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Archives for Essawt ( La voce)

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Sofian : vittima dell’islamofobia

Sofian : vittima dell’islamofobia

Continua a tenerci con il fiato sospeso la vicenda di Sofian, giovane studente di origini marocchine, che qualche giorno fa, in piena mensa universitaria, si era alzato in piedi pronunciando una frase : ''chi vuole morire rimanga qui''. Da li sono tante leggende sul triste evento. C'è chi dice che Sofian aveva urlato frasi contro le religioni. I più creativi invece hanno dichiarato che Sofian agitava in mano il proprio telefonino, quasi fosse il detonatore di un ordigno, quando stava pronunciando quelle frasi ambigue.  Le fantasiose testimonianze sono tante quanto sono gli stereotipi costruiti sulla testa degli arabi musulmani. Non metto in dubbio che Sofian soffriva di problemi psichici, ma nessuno si era chiesto quali sono le origini di questo male interiore ? Qualche giorno prima della triste vicenda Sofian mi aveva inviato la fotografia del suo diario dove appariva

una frase :




‘’È così che vi creano il terrorismo a casa vostra e dicono che i musulmani sono terroristi ma l'islam è la religione di amare l'altro’’




Da questa frase, e da ciò che mi aveva raccontato nei mesi passati, traspare un sentimento di frustrazione e di rabbia verso una società profondamente islamofoba. Sofian me lo aveva confidato più di una volta negli ultimi mesi. Era stanco di nascondere agli altri la sua religione. Di doverla sempre difendere dagli attacchi di una società ammorbata dalla paura mediatica. Mi aveva pure confidato che era alla ricerca di una donna da amare, che lo accettasse per quello che è e non per quello che '' beve ''.
Adesso cerchiamo di non girare intorno al problema. Diciamoci la verità, quanti di voi, cari amici europei e non musulmani, di destra e di sinistra, sono disposti ad avere per amico un arabo musulmano, praticante per giunta ? Quante donne '' europee e non musulmane '' sono disposte ad avere una relazione con un uomo musulmano ? Comprendo il male interiore di Sofian, e vi dico che adesso anch'io sono tentato di ripetere il suo gesto in pubblico.

Io e la Fortezza Europa. O meglio : ”Operazione Sophia ”

Io e la Fortezza Europa. O meglio : ”Operazione Sophia ”

L'operazione Sophia, meglio conosciuta con l'acronimo '' Eunavformed '' European Union Naval Force Mediterranean (in italiano: Forza navale mediterranea dell'Unione europea) è un'operazione militare lanciata dall'Unione europea in conseguenza dei naufragi avvenuti nell'aprile 2015 che hanno coinvolto diverse imbarcazioni che trasportavano migranti e richiedenti asilo dalla Libia. Lo scopo dell'operazione era quella di neutralizzare le consolidate rotte della tratta dei migranti nel Mediterraneo. La sede operativa è situata a Roma.

Dal 24 Agosto 2016,in seguito all'accordo siglato nel quartiere generale di Centocelle,a Roma,tra l'ammiraglio italiano Credendino e l'ammiraglio libico Al Touhami per conto del governo di Tripoli di El Sarraj,l'operazione ''Sophia'' si prefissò l'obbiettivo di addestrare la marina e la guardia costiera della Libia occidentale. La missione iniziò ufficialmente il 26 Ottobre,quando 80 militari libici furono prelevati da Misurata dalla Nave militare italiana '' San Giorgio '' e la nave militare Olandese '' ''Rotterdam''. Diviso il gruppo dei libici in due squadre (40 libici su nave '' San Giorgio '' e altri 40 sull'olandese '' Rotterdam'') il 28 Ottobre 2016 iniziava cosi la campagna di addestramento della guardia costiera libica.
Per facilitare il lavoro degli addestratori europei furono assunti 9 interpreti civili provenienti da tutta Italia che avevano il compito di tradurre le lezioni dalla lingua inglese all'arabo. Due interpreti per l'addestramento su nave '' Rotterdam '' (io e un amico ) e i restanti sette su '' San Giorgio ''.
In questa foto,scattata molto probabilmente agli inizi di Novembre,avevo accompagnato gli addestratori britannici della '' Royal Marine '' di sua maestà e addestratori della Marina militare Greca a bordo di un mezzo da sbarco olandese (io sono quello a destra della lavagna, concentrato a decifrare l'inglese dell'addestratore scozzese). Faceva freddo e il mare a largo di Malta era mosso. Durante la lezione pratica a bordo del mezzo da sbarco olandese su nave '' Rotterdam'' era in corso una visita dell'ammiraglio Credendino accompagnato dall'ammiraglio libico Touhami.
La lezione di quel giorno doveva insegnare ai giovani militari libici le varie tecniche di abbordaggio di un mezzo sospetto. L'addestratore britannico con il suo terribile accento scozzese rendeva il mio lavoro di traduzione impossibile. Fortuna che quel giorno erano previste pratiche in mare. Quindi non dovevo starmene per cinque ore chiuso in una classe a tradurre.  Infatti subito dopo la breve lezione orale partì quella pratica che consisteva nell'imbarcare i libici sui dei barchini d'assalto per simulare l'abbordaggio di un imbarcazione sospetta. Incuriosito, chiesi agli addestratori l'autorizzazione e m'imbarcai anche io su uno di quei mezzi, e '' assaltai '' anche io il mezzo sospetto tra le risate degli addestratori e quella dei giovani libici. Infatti,in seguito a questo episodio i libici mi soprannominarono '' El mutarjem el muqtahim '' (l'interprete d'assalto).
Una volta a bordo scattò la seconda fase : la perquisizione dell'equipaggio. L'atmosfera non fu tesa e l'addestramento prese la piega di un gioco di ruoli. Infatti una volta abbordata l'imbarcazione sospetta gli addestratori mi chiesero di recitare la parte del capitano di un peschereccio tunisino che oltre a trasportare '' qualche chilo di cocaina '' nascondeva 5 migranti cui ruoli vennero recitati da altri 5 militari britannici. Una volta scovato il '' carico illegale '' l'atmosfera si scaldò : il più anziano tra i libici cominciò a urlare ordini contro tutti i membri dell'equipaggio. Un libico, un certo Mu'waaya, prese sul serio la parte e mi ordinò in tono minaccioso ,di mettermi in ginocchio con le mani dietro la testa e la faccia rivolta verso la paratia. E fu qui scattò la terza fase,la più importante,almeno per gli autori della fortezza europa : i libici,una volta conquistato il controllo del mezzo sospetto,dovevano condurlo al porto libico per consegnare i '' criminali '' agli ingranaggi della ''giustizia'' libica.
Continua.....
قاوم بصورة –  Resisti con la foto

قاوم بصورة – Resisti con la foto

L'amministrazione facebook si è definitivamente politicizzata,a quanto pare a favore di Israele. Da qualche mese parecchi account e pagine legate a Hezbollah,il movimento di resistenza libanese, sono scomparsi dai motori di ricerca. Parecchi amici denunciano la cancellazione dei propri account personal in seguito alla pubblicazione,o alla semplice condivisione di post e fotografie ritraenti Hassan Nasrallah,il leader del movimento di resistenza libanese,considerato un eroe da parte di chi sostiene la lotta contro l'entità sionista e un terrorista da Israele,Arabia Saudita e Stati Uniti.
Qualche mese fa,'' Tansikya'' un gruppo di giornalisti e professionisti libanesi che supportano la causa di Hezbollah e di tutti i movimenti che si oppongono a Israele,Stati Uniti,Arabia Saudita e Isis, avevano avviato una campagna di protesta virtuale invitando tutti quei utenti che simpatizzano per Hezbollah e la causa palestinese a condividere fotografie di Hassan Nasrallah accompagnate dall'Hastag '' #قاوم_بصورة(tradotto letteralmente : resisti con la foto).
La reazione del social network di Zuckenberg non si era fatta attendere,parecchi account che avevano aderito alla campagna di protesta sono stati bloccati,tra cui le pagine ufficiali del movimento di resistenza. Non so ancora quanti utenti sono stati bloccati,ma considerata la popolarità che sta acquisendo Hezbollah nel mondo arabo,è molto probabile che migliaia di persone ancora oggi non riescono ad accedere ai propri account personali.
#قاوم_بصورة
قاوم بصورة –  Resisti con la foto

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L'amministrazione facebook si è definitivamente politicizzata,a quanto pare a favore di Israele. Da qualche mese parecchi account e pagine legate a Hezbollah,il movimento di resistenza libanese, sono scomparsi dai motori di ricerca. Parecchi amici denunciano la cancellazione dei propri account personal in seguito alla pubblicazione,o alla semplice condivisione di post e fotografie ritraenti Hassan Nasrallah,il leader del movimento di resistenza libanese,considerato un eroe da parte di chi sostiene la lotta contro l'entità sionista e un terrorista da Israele,Arabia Saudita e Stati Uniti.
Qualche mese fa,'' Tansikya'' un gruppo di giornalisti e professionisti libanesi che supportano la causa di Hezbollah e di tutti i movimenti che si oppongono a Israele,Stati Uniti,Arabia Saudita e Isis, avevano avviato una campagna di protesta virtuale invitando tutti quei utenti che simpatizzano per Hezbollah e la causa palestinese a condividere fotografie di Hassan Nasrallah accompagnate dall'Hastag '' #قاوم_بصورة(tradotto letteralmente : resisti con la foto).
La reazione del social network di Zuckenberg non si era fatta attendere,parecchi account che avevano aderito alla campagna di protesta sono stati bloccati,tra cui le pagine ufficiali del movimento di resistenza. Non so ancora quanti utenti sono stati bloccati,ma considerata la popolarità che sta acquisendo Hezbollah nel mondo arabo,è molto probabile che migliaia di persone ancora oggi non riescono ad accedere ai propri account personali.
#قاوم_بصورة
قاوم بصورة –  Resisti con la foto

قاوم بصورة – Resisti con la foto

L'amministrazione facebook si è definitivamente politicizzata,a quanto pare a favore di Israele. Da qualche mese parecchi account e pagine legate a Hezbollah,il movimento di resistenza libanese, sono scomparsi dai motori di ricerca. Parecchi amici denunciano la cancellazione dei propri account personal in seguito alla pubblicazione,o alla semplice condivisione di post e fotografie ritraenti Hassan Nasrallah,il leader del movimento di resistenza libanese,considerato un eroe da parte di chi sostiene la lotta contro l'entità sionista e un terrorista da Israele,Arabia Saudita e Stati Uniti.
Qualche mese fa,'' Tansikya'' un gruppo di giornalisti e professionisti libanesi che supportano la causa di Hezbollah e di tutti i movimenti che si oppongono a Israele,Stati Uniti,Arabia Saudita e Isis, avevano avviato una campagna di protesta virtuale invitando tutti quei utenti che simpatizzano per Hezbollah e la causa palestinese a condividere fotografie di Hassan Nasrallah accompagnate dall'Hastag '' #قاوم_بصورة(tradotto letteralmente : resisti con la foto).
La reazione del social network di Zuckenberg non si era fatta attendere,parecchi account che avevano aderito alla campagna di protesta sono stati bloccati,tra cui le pagine ufficiali del movimento di resistenza. Non so ancora quanti utenti sono stati bloccati,ma considerata la popolarità che sta acquisendo Hezbollah nel mondo arabo,è molto probabile che migliaia di persone ancora oggi non riescono ad accedere ai propri account personali.
#قاوم_بصورة
قاوم بصورة –  Resisti con la foto

قاوم بصورة – Resisti con la foto

L'amministrazione facebook si è definitivamente politicizzata,a quanto pare a favore di Israele. Da qualche mese parecchi account e pagine legate a Hezbollah,il movimento di resistenza libanese, sono scomparsi dai motori di ricerca. Parecchi amici denunciano la cancellazione dei propri account personal in seguito alla pubblicazione,o alla semplice condivisione di post e fotografie ritraenti Hassan Nasrallah,il leader del movimento di resistenza libanese,considerato un eroe da parte di chi sostiene la lotta contro l'entità sionista e un terrorista da Israele,Arabia Saudita e Stati Uniti.
Qualche mese fa,'' Tansikya'' un gruppo di giornalisti e professionisti libanesi che supportano la causa di Hezbollah e di tutti i movimenti che si oppongono a Israele,Stati Uniti,Arabia Saudita e Isis, avevano avviato una campagna di protesta virtuale invitando tutti quei utenti che simpatizzano per Hezbollah e la causa palestinese a condividere fotografie di Hassan Nasrallah accompagnate dall'Hastag '' #قاوم_بصورة(tradotto letteralmente : resisti con la foto).
La reazione del social network di Zuckenberg non si era fatta attendere,parecchi account che avevano aderito alla campagna di protesta sono stati bloccati,tra cui le pagine ufficiali del movimento di resistenza. Non so ancora quanti utenti sono stati bloccati,ma considerata la popolarità che sta acquisendo Hezbollah nel mondo arabo,è molto probabile che migliaia di persone ancora oggi non riescono ad accedere ai propri account personali.
#قاوم_بصورة
Report sull’attendibilità delle foto ”Caesar”

Report sull’attendibilità delle foto ”Caesar”



In Siria è in atto una vera e propria guerra mediatica senza esclusioni di colpi. Personalmente trovo davvero molta difficoltà nel tenermi aggiornato circa la situazione politica nazionale e mondiale. Da ben sei anni ho spento il televisore,ho boicottato buona  parte dei principali giornali nazionali e occidentali ( per non parlare delle emittenti satellitari arabe come '' Al Jazeera'' ) e spulcio le mie informazioni in giornali e siti in lingua araba,francese e inglese poco conosciuti,è questo per cercare di non cadere nella ragnatela della disinformazione e della propaganda,che adesso più che mai,sono riuscite a destabilizzare intere nazioni. 

Nel mio blog  ho messo a disposizione un report circa l'attendibilità delle fotografie di ''Caesar'' che ritraggono i cadaveri tumefatti di presunti oppositori politici arrestati e torturati dalla polizia militare del regime di Assad.

Esattamente qualche giorno fa, nella sala spazio D del Maxxi , a Roma, è stata organizzata una mostra dal titolo : '' Nome in codice Caesar - detenuti siriani vittime di torture ''.  
Caesar '', è  il nome in codice di un ex fotografo della polizia militare siriana,che secondo la sua stessa testimonianza,fu incaricato di fotografare i cadaveri dopo la loro esecuzione. 

La guerra in Siria continua da ben cinque anni,e secondo le statistiche Onu , i morti del conflitto sono più di 250.000 morti (quasi l'11,5% della popolazione). 

Il report è stato stillato dalle redazioni Sibaliria e Antidiplomatico. 


Buona lettura



Report sull’attendibilità delle foto  di ”Caesar”

Report sull’attendibilità delle foto di ”Caesar”



In Siria è in atto una vera e propria guerra mediatica senza esclusioni di colpi. Personalmente trovo davvero molta difficoltà nel tenermi aggiornato circa la situazione politica,sia nazionale che mondiale. Da ben sei anni ho spento il televisore,ho boicottato buona  parte dei principali giornali nazionali e occidentali ( per non parlare delle emittenti satellitari arabe come '' Al Jazeera'' ) e spulcio le mie informazioni in giornali e siti in lingua araba,francese e inglese poco conosciuti,è questo per cercare di non cadere nella ragnatela della disinformazione e della propaganda,che adesso più che mai,sono riuscite a destabilizzare intere nazioni. 

Nel mio blog  ho messo a disposizione un report circa l'attendibilità delle fotografie di ''Caesar'' che ritraggono i cadaveri tumefatti di presunti oppositori politici arrestati e torturati dalla polizia militare del regime di Assad.

Esattamente qualche giorno fa, nella sala spazio D del Maxxi , a Roma, è stata organizzata una mostra dal titolo : '' Nome in codice Caesar - detenuti siriani vittime di torture ''.  
Caesar '', è  il nome in codice di un ex fotografo della polizia militare siriana,che secondo la sua stessa testimonianza,fu incaricato di fotografare i cadaveri dopo la loro esecuzione. 

La guerra in Siria continua da ben cinque anni,e secondo le statistiche Onu , i morti del conflitto sono più di 250.000 morti (quasi l'11,5% della popolazione). 

Il report è stato stillato dalle redazioni Sibaliria e Antidiplomatico. 


Buona lettura



Report sull’attendibilità delle foto ”Caesar”

Report sull’attendibilità delle foto ”Caesar”



In Siria è in atto una vera e propria guerra mediatica senza esclusioni di colpi. Personalmente trovo davvero molta difficoltà nel tenermi aggiornato circa la situazione politica nazionale e mondiale. Da ben sei anni ho spento il televisore,ho boicottato buona  parte dei principali giornali nazionali e occidentali ( per non parlare delle emittenti satellitari arabe come '' Al Jazeera'' ) e spulcio le mie informazioni in giornali e siti in lingua araba,francese e inglese poco conosciuti,è questo per cercare di non cadere nella ragnatela della disinformazione e della propaganda,che adesso più che mai,sono riuscite a destabilizzare intere nazioni. 

Nel mio blog  ho messo a disposizione un report circa l'attendibilità delle fotografie di ''Caesar'' che ritraggono i cadaveri tumefatti di presunti oppositori politici arrestati e torturati dalla polizia militare del regime di Assad.

Esattamente qualche giorno fa, nella sala spazio D del Maxxi , a Roma, è stata organizzata una mostra dal titolo : '' Nome in codice Caesar - detenuti siriani vittime di torture ''.  
Caesar '', è  il nome in codice di un ex fotografo della polizia militare siriana,che secondo la sua stessa testimonianza,fu incaricato di fotografare i cadaveri dopo la loro esecuzione. 

La guerra in Siria continua da ben cinque anni,e secondo le statistiche Onu , i morti del conflitto sono più di 250.000 morti (quasi l'11,5% della popolazione). 

Il report è stato stillato dalle redazioni Sibaliria e Antidiplomatico. 


Buona lettura



Report sull’attendibilità delle foto ”Caesar”

Report sull’attendibilità delle foto ”Caesar”



In Siria è in atto una vera e propria guerra mediatica senza esclusioni di colpi. Personalmente trovo davvero molta difficoltà nel tenermi aggiornato circa la situazione politica nazionale e mondiale. Da ben sei anni ho spento il televisore,ho boicottato buona  parte dei principali giornali nazionali e occidentali ( per non parlare delle emittenti satellitari arabe come '' Al Jazeera'' ) e spulcio le mie informazioni in giornali e siti in lingua araba,francese e inglese poco conosciuti,è questo per cercare di non cadere nella ragnatela della disinformazione e della propaganda,che adesso più che mai,sono riuscite a destabilizzare intere nazioni. 

Nel mio blog  ho messo a disposizione un report circa l'attendibilità delle fotografie di ''Caesar'' che ritraggono i cadaveri tumefatti di presunti oppositori politici arrestati e torturati dalla polizia militare del regime di Assad.

Esattamente qualche giorno fa, nella sala spazio D del Maxxi , a Roma, è stata organizzata una mostra dal titolo : '' Nome in codice Caesar - detenuti siriani vittime di torture ''.  
Caesar '', è  il nome in codice di un ex fotografo della polizia militare siriana,che secondo la sua stessa testimonianza,fu incaricato di fotografare i cadaveri dopo la loro esecuzione. 

La guerra in Siria continua da ben cinque anni,e secondo le statistiche Onu , i morti del conflitto sono più di 250.000 morti (quasi l'11,5% della popolazione). 

Il report è stato stillato dalle redazioni Sibaliria e Antidiplomatico. 


Buona lettura



Report sull’attendibilità delle foto ”Caesar”

Report sull’attendibilità delle foto ”Caesar”



In Siria è in atto una vera e propria guerra mediatica senza esclusioni di colpi. Personalmente trovo davvero molta difficoltà nel tenermi aggiornato circa la situazione politica nazionale e mondiale. Da ben sei anni ho spento il televisore,ho boicottato buona  parte dei principali giornali nazionali e occidentali ( per non parlare delle emittenti satellitari arabe come '' Al Jazeera'' ) e spulcio le mie informazioni in giornali e siti in lingua araba,francese e inglese poco conosciuti,è questo per cercare di non cadere nella ragnatela della disinformazione e della propaganda,che adesso più che mai,sono riuscite a destabilizzare intere nazioni. 

Nel mio blog  ho messo a disposizione un report circa l'attendibilità delle fotografie di ''Caesar'' che ritraggono i cadaveri tumefatti di presunti oppositori politici arrestati e torturati dalla polizia militare del regime di Assad.

Esattamente qualche giorno fa, nella sala spazio D del Maxxi , a Roma, è stata organizzata una mostra dal titolo : '' Nome in codice Caesar - detenuti siriani vittime di torture ''.  
Caesar '', è  il nome in codice di un ex fotografo della polizia militare siriana,che secondo la sua stessa testimonianza,fu incaricato di fotografare i cadaveri dopo la loro esecuzione. 

La guerra in Siria continua da ben cinque anni,e secondo le statistiche Onu , i morti del conflitto sono più di 250.000 morti (quasi l'11,5% della popolazione). 

Il report è stato stillato dalle redazioni Sibaliria e Antidiplomatico. 


Buona lettura



Le linee sottili dell’Islam

Le linee sottili dell’Islam

Il 25 e il 27 agosto scorsi, A Grozny,in Cecenia,oltre duecento tra giurisperiti,studiosi e imam del mondo musulmano sunnita avevano deciso di espellere il wahabismo dal mondo musulmano sunnita. Tanto di capello alla coraggiosa decisione,che finalmente,dopo anni di silenzio di fronte ai devastanti effetti collaterali del salafismo ( o wahabismo) nelle società musulmane contemporanee,avevano finalmente deciso assunto una netta posizione contro questa ideologia della morte nata nel XVIII in Arabia Saudita con la benedizione dei coloni britannici. Adesso bisogna fare un altro passo ancor più faticoso : risvegliare la coscienze cloroformizzate di quei milioni di musulmani sparsi nel mondo che hanno confuso i precetti dell'islam sunnita con i deliri del wahabismo, e fargli finalmente notare che la differenze dottrinali tra loro e i loro correligionari sciiti sono molto sottili. Vorrei cominciare dal primo punto fondamentale : entrambi credono ad un solo Dio e ad un solo Corano rivelato allo stesso profeta : Muhammad (saas) 
(Maometto)

Una di queste sottili linee dottrinali sta nel fatto che gli sciiti hanno ereditato il sapere di Maometto e la sua linea interpretativa del corano,composta da pratiche e detti vari (la famosa '' sunna '' la seconda fonte giuridica dopo il Corano) attraverso la sua discendenza ( i famosi dodici imam infallibili ). Seguono un unica scuola giuridica fondata dall'Imam Ja'afar Sadiq, pronipote del profeta e sesto dei dodici imam infallibili. 

I dodici imam infallibili sono : 

1 ʿ-Alī ibn Abī Ṭālib (m. 661)  

2 - Ḥasan ibn ʿAlī ibn Abī Ṭālib (m. 669)

3 - al-Ḥusayn ibn ʿAlī ibn Abī Ṭālib (m. 680)

4 - Alī ibn al-Ḥusayn, detto Zayn al-ʿĀbidīn, (Ornamento dei devoti )(m. 712)

5 -  Muḥammad ibn ʿAlī, detto al-Bāqir (m. 731)

6 - Jaʿfar ibn Muḥammad (m. 765) ( detto Ja'afar Sadiq)

7 - Ismāīl ibn Jaʿfar

7- Mūsā ibn Jaʿfar, detto al-Kāẓim (m. 799)

8  ʿAlī ibn Mūsà, detto al-Riḍā (m. 818)

9 - Muḥammad ibn ʿAlī, detto al-Ṭaqī o al-Jawād (m. 835)

10 ʿAlī ibn Muḥammad, detto al-Naqī‘ o al-Hādī (m. 868)

11 - al-Ḥasan ibn ʿAlī, detto al-ʿAskarī (m. 874)

12 - Muḥammad ibn al-Ḥasan, detto al-Mahdī ("occultatosi" nell'874)




 N.B il termine'' Ibn '' significa '' figlio di''


Quindi credono che la loro interpretazione dell'Islam e del Corano siano quelli autentici predicati e applicati dal profeta 1400 anni fa,e questo per via della rigida catena di trasmissione del sapere che parte da Maometto,per poi passare da Ali,Fatima ( la figlia ) e i loro figli, Hassan e Hussein,per poi protrarsi attraverso i loro discendenti,che nel corso dei secoli si sono tramandati il sapere da padre a figlio. I musulmani sciiti credono che sia Dio,attraverso il Corano,che il profeta,attraverso i suoi detti,abbiano legittimato Ali Ibn Talib,suo cugino e marito di Fatima ad essere la guida politica e spirituale della comunità islamica dopo la morte d Muhamad (saas).

I sunniti invece credono che chiunque abbia conosciuto il profeta o suoi compagni più fedeli sono degni alla guida politica e spirituale della comunità islamica (la Umma) e alla trasmissione del sapere di Maometto e della sua linea interpretativa del Corano. Ragion per cui la giurisprudenza dell'islam sunnita,che conta più del 90% di adepti nel mondo musulmano,è regolata da ben quattro scuole giuridiche  (scuola hanafita - scuola malikita- scuola shafiita - scuola hanbalita) fondate da quattro imam apparsi 150 anni dopo la sua morte e le varie guerre civili scoppiata tra gli stessi compagni del profeta.

Gli imam fondatori delle scuole giuridiche sunnite sono :


L'Imam Abu Hanifa al N'uman ibn Thabit ( nato nel 699 - morto nel 767 DC)

L'imam Malik ibn Anas (nato nel 711 - morto nel 795 DC )

L'imam Shafii ( nato il 767 — morto 820 DC )

L'imam Ahmed Hanbali. ( morto il 855 DC )

Maometto mori' l'8 giugno 632 dopo Cristo.

I dotti dei due rami principali dell'Islam sono d'accordo sul fatto che uno dei fondatori di delle sopracitate scuole sunnite, L'imam Abu Hanifa (fondatore della scuola hanafita) fu contemporaneo e allievo del fondatore dell'unica scuola giuridica dei musulmani sciiti : L'imam Ja'afar Sadiq,il pronipote di Maometto.E che in seguito tramandò il suo sapere al suo allievo,l'Imam Malik Ibn Anas,che fondò a sua volta un altra scuola giuridica ( la scuola malikita)

Un altra differenza,dettata più dall'ignoranza che da motivi ideologici,è riscontrabile nella posizione verso i nemici e i carnefici della discendenza del profeta,come i califfi Omayadi e Abbassidi,che nel corso dei secoli tentarono di cancellare dalla faccia della terra qualsiasi traccia della discendenza del profeta. Gli sciiti maledicono tali califfi,colpevoli di aver tentato di far scomparire '' l'islam autentico '' per motivi prettamente politici,mentre i sunniti contemporanei invece non hanno assunto alcuna posizione verso i carnefici della discendenza del profeta.
Le linee sottili dell’Islam

Le linee sottili dell’Islam

Il 25 e il 27 agosto scorsi, A Grozny,in Cecenia,oltre duecento tra giurisperiti,studiosi e imam del mondo musulmano sunnita avevano deciso di espellere il pensiero wahabita dalla giurisprudenza sunnita. Tanto di cappello a questa presa di posizione,dopo anni di silenzio di fronte ai devastanti effetti collaterali di questa ideologia del terrore nata nel XVIII in Arabia Saudita con la benedizione dei coloni britannici. Adesso bisogna fare un altro passo ancor più faticoso : risvegliare la coscienze cloroformizzate di quei milioni di musulmani sparsi nel mondo che hanno confuso i precetti dell'islam sunnita con i deliri del wahabismo, e fargli finalmente notare che la differenze dottrinali tra loro e i loro correligionari sciiti sono molto sottili. Vorrei cominciare dal primo punto fondamentale : entrambi credono ad un solo Dio e ad un solo Corano rivelato allo stesso profeta : Muhammad (saas) 
(Maometto)

Una di queste sottili linee dottrinali sta nel fatto che gli sciiti hanno ereditato il sapere di Maometto e la sua linea interpretativa del corano,composta da pratiche e detti vari (la famosa '' sunna '' la seconda fonte giuridica dopo il Corano) attraverso la sua discendenza ( i famosi dodici imam infallibili ). Seguono un unica scuola giuridica fondata dall'Imam Ja'afar Sadiq, pronipote del profeta e sesto dei dodici imam infallibili. 

