella categoria delle problematiche interne a uno stato nazionale (e che come tali devono essere affrontate dai singoli stati nazionali, con esplicito riferimento alla Libia); ma l’approccio concettuale ha conseguenze dirette sul piano operativo.
E fintantoché il metodo utilizzato per contrastare il fenomeno si limiterà ad affrontare il problema come minaccia di natura interna – dunque limitato ai confini delle singole nazioni e non come fenomeno transnazionale – esso non potrà essere risolto. Al contrario, è necessaria la consapevolezza della natura transnazionale di un fenomeno sempre più aggressivo, capace ed efficace. L’ISIS è intenzionato ad affrontare un nemico globale consolidando i successi a livello regionale.
Il rischio di una politica inefficace
Una strategia di contrasto – basata sulla condivisa consapevolezza della minaccia da affrontare – dovrà prima contenere e sconfiggere il jihad insurrezionale a livello regionale. Così facendo ne ridurrà la spinta propulsiva e, conseguentemente, la sua portata a livello globale. L’alternativa è rappresentata da uno scenario fortemente destabilizzato e incerto il cui rischio potenziale può essere così sintetizzato:
  • destabilizzazione della Tunisia come conseguenza del caos libico;
  • allargamento all’Algeria della destabilizzazione regionale;
  • incapacità di contenere una minaccia puntiforme su un’area territoriale allargata;
  • perdita di controllo delle aree periferiche e di confine;
  • collasso del sistema di difesa e controllo dei confini dell’area maghrebina e caos regionale;
  • cooperazione tra criminalità transnazionale, gruppi di opposizione armata e insurrezione jihadista/ISIS;
  • ruolo crescente della criminalità transnazionale nel business dei flussi migratori;
  • aumento del rischio di infiltrazione jihadista – connessa ai flussi migratori – e conseguenti attacchi diretti a obiettivi su territorio nazionale o nel Mediterraneo;
  • insicurezza dell’area mediterranea occidentale: insorgenza del fenomeno della pirateria, del traffico di armi, di droga e di esseri umani;
  • riduzione dei traffici commerciali e delle attività legate alla pesca nel Mediterraneo con dirette e gravi ripercussioni sul piano socio-economico;
Infine, se dopo la Libia dovessero precipitare nel caos anche la Tunisia e l’Algeria, per l’Italia sarebbe estremamente pericoloso poiché verrebbe a mancare il vitale accesso alle risorse energetiche (gas e olio): ciò avrebbe dirette conseguenze sulla nostra quotidianità e sull’interesse nazionale. 

Sebbene la “teoria del domino” si sia rivelata errata durante la guerra fredda, l’analisi delle attuali dinamiche ne dimostrerebbe invece una preoccupante validità. Dunque, molte ragioni per agire in maniera proattiva, nessuna per non farlo.

Claudio Bertolotti, analista strategico, ricercatore senior presso il Centro militare di Studi Strategici e docente di “Analisi d’area”, è stato capo sezione contro-intelligence e sicurezza di Isaf in Afghanistan. È membro dell’Italian Team for Security, Terroristic Issues & Managing Emergencies (Itstime) e ricercatore per l’Italia alla “5+5 Defense iniziative 2015” dell’Euro-Maghreb Centre for Research and Strategic Studies (CEMRES) di Tunisi.
@cbertolotti1

L’Italia contro l’ISIS: fondamentale il ruolo della Tunisia e un cambio di approccio concettuale

L’Italia contro l’ISIS: fondamentale il ruolo della Tunisia e un cambio di approccio concettuale

di Claudio Bertolotti
@cbertolotti1
 
Anche quest’anno l’Italia contribuisce con un proprio rappresentante all’iniziativa di difesa “5+5” presso il CEMRESEuro-Maghreb Center for Research and Strategic Studies con sede a Tunisi; un impegno importante, data la delicatezza dell’argomento in fase di discussione: la sicurezza dei confini degli stati partecipanti all’iniziativa – Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Malta (per l’Europa) e Marocco, Mauritania, Algeria, Libia (assente al tavolo dei lavori) e Tunisia (per il nord Africa).
E tra i confini da difendere rientra anche, ovviamente, il Mediterraneo.
Il primo incontro ufficiale del team di ricercatori chiamati ad avviare il workshop del CEMRES si è tenuto, non a caso, a Tunisi il 18-19 febbraio. E anche la visita ufficiale del ministro degli Affari Esteri Paolo Gentiloni in Tunisia, il successivo 25 febbraio, non è un caso, poiché alla Tunisia è riconosciuto un ruolo chiave nel processo di contenimento e contrasto del fenomeno jihadista in espansione e che minaccia nel concreto anche l’Italia. In altri termini, un baluardo contro l’offensiva dell’ISIS.
Perché la Tunisia è così importante? È importante perché in base a quelle che saranno le strategie messe in atto dal governo tunisino in cooperazione con i partner africani ed europei si delineerà il futuro prossimo, della Tunisia, dell’Africa (del nord, sahariana e sub-sahariana) e dell’Italia. Se anche la Tunisia, politicamente in fase di assestamento, non sarà in grado di reggere al contraccolpo del caos libico il rischio è quello di fare la stessa fine: questa sarebbe un’altra minaccia diretta per l’Italia, anche per ragioni di vicinanza geografica.
 
Qual è la situazione in Tunisia in questo momento?
Non rassicurante. L’economia nazionale – in particolare il settore del turismo – è in forte difficoltà con conseguenze dirette sull’occupazione locale e i fragili equilibri sociali; ricorrenti sono gli scioperi, di categoria e su base territoriale – come dimostrano le violente manifestazioni al confine con la Libia dovute ai controlli che impediscono il piccolo commercio, fondamentale fonte di sussistenza.
In aumento, inoltre, le manifestazioni anti-governative, soprattutto nelle aree urbane.
Sul fronte della sicurezza, il dinamismo del jihad insurrezionale legato ai gruppi libici, all’ISIS, ad al-Qa’ida nel Maghreb Islamico (AQMI) e ad Ansar al Sharia, desta forte preoccupazione. L’attacco registrato il giorno della prima riunione del gruppo di lavoro a Tunisi, ultimo in ordine di tempo (18 febbraio), ha provocato la morte di quattro poliziotti. Il livello di attenzione è dunque molto elevato.
Il collasso della Libia ha portato al rafforzamento delle misure di sicurezza a protezione della zona del confine meridionale con Libia e Algeria, e di quello marittimo, con una significativa mobilitazione delle unità supplementari  dell’esercito, della guardia nazionale e delle dogane. Le aree dei governatorati di El Kef, Kasserine e Sidi Bouzid – dichiarate “zone militari” dal Comitato di Sicurezza Nazionale della Presidenza della Repubblica tunisina – sono teatro da oltre un anno di scontri violenti tra forze di sicurezza e gruppi di opposizione armata jihadisti; desta preoccupazione anche il governatorato di Biserta, dove sempre più numerosi sono gli episodi riconducibili all’integralismo islamico. Preoccupano, infine, i riflessi dell’attuale situazione nel Sahel, in particolare il precario contesto del Mali.
 
Il limite concettuale
Il governo tunisino è dunque impegnato nella lotta al jihadismo, ma vi è un limite non indifferente che ne frena le potenziali capacità: l’approccio concettuale. Le norme di linguaggio del governo tunisino – è sufficiente leggere i comunicati stampa istituzionali – impongono di utilizzare il termine “terrorismo” per indicare il crescente fenomeno insurrezionale proveniente dal medio e vicino Oriente e insistono per collocarlo nella categoria delle problematiche interne a uno stato nazionale (e che come tali devono essere affrontate dai singoli stati nazionali, con esplicito riferimento alla Libia); ma l’approccio concettuale ha conseguenze dirette sul piano operativo.
E fintantoché il metodo utilizzato per contrastare il fenomeno si limiterà ad affrontare il problema come minaccia di natura interna – dunque limitato ai confini delle singole nazioni e non come fenomeno transnazionale – esso non potrà essere risolto. Al contrario, è necessaria la consapevolezza della natura transnazionale di un fenomeno sempre più aggressivo, capace ed efficace. L’ISIS è intenzionato ad affrontare un nemico globale consolidando i successi a livello regionale.
 
Il rischio di una politica inefficace
Una strategia di contrasto – basata sulla condivisa consapevolezza della minaccia da affrontare – dovrà prima contenere e sconfiggere il jihad insurrezionale a livello regionale. Così facendo ne ridurrà la spinta propulsiva e, conseguentemente, la sua portata a livello globale. L’alternativa è rappresentata da uno scenario fortemente destabilizzato e incerto il cui rischio potenziale può essere così sintetizzato:
  • destabilizzazione della Tunisia come conseguenza del caos libico;
  • allargamento all’Algeria della destabilizzazione regionale;
  • incapacità di contenere una minaccia puntiforme su un’area territoriale allargata;
  • perdita di controllo delle aree periferiche e di confine;
  • collasso del sistema di difesa e controllo dei confini dell’area maghrebina e caos regionale;
  • cooperazione tra criminalità transnazionale, gruppi di opposizione armata e insurrezione jihadista/ISIS;
  • ruolo crescente della criminalità transnazionale nel business dei flussi migratori;
  • aumento del rischio di infiltrazione jihadista – connessa ai flussi migratori – e conseguenti attacchi diretti a obiettivi su territorio nazionale o nel Mediterraneo;
  • insicurezza dell’area mediterranea occidentale: insorgenza del fenomeno della pirateria, del traffico di armi, di droga e di esseri umani;
  • riduzione dei traffici commerciali e delle attività legate alla pesca nel Mediterraneo con dirette e gravi ripercussioni sul piano socio-economico;
Infine, se dopo la Libia dovessero precipitare nel caos anche la Tunisia e l’Algeria, per l’Italia sarebbe estremamente pericoloso poiché verrebbe a mancare il vitale accesso alle risorse energetiche (gas e olio): ciò avrebbe dirette conseguenze sulla nostra quotidianità e sull’interesse nazionale.
Dunque, molte ragioni per agire in maniera proattiva, nessuna per non farlo.
 

Claudio Bertolotti, analista strategico, ricercatore senior presso il Centro militare di Studi Strategici e docente di “Analisi d’area”, è stato capo sezione contro-intelligence e sicurezza di Isaf in Afghanistan. È membro dell’Italian Team for Security, Terroristic Issues & Managing Emergencies (Itstime) e ricercatore per l’Italia alla “5+5 Defense iniziative 2015” dell’Euro-Maghreb Centre for Research and Strategic Studies (CEMRES) di Tunisi.
@cbertolotti1
Le leggi crudeli, parte prima: Bambini israeliani strappati alle famiglie

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mcc43 Sappiamo poco delle dinamiche sociali dello stato di Israele e del rapporto che intrattiene con la cittadinanza. Forse non ce ne curiamo. Attribuiamo a quella realtà così diversa le stesse modalità del nostro paese, tanto è radicata la convinzione che “Israele è  l’unica democrazia del Medio Oriente”. Capita, tuttavia, che si aprano squarci che […]
Bansky e i graffiti di Gaza (video)

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(Al-Arabiya). Il graffitista Bansky ha pubblicato sul suo sito un video di due minuti girato a Gaza. “Scopri una nuova destinazione quest’anno”: così recita il video all’inizio, come se fosse uno spot a scopo turistico. Ma il video, lontano dal mostrare una destinazione turistica appetibile, offre invece agli spettatori un senso di ciò che gli […]

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Daesh non è un gruppo terroristico

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Di Audrey Kurth Cronin. Foreign Affairs (25/02/2015). Traduzione e sintesi Carlotta Caldonazzo. Dall’11 settembre 2001, gli Stati Uniti hanno costruito progressivamente un apparato strategico e securitario estremamente elaborato, che coinvolgeva al contempo la politica interna e internazionale. L’obiettivo era adattare i propri sistemi di intelligence alla struttura e alle tattiche di quanto veniva annoverato nella galassia […]

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Turchia: Erdogan critica protesta uomini in gonna

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(Al-Arabiya). Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha criticato la protesta inscenata da alcuni uomini a Istanbul qualche giorno fa, quando sono scesi in strada indossando delle gonne per rivendicare i diritti delle donne e protestare contro l’atroce assassinio di una giovane studentessa. In un discorso pronunciato in occasione dell’inaugurazione dei dormitori della ONG Servizio per […]

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Egitto: esplosione 4 bombe nella capitale

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(Agenzie). Una persona è rimasta uccisa mentre altre ferite in 4 diverse esplosioni che hanno colpito il Cairo. Tre degli ordigni sono stati fatti esplodere di fronte a dei negozi di telefonia, due della Vodafone e uno della Etisalat, mentre una quarta bomba ha colpito una pizzeria, provocando una vittima. Benché non sia ancora chiaro il movente […]

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Libia: parlamento propone Haftar come capo dell’esercito

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(Agenzie). Il presidente del parlamento libico di Tobruk, Aguila Saleh, ha proposto il generale Khalifa Haftar come nuovo capo dell’esercito. Saleh ha proposto di nominare Haftar e il parlamento lo appoggia”, ha riferito Faraj Hashem, portavoce del parlamento. Tuttavia, Hashem ha anche riferito che il decreto per la nomina di Haftar dev’essere ancora firmato da Saleh. […]

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Siria: almeno 220 i cristiani rapiti da Daesh negli ultimi 3 giorni

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(Agenzie). Sono almeno 220 i cristiani rapiti da 10 diversi villaggi assiri nella Siria nord-orientale da parte di militanti Daesh (ISIS) negli ultimi tre giorni, secondo quanto riportato dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani. L’ondata di rapimenti ha spinto centinaia di famiglie assire a lasciare le loro case e trovare rifugio nei principali centri della zona, […]

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Corte israeliana avalla uso Charlie Hebdo per campagna elettorale di estrema destra

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(Agenzie). La Corte Suprema israeliana ha approvato l’utilizzo da parte del partito di estrema destra Yisrael Beitenu, formazione del ministro degli Esteri Avigdor Lieberman, di uno dei numeri della rivista francese Charlie Hebdo nel quadro della sua campagna elettorale per le prossime parlamentari del 17 marzo. Lieberman aveva già usato il giornale per scopi elettorali, quando lo scorso 5 febbraio […]

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La Turchia e l’operazione “culturale” in Siria

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Di Hazem Saghieh. Al-Hayat (24/02/2015). Traduzione e sintesi di Marianna Barberio. Pochi giorni fa abbiamo assistito alla penetrazione della Turchia nel nord della Siria per la questione relativa al trasferimento del mausoleo di Suleyman Shah, nonno del capostipite dell’Impero Ottomano, Osman I, in un’altra località siriana, al fine di garantirgli maggiore protezione. Questo è quanto è […]

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Bahrein: processo ad Ali Salman aggiornato a marzo

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(Agenzie). Il processo al principale leader dell’opposizione sciita del Bahrein, Ali Salman, è stato aggiornato a marzo, dopo la rapida seconda udienza di oggi. Salman resterà in custodia sino ad allora. Salman, leader del maggiore partito sciita bahreinita Al-Wefaq, è stato arrestato lo scorso 28 dicembre dopo che il governo lo ha accusato di complotto contro […]

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Libia: riunioni urgenti missione ONU

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(Agenzie). La missione delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) ha indetto una serie di incontri di urgenza con i rappresentanti delle fazioni rivali del Paese mirate a ripristinare il dialogo politico dopo il ritiro del parlamento di Tobruk dai negoziati. “La UNSMIL terrà una serie di consultazioni urgenti con le parti per assicurare l’organizzazione un nuovo turno […]

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Dragă mamă (“cara mamma”)

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draga 110Molte badanti e collaboratrici domestiche provenienti dall'Est Europa sono "mamme a distanza", costrette a lasciare a casa i propri figli, gli ‘orfani sociali’. Alcune di loro, per solitudine o senso di colpa, si ammalano di una particolare forma di depressione, la ‘Sindrome Italiana’. Reportage tra Roma e Chișinău

Egitto: corte indaga costituzionalità legge elettorale

Egitto: corte indaga costituzionalità legge elettorale

(Agenzie). Dopo aver ascoltato i pareri di diversi avvocati, la Corte Suprema Costituzionale egiziana ha annunciato che la prossima settimana valuterà la costituzionalità della legge elettorale emanata per regolare le prossime elezioni parlamentari. Il giudice Anwar Rashad al-Assi ha dichiarato che la Corte emetterà una sentenza la prossima domenica. Se confermate, le elezioni si terranno il prossimo 21 marzo. Le parlamentari […]

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L’intolleranza invade la Francia

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Di Randa Taghi Deen. Al-Hayat (25/02/2015). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo. Quanto successo a Parigi nei primi giorni di gennaio alla sede della rivista Charlie Hebdo e al supermercato kosher, sono due operazioni terroristiche perpetrate da persone che non sanno niente di islam e che non parlano nemmeno una parola di arabo. Sono solo criminali, né […]

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Yemen: segretario Consiglio Cooperazione Golfo incontra Hadi ad Aden

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(Agenzie). Il segretario generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG), Abdullatif al-Zayani, è arrivato oggi ad Aden, nel sud dello Yemen, per incontrarsi con il presidente Abd Rabbo Mansur Hadi, in quello che è il primo incontro ufficiale con un funzionario straniero dopo la sua fuga da Sanaa’a. Sebbene non sia stato rivelato il motivo […]

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Marocco-Crans Montana: lancio del Club dell’Africa Atlantica

Marocco-Crans Montana: lancio del Club dell’Africa Atlantica

Di Samir El Walid (Le Point Afrique). Traduzione di Giusy Regina Il Club dell’Africa Atlantica sarà lanciato il prossimo 12 marzo a Dakhla in Marocco, durante il 30esimo forum di Crans Montana all’interno della sessione su Africa e cooperazione sud-sud. Il Forum di Crans Montana è un’organizzazione governativa fondata nel 1986, volta a incoraggiare la […]

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Saudi Film Festival: vince una regista donna

Saudi Film Festival: vince una regista donna

(Agenzie). Una regista saudita, Hana al-Omair, ha vinto il premio come migliore sceneggiatura al Film Festival dell’Arabia Saudita. Il Festival, durato cinque giorni, è solo il secondo degli ultimi sette anni. Alla cerimonia di premiazione, Hana al-Omair ha preso il suo premio, una palma d’oro, per il film “Complain”, che parla di una impiegata ospedaliera […]