I dodici imam infallibili sono : 

1 ʿ-Alī ibn Abī Ṭālib (m. 661)  

2 - Ḥasan ibn ʿAlī ibn Abī Ṭālib (m. 669)

3 - al-Ḥusayn ibn ʿAlī ibn Abī Ṭālib (m. 680)

4 - Alī ibn al-Ḥusayn, detto Zayn al-ʿĀbidīn, (Ornamento dei devoti )(m. 712)

5 -  Muḥammad ibn ʿAlī, detto al-Bāqir (m. 731)

6 - Jaʿfar ibn Muḥammad (m. 765) ( detto Ja'afar Sadiq)

7 - Ismāīl ibn Jaʿfar

7- Mūsā ibn Jaʿfar, detto al-Kāẓim (m. 799)

8  ʿAlī ibn Mūsà, detto al-Riḍā (m. 818)

9 - Muḥammad ibn ʿAlī, detto al-Ṭaqī o al-Jawād (m. 835)

10 ʿAlī ibn Muḥammad, detto al-Naqī‘ o al-Hādī (m. 868)

11 - al-Ḥasan ibn ʿAlī, detto al-ʿAskarī (m. 874)

12 - Muḥammad ibn al-Ḥasan, detto al-Mahdī ("occultatosi" nell'874)




 N.B il termine'' Ibn '' significa '' figlio di''


Quindi credono che la loro interpretazione dell'Islam e del Corano siano quelli autentici predicati e applicati dal profeta 1400 anni fa,e questo per via della rigida catena di trasmissione del sapere che parte da Maometto,per poi passare da Ali,Fatima ( la figlia ) e i loro figli, Hassan e Hussein,per poi protrarsi attraverso i loro discendenti,che nel corso dei secoli si sono tramandati il sapere da padre a figlio. I musulmani sciiti credono che sia Dio,attraverso il Corano,che il profeta,attraverso i suoi detti,abbiano legittimato Ali Ibn Talib,suo cugino e marito di Fatima ad essere la guida politica e spirituale della comunità islamica dopo la morte di Muhamad (saas).

I sunniti invece credono che chiunque abbia conosciuto il profeta o suoi compagni più fedeli sono degni alla guida politica e spirituale della comunità islamica (la Umma) e alla trasmissione del sapere di Maometto e della sua linea interpretativa del Corano. Ragion per cui la giurisprudenza dell'islam sunnita,che conta ingloba più del 90% degli adepti del mondo musulmano,è regolata da ben quattro scuole giuridiche  (scuola hanafita - scuola malikita- scuola shafiita - scuola hanbalita) fondate da quattro imam apparsi 150 anni dopo la sua morte e le varie guerre civili scoppiata tra gli stessi compagni del profeta.

Gli imam fondatori delle scuole giuridiche sunnite sono :


L'Imam Abu Hanifa al N'uman ibn Thabit ( nato nel 699 - morto nel 767 DC)

L'imam Malik ibn Anas (nato nel 711 - morto nel 795 DC )

L'imam Shafii ( nato il 767 — morto 820 DC )

L'imam Ahmed Hanbali. ( morto il 855 DC )

Maometto mori' l'8 giugno 632 dopo Cristo.

I dotti dei due rami principali dell'Islam sono d'accordo sul fatto che uno dei fondatori di delle sopracitate scuole sunnite, L'imam Abu Hanifa (fondatore della scuola hanafita) fu contemporaneo e allievo del fondatore dell'unica scuola giuridica dei musulmani sciiti : L'imam Ja'afar Sadiq,il pronipote di Maometto.E che in seguito tramandò il suo sapere al suo allievo,l'Imam Malik Ibn Anas,che fondò a sua volta un altra scuola giuridica ( la scuola malikita)

Un altra differenza,dettata più dall'ignoranza che da motivi ideologici,è riscontrabile nella posizione verso i nemici e i carnefici della discendenza del profeta,come i califfi Omayadi e Abbassidi,che nel corso dei secoli tentarono di cancellare dalla faccia della terra qualsiasi traccia della discendenza del profeta. Gli sciiti maledicono tali califfi,colpevoli di aver tentato di far scomparire '' l'islam autentico '' per motivi prettamente politici,mentre i sunniti contemporanei invece non hanno assunto alcuna posizione verso i carnefici della discendenza del profeta.
Le linee sottili dell’Islam

Le linee sottili dell’Islam

Il 25 e il 27 agosto scorsi, A Grozny,in Cecenia,oltre duecento tra giurisperiti,studiosi e imam del mondo musulmano sunnita avevano deciso di espellere il pensiero wahabita dalla giurisprudenza sunnita. Tanto di cappello a questa presa di posizione,dopo anni di silenzio di fronte ai devastanti effetti collaterali di questa ideologia del terrore nata nel XVIII in Arabia Saudita con la benedizione dei coloni britannici. Adesso bisogna fare un altro passo ancor più faticoso : risvegliare la coscienze cloroformizzate di quei milioni di musulmani sparsi nel mondo che hanno confuso i precetti dell'islam sunnita con i deliri del wahabismo, e fargli finalmente notare che la differenze dottrinali tra loro e i loro correligionari sciiti sono molto sottili. Vorrei cominciare dal primo punto fondamentale : entrambi credono ad un solo Dio e ad un solo Corano rivelato allo stesso profeta : Muhammad (saas) 
(Maometto)

Una di queste sottili linee dottrinali sta nel fatto che gli sciiti hanno ereditato il sapere di Maometto e la sua linea interpretativa del corano,composta da pratiche e detti vari (la famosa '' sunna '' la seconda fonte giuridica dopo il Corano) attraverso la sua discendenza ( i famosi dodici imam infallibili ). Seguono un unica scuola giuridica fondata dall'Imam Ja'afar Sadiq, pronipote del profeta e sesto dei dodici imam infallibili. 

I dodici imam infallibili sono : 

1 ʿ-Alī ibn Abī Ṭālib (m. 661)  

2 - Ḥasan ibn ʿAlī ibn Abī Ṭālib (m. 669)

3 - al-Ḥusayn ibn ʿAlī ibn Abī Ṭālib (m. 680)

4 - Alī ibn al-Ḥusayn, detto Zayn al-ʿĀbidīn, (Ornamento dei devoti )(m. 712)

5 -  Muḥammad ibn ʿAlī, detto al-Bāqir (m. 731)

6 - Jaʿfar ibn Muḥammad (m. 765) ( detto Ja'afar Sadiq)

7 - Ismāīl ibn Jaʿfar

7- Mūsā ibn Jaʿfar, detto al-Kāẓim (m. 799)

8  ʿAlī ibn Mūsà, detto al-Riḍā (m. 818)

9 - Muḥammad ibn ʿAlī, detto al-Ṭaqī o al-Jawād (m. 835)

10 ʿAlī ibn Muḥammad, detto al-Naqī‘ o al-Hādī (m. 868)

11 - al-Ḥasan ibn ʿAlī, detto al-ʿAskarī (m. 874)

12 - Muḥammad ibn al-Ḥasan, detto al-Mahdī ("occultatosi" nell'874)




 N.B il termine'' Ibn '' significa '' figlio di''


Quindi credono che la loro interpretazione dell'Islam e del Corano siano quelli autentici predicati e applicati dal profeta 1400 anni fa,e questo per via della rigida catena di trasmissione del sapere che parte da Maometto,per poi passare da Ali,Fatima ( la figlia ) e i loro figli, Hassan e Hussein,per poi protrarsi attraverso i loro discendenti,che nel corso dei secoli si sono tramandati il sapere da padre a figlio. I musulmani sciiti credono che sia Dio,attraverso il Corano,che il profeta,attraverso i suoi detti,abbiano legittimato Ali Ibn Talib,suo cugino e marito di Fatima ad essere la guida politica e spirituale della comunità islamica dopo la morte di Muhamad (saas).

I sunniti invece credono che chiunque abbia conosciuto il profeta o suoi compagni più fedeli sono degni alla guida politica e spirituale della comunità islamica (la Umma) e alla trasmissione del sapere di Maometto e della sua linea interpretativa del Corano. Ragion per cui la giurisprudenza dell'islam sunnita,applicata dal 90 % dei musulmani nel mondo,è regolata da ben quattro scuole giuridiche  (scuola hanafita - scuola malikita- scuola shafiita - scuola hanbalita) fondate da quattro imam apparsi 150 anni dopo la sua morte e le varie guerre civili scoppiata tra gli stessi compagni del profeta.

Gli imam fondatori delle scuole giuridiche sunnite sono :


L'Imam Abu Hanifa al N'uman ibn Thabit ( nato nel 699 - morto nel 767 DC)

L'imam Malik ibn Anas (nato nel 711 - morto nel 795 DC )

L'imam Shafii ( nato il 767 — morto 820 DC )

L'imam Ahmed Hanbali. ( morto il 855 DC )

Maometto mori' l'8 giugno 632 dopo Cristo.

I dotti dei due rami principali dell'Islam sono d'accordo sul fatto che uno dei fondatori di delle sopracitate scuole sunnite, L'imam Abu Hanifa (fondatore della scuola hanafita) fu contemporaneo e allievo del fondatore dell'unica scuola giuridica dei musulmani sciiti : L'imam Ja'afar Sadiq,il pronipote di Maometto.E che in seguito tramandò il suo sapere al suo allievo,l'Imam Malik Ibn Anas,che fondò a sua volta un altra scuola giuridica ( la scuola malikita)

Un altra differenza,dettata più dall'ignoranza che da motivi ideologici,è riscontrabile nella posizione verso i nemici e i carnefici della discendenza del profeta,come i califfi Omayadi e Abbassidi,che nel corso dei secoli tentarono di cancellare dalla faccia della terra qualsiasi traccia della discendenza del profeta. Gli sciiti maledicono tali califfi,colpevoli di aver tentato di far scomparire '' l'islam autentico '' per motivi prettamente politici,mentre i sunniti contemporanei invece non hanno assunto alcuna posizione verso i carnefici della discendenza del profeta.
Le linee sottili dell’Islam

Le linee sottili dell’Islam

Il 25 e il 27 agosto scorsi, A Grozny,in Cecenia,oltre duecento tra giurisperiti,studiosi e imam del mondo musulmano sunnita avevano deciso di espellere il pensiero wahabita dalla giurisprudenza sunnita. Tanto di cappello a questa presa di posizione,dopo anni di silenzio di fronte ai devastanti effetti collaterali di questa ideologia del terrore nata nel XVIII in Arabia Saudita con la benedizione dei coloni britannici. Adesso bisogna fare un altro passo ancor più faticoso : risvegliare la coscienze cloroformido che hanno confuso i precetti dell'islam sunnita con i deliri del wahabismo, e fargli finalmente notare che la differenze dottrinali tra loro e i loro correligionari sciiti sono molto sottili. Vorrei cominciare dal primo punto fondamentale : entrambi credono ad un solo Dio e ad un solo Corano rivelato allo stesso profeta : Muhammad (saas) 
(Maometto)

Una di queste sottili linee dottrinali sta nel fatto che gli sciiti hanno ereditato il sapere di Maometto e la sua linea interpretativa del corano,composta da pratiche e detti vari (la famosa '' sunna '' la seconda fonte giuridica dopo il Corano) attraverso la sua discendenza ( i famosi dodici imam infallibili ). Seguono un unica scuola giuridica fondata dall'Imam Ja'afar Sadiq, pronipote del profeta e sesto dei dodici imam infallibili. 

I dodici imam infallibili sono : 

1 ʿ-Alī ibn Abī Ṭālib (m. 661)  

2 - Ḥasan ibn ʿAlī ibn Abī Ṭālib (m. 669)

3 - al-Ḥusayn ibn ʿAlī ibn Abī Ṭālib (m. 680)

4 - Alī ibn al-Ḥusayn, detto Zayn al-ʿĀbidīn, (Ornamento dei devoti )(m. 712)

5 -  Muḥammad ibn ʿAlī, detto al-Bāqir (m. 731)

6 - Jaʿfar ibn Muḥammad (m. 765) ( detto Ja'afar Sadiq)

7 - Ismāīl ibn Jaʿfar

7- Mūsā ibn Jaʿfar, detto al-Kāẓim (m. 799)

8  ʿAlī ibn Mūsà, detto al-Riḍā (m. 818)

9 - Muḥammad ibn ʿAlī, detto al-Ṭaqī o al-Jawād (m. 835)

10 ʿAlī ibn Muḥammad, detto al-Naqī‘ o al-Hādī (m. 868)

11 - al-Ḥasan ibn ʿAlī, detto al-ʿAskarī (m. 874)

12 - Muḥammad ibn al-Ḥasan, detto al-Mahdī ("occultatosi" nell'874)




 N.B il termine'' Ibn '' significa '' figlio di''


Quindi credono che la loro interpretazione dell'Islam e del Corano siano quelli autentici predicati e applicati dal profeta 1400 anni fa,e questo per via della rigida catena di trasmissione del sapere che parte da Maometto,per poi passare da Ali,Fatima ( la figlia ) e i loro figli, Hassan e Hussein,per poi protrarsi attraverso i loro discendenti,che nel corso dei secoli si sono tramandati il sapere da padre a figlio. I musulmani sciiti credono che sia Dio,attraverso il Corano,che il profeta,attraverso i suoi detti,abbiano legittimato Ali Ibn Talib,suo cugino e marito di Fatima ad essere la guida politica e spirituale della comunità islamica dopo la morte di Muhamad (saas).

I sunniti invece credono che chiunque abbia conosciuto il profeta o suoi compagni più fedeli sono degni alla guida politica e spirituale della comunità islamica (la Umma) e alla trasmissione del sapere di Maometto e della sua linea interpretativa del Corano. Ragion per cui la giurisprudenza dell'islam sunnita,applicata dal 90 % dei musulmani nel mondo,è regolata da ben quattro scuole giuridiche  (scuola hanafita - scuola malikita- scuola shafiita - scuola hanbalita) fondate da quattro imam apparsi 150 anni dopo la sua morte e le varie guerre civili scoppiata tra gli stessi compagni del profeta.

Gli imam fondatori delle scuole giuridiche sunnite sono :


L'Imam Abu Hanifa al N'uman ibn Thabit ( nato nel 699 - morto nel 767 DC)

L'imam Malik ibn Anas (nato nel 711 - morto nel 795 DC )

L'imam Shafii ( nato il 767 — morto 820 DC )

L'imam Ahmed Hanbali. ( morto il 855 DC )

Maometto mori' l'8 giugno 632 dopo Cristo.

I dotti dei due rami principali dell'Islam sono d'accordo sul fatto che uno dei fondatori di delle sopracitate scuole sunnite, L'imam Abu Hanifa (fondatore della scuola hanafita) fu contemporaneo e allievo del fondatore dell'unica scuola giuridica dei musulmani sciiti : L'imam Ja'afar Sadiq,il pronipote di Maometto.E che in seguito tramandò il suo sapere al suo allievo,l'Imam Malik Ibn Anas,che fondò a sua volta un altra scuola giuridica ( la scuola malikita)

Un altra differenza,dettata più dall'ignoranza che da motivi ideologici,è riscontrabile nella posizione verso i nemici e i carnefici della discendenza del profeta,come i califfi Omayadi e Abbassidi,che nel corso dei secoli tentarono di cancellare dalla faccia della terra qualsiasi traccia della discendenza del profeta. Gli sciiti maledicono tali califfi,colpevoli di aver tentato di far scomparire '' l'islam autentico '' per motivi prettamente politici,mentre i sunniti contemporanei invece non hanno assunto alcuna posizione verso di loro
Le linee sottili dell’Islam

Le linee sottili dell’Islam

Il 25 e il 27 agosto scorsi, A Grozny,in Cecenia,oltre duecento tra giurisperiti,studiosi e imam del mondo musulmano sunnita avevano deciso di espellere il pensiero wahabita dalla giurisprudenza sunnita. Tanto di cappello a questa presa di posizione,dopo anni di silenzio di fronte ai devastanti effetti collaterali di questa ideologia del terrore nata nel XVIII in Arabia Saudita con la benedizione dei coloni britannici. Adesso bisogna fare un altro passo ancor più faticoso : risvegliare la coscienze cloroformizzate di quei milioni di musulmani sparsi nel mondo che hanno confuso i precetti dell'islam sunnita con i deliri del wahabismo, e fargli finalmente notare che la differenze dottrinali tra loro e i loro correligionari sciiti sono molto sottili. Vorrei cominciare dal primo punto fondamentale : entrambi credono ad un solo Dio e ad un solo Corano rivelato allo stesso profeta : Muhammad (saas) 
(Maometto)

Una di queste sottili linee dottrinali sta nel fatto che gli sciiti hanno ereditato il sapere di Maometto e la sua linea interpretativa del corano,composta da pratiche e detti vari (la famosa '' sunna '' la seconda fonte giuridica dopo il Corano) attraverso la sua discendenza ( i famosi dodici imam infallibili ). Seguono un unica scuola giuridica fondata dall'Imam Ja'afar Sadiq, pronipote del profeta e sesto dei dodici imam infallibili. 

I dodici imam infallibili sono : 

1 ʿ-Alī ibn Abī Ṭālib (m. 661)  

2 - Ḥasan ibn ʿAlī ibn Abī Ṭālib (m. 669)

3 - al-Ḥusayn ibn ʿAlī ibn Abī Ṭālib (m. 680)

4 - Alī ibn al-Ḥusayn, detto Zayn al-ʿĀbidīn, (Ornamento dei devoti )(m. 712)

5 -  Muḥammad ibn ʿAlī, detto al-Bāqir (m. 731)

6 - Jaʿfar ibn Muḥammad (m. 765) ( detto Ja'afar Sadiq)

7 - Ismāīl ibn Jaʿfar

7- Mūsā ibn Jaʿfar, detto al-Kāẓim (m. 799)

8  ʿAlī ibn Mūsà, detto al-Riḍā (m. 818)

9 - Muḥammad ibn ʿAlī, detto al-Ṭaqī o al-Jawād (m. 835)

10 ʿAlī ibn Muḥammad, detto al-Naqī‘ o al-Hādī (m. 868)

11 - al-Ḥasan ibn ʿAlī, detto al-ʿAskarī (m. 874)

12 - Muḥammad ibn al-Ḥasan, detto al-Mahdī ("occultatosi" nell'874)




 N.B il termine'' Ibn '' significa '' figlio di''


Quindi credono che la loro interpretazione dell'Islam e del Corano siano quelli autentici predicati e applicati dal profeta 1400 anni fa,e questo per via della rigida catena di trasmissione del sapere che parte da Maometto,per poi passare da Ali,Fatima ( la figlia ) e i loro figli, Hassan e Hussein,per poi protrarsi attraverso i loro discendenti,che nel corso dei secoli si sono tramandati il sapere da padre a figlio. I musulmani sciiti credono che sia Dio,attraverso il Corano,che il profeta,attraverso i suoi detti,abbiano legittimato Ali Ibn Talib,suo cugino e marito di Fatima ad essere la guida politica e spirituale della comunità islamica dopo la morte di Muhamad (saas).

I sunniti invece credono che chiunque abbia conosciuto il profeta o suoi compagni più fedeli sono degni alla guida politica e spirituale della comunità islamica (la Umma) e alla trasmissione del sapere di Maometto e della sua linea interpretativa del Corano. Ragion per cui la giurisprudenza dell'islam sunnita,che ingloba più del 90% degli adepti del mondo musulmano,è regolata da ben quattro scuole giuridiche  (scuola hanafita - scuola malikita- scuola shafiita - scuola hanbalita) fondate da quattro imam apparsi 150 anni dopo la sua morte e le varie guerre civili scoppiata tra gli stessi compagni del profeta.

Gli imam fondatori delle scuole giuridiche sunnite sono :


L'Imam Abu Hanifa al N'uman ibn Thabit ( nato nel 699 - morto nel 767 DC)

L'imam Malik ibn Anas (nato nel 711 - morto nel 795 DC )

L'imam Shafii ( nato il 767 — morto 820 DC )

L'imam Ahmed Hanbali. ( morto il 855 DC )

Maometto mori' l'8 giugno 632 dopo Cristo.

I dotti dei due rami principali dell'Islam sono d'accordo sul fatto che uno dei fondatori di delle sopracitate scuole sunnite, L'imam Abu Hanifa (fondatore della scuola hanafita) fu contemporaneo e allievo del fondatore dell'unica scuola giuridica dei musulmani sciiti : L'imam Ja'afar Sadiq,il pronipote di Maometto.E che in seguito tramandò il suo sapere al suo allievo,l'Imam Malik Ibn Anas,che fondò a sua volta un altra scuola giuridica ( la scuola malikita)

Un altra differenza,dettata più dall'ignoranza che da motivi ideologici,è riscontrabile nella posizione verso i nemici e i carnefici della discendenza del profeta,come i califfi Omayadi e Abbassidi,che nel corso dei secoli tentarono di cancellare dalla faccia della terra qualsiasi traccia della discendenza del profeta. Gli sciiti maledicono tali califfi,colpevoli di aver tentato di far scomparire '' l'islam autentico '' per motivi prettamente politici,mentre i sunniti contemporanei invece non hanno assunto alcuna posizione verso i carnefici della discendenza del profeta.
Le linee sottili dell’Islam

Le linee sottili dell’Islam

Il 25 e il 27 agosto scorsi, A Grozny,in Cecenia,oltre duecento tra giurisperiti,studiosi e imam del mondo musulmano sunnita avevano deciso di espellere il pensiero wahabita dalla giurisprudenza sunnita. Tanto di cappello a questa presa di posizione,dopo anni di silenzio di fronte ai devastanti effetti collaterali di questa ideologia del terrore nata nel XVIII in Arabia Saudita con la benedizione dei coloni britannici. Adesso bisogna fare un altro passo ancor più faticoso : risvegliare la coscienze cloroformido che hanno confuso i precetti dell'islam sunnita con i deliri del wahabismo, e fargli finalmente notare che la differenze dottrinali tra loro e i loro correligionari sciiti sono molto sottili. Vorrei cominciare dal primo punto fondamentale : entrambi credono ad un solo Dio e ad un solo Corano rivelato allo stesso profeta : Muhammad (saas) 
(Maometto)

Una di queste sottili linee dottrinali sta nel fatto che gli sciiti hanno ereditato il sapere di Maometto e la sua linea interpretativa del corano,composta da pratiche e detti vari (la famosa '' sunna '' la seconda fonte giuridica dopo il Corano) attraverso la sua discendenza ( i famosi dodici imam infallibili ). Seguono un unica scuola giuridica fondata dall'Imam Ja'afar Sadiq, pronipote del profeta e sesto dei dodici imam infallibili. 

I dodici imam infallibili sono : 

1 ʿ-Alī ibn Abī Ṭālib (m. 661)  

2 - Ḥasan ibn ʿAlī ibn Abī Ṭālib (m. 669)

3 - al-Ḥusayn ibn ʿAlī ibn Abī Ṭālib (m. 680)

4 - Alī ibn al-Ḥusayn, detto Zayn al-ʿĀbidīn, (Ornamento dei devoti )(m. 712)

5 -  Muḥammad ibn ʿAlī, detto al-Bāqir (m. 731)

6 - Jaʿfar ibn Muḥammad (m. 765) ( detto Ja'afar Sadiq)

7 - Ismāīl ibn Jaʿfar

7- Mūsā ibn Jaʿfar, detto al-Kāẓim (m. 799)

8  ʿAlī ibn Mūsà, detto al-Riḍā (m. 818)

9 - Muḥammad ibn ʿAlī, detto al-Ṭaqī o al-Jawād (m. 835)

10 ʿAlī ibn Muḥammad, detto al-Naqī‘ o al-Hādī (m. 868)

11 - al-Ḥasan ibn ʿAlī, detto al-ʿAskarī (m. 874)

12 - Muḥammad ibn al-Ḥasan, detto al-Mahdī ("occultatosi" nell'874)




 N.B il termine'' Ibn '' significa '' figlio di''


Quindi credono che la loro interpretazione dell'Islam e del Corano siano quelli autentici predicati e applicati dal profeta 1400 anni fa,e questo per via della rigida catena di trasmissione del sapere che parte da Maometto,per poi passare da Ali,Fatima ( la figlia ) e i loro figli, Hassan e Hussein,per poi protrarsi attraverso i loro discendenti,che nel corso dei secoli si sono tramandati il sapere da padre a figlio. I musulmani sciiti credono che sia Dio,attraverso il Corano,che il profeta,attraverso i suoi detti,abbiano legittimato Ali Ibn Talib,suo cugino e marito di Fatima ad essere la guida politica e spirituale della comunità islamica dopo la morte di Muhamad (saas).

I sunniti invece credono che chiunque abbia conosciuto il profeta o suoi compagni più fedeli sono degni alla guida politica e spirituale della comunità islamica (la Umma) e alla trasmissione del sapere di Maometto e della sua linea interpretativa del Corano. Ragion per cui la giurisprudenza dell'islam sunnita,applicata dal 90 % dei musulmani nel mondo,è regolata da ben quattro scuole giuridiche  (scuola hanafita - scuola malikita- scuola shafiita - scuola hanbalita) fondate da quattro imam apparsi 150 anni dopo la sua morte e le varie guerre civili scoppiata tra gli stessi compagni del profeta.

Gli imam fondatori delle scuole giuridiche sunnite sono :


L'Imam Abu Hanifa al N'uman ibn Thabit ( nato nel 699 - morto nel 767 DC)

L'imam Malik ibn Anas (nato nel 711 - morto nel 795 DC )

L'imam Shafii ( nato il 767 — morto 820 DC )

L'imam Ahmed Hanbali. ( morto il 855 DC )

Maometto mori' l'8 giugno 632 dopo Cristo.

I dotti dei due rami principali dell'Islam sono d'accordo sul fatto che uno dei fondatori di delle sopracitate scuole sunnite, L'imam Abu Hanifa (fondatore della scuola hanafita) fu contemporaneo e allievo del fondatore dell'unica scuola giuridica dei musulmani sciiti : L'imam Ja'afar Sadiq,il pronipote di Maometto.E che in seguito tramandò il suo sapere al suo allievo,l'Imam Malik Ibn Anas,che fondò a sua volta un altra scuola giuridica ( la scuola malikita)

Un altra differenza,dettata più dall'ignoranza che da motivi ideologici,è riscontrabile nella posizione verso i nemici e i carnefici della discendenza del profeta,come i califfi Omayadi e Abbassidi,che nel corso dei secoli tentarono di cancellare dalla faccia della terra qualsiasi traccia della discendenza del profeta. Gli sciiti maledicono tali califfi,colpevoli di aver tentato di far scomparire '' l'islam autentico '' per motivi prettamente politici,mentre i sunniti contemporanei invece non hanno assunto alcuna posizione verso di loro
Le linee sottili dell’Islam

Le linee sottili dell’Islam

Il 25 e il 27 agosto scorsi, A Grozny,in Cecenia,oltre duecento tra giurisperiti,studiosi e imam del mondo musulmano sunnita avevano deciso di espellere il pensiero wahabita dalla giurisprudenza sunnita. Tanto di cappello a questa presa di posizione,dopo anni di silenzio di fronte ai devastanti effetti collaterali di questa ideologia del terrore nata nel XVIII in Arabia Saudita con la benedizione dei coloni britannici. Adesso bisogna fare un altro passo ancor più faticoso : risvegliare la coscienze cloroformido che hanno confuso i precetti dell'islam sunnita con i deliri del wahabismo, e fargli finalmente notare che la differenze dottrinali tra loro e i loro correligionari sciiti sono molto sottili. Vorrei cominciare dal primo punto fondamentale : entrambi credono ad un solo Dio e ad un solo Corano rivelato allo stesso profeta : Muhammad (saas) 
(Maometto)

Una di queste sottili linee dottrinali sta nel fatto che gli sciiti hanno ereditato il sapere di Maometto e la sua linea interpretativa del corano,composta da pratiche e detti vari (la famosa '' sunna '' la seconda fonte giuridica dopo il Corano) attraverso la sua discendenza ( i famosi dodici imam infallibili ). Seguono un unica scuola giuridica fondata dall'Imam Ja'afar Sadiq, pronipote del profeta e sesto dei dodici imam infallibili. 

I dodici imam infallibili sono : 

1 ʿ-Alī ibn Abī Ṭālib (m. 661)  

2 - Ḥasan ibn ʿAlī ibn Abī Ṭālib (m. 669)

3 - al-Ḥusayn ibn ʿAlī ibn Abī Ṭālib (m. 680)

4 - Alī ibn al-Ḥusayn, detto Zayn al-ʿĀbidīn, (Ornamento dei devoti )(m. 712)

5 -  Muḥammad ibn ʿAlī, detto al-Bāqir (m. 731)

6 - Jaʿfar ibn Muḥammad (m. 765) ( detto Ja'afar Sadiq)

7 - Ismāīl ibn Jaʿfar

7- Mūsā ibn Jaʿfar, detto al-Kāẓim (m. 799)

8  ʿAlī ibn Mūsà, detto al-Riḍā (m. 818)

9 - Muḥammad ibn ʿAlī, detto al-Ṭaqī o al-Jawād (m. 835)

10 ʿAlī ibn Muḥammad, detto al-Naqī‘ o al-Hādī (m. 868)

11 - al-Ḥasan ibn ʿAlī, detto al-ʿAskarī (m. 874)

12 - Muḥammad ibn al-Ḥasan, detto al-Mahdī ("occultatosi" nell'874)




 N.B il termine'' Ibn '' significa '' figlio di''


Quindi credono che la loro interpretazione dell'Islam e del Corano siano quelli autentici predicati e applicati dal profeta 1400 anni fa,e questo per via della rigida catena di trasmissione del sapere che parte da Maometto,per poi passare da Ali,Fatima ( la figlia ) e i loro figli, Hassan e Hussein,per poi protrarsi attraverso i loro discendenti,che nel corso dei secoli si sono tramandati il sapere da padre a figlio. I musulmani sciiti credono che sia Dio,attraverso il Corano,che il profeta,attraverso i suoi detti,abbiano legittimato Ali Ibn Talib,suo cugino e marito di Fatima ad essere la guida politica e spirituale della comunità islamica dopo la morte di Muhamad (saas).

I sunniti invece credono che chiunque abbia conosciuto il profeta o suoi compagni più fedeli sono degni alla guida politica e spirituale della comunità islamica (la Umma) e alla trasmissione del sapere di Maometto e della sua linea interpretativa del Corano. Ragion per cui la giurisprudenza dell'islam sunnita,applicata dal 90 % dei musulmani nel mondo,è regolata da ben quattro scuole giuridiche  (scuola hanafita - scuola malikita- scuola shafiita - scuola hanbalita) fondate da quattro imam apparsi 150 anni dopo la sua morte e le varie guerre civili scoppiata tra gli stessi compagni del profeta.

Gli imam fondatori delle scuole giuridiche sunnite sono :


L'Imam Abu Hanifa al N'uman ibn Thabit ( nato nel 699 - morto nel 767 DC)

L'imam Malik ibn Anas (nato nel 711 - morto nel 795 DC )

L'imam Shafii ( nato il 767 — morto 820 DC )

L'imam Ahmed Hanbali. ( morto il 855 DC )

Maometto mori' l'8 giugno 632 dopo Cristo.

I dotti dei due rami principali dell'Islam sono d'accordo sul fatto che uno dei fondatori di delle sopracitate scuole sunnite, L'imam Abu Hanifa (fondatore della scuola hanafita) fu contemporaneo e allievo del fondatore dell'unica scuola giuridica dei musulmani sciiti : L'imam Ja'afar Sadiq,il pronipote di Maometto.E che in seguito tramandò il suo sapere al suo allievo,l'Imam Malik Ibn Anas,che fondò a sua volta un altra scuola giuridica ( la scuola malikita)

Un altra differenza,dettata più dall'ignoranza che da motivi ideologici,è riscontrabile nella posizione verso i nemici e i carnefici della discendenza del profeta,come i califfi Omayadi e Abbassidi,che nel corso dei secoli tentarono di cancellare dalla faccia della terra qualsiasi traccia della discendenza del profeta. Gli sciiti maledicono tali califfi,colpevoli di aver tentato di far scomparire '' l'islam autentico '' per motivi prettamente politici,mentre i sunniti contemporanei invece non hanno assunto alcuna posizione verso di loro
Le linee sottili dell’Islam

Le linee sottili dell’Islam

Il 25 e il 27 agosto scorsi, A Grozny,in Cecenia,oltre duecento tra giurisperiti,studiosi e imam del mondo musulmano sunnita avevano deciso di espellere il pensiero wahabita dalla giurisprudenza sunnita. Tanto di cappello a questa presa di posizione,dopo anni di silenzio di fronte ai devastanti effetti collaterali di questa ideologia del terrore nata nel XVIII in Arabia Saudita con la benedizione dei coloni britannici. Adesso bisogna fare un altro passo ancor più faticoso : risvegliare la coscienze cloroformido che hanno confuso i precetti dell'islam sunnita con i deliri del wahabismo, e fargli finalmente notare che la differenze dottrinali tra loro e i loro correligionari sciiti sono molto sottili. Vorrei cominciare dal primo punto fondamentale : entrambi credono ad un solo Dio e ad un solo Corano rivelato allo stesso profeta : Muhammad (saas) 
(Maometto)

Una di queste sottili linee dottrinali sta nel fatto che gli sciiti hanno ereditato il sapere di Maometto e la sua linea interpretativa del corano,composta da pratiche e detti vari (la famosa '' sunna '' la seconda fonte giuridica dopo il Corano) attraverso la sua discendenza ( i famosi dodici imam infallibili ). Seguono un unica scuola giuridica fondata dall'Imam Ja'afar Sadiq, pronipote del profeta e sesto dei dodici imam infallibili. 

I dodici imam infallibili sono : 

1 ʿ-Alī ibn Abī Ṭālib (m. 661)  

2 - Ḥasan ibn ʿAlī ibn Abī Ṭālib (m. 669)

3 - al-Ḥusayn ibn ʿAlī ibn Abī Ṭālib (m. 680)

4 - Alī ibn al-Ḥusayn, detto Zayn al-ʿĀbidīn, (Ornamento dei devoti )(m. 712)

5 -  Muḥammad ibn ʿAlī, detto al-Bāqir (m. 731)

6 - Jaʿfar ibn Muḥammad (m. 765) ( detto Ja'afar Sadiq)

7 - Ismāīl ibn Jaʿfar

7- Mūsā ibn Jaʿfar, detto al-Kāẓim (m. 799)

8  ʿAlī ibn Mūsà, detto al-Riḍā (m. 818)

9 - Muḥammad ibn ʿAlī, detto al-Ṭaqī o al-Jawād (m. 835)

10 ʿAlī ibn Muḥammad, detto al-Naqī‘ o al-Hādī (m. 868)

11 - al-Ḥasan ibn ʿAlī, detto al-ʿAskarī (m. 874)

12 - Muḥammad ibn al-Ḥasan, detto al-Mahdī ("occultatosi" nell'874)




 N.B il termine'' Ibn '' significa '' figlio di''


Quindi credono che la loro interpretazione dell'Islam e del Corano siano quelli autentici predicati e applicati dal profeta 1400 anni fa,e questo per via della rigida catena di trasmissione del sapere che parte da Maometto,per poi passare da Ali,Fatima ( la figlia ) e i loro figli, Hassan e Hussein,per poi protrarsi attraverso i loro discendenti,che nel corso dei secoli si sono tramandati il sapere da padre a figlio. I musulmani sciiti credono che sia Dio,attraverso il Corano,che il profeta,attraverso i suoi detti,abbiano legittimato Ali Ibn Talib,suo cugino e marito di Fatima ad essere la guida politica e spirituale della comunità islamica dopo la morte di Muhamad (saas).

I sunniti invece credono che chiunque abbia conosciuto il profeta o suoi compagni più fedeli sono degni alla guida politica e spirituale della comunità islamica (la Umma) e alla trasmissione del sapere di Maometto e della sua linea interpretativa del Corano. Ragion per cui la giurisprudenza dell'islam sunnita,applicata dal 90 % dei musulmani nel mondo,è regolata da ben quattro scuole giuridiche  (scuola hanafita - scuola malikita- scuola shafiita - scuola hanbalita) fondate da quattro imam apparsi 150 anni dopo la sua morte e le varie guerre civili scoppiata tra gli stessi compagni del profeta.

Gli imam fondatori delle scuole giuridiche sunnite sono :


L'Imam Abu Hanifa al N'uman ibn Thabit ( nato nel 699 - morto nel 767 DC)

L'imam Malik ibn Anas (nato nel 711 - morto nel 795 DC )

L'imam Shafii ( nato il 767 — morto 820 DC )

L'imam Ahmed Hanbali. ( morto il 855 DC )

Maometto mori' l'8 giugno 632 dopo Cristo.

I dotti dei due rami principali dell'Islam sono d'accordo sul fatto che uno dei fondatori di delle sopracitate scuole sunnite, L'imam Abu Hanifa (fondatore della scuola hanafita) fu contemporaneo e allievo del fondatore dell'unica scuola giuridica dei musulmani sciiti : L'imam Ja'afar Sadiq,il pronipote di Maometto.E che in seguito tramandò il suo sapere al suo allievo,l'Imam Malik Ibn Anas,che fondò a sua volta un altra scuola giuridica ( la scuola malikita)

Un altra differenza,dettata più dall'ignoranza che da motivi ideologici,è riscontrabile nella posizione verso i nemici e i carnefici della discendenza del profeta,come i califfi Omayadi e Abbassidi,che nel corso dei secoli tentarono di cancellare dalla faccia della terra qualsiasi traccia della discendenza del profeta. Gli sciiti maledicono tali califfi,colpevoli di aver tentato di far scomparire '' l'islam autentico '' per motivi prettamente politici,mentre i sunniti contemporanei invece non hanno assunto alcuna posizione verso di loro
Lo strano caso dell’arabo contemporaneo …

Lo strano caso dell’arabo contemporaneo …

Ultimamente nelle conversazioni con amici arabi ho tristemente notato che i crimini di Israele e la questione palestinese sono completamente scomparsi. Le masse arabe hanno dimenticato la questione che per anni aveva legato i loro destini come un forte collante,e pare che l'entità sionista sia finalmente riuscita a non far più parlare di se,e far apparire i suoi nemici,e cioè '' l'asse del male'' (Iran,Hezbollah e Siria) come i nemici di tutti. Quando vi ritroverete al cospetto di amici arabi, possibilmente magrebini,fate un esperimento sociale. Prendete l'argomento Palestina e ripetete lo slogan coniato durante la rivoluzione islamica in Iran, '' El Mawt li Israil '' ( Morte a Israele ) e attendete le prime reazioni allergiche. Verrete subito tacciati di terrorismo e di essere vicini al regime degli ayatollah.
Citate '' Yawm el Quds '' ( la Giornata di Gerusalemme ) evento in cui tutte le masse musulmane concentrate nel triangolo controllato dall'''Asse del male '' denunciano con forza i crimini del sionismo nel mondo e rivendicano la liberazione della Moschea di Gerusalemme ( Al Quds). Tenete bene in mente che la radice di questa loro bizzarra reazione è la paura verso un immaginaria '' persianizzazione '' delle loro società ( non lo dico io,ma un recente sondaggio di Al Jazeera dove gli arabi hanno accusato la repubblica islamica dell'Iran di essere all'origine di tutte le instabilità politiche e sociali del Medioriente)
La '' sionizzazione '' del mondo arabo è quasi completata e,tra non molto i cittadini arabi cominceranno a vedere in Israele uno scoglio dietro cui riparasi in vista di una possibile avanzata iraniana contro le loro società.
Chissà come siamo arrivati a questo punto....
Lo strano caso dell’arabo contemporaneo …

Lo strano caso dell’arabo contemporaneo …

Ultimamente nelle conversazioni con amici arabi ho tristemente notato che i crimini di Israele e la questione palestinese sono completamente scomparsi. Le masse arabe hanno dimenticato la questione che per anni aveva legato i loro destini come un forte collante,e pare che l'entità sionista sia finalmente riuscita a non far più parlare di se,e far apparire i suoi nemici,e cioè '' l'asse del male'' (Iran,Hezbollah e Siria) come i nemici di tutti. Quando vi ritroverete al cospetto di amici arabi, possibilmente magrebini,fate un esperimento sociale. Prendete l'argomento Palestina e ripetete lo slogan coniato durante la rivoluzione islamica in Iran, '' El Mawt li Israil '' ( Morte a Israele ) e attendete le prime reazioni allergiche. Verrete subito tacciati di terrorismo e di essere vicini al regime degli ayatollah.
Citate '' Yawm el Quds '' ( la Giornata di Gerusalemme ) evento in cui tutte le masse musulmane concentrate nel triangolo controllato dall'''Asse del male '' denunciano con forza i crimini del sionismo nel mondo e rivendicano la liberazione della Moschea di Gerusalemme ( Al Quds). Tenete bene in mente che la radice di questa loro bizzarra reazione è la paura verso un immaginaria '' persianizzazione '' delle loro società ( non lo dico io,ma un recente sondaggio di Al Jazeera dove gli arabi hanno accusato la repubblica islamica dell'Iran di essere all'origine di tutte le instabilità politiche e sociali del Medioriente)
La '' sionizzazione '' del mondo arabo è quasi completata e,tra non molto i cittadini arabi cominceranno a vedere in Israele uno scoglio dietro cui riparasi in vista di una possibile avanzata iraniana contro le loro società.
Chissà come siamo arrivati a questo punto....
Lo strano caso dell’arabo contemporaneo …

Lo strano caso dell’arabo contemporaneo …

Ultimamente nelle conversazioni con amici arabi ho tristemente notato che i crimini di Israele e la questione palestinese sono completamente scomparsi. Le masse arabe hanno dimenticato la questione che per anni aveva legato i loro destini come un forte collante,e pare che l'entità sionista sia finalmente riuscita a non far più parlare di se,e far apparire i suoi nemici,e cioè '' l'asse del male'' (Iran,Hezbollah e Siria) come i nemici di tutti. Quando vi ritroverete al cospetto di amici arabi, possibilmente magrebini,fate un esperimento sociale. Prendete l'argomento Palestina e ripetete lo slogan coniato durante la rivoluzione islamica in Iran, '' El Mawt li Israil '' ( Morte a Israele ) e attendete le prime reazioni allergiche. Verrete subito tacciati di terrorismo e di essere vicini al regime degli ayatollah.
Citate '' Yawm el Quds '' ( la Giornata di Gerusalemme ) evento in cui tutte le masse musulmane concentrate nel triangolo controllato dall'''Asse del male '' denunciano con forza i crimini del sionismo nel mondo e rivendicano la liberazione della Moschea di Gerusalemme ( Al Quds). Tenete bene in mente che la radice di questa loro bizzarra reazione è la paura verso un immaginaria '' persianizzazione '' delle loro società ( non lo dico io,ma un recente sondaggio di Al Jazeera dove gli arabi hanno accusato la repubblica islamica dell'Iran di essere all'origine di tutte le instabilità politiche e sociali del Medioriente)
La '' sionizzazione '' del mondo arabo è quasi completata e,tra non molto i cittadini arabi cominceranno a vedere in Israele uno scoglio dietro cui riparasi in vista di una possibile avanzata iraniana contro le loro società.
Chissà come siamo arrivati a questo punto....
Lo strano caso dell’arabo contemporaneo …

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Ultimamente nelle conversazioni con amici arabi ho tristemente notato che i crimini di Israele e la questione palestinese sono completamente scomparsi. Le masse arabe hanno dimenticato la questione che per anni aveva legato i loro destini come un forte collante,e pare che l'entità sionista sia finalmente riuscita a non far più parlare di se,e far apparire i suoi nemici,e cioè '' l'asse del male'' (Iran,Hezbollah e Siria) come i nemici di tutti. Quando vi ritroverete al cospetto di amici arabi, possibilmente magrebini,fate un esperimento sociale. Prendete l'argomento Palestina e ripetete lo slogan coniato durante la rivoluzione islamica in Iran, '' El Mawt li Israil '' ( Morte a Israele ) e attendete le prime reazioni allergiche. Verrete subito tacciati di terrorismo e di essere vicini al regime degli ayatollah.
Citate '' Yawm el Quds '' ( la Giornata di Gerusalemme ) evento in cui tutte le masse musulmane concentrate nel triangolo controllato dall'''Asse del male '' denunciano con forza i crimini del sionismo nel mondo e rivendicano la liberazione della Moschea di Gerusalemme ( Al Quds). Tenete bene in mente che la radice di questa loro bizzarra reazione è la paura verso un immaginaria '' persianizzazione '' delle loro società ( non lo dico io,ma un recente sondaggio di Al Jazeera dove gli arabi hanno accusato la repubblica islamica dell'Iran di essere all'origine di tutte le instabilità politiche e sociali del Medioriente)
La '' sionizzazione '' del mondo arabo è quasi completata e,tra non molto i cittadini arabi cominceranno a vedere in Israele uno scoglio dietro cui riparasi in vista di una possibile avanzata iraniana contro le loro società.
Chissà come siamo arrivati a questo punto....
Muore ancora una volta la questione palestinese…..

Muore ancora una volta la questione palestinese…..

Ripublico questo murales di Orgosolo (in Sardegna) per celebrare con il potere del l'immagine , forse l'unico strumento in grado di smuovere le nostre coscienze e il nostro intelletto attrofizzato dal bombardamento mediatico quotidiano (TV, internet, ecc). Oggi , con la presenza ai funerali di Shimon Peres di Mahmoud Abbas, presidente dell'Autorità palestinese muore per l'ennesima volta la questione palestinese. Oggi si celebra il secondo funerale di Mohamed El Durra , il giovane palestinese trucidato sotto gli occhi del padre. Oggi si celebrano un altra volta le migliaia di funerali di coloro che sono caduti nella lotta contro il movimento sionista. Oggi si celebrano un altra volta i funerali della coscienza e dell'orgoglio degli arabi,e in modo particolare quella dei musulmani.
Oggi, da giovane arabo e musulmano ,mi sento ancora più impotente al cospetto del movimento sionista,che m'impedisce di mettere piede nella Moschea di Gerusalemme.
Il sionismo sta vincendo. È riuscita a sconvolgere le nostre società. A marcare le divisioni tra musulmani sciiti e sunniti. A farci dimenticare la questione palestinese, una questione che aveva invece unito,con quel forte collante qual'è l'orgoglio, i cuori e le coscienze dei nostri nonni.
Pippo : il fabbro ferraio dei pupari.

Pippo : il fabbro ferraio dei pupari.


In una traversa dalla centralissima via Maqueda,poco dopo l'incrocio dei quattro canti,vi capiterà di incrociare questo strano cartellone scritto in inglese : '' Se vuoi conoscere la Palermo antica guarda su ''. 

Pipo Bova, un vecchio fabbro palermitano,ha allestito un piccolo museo di antiche pistole,spadoni medievali,armature spagnole e pupi siciliani lavorati da lui. Dentro la sua casa museo vi capiterà di trovare una fotografia del comico palermitano Franco Benenato,in arte Franco Franchi,mentre vi lancia una delle sue famose smorfie facciali. Stranamente con Pipo non riesco a trattenere il mio accento palermitano parlando per tutto il tempo in dialetto.

Se siete alla ricerca della Palermo antica,come dice il cartellone,e come consiglia Pipo,guardate su.





Pippo : il fabbro ferraio dei pupari.

Pippo : il fabbro ferraio dei pupari.


In una traversa dalla centralissima via Maqueda,poco dopo l'incrocio dei quattro canti,vi capiterà di incrociare questo strano cartellone scritto in inglese : '' Se vuoi conoscere la Palermo antica guarda su ''. 

Pipo Bova, un vecchio fabbro palermitano,ha allestito un piccolo museo di antiche pistole,spadoni medievali,armature spagnole e pupi siciliani lavorati da lui. Dentro la sua casa museo vi capiterà di trovare una fotografia del comico palermitano Franco Benenato,in arte Franco Franchi,mentre vi lancia una delle sue famose smorfie facciali. Stranamente con Pipo non riesco a trattenere il mio accento palermitano parlando per tutto il tempo in dialetto.

Se siete alla ricerca della Palermo antica,come dice il cartellone,e come consiglia Pipo,guardate su.





Pippo : il fabbro ferraio dei pupari.

Pippo : il fabbro ferraio dei pupari.


In una traversa dalla centralissima via Maqueda,poco dopo l'incrocio dei quattro canti,vi capiterà di incrociare questo strano cartellone scritto in inglese : '' Se vuoi conoscere la Palermo antica guarda su ''. 

Pipo Bova, un vecchio fabbro palermitano,ha allestito un piccolo museo di antiche pistole,spadoni medievali,armature spagnole e pupi siciliani lavorati da lui. Dentro la sua casa museo vi capiterà di trovare una fotografia del comico palermitano Franco Benenato,in arte Franco Franchi,mentre vi lancia una delle sue famose smorfie facciali. Stranamente con Pipo non riesco a trattenere il mio accento palermitano parlando per tutto il tempo in dialetto.

Se siete alla ricerca della Palermo antica,come dice il cartellone,e come consiglia Pipo,guardate su.





Pippo : il fabbro ferraio dei pupari.

Pippo : il fabbro ferraio dei pupari.


In una traversa dalla centralissima via Maqueda,poco dopo l'incrocio dei quattro canti,vi capiterà di incrociare questo strano cartellone scritto in inglese : '' Se vuoi conoscere la Palermo antica guarda su ''. 

Pipo Bova, un vecchio fabbro palermitano,ha allestito un piccolo museo di antiche pistole,spadoni medievali,armature spagnole e pupi siciliani lavorati da lui. Dentro la sua casa museo vi capiterà di trovare una fotografia del comico palermitano Franco Benenato,in arte Franco Franchi,mentre vi lancia una delle sue famose smorfie facciali. Stranamente con Pipo non riesco a trattenere il mio accento palermitano parlando per tutto il tempo in dialetto.

Se siete alla ricerca della Palermo antica,come dice il cartellone,e come consiglia Pipo,guardate su.





Dimenticati

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Lui è Kamal,venditore ambulante di origini marocchine residente a Palermo.La fotografia risale a Gennaio,quando ci eravamo incontrati per un ultimo caffè,in un bar del centro storico palermitano,prima del mio viaggio di ritorno in Lituania. Il suo è il ritratto di chi non ne può di vestire i panni dell'ultima ruota del carro della società palermitana,e difficilmente dimenticherò quel pomeriggio palermitano per la storia che mi aveva raccontato. Una storia fatta di abusi di potere mista a razzismo e violenza da parte di una squadra della polizia municipale capeggiata da un vigile urbano soprannominato '' Bruce lee'',lo stesso che nel Marzo del 2011, aveva vessato il venditore ambulante Noureddine Adnane,spingendolo a darsi fuoco per la disperazione. Siamo nel Gennaio 2011 e Kamal si trovava con la sua bancarella in viale Campania,nei pressi di un mercatino. L'incubo comincia quando una squadra di vigili urbani,famosa per i modi particolarmente violenti nella repressione del commercio ambulante,bloccano Kamal intento a spostare la bancarella. L'agente '' Bruce lee'' lo afferra da dietro per la cinta. Kamal si agita e chiede di mostrare i documenti che lo autorizzano alla vendita ambulante quando il vigile gli risponde : Non m'interessano i documenti, io voglio te '' . Gli animi si agitano e il giovane marocchino viene spintonato e tirato per la maglia dai vari vigili urbani e ammanettato. Condotto alla questura di San Lorenzo Kamal viene ripetutamente picchiato dall'agente che lo aveva bloccato. Schiaffi,calci e pugni sui fianchi. Il soggiorno in questura è un inferno,e dopo le percosse,gli aguzzini in veste da poliziotto,dopo aver compilato alcuni documenti sotto la supervisione dell'agente '' Bruce lee'' comunicano a Kamal che verrà condotto in tribunale. Una notte in camera di sicurezza per poi essere condotto in tribunale dove viene a sapere che sarà processato per aver picchiato tre agenti della polizia municipale : due donne e un uomo. Kamal,stremato dalla fame e dalle percosse subite,sviene. Viene ricoverato al pronto soccorso dove i medici gli trovano segni di violenza nella parte bassa della schiena e sulla testa.In tribunale la testimonianza dei vigili urbani ha dell'incredibile. Una vigilessa racconta che Kamal le aveva tirato i capelli dopo avergli chiesto i documenti. Quell'altra lo accusa di ingiurie : ''Puttana,le donne devono stare a casa perché nei paesi islamici si fa cosi ''. L'uomo invece,racconta di essere stato preso a calci dal giovane marocchino. Il processo va avanti,e in mancanza di testimoni,il tutto va a sfavore di Kamal,che incassa in silenzio l'ennesimo pugno di una società incattivita e sempre più intollerante verso il diverso. La sua storia non mi sorprende. Per esperienza personale (quell'anno e mezzo nel corpo della marina militare insegna) vi dico che gli ambienti militari e delle forze dell'ordine sono focolai di fascismo. Adesso che non ho il piacere di condividere con lui un caffè e di parlare del destino del mondo arabo,lo seguo mentre aggiorna la sua bacheca con post carichi di rabbia e amarezza. L'ultimo in ordine cronologico dice : ''La colpa di avere una coscienza : io sono colpevole di reati e uno dei più gravi reati che ho è di essere una persona onesta,per bene''

Dimenticati

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Lui è Kamal,venditore ambulante di origini marocchine residente a Palermo.La fotografia risale a Gennaio,quando ci eravamo incontrati per un ultimo caffè,in un bar del centro storico palermitano,prima del mio viaggio di ritorno in Lituania. Il suo è il ritratto di chi non ne può di vestire i panni dell'ultima ruota del carro della società palermitana,e difficilmente dimenticherò quel pomeriggio palermitano per la storia che mi aveva raccontato. Una storia fatta di abusi di potere mista a razzismo e violenza da parte di una squadra della polizia municipale capeggiata da un vigile urbano soprannominato '' Bruce lee'',lo stesso che nel Marzo del 2011, aveva vessato il venditore ambulante Noureddine Adnane,spingendolo a darsi fuoco per la disperazione. Siamo nel Gennaio 2011 e Kamal si trovava con la sua bancarella in viale Campania,nei pressi di un mercatino. L'incubo comincia quando una squadra di vigili urbani,famosa per i modi particolarmente violenti nella repressione del commercio ambulante,bloccano Kamal intento a spostare la bancarella. L'agente '' Bruce lee'' lo afferra da dietro per la cinta. Kamal si agita e chiede di mostrare i documenti che lo autorizzano alla vendita ambulante quando il vigile gli risponde : Non m'interessano i documenti, io voglio te '' . Gli animi si agitano e il giovane marocchino viene spintonato e tirato per la maglia dai vari vigili urbani e ammanettato. Condotto alla questura di San Lorenzo Kamal viene ripetutamente picchiato dall'agente che lo aveva bloccato. Schiaffi,calci e pugni sui fianchi. Il soggiorno in questura è un inferno,e dopo le percosse,gli aguzzini in veste da poliziotto,dopo aver compilato alcuni documenti sotto la supervisione dell'agente '' Bruce lee'' comunicano a Kamal che verrà condotto in tribunale. Una notte in camera di sicurezza per poi essere condotto in tribunale dove viene a sapere che sarà processato per aver picchiato tre agenti della polizia municipale : due donne e un uomo. Kamal,stremato dalla fame e dalle percosse subite,sviene. Viene ricoverato al pronto soccorso dove i medici gli trovano segni di violenza nella parte bassa della schiena e sulla testa.In tribunale la testimonianza dei vigili urbani ha dell'incredibile. Una vigilessa racconta che Kamal le aveva tirato i capelli dopo avergli chiesto i documenti. Quell'altra lo accusa di ingiurie : ''Puttana,le donne devono stare a casa perché nei paesi islamici si fa cosi ''. L'uomo invece,racconta di essere stato preso a calci dal giovane marocchino. Il processo va avanti,e in mancanza di testimoni,il tutto va a sfavore di Kamal,che incassa in silenzio l'ennesimo pugno di una società incattivita e sempre più intollerante verso il diverso. La sua storia non mi sorprende. Per esperienza personale (quell'anno e mezzo nel corpo della marina militare insegna) vi dico che gli ambienti militari e delle forze dell'ordine sono focolai di fascismo. Adesso che non ho il piacere di condividere con lui un caffè e di parlare del destino del mondo arabo,lo seguo mentre aggiorna la sua bacheca con post carichi di rabbia e amarezza. L'ultimo in ordine cronologico dice : ''La colpa di avere una coscienza : io sono colpevole di reati e uno dei più gravi reati che ho è di essere una persona onesta,per bene''

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Lui è Kamal,venditore ambulante di origini marocchine residente a Palermo.La fotografia risale a Gennaio,quando ci eravamo incontrati per un ultimo caffè,in un bar del centro storico palermitano,prima del mio viaggio di ritorno in Lituania. Il suo è il ritratto di chi non ne può di vestire i panni dell'ultima ruota del carro della società palermitana,e difficilmente dimenticherò quel pomeriggio palermitano per la storia che mi aveva raccontato. Una storia fatta di abusi di potere mista a razzismo e violenza da parte di una squadra della polizia municipale capeggiata da un vigile urbano soprannominato '' Bruce lee'',lo stesso che nel Marzo del 2011, aveva vessato il venditore ambulante Noureddine Adnane,spingendolo a darsi fuoco per la disperazione. Siamo nel Gennaio 2011 e Kamal si trovava con la sua bancarella in viale Campania,nei pressi di un mercatino. L'incubo comincia quando una squadra di vigili urbani,famosa per i modi particolarmente violenti nella repressione del commercio ambulante,bloccano Kamal intento a spostare la bancarella. L'agente '' Bruce lee'' lo afferra da dietro per la cinta. Kamal si agita e chiede di mostrare i documenti che lo autorizzano alla vendita ambulante quando il vigile gli risponde : Non m'interessano i documenti, io voglio te '' . Gli animi si agitano e il giovane marocchino viene spintonato e tirato per la maglia dai vari vigili urbani e ammanettato. Condotto alla questura di San Lorenzo Kamal viene ripetutamente picchiato dall'agente che lo aveva bloccato. Schiaffi,calci e pugni sui fianchi. Il soggiorno in questura è un inferno,e dopo le percosse,gli aguzzini in veste da poliziotto,dopo aver compilato alcuni documenti sotto la supervisione dell'agente '' Bruce lee'' comunicano a Kamal che verrà condotto in tribunale. Una notte in camera di sicurezza per poi essere condotto in tribunale dove viene a sapere che sarà processato per aver picchiato tre agenti della polizia municipale : due donne e un uomo. Kamal,stremato dalla fame e dalle percosse subite,sviene. Viene ricoverato al pronto soccorso dove i medici gli trovano segni di violenza nella parte bassa della schiena e sulla testa.In tribunale la testimonianza dei vigili urbani ha dell'incredibile. Una vigilessa racconta che Kamal le aveva tirato i capelli dopo avergli chiesto i documenti. Quell'altra lo accusa di ingiurie : ''Puttana,le donne devono stare a casa perché nei paesi islamici si fa cosi ''. L'uomo invece,racconta di essere stato preso a calci dal giovane marocchino. Il processo va avanti,e in mancanza di testimoni,il tutto va a sfavore di Kamal,che incassa in silenzio l'ennesimo pugno di una società incattivita e sempre più intollerante verso il diverso. La sua storia non mi sorprende. Per esperienza personale (quell'anno e mezzo nel corpo della marina militare insegna) vi dico che gli ambienti militari e delle forze dell'ordine sono focolai di fascismo. Adesso che non ho il piacere di condividere con lui un caffè e di parlare del destino del mondo arabo,lo seguo mentre aggiorna la sua bacheca con post carichi di rabbia e amarezza. L'ultimo in ordine cronologico dice : ''La colpa di avere una coscienza : io sono colpevole di reati e uno dei più gravi reati che ho è di essere una persona onesta,per bene''