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Giornalismo e non-informazione sul Vicino Oriente: l’evento sarà trasmesso in di…

Giornalismo e non-informazione sul Vicino Oriente: l’evento sarà trasmesso in di…

Giornalismo e non-informazione sul Vicino Oriente: l'evento sarà trasmesso in diretta online sui social network e sui blog amici del Comitato Khaled Bakrawi, tra cui ovviamente il nostro Huna Souria

Il link dell'evento: https://www.facebook.com/events/785259204891337


Giornalismo e Non-Informazione nel Vicino Oriente

Per chi non può essere presente o volesse assistere all'evento in un secondo momento sarà disponibile la diretta ed il video integrale della conferenza.Sarà possibile assistere all'evento dal profilo o dalla pagina del Comitato Khaled Bakrawi su Facebook, su Twitter (... Continua a leggere

Il re di Giordania arriva a Ryadh in visita ufficiale

(Agenzie). Il re di Giordania Abdullah II è arrivato nella capitale dell’Arabia Saudita, a Riyadh, in visita ufficiale. Re Abdullah è stato accolto dal re Salman bin Abdulaziz, dal principe ereditario Muqrin bin Abdulaziz e da altri alti funzionari sauditi al King Khalid International Airport, ha riferito Al Arabiya News Channel. I due sovrani dovranno […]

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Alaa Abdel Fattah e l’Egitto: la giustizia è più furba

Alaa Abdel Fattah e l’Egitto: la giustizia è più furba

Di H. A. Hellyer. Al-Arabiya (24/02/2015). Traduzione e sintesi di Viviana Schiavo. Lunedì scorso, una corte egiziana ha condannato Alaa Abdel Fattah e un’altra dozzina di attivisti a cinque anni di prigione con l’accusa di aver partecipato a una “protesta illegale”. Se suona familiare è perché lo è. È familiare perché attivisti pro-rivoluzionari hanno affrontato […]

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Soldati del 1943: guerra, campo di concentramento e dopo 70 anni una medaglia

Soldati del 1943: guerra, campo di concentramento e dopo 70 anni una medaglia

mcc43 La Germania li chiamò “Internati Militari”. Erano i soldati italiani che dopo l’8 settembre ebbero improvvisamente come nemico l’alleato del giorno prima. Presi prigionieri vennero avviati ai campi di concentramento del Reich. Riconoscere lo status di prigionieri avrebbe significato applicare le norme previste dalla Convenzione di Ginevra e questo la Germania non volle farlo. Li trattò […]
In the Mind – in the Life – of a Jihadist? (by Estella Carpi, February 2015)

In the Mind – in the Life – of a Jihadist? (by Estella Carpi, February 2015)

In the mind – or in the life – of a jihadist? February 25, 2015 7:45 am http://trendsinstitution.org/?p=1026 Estella Carpi The recent tragic events in Paris refreshed the importance of the historical roots of “fundamentalism”, which is misleadingly considered as only Islamic, or, even worse, inherently Islamic. The term “fundamentalism” itself, along with its notions, […]

Egitto: autorità ripristinano campionato di calcio, ma senza tifosi

(Agenzie). Le autorità egiziane hanno annunciato che il campionato di calcio potrà essere ripristinato, ma che non verrà permesso ai tifosi di accedere agli stadi. Non è stata comunicata una data precisa. Il campionato era stato sospeso lo scorso 8 febbraio in seguito alle violenze scoppiate prima di una partita di calcio tra tifosi di squadre […]

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Look bohémien per la nuova collezione di Reem Acra

Look bohémien per la nuova collezione di Reem Acra

(The Daily Star Lebanon). Nota in tutto il mondo per i suoi splendidi abiti da sposa, la stilista libanese Reem Acra ha da presentato alla settimana della moda di New York la sua nuova collezione autunno/inverno di abiti prêt-à-porter. La donna della nuova collezione di Acra non è solo affascinante, ma anche ribelle e indipendente. Ispirata agli […]

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Marocco: verso un passaggio dal francese all’inglese?

Marocco: verso un passaggio dal francese all’inglese?

Di Ismail Azzam. Hespress (25/02/2015). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo. Nelle ultime due settimane, un accesso dibattito è scoppiato in Marocco sul tema dell’insegnamento delle lingue in seno al Consiglio superiore della formazione, dell’istruzione e della ricerca scientifica, dopo che il primo ministro marocchino Abdelilah Benkirane ha dichiarato il suo desiderio di sostituire l’insegnamento del francese con quello […]

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Cisgiordania: estremisti israeliani bruciano moschea

Cisgiordania: estremisti israeliani bruciano moschea

(Agenzie). Alcuni estremisti israeliani avrebbero dato fuoco a una moschea nel villaggio palestinese di Jabaa, vicino Betlemme. Jibreen al-Bakri, governatore della regione, ha riferito che l’incendio ha danneggiato i muri e il pavimento interni della moschea. La TV israeliana ha mostrato le immagini dei graffiti in ebraico lasciati dagli assalitori che recitano “vogliamo la redenzione di Zion” e “vendetta”, con […]

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A lezione di…..

Ricordate la mia laurea? Ve ne avevo parlato qui. Beh, mi sono iscritta anche ad un master che si tiene a Padova, “Studi sull’Islam d’Europa”, organizzato dal Fidr, dal Centro Interuniversitario Università di Padova, del Piemonte Orientale, la Cattolica di Milano, la Statale di Milano e l’Insubria di Como e Varese. Ho 16 compagni di classe, di cui 7 marocchini, un bosniaco, una ragazza rumena, un siriano e 6 “vecchi” … | Continua a leggere

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Arriva in libreria “Nel blu tra il cielo e il mare”, il nuovo romanzo di Susan Abulhawa

Arriva in libreria “Nel blu tra il cielo e il mare”, il nuovo romanzo di Susan Abulhawa

La scrittrice Susan Abulhawa (di origine palestinese, vive in Pennsylvania negli USA, ed è di espressione anglofona), dopo il successo internazionale del suo primo libro Ogni mattina a Jenin, torna in libreria con un nuovo romanzo: Nel blu tra il cielo e il mare (“The blu between sky and water”). Che esce oggi in italiano per … Continue reading Arriva in libreria “Nel blu tra il cielo e il mare”, il nuovo romanzo di Susan Abulhawa
Arriva in libreria “Nel blu tra il cielo e il mare”, il nuovo romanzo di Susan Abulhawa

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La scrittrice Susan Abulhawa (di origine palestinese, vive in Pennsylvania negli USA, ed è di espressione anglofona), dopo il successo internazionale del suo primo libro Ogni mattina a Jenin, torna in libreria con un nuovo romanzo: Nel blu tra il cielo e il mare (“The blu between sky and water”). Che esce oggi in italiano per … Continue reading Arriva in libreria “Nel blu tra il cielo e il mare”, il nuovo romanzo di Susan Abulhawa
4.5 Gb di video e foto per screditare IS: la nuova strategia mediatica di Jabhat…

4.5 Gb di video e foto per screditare IS: la nuova strategia mediatica di Jabhat…

4.5 Gb di video e foto per screditare IS: la nuova strategia mediatica di Jabhat Al Nusra

L'articolo tratto da Syria Direct dà conto di un sito prodotto dalla branca siriana di Al Qaeda per denunciare la brutalità del sedicente "Stato Islamico". Questo avviene mentre in più parti del paese, a partire dalla provincia di Idleb, Jabhat Al Nusra ha politiche sempre più invasive e brutali, sempre più simili ad IS. Sul sito ("Lo Stato Islamico: un califfato di tirannia e corruzione" http://kfasad.ga2h.com/) non mancano anche dichiarazioni del leader di Al Qaeda, Al Zawahiri.


HEARTS, MINDS AND BLACK FLAGS: Jabhat Al-Nusra’s data dump takes aim at the Islamic State
syriadirect.org
Open Syria News Analysis Hearts, Minds and Black Flags: Jabhat Al-Nusra’s data dump takes aim at the Islamic State February 24, 2015 By Joseph Adams and Jeremy Hodge    Photo courtesy of Pieter Van Ostaeyen. The Jabhat Al-Nusra (JAN) Media Committee in the Eastern Region opens Continua a leggere

Svolta nei negoziati sul nucleare iraniano

Di Laura Rozen. Al-Monitor (23/02/2015). Traduzione e sintesi di Cristina Gulfi. L’incontro di basso profilo svoltosi in un hotel sul lungolago di Ginevra tra americani ed iraniani ha dato l’impressione di un punto di svolta dopo più di un anno di negoziati volti a raggiungere un accordo sul nucleare, che ha già richiesto due proroghe. […]

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Yemen: ONU estende sanzioni su Saleh e due leader Houthi

Yemen: ONU estende sanzioni su Saleh e due leader Houthi

(Agenzie).  Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha approvato una risoluzione per estendere le sanzioni contro l’ex presidente yemenita, Ali Abdullah Saleh, e due figure di spicco del movimento Houthi, il leader Abdel Malek al-Houthi e il suo vice Abdullah Yahya al-Hakim, La risoluzione rinnova le sanzioni, imposte un anno fa, per altri dodici mesi, esattamente fino […]

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Egitto: El Sisi emana nuova legge sul terrorismo

Egitto: El Sisi emana nuova legge sul terrorismo

(Agenzie). Il presidente egiziano Abdel Fattah El Sisi ha emanato una nuova legge, per decreto presidenziale, che amplia la definizione di “terrorismo”, arrivando a includere qualsiasi azione che minacci l’ordine pubblico “con qualsiasi mezzo”. Inoltre, con la nuova legge, i procuratori possono definire un individuo come terrorista con una semplice approvazione da parte di una commissione […]

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Riflessioni in libertà, prospettive laiche sull’islamicità di ISIS e sul (poco)…

Riflessioni in libertà, prospettive laiche sull'islamicità di ISIS e sul (poco) sostegno popolare di cui gode in alcune aree

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Fouad Roueiha

L' ISIS è islam? Secondo me no, ma... [ATTENZIONE, lungo sproloquio che non ho neanche riletto]recentemente ho letto da tante parti, inclusa la mia bacheca (ad esempio in un commento di Shadi Mediterrano), il dibattito riguardo alle schifezze tipo ISIS siano o meno "islam", o meglio UN islam, e se i barbari abbiano o meno una certa fetta di sostegno popolare e perchè.Io, semplificando, continuo ad affermare che ISIS non è islam e lo faccio da non credente: a me di fatto non interessa l'aderenza o meno di quanto IS dice e fà con i testi sacri: io considero "islam" l'insieme delle pratiche comuni tra i musulmani e queste sono incredibilmente lontane dalla barbarie di IS. Tuttavia, questa mia opinione non è nè utile nè convincente per chi invece crede e sopratutto per chi, da fedele musulmano, si chiede quanto di islamico ci sia nel "califfato". Per loro forse è più utile questa lettera, scritta da 120 tra ulema, giurisperiti islamici e mufti, in cui si nega l'islamicità di ISIS argomentando in 24 paragrafetti: http://www.lettertobaghdadi.com/ [versione completa: http://www.lettertobaghdadi.com/pdf/Booklet-English.pdf ]Questo ci dice che anche da un punto di vista teologico ISIS non è conforme all'islam, MAcome non notare che quella lettera contraddice sè stessa, in maniera particolarmente evidente nel punto 9 (It is forbidden in Islam to declare people non-Muslim unless he/she openly declares disbelief.) dato che la lettera stessa nega l'islamicità di un pensiero, quello di ISIS. Il punto 11, quello sugli yazidi, confligge totalmente con il fatto che la loro religione è più antica di quelle "del libro" e che fior di musulmani li considerano adoratori del diavolo. Peraltro sottoponendo alla prova di questa lettera le regole e norme vigenti in regimi come la monarchia saudita (vogliamo parlare dei diritti delle donne e dei bambini sauditi o iraniani?) arriveremmo alla conclusione che persino il custode delle due sante moschee non è islamicamente corretto. Di fatto, molte delle cose più barbare di ISIS (decapitazioni, fustigazioni, lapidazioni....) sono molto simili a quelle che si possono vedere in altri paesi che basano la loro legge principalmente sulla sharia: cambiano le modalità d'applicazione, sopratutto a causa dei contesti differenti... ma credo che se IS riuscisse a consolidarsi come stato e godesse di una certa stabilità sarebbe molto simile ai paesi cui facevo riferimento prima. Interessante in proposito il dibattito sulla bacheca di quello che è probabilmente il massimo esperto di ISIS, Hassan I. Hassan : https://www.facebook.com/hassansquared/posts/10155189852670537Riguardo al sostegno popolare ad ISIS, lì ho un po' di risposte in più: se da un punto di vista strettamente ideologico il consenso sulle politiche e la brutale gestione del territorio da parte di ISIS è assolutamente minoritario tra la gente comune, sopratutto sul versante siriano, non si può dire altrettanto riguardo al fatto incontestabile che ISIS ha portato ordine nel caos: chi si piega alle loro pur assurde leggi vive relativamente sicuro, è sottoposto alle angherie di meno "signorotti" della guerra e lo pseudostato sembra funzionare meglio, anche grazie alle maggiori disponibilità economiche ed alla linea gerarchica ben più chiara, rispetto ai tentativi di autogestione dei rivoluzionari, che invece si sono scontrati con mancanza di finanziamenti, personalismi e corruzione. Non bisogna poi sottovalutare la disperazione ed il senso di abbandono e tradimento che i siriani ed in generale gli arabi hanno verso le "democrazie", che si sono dimostrate molto brave a sventolare i vessilli dei diritti umani al momento di intervenire in difesa dei propri interessi in qualunque parte del mondo, salvo poi dimostrarsi vacue maschere di giustizia al momento di correre in aiuto ad un popolo sottoposto ad un sistematico sterminio in maniera disinteressata, anzi: chiunque abbia pubblicamente sostenuto la rivoluzione siriana (dalla Turchia ai paesi del Golfo, passando per Parigi e Washington) è classificabile secondo due categorie: o lo ha fatto solo a parole come le cancellerie occidentali o lo ha fatto a servizio della propria agenda geopolitica regionale o internazionale come han fatto le potenze regionali, il cui interesse non è mai stato porre fine al conflitto. A questo si aggiunge il trattamento ricevuto dai profughi in una Europa tutt'altro che accogliente e la propaganda islamofoba dei media occidentali che hanno fatto crescere il risentimento. ISIS quindi si presenta come la forza in grado di garantire rivalsa, che umilia chi ci umilia, che fà tremare glil occidentali, che li mette in ginocchio con una tuta arancione come quelle che facevano indossare agli iraqeni a Guantanamo o Abu Ghraib, ISIS brucia il pilota che con i suoi bombardamenti brucia i bambini che dormono nei loro letti.... Tutto questo non è sufficente per conquistare i cuori dei siriani o degli iraqeni in generale, per far passare in secondo piano l'oppressione e la brutalità del regime del "califfato", ma basta per intercettare le simpatie di alcuni settori della popolazione e per lacerare gli animi di altri.ISIS, a differenza di Al Qaeda, non si nasconde in fondo ad una grotta, non fugge di fronte ai "crociati", li sfida, vince e costruisce uno pseudostato. Per questo affascina fanatici e terroristi di tutto il mondo islamico e per questo nascono metastasi come quella Libica, composta da fuoriusciti dei gruppi terroristici preesistenti. Il califfo ha lanciato un OPA su Al Qaeda, come fece Tronchetti Provera con Telecom, ed è riuscito ad ingurgitarne buona parte ed ad ereditarne il fascino ed i finanziatori.In conclusione: al mio sguardo laico ISIS non è islam, tuttavia anchel' islam in molte sue declinazioni politiche presenta gravissime incompatibilità con uno stato democratico, con i diritti dell'individuo (donna o uomo che sia) e con la "modernità". Ci sono tuttavia molte possibilità interpretative compatibili con un sistema costituzionale che può far sì che l'islam politico sia uno dei giocatori della dinamica democratica, quello conservatore e reazionario magari, ma comunque legittimato ad esser parte del panorama politico fin tanto che rappresenta una fetta della popolazione e che si attiene alle regole del gioco. Per riportare, cone le dovute proporzioni e diferenze, la questione nel contesto italiano, gente come Giovanardi o Fratelli D'Italia e simili destrorsi hanno il diritto di partecipare al gioco politico, è compito delle forze progressiste e libertarie sconfiggerle nella società e quindi alle urne, come è avvenuto ad esempio per il divorzio, l'aborto, i consultori famigliari, la fine del delitto d'onore... Quindi nel lottare per la libertà della Siria, l'islam politico democratico (moderato non è una parola che mi appartiene) è un mio partner ed alleato, sono coloro con cui dovremo scrivere le regole del gioco come fecero Togliatti e De Gasperi, per poi scontrarci pesantemente con gli strumenti della democrazia e perchè questo avvenga serve una costituzione robusta ed un sistema di garanzie che non consenta ai vincitori delle elezioni di occupare le istituzioni e svuotarle di significato, sottraendo di nuovo la sovranità al popolo che ne è l'unico legittimo detentore.Riguardo al sostegno popolare di cui oggi gode ISIS, sono convinto che se il popolo siriano ed iraqeno vedessero alternative, anche tra i più ferventi sostenitori del califfo non avrebbero alcuna esitazione a tornare nell'alveo della civiltà.In proposito, concludo questa mia prolissa riflessione segnalandovi un altro link di Hassan I. Hassanhttp://www.thenational.ae/opinion/comment/isil-is-a-complex-group--its-time-we-realised-that Continua a leggere
Libia: Italia torna a promuovere la diplomazia

Libia: Italia torna a promuovere la diplomazia

(Agenzie). Durante una conferenza stampa in occasione della sua visita a Parigi, il primo ministro italiano Matteo Renzi ha fatto appello alla comunità internazionale per lanciare un nuovo tentativo diplomatico per risolvere la crisi in Libia, sottolineando che l’ipotesi di un’operazione di peacekeeping sotto l’egida ONU non è ancora matura. Da parte sua, il presidente francese […]

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Francia: musulmani boicottano evento ebraico dopo dichiarazioni “inammissibili”

Francia: musulmani boicottano evento ebraico dopo dichiarazioni “inammissibili”

(Ya Biladi). Il Consiglio Francese del Culto Musulmano (CFCM) ha annunciato che non parteciperà a una cena organizzata dal Consiglio Rappresentativo delle Istituzioni ebraiche di Francia (CRIF) a causa di una dichiarazione sui musulmani rilasciata sul canale Europe 1 da Roger Cukierman, presidente del CRIF. Cukierman ha detto che “tutte le violenze di oggi sono commesse da […]