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Lui è Kamal,venditore ambulante di origini marocchine residente a Palermo.La fotografia risale a Gennaio,quando ci eravamo incontrati per un ultimo caffè,in un bar del centro storico palermitano,prima del mio viaggio di ritorno in Lituania. Il suo è il ritratto di chi non ne può di vestire i panni dell'ultima ruota del carro della società palermitana,e difficilmente dimenticherò quel pomeriggio palermitano per la storia che mi aveva raccontato. Una storia fatta di abusi di potere mista a razzismo e violenza da parte di una squadra della polizia municipale capeggiata da un vigile urbano soprannominato '' Bruce lee'',lo stesso che nel Marzo del 2011, aveva vessato il venditore ambulante Noureddine Adnane,spingendolo a darsi fuoco per la disperazione. Siamo nel Gennaio 2011 e Kamal si trovava con la sua bancarella in viale Campania,nei pressi di un mercatino. L'incubo comincia quando una squadra di vigili urbani,famosa per i modi particolarmente violenti nella repressione del commercio ambulante,bloccano Kamal intento a spostare la bancarella. L'agente '' Bruce lee'' lo afferra da dietro per la cinta. Kamal si agita e chiede di mostrare i documenti che lo autorizzano alla vendita ambulante quando il vigile gli risponde : Non m'interessano i documenti, io voglio te '' . Gli animi si agitano e il giovane marocchino viene spintonato e tirato per la maglia dai vari vigili urbani e ammanettato. Condotto alla questura di San Lorenzo Kamal viene ripetutamente picchiato dall'agente che lo aveva bloccato. Schiaffi,calci e pugni sui fianchi. Il soggiorno in questura è un inferno,e dopo le percosse,gli aguzzini in veste da poliziotto,dopo aver compilato alcuni documenti sotto la supervisione dell'agente '' Bruce lee'' comunicano a Kamal che verrà condotto in tribunale. Una notte in camera di sicurezza per poi essere condotto in tribunale dove viene a sapere che sarà processato per aver picchiato tre agenti della polizia municipale : due donne e un uomo. Kamal,stremato dalla fame e dalle percosse subite,sviene. Viene ricoverato al pronto soccorso dove i medici gli trovano segni di violenza nella parte bassa della schiena e sulla testa.In tribunale la testimonianza dei vigili urbani ha dell'incredibile. Una vigilessa racconta che Kamal le aveva tirato i capelli dopo avergli chiesto i documenti. Quell'altra lo accusa di ingiurie : ''Puttana,le donne devono stare a casa perché nei paesi islamici si fa cosi ''. L'uomo invece,racconta di essere stato preso a calci dal giovane marocchino. Il processo va avanti,e in mancanza di testimoni,il tutto va a sfavore di Kamal,che incassa in silenzio l'ennesimo pugno di una società incattivita e sempre più intollerante verso il diverso. La sua storia non mi sorprende. Per esperienza personale (quell'anno e mezzo nel corpo della marina militare insegna) vi dico che gli ambienti militari e delle forze dell'ordine sono focolai di fascismo. Adesso che non ho il piacere di condividere con lui un caffè e di parlare del destino del mondo arabo,lo seguo mentre aggiorna la sua bacheca con post carichi di rabbia e amarezza. L'ultimo in ordine cronologico dice : ''La colpa di avere una coscienza : io sono colpevole di reati e uno dei più gravi reati che ho è di essere una persona onesta,per bene''

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Lui è Kamal,venditore ambulante di origini marocchine residente a Palermo.La fotografia risale a Gennaio,quando ci eravamo incontrati per un ultimo caffè,in un bar del centro storico palermitano,prima del mio viaggio di ritorno in Lituania. Il suo è il ritratto di chi non ne può di vestire i panni dell'ultima ruota del carro della società palermitana,e difficilmente dimenticherò quel pomeriggio palermitano per la storia che mi aveva raccontato. Una storia fatta di abusi di potere mista a razzismo e violenza da parte di una squadra della polizia municipale capeggiata da un vigile urbano soprannominato '' Bruce lee'',lo stesso che nel Marzo del 2011, aveva vessato il venditore ambulante Noureddine Adnane,spingendolo a darsi fuoco per la disperazione. Siamo nel Gennaio 2011 e Kamal si trovava con la sua bancarella in viale Campania,nei pressi di un mercatino. L'incubo comincia quando una squadra di vigili urbani,famosa per i modi particolarmente violenti nella repressione del commercio ambulante,bloccano Kamal intento a spostare la bancarella. L'agente '' Bruce lee'' lo afferra da dietro per la cinta. Kamal si agita e chiede di mostrare i documenti che lo autorizzano alla vendita ambulante quando il vigile gli risponde : Non m'interessano i documenti, io voglio te '' . Gli animi si agitano e il giovane marocchino viene spintonato e tirato per la maglia dai vari vigili urbani e ammanettato. Condotto alla questura di San Lorenzo Kamal viene ripetutamente picchiato dall'agente che lo aveva bloccato. Schiaffi,calci e pugni sui fianchi. Il soggiorno in questura è un inferno,e dopo le percosse,gli aguzzini in veste da poliziotto,dopo aver compilato alcuni documenti sotto la supervisione dell'agente '' Bruce lee'' comunicano a Kamal che verrà condotto in tribunale. Una notte in camera di sicurezza per poi essere condotto in tribunale dove viene a sapere che sarà processato per aver picchiato tre agenti della polizia municipale : due donne e un uomo. Kamal,stremato dalla fame e dalle percosse subite,sviene. Viene ricoverato al pronto soccorso dove i medici gli trovano segni di violenza nella parte bassa della schiena e sulla testa.In tribunale la testimonianza dei vigili urbani ha dell'incredibile. Una vigilessa racconta che Kamal le aveva tirato i capelli dopo avergli chiesto i documenti. Quell'altra lo accusa di ingiurie : ''Puttana,le donne devono stare a casa perché nei paesi islamici si fa cosi ''. L'uomo invece,racconta di essere stato preso a calci dal giovane marocchino. Il processo va avanti,e in mancanza di testimoni,il tutto va a sfavore di Kamal,che incassa in silenzio l'ennesimo pugno di una società incattivita e sempre più intollerante verso il diverso. La sua storia non mi sorprende. Per esperienza personale (quell'anno e mezzo nel corpo della marina militare insegna) vi dico che gli ambienti militari e delle forze dell'ordine sono focolai di fascismo. Adesso che non ho il piacere di condividere con lui un caffè e di parlare del destino del mondo arabo,lo seguo mentre aggiorna la sua bacheca con post carichi di rabbia e amarezza. L'ultimo in ordine cronologico dice : ''La colpa di avere una coscienza : io sono colpevole di reati e uno dei più gravi reati che ho è di essere una persona onesta,per bene''

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Lui è Kamal,venditore ambulante di origini marocchine residente a Palermo.La fotografia risale a Gennaio,quando ci eravamo incontrati per un ultimo caffè,in un bar del centro storico palermitano,prima del mio viaggio di ritorno in Lituania. Il suo è il ritratto di chi non ne può di vestire i panni dell'ultima ruota del carro della società palermitana,e difficilmente dimenticherò quel pomeriggio palermitano per la storia che mi aveva raccontato. Una storia fatta di abusi di potere mista a razzismo e violenza da parte di una squadra della polizia municipale capeggiata da un vigile urbano soprannominato '' Bruce lee'',lo stesso che nel Marzo del 2011, aveva vessato il venditore ambulante Noureddine Adnane,spingendolo a darsi fuoco per la disperazione. Siamo nel Gennaio 2011 e Kamal si trovava con la sua bancarella in viale Campania,nei pressi di un mercatino. L'incubo comincia quando una squadra di vigili urbani,famosa per i modi particolarmente violenti nella repressione del commercio ambulante,bloccano Kamal intento a spostare la bancarella. L'agente '' Bruce lee'' lo afferra da dietro per la cinta. Kamal si agita e chiede di mostrare i documenti che lo autorizzano alla vendita ambulante quando il vigile gli risponde : Non m'interessano i documenti, io voglio te '' . Gli animi si agitano e il giovane marocchino viene spintonato e tirato per la maglia dai vari vigili urbani e ammanettato. Condotto alla questura di San Lorenzo Kamal viene ripetutamente picchiato dall'agente che lo aveva bloccato. Schiaffi,calci e pugni sui fianchi. Il soggiorno in questura è un inferno,e dopo le percosse,gli aguzzini in veste da poliziotto,dopo aver compilato alcuni documenti sotto la supervisione dell'agente '' Bruce lee'' comunicano a Kamal che verrà condotto in tribunale. Una notte in camera di sicurezza per poi essere condotto in tribunale dove viene a sapere che sarà processato per aver picchiato tre agenti della polizia municipale : due donne e un uomo. Kamal,stremato dalla fame e dalle percosse subite,sviene. Viene ricoverato al pronto soccorso dove i medici gli trovano segni di violenza nella parte bassa della schiena e sulla testa.In tribunale la testimonianza dei vigili urbani ha dell'incredibile. Una vigilessa racconta che Kamal le aveva tirato i capelli dopo avergli chiesto i documenti. Quell'altra lo accusa di ingiurie : ''Puttana,le donne devono stare a casa perché nei paesi islamici si fa cosi ''. L'uomo invece,racconta di essere stato preso a calci dal giovane marocchino. Il processo va avanti,e in mancanza di testimoni,il tutto va a sfavore di Kamal,che incassa in silenzio l'ennesimo pugno di una società incattivita e sempre più intollerante verso il diverso. La sua storia non mi sorprende. Per esperienza personale (quell'anno e mezzo nel corpo della marina militare insegna) vi dico che gli ambienti militari e delle forze dell'ordine sono focolai di fascismo. Adesso che non ho il piacere di condividere con lui un caffè e di parlare del destino del mondo arabo,lo seguo mentre aggiorna la sua bacheca con post carichi di rabbia e amarezza. L'ultimo in ordine cronologico dice : ''La colpa di avere una coscienza : io sono colpevole di reati e uno dei più gravi reati che ho è di essere una persona onesta,per bene''

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Lui è Kamal,venditore ambulante di origini marocchine residente a Palermo.La fotografia risale a Gennaio,quando ci eravamo incontrati per un ultimo caffè,in un bar del centro storico palermitano,prima del mio viaggio di ritorno in Lituania. Il suo è il ritratto di chi non ne può di vestire i panni dell'ultima ruota del carro della società palermitana,e difficilmente dimenticherò quel pomeriggio palermitano per la storia che mi aveva raccontato. Una storia fatta di abusi di potere mista a razzismo e violenza da parte di una squadra della polizia municipale capeggiata da un vigile urbano soprannominato '' Bruce lee'',lo stesso che nel Marzo del 2011, aveva vessato il venditore ambulante Noureddine Adnane,spingendolo a darsi fuoco per la disperazione. Siamo nel Gennaio 2011 e Kamal si trovava con la sua bancarella in viale Campania,nei pressi di un mercatino. L'incubo comincia quando una squadra di vigili urbani,famosa per i modi particolarmente violenti nella repressione del commercio ambulante,bloccano Kamal intento a spostare la bancarella. L'agente '' Bruce lee'' lo afferra da dietro per la cinta. Kamal si agita e chiede di mostrare i documenti che lo autorizzano alla vendita ambulante quando il vigile gli risponde : Non m'interessano i documenti, io voglio te '' . Gli animi si agitano e il giovane marocchino viene spintonato e tirato per la maglia dai vari vigili urbani e ammanettato. Condotto alla questura di San Lorenzo Kamal viene ripetutamente picchiato dall'agente che lo aveva bloccato. Schiaffi,calci e pugni sui fianchi. Il soggiorno in questura è un inferno,e dopo le percosse,gli aguzzini in veste da poliziotto,dopo aver compilato alcuni documenti sotto la supervisione dell'agente '' Bruce lee'' comunicano a Kamal che verrà condotto in tribunale. Una notte in camera di sicurezza per poi essere condotto in tribunale dove viene a sapere che sarà processato per aver picchiato tre agenti della polizia municipale : due donne e un uomo. Kamal,stremato dalla fame e dalle percosse subite,sviene. Viene ricoverato al pronto soccorso dove i medici gli trovano segni di violenza nella parte bassa della schiena e sulla testa.In tribunale la testimonianza dei vigili urbani ha dell'incredibile. Una vigilessa racconta che Kamal le aveva tirato i capelli dopo avergli chiesto i documenti. Quell'altra lo accusa di ingiurie : ''Puttana,le donne devono stare a casa perché nei paesi islamici si fa cosi ''. L'uomo invece,racconta di essere stato preso a calci dal giovane marocchino. Il processo va avanti,e in mancanza di testimoni,il tutto va a sfavore di Kamal,che incassa in silenzio l'ennesimo pugno di una società incattivita e sempre più intollerante verso il diverso. La sua storia non mi sorprende. Per esperienza personale (quell'anno e mezzo nel corpo della marina militare insegna) vi dico che gli ambienti militari e delle forze dell'ordine sono focolai di fascismo. Adesso che non ho il piacere di condividere con lui un caffè e di parlare del destino del mondo arabo,lo seguo mentre aggiorna la sua bacheca con post carichi di rabbia e amarezza. L'ultimo in ordine cronologico dice : ''La colpa di avere una coscienza : io sono colpevole di reati e uno dei più gravi reati che ho è di essere una persona onesta,per bene''

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Lui è Kamal,venditore ambulante di origini marocchine residente a Palermo.La fotografia risale a Gennaio,quando ci eravamo incontrati per un ultimo caffè,in un bar del centro storico palermitano,prima del mio viaggio di ritorno in Lituania. Il suo è il ritratto di chi non ne può di vestire i panni dell'ultima ruota del carro della società palermitana,e difficilmente dimenticherò quel pomeriggio palermitano per la storia che mi aveva raccontato. Una storia fatta di abusi di potere mista a razzismo e violenza da parte di una squadra della polizia municipale capeggiata da un vigile urbano soprannominato '' Bruce lee'',lo stesso che nel Marzo del 2011, aveva vessato il venditore ambulante Noureddine Adnane,spingendolo a darsi fuoco per la disperazione. Siamo nel Gennaio 2011 e Kamal si trovava con la sua bancarella in viale Campania,nei pressi di un mercatino. L'incubo comincia quando una squadra di vigili urbani,famosa per i modi particolarmente violenti nella repressione del commercio ambulante,bloccano Kamal intento a spostare la bancarella. L'agente '' Bruce lee'' lo afferra da dietro per la cinta. Kamal si agita e chiede di mostrare i documenti che lo autorizzano alla vendita ambulante quando il vigile gli risponde : Non m'interessano i documenti, io voglio te '' . Gli animi si agitano e il giovane marocchino viene spintonato e tirato per la maglia dai vari vigili urbani e ammanettato. Condotto alla questura di San Lorenzo Kamal viene ripetutamente picchiato dall'agente che lo aveva bloccato. Schiaffi,calci e pugni sui fianchi. Il soggiorno in questura è un inferno,e dopo le percosse,gli aguzzini in veste da poliziotto,dopo aver compilato alcuni documenti sotto la supervisione dell'agente '' Bruce lee'' comunicano a Kamal che verrà condotto in tribunale. Una notte in camera di sicurezza per poi essere condotto in tribunale dove viene a sapere che sarà processato per aver picchiato tre agenti della polizia municipale : due donne e un uomo. Kamal,stremato dalla fame e dalle percosse subite,sviene. Viene ricoverato al pronto soccorso dove i medici gli trovano segni di violenza nella parte bassa della schiena e sulla testa.In tribunale la testimonianza dei vigili urbani ha dell'incredibile. Una vigilessa racconta che Kamal le aveva tirato i capelli dopo avergli chiesto i documenti. Quell'altra lo accusa di ingiurie : ''Puttana,le donne devono stare a casa perché nei paesi islamici si fa cosi ''. L'uomo invece,racconta di essere stato preso a calci dal giovane marocchino. Il processo va avanti,e in mancanza di testimoni,il tutto va a sfavore di Kamal,che incassa in silenzio l'ennesimo pugno di una società incattivita e sempre più intollerante verso il diverso. La sua storia non mi sorprende. Per esperienza personale (quell'anno e mezzo nel corpo della marina militare insegna) vi dico che gli ambienti militari e delle forze dell'ordine sono focolai di fascismo. Adesso che non ho il piacere di condividere con lui un caffè e di parlare del destino del mondo arabo,lo seguo mentre aggiorna la sua bacheca con post carichi di rabbia e amarezza. L'ultimo in ordine cronologico dice : ''La colpa di avere una coscienza : io sono colpevole di reati e uno dei più gravi reati che ho è di essere una persona onesta,per bene''

Una nuova droga dell’ego : Il tasto ” Mi piace ”

Una nuova droga dell’ego : Il tasto ” Mi piace ”


Più tempo trascorro su facebook e più chiedo a me stesso se è possibile trovare una via di mezzo salutare tra la vita virtuale di facebook e quella reale. Tra il mondo on line e offline. Possiamo dire che il social network Facebook è un ottimo strumento quando si viaggia e si vuole mandare notizie alla propria famiglia a casa. Ma personalmente comincio a percepire un pericolo che non tutti hanno ancora percepito. Questo pericolo lo vedo nel tasto '' Mi piace '' che affianca qualsiasi nostro aggiornamento o commento. Vedo questa opzione come una sorta di droga dell'ego che crea dipendenza quanto l'eroina o qualsiasi altra droga pesante. Mi spiego meglio ; più il tuo selfie,il tuo post,la tua riflessione,o semplicemente la tua battuta di spirito riceve apprezzamenti tramite il tasto '' Mi piace '' e più la dipendenza cresce. Cresce sino a distogliere completamente la tua attenzione dalle normali pratiche quotidiane nel mondo offline. Al punto da mercificare qualsiasi momento della tua vita quotidianità in cambio di un '' Mi piace ''. Creando automaticamente delle vere e proprie finestre virtuali sulla tua vita privata. Questa ricerca maniacale del '' Mi piace '' non è altro che un effetto collaterale della carenza di autostima causata dalla carenza di relazioni sociali nella vita reale,a sua volta effetto collaterale dell'atomizzazione della società contemporanea causata dall'invasione della tecnologia nella sfera privata degli individui. Siamo animali sociali,e come tali ricerchiamo il nettare per nutrire la nostra autostima nelle relazioni sociali con altri individui. Ma in molti non hanno ancora capito che il '' Mi piace '' facebookiano (e adesso le faccine,l'ultimo trovata di Zuckenberg per umanizzare facebook) non sarà mai migliore di una chiacchierata,di una pacca sulla spalla,di una stretta di mano,di un sorriso o di una qualsiasi reazione umana del mondo offline. 
In pochi lo hanno capito,e lo dimostrano le impennate di facebook in borsa,e tutte quelle persone che mi chiedono '' l'amicizia''  senza neanche aver tentato di conoscermi nella vita reale,e vantandosi di essermi '' amico ''. Oppure il vicino di casa che nel mondo online di facebook clicca '' Mi piace '' ai miei aggiornamenti e nella vita offline mi porge un timido saluto. Certo,facebook è un ottimo strumento per far circolare notizie e informazioni,ma se prima avevamo una carenza d'informazioni,dovuta anche alla graduale scomparsa della figura del giornalista ,adesso abbiamo una sovrabbondanza di informazioni causata dalla nascita della figura del cittadino-giornalista. E si sa che il nostro cervello,secondo il parere di molti neurologi,non è in grado di immagazzinare un eccessiva mole d'informazioni in pochi minuti. Il cervello si stanca,e spesso capita di non riuscire a leggere un post sino alla fine,provocando cosi un altro effetto collaterale : La perdita della capacità della concentrazione.  Vi capita mai che dopo aver spulciato la home di facebook,o l'aver '' spiato '' le vita di qualcuno pubblicata nel profilo,o della lettura di tanti post in pochi minuti, trovate difficoltoso concentrarvi nella attività della vita reale ? Oppure di distrarvi facilmente quando qualcuno vi parla. Oppure di non riuscire ad arrivare alla fine di una pagina di un libro? 

Purtroppo anche io,che parlo di questi effetti collaterali da social network,non ne sono immune,dato che quasi tutta la società si è letteralmente trasformata in '' una comunità di profili connessi '' che interagiscono tra di loro tramite messaggi privati,commenti o aggiornamenti. Oggi una cancellazione da facebook equivale a un totale isolamento dal mondo reale,ormai completamente fuso al mondo virtuale.  Sono finiti quindi i tempi delle lettere d'amore scritte ? Delle discussioni politiche fatte in una piazza pubblica,o di una sana chiacchierata davanti a un caffè ? Non chiedo di abolire facebook,ma di cominciare a pensare a una sorta di '' libretto d'istruzioni '' che spieghi a tutti gli utenti gli effetti indesiderati di un abuso di facebook. Un po come si fanno con i medicinali. 





Una nuova droga dell’ego : Il tasto ” Mi piace ”

Una nuova droga dell’ego : Il tasto ” Mi piace ”


Più tempo trascorro su facebook e più chiedo a me stesso se è possibile trovare una via di mezzo salutare tra la vita virtuale di facebook e quella reale. Tra il mondo on line e offline. Possiamo dire che il social network Facebook è un ottimo strumento quando si viaggia e si vuole mandare notizie alla propria famiglia a casa. Ma personalmente comincio a percepire un pericolo che non tutti hanno ancora percepito. Questo pericolo lo vedo nel tasto '' Mi piace '' che affianca qualsiasi nostro aggiornamento o commento. Vedo questa opzione come una sorta di droga dell'ego che crea dipendenza quanto l'eroina o qualsiasi altra droga pesante. Mi spiego meglio ; più il tuo selfie,il tuo post,la tua riflessione,o semplicemente la tua battuta di spirito riceve apprezzamenti tramite il tasto '' Mi piace '' e più la dipendenza cresce. Cresce sino a distogliere completamente la tua attenzione dalle normali pratiche quotidiane nel mondo offline. Al punto da mercificare qualsiasi momento della tua vita quotidianità in cambio di un '' Mi piace ''. Creando automaticamente delle vere e proprie finestre virtuali sulla tua vita privata. Questa ricerca maniacale del '' Mi piace '' non è altro che un effetto collaterale della carenza di autostima causata dalla carenza di relazioni sociali nella vita reale,a sua volta effetto collaterale dell'atomizzazione della società contemporanea causata dall'invasione della tecnologia nella sfera privata degli individui. Siamo animali sociali,e come tali ricerchiamo il nettare per nutrire la nostra autostima nelle relazioni sociali con altri individui. Ma in molti non hanno ancora capito che il '' Mi piace '' facebookiano (e adesso le faccine,l'ultimo trovata di Zuckenberg per umanizzare facebook) non sarà mai migliore di una chiacchierata,di una pacca sulla spalla,di una stretta di mano,di un sorriso o di una qualsiasi reazione umana del mondo offline. 
In pochi lo hanno capito,e lo dimostrano le impennate di facebook in borsa,e tutte quelle persone che mi chiedono '' l'amicizia''  senza neanche aver tentato di conoscermi nella vita reale,e vantandosi di essermi '' amico ''. Oppure il vicino di casa che nel mondo online di facebook clicca '' Mi piace '' ai miei aggiornamenti e nella vita offline mi porge un timido saluto. Certo,facebook è un ottimo strumento per far circolare notizie e informazioni,ma se prima avevamo una carenza d'informazioni,dovuta anche alla graduale scomparsa della figura del giornalista ,adesso abbiamo una sovrabbondanza di informazioni causata dalla nascita della figura del cittadino-giornalista. E si sa che il nostro cervello,secondo il parere di molti neurologi,non è in grado di immagazzinare un eccessiva mole d'informazioni in pochi minuti. Il cervello si stanca,e spesso capita di non riuscire a leggere un post sino alla fine,provocando cosi un altro effetto collaterale : La perdita della capacità della concentrazione.  Vi capita mai che dopo aver spulciato la home di facebook,o l'aver '' spiato '' le vita di qualcuno pubblicata nel profilo,o della lettura di tanti post in pochi minuti, trovate difficoltoso concentrarvi nella attività della vita reale ? Oppure di distrarvi facilmente quando qualcuno vi parla. Oppure di non riuscire ad arrivare alla fine di una pagina di un libro? 

Purtroppo anche io,che parlo di questi effetti collaterali da social network,non ne sono immune,dato che quasi tutta la società si è letteralmente trasformata in '' una comunità di profili connessi '' che interagiscono tra di loro tramite messaggi privati,commenti o aggiornamenti. Oggi una cancellazione da facebook equivale a un totale isolamento dal mondo reale,ormai completamente fuso al mondo virtuale.  Sono finiti quindi i tempi delle lettere d'amore scritte ? Delle discussioni politiche fatte in una piazza pubblica,o di una sana chiacchierata davanti a un caffè ? Non chiedo di abolire facebook,ma di cominciare a pensare a una sorta di '' libretto d'istruzioni '' che spieghi a tutti gli utenti gli effetti indesiderati di un abuso di facebook. Un po come si fanno con i medicinali. 





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Più tempo trascorro su facebook e più chiedo a me stesso se è possibile trovare una via di mezzo salutare tra la vita virtuale di facebook e quella reale. Tra il mondo on line e offline. Possiamo dire che il social network Facebook è un ottimo strumento quando si viaggia e si vuole mandare notizie alla propria famiglia a casa. Ma personalmente comincio a percepire un pericolo che non tutti hanno ancora percepito. Questo pericolo lo vedo nel tasto '' Mi piace '' che affianca qualsiasi nostro aggiornamento o commento. Vedo questa opzione come una sorta di droga dell'ego che crea dipendenza quanto l'eroina o qualsiasi altra droga pesante. Mi spiego meglio ; più il tuo selfie,il tuo post,la tua riflessione,o semplicemente la tua battuta di spirito riceve apprezzamenti tramite il tasto '' Mi piace '' e più la dipendenza cresce. Cresce sino a distogliere completamente la tua attenzione dalle normali pratiche quotidiane nel mondo offline. Al punto da mercificare qualsiasi momento della tua vita quotidianità in cambio di un '' Mi piace ''. Creando automaticamente delle vere e proprie finestre virtuali sulla tua vita privata. Questa ricerca maniacale del '' Mi piace '' non è altro che un effetto collaterale della carenza di autostima causata dalla carenza di relazioni sociali nella vita reale,a sua volta effetto collaterale dell'atomizzazione della società contemporanea causata dall'invasione della tecnologia nella sfera privata degli individui. Siamo animali sociali,e come tali ricerchiamo il nettare per nutrire la nostra autostima nelle relazioni sociali con altri individui. Ma in molti non hanno ancora capito che il '' Mi piace '' facebookiano (e adesso le faccine,l'ultimo trovata di Zuckenberg per umanizzare facebook) non sarà mai migliore di una chiacchierata,di una pacca sulla spalla,di una stretta di mano,di un sorriso o di una qualsiasi reazione umana del mondo offline. 
In pochi lo hanno capito,e lo dimostrano le impennate di facebook in borsa,e tutte quelle persone che mi chiedono '' l'amicizia''  senza neanche aver tentato di conoscermi nella vita reale,e vantandosi di essermi '' amico ''. Oppure il vicino di casa che nel mondo online di facebook clicca '' Mi piace '' ai miei aggiornamenti e nella vita offline mi porge un timido saluto. Certo,facebook è un ottimo strumento per far circolare notizie e informazioni,ma se prima avevamo una carenza d'informazioni,dovuta anche alla graduale scomparsa della figura del giornalista ,adesso abbiamo una sovrabbondanza di informazioni causata dalla nascita della figura del cittadino-giornalista. E si sa che il nostro cervello,secondo il parere di molti neurologi,non è in grado di immagazzinare un eccessiva mole d'informazioni in pochi minuti. Il cervello si stanca,e spesso capita di non riuscire a leggere un post sino alla fine,provocando cosi un altro effetto collaterale : La perdita della capacità della concentrazione.  Vi capita mai che dopo aver spulciato la home di facebook,o l'aver '' spiato '' le vita di qualcuno pubblicata nel profilo,o della lettura di tanti post in pochi minuti, trovate difficoltoso concentrarvi nella attività della vita reale ? Oppure di distrarvi facilmente quando qualcuno vi parla. Oppure di non riuscire ad arrivare alla fine di una pagina di un libro? 

Purtroppo anche io,che parlo di questi effetti collaterali da social network,non ne sono immune,dato che quasi tutta la società si è letteralmente trasformata in '' una comunità di profili connessi '' che interagiscono tra di loro tramite messaggi privati,commenti o aggiornamenti. Oggi una cancellazione da facebook equivale a un totale isolamento dal mondo reale,ormai completamente fuso al mondo virtuale.  Sono finiti quindi i tempi delle lettere d'amore scritte ? Delle discussioni politiche fatte in una piazza pubblica,o di una sana chiacchierata davanti a un caffè ? Non chiedo di abolire facebook,ma di cominciare a pensare a una sorta di '' libretto d'istruzioni '' che spieghi a tutti gli utenti gli effetti indesiderati di un abuso di facebook. Un po come si fanno con i medicinali. 





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In pochi lo hanno capito,e lo dimostrano le impennate di facebook in borsa,e tutte quelle persone che mi chiedono '' l'amicizia''  senza neanche aver tentato di conoscermi nella vita reale,e vantandosi di essermi '' amico ''. Oppure il vicino di casa che nel mondo online di facebook clicca '' Mi piace '' ai miei aggiornamenti e nella vita offline mi porge un timido saluto. Certo,facebook è un ottimo strumento per far circolare notizie e informazioni,ma se prima avevamo una carenza d'informazioni,dovuta anche alla graduale scomparsa della figura del giornalista ,adesso abbiamo una sovrabbondanza di informazioni causata dalla nascita della figura del cittadino-giornalista. E si sa che il nostro cervello,secondo il parere di molti neurologi,non è in grado di immagazzinare un eccessiva mole d'informazioni in pochi minuti. Il cervello si stanca,e spesso capita di non riuscire a leggere un post sino alla fine,provocando cosi un altro effetto collaterale : La perdita della capacità della concentrazione.  Vi capita mai che dopo aver spulciato la home di facebook,o l'aver '' spiato '' le vita di qualcuno pubblicata nel profilo,o della lettura di tanti post in pochi minuti, trovate difficoltoso concentrarvi nella attività della vita reale ? Oppure di distrarvi facilmente quando qualcuno vi parla. Oppure di non riuscire ad arrivare alla fine di una pagina di un libro? 

Purtroppo anche io,che parlo di questi effetti collaterali da social network,non ne sono immune,dato che quasi tutta la società si è letteralmente trasformata in '' una comunità di profili connessi '' che interagiscono tra di loro tramite messaggi privati,commenti o aggiornamenti. Oggi una cancellazione da facebook equivale a un totale isolamento dal mondo reale,ormai completamente fuso al mondo virtuale.  Sono finiti quindi i tempi delle lettere d'amore scritte ? Delle discussioni politiche fatte in una piazza pubblica,o di una sana chiacchierata davanti a un caffè ? Non chiedo di abolire facebook,ma di cominciare a pensare a una sorta di '' libretto d'istruzioni '' che spieghi a tutti gli utenti gli effetti indesiderati di un abuso di facebook. Un po come si fanno con i medicinali. 





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In pochi lo hanno capito,e lo dimostrano le impennate di facebook in borsa,e tutte quelle persone che mi chiedono '' l'amicizia''  senza neanche aver tentato di conoscermi nella vita reale,e vantandosi di essermi '' amico ''. Oppure il vicino di casa che nel mondo online di facebook clicca '' Mi piace '' ai miei aggiornamenti e nella vita offline mi porge un timido saluto. Certo,facebook è un ottimo strumento per far circolare notizie e informazioni,ma se prima avevamo una carenza d'informazioni,dovuta anche alla graduale scomparsa della figura del giornalista ,adesso abbiamo una sovrabbondanza di informazioni causata dalla nascita della figura del cittadino-giornalista. E si sa che il nostro cervello,secondo il parere di molti neurologi,non è in grado di immagazzinare un eccessiva mole d'informazioni in pochi minuti. Il cervello si stanca,e spesso capita di non riuscire a leggere un post sino alla fine,provocando cosi un altro effetto collaterale : La perdita della capacità della concentrazione.  Vi capita mai che dopo aver spulciato la home di facebook,o l'aver '' spiato '' le vita di qualcuno pubblicata nel profilo,o della lettura di tanti post in pochi minuti, trovate difficoltoso concentrarvi nella attività della vita reale ? Oppure di distrarvi facilmente quando qualcuno vi parla. Oppure di non riuscire ad arrivare alla fine di una pagina di un libro? 

Purtroppo anche io,che parlo di questi effetti collaterali da social network,non ne sono immune,dato che quasi tutta la società si è letteralmente trasformata in '' una comunità di profili connessi '' che interagiscono tra di loro tramite messaggi privati,commenti o aggiornamenti. Oggi una cancellazione da facebook equivale a un totale isolamento dal mondo reale,ormai completamente fuso al mondo virtuale.  Sono finiti quindi i tempi delle lettere d'amore scritte ? Delle discussioni politiche fatte in una piazza pubblica,o di una sana chiacchierata davanti a un caffè ? Non chiedo di abolire facebook,ma di cominciare a pensare a una sorta di '' libretto d'istruzioni '' che spieghi a tutti gli utenti gli effetti indesiderati di un abuso di facebook. Un po come si fanno con i medicinali. 





Una nuova droga dell’ego : Il tasto ” Mi piace ”

Una nuova droga dell’ego : Il tasto ” Mi piace ”


Più tempo trascorro su facebook e più chiedo a me stesso se è possibile trovare una via di mezzo salutare tra la vita virtuale di facebook e quella reale. Tra il mondo on line e offline. Possiamo dire che il social network Facebook è un ottimo strumento quando si viaggia e si vuole mandare notizie alla propria famiglia a casa. Ma personalmente comincio a percepire un pericolo che non tutti hanno ancora percepito. Questo pericolo lo vedo nel tasto '' Mi piace '' che affianca qualsiasi nostro aggiornamento o commento. Vedo questa opzione come una sorta di droga dell'ego che crea dipendenza quanto l'eroina o qualsiasi altra droga pesante. Mi spiego meglio ; più il tuo selfie,il tuo post,la tua riflessione,o semplicemente la tua battuta di spirito riceve apprezzamenti tramite il tasto '' Mi piace '' e più la dipendenza cresce. Cresce sino a distogliere completamente la tua attenzione dalle normali pratiche quotidiane nel mondo offline. Al punto da mercificare qualsiasi momento della tua vita quotidianità in cambio di un '' Mi piace ''. Creando automaticamente delle vere e proprie finestre virtuali sulla tua vita privata. Questa ricerca maniacale del '' Mi piace '' non è altro che un effetto collaterale della carenza di autostima causata dalla carenza di relazioni sociali nella vita reale,a sua volta effetto collaterale dell'atomizzazione della società contemporanea causata dall'invasione della tecnologia nella sfera privata degli individui. Siamo animali sociali,e come tali ricerchiamo il nettare per nutrire la nostra autostima nelle relazioni sociali con altri individui. Ma in molti non hanno ancora capito che il '' Mi piace '' facebookiano (e adesso le faccine,l'ultimo trovata di Zuckenberg per umanizzare facebook) non sarà mai migliore di una chiacchierata,di una pacca sulla spalla,di una stretta di mano,di un sorriso o di una qualsiasi reazione umana del mondo offline. 
In pochi lo hanno capito,e lo dimostrano le impennate di facebook in borsa,e tutte quelle persone che mi chiedono '' l'amicizia''  senza neanche aver tentato di conoscermi nella vita reale,e vantandosi di essermi '' amico ''. Oppure il vicino di casa che nel mondo online di facebook clicca '' Mi piace '' ai miei aggiornamenti e nella vita offline mi porge un timido saluto. Certo,facebook è un ottimo strumento per far circolare notizie e informazioni,ma se prima avevamo una carenza d'informazioni,dovuta anche alla graduale scomparsa della figura del giornalista ,adesso abbiamo una sovrabbondanza di informazioni causata dalla nascita della figura del cittadino-giornalista. E si sa che il nostro cervello,secondo il parere di molti neurologi,non è in grado di immagazzinare un eccessiva mole d'informazioni in pochi minuti. Il cervello si stanca,e spesso capita di non riuscire a leggere un post sino alla fine,provocando cosi un altro effetto collaterale : La perdita della capacità della concentrazione.  Vi capita mai che dopo aver spulciato la home di facebook,o l'aver '' spiato '' le vita di qualcuno pubblicata nel profilo,o della lettura di tanti post in pochi minuti, trovate difficoltoso concentrarvi nella attività della vita reale ? Oppure di distrarvi facilmente quando qualcuno vi parla. Oppure di non riuscire ad arrivare alla fine di una pagina di un libro? 

Purtroppo anche io,che parlo di questi effetti collaterali da social network,non ne sono immune,dato che quasi tutta la società si è letteralmente trasformata in '' una comunità di profili connessi '' che interagiscono tra di loro tramite messaggi privati,commenti o aggiornamenti. Oggi una cancellazione da facebook equivale a un totale isolamento dal mondo reale,ormai completamente fuso al mondo virtuale.  Sono finiti quindi i tempi delle lettere d'amore scritte ? Delle discussioni politiche fatte in una piazza pubblica,o di una sana chiacchierata davanti a un caffè ? Non chiedo di abolire facebook,ma di cominciare a pensare a una sorta di '' libretto d'istruzioni '' che spieghi a tutti gli utenti gli effetti indesiderati di un abuso di facebook. Un po come si fanno con i medicinali. 





Una nuova droga dell’ego : Il tasto ” Mi piace ”

Una nuova droga dell’ego : Il tasto ” Mi piace ”


Più tempo trascorro su facebook e più chiedo a me stesso se è possibile trovare una via di mezzo salutare tra la vita virtuale di facebook e quella reale. Tra il mondo on line e offline. Possiamo dire che il social network Facebook è un ottimo strumento quando si viaggia e si vuole mandare notizie alla propria famiglia a casa. Ma personalmente comincio a percepire un pericolo che non tutti hanno ancora percepito. Questo pericolo lo vedo nel tasto '' Mi piace '' che affianca qualsiasi nostro aggiornamento o commento. Vedo questa opzione come una sorta di droga dell'ego che crea dipendenza quanto l'eroina o qualsiasi altra droga pesante. Mi spiego meglio ; più il tuo selfie,il tuo post,la tua riflessione,o semplicemente la tua battuta di spirito riceve apprezzamenti tramite il tasto '' Mi piace '' e più la dipendenza cresce. Cresce sino a distogliere completamente la tua attenzione dalle normali pratiche quotidiane nel mondo offline. Al punto da mercificare qualsiasi momento della tua vita quotidianità in cambio di un '' Mi piace ''. Creando automaticamente delle vere e proprie finestre virtuali sulla tua vita privata. Questa ricerca maniacale del '' Mi piace '' non è altro che un effetto collaterale della carenza di autostima causata dalla carenza di relazioni sociali nella vita reale,a sua volta effetto collaterale dell'atomizzazione della società contemporanea causata dall'invasione della tecnologia nella sfera privata degli individui. Siamo animali sociali,e come tali ricerchiamo il nettare per nutrire la nostra autostima nelle relazioni sociali con altri individui. Ma in molti non hanno ancora capito che il '' Mi piace '' facebookiano (e adesso le faccine,l'ultimo trovata di Zuckenberg per umanizzare facebook) non sarà mai migliore di una chiacchierata,di una pacca sulla spalla,di una stretta di mano,di un sorriso o di una qualsiasi reazione umana del mondo offline. 
In pochi lo hanno capito,e lo dimostrano le impennate di facebook in borsa,e tutte quelle persone che mi chiedono '' l'amicizia''  senza neanche aver tentato di conoscermi nella vita reale,e vantandosi di essermi '' amico ''. Oppure il vicino di casa che nel mondo online di facebook clicca '' Mi piace '' ai miei aggiornamenti e nella vita offline mi porge un timido saluto. Certo,facebook è un ottimo strumento per far circolare notizie e informazioni,ma se prima avevamo una carenza d'informazioni,dovuta anche alla graduale scomparsa della figura del giornalista ,adesso abbiamo una sovrabbondanza di informazioni causata dalla nascita della figura del cittadino-giornalista. E si sa che il nostro cervello,secondo il parere di molti neurologi,non è in grado di immagazzinare un eccessiva mole d'informazioni in pochi minuti. Il cervello si stanca,e spesso capita di non riuscire a leggere un post sino alla fine,provocando cosi un altro effetto collaterale : La perdita della capacità della concentrazione.  Vi capita mai che dopo aver spulciato la home di facebook,o l'aver '' spiato '' le vita di qualcuno pubblicata nel profilo,o della lettura di tanti post in pochi minuti, trovate difficoltoso concentrarvi nella attività della vita reale ? Oppure di distrarvi facilmente quando qualcuno vi parla. Oppure di non riuscire ad arrivare alla fine di una pagina di un libro? 

Purtroppo anche io,che parlo di questi effetti collaterali da social network,non ne sono immune,dato che quasi tutta la società si è letteralmente trasformata in '' una comunità di profili connessi '' che interagiscono tra di loro tramite messaggi privati,commenti o aggiornamenti. Oggi una cancellazione da facebook equivale a un totale isolamento dal mondo reale,ormai completamente fuso al mondo virtuale.  Sono finiti quindi i tempi delle lettere d'amore scritte ? Delle discussioni politiche fatte in una piazza pubblica,o di una sana chiacchierata davanti a un caffè ? Non chiedo di abolire facebook,ma di cominciare a pensare a una sorta di '' libretto d'istruzioni '' che spieghi a tutti gli utenti gli effetti indesiderati di un abuso di facebook. Un po come si fanno con i medicinali. 





Una nuova droga dell’ego : Il tasto ” Mi piace ”

Una nuova droga dell’ego : Il tasto ” Mi piace ”


Più tempo trascorro su facebook e più chiedo a me stesso se è possibile trovare una via di mezzo salutare tra la vita virtuale di facebook e quella reale. Tra il mondo on line e offline. Possiamo dire che il social network Facebook è un ottimo strumento quando si viaggia e si vuole mandare notizie alla propria famiglia a casa. Ma personalmente comincio a percepire un pericolo che non tutti hanno ancora percepito. Questo pericolo lo vedo nel tasto '' Mi piace '' che affianca qualsiasi nostro aggiornamento o commento. Vedo questa opzione come una sorta di droga dell'ego che crea dipendenza quanto l'eroina o qualsiasi altra droga pesante. Mi spiego meglio ; più il tuo selfie,il tuo post,la tua riflessione,o semplicemente la tua battuta di spirito riceve apprezzamenti tramite il tasto '' Mi piace '' e più la dipendenza cresce. Cresce sino a distogliere completamente la tua attenzione dalle normali pratiche quotidiane nel mondo offline. Al punto da mercificare qualsiasi momento della tua vita quotidianità in cambio di un '' Mi piace ''. Creando automaticamente delle vere e proprie finestre virtuali sulla tua vita privata. Questa ricerca maniacale del '' Mi piace '' non è altro che un effetto collaterale della carenza di autostima causata dalla carenza di relazioni sociali nella vita reale,a sua volta effetto collaterale dell'atomizzazione della società contemporanea causata dall'invasione della tecnologia nella sfera privata degli individui. Siamo animali sociali,e come tali ricerchiamo il nettare per nutrire la nostra autostima nelle relazioni sociali con altri individui. Ma in molti non hanno ancora capito che il '' Mi piace '' facebookiano (e adesso le faccine,l'ultimo trovata di Zuckenberg per umanizzare facebook) non sarà mai migliore di una chiacchierata,di una pacca sulla spalla,di una stretta di mano,di un sorriso o di una qualsiasi reazione umana del mondo offline. 
In pochi lo hanno capito,e lo dimostrano le impennate di facebook in borsa,e tutte quelle persone che mi chiedono '' l'amicizia''  senza neanche aver tentato di conoscermi nella vita reale,e vantandosi di essermi '' amico ''. Oppure il vicino di casa che nel mondo online di facebook clicca '' Mi piace '' ai miei aggiornamenti e nella vita offline mi porge un timido saluto. Certo,facebook è un ottimo strumento per far circolare notizie e informazioni,ma se prima avevamo una carenza d'informazioni,dovuta anche alla graduale scomparsa della figura del giornalista ,adesso abbiamo una sovrabbondanza di informazioni causata dalla nascita della figura del cittadino-giornalista. E si sa che il nostro cervello,secondo il parere di molti neurologi,non è in grado di immagazzinare un eccessiva mole d'informazioni in pochi minuti. Il cervello si stanca,e spesso capita di non riuscire a leggere un post sino alla fine,provocando cosi un altro effetto collaterale : La perdita della capacità della concentrazione.  Vi capita mai che dopo aver spulciato la home di facebook,o l'aver '' spiato '' le vita di qualcuno pubblicata nel profilo,o della lettura di tanti post in pochi minuti, trovate difficoltoso concentrarvi nella attività della vita reale ? Oppure di distrarvi facilmente quando qualcuno vi parla. Oppure di non riuscire ad arrivare alla fine di una pagina di un libro? 

Purtroppo anche io,che parlo di questi effetti collaterali da social network,non ne sono immune,dato che quasi tutta la società si è letteralmente trasformata in '' una comunità di profili connessi '' che interagiscono tra di loro tramite messaggi privati,commenti o aggiornamenti. Oggi una cancellazione da facebook equivale a un totale isolamento dal mondo reale,ormai completamente fuso al mondo virtuale.  Sono finiti quindi i tempi delle lettere d'amore scritte ? Delle discussioni politiche fatte in una piazza pubblica,o di una sana chiacchierata davanti a un caffè ? Non chiedo di abolire facebook,ma di cominciare a pensare a una sorta di '' libretto d'istruzioni '' che spieghi a tutti gli utenti gli effetti indesiderati di un abuso di facebook. Un po come si fanno con i medicinali. 





Una nuova droga dell’ego : Il tasto ” Mi piace ”

Una nuova droga dell’ego : Il tasto ” Mi piace ”


Più tempo trascorro su facebook e più chiedo a me stesso se è possibile trovare una via di mezzo salutare tra la vita virtuale di facebook e quella reale. Tra il mondo on line e offline. Possiamo dire che il social network Facebook è un ottimo strumento quando si viaggia e si vuole mandare notizie alla propria famiglia a casa. Ma personalmente comincio a percepire un pericolo che non tutti hanno ancora percepito. Questo pericolo lo vedo nel tasto '' Mi piace '' che affianca qualsiasi nostro aggiornamento o commento. Vedo questa opzione come una sorta di droga dell'ego che crea dipendenza quanto l'eroina o qualsiasi altra droga pesante. Mi spiego meglio ; più il tuo selfie,il tuo post,la tua riflessione,o semplicemente la tua battuta di spirito riceve apprezzamenti tramite il tasto '' Mi piace '' e più la dipendenza cresce. Cresce sino a distogliere completamente la tua attenzione dalle normali pratiche quotidiane nel mondo offline. Al punto da mercificare qualsiasi momento della tua vita quotidianità in cambio di un '' Mi piace ''. Creando automaticamente delle vere e proprie finestre virtuali sulla tua vita privata. Questa ricerca maniacale del '' Mi piace '' non è altro che un effetto collaterale della carenza di autostima causata dalla carenza di relazioni sociali nella vita reale,a sua volta effetto collaterale dell'atomizzazione della società contemporanea causata dall'invasione della tecnologia nella sfera privata degli individui. Siamo animali sociali,e come tali ricerchiamo il nettare per nutrire la nostra autostima nelle relazioni sociali con altri individui. Ma in molti non hanno ancora capito che il '' Mi piace '' facebookiano (e adesso le faccine,l'ultimo trovata di Zuckenberg per umanizzare facebook) non sarà mai migliore di una chiacchierata,di una pacca sulla spalla,di una stretta di mano,di un sorriso o di una qualsiasi reazione umana del mondo offline. 
In pochi lo hanno capito,e lo dimostrano le impennate di facebook in borsa,e tutte quelle persone che mi chiedono '' l'amicizia''  senza neanche aver tentato di conoscermi nella vita reale,e vantandosi di essermi '' amico ''. Oppure il vicino di casa che nel mondo online di facebook clicca '' Mi piace '' ai miei aggiornamenti e nella vita offline mi porge un timido saluto. Certo,facebook è un ottimo strumento per far circolare notizie e informazioni,ma se prima avevamo una carenza d'informazioni,dovuta anche alla graduale scomparsa della figura del giornalista ,adesso abbiamo una sovrabbondanza di informazioni causata dalla nascita della figura del cittadino-giornalista. E si sa che il nostro cervello,secondo il parere di molti neurologi,non è in grado di immagazzinare un eccessiva mole d'informazioni in pochi minuti. Il cervello si stanca,e spesso capita di non riuscire a leggere un post sino alla fine,provocando cosi un altro effetto collaterale : La perdita della capacità della concentrazione.  Vi capita mai che dopo aver spulciato la home di facebook,o l'aver '' spiato '' le vita di qualcuno pubblicata nel profilo,o della lettura di tanti post in pochi minuti, trovate difficoltoso concentrarvi nella attività della vita reale ? Oppure di distrarvi facilmente quando qualcuno vi parla. Oppure di non riuscire ad arrivare alla fine di una pagina di un libro? 

Purtroppo anche io,che parlo di questi effetti collaterali da social network,non ne sono immune,dato che quasi tutta la società si è letteralmente trasformata in '' una comunità di profili connessi '' che interagiscono tra di loro tramite messaggi privati,commenti o aggiornamenti. Oggi una cancellazione da facebook equivale a un totale isolamento dal mondo reale,ormai completamente fuso al mondo virtuale.  Sono finiti quindi i tempi delle lettere d'amore scritte ? Delle discussioni politiche fatte in una piazza pubblica,o di una sana chiacchierata davanti a un caffè ? Non chiedo di abolire facebook,ma di cominciare a pensare a una sorta di '' libretto d'istruzioni '' che spieghi a tutti gli utenti gli effetti indesiderati di un abuso di facebook. Un po come si fanno con i medicinali. 





Finestra Erasmus e fine del genere umano.

Finestra Erasmus e fine del genere umano.

Costretto in casa dal rigido clima lituano,convivo,mio malgrado,con molti altri studenti universitari,anche loro partecipanti al programma '' Erasmus''. E durante queste giornate non posso non osservarne il comportamento,le abitudini alimentari,il modo di comunicare e i gusti estetici. Giovani figli di mille culture svuotati della loro ricchezza culturale e sottomessi al pensiero unico del consumismo più sfrenato. Molti di loro li potrei anche paragonare a delle pecore pronte al macello. In loro non vedo dei potenziali avvocati,ricercatori,economisti o professori,ma solo dei potenziali consumatori,o meglio,dei potenziali ingranaggi di un sistema irrazionale e non più a misura di uomo. Oramai non riesco più a notare la differenza tra un turco,un greco,un inglese,un italiano o uno spagnolo se non attraverso il suo nome. Come è possibile che siamo ancora in pochi ad essere coscienti di questa triste mutazione antropologica del genere umano ?

Lo so,sono un irriducibile rompiscatole,quindi lasciatemi denunciare in pace la lenta fine della mia specie..
Dove sono gli arabi ?

Dove sono gli arabi ?

L'unico movimento di resistenza al Sionismo viene classificato dai regimi arabi come '' organizzazione terrorista ''.
Da piccolo,quando mio padre mi costringeva a guardare i telegiornali arabi,un po per imparare la lingua araba e un po per conoscere la triste realtà del popolo palestinese nei territori occupati dallo Stato sionista, mi commuovevo quando ascoltavo la frase urlata da una donna palestinese '' Eina el arab !!? '' (dove sono gli arabi ?). Me lo chiedevo anche io quando vedevo le bombe al fosforo piovere sopra Gaza,e se lo chiedevano tutti quelli che,seppur distratti dalla mondanità e dai problemi della vita occidentale, hanno a cuore la questione palestinese. Qualche mese fa i ministri degli esteri arabi hanno classificato Hezbollah,l'unico movimento di resistenza arabo e musulmano capace di tenere testa ad Israele,come '' organizzazione terrorista '' .

''Dove sono gli arabi'' ?
Dove sono gli arabi ?

Dove sono gli arabi ?

L'unico movimento di resistenza al Sionismo viene classificato dai regimi arabi come '' organizzazione terrorista ''.
Da piccolo,quando mio padre mi costringeva a guardare i telegiornali arabi,un po per imparare la lingua araba e un po per conoscere la triste realtà del popolo palestinese nei territori occupati dallo Stato sionista, mi commuovevo quando ascoltavo la frase urlata da una donna palestinese '' Eina el arab !!? '' (dove sono gli arabi ?). Me lo chiedevo anche io quando vedevo le bombe al fosforo piovere sopra Gaza,e se lo chiedevano tutti quelli che,seppur distratti dalla mondanità e dai problemi della vita occidentale, hanno a cuore la questione palestinese. Qualche mese fa i ministri degli esteri arabi hanno classificato Hezbollah,l'unico movimento di resistenza arabo e musulmano capace di tenere testa ad Israele,come '' organizzazione terrorista '' .

''Dove sono gli arabi'' ?
Dove sono gli arabi ?

Dove sono gli arabi ?

L'unico movimento di resistenza al Sionismo viene classificato dai regimi arabi come '' organizzazione terrorista ''.
Da piccolo,quando mio padre mi costringeva a guardare i telegiornali arabi,un po per imparare la lingua araba e un po per conoscere la triste realtà del popolo palestinese nei territori occupati dallo Stato sionista, mi commuovevo quando ascoltavo la frase urlata da una donna palestinese '' Eina el arab !!? '' (dove sono gli arabi ?). Me lo chiedevo anche io quando vedevo le bombe al fosforo piovere sopra Gaza,e se lo chiedevano tutti quelli che,seppur distratti dalla mondanità e dai problemi della vita occidentale, hanno a cuore la questione palestinese. Qualche mese fa i ministri degli esteri arabi hanno classificato Hezbollah,l'unico movimento di resistenza arabo e musulmano capace di tenere testa ad Israele,come '' organizzazione terrorista '' .

''Dove sono gli arabi'' ?
Dove sono gli arabi ?

Dove sono gli arabi ?

L'unico movimento di resistenza al Sionismo viene classificato dai regimi arabi come '' organizzazione terrorista ''.
Da piccolo,quando mio padre mi costringeva a guardare i telegiornali arabi,un po per imparare la lingua araba e un po per conoscere la triste realtà del popolo palestinese nei territori occupati dallo Stato sionista, mi commuovevo quando ascoltavo la frase urlata da una donna palestinese '' Eina el arab !!? '' (dove sono gli arabi ?). Me lo chiedevo anche io quando vedevo le bombe al fosforo piovere sopra Gaza,e se lo chiedevano tutti quelli che,seppur distratti dalla mondanità e dai problemi della vita occidentale, hanno a cuore la questione palestinese. Qualche mese fa i ministri degli esteri arabi hanno classificato Hezbollah,l'unico movimento di resistenza arabo e musulmano capace di tenere testa ad Israele,come '' organizzazione terrorista '' .

''Dove sono gli arabi'' ?
Dove sono gli arabi ?

Dove sono gli arabi ?

L'unico movimento di resistenza al Sionismo viene classificato dai regimi arabi come '' organizzazione terrorista ''.
Da piccolo,quando mio padre mi costringeva a guardare i telegiornali arabi,un po per imparare la lingua araba e un po per conoscere la triste realtà del popolo palestinese nei territori occupati dallo Stato sionista, mi commuovevo quando ascoltavo la frase urlata da una donna palestinese '' Eina el arab !!? '' (dove sono gli arabi ?). Me lo chiedevo anche io quando vedevo le bombe al fosforo piovere sopra Gaza,e se lo chiedevano tutti quelli che,seppur distratti dalla mondanità e dai problemi della vita occidentale, hanno a cuore la questione palestinese. Qualche mese fa i ministri degli esteri arabi hanno classificato Hezbollah,l'unico movimento di resistenza arabo e musulmano capace di tenere testa ad Israele,come '' organizzazione terrorista '' .

''Dove sono gli arabi'' ?
Dove sono gli arabi ?

Dove sono gli arabi ?

L'unico movimento di resistenza al Sionismo viene classificato dai regimi arabi come '' organizzazione terrorista ''.
Da piccolo,quando mio padre mi costringeva a guardare i telegiornali arabi,un po per imparare la lingua araba e un po per conoscere la triste realtà del popolo palestinese nei territori occupati dallo Stato sionista, mi commuovevo quando ascoltavo la frase urlata da una donna palestinese '' Eina el arab !!? '' (dove sono gli arabi ?). Me lo chiedevo anche io quando vedevo le bombe al fosforo piovere sopra Gaza,e se lo chiedevano tutti quelli che,seppur distratti dalla mondanità e dai problemi della vita occidentale, hanno a cuore la questione palestinese. Qualche mese fa i ministri degli esteri arabi hanno classificato Hezbollah,l'unico movimento di resistenza arabo e musulmano capace di tenere testa ad Israele,come '' organizzazione terrorista '' .