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Kerry: l’Iran ha contribuito al collasso dello Yemen

(Agenzie). Il segretario di stato americano, John Kerry, ha detto che l’Iran ha avuto un ruolo nel collasso del governo dello Yemen. Secondo Kerry infatti l’Iran avrebbe sostenuto i ribelli sciiti Houthi che avrebbero così potuto procedere al controllo di Sana’a e alla caduta del governo. Parlando con i legislatori USA, Kerry si è detto […]

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Libia: parlamento passa legge per nominare Haftar capo dell’esercito

Libia: parlamento passa legge per nominare Haftar capo dell’esercito

(Agenzie). Il parlamento libico di Tobruk, riconosciuto a livello internazionale, ha adottato una nuova legge sulla leadership dell’esercito libico che permetterà al presidente dell’assemblea, Aguila Salah Issa, di nominare un nuovo capo dell’esercito, ha riferito il portavoce Issa al-Aribi. Da parte sua, un altro parlamentare ha riferito che la legge è stata adottata per “legittimare” il ruolo del […]

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La Emirates Airlines ripristina voli verso Baghdad

La Emirates Airlines ripristina voli verso Baghdad

(Agenzie). La compagnia aerea Emirates Airlines, una delle maggiori in Medio Oriente, ha annunciato la sua intenzione di ripristinare i voli verso Baghdad dal prossimo 1° marzo. La Emirates e altre compagnie del Golfo avevano sospeso i loro voli verso l’aeroporto della capitale irachena in seguito a una sparatoria che aveva visto coinvolto un aereo della FlyDubai. […]

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Yemen, Houthi: “Hadi è un fuggitivo, il suo potere non è legittimo”

Yemen, Houthi: “Hadi è un fuggitivo, il suo potere non è legittimo”

(Agenzie). Il movimento dei ribelli Houthi ha dichiarato che il presidente Hadi ha perso la sua legittimità come capo di Stato e ha messo in guardia dal confrontarsi con lui, spiegando che agli occhi della legge è considerato un fuggitivo. “Il Comitato Rivoluzionario Supremo sta seguendo le mosse di […] Hadi, che ha perso il diritto di […]

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Uno Yemen con due governi e due capitali

Uno Yemen con due governi e due capitali

Di Abdulrahman al-Rashed. Asharq al-Awsat (24/02/2015). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo. Nell’agosto 1990, la fuga dell’allora emiro del Kuwait Jabir III e la morte di suo fratello Fahad sono considerati i due fattori cruciali che hanno disintegrato il sogno dell’invasore Saddam Hussein, che aspirava a eliminare la legittimità dello Stato del Golfo. Dopo aver invaso il Kuwait, l’allora […]

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Minacce di morte a giornalista marocchina e al marito

Minacce di morte a giornalista marocchina e al marito

zineb 110Perseguitati con minacce di morte via twitter Zineb El Rhazoui, che collabora con Charlie Hebdo e il marito, lo scrittore Jaouad Benaissi. Lo denunciano i due sindacati nazionali dei giornalisti, Snj (francese) e Snpm (marocchino): è la medesima barbarie perpetrata contro Charlie Hebdo e contro la libertà di stampa, il libero pensiero e la critica.

Yemen: rapiti donna francese e scorta a Sana’a

Yemen: rapiti donna francese e scorta a Sana’a

(Agenzie). Uomini armati hanno rapito una donna francese e la sua scorta yemenita nel centro della capitale dello Yemen, Sana’a, mentre si stava dirigendo al lavoro. La notizia, dapprima incerta, è stata confermata da varie agenzie tra cui Reuters e dal ministro degli Esteri francese Laurent Fabius. “La donna lavora presso un’organizzazione internazionale”, ha dichiarato […]

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Egitto: “Una soluzione politica in Libia non sconfiggerà il terrorismo”

(Agenzie). Le autorità egiziane hanno detto che un accordo politico in Libia non basterà per scongiurare il pericolo del jihadismo in Libia. Il ministro degli Esteri, Sameh Shoukry, ha comunque confermato la partecipazione dell’Egitto ai negoziati ONU, rifiutando però con forza il rapporto di Amnesty International secondo cui sette civili sono rimasti uccisi nei raid egiziani in Libia […]

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FIFA: Coppa del Mondo del 2022 in Qatar forse a novembre-dicembre

FIFA: Coppa del Mondo del 2022 in Qatar forse a novembre-dicembre

(Agenzie). La FIFA ha stabilito che la Coppa del Mondo che si terrà in Qatar nel 2022 dovrà svolgersi nei mesi di novembre e dicembre. Il segretario generale della FIFA, Jerome Valcke, ha dichiarato che abbreviare la Coppa a quei due mesi è l’unica soluzione per evitare le temperature estive roventi. La decisione finale sia […]

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Siria: Daish rapisce 90 cristiani

(Al-Bawaba). I militanti Daish avrebbero rapito circa 90 cristiani al nord della Siria, secondo quanto dichiarato dall’Osservatorio siriano per in diritti umani. L’organizzazione, basata in Gran Bretagna, ha affermato che i rapimenti sono avvenuti martedì, dopo la conquista da parte dei militanti jihadisti di due villaggi nella provincia di Hassakeh. Una settimana fa le milizie affiliate a Daish […]

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Le prime pagine dei giornali arabi

Le prime pagine dei giornali arabi

Al-Quds al-Arabi – quotidiano panarabo Il Golfo accoglie con favore la partenza del presidente yemenita da Sana’a Il Consiglio di Cooperazione del Golfo ha accolto con favore la partenza del presidente Hadi dalla sua residenza a Sana’a, dopo settimane di prigionia sotto le forze Houthi. Il CCG ha inoltre chiesto all’ONU di prendersi le proprie responsabilità per […]

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Yemen: il presidente Hadi ritira le sue dimissioni

Yemen: il presidente Hadi ritira le sue dimissioni

(Agenzie). Il presidente yemenita Abd Rabbo Mansur Hadi ha ritirato le sue dimissioni, secondo quanto riferito da un suo assistente. Hadi avrebbe inviato una lettera al parlamento yemenita a Sana’a, il quale di fatto non aveva ancora accettato formalmente le dimissioni. Nella lettera, inoltre, il presidente invita il parlamento a cooperare con lui per “salvare il […]

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Egitto: assolti ex primo ministro e ministro Difesa era Mubarak

Egitto: assolti ex primo ministro e ministro Difesa era Mubarak

(Agenzie). Una corte egiziana ha assolto due importanti figure politiche dell’era Mubarak accusati di corruzione, secondo fonti giudiziarie. L’ex primo ministro Ahmed Nazif e l’ex ministro della Difesa Habib el-Adly erano entrambi stati accusati di profitto illegale e sperpero di denaro pubblico. I due erano stati condannati a cinque anni di detenzione nel 2011. Dopo l’appello, […]

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Siria: Daish rapisce almeno 90 cristiani nel nord-est del Paese

Siria: Daish rapisce almeno 90 cristiani nel nord-est del Paese

(Agenzie). Sarebbero almeno 90 i cristiani rapiti dai militanti Daish (ISIS) nella Siria nord-orientale, secondo quanto riferito dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani. Se confermato, il rapimento arriverebbe a pochi giorni dall’uccisione dei 21 cristiani copti egiziani rapiti e poi giustiziati da Daish in Libia.  

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Prospettive 2015: è disponibile la pubblicazione analitica e predittiva del CeMiSS

Prospettive 2015: è disponibile la pubblicazione analitica e predittiva del CeMiSS

http://www.difesa.it/SMD_/CASD/IM/CeMiSS/Documents/OsservatorioStrategico/2015/Osservatorio_Strategico_Prospettive_2015.pdf
Nel solco di un appuntamento annuale che ormai può dirsi aver assunto carattere di regolarità, si è provveduto anche quest’anno alla elaborazione del volume “Prospettive 2015” del CeMiSS.

Quest’anno, in un continuo sforzo evolutivo, abbiamo particolarmente messo a fuoco il carattere predittivo delle Prospettive, concentrando le indicazioni più im portanti negli executive summary e combinando l’analisi specialistica delle sezioni tematiche, con la visione generale della parte dedicata all’ analisi globale.

Il lettore è quindi libero di combinare gli input generali con quelli specialistici e viceversa, fruendo di un’adeguata diversità d’approcci e contributi. Sappiamo che l’analisi predittiva degli eventi è particolarmente rischiosa e che errare è un rischio presente, ma riteniamo che seguire questa strada, nella convinzione che non si può subappaltare del tutto all’esterno la propria analisi e percezione strategica, non possa che essere fruttuoso per migliorare un dibattito talvolta generico e vago, contribuendo con un concreto apporto allo studio delle dinamiche globali e regionali.

L’indicazione operativa che scaturisce dall’insieme dell’opera si può tentare di riassumere nei seguenti punti:
- il quadro globale è contrassegnato da fattori d’instabilità finanziaria, energetica, cyber e climatica che condizioneranno i vari scacchieri in modo più o meno incisivo;
- i teatri in cui operano le nostre differenti missioni internazionali (tra cui Afghanistan, Libano, Balcani, Mare Arabico, Oceano Indiano ecc..) rischiano di essere condizionati o da crescenti instabilità o da attori regionali in cerca di spazi strategici da consolidare o ampliare;
- Il ruolo guida degli Stati Uniti è ancora visibilmente contestato, ma si esplica in configurazioni differenti rispetto al passato e con modalità più sfumate di prima, frenate anche dai nuovi equilibri interni postelettorali;
- Cina e India si preparano a ridefinire i propri ruoli internazionali con effetti già avvertibili a livello regionale e nel Mediterraneo;
- L'Italia e i suoi partner saranno impegnati a gestire un vasto arco di crisi e di insicurezza che vanno dall'Ucraina alla Mauritania in cui le dinamiche del jihadismo e delle entità politiche de factosono conseguenza anche del collasso di almeno quattro stati nell’area, possibilmente seguito da serie turbolenze negli stati produttori petroliferi ed influenzato dalle ripercussioni di diverse crisi in Africa;
- La Russia punterà a consolidare la situazione in Ucraina , nonostante una serie di difficoltà economiche indeboliscano il proprio monopolio energetico regionale.

Osservatorio strategico Prospettive 2015
Questo volume è stato curato dal Centro Militare di Studi Strategici

Direttore
Gen. D. Nicola Gelao
Vice Direttore Responsabile
C.V. Vincenzo Paratore
Dipartimento Relazioni Internazionali
Palazzo Salviati
Piazza della Rovere, 83 00165 Roma
Te l . 0646913204 Fax 066870779
e-mail: [email protected]

Autori
Claudia Astarita, Claudio Bertolotti, Claudio Catalano, Lorena Di Placido, Stefano Felician Beccari, Lucio Martino, Marco Massoni, Nunziante Mastrolia, Nicola Pedde, Alessandro Politi, Paolo Quercia.

Coordinamento Scientifico “Parte I. Prospettiva Generale 2015”
Stefano Felician Beccari, Alessandro Politi
 
http://www.difesa.it/SMD_/CASD/IM/CeMiSS/Documents/OsservatorioStrategico/2015/Osservatorio_Strategico_Prospettive_2015.pdf
 
Prospettive 2015: è disponibile la pubblicazione analitica e predittiva del CeMiSS

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- i teatri in cui operano le nostre differenti missioni internazionali (tra cui Afghanistan, Libano, Balcani, Mare Arabico, Oceano Indiano ecc..) rischiano di essere condizionati o da crescenti instabilità o da attori regionali in cerca di spazi strategici da consolidare o ampliare;
- Il ruolo guida degli Stati Uniti è ancora visibilmente contestato, ma si esplica in configurazioni differenti rispetto al passato e con modalità più sfumate di prima, frenate anche dai nuovi equilibri interni postelettorali;
- Cina e India si preparano a ridefinire i propri ruoli internazionali con effetti già avvertibili a livello regionale e nel Mediterraneo;
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http://www.difesa.it/SMD_/CASD/IM/CeMiSS/Documents/OsservatorioStrategico/2015/Osservatorio_Strategico_Prospettive_2015.pdf
Nel solco di un appuntamento annuale che ormai può dirsi aver assunto carattere di regolarità, si è provveduto anche quest’anno alla elaborazione del volume “Prospettive 2015” del CeMiSS.

Quest’anno, in un continuo sforzo evolutivo, abbiamo particolarmente messo a fuoco il carattere predittivo delle Prospettive, concentrando le indicazioni più im portanti negli executive summary e combinando l’analisi specialistica delle sezioni tematiche, con la visione generale della parte dedicata all’ analisi globale.

Il lettore è quindi libero di combinare gli input generali con quelli specialistici e viceversa, fruendo di un’adeguata diversità d’approcci e contributi. Sappiamo che l’analisi predittiva degli eventi è particolarmente rischiosa e che errare è un rischio presente, ma riteniamo che seguire questa strada, nella convinzione che non si può subappaltare del tutto all’esterno la propria analisi e percezione strategica, non possa che essere fruttuoso per migliorare un dibattito talvolta generico e vago, contribuendo con un concreto apporto allo studio delle dinamiche globali e regionali.

L’indicazione operativa che scaturisce dall’insieme dell’opera si può tentare di riassumere nei seguenti punti:
- il quadro globale è contrassegnato da fattori d’instabilità finanziaria, energetica, cyber e climatica che condizioneranno i vari scacchieri in modo più o meno incisivo;
- i teatri in cui operano le nostre differenti missioni internazionali (tra cui Afghanistan, Libano, Balcani, Mare Arabico, Oceano Indiano ecc..) rischiano di essere condizionati o da crescenti instabilità o da attori regionali in cerca di spazi strategici da consolidare o ampliare;
- Il ruolo guida degli Stati Uniti è ancora visibilmente contestato, ma si esplica in configurazioni differenti rispetto al passato e con modalità più sfumate di prima, frenate anche dai nuovi equilibri interni postelettorali;
- Cina e India si preparano a ridefinire i propri ruoli internazionali con effetti già avvertibili a livello regionale e nel Mediterraneo;
- L'Italia e i suoi partner saranno impegnati a gestire un vasto arco di crisi e di insicurezza che vanno dall'Ucraina alla Mauritania in cui le dinamiche del jihadismo e delle entità politiche de factosono conseguenza anche del collasso di almeno quattro stati nell’area, possibilmente seguito da serie turbolenze negli stati produttori petroliferi ed influenzato dalle ripercussioni di diverse crisi in Africa;
- La Russia punterà a consolidare la situazione in Ucraina , nonostante una serie di difficoltà economiche indeboliscano il proprio monopolio energetico regionale.

Osservatorio strategico Prospettive 2015
Questo volume è stato curato dal Centro Militare di Studi Strategici

Direttore
Gen. D. Nicola Gelao
Vice Direttore Responsabile
C.V. Vincenzo Paratore
Dipartimento Relazioni Internazionali
Palazzo Salviati
Piazza della Rovere, 83 00165 Roma
Te l . 0646913204 Fax 066870779
e-mail: [email protected]

Autori
Claudia Astarita, Claudio Bertolotti, Claudio Catalano, Lorena Di Placido, Stefano Felician Beccari, Lucio Martino, Marco Massoni, Nunziante Mastrolia, Nicola Pedde, Alessandro Politi, Paolo Quercia.

Coordinamento Scientifico “Parte I. Prospettiva Generale 2015”
Stefano Felician Beccari, Alessandro Politi
 
http://www.difesa.it/SMD_/CASD/IM/CeMiSS/Documents/OsservatorioStrategico/2015/Osservatorio_Strategico_Prospettive_2015.pdf
 
Prospettive 2015: è disponibile la pubblicazione analitica e predittiva del CeMiSS

Prospettive 2015: è disponibile la pubblicazione analitica e predittiva del CeMiSS

http://www.difesa.it/SMD_/CASD/IM/CeMiSS/Documents/OsservatorioStrategico/2015/Osservatorio_Strategico_Prospettive_2015.pdf
Nel solco di un appuntamento annuale che ormai può dirsi aver assunto carattere di regolarità, si è provveduto anche quest’anno alla elaborazione del volume “Prospettive 2015” del CeMiSS.

Quest’anno, in un continuo sforzo evolutivo, abbiamo particolarmente messo a fuoco il carattere predittivo delle Prospettive, concentrando le indicazioni più im portanti negli executive summary e combinando l’analisi specialistica delle sezioni tematiche, con la visione generale della parte dedicata all’ analisi globale.

Il lettore è quindi libero di combinare gli input generali con quelli specialistici e viceversa, fruendo di un’adeguata diversità d’approcci e contributi. Sappiamo che l’analisi predittiva degli eventi è particolarmente rischiosa e che errare è un rischio presente, ma riteniamo che seguire questa strada, nella convinzione che non si può subappaltare del tutto all’esterno la propria analisi e percezione strategica, non possa che essere fruttuoso per migliorare un dibattito talvolta generico e vago, contribuendo con un concreto apporto allo studio delle dinamiche globali e regionali.

L’indicazione operativa che scaturisce dall’insieme dell’opera si può tentare di riassumere nei seguenti punti:
- il quadro globale è contrassegnato da fattori d’instabilità finanziaria, energetica, cyber e climatica che condizioneranno i vari scacchieri in modo più o meno incisivo;
- i teatri in cui operano le nostre differenti missioni internazionali (tra cui Afghanistan, Libano, Balcani, Mare Arabico, Oceano Indiano ecc..) rischiano di essere condizionati o da crescenti instabilità o da attori regionali in cerca di spazi strategici da consolidare o ampliare;
- Il ruolo guida degli Stati Uniti è ancora visibilmente contestato, ma si esplica in configurazioni differenti rispetto al passato e con modalità più sfumate di prima, frenate anche dai nuovi equilibri interni postelettorali;
- Cina e India si preparano a ridefinire i propri ruoli internazionali con effetti già avvertibili a livello regionale e nel Mediterraneo;
- L'Italia e i suoi partner saranno impegnati a gestire un vasto arco di crisi e di insicurezza che vanno dall'Ucraina alla Mauritania in cui le dinamiche del jihadismo e delle entità politiche de factosono conseguenza anche del collasso di almeno quattro stati nell’area, possibilmente seguito da serie turbolenze negli stati produttori petroliferi ed influenzato dalle ripercussioni di diverse crisi in Africa;
- La Russia punterà a consolidare la situazione in Ucraina , nonostante una serie di difficoltà economiche indeboliscano il proprio monopolio energetico regionale.

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Quest’anno, in un continuo sforzo evolutivo, abbiamo particolarmente messo a fuoco il carattere predittivo delle Prospettive, concentrando le indicazioni più im portanti negli executive summary e combinando l’analisi specialistica delle sezioni tematiche, con la visione generale della parte dedicata all’ analisi globale.

Il lettore è quindi libero di combinare gli input generali con quelli specialistici e viceversa, fruendo di un’adeguata diversità d’approcci e contributi. Sappiamo che l’analisi predittiva degli eventi è particolarmente rischiosa e che errare è un rischio presente, ma riteniamo che seguire questa strada, nella convinzione che non si può subappaltare del tutto all’esterno la propria analisi e percezione strategica, non possa che essere fruttuoso per migliorare un dibattito talvolta generico e vago, contribuendo con un concreto apporto allo studio delle dinamiche globali e regionali.

L’indicazione operativa che scaturisce dall’insieme dell’opera si può tentare di riassumere nei seguenti punti:
- il quadro globale è contrassegnato da fattori d’instabilità finanziaria, energetica, cyber e climatica che condizioneranno i vari scacchieri in modo più o meno incisivo;
- i teatri in cui operano le nostre differenti missioni internazionali (tra cui Afghanistan, Libano, Balcani, Mare Arabico, Oceano Indiano ecc..) rischiano di essere condizionati o da crescenti instabilità o da attori regionali in cerca di spazi strategici da consolidare o ampliare;
- Il ruolo guida degli Stati Uniti è ancora visibilmente contestato, ma si esplica in configurazioni differenti rispetto al passato e con modalità più sfumate di prima, frenate anche dai nuovi equilibri interni postelettorali;
- Cina e India si preparano a ridefinire i propri ruoli internazionali con effetti già avvertibili a livello regionale e nel Mediterraneo;
- L'Italia e i suoi partner saranno impegnati a gestire un vasto arco di crisi e di insicurezza che vanno dall'Ucraina alla Mauritania in cui le dinamiche del jihadismo e delle entità politiche de factosono conseguenza anche del collasso di almeno quattro stati nell’area, possibilmente seguito da serie turbolenze negli stati produttori petroliferi ed influenzato dalle ripercussioni di diverse crisi in Africa;
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L’Iran apre un nuovo fronte contro Israele

Di Mona Alami. The Daily Star Lebanon (23/02/2015). Traduzione e sintesi di Angela Ilaria Antoniello. Solo poche settimane dopo che un attacco aereo israeliano ha ucciso diversi membri di Hezbollah e del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane (IRGC) nei pressi di Quneitra nel sud della Siria, le forze pro-regime, guidate da Hezbollah e IRCG, hanno lanciato […]

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Palestina: multata per attacchi terroristici, l’ANP fa ricorso

(Agenzie). Il tribunale federale di New York ha chiesto all’Autorità Nazionale Palestinese un risarcimento di 218 milioni di dollari per la morte di 10 americani in 6 attacchi terroristici a Gerusalemme avvenuti tra il 2002 e il 2004. L’ANP, accusata di aver fornito armi e sostegno a Hamas e alle Brigate Al Aqsa, ha dichiarato […]

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#Damasco, #Siria – 23 febbraio 2015 –
 Le forze governative siriane hanno ripres…

#Damasco, #Siria – 23 febbraio 2015 – Le forze governative siriane hanno ripres…

#Damasco, #Siria - 23 febbraio 2015 -
Le forze governative siriane hanno ripreso i bombardamenti questa mattina sulla regione della Ghouta Orientale conducendo almeno sette attacchi aerei; tra le zone bombardate Deir Al Asafeer, Al Marj, Bala e …


Chronik-Fotos
#Damasco, #Siria - 23 febbraio 2015 - Le forze governative siriane hanno ripreso i bombardamenti questa mattina sulla regione della Ghouta Orientale conducendo almeno sette attacchi aerei; tra le zone bombardate Deir Al Asafeer, Al Marj, Bala e Zebdeen. Almeno 6 bombe barile sono state sganciate da velivoli militari siriani su aree residenziali nel sobborgo di Daraya, mentre scontri si sono avuti in concomitanza sul fronte nord. Bombe barile hanno colpito anche la cittadina di Zabadani e la strada che collega Khan Al Sheikh a Deir Khebbiyeh. Un'autobomba è esplosa nel tardo pomeriggio nei pressi del posto di blocco Al Mustaqbal del regime, situato all'entrata della zona di Saideh Zainab, a sud di Damasco, causando almeno 5 morti e diversi feriti; secondo media pro-regime la deflagrazione sarebbe stata causata anche da un secondo attentatore suicida che indossava una cintura esplosiva. Un colpo di artiglieria ha colpito questa mattina la prigione centrale di Damasco ad Adra uccidendo almeno 4 persone, secondo quanto riferito da media pro-regime, mentre morti e feriti si sarebbero registrati anche nella località di Al Nasiriyeh, soggetta a bombardamenti con artiglieria. A Damasco diverse persone sono rimaste ferite dopo che due colpi di mortaio sono atterrati nel quartieri est di Dwailah e Kashkoul in mattinata, mentre diversi colpi di artiglieria hanno colpito la zona vicino al ramo Palestina della sicurezza del regime. Il momento in cui due bombe barile sganciate da velivoli militari siriani colpiscono il sobborgo di Daraya causando due forti esplosioni http://youtu.be/N5H96xDmAMk Foto dell'autobomba esplosa nella zona di Saideh Zainab, a sud di Damasco http://on.fb.me/1FkoGWE Il corpo dell'attivista siro-palestinese Firas Al Naji,ucciso con un colpo alla testa nella sua abitazione nel campo profughi palestinese di Yarmouk. L'attivista è stato ritrovato ucciso questa mattina in casa sua. [Foto] http://on.fb.me/1MNhvvO [Foto] http://on.fb.me/1EnRmQy La foto mostra i bombardamenti con bombe barile sul sobborgo di Daraya. Continua a leggere
#Damasco, #Siria – 23 febbraio 2015 – 
Le forze governative siriane hanno ripres…

#Damasco, #Siria – 23 febbraio 2015 – Le forze governative siriane hanno ripres…

#Damasco, #Siria - 23 febbraio 2015 -
Le forze governative siriane hanno ripreso i bombardamenti questa mattina sulla regione della Ghouta Orientale conducendo almeno sette attacchi aerei; tra le zone bombardate Deir Al Asafeer, Al Marj, Bala e Zebdeen.
Almeno 6 bombe barile sono state sganciate da velivoli militari siriani su aree residenziali nel sobborgo di Daraya, mentre scontri si sono avuti in concomitanza sul fronte nord. Bombe barile hanno colpito anche la cittadina di Zabadani e la strada che collega Khan Al Sheikh a Deir Khebbiyeh.
Un'autobomba è esplosa nel tardo pomeriggio nei pressi del posto di blocco Al Mustaqbal del regime, situato all'entrata della zona di Saideh Zainab, a sud di Damasco, causando almeno 5 morti e diversi feriti; secondo media pro-regime la deflagrazione sarebbe stata causata anche da un secondo attentatore suicida che indossava una cintura esplosiva.
Un colpo di artiglieria ha colpito questa mattina la prigione centrale di Damasco ad Adra uccidendo almeno 4 persone, secondo quanto riferito da media pro-regime, mentre morti e feriti si sarebbero registrati anche nella località di Al Nasiriyeh, soggetta a bombardamenti con artiglieria.
A Damasco diverse persone sono rimaste ferite dopo che due colpi di mortaio sono atterrati nel quartieri est di Dwailah e Kashkoul in mattinata, mentre diversi colpi di artiglieria hanno colpito la zona vicino al ramo Palestina della sicurezza del regime.

Il momento in cui due bombe barile sganciate da velivoli militari siriani colpiscono il sobborgo di Daraya causando due forti esplosioni
http://youtu.be/N5H96xDmAMk

Foto dell'autobomba esplosa nella zona di Saideh Zainab, a sud di Damasco
http://on.fb.me/1FkoGWE

Il corpo dell'attivista siro-palestinese Firas Al Naji,ucciso con un colpo alla testa nella sua abitazione nel campo profughi palestinese di Yarmouk. L'attivista è stato ritrovato ucciso questa mattina in casa sua.
[Foto] http://on.fb.me/1MNhvvO
[Foto] http://on.fb.me/1EnRmQy

La foto mostra i bombardamenti con bombe barile sul sobborgo di Daraya.


#Damasco, #Siria – 23 febbraio 2015 – 
Le forze governative siriane hanno ripres…

#Damasco, #Siria – 23 febbraio 2015 – Le forze governative siriane hanno ripres…

#Damasco, #Siria - 23 febbraio 2015 -
Le forze governative siriane hanno ripreso i bombardamenti questa mattina sulla regione della Ghouta Orientale conducendo almeno sette attacchi aerei; tra le zone bombardate Deir Al Asafeer, Al Marj, Bala e Zebdeen.
Almeno 6 bombe barile sono state sganciate da velivoli militari siriani su aree residenziali nel sobborgo di Daraya, mentre scontri si sono avuti in concomitanza sul fronte nord. Bombe barile hanno colpito anche la cittadina di Zabadani e la strada che collega Khan Al Sheikh a Deir Khebbiyeh.
Un'autobomba è esplosa nel tardo pomeriggio nei pressi del posto di blocco Al Mustaqbal del regime, situato all'entrata della zona di Saideh Zainab, a sud di Damasco, causando almeno 5 morti e diversi feriti; secondo media pro-regime la deflagrazione sarebbe stata causata anche da un secondo attentatore suicida che indossava una cintura esplosiva.
Un colpo di artiglieria ha colpito questa mattina la prigione centrale di Damasco ad Adra uccidendo almeno 4 persone, secondo quanto riferito da media pro-regime, mentre morti e feriti si sarebbero registrati anche nella località di Al Nasiriyeh, soggetta a bombardamenti con artiglieria.
A Damasco diverse persone sono rimaste ferite dopo che due colpi di mortaio sono atterrati nel quartieri est di Dwailah e Kashkoul in mattinata, mentre diversi colpi di artiglieria hanno colpito la zona vicino al ramo Palestina della sicurezza del regime.

Il momento in cui due bombe barile sganciate da velivoli militari siriani colpiscono il sobborgo di Daraya causando due forti esplosioni
http://youtu.be/N5H96xDmAMk

Foto dell'autobomba esplosa nella zona di Saideh Zainab, a sud di Damasco
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Il corpo dell'attivista siro-palestinese Firas Al Naji,ucciso con un colpo alla testa nella sua abitazione nel campo profughi palestinese di Yarmouk. L'attivista è stato ritrovato ucciso questa mattina in casa sua.
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La foto mostra i bombardamenti con bombe barile sul sobborgo di Daraya.


Com’è cambiato l’aspetto delle donne iraniane negli ultimi 100 anni? (video)

(El Mundo). Cut Video, un canale YouTube, ha pubblicato un video di un minuto e mezzo su come è cambiato l’aspetto delle donne iraniane in un secolo. L’anno della rivoluzione del 1979 ha segnato uno spartiacque. La modella Sabrina Sarajy interpreta questa evoluzione, passando per i diversi stili. Il video qui sotto fa parte della […]

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Il silenzio dei deboli

Solo qualche parola a caldo, dopo la condanna di @alaa. PEN international chiede la liberazione di Alaa Abdel Fattah, condannato a cinque anni di reclusione per aver protestato contro una legge liberticida sulle manifestazioni di piazza. Lo chiede PEN international, non lo chiedono le cancellerie. Non lo chiedono i governi europei. Non lo chiede l’Europa, […]
Libia: il parlamento di Tobruk si ritira dai negoziati ONU

Libia: il parlamento di Tobruk si ritira dai negoziati ONU

(Agenzie). Il parlamento libico riconosciuto a livello internazionale, con sede a Tobruk, ha approvato oggi una decisione per sospendere la propria partecipazione dai negoziati sotto l’egida delle Nazioni Unite per trovare una soluzione politica alla crisi in Libia. La prossima sessione di negoziati si sarebbe dovuta tenere il prossimo giovedì su territorio marocchino.  

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1986: Gheddafi a Enzo Biagi “L’America è uno stato terrorista”

1986: Gheddafi a Enzo Biagi “L’America è uno stato terrorista”

mcc43 Il 14 aprile 1986 Enzo Biagi intervista Gheddafi nel compound di Bab-al-Azyzia, alle porte di Tripoli. Otto ore dopo, il giorno 15, gli Stati Uniti lanciano contro Tripoli l’Operazione El Dorado Canyon. Il bombardamento colpì pesantemente la casa di Gheddafi, uccise la figlia adottiva e quaranta libici; una vittima americana per l’abbattimento di un […]
Integrità elettorale: Tunisia in testa in Africa e nel mondo arabo

Integrità elettorale: Tunisia in testa in Africa e nel mondo arabo

(Al Huffington Post Maghreb). Secondo l’ultimo rapporto dell’Electoral Integrity Project (EIP) delle università di Sidney e Harvard, la Tunisia è il Paese in Africa e nel mondo arabo con il più alto indice di integrità elettorale. Tale indice viene calcolato in base diversi criteri, tra cui ad esempio il tipo di regime, le leggi elettorali vigenti, il […]

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Ministro egiziano: “Daish e Fratellanza in guerra per conto delle potenze coloniali”

(Youm Al-Sabih). Ministro degli Awqaf egiziano Mohamed Mukhtar Juma ha dichiarato che “Daish e i Fratelli Musulmani sono coinvolti in una guerra per procura per conto delle forze neocoloniali, che impiegano i mercenari della religione per portare a termine i suoi obiettivi e i suoi piani”. Egli ha dichiarato in una lettera intitolata “L’inevitabilità della […]

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Yemen: Houthi minacciano arresto ministri governo Bahah

Yemen: Houthi minacciano arresto ministri governo Bahah

(Agenzie). I ribelli sciiti hanno minacciato di arrestare e processare per tradimento il primo ministro dimissionario, Khaled Bahah, e tutti i ministri del suo governo nel caso si rifiutassero di tornare a coprire le loro cariche. La minaccia è arrivata dopo il rifiuto degli stessi ministri all’ordine imposto dagli Houthi di tornare alla loro attività. Lo scorso […]

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Turchia: incursione in Siria effettuata per prevenire attacchi

Turchia: incursione in Siria effettuata per prevenire attacchi

(Agenzie). Il portavoce della presidenza di Ankara, Ibrahim Kalim, ha dichiarato che l’operazione per il recupero dei soldati turchi a guardia della tomba di Suleymna Shah in Siria è stata effettuata per “eliminare il rischio di un possibile attacco al mausoleo e al posto di blocco”. La dichiarazione arriva in risposta alla condanna dell’azione da […]

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Yemen: Egitto chiude ambasciata

(Al-Bawaba). La missione diplomatica egiziana in Yemen è tornata al Cairo nella mattina di lunedì, dopo la decisione delle autorità egiziana di chiudere l’ambasciata per ragioni di sicurezza. L’Egitto è l’ennesimo paese a chiudere la sua ambasciata in Yemen in seguito alle proteste scoppiate dopo il colpo di stato messo in atto dai ribelli sciiti […]

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Inviato ONU: Algeria ha responsabilità morale di aiutare Libia

Inviato ONU: Algeria ha responsabilità morale di aiutare Libia

(Agenzie). L’nviato ONU per la Siria, Lakhdar Brahimi, ha dichiarato che l’Algeria ha una forte responsabilità morale nei confronti della Libia e che deve aiutarla. Parole forti quelle di Brahimi, soprattutto perché avranno enormi ripercussioni internazionali, soprattutto in quanto vanno contro la politica estera non-interventista per cui l’Algeria è famosa. Brahimi ha detto inoltre alla […]

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Francia: sequestrati 6 passaporti di cittadini diretti in Siria

(Agenzie). Le autorità francesi hanno sequestrato i passaporti di 6 cittadini che stavano progettando di recarsi in Libia, secondo quanto dichiarato da fonti di sicurezza. È la prima volta che un simile provvedimento viene preso dalle forze di sicurezza francesi come forma di contrasto al terrorismo. Circa 1400 cittadini francesi o persone residenti in Francia hanno […]

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Yemen: Hadi vuole spostare i colloqui al di fuori di Sanaa

Yemen: Hadi vuole spostare i colloqui al di fuori di Sanaa

(Agenzie). Il presidente dello Yemen Abd Rabbo Mansour Hadi ha chiesto che i colloqui sulla crisi politica della Libia siano spostati fuori da Sanaa. L’inviato dell’ONU per lo Yemen Benomar ha dichiarato, in seguito ad una telefonata tra i due, che Hadi ha espresso forti riserve sul proseguimento dei negoziati a Sanaa, chiedendone il trasferimento […]

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Yemen: la fuga del Presidente e il rischio scissione

Middle East Eye (22/02/2015). Traduzione e sintesi Carlotta Caldonazzo. Il presidente yemenita Abd Rabbo Mansur Hadi dal suo rifugio di Aden, capoluogo meridionale del Paese, ha invitato la comunità internazionale a non riconoscere il “colpo di Stato” dei ribelli sciiti Houthi. In un comunicato diffuso lo scorso sabato, Hadi ha inoltre definito “nulle e illegittime” […]

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Egitto: condannato a cinque anni l’attivista Alaa Abdel Fattah

Egitto: condannato a cinque anni l’attivista Alaa Abdel Fattah

(Agenzie). Una corte egiziana ha condannato a cinque anni di detenzione il prominente attivista Alaa Abdel Fattah con l’accusa di aver violato la legge che cerca di limitare le manifestazioni in Egitto, legge molto contestata e definita repressiva da molti gruppi per i diritti umani. Il verdetto è arrivato in seguito al riesame del processo al […]

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Dalla Mecca, lo sheikh di Al-Azhar invita a riformare l’istruzione per contrastare l’estremismo

Dalla Mecca, lo sheikh di Al-Azhar invita a riformare l’istruzione per contrastare l’estremismo

(Agenzie). Il grande imam di Al-Azhar, lo sheikh Ahmad al-Tayyib, ha fatto appello a tutti i Paesi islamici affinché implementino una riforma del sistema dell’istruzione per contrastare la diffusione dell’estremismo. Durante un incontro sul terrorismo alla Mecca, in Arabia Saudita, al-Tayyib ha ricollegato l’estremismo a “una cattiva interpretazione del Corano e della Sunna”, gli insegnamenti del profeta […]

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Siria: gruppi d’opposizione annunciano piano per porre fine al conflitto

Siria: gruppi d’opposizione annunciano piano per porre fine al conflitto

(Agenzie). Un gruppo di partiti dell’opposizione siriana moderata hanno diffuso un documento che prevede gli “accordi minimi” da prendere per porre fine al conflitto in Siria. Il documento invita ad adottare “misure per la costruzione di fiducia”, come il rilascio di tutti i prigionieri politici e delle persone rapite. Inoltre, il documento recita che i negoziati […]

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Golfo: Francia dispiega portarei nel quadro della lotta contro Daish

Golfo: Francia dispiega portarei nel quadro della lotta contro Daish

(Agenzie). La Francia ha dispiegato una delle sue portaerei Charles de Gaulle nel Golfo nel quadro della campagna contro Daish (ISIS) portata a vanti dalla coalizione internazionale. Un funzionario del ministero della Difesa francese ha dichiarato che la portaerei è già operativa. La nave ha infatti già lasciato la costa del Bahrain in direzione dell’Iraq e i […]

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Movimento 20 Febbraio: quattro anni dopo

Movimento 20 Febbraio: quattro anni dopo

Di Ghali Bensouda. Al Huffington Post Maghreb (22/02/2015). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo. Sono passati quattro anni dalla nascita del Movimento 20 Febbraio. È dunque opportuno fare un bilancio di quanto questo fenomeno è riuscito o meno ad apportare al Marocco, anche per valutare meglio le future opportunità. Una cosa è certa: il 20 Febbraio non ha lasciato […]

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Egitto, El Sisi: “Cresce il bisogno di una forza militare araba”

Egitto, El Sisi: “Cresce il bisogno di una forza militare araba”

(Agenzie). In un discorso televisivo, il presidente egiziano Abdel Fattah El Sisi ha dichiarato che è sempre crescente il bisogno di una forza araba militare congiunta per affrontare la minaccia della militanza islamista nella regione. El Sisi ha inoltre dichiarato che l’esercito egiziano non ha interesse a invadere o attaccare altre nazioni, ma che allo stesso […]

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Libia. L’allarmismo che giova al mercato delle armi

Libia. L’allarmismo che giova al mercato delle armi

L'isterico (e tardivo) allarmismo sullo scenario libico, se da un lato rivela la tragicità della guerra e il caos attualmente dominante nel paese, dall'altro mostra un interesse occidentale tuttaltro che sorprendente: Francia e Italia infatti si contendono un triste primato. Negli ultlimi anni hanno guidato la classifica dei paesi UE esportatori di armi nel paese. 