''Dove sono gli arabi'' ?
Dove sono gli arabi ?

Dove sono gli arabi ?

L'unico movimento di resistenza al Sionismo viene classificato dai regimi arabi come '' organizzazione terrorista ''.
Da piccolo,quando mio padre mi costringeva a guardare i telegiornali arabi,un po per imparare la lingua araba e un po per conoscere la triste realtà del popolo palestinese nei territori occupati dallo Stato sionista, mi commuovevo quando ascoltavo la frase urlata da una donna palestinese '' Eina el arab !!? '' (dove sono gli arabi ?). Me lo chiedevo anche io quando vedevo le bombe al fosforo piovere sopra Gaza,e se lo chiedevano tutti quelli che,seppur distratti dalla mondanità e dai problemi della vita occidentale, hanno a cuore la questione palestinese. Qualche mese fa i ministri degli esteri arabi hanno classificato Hezbollah,l'unico movimento di resistenza arabo e musulmano capace di tenere testa ad Israele,come '' organizzazione terrorista '' .

''Dove sono gli arabi'' ?
Dove sono gli arabi ?

Dove sono gli arabi ?

L'unico movimento di resistenza al Sionismo viene classificato dai regimi arabi come '' organizzazione terrorista ''.
Da piccolo,quando mio padre mi costringeva a guardare i telegiornali arabi,un po per imparare la lingua araba e un po per conoscere la triste realtà del popolo palestinese nei territori occupati dallo Stato sionista, mi commuovevo quando ascoltavo la frase urlata da una donna palestinese '' Eina el arab !!? '' (dove sono gli arabi ?). Me lo chiedevo anche io quando vedevo le bombe al fosforo piovere sopra Gaza,e se lo chiedevano tutti quelli che,seppur distratti dalla mondanità e dai problemi della vita occidentale, hanno a cuore la questione palestinese. Qualche mese fa i ministri degli esteri arabi hanno classificato Hezbollah,l'unico movimento di resistenza arabo e musulmano capace di tenere testa ad Israele,come '' organizzazione terrorista '' .

''Dove sono gli arabi'' ?
Dove sono gli arabi ?

Dove sono gli arabi ?

L'unico movimento di resistenza al Sionismo viene classificato dai regimi arabi come '' organizzazione terrorista ''.
Da piccolo,quando mio padre mi costringeva a guardare i telegiornali arabi,un po per imparare la lingua araba e un po per conoscere la triste realtà del popolo palestinese nei territori occupati dallo Stato sionista, mi commuovevo quando ascoltavo la frase urlata da una donna palestinese '' Eina el arab !!? '' (dove sono gli arabi ?). Me lo chiedevo anche io quando vedevo le bombe al fosforo piovere sopra Gaza,e se lo chiedevano tutti quelli che,seppur distratti dalla mondanità e dai problemi della vita occidentale, hanno a cuore la questione palestinese. Qualche mese fa i ministri degli esteri arabi hanno classificato Hezbollah,l'unico movimento di resistenza arabo e musulmano capace di tenere testa ad Israele,come '' organizzazione terrorista '' .

''Dove sono gli arabi'' ?
Dove sono gli arabi ?

Dove sono gli arabi ?

L'unico movimento di resistenza al Sionismo viene classificato dai regimi arabi come '' organizzazione terrorista ''.
Da piccolo,quando mio padre mi costringeva a guardare i telegiornali arabi,un po per imparare la lingua araba e un po per conoscere la triste realtà del popolo palestinese nei territori occupati dallo Stato sionista, mi commuovevo quando ascoltavo la frase urlata da una donna palestinese '' Eina el arab !!? '' (dove sono gli arabi ?). Me lo chiedevo anche io quando vedevo le bombe al fosforo piovere sopra Gaza,e se lo chiedevano tutti quelli che,seppur distratti dalla mondanità e dai problemi della vita occidentale, hanno a cuore la questione palestinese. Qualche mese fa i ministri degli esteri arabi hanno classificato Hezbollah,l'unico movimento di resistenza arabo e musulmano capace di tenere testa ad Israele,come '' organizzazione terrorista '' .

''Dove sono gli arabi'' ?
La complicità degli stupidi

La complicità degli stupidi

Il buon Gasparri e il saggio Salvini,e cosi tutta la cricca fascista che intasa lo stivale dal 1948 ad oggi,e che al grido '' ripuliamo le nostre città '' arringano le folle contro quelli che '' prendono i nostri passaporti, lavorano nelle nostre città , come Salah e i suoi familiari a Bruxelles, e in cambio ci sterminano'', hanno di nuovo riattivato la macchina dell'odio. 

Qualche altro idiota,che stranamente si ritrova ad intasare abusivamente la mia home facebook,chiede la cacciata di tutti i musulmani dall'Europa,compresi i '' moderati ''. Ecco,questa gente, nella loro ingenua stupidità,fanno il gioco dell'Isis. Seminano odio,arringano le folle contro l'ultimo arrivato,regalando cosi sempre più adepti alla macchina bellica dello Stato Islamico. Quindi non sorprendetevi se un giorno,ciò che è successo a Parigi e Bruxelles,si ripeterà in qualche piazza italiana.
La complicità degli stupidi

La complicità degli stupidi

Il buon Gasparri e il saggio Salvini,e cosi tutta la cricca fascista che intasa lo stivale dal 1948 ad oggi,e che al grido '' ripuliamo le nostre città '' arringano le folle contro quelli che '' prendono i nostri passaporti, lavorano nelle nostre città , come Salah e i suoi familiari a Bruxelles, e in cambio ci sterminano'', hanno di nuovo riattivato la macchina dell'odio. 

Qualche altro idiota,che stranamente si ritrova ad intasare abusivamente la mia home facebook,chiede la cacciata di tutti i musulmani dall'Europa,compresi i '' moderati ''. Ecco,questa gente, nella loro ingenua stupidità,fanno il gioco dell'Isis. Seminano odio,arringano le folle contro l'ultimo arrivato,regalando cosi sempre più adepti alla macchina bellica dello Stato Islamico. Quindi non sorprendetevi se un giorno,ciò che è successo a Parigi e Bruxelles,si ripeterà in qualche piazza italiana.
La complicità degli stupidi

La complicità degli stupidi

Il buon Gasparri e il saggio Salvini,e cosi tutta la cricca fascista che intasa lo stivale dal 1948 ad oggi,e che al grido '' ripuliamo le nostre città '' arringano le folle contro quelli che '' prendono i nostri passaporti, lavorano nelle nostre città , come Salah e i suoi familiari a Bruxelles, e in cambio ci sterminano'', hanno di nuovo riattivato la macchina dell'odio. 

Qualche altro idiota,che stranamente si ritrova ad intasare abusivamente la mia home facebook,chiede la cacciata di tutti i musulmani dall'Europa,compresi i '' moderati ''. Ecco,questa gente, nella loro ingenua stupidità,fanno il gioco dell'Isis. Seminano odio,arringano le folle contro l'ultimo arrivato,regalando cosi sempre più adepti alla macchina bellica dello Stato Islamico. Quindi non sorprendetevi se un giorno,ciò che è successo a Parigi e Bruxelles,si ripeterà in qualche piazza italiana.
La complicità degli stupidi

La complicità degli stupidi

Il buon Gasparri e il saggio Salvini,e cosi tutta la cricca fascista che intasa lo stivale dal 1948 ad oggi,e che al grido '' ripuliamo le nostre città '' arringano le folle contro quelli che '' prendono i nostri passaporti, lavorano nelle nostre città , come Salah e i suoi familiari a Bruxelles, e in cambio ci sterminano'', hanno di nuovo riattivato la macchina dell'odio. 

Qualche altro idiota,che stranamente si ritrova ad intasare abusivamente la mia home facebook,chiede la cacciata di tutti i musulmani dall'Europa,compresi i '' moderati ''. Ecco,questa gente, nella loro ingenua stupidità,fanno il gioco dell'Isis. Seminano odio,arringano le folle contro l'ultimo arrivato,regalando cosi sempre più adepti alla macchina bellica dello Stato Islamico. Quindi non sorprendetevi se un giorno,ciò che è successo a Parigi e Bruxelles,si ripeterà in qualche piazza italiana.
La complicità degli stupidi

La complicità degli stupidi

Il buon Gasparri e il saggio Salvini,e cosi tutta la cricca fascista che intasa lo stivale dal 1948 ad oggi,e che al grido '' ripuliamo le nostre città '' arringano le folle contro quelli che '' prendono i nostri passaporti, lavorano nelle nostre città , come Salah e i suoi familiari a Bruxelles, e in cambio ci sterminano'', hanno di nuovo riattivato la macchina dell'odio. 

Qualche altro idiota,che stranamente si ritrova ad intasare abusivamente la mia home facebook,chiede la cacciata di tutti i musulmani dall'Europa,compresi i '' moderati ''. Ecco,questa gente, nella loro ingenua stupidità,fanno il gioco dell'Isis. Seminano odio,arringano le folle contro l'ultimo arrivato,regalando cosi sempre più adepti alla macchina bellica dello Stato Islamico. Quindi non sorprendetevi se un giorno,ciò che è successo a Parigi e Bruxelles,si ripeterà in qualche piazza italiana.
La complicità degli stupidi

La complicità degli stupidi

Il buon Gasparri e il saggio Salvini,e cosi tutta la cricca fascista che intasa lo stivale dal 1948 ad oggi,e che al grido '' ripuliamo le nostre città '' arringano le folle contro quelli che '' prendono i nostri passaporti, lavorano nelle nostre città , come Salah e i suoi familiari a Bruxelles, e in cambio ci sterminano'', hanno di nuovo riattivato la macchina dell'odio. 

Qualche altro idiota,che stranamente si ritrova ad intasare abusivamente la mia home facebook,chiede la cacciata di tutti i musulmani dall'Europa,compresi i '' moderati ''. Ecco,questa gente, nella loro ingenua stupidità,fanno il gioco dell'Isis. Seminano odio,arringano le folle contro l'ultimo arrivato,regalando cosi sempre più adepti alla macchina bellica dello Stato Islamico. Quindi non sorprendetevi se un giorno,ciò che è successo a Parigi e Bruxelles,si ripeterà in qualche piazza italiana.
La complicità degli stupidi

La complicità degli stupidi

Il buon Gasparri e il saggio Salvini,e cosi tutta la cricca fascista che intasa lo stivale dal 1948 ad oggi,e che al grido '' ripuliamo le nostre città '' arringano le folle contro quelli che '' prendono i nostri passaporti, lavorano nelle nostre città , come Salah e i suoi familiari a Bruxelles, e in cambio ci sterminano'', hanno di nuovo riattivato la macchina dell'odio. 

Qualche altro idiota,che stranamente si ritrova ad intasare abusivamente la mia home facebook,chiede la cacciata di tutti i musulmani dall'Europa,compresi i '' moderati ''. Ecco,questa gente, nella loro ingenua stupidità,fanno il gioco dell'Isis. Seminano odio,arringano le folle contro l'ultimo arrivato,regalando cosi sempre più adepti alla macchina bellica dello Stato Islamico. Quindi non sorprendetevi se un giorno,ciò che è successo a Parigi e Bruxelles,si ripeterà in qualche piazza italiana.
Il fascismo genera fascismo

Il fascismo genera fascismo


Non saprò mai cosa provava un ebreo nell'Italia fascista. Di certo le sue paure non saranno diverse dalle mie quando nascondo la mia appartenenza etnica agli occhi di un europeo,o peggio ancora,di un italiano. Tutto comincia quando mi viene fatta la fatidica domanda : Dove sono nati i tuoi genitori ? E se un tempo andavo fiero delle mie radici magrebine,adesso che sono circondato da menti e coscienze disinformate,cerco di nascondere qualsiasi traccia di questa eredità culturale dei miei antenati. Ma i miei occhi,i miei tratti somatici,e sopratutto questa mia predisposizione alla spiritualità ereditata molto probabilmente da qualche antenato nordafricano,gettano continuamente sospetti su di me. A poche giorni dall'arresto del terrorista Salah a Malenbeck e dagli attentati dei fratelli Bakraoui all'aeroporto di Bruxelles (ultimamente i carnefici sono sempre fratelli ; i fratelli Camaev a Boston e i fratelli Kouachi a Parigi ) i riflettori si riaccendono su questi figli senza identità. Su queste facce arabe e africane munite di passaporto europeo. Personalmente non mi ha mai sorpreso la radicalizzazione di questa gioventù '' ne carne e ne pesce '', perché in questa Europa intimorita,disinformata,incattivita e fascistizzata,non c'è mai stato spazio per chi condivide il patrimonio genetico dei nemici dell'Europa bianca e cristiana (o laica).
Noi Euro - africani di fede musulmana siamo figli di tutti ma allo stesso tempo figli di nessuno. E quando ci ritroviamo con tutte le porte chiuse. Prima o poi ci stuferemo di bussare. Ci siederemo, e attenderemo che le porte del radicalismo religioso si apriranno per consegnarci una cintura esplosiva e l'indirizzo del prossimo obbiettivo da colpire.
Il fascismo genera fascismo

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Non saprò mai cosa provava un ebreo nell'Italia fascista. Di certo le sue paure non saranno diverse dalle mie quando nascondo la mia appartenenza etnica agli occhi di un europeo,o peggio ancora,di un italiano. Tutto comincia quando mi viene fatta la fatidica domanda : Dove sono nati i tuoi genitori ? E se un tempo andavo fiero delle mie radici magrebine,adesso che sono circondato da menti e coscienze disinformate,cerco di nascondere qualsiasi traccia di questa eredità culturale dei miei antenati. Ma i miei occhi,i miei tratti somatici,e sopratutto questa mia predisposizione alla spiritualità ereditata molto probabilmente da qualche antenato nordafricano,gettano continuamente sospetti su di me. A poche giorni dall'arresto del terrorista Salah a Malenbeck e dagli attentati dei fratelli Bakraoui all'aeroporto di Bruxelles (ultimamente i carnefici sono sempre fratelli ; i fratelli Camaev a Boston e i fratelli Kouachi a Parigi ) i riflettori si riaccendono su questi figli senza identità. Su queste facce arabe e africane munite di passaporto europeo. Personalmente non mi ha mai sorpreso la radicalizzazione di questa gioventù '' ne carne e ne pesce '', perché in questa Europa intimorita,disinformata,incattivita e fascistizzata,non c'è mai stato spazio per chi condivide il patrimonio genetico dei nemici dell'Europa bianca e cristiana (o laica).
Noi Euro - africani di fede musulmana siamo figli di tutti ma allo stesso tempo figli di nessuno. E quando ci ritroviamo con tutte le porte chiuse. Prima o poi ci stuferemo di bussare. Ci siederemo, e attenderemo che le porte del radicalismo religioso si apriranno per consegnarci una cintura esplosiva e l'indirizzo del prossimo obbiettivo da colpire.
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Non saprò mai cosa provava un ebreo nell'Italia fascista. Di certo le sue paure non saranno diverse dalle mie quando nascondo la mia appartenenza etnica agli occhi di un europeo,o peggio ancora,di un italiano. Tutto comincia quando mi viene fatta la fatidica domanda : Dove sono nati i tuoi genitori ? E se un tempo andavo fiero delle mie radici magrebine,adesso che sono circondato da menti e coscienze disinformate,cerco di nascondere qualsiasi traccia di questa eredità culturale dei miei antenati. Ma i miei occhi,i miei tratti somatici,e sopratutto questa mia predisposizione alla spiritualità ereditata molto probabilmente da qualche antenato nordafricano,gettano continuamente sospetti su di me. A poche giorni dall'arresto del terrorista Salah a Malenbeck e dagli attentati dei fratelli Bakraoui all'aeroporto di Bruxelles (ultimamente i carnefici sono sempre fratelli ; i fratelli Camaev a Boston e i fratelli Kouachi a Parigi ) i riflettori si riaccendono su questi figli senza identità. Su queste facce arabe e africane munite di passaporto europeo. Personalmente non mi ha mai sorpreso la radicalizzazione di questa gioventù '' ne carne e ne pesce '', perché in questa Europa intimorita,disinformata,incattivita e fascistizzata,non c'è mai stato spazio per chi condivide il patrimonio genetico dei nemici dell'Europa bianca e cristiana (o laica).
Noi Euro - africani di fede musulmana siamo figli di tutti ma allo stesso tempo figli di nessuno. E quando ci ritroviamo con tutte le porte chiuse. Prima o poi ci stuferemo di bussare. Ci siederemo, e attenderemo che le porte del radicalismo religioso si apriranno per consegnarci una cintura esplosiva e l'indirizzo del prossimo obbiettivo da colpire.
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Noi Euro - africani di fede musulmana siamo figli di tutti ma allo stesso tempo figli di nessuno. E quando ci ritroviamo con tutte le porte chiuse. Prima o poi ci stuferemo di bussare. Ci siederemo, e attenderemo che le porte del radicalismo religioso si apriranno per consegnarci una cintura esplosiva e l'indirizzo del prossimo obbiettivo da colpire.
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Tutti in piedi per Hotze Convalis

Tutti in piedi per Hotze Convalis

Dalla Lituania,dove sto tutt'ora affrontando il mio programma di studio erasmus,seguo con molto interesse e apprensione la vicenda del mio caro amico Hotze Convalis,il musicista friso-palermitano preso di mira dal Comune di Palermo e dalla Palermo bene salottiera e nemica del buon senso (e sopratutto del buon gusto). Molti di voi avevano condiviso i miei video in cui riprendevo le autorità pubbliche (e non Hotze ) in flagranza di reato. Altri mi avevano chiesto l'amicizia ringraziandomi per aver ripreso la verità dei fatti. Ringrazio tutti quanti per la solidarietà e la visibilità data a queste prove che scagionano Hotze dalle infamanti accuse mosse contro di lui dal Comune della nostra città. Ma adesso bisogna passare ai fatti. Come ben sapete,Hotze sta affrontando costosissime spese legali,che per ovvie ragioni,non può assolutamente sostenere. Pertanto chiedo a tutti,e sopratutto a coloro che avevano espresso stima e solidarietà al musicista di aiutarmi ad organizzare una sorta di crowdfunding (una raccolta fondi online) per aiutarlo ad affrontare le spese legali. Inoltre stavo pensando ad una sorta di petizione firmata da tutti noi da inviare al Sindaco. Io purtroppo sono troppo lontano per poter sostenere fisicamente Hotze in questa battaglia,ed è per questo che chiedo la collaborazione di tutti voi. Raccolta fondi e petizione,non chiedo altro.Sono gli unici strumenti che abbiamo per vincere questa battaglia.
Per eventuali proposte o discussioni metto online i miei contatti :
Skype : rabih.bouallegue1
email : [email protected]
Massima diffusione
Grazie
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Tutti in piedi per Hotze Convalis

Tutti in piedi per Hotze Convalis

Dalla Lituania,dove sto tutt'ora affrontando il mio programma di studio erasmus,seguo con molto interesse e apprensione la vicenda del mio caro amico Hotze Convalis,il musicista friso-palermitano preso di mira dal Comune di Palermo e dalla Palermo bene salottiera e nemica del buon senso (e sopratutto del buon gusto). Molti di voi avevano condiviso i miei video in cui riprendevo le autorità pubbliche (e non Hotze ) in flagranza di reato. Altri mi avevano chiesto l'amicizia ringraziandomi per aver ripreso la verità dei fatti. Ringrazio tutti quanti per la solidarietà e la visibilità data a queste prove che scagionano Hotze dalle infamanti accuse mosse contro di lui dal Comune della nostra città. Ma adesso bisogna passare ai fatti. Come ben sapete,Hotze sta affrontando costosissime spese legali,che per ovvie ragioni,non può assolutamente sostenere. Pertanto chiedo a tutti,e sopratutto a coloro che avevano espresso stima e solidarietà al musicista di aiutarmi ad organizzare una sorta di crowdfunding (una raccolta fondi online) per aiutarlo ad affrontare le spese legali. Inoltre stavo pensando ad una sorta di petizione firmata da tutti noi da inviare al Sindaco. Io purtroppo sono troppo lontano per poter sostenere fisicamente Hotze in questa battaglia,ed è per questo che chiedo la collaborazione di tutti voi. Raccolta fondi e petizione,non chiedo altro.Sono gli unici strumenti che abbiamo per vincere questa battaglia.
Per eventuali proposte o discussioni metto online i miei contatti :
Skype : rabih.bouallegue1
email : [email protected]
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Esco dal mio silenzio (auto)imposto per non essere classificato tra gli omertosi,per non vedere apparire il mio nome tra i nomi di chi tace e continua a tacere sui crimini dell'Arabia Saudita,tollerati dall'occidente e giustificati da una larga fetta del mondo musulmano. Rompo il mio silenzio pubblicando un ritratto come foto profilo del mio account facebook : Quello di Sheik el Nimr,leader della minoranza sciita saudita giustiziato questa mattina dalle autorità dell'Arabia Saudita. Un terrorista secondo le autorità saudite e uno sporco eretico per i musulmani sunniti. Un uomo che affrontò l’ignoranza, la tirannia e l'oppressione di un regime oggi a capo del consiglio per i diritti umani dell'Onu.
Apologia al '' terrorismo'' o eresia ?
Finché parole come queste saranno pronunciate per condannare a morte uomini liberi,mostri come l'Isis continueranno a cibarsi delle nostre carni.

Rabih Boualleg
Silenzio

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Finché parole come queste saranno pronunciate per condannare a morte uomini liberi,mostri come l'Isis continueranno a cibarsi delle nostre carni.

Rabih Boualleg
Riflessioni dell’Imam Khamenei sull’Isis.

Riflessioni dell’Imam Khamenei sull’Isis.

Riflessioni sull'Isis della massima autorità religiosa della Repubblica islamica dell'Iran,l'Imam Khamenei. 

Vi è un aspetto innegabile, ovvero il fatto che la corrente takfiri e i governi che la sostengono e difendono si muovono in totale sintonia con gli obbiettivi dell’ arroganza e del sionismo. Il loro lavoro è in linea con gli obbiettivi degli Stati Uniti, dei governi colonialisti Europei, e del regime usurpatore sionista. Alcune prove lo confermano, la corrente takfiri ha un apparenza Islamica ma nella pratica è al servizio delle grandi correnti colonialiste, arroganti e politiche che operano contro il mondo Islamico. Ci sono chiare prove che non possono essere ignorate, vorrei menzionarne alcune, una di esse è che la corrente takfiri è stata in grado di deviare il risveglio Islamico dal suo sentiero. Il movimento del risveglio Islamico era un movimento antiamericano e contro l’arroganza, che ha agito contro gli elementi che gli usa avevano installato nella regione, si trattava di un movimento che era stato lanciato dalle popolazioni in differenti nazioni del nord Africa. La corrente takfiri ha cambiato la direzione di questo movimento che era contro l’arroganza, gli Stati Uniti e la Tirannia, trasformandola in una guerra tra Mussulmani e in una lotta fratricida. La linea del fronte della lotta nella regione erano i confini della Palestina occupata, ma la corrente takfiri ha trasformato la linea del fronte nelle strade di Baghdad, nella moschea Jameh di Damasco, nelle strade del Pakistan, e nelle differenti città della Siria, questi luoghi sono diventati la linea del fronte del combattimento, diamo uno sguardo alle condizioni della Libia, della Siria, dell’ Iraq e del Pakistan oggi e vediamo contro chi sono state utilizzate le forze e le spade dei Mussulmani, queste forze avrebbero dovuto essere utilizzate contro il regime sionista, ma la corrente takfiri ha diretto questa lotta nelle nostre case, nelle nostre città e nelle nostre nazioni Islamiche. Sono loro che hanno causato gli attentati all’ interno della moschea Jameh di Damasco, ucciso civili inermi, con attentati a Baghdad, attaccato con raffiche di proietti centinaia e centinaia di persone in Pakistan e in Libia hanno creato questa situazione della quale siete testimoni, tutti questi sono alcuni dei crimini storici ed indimenticabili commessi dalla corrente takfiri, è tale corrente ad aver causato questa situazione. Trasformare questo movimento (del risveglio Islamico) è stato un lavoro al servizio degli Stati Uniti e dell’ Inghilterra, al servizio dei servizi segreti americani, inglesi, del mossad, e di apparati simili. Un altra prova è che, coloro che sostengono la corrente takfiri hanno realizzato compromessi con il regime sionista affinché essa combatta contro i Mussulmani, non solo non rivolgono neanche uno sguardo accigliato contro il regime sionista, ma con varie scuse sferrano ogni sorta di colpo contro le nazioni islamiche e realizzano ogni tipo di complotto contro di esse.
Una prova ulteriore è che il movimento di sedizione che la corrente takfiri ha lanciato nelle nazioni Islamiche tra le quali Iraq, Siria, Libia, Libano ed altre, ha causato la distruzione di importanti infrastrutture in questi paesi. Guardate quante strade, raffinerie, miniere, aeroporti, città e case sono state distrutte in queste nazioni, questo è accaduto come risultato tra le guerre interne e fratricide, e vedete quanto tempo e denaro saranno necessari affinché queste nazioni tornino alle condizioni precedenti, queste sono le perdite ed i colpi che la corrente takfiri ha inflitto al mondo islamico lungo questi anni. Un ulteriore prova è che la corrente takfiri ha danneggiato la reputazione dell’ Islam nel mondo, ne ha presentato un immagine negativa, tutti in ogni parte del mondo hanno visto in televisione che qualcuno viene fatto inginocchiare a terra e dopo decapitato con una spada senza essere imputato di alcun crimine. <> (Sacro Corano 60:8-9). Queste persone hanno fatto l’esatto opposto, hanno ucciso Mussulmani e non Mussulmani innocenti, e le immagini sono state trasmesse in tutto il mondo. Che una persona nel nome dell’ Islam ha estratto il cuore da un corpo senza vita e lo ha addentato, questo è stato fatto nel nome dell’ Islam, l’Islam della misericordia, l’Islam della riflessione, l’Islam della logica, l’Islam di << Allah non vi proibisce di essere buoni e giusti nei confronti di coloro che non vi hanno combattuto per la vostra religione…>> questo Islam è stato presentato in quel modo, vi è alcun crimine più grande di questo? Vi è alcuna fitna (sedizione) più malvagia di questa?
Questo è quello che ha fatto la corrente takfiri, una prova ancora è che essi hanno lasciato solo l’asse della resistenza, Gaza ha combattuto da sola per cinquanta giorni, per cinquanta giorni ha resistito da sola, i governi dei paesi islamici non hanno aiutato Gaza, gli introiti petroliferi e i dollari non sono stati messi al servizio di Gaza, mentre parte di essa è stata messa al servizio del regime sionista, questa è un altra prova, un altro crimine è prova che la corrente takfira ha deviato la direzione dell’ entusiasmo e del valore della gioventù Islamica esistente in tutto il mondo dell’ islam, oggi giovani in tutto il mondo Islamico possiedono un certo tipo di entusiasmo e valore, il risveglio Islamico li aveva influenzati ed erano pronti per muoversi al servizio dei grandi obbiettivi dell’ Islam, ma la corrente takfiri ha deviato il sentiero di questo entusiasmo e valore, conducendo certi giovani male informati ed ignoranti a decapitare Mussulmani e commettere massacri di donne bambini ed infanti nei villaggi. Questi sono tra i peccati della corrente takfiri, non possiamo ignorare ne dimenticare facilmente queste prove, tutte esse mostrano il fatto che la corrente takfiri è al servizio dell’ arroganza, è al servizio dei nemici dell’ islam: gli Stati Uniti, l’Inghilterra ed il regime sionista, ovviamente ci sono anche altre prove. Siamo stati informati che degli aerei di trasporto americani hanno lanciato munizioni delle quali questo gruppo conosciuto come daesh (ISIS) necessitava. Hanno lanciato munizioni sui quartieri generali di daesh in Iraq. Per aiutarli. Ci siamo detti forse si è trattato di un errore, poi abbiamo visto che hanno continuato a farlo, in accordo ai rapporti che ho ricevuto questo è accaduto cinque volte. Si sono sbagliati per cinque volte? tutto ciò mentre hanno creato una cosiddetta coalizione contro daesh (ISIS), si tratta di una menzogna assoluta. Questa coalizione segue altri obbiettivi malvagi, vogliono mantenere viva la fitna (sedizione e divisione), mettere le due parti una contro l’altra e continuare la guerra civile tra Mussulmani. Questo è il loro obbiettivo. Sappiate che non ci riusciranno.

Riflessioni dell’Imam Khamenei sull’Isis.

Riflessioni dell’Imam Khamenei sull’Isis.

Riflessioni sull'Isis della massima autorità religiosa della Repubblica islamica dell'Iran,l'Imam Khamenei. 

Vi è un aspetto innegabile, ovvero il fatto che la corrente takfiri e i governi che la sostengono e difendono si muovono in totale sintonia con gli obbiettivi dell’ arroganza e del sionismo. Il loro lavoro è in linea con gli obbiettivi degli Stati Uniti, dei governi colonialisti Europei, e del regime usurpatore sionista. Alcune prove lo confermano, la corrente takfiri ha un apparenza Islamica ma nella pratica è al servizio delle grandi correnti colonialiste, arroganti e politiche che operano contro il mondo Islamico. Ci sono chiare prove che non possono essere ignorate, vorrei menzionarne alcune, una di esse è che la corrente takfiri è stata in grado di deviare il risveglio Islamico dal suo sentiero. Il movimento del risveglio Islamico era un movimento antiamericano e contro l’arroganza, che ha agito contro gli elementi che gli usa avevano installato nella regione, si trattava di un movimento che era stato lanciato dalle popolazioni in differenti nazioni del nord Africa. La corrente takfiri ha cambiato la direzione di questo movimento che era contro l’arroganza, gli Stati Uniti e la Tirannia, trasformandola in una guerra tra Mussulmani e in una lotta fratricida. La linea del fronte della lotta nella regione erano i confini della Palestina occupata, ma la corrente takfiri ha trasformato la linea del fronte nelle strade di Baghdad, nella moschea Jameh di Damasco, nelle strade del Pakistan, e nelle differenti città della Siria, questi luoghi sono diventati la linea del fronte del combattimento, diamo uno sguardo alle condizioni della Libia, della Siria, dell’ Iraq e del Pakistan oggi e vediamo contro chi sono state utilizzate le forze e le spade dei Mussulmani, queste forze avrebbero dovuto essere utilizzate contro il regime sionista, ma la corrente takfiri ha diretto questa lotta nelle nostre case, nelle nostre città e nelle nostre nazioni Islamiche. Sono loro che hanno causato gli attentati all’ interno della moschea Jameh di Damasco, ucciso civili inermi, con attentati a Baghdad, attaccato con raffiche di proietti centinaia e centinaia di persone in Pakistan e in Libia hanno creato questa situazione della quale siete testimoni, tutti questi sono alcuni dei crimini storici ed indimenticabili commessi dalla corrente takfiri, è tale corrente ad aver causato questa situazione. Trasformare questo movimento (del risveglio Islamico) è stato un lavoro al servizio degli Stati Uniti e dell’ Inghilterra, al servizio dei servizi segreti americani, inglesi, del mossad, e di apparati simili. Un altra prova è che, coloro che sostengono la corrente takfiri hanno realizzato compromessi con il regime sionista affinché essa combatta contro i Mussulmani, non solo non rivolgono neanche uno sguardo accigliato contro il regime sionista, ma con varie scuse sferrano ogni sorta di colpo contro le nazioni islamiche e realizzano ogni tipo di complotto contro di esse.
Una prova ulteriore è che il movimento di sedizione che la corrente takfiri ha lanciato nelle nazioni Islamiche tra le quali Iraq, Siria, Libia, Libano ed altre, ha causato la distruzione di importanti infrastrutture in questi paesi. Guardate quante strade, raffinerie, miniere, aeroporti, città e case sono state distrutte in queste nazioni, questo è accaduto come risultato tra le guerre interne e fratricide, e vedete quanto tempo e denaro saranno necessari affinché queste nazioni tornino alle condizioni precedenti, queste sono le perdite ed i colpi che la corrente takfiri ha inflitto al mondo islamico lungo questi anni. Un ulteriore prova è che la corrente takfiri ha danneggiato la reputazione dell’ Islam nel mondo, ne ha presentato un immagine negativa, tutti in ogni parte del mondo hanno visto in televisione che qualcuno viene fatto inginocchiare a terra e dopo decapitato con una spada senza essere imputato di alcun crimine. <> (Sacro Corano 60:8-9). Queste persone hanno fatto l’esatto opposto, hanno ucciso Mussulmani e non Mussulmani innocenti, e le immagini sono state trasmesse in tutto il mondo. Che una persona nel nome dell’ Islam ha estratto il cuore da un corpo senza vita e lo ha addentato, questo è stato fatto nel nome dell’ Islam, l’Islam della misericordia, l’Islam della riflessione, l’Islam della logica, l’Islam di << Allah non vi proibisce di essere buoni e giusti nei confronti di coloro che non vi hanno combattuto per la vostra religione…>> questo Islam è stato presentato in quel modo, vi è alcun crimine più grande di questo? Vi è alcuna fitna (sedizione) più malvagia di questa?
Questo è quello che ha fatto la corrente takfiri, una prova ancora è che essi hanno lasciato solo l’asse della resistenza, Gaza ha combattuto da sola per cinquanta giorni, per cinquanta giorni ha resistito da sola, i governi dei paesi islamici non hanno aiutato Gaza, gli introiti petroliferi e i dollari non sono stati messi al servizio di Gaza, mentre parte di essa è stata messa al servizio del regime sionista, questa è un altra prova, un altro crimine è prova che la corrente takfira ha deviato la direzione dell’ entusiasmo e del valore della gioventù Islamica esistente in tutto il mondo dell’ islam, oggi giovani in tutto il mondo Islamico possiedono un certo tipo di entusiasmo e valore, il risveglio Islamico li aveva influenzati ed erano pronti per muoversi al servizio dei grandi obbiettivi dell’ Islam, ma la corrente takfiri ha deviato il sentiero di questo entusiasmo e valore, conducendo certi giovani male informati ed ignoranti a decapitare Mussulmani e commettere massacri di donne bambini ed infanti nei villaggi. Questi sono tra i peccati della corrente takfiri, non possiamo ignorare ne dimenticare facilmente queste prove, tutte esse mostrano il fatto che la corrente takfiri è al servizio dell’ arroganza, è al servizio dei nemici dell’ islam: gli Stati Uniti, l’Inghilterra ed il regime sionista, ovviamente ci sono anche altre prove. Siamo stati informati che degli aerei di trasporto americani hanno lanciato munizioni delle quali questo gruppo conosciuto come daesh (ISIS) necessitava. Hanno lanciato munizioni sui quartieri generali di daesh in Iraq. Per aiutarli. Ci siamo detti forse si è trattato di un errore, poi abbiamo visto che hanno continuato a farlo, in accordo ai rapporti che ho ricevuto questo è accaduto cinque volte. Si sono sbagliati per cinque volte? tutto ciò mentre hanno creato una cosiddetta coalizione contro daesh (ISIS), si tratta di una menzogna assoluta. Questa coalizione segue altri obbiettivi malvagi, vogliono mantenere viva la fitna (sedizione e divisione), mettere le due parti una contro l’altra e continuare la guerra civile tra Mussulmani. Questo è il loro obbiettivo. Sappiate che non ci riusciranno.

Riflessioni dell’Imam Khamenei sull’Isis.

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Riflessioni sull'Isis della massima autorità religiosa della Repubblica islamica dell'Iran,l'Imam Khamenei. 

Vi è un aspetto innegabile, ovvero il fatto che la corrente takfiri e i governi che la sostengono e difendono si muovono in totale sintonia con gli obbiettivi dell’ arroganza e del sionismo. Il loro lavoro è in linea con gli obbiettivi degli Stati Uniti, dei governi colonialisti Europei, e del regime usurpatore sionista. Alcune prove lo confermano, la corrente takfiri ha un apparenza Islamica ma nella pratica è al servizio delle grandi correnti colonialiste, arroganti e politiche che operano contro il mondo Islamico. Ci sono chiare prove che non possono essere ignorate, vorrei menzionarne alcune, una di esse è che la corrente takfiri è stata in grado di deviare il risveglio Islamico dal suo sentiero. Il movimento del risveglio Islamico era un movimento antiamericano e contro l’arroganza, che ha agito contro gli elementi che gli usa avevano installato nella regione, si trattava di un movimento che era stato lanciato dalle popolazioni in differenti nazioni del nord Africa. La corrente takfiri ha cambiato la direzione di questo movimento che era contro l’arroganza, gli Stati Uniti e la Tirannia, trasformandola in una guerra tra Mussulmani e in una lotta fratricida. La linea del fronte della lotta nella regione erano i confini della Palestina occupata, ma la corrente takfiri ha trasformato la linea del fronte nelle strade di Baghdad, nella moschea Jameh di Damasco, nelle strade del Pakistan, e nelle differenti città della Siria, questi luoghi sono diventati la linea del fronte del combattimento, diamo uno sguardo alle condizioni della Libia, della Siria, dell’ Iraq e del Pakistan oggi e vediamo contro chi sono state utilizzate le forze e le spade dei Mussulmani, queste forze avrebbero dovuto essere utilizzate contro il regime sionista, ma la corrente takfiri ha diretto questa lotta nelle nostre case, nelle nostre città e nelle nostre nazioni Islamiche. Sono loro che hanno causato gli attentati all’ interno della moschea Jameh di Damasco, ucciso civili inermi, con attentati a Baghdad, attaccato con raffiche di proietti centinaia e centinaia di persone in Pakistan e in Libia hanno creato questa situazione della quale siete testimoni, tutti questi sono alcuni dei crimini storici ed indimenticabili commessi dalla corrente takfiri, è tale corrente ad aver causato questa situazione. Trasformare questo movimento (del risveglio Islamico) è stato un lavoro al servizio degli Stati Uniti e dell’ Inghilterra, al servizio dei servizi segreti americani, inglesi, del mossad, e di apparati simili. Un altra prova è che, coloro che sostengono la corrente takfiri hanno realizzato compromessi con il regime sionista affinché essa combatta contro i Mussulmani, non solo non rivolgono neanche uno sguardo accigliato contro il regime sionista, ma con varie scuse sferrano ogni sorta di colpo contro le nazioni islamiche e realizzano ogni tipo di complotto contro di esse.
Una prova ulteriore è che il movimento di sedizione che la corrente takfiri ha lanciato nelle nazioni Islamiche tra le quali Iraq, Siria, Libia, Libano ed altre, ha causato la distruzione di importanti infrastrutture in questi paesi. Guardate quante strade, raffinerie, miniere, aeroporti, città e case sono state distrutte in queste nazioni, questo è accaduto come risultato tra le guerre interne e fratricide, e vedete quanto tempo e denaro saranno necessari affinché queste nazioni tornino alle condizioni precedenti, queste sono le perdite ed i colpi che la corrente takfiri ha inflitto al mondo islamico lungo questi anni. Un ulteriore prova è che la corrente takfiri ha danneggiato la reputazione dell’ Islam nel mondo, ne ha presentato un immagine negativa, tutti in ogni parte del mondo hanno visto in televisione che qualcuno viene fatto inginocchiare a terra e dopo decapitato con una spada senza essere imputato di alcun crimine. <> (Sacro Corano 60:8-9). Queste persone hanno fatto l’esatto opposto, hanno ucciso Mussulmani e non Mussulmani innocenti, e le immagini sono state trasmesse in tutto il mondo. Che una persona nel nome dell’ Islam ha estratto il cuore da un corpo senza vita e lo ha addentato, questo è stato fatto nel nome dell’ Islam, l’Islam della misericordia, l’Islam della riflessione, l’Islam della logica, l’Islam di << Allah non vi proibisce di essere buoni e giusti nei confronti di coloro che non vi hanno combattuto per la vostra religione…>> questo Islam è stato presentato in quel modo, vi è alcun crimine più grande di questo? Vi è alcuna fitna (sedizione) più malvagia di questa?
Questo è quello che ha fatto la corrente takfiri, una prova ancora è che essi hanno lasciato solo l’asse della resistenza, Gaza ha combattuto da sola per cinquanta giorni, per cinquanta giorni ha resistito da sola, i governi dei paesi islamici non hanno aiutato Gaza, gli introiti petroliferi e i dollari non sono stati messi al servizio di Gaza, mentre parte di essa è stata messa al servizio del regime sionista, questa è un altra prova, un altro crimine è prova che la corrente takfira ha deviato la direzione dell’ entusiasmo e del valore della gioventù Islamica esistente in tutto il mondo dell’ islam, oggi giovani in tutto il mondo Islamico possiedono un certo tipo di entusiasmo e valore, il risveglio Islamico li aveva influenzati ed erano pronti per muoversi al servizio dei grandi obbiettivi dell’ Islam, ma la corrente takfiri ha deviato il sentiero di questo entusiasmo e valore, conducendo certi giovani male informati ed ignoranti a decapitare Mussulmani e commettere massacri di donne bambini ed infanti nei villaggi. Questi sono tra i peccati della corrente takfiri, non possiamo ignorare ne dimenticare facilmente queste prove, tutte esse mostrano il fatto che la corrente takfiri è al servizio dell’ arroganza, è al servizio dei nemici dell’ islam: gli Stati Uniti, l’Inghilterra ed il regime sionista, ovviamente ci sono anche altre prove. Siamo stati informati che degli aerei di trasporto americani hanno lanciato munizioni delle quali questo gruppo conosciuto come daesh (ISIS) necessitava. Hanno lanciato munizioni sui quartieri generali di daesh in Iraq. Per aiutarli. Ci siamo detti forse si è trattato di un errore, poi abbiamo visto che hanno continuato a farlo, in accordo ai rapporti che ho ricevuto questo è accaduto cinque volte. Si sono sbagliati per cinque volte? tutto ciò mentre hanno creato una cosiddetta coalizione contro daesh (ISIS), si tratta di una menzogna assoluta. Questa coalizione segue altri obbiettivi malvagi, vogliono mantenere viva la fitna (sedizione e divisione), mettere le due parti una contro l’altra e continuare la guerra civile tra Mussulmani. Questo è il loro obbiettivo. Sappiate che non ci riusciranno.

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Riflessioni dell’Imam Khamenei sull’Isis.

Riflessioni sull'Isis della massima autorità religiosa della Repubblica islamica dell'Iran,l'Imam Khamenei. 

Vi è un aspetto innegabile, ovvero il fatto che la corrente takfiri e i governi che la sostengono e difendono si muovono in totale sintonia con gli obbiettivi dell’ arroganza e del sionismo. Il loro lavoro è in linea con gli obbiettivi degli Stati Uniti, dei governi colonialisti Europei, e del regime usurpatore sionista. Alcune prove lo confermano, la corrente takfiri ha un apparenza Islamica ma nella pratica è al servizio delle grandi correnti colonialiste, arroganti e politiche che operano contro il mondo Islamico. Ci sono chiare prove che non possono essere ignorate, vorrei menzionarne alcune, una di esse è che la corrente takfiri è stata in grado di deviare il risveglio Islamico dal suo sentiero. Il movimento del risveglio Islamico era un movimento antiamericano e contro l’arroganza, che ha agito contro gli elementi che gli usa avevano installato nella regione, si trattava di un movimento che era stato lanciato dalle popolazioni in differenti nazioni del nord Africa. La corrente takfiri ha cambiato la direzione di questo movimento che era contro l’arroganza, gli Stati Uniti e la Tirannia, trasformandola in una guerra tra Mussulmani e in una lotta fratricida. La linea del fronte della lotta nella regione erano i confini della Palestina occupata, ma la corrente takfiri ha trasformato la linea del fronte nelle strade di Baghdad, nella moschea Jameh di Damasco, nelle strade del Pakistan, e nelle differenti città della Siria, questi luoghi sono diventati la linea del fronte del combattimento, diamo uno sguardo alle condizioni della Libia, della Siria, dell’ Iraq e del Pakistan oggi e vediamo contro chi sono state utilizzate le forze e le spade dei Mussulmani, queste forze avrebbero dovuto essere utilizzate contro il regime sionista, ma la corrente takfiri ha diretto questa lotta nelle nostre case, nelle nostre città e nelle nostre nazioni Islamiche. Sono loro che hanno causato gli attentati all’ interno della moschea Jameh di Damasco, ucciso civili inermi, con attentati a Baghdad, attaccato con raffiche di proietti centinaia e centinaia di persone in Pakistan e in Libia hanno creato questa situazione della quale siete testimoni, tutti questi sono alcuni dei crimini storici ed indimenticabili commessi dalla corrente takfiri, è tale corrente ad aver causato questa situazione. Trasformare questo movimento (del risveglio Islamico) è stato un lavoro al servizio degli Stati Uniti e dell’ Inghilterra, al servizio dei servizi segreti americani, inglesi, del mossad, e di apparati simili. Un altra prova è che, coloro che sostengono la corrente takfiri hanno realizzato compromessi con il regime sionista affinché essa combatta contro i Mussulmani, non solo non rivolgono neanche uno sguardo accigliato contro il regime sionista, ma con varie scuse sferrano ogni sorta di colpo contro le nazioni islamiche e realizzano ogni tipo di complotto contro di esse.
Una prova ulteriore è che il movimento di sedizione che la corrente takfiri ha lanciato nelle nazioni Islamiche tra le quali Iraq, Siria, Libia, Libano ed altre, ha causato la distruzione di importanti infrastrutture in questi paesi. Guardate quante strade, raffinerie, miniere, aeroporti, città e case sono state distrutte in queste nazioni, questo è accaduto come risultato tra le guerre interne e fratricide, e vedete quanto tempo e denaro saranno necessari affinché queste nazioni tornino alle condizioni precedenti, queste sono le perdite ed i colpi che la corrente takfiri ha inflitto al mondo islamico lungo questi anni. Un ulteriore prova è che la corrente takfiri ha danneggiato la reputazione dell’ Islam nel mondo, ne ha presentato un immagine negativa, tutti in ogni parte del mondo hanno visto in televisione che qualcuno viene fatto inginocchiare a terra e dopo decapitato con una spada senza essere imputato di alcun crimine. <> (Sacro Corano 60:8-9). Queste persone hanno fatto l’esatto opposto, hanno ucciso Mussulmani e non Mussulmani innocenti, e le immagini sono state trasmesse in tutto il mondo. Che una persona nel nome dell’ Islam ha estratto il cuore da un corpo senza vita e lo ha addentato, questo è stato fatto nel nome dell’ Islam, l’Islam della misericordia, l’Islam della riflessione, l’Islam della logica, l’Islam di << Allah non vi proibisce di essere buoni e giusti nei confronti di coloro che non vi hanno combattuto per la vostra religione…>> questo Islam è stato presentato in quel modo, vi è alcun crimine più grande di questo? Vi è alcuna fitna (sedizione) più malvagia di questa?
Questo è quello che ha fatto la corrente takfiri, una prova ancora è che essi hanno lasciato solo l’asse della resistenza, Gaza ha combattuto da sola per cinquanta giorni, per cinquanta giorni ha resistito da sola, i governi dei paesi islamici non hanno aiutato Gaza, gli introiti petroliferi e i dollari non sono stati messi al servizio di Gaza, mentre parte di essa è stata messa al servizio del regime sionista, questa è un altra prova, un altro crimine è prova che la corrente takfira ha deviato la direzione dell’ entusiasmo e del valore della gioventù Islamica esistente in tutto il mondo dell’ islam, oggi giovani in tutto il mondo Islamico possiedono un certo tipo di entusiasmo e valore, il risveglio Islamico li aveva influenzati ed erano pronti per muoversi al servizio dei grandi obbiettivi dell’ Islam, ma la corrente takfiri ha deviato il sentiero di questo entusiasmo e valore, conducendo certi giovani male informati ed ignoranti a decapitare Mussulmani e commettere massacri di donne bambini ed infanti nei villaggi. Questi sono tra i peccati della corrente takfiri, non possiamo ignorare ne dimenticare facilmente queste prove, tutte esse mostrano il fatto che la corrente takfiri è al servizio dell’ arroganza, è al servizio dei nemici dell’ islam: gli Stati Uniti, l’Inghilterra ed il regime sionista, ovviamente ci sono anche altre prove. Siamo stati informati che degli aerei di trasporto americani hanno lanciato munizioni delle quali questo gruppo conosciuto come daesh (ISIS) necessitava. Hanno lanciato munizioni sui quartieri generali di daesh in Iraq. Per aiutarli. Ci siamo detti forse si è trattato di un errore, poi abbiamo visto che hanno continuato a farlo, in accordo ai rapporti che ho ricevuto questo è accaduto cinque volte. Si sono sbagliati per cinque volte? tutto ciò mentre hanno creato una cosiddetta coalizione contro daesh (ISIS), si tratta di una menzogna assoluta. Questa coalizione segue altri obbiettivi malvagi, vogliono mantenere viva la fitna (sedizione e divisione), mettere le due parti una contro l’altra e continuare la guerra civile tra Mussulmani. Questo è il loro obbiettivo. Sappiate che non ci riusciranno.

Riflessioni dell’Imam Khamenei sull’Isis.

Riflessioni dell’Imam Khamenei sull’Isis.

Riflessioni sull'Isis della massima autorità religiosa della Repubblica islamica dell'Iran,l'Imam Khamenei. 

Vi è un aspetto innegabile, ovvero il fatto che la corrente takfiri e i governi che la sostengono e difendono si muovono in totale sintonia con gli obbiettivi dell’ arroganza e del sionismo. Il loro lavoro è in linea con gli obbiettivi degli Stati Uniti, dei governi colonialisti Europei, e del regime usurpatore sionista. Alcune prove lo confermano, la corrente takfiri ha un apparenza Islamica ma nella pratica è al servizio delle grandi correnti colonialiste, arroganti e politiche che operano contro il mondo Islamico. Ci sono chiare prove che non possono essere ignorate, vorrei menzionarne alcune, una di esse è che la corrente takfiri è stata in grado di deviare il risveglio Islamico dal suo sentiero. Il movimento del risveglio Islamico era un movimento antiamericano e contro l’arroganza, che ha agito contro gli elementi che gli usa avevano installato nella regione, si trattava di un movimento che era stato lanciato dalle popolazioni in differenti nazioni del nord Africa. La corrente takfiri ha cambiato la direzione di questo movimento che era contro l’arroganza, gli Stati Uniti e la Tirannia, trasformandola in una guerra tra Mussulmani e in una lotta fratricida. La linea del fronte della lotta nella regione erano i confini della Palestina occupata, ma la corrente takfiri ha trasformato la linea del fronte nelle strade di Baghdad, nella moschea Jameh di Damasco, nelle strade del Pakistan, e nelle differenti città della Siria, questi luoghi sono diventati la linea del fronte del combattimento, diamo uno sguardo alle condizioni della Libia, della Siria, dell’ Iraq e del Pakistan oggi e vediamo contro chi sono state utilizzate le forze e le spade dei Mussulmani, queste forze avrebbero dovuto essere utilizzate contro il regime sionista, ma la corrente takfiri ha diretto questa lotta nelle nostre case, nelle nostre città e nelle nostre nazioni Islamiche. Sono loro che hanno causato gli attentati all’ interno della moschea Jameh di Damasco, ucciso civili inermi, con attentati a Baghdad, attaccato con raffiche di proietti centinaia e centinaia di persone in Pakistan e in Libia hanno creato questa situazione della quale siete testimoni, tutti questi sono alcuni dei crimini storici ed indimenticabili commessi dalla corrente takfiri, è tale corrente ad aver causato questa situazione. Trasformare questo movimento (del risveglio Islamico) è stato un lavoro al servizio degli Stati Uniti e dell’ Inghilterra, al servizio dei servizi segreti americani, inglesi, del mossad, e di apparati simili. Un altra prova è che, coloro che sostengono la corrente takfiri hanno realizzato compromessi con il regime sionista affinché essa combatta contro i Mussulmani, non solo non rivolgono neanche uno sguardo accigliato contro il regime sionista, ma con varie scuse sferrano ogni sorta di colpo contro le nazioni islamiche e realizzano ogni tipo di complotto contro di esse.
Una prova ulteriore è che il movimento di sedizione che la corrente takfiri ha lanciato nelle nazioni Islamiche tra le quali Iraq, Siria, Libia, Libano ed altre, ha causato la distruzione di importanti infrastrutture in questi paesi. Guardate quante strade, raffinerie, miniere, aeroporti, città e case sono state distrutte in queste nazioni, questo è accaduto come risultato tra le guerre interne e fratricide, e vedete quanto tempo e denaro saranno necessari affinché queste nazioni tornino alle condizioni precedenti, queste sono le perdite ed i colpi che la corrente takfiri ha inflitto al mondo islamico lungo questi anni. Un ulteriore prova è che la corrente takfiri ha danneggiato la reputazione dell’ Islam nel mondo, ne ha presentato un immagine negativa, tutti in ogni parte del mondo hanno visto in televisione che qualcuno viene fatto inginocchiare a terra e dopo decapitato con una spada senza essere imputato di alcun crimine. <> (Sacro Corano 60:8-9). Queste persone hanno fatto l’esatto opposto, hanno ucciso Mussulmani e non Mussulmani innocenti, e le immagini sono state trasmesse in tutto il mondo. Che una persona nel nome dell’ Islam ha estratto il cuore da un corpo senza vita e lo ha addentato, questo è stato fatto nel nome dell’ Islam, l’Islam della misericordia, l’Islam della riflessione, l’Islam della logica, l’Islam di << Allah non vi proibisce di essere buoni e giusti nei confronti di coloro che non vi hanno combattuto per la vostra religione…>> questo Islam è stato presentato in quel modo, vi è alcun crimine più grande di questo? Vi è alcuna fitna (sedizione) più malvagia di questa?
Questo è quello che ha fatto la corrente takfiri, una prova ancora è che essi hanno lasciato solo l’asse della resistenza, Gaza ha combattuto da sola per cinquanta giorni, per cinquanta giorni ha resistito da sola, i governi dei paesi islamici non hanno aiutato Gaza, gli introiti petroliferi e i dollari non sono stati messi al servizio di Gaza, mentre parte di essa è stata messa al servizio del regime sionista, questa è un altra prova, un altro crimine è prova che la corrente takfira ha deviato la direzione dell’ entusiasmo e del valore della gioventù Islamica esistente in tutto il mondo dell’ islam, oggi giovani in tutto il mondo Islamico possiedono un certo tipo di entusiasmo e valore, il risveglio Islamico li aveva influenzati ed erano pronti per muoversi al servizio dei grandi obbiettivi dell’ Islam, ma la corrente takfiri ha deviato il sentiero di questo entusiasmo e valore, conducendo certi giovani male informati ed ignoranti a decapitare Mussulmani e commettere massacri di donne bambini ed infanti nei villaggi. Questi sono tra i peccati della corrente takfiri, non possiamo ignorare ne dimenticare facilmente queste prove, tutte esse mostrano il fatto che la corrente takfiri è al servizio dell’ arroganza, è al servizio dei nemici dell’ islam: gli Stati Uniti, l’Inghilterra ed il regime sionista, ovviamente ci sono anche altre prove. Siamo stati informati che degli aerei di trasporto americani hanno lanciato munizioni delle quali questo gruppo conosciuto come daesh (ISIS) necessitava. Hanno lanciato munizioni sui quartieri generali di daesh in Iraq. Per aiutarli. Ci siamo detti forse si è trattato di un errore, poi abbiamo visto che hanno continuato a farlo, in accordo ai rapporti che ho ricevuto questo è accaduto cinque volte. Si sono sbagliati per cinque volte? tutto ciò mentre hanno creato una cosiddetta coalizione contro daesh (ISIS), si tratta di una menzogna assoluta. Questa coalizione segue altri obbiettivi malvagi, vogliono mantenere viva la fitna (sedizione e divisione), mettere le due parti una contro l’altra e continuare la guerra civile tra Mussulmani. Questo è il loro obbiettivo. Sappiate che non ci riusciranno.

Riflessioni dell’Imam Khamenei sull’Isis.

Riflessioni dell’Imam Khamenei sull’Isis.

Riflessioni sull'Isis della massima autorità religiosa della Repubblica islamica dell'Iran,l'Imam Khamenei. 