 

 

22 Febbraio 2015
di: 
Alessio Marri
Iran: nuova sessione di dialogo sul nucleare con USA a Ginevra

Iran: nuova sessione di dialogo sul nucleare con USA a Ginevra

(Agenzie). Il ministri degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif e il segretario di Stato americano John Kerry hanno inaugurato oggi una nuova sessione di negoziati bilaterali sul programma nucleare iraniano a Ginevra, a un solo mese dal termine per il raggiungimento di un accordo preliminare. Kerry ha riferito alla controparte iraniana che il presidente Obama è […]

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#Aleppo, #Siria Foto che mostrano le conseguenze dei bombardamenti con barili…

#Aleppo, #Siria

Foto che mostrano le conseguenze dei bombardamenti con barili esplosivi da parte dell'aviazione siriana sul quartiere di Shaar ad Aleppo, dove non si sono registrate vittime.

21.02.2015 Foto di ANA …

https://fbcdn-sphotos-b-a.akamaihd.net/hphotos-ak-xfp1/v/t1.0-9/p100x100/10991376_817204505021584_1126374817408481499_n.jpg?oh=d00a43ef5af9817fbef57d5a1afe25ea&oe=55560F29&__gda__=1435119897_512530b95ec4bd26b204422d43aa7cc6

ANA PRESS

#Aleppo #Syria: Aftermath of barrel bombs dropped by Syrian warplanes on the Shaar area of central Aleppo on Saturday.Shaar - Aleppo21.02.2015 Courtesy: ANA Press Continua a leggere
Arabia Saudita: cambio di gioco per gli Houthi

Arabia Saudita: cambio di gioco per gli Houthi

Di Ashraf al-Falahi. Middle East Monitor (20/02/2015). Traduzione e sintesi di Omar Bonetti. Fonti yemenite confermano che l’Arabia Saudita è determinata a cambiare gli equilibri di potere in Yemen. Nello specifico, alla luce dei numerosi colloqui che le autorità saudite hanno avuto con influenti leader politici e tribali yemeniti, appartenenti al Congresso Popolare Generale e […]

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Iraq: nuovo video Daish mostra peshmerga presi in ostaggio

Iraq: nuovo video Daish mostra peshmerga presi in ostaggio

(Agenzie). Daish (ISIS) ha rilasciato un nuovo video in cui dichiara di aver catturato 21 prigionieri, tra cui 16 combattenti peshmerga, due soldati iracheni e tre poliziotti della città di Kirkuk. I prigionieri, nelle solite tute arancioni, vengono mostrati tenuti in delle gabbie. Il video non contiene alcuna minaccia esplicita di morte per i nuovi ostaggi. […]

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#Aleppo, #Siria Foto che mostrano le conseguenze dei bombardamenti con barili…

#Aleppo, #Siria

Foto che mostrano le conseguenze dei bombardamenti con barili esplosivi da parte dell'aviazione siriana sul quartiere di Shaar ad Aleppo, dove non si sono registrate vittime.

21.02.2015 Foto di ANA PRESS

https://fbcdn-sphotos-b-a.akamaihd.net/hphotos-ak-xfp1/v/t1.0-9/p100x100/10991376_817204505021584_1126374817408481499_n.jpg?oh=c37796a55580d35318e6f88701d75cca&oe=55A52929&__gda__=1440303897_06c660588ed164843be8edd93edd9d0a

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#Aleppo #Syria: Aftermath of barrel bombs dropped by Syrian warplanes on the Shaar area of central Aleppo on Saturday.Shaar - Aleppo21.02.2015 Courtesy: ANA Press

#Aleppo, #Siria Foto che mostrano le conseguenze dei bombardamenti con barili…

#Aleppo, #Siria

Foto che mostrano le conseguenze dei bombardamenti con barili esplosivi da parte dell'aviazione siriana sul quartiere di Shaar ad Aleppo, dove non si sono registrate vittime.

21.02.2015 Foto di ANA PRESS

https://fbcdn-sphotos-b-a.akamaihd.net/hphotos-ak-xfp1/v/t1.0-9/p100x100/10991376_817204505021584_1126374817408481499_n.jpg?oh=d00a43ef5af9817fbef57d5a1afe25ea&oe=55560F29&__gda__=1435119897_512530b95ec4bd26b204422d43aa7cc6

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#Aleppo #Syria: Aftermath of barrel bombs dropped by Syrian warplanes on the Shaar area of central Aleppo on Saturday.Shaar - Aleppo21.02.2015 Courtesy: ANA Press
Siria: governo condanna incursione turca

Siria: governo condanna incursione turca

(Agenzie). Il governo siriano ha condannato l’incursione turca nel nord della Siria definendolo “una aggressione evidente” e che riterrà Ankara responsabile per le sue conseguenze. La Turchia ha effettuato un’operazione per liberare circa 40 soldati a guardia della tomba di Suleyman Shah, nonno del fondatore dell’Impero Ottomano, che si trova in Siria su un territorio considerato di […]

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Yemen: Hadi incontra governatori ad Aden, riprendono negoziati a Sana’a

(Agenzie). Il presidente dimissionario yemenita Abd Rabbo Mansura Hadi ha incontrato oggi ad Aden i governatori di quattro province dello Yemen. Durante la riunione, Hadi ha ribadito che le azioni commesse dagli Houthi dallo scorso settembre in poi sono “illegittime”. Da parte sua, il governatore di Aden, Abdel-Aziz bin Habtoor, ha dichiarato che Hadi è ancora il […]

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Iran: nuove prove coinvolgimento Teheran con Al-Qaeda contro obiettivi USA

Iran: nuove prove coinvolgimento Teheran con Al-Qaeda contro obiettivi USA

(Asharq al-Awsat). Fonti ben informate hanno dichiarato l’esistenza di nuovi elementi che proverebbero il ruolo centrale svolto dal governo di Teheran nella pianificazione di attentati per mano di Al-Qaeda contro obiettivi americani in Arabia Saudita, Giordania e Dubai. Le fonti hanno inoltre dichiarato che il libanese Hezbollah, da parte sua, controllerebbe e finanzierebbe i piani degli attacchi. […]

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I musulmani di Oslo proteggono sinagoga con una catena di pace

I musulmani di Oslo proteggono sinagoga con una catena di pace

(Elaph). Centinaia di musulmani norvegesi hanno manifestato la loro solidarietà con le vittime dell’attacco di una settimana fa a Copenhagen, nella vicina Danimarca, formando una catena umana attorno a una sinagoga di Oslo. Un ufficiale della polizia norvegese ha riferito che sono state almeno 1300 le persone che hanno partecipato alla manifestazione e che l’evento si è svolto nel […]

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Libia: il fallimento di Obama

Di Alan Kuperman. Foreign Affairs (21/02/2015). Traduzione e sintesi Carlotta Caldonazzo. L’obiettivo dell’intervento internazionale autorizzato dalla risoluzione 1973, adottata il 17 marzo 2011 dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, era proteggere chi in Libia protestava pacificamente contro il regime di Muammar Gheddafi. Due giorni dopo Stati Uniti e altri paesi NATO imponevano la no-fly […]

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#Qardaha, prov. di #Lattakia, #Siria – 21 febbraio 2015 –
 La località di Qardah…

#Qardaha, prov. di #Lattakia, #Siria – 21 febbraio 2015 – La località di Qardah…

#Qardaha, prov. di #Lattakia, #Siria - 21 febbraio 2015 -
La località di Qardaha, città natale del presidente siriano Bashar Al Assad, è stata colpita oggi da un'esplosione che ha causato la morte di almeno quattro persone. Non è chiaro se …


Chronik-Fotos
#Qardaha, prov. di #Lattakia, #Siria - 21 febbraio 2015 - La località di Qardaha, città natale del presidente siriano Bashar Al Assad, è stata colpita oggi da un'esplosione che ha causato la morte di almeno quattro persone. Non è chiaro se l'esplosione sia stata causata da un'autobomba, come dichiarato dai media ufficiali siriani, o se sia stata causata dalla caduta di un missile nella zona, come è invece stato affermato da media pro-regime. In particolare, secondo una rete di informazione pro-governativa, tre missili avrebbero colpito un'auto nel parcheggio dell'ospedale provocandone l'esplosione. E' opportuno notare che le forze governative siriane hanno preso di mira questa mattina un veicolo del Fronte Islamico nella zona nord della provincia di Lattakia e che il Fronte Islamico stesso ha lanciato diversi razzi verso la città di Lattakia e zone pro-regime nei giorni scorsi. La foto mostra il sito dell'esplosione nel parcheggio dell'ospedale di Qardaha. Continua a leggere
#Qardaha, prov. di #Lattakia, #Siria – 21 febbraio 2015 – 
La località di Qardah…

#Qardaha, prov. di #Lattakia, #Siria – 21 febbraio 2015 – La località di Qardah…

#Qardaha, prov. di #Lattakia, #Siria - 21 febbraio 2015 -
La località di Qardaha, città natale del presidente siriano Bashar Al Assad, è stata colpita oggi da un'esplosione che ha causato la morte di almeno quattro persone. Non è chiaro se l'esplosione sia stata causata da un'autobomba, come dichiarato dai media ufficiali siriani, o se sia stata causata dalla caduta di un missile nella zona, come è invece stato affermato da media pro-regime. In particolare, secondo una rete di informazione pro-governativa, tre missili avrebbero colpito un'auto nel parcheggio dell'ospedale provocandone l'esplosione.
E' opportuno notare che le forze governative siriane hanno preso di mira questa mattina un veicolo del Fronte Islamico nella zona nord della provincia di Lattakia e che il Fronte Islamico stesso ha lanciato diversi razzi verso la città di Lattakia e zone pro-regime nei giorni scorsi.

La foto mostra il sito dell'esplosione nel parcheggio dell'ospedale di Qardaha.


#Qardaha, prov. di #Lattakia, #Siria – 21 febbraio 2015 – 
La località di Qardah…

#Qardaha, prov. di #Lattakia, #Siria – 21 febbraio 2015 – La località di Qardah…

#Qardaha, prov. di #Lattakia, #Siria - 21 febbraio 2015 -
La località di Qardaha, città natale del presidente siriano Bashar Al Assad, è stata colpita oggi da un'esplosione che ha causato la morte di almeno quattro persone. Non è chiaro se l'esplosione sia stata causata da un'autobomba, come dichiarato dai media ufficiali siriani, o se sia stata causata dalla caduta di un missile nella zona, come è invece stato affermato da media pro-regime. In particolare, secondo una rete di informazione pro-governativa, tre missili avrebbero colpito un'auto nel parcheggio dell'ospedale provocandone l'esplosione.
E' opportuno notare che le forze governative siriane hanno preso di mira questa mattina un veicolo del Fronte Islamico nella zona nord della provincia di Lattakia e che il Fronte Islamico stesso ha lanciato diversi razzi verso la città di Lattakia e zone pro-regime nei giorni scorsi.

La foto mostra il sito dell'esplosione nel parcheggio dell'ospedale di Qardaha.


Tunisia: manifestazione contro il terrorismo nella capitale

Tunisia: manifestazione contro il terrorismo nella capitale

(Agenzie). Centinaia di persone hanno manifestato oggi a Tunisi “contro il terrorismo” in una marcia tenuta in Avenue Habib Bourguiba, principale arteria della città. La marcia è stata indetta dal partito Nidaa Tounes in risposta all’attacco avvenuto giorni fa nella città di Boulaaba, al confine con l’Algeria, nel quale sono morti quattro poliziotti. L’attentato è stato rivendicato dall’organizzazione denominata Falange Okba Ibn Nafaa, affiliata […]

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Libia: lanciati missili contro areoporto usato da Haftar

Libia: lanciati missili contro areoporto usato da Haftar

(Agenzie). Quattro missili hanno colpito l’aeroporto internazionale di Labraq, nella Libia orientale, senza causare né vittime né feriti, secondo il direttore della struttura. L’autore dell’attacco non è ancora noto. L’aeroporto civile e militare di Labraq è stato attaccato diverse volte negli ultimi mesi poiché usato come base dalle forze fedeli al generale anti-islamista Khalifa Haftar. La […]

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#Damasco, #Siria – 21 febbraio 2015 –
 Almeno 9 civili sono rimasti uccisi, tra…

#Damasco, #Siria – 21 febbraio 2015 – Almeno 9 civili sono rimasti uccisi, tra…

#Damasco, #Siria - 21 febbraio 2015 -
Almeno 9 civili sono rimasti uccisi, tra cui quattro donne, e decine feriti in una serie di attacchi aerei condotti dall'aviazione siriana sui sobborghi damasceni di Arbeen e Duma.
Inoltre, bombardamenti con …


Chronik-Fotos
#Damasco, #Siria - 21 febbraio 2015 - Almeno 9 civili sono rimasti uccisi, tra cui quattro donne, e decine feriti in una serie di attacchi aerei condotti dall'aviazione siriana sui sobborghi damasceni di Arbeen e Duma. Inoltre, bombardamenti con artiglieria pesante da parte delle forze del regime hanno interessato il sobborgo di Zamalka, dove diverse persone sono rimaste ferite, e finora almeno 8 bombe barile sono state sganciate da velivoli militari sulla cittadina di Zabadani, nella zona montuosa in provincia di Damasco. I primi momenti dopo i bombardamenti aerei da parte delle forze governative siriane sul sobborgo di Arbeen, dove almeno quattro civili sono rimasti uccisi https://youtu.be/b1bsIZbw6ig Soccorso dei feriti ad Arbeen https://youtu.be/_P4_yMlvO78 Conseguenze di un attacco aereo nella periferia del sobborgo di Duma http://youtu.be/QDi3Ua9a8kU Conseguenze dei bombardamenti aerei di oggi su Duma https://youtu.be/2wwCZdcFnCw https://youtu.be/6RHOFhyFqbw [Foto] http://on.fb.me/1Jwab8G Corpi delle cinque vittime rimaste uccise a Duma https://youtu.be/zd083090jfc (Immagini forti) Foto scattata nel sobborgo di Arbeen, Damasco. Continua a leggere
#Damasco, #Siria – 21 febbraio 2015 – 
Almeno 9 civili sono rimasti uccisi, tra…

#Damasco, #Siria – 21 febbraio 2015 – Almeno 9 civili sono rimasti uccisi, tra…

#Damasco, #Siria - 21 febbraio 2015 -
Almeno 9 civili sono rimasti uccisi, tra cui quattro donne, e decine feriti in una serie di attacchi aerei condotti dall'aviazione siriana sui sobborghi damasceni di Arbeen e Duma.
Inoltre, bombardamenti con artiglieria pesante da parte delle forze del regime hanno interessato il sobborgo di Zamalka, dove diverse persone sono rimaste ferite, e finora almeno 8 bombe barile sono state sganciate da velivoli militari sulla cittadina di Zabadani, nella zona montuosa in provincia di Damasco.

I primi momenti dopo i bombardamenti aerei da parte delle forze governative siriane sul sobborgo di Arbeen, dove almeno quattro civili sono rimasti uccisi
https://youtu.be/b1bsIZbw6ig
Soccorso dei feriti ad Arbeen
https://youtu.be/_P4_yMlvO78
Conseguenze di un attacco aereo nella periferia del sobborgo di Duma
http://youtu.be/QDi3Ua9a8kU
Conseguenze dei bombardamenti aerei di oggi su Duma
https://youtu.be/2wwCZdcFnCw
https://youtu.be/6RHOFhyFqbw
[Foto] http://on.fb.me/1Jwab8G
Corpi delle cinque vittime rimaste uccise a Duma
https://youtu.be/zd083090jfc (Immagini forti)

Foto scattata nel sobborgo di Arbeen, Damasco.


Hajiba Fahmy: dalle montagne dell’Atlante allo show di Beyoncé

(Huffington Post Maghreb).  Hajiba Fahmy è ancora giovane, ma ha già fatto il giro del mondo con il suo talento da ballerina. Dopo aver studiato al Conservatorio superiore di danza di Parigi, la ballerina francese di origine marocchina ha partecipato a due tour mondiali con la cantante americana Beyoncé. Hajiba è stata la protagonista dell’ultima pubblicità […]

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Iraq: nominato il primo sindaco donna di Baghdad

Iraq: nominato il primo sindaco donna di Baghdad

(Agenzie). La dottoressa irachena Thikra Alwach, ingegnere civile e direttrice generale del ministero per l’Istruzione Superiore, è stata nominata nuovo sindaco di Baghdad, la prima donna a ricoprire una tale carica in tutto il Paese. La nuova sindachessa lavorerà a stretto contatto con il primo ministro iracheno Haidar al-Abadi e le sue prerogative i saranno alla stregua di […]

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#Lattakia, #Siria – 21 febbraio 2015 – L’aviazione siriana ha condotto oggi una…

#Lattakia, #Siria - 21 febbraio 2015 -
L'aviazione siriana ha condotto oggi una serie di attacchi aerei su villaggi nella zona montagnosa di Jabal Al Akrad, in provincia di Lattakia, causando diverse vittime civili; in particolare, almeno 6 persone …

https://scontent.xx.fbcdn.net/hphotos-xpa1/v/t1.0-9/p100x100/10950684_784139895008592_3744689528278885680_n.jpg?oh=dbb340c1f9b8c5d03ab98a26a17ab568&oe=55908E71

ANA Associazione Nuovi Media

#Lattakia, #Siria - 21 febbraio 2015 - L'aviazione siriana ha condotto oggi una serie di attacchi aerei su villaggi nella zona montagnosa di Jabal Al Akrad, in provincia di Lattakia, causando diverse vittime civili; in particolare, almeno 6 persone appartenenti alla stessa famiglia sono rimaste uccise dopo che la loro abitazione nel villaggio di Al Haffah è stata colpita da un missile lanciato da un velivolo militare. Continua a leggere
Dalle pecore agli struzzi: le imprese agricole palestinesi si reinventano

Dalle pecore agli struzzi: le imprese agricole palestinesi si reinventano

(Your Middle East). Abdelrahman Abu Tir, allevatore di 50 anni, da circa 3 anni gestisce un allevamento di struzzi, unico nel suo genere in Palestina.  A Gerico un gruppo di imprenditori agricoli ha dato vita alla prima fungaia palestinese dall’occupazione israeliana del 1967. Questi due progetti fanno parte delle numerose imprese agricole palestinesi che cercano di […]

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#Lattakia, #Siria – 21 febbraio 2015 – 
L'aviazione siriana ha condotto oggi una…

#Lattakia, #Siria – 21 febbraio 2015 – L'aviazione siriana ha condotto oggi una…

#Lattakia, #Siria - 21 febbraio 2015 -
L'aviazione siriana ha condotto oggi una serie di attacchi aerei su villaggi nella zona montagnosa di Jabal Al Akrad, in provincia di Lattakia, causando diverse vittime civili; in particolare, almeno 6 persone appartenenti alla stessa famiglia sono rimaste uccise dopo che la loro abitazione nel villaggio di Al Haffah è stata colpita da un missile lanciato da un velivolo militare.


Arabic collection online: la prima libreria digitalizzata della letteratura araba

(Baraka Bits). Nasce la prima libreria digitalizzata della letteratura accademica araba. Il progetto Arabic Collection Online della New York University di Abu Dhabi ha reso fruibili a tutti gli utenti di internet 20o libri in lingua araba. L’obiettivo del progetto, nata nel 2007, è quello di sopperire a un bisogno presente nel mondo arabo e non solo: […]

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Dieci motivi per visitare Erbil

(Your Middle East). Erbil, città del Kurdistan iracheno, è stata eletta Capitale Araba del Turismo del 2014, superando la sexy Beirut, la conservativa Sharjah e la meno conosciuta Taif. Tre milioni di persone hanno già visitato il Kurdistan iracheno nel 2013 ed Erbil stessa ha accolto numerosi turisti anche famosi come Angelina Jolie, oltre ad […]

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César: trionfa Timbuktu di Sissako

(Huffington Post Maghreb). Timbuktu, pellicola di coproduzione franco-mauritana del regista Abderrahmane Sissako, ha trionfato alla 40^ cerimonia dei César. Il film ha ricevuto sette premi: oltre a quello per miglior film e per miglior regista, la pellicola si è aggiudicata anche il riconoscimento per le musiche, il montaggio, il suono, la fotografia e il soggetto”. “La Francia è […]

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Libia: prossimi incontri dialogo di pace in Marocco

(Al-Bawaba). Le fazioni libiche hanno dichiarato che i prossimi incontri per il dialogo di pace sotto l’egida delle Nazioni Unite si terranno in territorio marocchino, la prossima settimana. Un membro del Parlamento internazionalmente riconosciuto, Abu Bakr Baira, ha dichiarato che “una squadra di rappresentanza parlamentare è stata invitata dalle Nazioni Unite a partecipare alla sessione di […]

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Iraq: esercito si prepara per riconquistare Mosul

(Agenzie). L’esercito iracheno e gli Stati Uniti stanno preparando l’offensiva per riconquistare la città di Mosul. L’azione richiederà oltre 25mila truppe e armi avanzate, per scacciare i 2mila combattenti di Daish presenti nella città. Gli ufficiali dell’esercito iracheno continuano ad avanzare dubbi per l’insufficienza delle armi in loro possesso, ma il Pentagono afferma di aver […]

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Yemen: presidente Hadi lascia Sanaa

Yemen: presidente Hadi lascia Sanaa

(Agenzie). Il presidente yemenita Abd Rabbo Mansour Hadi ha lasciato la capitale Sanaa, fuggendo verso Aden, dopo settimane di arresti domiciliari imposti dai ribelli Houthi. Lo ha detto il canale televisivo al-Arabiya News, ricordando che Hadi era ai domiciliari da quando ha presentato le sue dimissioni a gennaio. I militanti Houthi hanno poi fatto irruzione nella sua residenza, che assediavano […]

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27 FEBBRAIO, PRIMO APPUNTAMENTO VERSO IL CONVEGNO SUL VICINO ORIENTE

27 FEBBRAIO, PRIMO APPUNTAMENTO VERSO IL CONVEGNO SUL VICINO ORIENTE

Prende il via il percorso che porterà al convegno “VICINO ORIENTE: POPOLI FRA RIVOLUZIONE, DITTATURA E TERRORISMO”, che si terrà a Roma, all’Università “La Sapienza”, il prossimo 27/28 marzo. Il primo incontro in programma è previsto per venerdì 27 febbraio, a partire dalle 16.00, nell’aula VI della Facoltà di Lettere della “Sapienza”, dove i giornalisti […]
27 FEBBRAIO, PRIMO APPUNTAMENTO VERSO IL CONVEGNO SUL VICINO ORIENTE

27 FEBBRAIO, PRIMO APPUNTAMENTO VERSO IL CONVEGNO SUL VICINO ORIENTE

Prende il via il percorso che porterà al convegno “VICINO ORIENTE: POPOLI FRA RIVOLUZIONE, DITTATURA E TERRORISMO”, che si terrà a Roma, all’Università “La Sapienza”, il prossimo 27/28 marzo. Il primo incontro in programma è previsto per venerdì 27 febbraio, a partire dalle 16.00, nell’aula VI della Facoltà di Lettere della “Sapienza”, dove i giornalisti […]
27 FEBBRAIO, PRIMO APPUNTAMENTO VERSO IL CONVEGNO SUL VICINO ORIENTE

27 FEBBRAIO, PRIMO APPUNTAMENTO VERSO IL CONVEGNO SUL VICINO ORIENTE

Prende il via il percorso che porterà al convegno “VICINO ORIENTE: POPOLI FRA RIVOLUZIONE, DITTATURA E TERRORISMO”, che si terrà a Roma, all’Università “La Sapienza”, il prossimo 27/28 marzo. Il primo incontro in programma è previsto per venerdì 27 febbraio, a partire dalle 16.00, nell’aula VI della Facoltà di Lettere della “Sapienza”, dove i giornalisti […]
27 FEBBRAIO, PRIMO APPUNTAMENTO VERSO IL CONVEGNO SUL VICINO ORIENTE

27 FEBBRAIO, PRIMO APPUNTAMENTO VERSO IL CONVEGNO SUL VICINO ORIENTE

Prende il via il percorso che porterà al convegno “VICINO ORIENTE: POPOLI FRA RIVOLUZIONE, DITTATURA E TERRORISMO”, che si terrà a Roma, all’Università “La Sapienza”, il prossimo 27/28 marzo. Il primo incontro in programma è previsto per venerdì 27 febbraio, a partire dalle 16.00, nell’aula VI della Facoltà di Lettere della “Sapienza”, dove i giornalisti […]
Siria: investigatori ONU diffonderanno nomi criminali di guerra

Siria: investigatori ONU diffonderanno nomi criminali di guerra

(Agenzie). Gli investigatori delle Nazioni Unite per i crimini di guerra hanno annunciato la loro intenzione di diffondere a breve le liste dei nomi dei sospetti coinvolti nel conflitto siriano al Consiglio ONU per i Diritti Umani il prossimo 17 marzo. La Commissione di inchiesta indipendente, alla guida del brasiliano Paulo Pinheiro, avrebbe già stilato cinque liste che includono […]

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Libia: gruppo fedele a Daish rivendica attentati a Qubba

Libia: gruppo fedele a Daish rivendica attentati a Qubba

(Agenzie). Un gruppo di militanti affiliati a Daish (ISIS) avrebbe rivendicato la responsabilità dei tre attentati avvenuti questa mattina a Qubba, nella Libia orientale, nei quali sono morte almeno 45 persone. In seguito all’esplosione delle tre autobombe, l’esercito libico aveva risposto con bombardamenti aerei sulla zona di Derna, che si sa sotto il controllo dei […]

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Cucina siriana: kebab bil karaz, il kebab dolce di Aleppo

Cucina siriana: kebab bil karaz, il kebab dolce di Aleppo

Con la ricetta di oggi andiamo in Siria per scoprire come preparare un piatto originario della città di Aleppo che propone una versione dolciastra del classico kebak: il kebab bil karaz, polpette di carne in salsa di amarene! Ingredienti: Per il kebab: 500g di carne di agnello magra macinata 1 cipolla piccola 1 mazzetto di prezzemolo spezie: cannella, cumino, […]

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Tunisia: egiziani in fuga dalla Libia bloccati al confine da manifestanti

Tunisia: egiziani in fuga dalla Libia bloccati al confine da manifestanti

(Agenzie). Circa 200 egiziani, evacuati dalla Libia per essere rimpatriati dalla Tunisia dall’aeroporto di Djerba, si sono ritrovati bloccati al confine libico-tunisino da dei manifestanti. Da alcuni giorni, infatti, è in corso una protesta contro i progetti di sviluppo del governo i cui manifestanti bloccano la strada tra il valico di frontiera di Ras Jedir, da dove provengono gli […]

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Libia: 45 morti in esplosione autobombe

(Agenzie). Sono almeno 45 le persone sono morte e 70 quelle ferite nell’esplosione di tre autobombe nella città di Qubbah, nella Libia orientale. Durante un’intervista al canale televisivo Al-Arabiya, il portavoce del parlamento Aguila Saleh ha dichiarato che gli attacchi diretto a un impianto petrolifero e un edificio della sicurezza e che probabilmente erano legati ai raid aerei egiziani […]

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Che termini utilizzare per parlare di Daish?

(Courrier International). Il presidente americano Barack Obama ha tenuto, il 18 febbraio scorso, un vertice alla Casa Bianca sulla “lotta contro l’estremismo violento”, che ha riunito i rappresentanti di sessanta paesi. Il primo problema che è stato sollevato è quello relativo al nome stesso del summit. Obama infatti si è rifiutato di usare termini quali “islamico” o “islamista” […]

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Due giorni di incontri internazionali contro l’estremismo e il terrorismo

Due giorni di incontri internazionali contro l’estremismo e il terrorismo

(Asharq al-Awsat). Si sono tenuti negli ultimi due giorni due importati incontri a livello internazionale mirati al coordinamento degli sforzi per combattere il terrorismo e l’estremismo religioso. Il primo è ancora in corso a Washington, dove 76 tra diversi Paesi e organizzazioni interazionali partecipano all’evento della Casa Bianca contro “l’estremismo violento”. Qui, il presidente Obama ha segnalato l’iniziativa […]

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Yemen: parti d’accordo su Consiglio di transizione

(Agenzie). Le parti in lotta in Yemen hanno raggiunto un accordo sulla costituzione di un ” Consiglio di transizione del popolo” per governare il Paese e guidarlo fuori dalla crisi politica, secondo quando dichiarato dall’inviato delle Nazioni Unite Jamal Benomar. L’accordo prevede che invece della tradizione Camera alta venga instaurato un Consiglio transitorio in cui saranno […]

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“Non è te che ama”, da Mahmoud Darwish a Tania Saleh

“Non è te che ama”, da Mahmoud Darwish a Tania Saleh

Tania Saleh (1969) è una famosa cantante, autrice di canzoni e artista visiva libanese. Fa musica “araba indipendente e alternativa” o, ancora per dirla con le sue parole: “Sono indipendente, non faccio parte del mainstream e canto in arabo” (così ha detto in un’intervista con Qantara.de).  Tra le collaborazioni, vanta anche quella con Ziad Rahbani, … Continue reading “Non è te che ama”, da Mahmoud Darwish a Tania Saleh
“Non è te che ama”, da Mahmoud Darwish a Tania Saleh

“Non è te che ama”, da Mahmoud Darwish a Tania Saleh

Tania Saleh (1969) è una famosa cantante, autrice di canzoni e artista visiva libanese. Fa musica “araba indipendente e alternativa” o, ancora per dirla con le sue parole: “Sono indipendente, non faccio parte del mainstream e canto in arabo” (così ha detto in un’intervista con Qantara.de). Tra le collaborazioni, vanta anche quella con Ziad Rahbani, … Continue reading “Non è te che ama”, da Mahmoud Darwish a Tania Saleh
Nuove tensioni tra Egitto e Qatar

Nuove tensioni tra Egitto e Qatar

Di Sawsan Abu-Husain. Asharq al- Awsat (19/02/2015). Traduzione e sintesi di Ismahan Hassen. Questo mercoledì, il Qatar ha ritirato il suo ambasciatore dall’Egitto a seguito di una discordanza di opinioni riguardo l’ultima operazione di guerra portata avanti proprio dal Cairo in Libia contro le forze del Daish (ISIS). Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa statale del […]

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Siria: accordo Turchia-USA per addestramento combattenti opposizione

Siria: accordo Turchia-USA per addestramento combattenti opposizione

(Agenzie). Gli Stati Uniti e la Turchia hanno firmato un accordo per addestrare ed equipaggiare i combattenti dell’opposizione siriana moderata, secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri turco. Da parte sua, l’esercito americano ha dichiarato che invierà più di 400 truppe, incluse forze speciali, per addestrare i combattenti siriani in siti fuori dalla Siria nel quadro […]

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#Aleppo, #Siria – 19 febbraio 2015 –
 Proseguono oggi i combattimenti in provinc…

#Aleppo, #Siria – 19 febbraio 2015 – Proseguono oggi i combattimenti in provinc…

#Aleppo, #Siria - 19 febbraio 2015 -
Proseguono oggi i combattimenti in provincia di Aleppo tra forze di opposizione e forze governative siriane, queste ultime supportate da milizie pro-regime, in un tentativo dell'opposizione di riprendere il …


Chronik-Fotos
#Aleppo, #Siria - 19 febbraio 2015 - Proseguono oggi i combattimenti in provincia di Aleppo tra forze di opposizione e forze governative siriane, queste ultime supportate da milizie pro-regime, in un tentativo dell'opposizione di riprendere il controllo delle località di Bashkoy e Hardantain, che si trovano vicino alla strada che collega Aleppo alla zona nord della provincia nella direzione di Bayanoun - Maarseteh Al Khan, dopo che queste erano cadute in mano alle forze del regime. Al Jabha Al Shamiya, gruppo armato dell'opposizione siriana, ha inoltre dichiarato di aver catturato 27 membri delle forze del regime, tra cui combattenti iraniani e di Hezbollah, nel corso dei combattimenti svoltesi mercoledì per riprendere il completo controllo della località di Rityan. Combattimenti si sono svolti da questa mattina anche nel quartiere di Khaldiyeh, nella città di Aleppo, dopo un tentativo delle forze governative siriane di avanzare. Il momento in cui milizie lealiste di Assad si arrendono nel villaggio di Rityan, tornato sotto il controllo delle forze di opposizione https://youtu.be/V83VEAcVBb0 Parte dei combattimenti svoltesi a Rityan ed il momento in cui membri delle forze del regime trattano la resa con i combattenti dell'opposizione, dopo essere stati accerchiati in un edificio https://youtu.be/TZrex-plDaI Altri video che mostrano membri delle forze del regime dopo la loro resa https://youtu.be/PIze5VSsKR8 https://youtu.be/taQqfoSYVtM https://youtu.be/VD02lRAwmzk I corpi di alcuni civili uccisi dalle forze del regime a Rityan. https://youtu.be/mke33hqdLp4 Video che mostra parte degli scontri sul fronte di Khaldiyeh ad Aleppo http://youtu.be/sMVwvm_6yTE La foto mostra un veicolo militare di Jabha Al Shamiya in direzione di Rityan, in provincia di Aleppo. (Fonte della foto: https://www.facebook.com/halabnews.ph) Continua a leggere
#Aleppo, #Siria – 19 febbraio 2015 – 
Proseguono oggi i combattimenti in provinc…

#Aleppo, #Siria – 19 febbraio 2015 – Proseguono oggi i combattimenti in provinc…

#Aleppo, #Siria - 19 febbraio 2015 -
Proseguono oggi i combattimenti in provincia di Aleppo tra forze di opposizione e forze governative siriane, queste ultime supportate da milizie pro-regime, in un tentativo dell'opposizione di riprendere il controllo delle località di Bashkoy e Hardantain, che si trovano vicino alla strada che collega Aleppo alla zona nord della provincia nella direzione di Bayanoun - Maarseteh Al Khan, dopo che queste erano cadute in mano alle forze del regime.
Al Jabha Al Shamiya, gruppo armato dell'opposizione siriana, ha inoltre dichiarato di aver catturato 27 membri delle forze del regime, tra cui combattenti iraniani e di Hezbollah, nel corso dei combattimenti svoltesi mercoledì per riprendere il completo controllo della località di Rityan.
Combattimenti si sono svolti da questa mattina anche nel quartiere di Khaldiyeh, nella città di Aleppo, dopo un tentativo delle forze governative siriane di avanzare.

Il momento in cui milizie lealiste di Assad si arrendono nel villaggio di Rityan, tornato sotto il controllo delle forze di opposizione
https://youtu.be/V83VEAcVBb0
Parte dei combattimenti svoltesi a Rityan ed il momento in cui membri delle forze del regime trattano la resa con i combattenti dell'opposizione, dopo essere stati accerchiati in un edificio
https://youtu.be/TZrex-plDaI
Altri video che mostrano membri delle forze del regime dopo la loro resa
https://youtu.be/PIze5VSsKR8
https://youtu.be/taQqfoSYVtM
https://youtu.be/VD02lRAwmzk

I corpi di alcuni civili uccisi dalle forze del regime a Rityan.
https://youtu.be/mke33hqdLp4

Video che mostra parte degli scontri sul fronte di Khaldiyeh ad Aleppo
http://youtu.be/sMVwvm_6yTE

La foto mostra un veicolo militare di Jabha Al Shamiya in direzione di Rityan, in provincia di Aleppo.

(Fonte della foto: https://www.facebook.com/halabnews.ph)


Siria: curdi e ribelli guadagnano terreno nella provincia di Raqqa

Siria: curdi e ribelli guadagnano terreno nella provincia di Raqqa

(Agenzie). Combattenti curdi delle Unità di Protezione del Popolo (YPG) e ribelli siriani sono riusciti a guadagnare terreno all’interno della provincia siriana di Raqqa, il cui capoluogo è stato proclamato da Daish (ISIS) come “capitale del Califfato Islamico”. Secondo l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, YPG e ribelli “hanno catturato 19 villaggi nella provincia”. Rami Abdel […]

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Turchia frena attitudine “ostile” del premier libico

Turchia frena attitudine “ostile” del premier libico

(Agenzie). Il ministero degli Esteri turco ha messo in guardia il primo ministro del governo libico di Tobruk, Abdullah al-Thani, dall’evitare di fare commenti “irresponsabili” e “ostili” contro la Turchia. Al-Thani, in un’intervista con il quotidiano Asharq al-Awsat di mercoledì, aveva infatti accusato la Turchia di interferire negli affari interni della Libia e aveva minacciato il governo di […]

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Il femminismo velato della fotografa marocchina Lalla Essaydi (gallery)

Il femminismo velato della fotografa marocchina Lalla Essaydi (gallery)

(Al Huffington Post Maghreb). La fotografia fa parte di una nuova ondata di artisti marocchini di talento, come Lalla Essaydi. In attività da diversi anni, Lalla vive a New York, ma lavora sempre nella sua casa di famiglia in Marocco. I suoi lavori raffigurano sempre donne – di solito parenti e amiche – ispirate alle rappresentazioni delle […]

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Milizie sciite: un’arma a doppio taglio per Baghdad

Milizie sciite: un’arma a doppio taglio per Baghdad

Di Ángeles Espinosa. El País (16/02/2015). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo. I deputati sunniti del parlamento iracheno (73 su 328) non vedono di buon occhio le milizie sciite. L’attività di questi gruppi armati paralleli, che di certo hanno dato una mano contro Daish (ISIS), potrebbero finire per indebolire la lotta. La loro crescente influenza e […]

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Danimarca: in uscita un libro che reinventa la vita del Profeta

Danimarca: in uscita un libro che reinventa la vita del Profeta

(Courier International). “Il Profeta beveva troppo, la sua vita sessuale era uno schifo e si è sposato con una vecchia per soldi”. Queste le affermazioni all’interno del libro satirico dell’autore danese Kare Bluitgen, in uscita il prossimo 27 febbraio in Danimarca. Intitolato “Il libro migliore”, l’opera è ambientata all’epoca di Muhammad, quando ogni religione difendeva il proprio […]

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Artista saudita fa causa alla Omega per “plagio”

Artista saudita fa causa alla Omega per “plagio”

(Elpah). L’artista saudita Ahmed Mater ha fatto causa alla compagnia di orologi Omega (parte del gruppo Swatch) per aver usato il concetto di una sua serie di opere d’arte come idea per una campagna pubblicitaria. Il quotidiano francese Le Figaro ha riferito che Mater ha agito contro la famosa società per aver violato i suoi diritti intellettuali. La Omega […]

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Egitto: corte condanna studente per insulto all’islam e ateismo

Egitto: corte condanna studente per insulto all’islam e ateismo

(Agenzie). La corte penale di Imsailiya, in Egitto, ha condannato a un anno di detenzione un giovane studente con l’accusa di aver insultato l’islam e aver promosso l’ateismo attraverso la sua pagina Facebook, secondo fonti legali. Sharif Gaber potrà fare appello alla decisione della corte e chiedere il rilascio su cauzione. Gaber è già il secondo […]

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Consiglio Cooperazione del Golfo respinge accuse egiziane al Qatar

(Elaph). Il Consiglio di cooperazione del Golfo ha denunciato le accuse di sostegno al terrorismo rivolte al Qatar dalle autorità egiziane. Il presidente del Consiglio, Abdullatif Al-Zayani, ha respinto le accuse mosse dal rappresentante  permanente dell’Egitto, descrivendole come affermazioni false che non rispecchiano la realtà delle cose, ignorando gli sforzi sinceri fatti dal Qatar per la lotta al […]

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Iran vieta ai media di nominare ex presidente Khatami

(Agenzie). Teheran ha vietato esplicitamente ai media iraniani di nominare Mohammed Khatami, ex presidente noto per essere un riformatore. In tutta risposta, alcuni iraniani hanno lanciato sui social network l’hashtag in persiano “Noi saremo i media di Khatami”. Come segno di protesta, gli utenti Twitter hanno iniziato a pubblicare le foto di Khatami insieme a […]

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Pakistan: talebani pronti per colloqui di pace

(Agenzie). Ufficiali dell’esercito e diplomatici pakistani hanno dichiarato che  i talebani afghani hanno mostrato di essere disposti a partecipare a dei colloqui di pace. Fonti interne all’organizzazione afghana hanno affermato che i negoziatori talebani avrebbero già tenuto il primo round di colloqui con gli Stati Uniti e il Qatar, ma i funzionari di questi due Stati […]

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Qatar richiama il suo ambasciatore in Egitto

(Agenzie). Il Qatar ha richiamato il suo ambasciatore in Egitto per “consultazioni”, dopo i raid aerei egiziani su obiettivi Daish (ISIS) in Libia. Secondo al-Jazeera e i media egiziani, Doha avrebbe richiamato il suo ambasciatore in seguito ad una frase detta dal delegato egiziano della Lega Araba, Tariq Adel. Questi avrebbe accusato il Qatar di sostenere […]

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Ex militare belga identificato in video Daish

Ex militare belga identificato in video Daish

(El País). La radio-televisione pubblica belga RTBF ha confermato che Lofti Aoumer, uno degli uomini che appare in un recente video Daish (ISIS) in cui si minacciano attentati in Francia e Belgio, è stato identificato essere un cittadino belga che ha servito nell’esercito del Paese tra il 2010 e il 2012. Nel video, i due invitano […]

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Egitto accusa il Qatar di sostenere il terrorismo

Egitto accusa il Qatar di sostenere il terrorismo

(Agenzie). Il Qatar ha richiamato in patria il suo ambasciatore in Egitto “per consultazioni” dopo una disputa sui raid aerei egiziani in Libia contro Daish (ISIS), secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa qatarina. Il ministero degli Esteri del Qatar avrebbe espresso riserve sugli attacchi aerei, sottolineando la necessità di “consultazioni prima di una qualsiasi azione […]

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Gadi Eizenkot, il nuovo capo di Stato maggiore di Israele

Gadi Eizenkot, il nuovo capo di Stato maggiore di Israele

Di Hilmi Mussa. As-Safir (17/02/2015). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo. Il generale Gadi Eizenkot è il nuovo capo di Stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (IDF). Ha assunto l’incarico lo scorso 16 febbraio, prendendo il posto del collega Binyamin Gantz. La nomina di Eizenkot rappresenta un chiaro cambiamento all’interno dell’esercito e della società israeliani a causa […]

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American Sniper e le menzogne che noi stessi ci raccontiamo

Nella taiga siberiana chiamano Dio “il Grande Bugiardo”, credono che sia lo spirito più vecchio al mondo e che involontariamente abbia generato la vita in ogni cosa che esiste; la sua virtù è la contraddizione e per non liberare il caos che reca dentro di sé e che distruggerebbe ogni cosa, racconta bugie agli uomini, presentandosi loro sotto spoglie irriconoscibili, qualche volta di un animale, qualche altra di un uomo … | Continua a leggere

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Nella taiga siberiana chiamano Dio “il Grande Bugiardo”, credono che sia lo spirito più vecchio al mondo e che involontariamente abbia generato la vita in ogni cosa che esiste; la sua virtù è la contraddizione e per non liberare il caos che reca dentro di sé e che distruggerebbe ogni cosa, racconta bugie agli uomini, presentandosi loro sotto spoglie irriconoscibili, qualche volta di un animale, qualche altra di un uomo … | Continua a leggere

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Nella taiga siberiana chiamano Dio “il Grande Bugiardo”, credono che sia lo spirito più vecchio al mondo e che involontariamente abbia generato la vita in ogni cosa che esiste; la sua virtù è la contraddizione e per non liberare il caos che reca dentro di sé e che distruggerebbe ogni cosa, racconta bugie agli uomini, presentandosi loro sotto spoglie irriconoscibili, qualche volta di un animale, qualche altra di un uomo … | Continua a leggere

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Libia chiede sollevamento embargo all’ONU

Libia chiede sollevamento embargo all’ONU

(Agenzie). Durante la sessione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, la Libia ha chiesto all’organizzazione di sollevare l’embargo sulla vendita di armi imposto al Paese nel 2011. La Libia ha inoltre chiesto all’ONU di aiutare il Paese a ricostruire il suo esercito per combattere Daish (ISIS). Mohammed al-Dairi, ministro degli Esteri libici, ha dichiarato che “la […]

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Pakistan: attacco a moschea sciita a Islamabad

Pakistan: attacco a moschea sciita a Islamabad

(Agenzie). Un uomo armato avrebbe provocato un’esplosione una moschea sciita nella capitale pakistana di Islamabad causando la morte di almeno 3 persone e il ferimento di due, secondo alcuni testimoni e fonti ospedaliere. Per il momento, non c’è stata rivendicazione dell’attacco. Si tratta dell’ultima di una serie di aggressioni contro la minoranza musulmana sciita in Pakistan, […]

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Arabia Saudita: incontro dei capi di Stato maggiore della coalizione anti-Daish

Arabia Saudita: incontro dei capi di Stato maggiore della coalizione anti-Daish

(Agenzie). I capi di Stato maggiore dei 26 Paesi che partecipano alla coalizione anti-Daish sono in Arabia Saudita per un incontro di alto livello su come affrontare la minaccia del gruppo jihadista, in un momento ci sono chiari segnali di una sua espansione in Libia. I pareri sull’utilità dell’incontro sono discordanti, con alcuni che sostengono si tratterà più […]

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Libia: Stati arabi chiedono sollevamento embargo armi, no intervento militare

Libia: Stati arabi chiedono sollevamento embargo armi, no intervento militare

(Agenzie). In occasione della riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’ONU sulla situazione in Libia, la Giordania (membro non permanente) presenterà una bozza di risoluzione elaborata dagli Stati arabi nella quale viene richiesta la fine dell’embargo sulla vendita delle armi imposto al Paese nordafricano nel 2011. La risoluzione richiede che l’embargo venga “sollevato per il […]

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Corte suprema israeliana annulla decisione su candidata parlamentare araba

Corte suprema israeliana annulla decisione su candidata parlamentare araba

(Agenzie). La corte suprema israeliana ha annullato la decisione della Commissione Centrale per le Elezioni di eliminare dalla corsa alle parlamentari la candidata e già parlamentare araba Haneen Zuabi. Stessa sorte anche per Baruch Marzel, attivista israeliano d’estrema destra accusato di razzismo. La Zuabi era stata bandita dalle candidature alle prossime parlamentari di marzo in quanto considerata “ostile allo […]

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Yemen: Sanaa occupata e presidente assediato

Yemen: Sanaa occupata e presidente assediato

Di Abdulrahman al-Rashed. Al-Arabiya (17/02/2015). Traduzione e sintesi di Viviana Schiavo. Il Consiglio di Sicurezza si è mostrato unanime nel rigettare la presa di potere delle milizie Houthi in Yemen. A parte ciò, non c’è un reale interesse verso un’azione militare né quello di far fallire la possibilità di una riconciliazione che l’inviato speciale ONU […]

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Da Kirkuk, Barzani fissa i “confini” del Kurdistan

Da Kirkuk, Barzani fissa i “confini” del Kurdistan

(As-Safir). In occasione della sua visita alla città di Kirkuk, il presidente della Regione autonoma del Kurdistan iracheno, Mas’ud Barzani, ha detto chiaramente che solo i peshmerga e le forze di sicurezza curde devono difendere la provincia dalla minaccia di Daish (ISIS) e che non c’è bisogno di nessun’altra milizia o gruppo militare. La dichiarazione di Barzani […]

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Libia: Italia chiede all’ONU di trovare soluzione politica

Libia: Italia chiede all’ONU di trovare soluzione politica

(Agenzie). Il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, ha fatto pressione alle Nazioni Unite affinché trovi rapidamente una soluzione politica al conflitto in Libia, invitando la comunità internazionale a “accelerare il passo prima che sia troppo tardi”. Gentiloni ha parlato al parlamento italiano ore prima dell’inizio dell’incontro di emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’ONU per discutere sulla […]

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Turchia: progetto di legge su libertà e sicurezza

(Agenzie). Il Parlamento turco ha iniziato a discutere un nuovo progetto di legge sulle libertà pubbliche e sui poteri delle forze di sicurezza e dell’intelligence soprattutto durante manifestazioni di piazza. Fonti dell’opposizione turca hanno detto che si discuterà di otto materie fondamentali e in modo specifico sull’intenzione di dare poteri assoluti alla polizia di fermare […]

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Libano: niente di fatto per elezioni Presidente

(Agenzie). Il Parlamento libanese ha rimandato la seduta per l’elezione del nuovo Presidente al prossimo 11 marzo, dopo aver provato per la  19^ volta a interrompere i 9 mesi di stallo presidenziale. Come nelle precedenti sessione, anche questa volta le votazioni parlamentari sarebbero state destinate al fallimento per il mancato raggiungimento del quorum. Da aprile 2014 i […]

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Predicatore saudita sfida la teoria eliocentrica

Predicatore saudita sfida la teoria eliocentrica

(Elaph). Durante una conferenza organizzata dal dipartimento degli Affari Islamici dell’emirato di Sharjah, un predicatore religioso saudita, lo sheikh Bandar al-Khaibari, ha sfidato la teoria dell’eliocentrismo dichiarando che la terra in realtà è ferma ed è il sole che le gira intorno. Al-Khabairi ha cercato di sostenere la sua tesi facendo riferimento ad altri religiosi musulmani e citando […]

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Libia: pressioni di guerra

Libia: pressioni di guerra

Di Zine Cherfaoui. El Watan (17/02/2015). Traduzione e sintesi Carlotta Caldonazzo. Di fronte alla brutale uccisione di 21 egiziani coopti, Il Cairo abbandona la sua posizione contraria a interventi militari internazionali in Libia e, insieme alla Francia, propone una soluzione manu militari al caos libico. Come rimedio agli effetti della “guerra umanitaria” promossa da Nato […]

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Iran: poetessa minacciata per aver tradotto “Il blu è un colore caldo”

Iran: poetessa minacciata per aver tradotto “Il blu è un colore caldo”

(Le Monde). Sepideh Jodeyri, poetessa iraniana che vive a Praga, ha di recente tradotto il fumetto francese “Il blu è un colore caldo” (adattato per il cinema dal regista Abdellatif Kechiche col titolo “La vita di Adele”) diventando così il bersaglio di numerose critiche e minacce apparse sui media religiosi in Iran. La traduzione in persiano dell’opera […]

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Tunisia: 4 poliziotti uccisi in attacco terroristico

(Al-Bawaba). Quattro poliziotti sono stati uccisi in quello che le autorità tunisine hanno definito un attacco terroristico, avvenuto in una regione del Paese famosa per essere la base della più pericolosa organizzazione terroristica della Tunisia. La dichiarazione rilasciata dal ministero degli Interni precisa che l’attacco si è verificato nella città di Boulaaba, al confine con l’Algeria. […]

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ONU: riunione di emergenza sulla Libia

(Agenzie). Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU si riunirà oggi per un meeting straordinario e di emergenza sulla crisi in Libia. L’incontro è il risultato delle pressioni dell’Egitto che ha chiesto all’ONU di intervenire contro Daish (ISIS) dopo che i militanti del gruppo hanno diffuso il video della decapitazione di 21 cristiani copti egiziani. Intanto il presidente […]

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Inviato ONU: governo siriano disposto a sospendere attacchi a Aleppo

(Agenzie). L’inviato dell’ONU ha dichiarato di aver ricevuto un dichiarazione di impegno da parte del governo siriano, per sospendere gli attacchi aerei e di artiglieria che da sei settimane interessano la città di Aleppo. Non vi è alcuna informazione su quando la tregua avrà inizio, ma l’inviato ONU De Mistura ha dichiarato che tornerà in Siria […]

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Cosa è successo in Libia?

Cosa è successo in Libia?

Di Fahmi Huwaidi. As-Safir (17/02/2015). Traduzione e sintesi di Cristina Gulfi. Prima di affrontare la questione dei raid egiziani sulla Libia, bisogna fare alcune considerazioni. Siamo di fronte ad un’organizzazione criminale – Daish (ISIS) – che da quando ha proclamato il suo Stato non ha trovato ostacoli. Gli autori dei crimini in Libia provengono dal […]

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Egitto, media: Morsi non affronterà il nuovo processo

(Agenzie). L’ex presidente egiziano Mohamed Morsi, deposto dall’esercito nel luglio 2013, non affronterà il processo per incitamento alla violenza e omicidio relativo alle proteste scoppiate dopo la sua caduta, secondo quanto riferito dai media statali. La notizia smentirebbe quindi l’annuncio da parte della procura militare egiziana, che proprio oggi aveva dichiarato che il nuovo processo a […]

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Marocco: creata commisione “shari’a” per la finanza islamica

Marocco: creata commisione “shari’a” per la finanza islamica

(Agenzie). Il Marocco ha emanato un decreto reale che prevede la creazione di una commissione legale per la supervisione della neonata finanza islamica nel regno. L’organo si chiamerà “Commissione della shari’a per finanza partecipativa” e sarà composto da 10 membri, tra studiosi musulmani ed esperti di finanza, secondo quanto si legge nella gazzetta ufficiale marocchina. D’ora in poi, le […]

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Egitto: spazio aereo chiuso a velivolo commerciale libico

Egitto: spazio aereo chiuso a velivolo commerciale libico

(Agenzie). Un aereo commerciale libico diretto a Istanbul è stato costretto a tornare all’aeroporto di Mitiga di Tripoli dopo che le autorità egiziane gli hanno vietato di attraversare lo spazio aereo dell’Egitto. Per ora non ci sono stati commenti dal Cairo. L’eventuale conferma della chiusura dello spazio aereo egiziano risulterebbe in un maggiore isolamento per la […]

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Arabia Saudita: emiro del Qatar in visita al nuovo re

Arabia Saudita: emiro del Qatar in visita al nuovo re

(Agenzie). L’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad al-Thani, si è recato in visita ufficiale in Arabia Saudita per discutere con il re Salman, nel loro primo incontro ufficiale dell’insediamento del nuovo monarca. I due leader hanno parlato soprattutto di duqe questioni principali: la situazione in Yemen e la ribellione sciita, molto a cuore a Riyad, […]

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Libia, tra tragedia e farsa

Libia, tra tragedia e farsa

di Cristiano Tinazzi*

I media italiani sembrano completamente impazziti. Articoli che raccontando di tagliagole scatenati e terrore per le strade di Tripoli, ci rendono una versione terribilmente naif di quello che sta avvenendo in realtà in Libia. Un po’ come nel 2011, quando si era un pugno di inviati in Tripolitania e dall’Italia arrivavano notizie pazzesche che, però, non avevano nessun fondamento sul terreno.…

Libia, tra tragedia e farsa è un articlo pubblicato su Nazione Indiana.

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di Cristiano Tinazzi*

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La nuova collezione del libanese Rami Kadi

La nuova collezione del libanese Rami Kadi

Stilista di fama internazionale nonostante la sua giovane età, Rami Kadi ha da poco presentato la sua ultima collezione Primavera-Estate in occasione della settimana della moda di Parigi. L’idea base degli abiti della collezione “Les Illusions Exquises” è quella dell’illusione ottica, creata giocando con i diversi effetti visivi dati ottenuti mischiando i tessuti e concentrandosi sulla […]

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Egitto: intelligence analizza video Daish, fornisce nuove informazioni

Egitto: intelligence analizza video Daish, fornisce nuove informazioni

(Al-Arabiya). Sembra che l’intelligence egiziana e libica abbiano condotto un’analisi più accurata del video dell’esecuzione dei 21 ostaggi copti da parte di Daish (ISIS) in Libia, la quale avrebbe rivelato che il luogo dell’incidente non si troverebbe vicino Tripoli, bensì nella provincia di Sha’ba, a 7 km da Sirte, zona controllata dai militanti islamisti. L’ex […]

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Libia: domani riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza ONU

Libia: domani riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza ONU

(Agenzie). Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà domani, mercoledì, per discutere della situazione in Libia, in seguito alle pressioni del presidente egiziano El Sisi per la formazione di una coalizione internazionale di intervento sotto l’egida ONU. Da parte loro, i diplomatici ONU hanno dichiarato che non è ancora stato proposto un ordine del […]

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Bashar al-Assad: da problema a soluzione

Bashar al-Assad: da problema a soluzione

Di Ilias Harfoush. Al-Hayat (15/02/2015). Traduzione e sintesi di Marianna Barberio. Dal suo palazzo di Damasco, il presidente Bashar al-Assad segue i cambiamenti di posizione operati dalle potenze occidentali in merito alla crisi siriana e non può che ritenersi orgoglioso e fiero di quanto avvenuto. Tutto ciò in cui aveva sperato è divenuto realtà. L’inviato […]

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Egitto: processo Morsi rinviato a una corte marziale

(Agenzie). La procura militare egiziana ha rinviato uno dei processi che vede imputato l’ex presidente Mohamed Morsi a una corte marziale, fissando la data per la prima udienza al prossimo 23 febbraio. Morsi, insieme ad altri 198 membri dei Fratelli Musulmani, è accusato di incitamento alla violenza e dei 30 omicidi che ne sono scaturiti, di assalto […]

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Siria: esercito guadagna terreno a nord di Aleppo

Siria: esercito guadagna terreno a nord di Aleppo

(Agenzie). L’esercito siriano, appoggiato da milizie alleate, ha preso il controllo di diversi villaggi a nord di Aleppo, tra cui quelli di Bashkuwi e Sifat, secondo quanto riferito dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani. L’organizzazione ha inoltre dichiarato che le forze pro-governative hanno bloccato la principale strada usata per i rifornimenti che collega la città del nord della Siria […]

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Nigeria: Boko Haram distrugge un villaggio del Borno

Nigeria: Boko Haram distrugge un villaggio del Borno

(Agenzie). Centinaia di militanti di Boko Haram hanno attaccato e distrutto il villaggio di Askira Uba nel Borno, nella Nigeria nordorientale, bruciando case ed edifici pubblici. Alcuni superstiti hanno dichiarato che gli abitanti del villaggio avevano chiesto aiuto ai soldati presenti nella vicina Chibok, a circa 25 km di distanza, ma che si sono rifiutati di intervenire. […]

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Malak al-Khatib racconta i suoi 45 giorni in carcere

(Asharq al-Awsat). È tornata a casa Malak al Khatib, la più giovane palestinese arrestata e detenuta dalle autorità israeliane. Dopo aver passato 45 giorni in carcere Malak ha potuto riabbracciare la sua famiglia, lo scorso venerdì. Malak è diventata una star in Palestina: ogni giorno centinaia di sostenitori, di giornalisti e di attivisti impegnati nella tutela […]

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Militanti curdi del PKK chiedono segnali di pace alla Turchia

(Agenzie). I militanti curdi del PKK (partito dei lavoratori curdi) hanno chiesto alla Turchia segnali concreti nel processo di pace che li riguarda. A rischio il futuro stesso della Turchia. Si legge infatti in un comunicato del gruppo che il processo di pace è in una fase critica e pericolosa e che servono passi concreti […]

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I turbamenti del giovane nominalista (by Stefano Bigliardi, February 2015)

I turbamenti del giovane nominalista (by Stefano Bigliardi, February 2015)

Photo: “certi colpi di pistola ci risparmierebbero quantomeno dolori da giovane Werther”. “Cosa bisogna fare non lo so.” Romano Prodi sulla situazione attuale in Medio Oriente, 15-2-2015 http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/15/libia-prodi-lisis-alle-porte-colpa-delloccidente-situazione-prevedibile/1427442/ Uno dei campi in cui mi sono specializzato è l’Islam contemporaneo. Di conseguenza spesso mi viene chiesto che cosa ne penso di avvenimenti socio-politico-militari contemporanei come l’affermazione […]

Autorità Palestinese: Daish non opera dalla Striscia di Gaza

(Agenzie). Un portavoce della sicurezza dell’Autorità Palestinese, Adnan Dameiri, ha dichiarato che Daish (ISIS) non opera dalla Striscia di Gaza e che le accuse di Israele sulla presenza di cellule del gruppo terrorista nei Territori palestinesi sono infondate e false. Il portavoce ha dichiarato durante una conferenza stampa a Ramallah che i “creatori” del fenomeno Daish […]

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Caccia francesi all’Egitto: a cosa serviranno?

Caccia francesi all’Egitto: a cosa serviranno?

Di Maxime Bourdie. Al Huffington Post Maghreb (16/02/2015). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo. Poche ore prima dell’arrivo di Jean-Yves Le Drian al Cairo per la firma del primo contratto di esportazione di aerei Rafale, l’esercito egiziano ha annunciato di aver bombardato obiettivi Daish (ISIS) in Libia. Questi bombardamenti danno già un’idea del perché l’Egitto e la […]

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Libia: esercito libico “non abbiamo bisogno di intervento di terra straniero”

(Al-Bawaba). Il portavoce ufficiale dell’esercito libico, Ahmed Al-Mosmari, ha dichiarato che le forze armate libiche non hanno bisogno di un intervento di terra straniero per combattere le milizie di Daish. “Questo è un lavoro per le forze libiche, quello di cui abbiamo bisogno ora è il supporto delle nazioni straniere, soprattutto di armamenti”, ha dichiarato Al-Mosmari al giornale egiziano […]

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Pakistan: 5 morti in attacco suicida a Lahore

(Agenzie). Un attentatore suicida ha ucciso 5 persone a Lahore in Pakistan, vicino la stazione di polizia. L’attacco è stato rivendicato da una fazione talebana che ha voluto vendicare l’uccisione di alcuni compagni. L’esplosione è avvenuta a pochi metri dall’ingresso del quartier generale della polizia proprio nel cuore della città. Shuja Khanzada, ministro della provincia […]

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Libia: rilasciati i 21 pescatori egiziani rapiti

(Al-Masry al-Youm). Sono stati rilasciati i 21 pescatori egiziani rapiti in Libia. Il capo dei pescatori di Kafr El-Sheikh, Said Ahmed Nassar, ha dichiarato alla televisione egiziana Al-Hayat al-Youm che i pescatori erano stati rapiti mentre tornavano al Cairo dal territorio libico, aggiungendo che l’organizzazione Alba libica è responsabile del rapimento. Il deteriorarsi delle condizioni di sicurezza […]

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Europa contraria invito Netanyahu a “massiccia emigrazione” ebraica in Israele

(Al-Hayat). “La casa degli ebrei è l’Europa, soprattutto la Francia”, così il presidente francese Hollande ha risposto alle dichiarazioni del suo omonimo israeliano che invitavano gli ebrei europei a emigrare in Israele. La proposta di Netanyahu è arrivata in seguito all’attacco di sabato scorso a Copenaghen. Lo stesso portavoce della comunità ebraica danese ha rifiutato l’invito espresso […]

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Marocco: scomparso il musicista amazigh Ammouri Mbarek

Marocco: scomparso il musicista amazigh Ammouri Mbarek

(Al Huffington Post Maghreb). L’artista amazigh Ammouri Mbarek è deceduto a Casablanca all’età di 64 anni. Cantante e musicista originario di Taroudant, Mbarek era conosciuto per aver modernizzato la canzone amzigh marocchina. Si ispirava ai testi di poeti amazigh come Azayko, Mohamed El-Moustaoui e Akhiyyat, che parlavano di amore e di esilio. La sua carriera viene lanciata sulla […]

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Tunisia: turismo in calo rispetto al 2014

Tunisia: turismo in calo rispetto al 2014

(Agenzie). Mentre la minaccia terrorista incombe sul Maghreb, influenzando la scelta dei viaggiatori, i numeri del turismo in Tunisia sono crollati nel mese di gennaio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Infatti, secondo i dati forniti dal ministero del Turismo, nel primo mese del 2015 hanno visitato la Tunisia quasi 270.000 persone, registrando così […]

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Egitto: Al-Azhar vieta di guardare i video di Daish

Egitto: Al-Azhar vieta di guardare i video di Daish

(Al-Arabiya). Al-Azhar, la maggiore autorità islamica d’Egitto, ha proibito ai musulmani di guardare e condividere i video che mostrano le esecuzioni perpetrate dai militanti Daish (ISIS). La dichiarazione arriva a poche ore dalla diffusione del video dell’uccisione dei 21 ostaggi copti in Libia. Al-Azhar ha invitato tutti i media a evitare di pubblicare i “crimini dei […]

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Yemen: Houthi respingono risoluzione ONU su cessione del potere

Yemen: Houthi respingono risoluzione ONU su cessione del potere

(Agenzie). Il movimento Houthi ha respinto la risoluzione emanata dalle Nazioni Unite che invita i ribelli a cedere il potere. Gli Houthi hanno a loro volta invitato l’ONU a “rispettare la volontà e la sovranità del popolo yemenita” e ad agire in modo “obiettivo”. I ribelli hanno inoltre invitato il Consiglio di Sicurezza “a non seguire […]

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Libia: El Sisi chiede risoluzione ONU per intervento militare

Libia: El Sisi chiede risoluzione ONU per intervento militare

(Agenzie). Il presidente egiziano Abdel Fattah El Sisi ha fatto appello all’elaborazione di una risoluzione delle Nazioni Unite che ordini la formazione di una coalizione internazionale che intervenga in Libia. Inoltre, El Sisi ha invitato le milizie libiche a consegnare le armi, ma allo stesso tempo ha sollecitato che il governo di Tobruk, riconosciuto a […]

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I sei finalisti al Premio per il romanzo arabo 2015

I sei finalisti al Premio per il romanzo arabo 2015

Lo scorso venerdì a Casablanca, in occasione della Fiera del Libro in corso in questi giorni, sono stati annunciati i titoli dei sei romanzi in gara per il Premio internazionale per il romanzo arabo (IPAF/Arabic Booker), edizione 2015. La giuria, capeggiata dal poeta e scrittore palestinese Murid al-Barghuthi, sembra aver privilegiato scrittori giovani e opere … Continue reading I sei finalisti al Premio per il romanzo arabo 2015
I sei finalisti al Premio per il romanzo arabo 2015

I sei finalisti al Premio per il romanzo arabo 2015

Lo scorso venerdì a Casablanca, in occasione della Fiera del Libro in corso in questi giorni, sono stati annunciati i titoli dei sei romanzi in gara per il Premio internazionale per il romanzo arabo (IPAF/Arabic Booker), edizione 2015. La giuria, capeggiata dal poeta e scrittore palestinese Murid al-Barghuthi, sembra aver privilegiato scrittori giovani e opere … Continue reading I sei finalisti al Premio per il romanzo arabo 2015
Libia: Marocco sospende voli, chiude spazio aereo

Libia: Marocco sospende voli, chiude spazio aereo

(Agenzie). Il Marocco ha sospeso tutti i voli della compagnia di bandiera Royal Air Maroc per la Libia e ha anche chiuso il suo spazio aereo ai velivoli libici per motivi di sicurezza. Il governo marocchino ha dichiarato che la sospensione è “temporanea”. La compagnia aveva già sospeso alcuni voli in luglio, al momento degli scontri tra le […]

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Libia: bandiere nere, Daish è sul sentiero di guerra

Libia: bandiere nere, Daish è sul sentiero di guerra

Di Theodore Karasik. Al-Arabiya (16/02/2015). Traduzione e sintesi di Angela Ilaria Antoniello. Con l’esecuzione di 21 copti egiziani, e il rapimento di altri 21 egiziani, Daish (ISIS) sta spingendo Italia, Francia, e Stati Uniti ad intervenire in Libia. Negli ultimi giorni, ha rilasciato due importanti dichiarazioni: “Un messaggio alla Francia” che minaccia non solo la […]

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Egitto: in migliaia in lutto per gli ostaggi copti uccisi in Libia

Egitto: in migliaia in lutto per gli ostaggi copti uccisi in Libia

(Agenzie). Migliaia di persone in lutto si sono radunate nella chiesa copta del villaggio di Al-Our, a sud del Cairo, per onorare la memoria dei 21 ostaggi cristiani copti che domenica sono stati uccisi dai militanti di Daish (ISIS) in Libia. Al-Our è stato scelto come luogo della commemorazione in quando villaggio di origine della […]

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Siria: Isis e gli altri.  Le mappe rivelatrici

Siria: Isis e gli altri. Le mappe rivelatrici

mcc43 A dicembre 2014, il New York Times ha pubblicato i commenti riservati sull’Isis del generale Michael K. Nagata, comandante delle operazioni speciali per gli Stati Uniti in Medio Oriente: “Non abbiamo sconfitto l’idea. Non l’abbiamo ancora nemmeno capita”. **** 23 settembre 2014 – Inizia l’offensiva aerea contro l’Isis in Siria. La coalizione è formata da circa […]
Iraq: stallo nell’accordo petrolifero con il Kurdistan

Iraq: stallo nell’accordo petrolifero con il Kurdistan

(Agenzie). Le trattative per la risoluzione permanente del problema dell’esportazione di petrolio tra Baghdad e Erbil hanno incontrato un ostacolo in quanto il Kurdistan iracheno sa che il governo centrale non è in grado di coprire le spese di bilancio previste dall’accordo. In una dichiarazione rilasciata dal governo della Regione autonoma del Kurdistan, si legge che è […]

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“Away from home”

“Away from home”

xxx yyyaway 110Il fotografo Kursat Bayhan da cinque anni documenta le condizioni di vita degli abitanti di Eminönu e Küçükpazar, a Istanbul: migranti interni provenienti dai piccoli villaggi di campagna delle zone orientali e sudorientali del Paese. (Ebticar/Mashallah news)

Libia: Tripoli condanna raid egiziani

Libia: Tripoli condanna raid egiziani

(Elaph). Il Congresso Generale Nazionale, l’organo di governo con base a Tripoli non riconosciuto dalla comunità internazionale, ha definito i raid egiziani su obiettivi Daish (ISIS) in Libia come “un’aggressione” e “un attacco alla sovranità nazionale” libica. I membri del Congresso Generale Nazionale non hanno ancora riconosciuto la presenza della minaccia Daish anche in Libia e ritengono che […]

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Turchia: Armenia blocca ratificazione accordo

Turchia: Armenia blocca ratificazione accordo

(Agenzie). Il presidente armeno Serge Sarkisian ha dichiarato di aver chiesto al parlamento armeno di ritirare la sua firma da un accordo con la Turchia risalente al 2009 e mirato alla normalizzazione delle relazioni tra i due Paesi. Sarkisian ha affermato che non andrà avanti con l’accordo a causa delle “precondizioni” che la Turchia ha imposto prima […]

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