Vi è un aspetto innegabile, ovvero il fatto che la corrente takfiri e i governi che la sostengono e difendono si muovono in totale sintonia con gli obbiettivi dell’ arroganza e del sionismo. Il loro lavoro è in linea con gli obbiettivi degli Stati Uniti, dei governi colonialisti Europei, e del regime usurpatore sionista. Alcune prove lo confermano, la corrente takfiri ha un apparenza Islamica ma nella pratica è al servizio delle grandi correnti colonialiste, arroganti e politiche che operano contro il mondo Islamico. Ci sono chiare prove che non possono essere ignorate, vorrei menzionarne alcune, una di esse è che la corrente takfiri è stata in grado di deviare il risveglio Islamico dal suo sentiero. Il movimento del risveglio Islamico era un movimento antiamericano e contro l’arroganza, che ha agito contro gli elementi che gli usa avevano installato nella regione, si trattava di un movimento che era stato lanciato dalle popolazioni in differenti nazioni del nord Africa. La corrente takfiri ha cambiato la direzione di questo movimento che era contro l’arroganza, gli Stati Uniti e la Tirannia, trasformandola in una guerra tra Mussulmani e in una lotta fratricida. La linea del fronte della lotta nella regione erano i confini della Palestina occupata, ma la corrente takfiri ha trasformato la linea del fronte nelle strade di Baghdad, nella moschea Jameh di Damasco, nelle strade del Pakistan, e nelle differenti città della Siria, questi luoghi sono diventati la linea del fronte del combattimento, diamo uno sguardo alle condizioni della Libia, della Siria, dell’ Iraq e del Pakistan oggi e vediamo contro chi sono state utilizzate le forze e le spade dei Mussulmani, queste forze avrebbero dovuto essere utilizzate contro il regime sionista, ma la corrente takfiri ha diretto questa lotta nelle nostre case, nelle nostre città e nelle nostre nazioni Islamiche. Sono loro che hanno causato gli attentati all’ interno della moschea Jameh di Damasco, ucciso civili inermi, con attentati a Baghdad, attaccato con raffiche di proietti centinaia e centinaia di persone in Pakistan e in Libia hanno creato questa situazione della quale siete testimoni, tutti questi sono alcuni dei crimini storici ed indimenticabili commessi dalla corrente takfiri, è tale corrente ad aver causato questa situazione. Trasformare questo movimento (del risveglio Islamico) è stato un lavoro al servizio degli Stati Uniti e dell’ Inghilterra, al servizio dei servizi segreti americani, inglesi, del mossad, e di apparati simili. Un altra prova è che, coloro che sostengono la corrente takfiri hanno realizzato compromessi con il regime sionista affinché essa combatta contro i Mussulmani, non solo non rivolgono neanche uno sguardo accigliato contro il regime sionista, ma con varie scuse sferrano ogni sorta di colpo contro le nazioni islamiche e realizzano ogni tipo di complotto contro di esse.
Una prova ulteriore è che il movimento di sedizione che la corrente takfiri ha lanciato nelle nazioni Islamiche tra le quali Iraq, Siria, Libia, Libano ed altre, ha causato la distruzione di importanti infrastrutture in questi paesi. Guardate quante strade, raffinerie, miniere, aeroporti, città e case sono state distrutte in queste nazioni, questo è accaduto come risultato tra le guerre interne e fratricide, e vedete quanto tempo e denaro saranno necessari affinché queste nazioni tornino alle condizioni precedenti, queste sono le perdite ed i colpi che la corrente takfiri ha inflitto al mondo islamico lungo questi anni. Un ulteriore prova è che la corrente takfiri ha danneggiato la reputazione dell’ Islam nel mondo, ne ha presentato un immagine negativa, tutti in ogni parte del mondo hanno visto in televisione che qualcuno viene fatto inginocchiare a terra e dopo decapitato con una spada senza essere imputato di alcun crimine. <> (Sacro Corano 60:8-9). Queste persone hanno fatto l’esatto opposto, hanno ucciso Mussulmani e non Mussulmani innocenti, e le immagini sono state trasmesse in tutto il mondo. Che una persona nel nome dell’ Islam ha estratto il cuore da un corpo senza vita e lo ha addentato, questo è stato fatto nel nome dell’ Islam, l’Islam della misericordia, l’Islam della riflessione, l’Islam della logica, l’Islam di << Allah non vi proibisce di essere buoni e giusti nei confronti di coloro che non vi hanno combattuto per la vostra religione…>> questo Islam è stato presentato in quel modo, vi è alcun crimine più grande di questo? Vi è alcuna fitna (sedizione) più malvagia di questa?
Questo è quello che ha fatto la corrente takfiri, una prova ancora è che essi hanno lasciato solo l’asse della resistenza, Gaza ha combattuto da sola per cinquanta giorni, per cinquanta giorni ha resistito da sola, i governi dei paesi islamici non hanno aiutato Gaza, gli introiti petroliferi e i dollari non sono stati messi al servizio di Gaza, mentre parte di essa è stata messa al servizio del regime sionista, questa è un altra prova, un altro crimine è prova che la corrente takfira ha deviato la direzione dell’ entusiasmo e del valore della gioventù Islamica esistente in tutto il mondo dell’ islam, oggi giovani in tutto il mondo Islamico possiedono un certo tipo di entusiasmo e valore, il risveglio Islamico li aveva influenzati ed erano pronti per muoversi al servizio dei grandi obbiettivi dell’ Islam, ma la corrente takfiri ha deviato il sentiero di questo entusiasmo e valore, conducendo certi giovani male informati ed ignoranti a decapitare Mussulmani e commettere massacri di donne bambini ed infanti nei villaggi. Questi sono tra i peccati della corrente takfiri, non possiamo ignorare ne dimenticare facilmente queste prove, tutte esse mostrano il fatto che la corrente takfiri è al servizio dell’ arroganza, è al servizio dei nemici dell’ islam: gli Stati Uniti, l’Inghilterra ed il regime sionista, ovviamente ci sono anche altre prove. Siamo stati informati che degli aerei di trasporto americani hanno lanciato munizioni delle quali questo gruppo conosciuto come daesh (ISIS) necessitava. Hanno lanciato munizioni sui quartieri generali di daesh in Iraq. Per aiutarli. Ci siamo detti forse si è trattato di un errore, poi abbiamo visto che hanno continuato a farlo, in accordo ai rapporti che ho ricevuto questo è accaduto cinque volte. Si sono sbagliati per cinque volte? tutto ciò mentre hanno creato una cosiddetta coalizione contro daesh (ISIS), si tratta di una menzogna assoluta. Questa coalizione segue altri obbiettivi malvagi, vogliono mantenere viva la fitna (sedizione e divisione), mettere le due parti una contro l’altra e continuare la guerra civile tra Mussulmani. Questo è il loro obbiettivo. Sappiate che non ci riusciranno.

Riflessioni dell’Imam Khamenei sull’Isis.

Riflessioni dell’Imam Khamenei sull’Isis.

Riflessioni sull'Isis della massima autorità religiosa della Repubblica islamica dell'Iran,l'Imam Khamenei. 

Vi è un aspetto innegabile, ovvero il fatto che la corrente takfiri e i governi che la sostengono e difendono si muovono in totale sintonia con gli obbiettivi dell’ arroganza e del sionismo. Il loro lavoro è in linea con gli obbiettivi degli Stati Uniti, dei governi colonialisti Europei, e del regime usurpatore sionista. Alcune prove lo confermano, la corrente takfiri ha un apparenza Islamica ma nella pratica è al servizio delle grandi correnti colonialiste, arroganti e politiche che operano contro il mondo Islamico. Ci sono chiare prove che non possono essere ignorate, vorrei menzionarne alcune, una di esse è che la corrente takfiri è stata in grado di deviare il risveglio Islamico dal suo sentiero. Il movimento del risveglio Islamico era un movimento antiamericano e contro l’arroganza, che ha agito contro gli elementi che gli usa avevano installato nella regione, si trattava di un movimento che era stato lanciato dalle popolazioni in differenti nazioni del nord Africa. La corrente takfiri ha cambiato la direzione di questo movimento che era contro l’arroganza, gli Stati Uniti e la Tirannia, trasformandola in una guerra tra Mussulmani e in una lotta fratricida. La linea del fronte della lotta nella regione erano i confini della Palestina occupata, ma la corrente takfiri ha trasformato la linea del fronte nelle strade di Baghdad, nella moschea Jameh di Damasco, nelle strade del Pakistan, e nelle differenti città della Siria, questi luoghi sono diventati la linea del fronte del combattimento, diamo uno sguardo alle condizioni della Libia, della Siria, dell’ Iraq e del Pakistan oggi e vediamo contro chi sono state utilizzate le forze e le spade dei Mussulmani, queste forze avrebbero dovuto essere utilizzate contro il regime sionista, ma la corrente takfiri ha diretto questa lotta nelle nostre case, nelle nostre città e nelle nostre nazioni Islamiche. Sono loro che hanno causato gli attentati all’ interno della moschea Jameh di Damasco, ucciso civili inermi, con attentati a Baghdad, attaccato con raffiche di proietti centinaia e centinaia di persone in Pakistan e in Libia hanno creato questa situazione della quale siete testimoni, tutti questi sono alcuni dei crimini storici ed indimenticabili commessi dalla corrente takfiri, è tale corrente ad aver causato questa situazione. Trasformare questo movimento (del risveglio Islamico) è stato un lavoro al servizio degli Stati Uniti e dell’ Inghilterra, al servizio dei servizi segreti americani, inglesi, del mossad, e di apparati simili. Un altra prova è che, coloro che sostengono la corrente takfiri hanno realizzato compromessi con il regime sionista affinché essa combatta contro i Mussulmani, non solo non rivolgono neanche uno sguardo accigliato contro il regime sionista, ma con varie scuse sferrano ogni sorta di colpo contro le nazioni islamiche e realizzano ogni tipo di complotto contro di esse.
Una prova ulteriore è che il movimento di sedizione che la corrente takfiri ha lanciato nelle nazioni Islamiche tra le quali Iraq, Siria, Libia, Libano ed altre, ha causato la distruzione di importanti infrastrutture in questi paesi. Guardate quante strade, raffinerie, miniere, aeroporti, città e case sono state distrutte in queste nazioni, questo è accaduto come risultato tra le guerre interne e fratricide, e vedete quanto tempo e denaro saranno necessari affinché queste nazioni tornino alle condizioni precedenti, queste sono le perdite ed i colpi che la corrente takfiri ha inflitto al mondo islamico lungo questi anni. Un ulteriore prova è che la corrente takfiri ha danneggiato la reputazione dell’ Islam nel mondo, ne ha presentato un immagine negativa, tutti in ogni parte del mondo hanno visto in televisione che qualcuno viene fatto inginocchiare a terra e dopo decapitato con una spada senza essere imputato di alcun crimine. <> (Sacro Corano 60:8-9). Queste persone hanno fatto l’esatto opposto, hanno ucciso Mussulmani e non Mussulmani innocenti, e le immagini sono state trasmesse in tutto il mondo. Che una persona nel nome dell’ Islam ha estratto il cuore da un corpo senza vita e lo ha addentato, questo è stato fatto nel nome dell’ Islam, l’Islam della misericordia, l’Islam della riflessione, l’Islam della logica, l’Islam di << Allah non vi proibisce di essere buoni e giusti nei confronti di coloro che non vi hanno combattuto per la vostra religione…>> questo Islam è stato presentato in quel modo, vi è alcun crimine più grande di questo? Vi è alcuna fitna (sedizione) più malvagia di questa?
Questo è quello che ha fatto la corrente takfiri, una prova ancora è che essi hanno lasciato solo l’asse della resistenza, Gaza ha combattuto da sola per cinquanta giorni, per cinquanta giorni ha resistito da sola, i governi dei paesi islamici non hanno aiutato Gaza, gli introiti petroliferi e i dollari non sono stati messi al servizio di Gaza, mentre parte di essa è stata messa al servizio del regime sionista, questa è un altra prova, un altro crimine è prova che la corrente takfira ha deviato la direzione dell’ entusiasmo e del valore della gioventù Islamica esistente in tutto il mondo dell’ islam, oggi giovani in tutto il mondo Islamico possiedono un certo tipo di entusiasmo e valore, il risveglio Islamico li aveva influenzati ed erano pronti per muoversi al servizio dei grandi obbiettivi dell’ Islam, ma la corrente takfiri ha deviato il sentiero di questo entusiasmo e valore, conducendo certi giovani male informati ed ignoranti a decapitare Mussulmani e commettere massacri di donne bambini ed infanti nei villaggi. Questi sono tra i peccati della corrente takfiri, non possiamo ignorare ne dimenticare facilmente queste prove, tutte esse mostrano il fatto che la corrente takfiri è al servizio dell’ arroganza, è al servizio dei nemici dell’ islam: gli Stati Uniti, l’Inghilterra ed il regime sionista, ovviamente ci sono anche altre prove. Siamo stati informati che degli aerei di trasporto americani hanno lanciato munizioni delle quali questo gruppo conosciuto come daesh (ISIS) necessitava. Hanno lanciato munizioni sui quartieri generali di daesh in Iraq. Per aiutarli. Ci siamo detti forse si è trattato di un errore, poi abbiamo visto che hanno continuato a farlo, in accordo ai rapporti che ho ricevuto questo è accaduto cinque volte. Si sono sbagliati per cinque volte? tutto ciò mentre hanno creato una cosiddetta coalizione contro daesh (ISIS), si tratta di una menzogna assoluta. Questa coalizione segue altri obbiettivi malvagi, vogliono mantenere viva la fitna (sedizione e divisione), mettere le due parti una contro l’altra e continuare la guerra civile tra Mussulmani. Questo è il loro obbiettivo. Sappiate che non ci riusciranno.

Riflessioni dell’Imam Khamenei sull’Isis.

Riflessioni dell’Imam Khamenei sull’Isis.

Riflessioni sull'Isis della massima autorità religiosa della Repubblica islamica dell'Iran,l'Imam Khamenei. 

Vi è un aspetto innegabile, ovvero il fatto che la corrente takfiri e i governi che la sostengono e difendono si muovono in totale sintonia con gli obbiettivi dell’ arroganza e del sionismo. Il loro lavoro è in linea con gli obbiettivi degli Stati Uniti, dei governi colonialisti Europei, e del regime usurpatore sionista. Alcune prove lo confermano, la corrente takfiri ha un apparenza Islamica ma nella pratica è al servizio delle grandi correnti colonialiste, arroganti e politiche che operano contro il mondo Islamico. Ci sono chiare prove che non possono essere ignorate, vorrei menzionarne alcune, una di esse è che la corrente takfiri è stata in grado di deviare il risveglio Islamico dal suo sentiero. Il movimento del risveglio Islamico era un movimento antiamericano e contro l’arroganza, che ha agito contro gli elementi che gli usa avevano installato nella regione, si trattava di un movimento che era stato lanciato dalle popolazioni in differenti nazioni del nord Africa. La corrente takfiri ha cambiato la direzione di questo movimento che era contro l’arroganza, gli Stati Uniti e la Tirannia, trasformandola in una guerra tra Mussulmani e in una lotta fratricida. La linea del fronte della lotta nella regione erano i confini della Palestina occupata, ma la corrente takfiri ha trasformato la linea del fronte nelle strade di Baghdad, nella moschea Jameh di Damasco, nelle strade del Pakistan, e nelle differenti città della Siria, questi luoghi sono diventati la linea del fronte del combattimento, diamo uno sguardo alle condizioni della Libia, della Siria, dell’ Iraq e del Pakistan oggi e vediamo contro chi sono state utilizzate le forze e le spade dei Mussulmani, queste forze avrebbero dovuto essere utilizzate contro il regime sionista, ma la corrente takfiri ha diretto questa lotta nelle nostre case, nelle nostre città e nelle nostre nazioni Islamiche. Sono loro che hanno causato gli attentati all’ interno della moschea Jameh di Damasco, ucciso civili inermi, con attentati a Baghdad, attaccato con raffiche di proietti centinaia e centinaia di persone in Pakistan e in Libia hanno creato questa situazione della quale siete testimoni, tutti questi sono alcuni dei crimini storici ed indimenticabili commessi dalla corrente takfiri, è tale corrente ad aver causato questa situazione. Trasformare questo movimento (del risveglio Islamico) è stato un lavoro al servizio degli Stati Uniti e dell’ Inghilterra, al servizio dei servizi segreti americani, inglesi, del mossad, e di apparati simili. Un altra prova è che, coloro che sostengono la corrente takfiri hanno realizzato compromessi con il regime sionista affinché essa combatta contro i Mussulmani, non solo non rivolgono neanche uno sguardo accigliato contro il regime sionista, ma con varie scuse sferrano ogni sorta di colpo contro le nazioni islamiche e realizzano ogni tipo di complotto contro di esse.
Una prova ulteriore è che il movimento di sedizione che la corrente takfiri ha lanciato nelle nazioni Islamiche tra le quali Iraq, Siria, Libia, Libano ed altre, ha causato la distruzione di importanti infrastrutture in questi paesi. Guardate quante strade, raffinerie, miniere, aeroporti, città e case sono state distrutte in queste nazioni, questo è accaduto come risultato tra le guerre interne e fratricide, e vedete quanto tempo e denaro saranno necessari affinché queste nazioni tornino alle condizioni precedenti, queste sono le perdite ed i colpi che la corrente takfiri ha inflitto al mondo islamico lungo questi anni. Un ulteriore prova è che la corrente takfiri ha danneggiato la reputazione dell’ Islam nel mondo, ne ha presentato un immagine negativa, tutti in ogni parte del mondo hanno visto in televisione che qualcuno viene fatto inginocchiare a terra e dopo decapitato con una spada senza essere imputato di alcun crimine. <> (Sacro Corano 60:8-9). Queste persone hanno fatto l’esatto opposto, hanno ucciso Mussulmani e non Mussulmani innocenti, e le immagini sono state trasmesse in tutto il mondo. Che una persona nel nome dell’ Islam ha estratto il cuore da un corpo senza vita e lo ha addentato, questo è stato fatto nel nome dell’ Islam, l’Islam della misericordia, l’Islam della riflessione, l’Islam della logica, l’Islam di << Allah non vi proibisce di essere buoni e giusti nei confronti di coloro che non vi hanno combattuto per la vostra religione…>> questo Islam è stato presentato in quel modo, vi è alcun crimine più grande di questo? Vi è alcuna fitna (sedizione) più malvagia di questa?
Questo è quello che ha fatto la corrente takfiri, una prova ancora è che essi hanno lasciato solo l’asse della resistenza, Gaza ha combattuto da sola per cinquanta giorni, per cinquanta giorni ha resistito da sola, i governi dei paesi islamici non hanno aiutato Gaza, gli introiti petroliferi e i dollari non sono stati messi al servizio di Gaza, mentre parte di essa è stata messa al servizio del regime sionista, questa è un altra prova, un altro crimine è prova che la corrente takfira ha deviato la direzione dell’ entusiasmo e del valore della gioventù Islamica esistente in tutto il mondo dell’ islam, oggi giovani in tutto il mondo Islamico possiedono un certo tipo di entusiasmo e valore, il risveglio Islamico li aveva influenzati ed erano pronti per muoversi al servizio dei grandi obbiettivi dell’ Islam, ma la corrente takfiri ha deviato il sentiero di questo entusiasmo e valore, conducendo certi giovani male informati ed ignoranti a decapitare Mussulmani e commettere massacri di donne bambini ed infanti nei villaggi. Questi sono tra i peccati della corrente takfiri, non possiamo ignorare ne dimenticare facilmente queste prove, tutte esse mostrano il fatto che la corrente takfiri è al servizio dell’ arroganza, è al servizio dei nemici dell’ islam: gli Stati Uniti, l’Inghilterra ed il regime sionista, ovviamente ci sono anche altre prove. Siamo stati informati che degli aerei di trasporto americani hanno lanciato munizioni delle quali questo gruppo conosciuto come daesh (ISIS) necessitava. Hanno lanciato munizioni sui quartieri generali di daesh in Iraq. Per aiutarli. Ci siamo detti forse si è trattato di un errore, poi abbiamo visto che hanno continuato a farlo, in accordo ai rapporti che ho ricevuto questo è accaduto cinque volte. Si sono sbagliati per cinque volte? tutto ciò mentre hanno creato una cosiddetta coalizione contro daesh (ISIS), si tratta di una menzogna assoluta. Questa coalizione segue altri obbiettivi malvagi, vogliono mantenere viva la fitna (sedizione e divisione), mettere le due parti una contro l’altra e continuare la guerra civile tra Mussulmani. Questo è il loro obbiettivo. Sappiate che non ci riusciranno.

Riflessioni dell’Imam Khamenei sull’Isis.

Riflessioni dell’Imam Khamenei sull’Isis.

Riflessioni sull'Isis della massima autorità religiosa della Repubblica islamica dell'Iran,l'Imam Khamenei. 

Vi è un aspetto innegabile, ovvero il fatto che la corrente takfiri e i governi che la sostengono e difendono si muovono in totale sintonia con gli obbiettivi dell’ arroganza e del sionismo. Il loro lavoro è in linea con gli obbiettivi degli Stati Uniti, dei governi colonialisti Europei, e del regime usurpatore sionista. Alcune prove lo confermano, la corrente takfiri ha un apparenza Islamica ma nella pratica è al servizio delle grandi correnti colonialiste, arroganti e politiche che operano contro il mondo Islamico. Ci sono chiare prove che non possono essere ignorate, vorrei menzionarne alcune, una di esse è che la corrente takfiri è stata in grado di deviare il risveglio Islamico dal suo sentiero. Il movimento del risveglio Islamico era un movimento antiamericano e contro l’arroganza, che ha agito contro gli elementi che gli usa avevano installato nella regione, si trattava di un movimento che era stato lanciato dalle popolazioni in differenti nazioni del nord Africa. La corrente takfiri ha cambiato la direzione di questo movimento che era contro l’arroganza, gli Stati Uniti e la Tirannia, trasformandola in una guerra tra Mussulmani e in una lotta fratricida. La linea del fronte della lotta nella regione erano i confini della Palestina occupata, ma la corrente takfiri ha trasformato la linea del fronte nelle strade di Baghdad, nella moschea Jameh di Damasco, nelle strade del Pakistan, e nelle differenti città della Siria, questi luoghi sono diventati la linea del fronte del combattimento, diamo uno sguardo alle condizioni della Libia, della Siria, dell’ Iraq e del Pakistan oggi e vediamo contro chi sono state utilizzate le forze e le spade dei Mussulmani, queste forze avrebbero dovuto essere utilizzate contro il regime sionista, ma la corrente takfiri ha diretto questa lotta nelle nostre case, nelle nostre città e nelle nostre nazioni Islamiche. Sono loro che hanno causato gli attentati all’ interno della moschea Jameh di Damasco, ucciso civili inermi, con attentati a Baghdad, attaccato con raffiche di proietti centinaia e centinaia di persone in Pakistan e in Libia hanno creato questa situazione della quale siete testimoni, tutti questi sono alcuni dei crimini storici ed indimenticabili commessi dalla corrente takfiri, è tale corrente ad aver causato questa situazione. Trasformare questo movimento (del risveglio Islamico) è stato un lavoro al servizio degli Stati Uniti e dell’ Inghilterra, al servizio dei servizi segreti americani, inglesi, del mossad, e di apparati simili. Un altra prova è che, coloro che sostengono la corrente takfiri hanno realizzato compromessi con il regime sionista affinché essa combatta contro i Mussulmani, non solo non rivolgono neanche uno sguardo accigliato contro il regime sionista, ma con varie scuse sferrano ogni sorta di colpo contro le nazioni islamiche e realizzano ogni tipo di complotto contro di esse.
Una prova ulteriore è che il movimento di sedizione che la corrente takfiri ha lanciato nelle nazioni Islamiche tra le quali Iraq, Siria, Libia, Libano ed altre, ha causato la distruzione di importanti infrastrutture in questi paesi. Guardate quante strade, raffinerie, miniere, aeroporti, città e case sono state distrutte in queste nazioni, questo è accaduto come risultato tra le guerre interne e fratricide, e vedete quanto tempo e denaro saranno necessari affinché queste nazioni tornino alle condizioni precedenti, queste sono le perdite ed i colpi che la corrente takfiri ha inflitto al mondo islamico lungo questi anni. Un ulteriore prova è che la corrente takfiri ha danneggiato la reputazione dell’ Islam nel mondo, ne ha presentato un immagine negativa, tutti in ogni parte del mondo hanno visto in televisione che qualcuno viene fatto inginocchiare a terra e dopo decapitato con una spada senza essere imputato di alcun crimine. <> (Sacro Corano 60:8-9). Queste persone hanno fatto l’esatto opposto, hanno ucciso Mussulmani e non Mussulmani innocenti, e le immagini sono state trasmesse in tutto il mondo. Che una persona nel nome dell’ Islam ha estratto il cuore da un corpo senza vita e lo ha addentato, questo è stato fatto nel nome dell’ Islam, l’Islam della misericordia, l’Islam della riflessione, l’Islam della logica, l’Islam di << Allah non vi proibisce di essere buoni e giusti nei confronti di coloro che non vi hanno combattuto per la vostra religione…>> questo Islam è stato presentato in quel modo, vi è alcun crimine più grande di questo? Vi è alcuna fitna (sedizione) più malvagia di questa?
Questo è quello che ha fatto la corrente takfiri, una prova ancora è che essi hanno lasciato solo l’asse della resistenza, Gaza ha combattuto da sola per cinquanta giorni, per cinquanta giorni ha resistito da sola, i governi dei paesi islamici non hanno aiutato Gaza, gli introiti petroliferi e i dollari non sono stati messi al servizio di Gaza, mentre parte di essa è stata messa al servizio del regime sionista, questa è un altra prova, un altro crimine è prova che la corrente takfira ha deviato la direzione dell’ entusiasmo e del valore della gioventù Islamica esistente in tutto il mondo dell’ islam, oggi giovani in tutto il mondo Islamico possiedono un certo tipo di entusiasmo e valore, il risveglio Islamico li aveva influenzati ed erano pronti per muoversi al servizio dei grandi obbiettivi dell’ Islam, ma la corrente takfiri ha deviato il sentiero di questo entusiasmo e valore, conducendo certi giovani male informati ed ignoranti a decapitare Mussulmani e commettere massacri di donne bambini ed infanti nei villaggi. Questi sono tra i peccati della corrente takfiri, non possiamo ignorare ne dimenticare facilmente queste prove, tutte esse mostrano il fatto che la corrente takfiri è al servizio dell’ arroganza, è al servizio dei nemici dell’ islam: gli Stati Uniti, l’Inghilterra ed il regime sionista, ovviamente ci sono anche altre prove. Siamo stati informati che degli aerei di trasporto americani hanno lanciato munizioni delle quali questo gruppo conosciuto come daesh (ISIS) necessitava. Hanno lanciato munizioni sui quartieri generali di daesh in Iraq. Per aiutarli. Ci siamo detti forse si è trattato di un errore, poi abbiamo visto che hanno continuato a farlo, in accordo ai rapporti che ho ricevuto questo è accaduto cinque volte. Si sono sbagliati per cinque volte? tutto ciò mentre hanno creato una cosiddetta coalizione contro daesh (ISIS), si tratta di una menzogna assoluta. Questa coalizione segue altri obbiettivi malvagi, vogliono mantenere viva la fitna (sedizione e divisione), mettere le due parti una contro l’altra e continuare la guerra civile tra Mussulmani. Questo è il loro obbiettivo. Sappiate che non ci riusciranno.

Riflessioni dell’Imam Khamenei sull’Isis.

Riflessioni dell’Imam Khamenei sull’Isis.

Riflessioni sull'Isis della massima autorità religiosa della Repubblica islamica dell'Iran,l'Imam Khamenei. 

Vi è un aspetto innegabile, ovvero il fatto che la corrente takfiri e i governi che la sostengono e difendono si muovono in totale sintonia con gli obbiettivi dell’ arroganza e del sionismo. Il loro lavoro è in linea con gli obbiettivi degli Stati Uniti, dei governi colonialisti Europei, e del regime usurpatore sionista. Alcune prove lo confermano, la corrente takfiri ha un apparenza Islamica ma nella pratica è al servizio delle grandi correnti colonialiste, arroganti e politiche che operano contro il mondo Islamico. Ci sono chiare prove che non possono essere ignorate, vorrei menzionarne alcune, una di esse è che la corrente takfiri è stata in grado di deviare il risveglio Islamico dal suo sentiero. Il movimento del risveglio Islamico era un movimento antiamericano e contro l’arroganza, che ha agito contro gli elementi che gli usa avevano installato nella regione, si trattava di un movimento che era stato lanciato dalle popolazioni in differenti nazioni del nord Africa. La corrente takfiri ha cambiato la direzione di questo movimento che era contro l’arroganza, gli Stati Uniti e la Tirannia, trasformandola in una guerra tra Mussulmani e in una lotta fratricida. La linea del fronte della lotta nella regione erano i confini della Palestina occupata, ma la corrente takfiri ha trasformato la linea del fronte nelle strade di Baghdad, nella moschea Jameh di Damasco, nelle strade del Pakistan, e nelle differenti città della Siria, questi luoghi sono diventati la linea del fronte del combattimento, diamo uno sguardo alle condizioni della Libia, della Siria, dell’ Iraq e del Pakistan oggi e vediamo contro chi sono state utilizzate le forze e le spade dei Mussulmani, queste forze avrebbero dovuto essere utilizzate contro il regime sionista, ma la corrente takfiri ha diretto questa lotta nelle nostre case, nelle nostre città e nelle nostre nazioni Islamiche. Sono loro che hanno causato gli attentati all’ interno della moschea Jameh di Damasco, ucciso civili inermi, con attentati a Baghdad, attaccato con raffiche di proietti centinaia e centinaia di persone in Pakistan e in Libia hanno creato questa situazione della quale siete testimoni, tutti questi sono alcuni dei crimini storici ed indimenticabili commessi dalla corrente takfiri, è tale corrente ad aver causato questa situazione. Trasformare questo movimento (del risveglio Islamico) è stato un lavoro al servizio degli Stati Uniti e dell’ Inghilterra, al servizio dei servizi segreti americani, inglesi, del mossad, e di apparati simili. Un altra prova è che, coloro che sostengono la corrente takfiri hanno realizzato compromessi con il regime sionista affinché essa combatta contro i Mussulmani, non solo non rivolgono neanche uno sguardo accigliato contro il regime sionista, ma con varie scuse sferrano ogni sorta di colpo contro le nazioni islamiche e realizzano ogni tipo di complotto contro di esse.
Una prova ulteriore è che il movimento di sedizione che la corrente takfiri ha lanciato nelle nazioni Islamiche tra le quali Iraq, Siria, Libia, Libano ed altre, ha causato la distruzione di importanti infrastrutture in questi paesi. Guardate quante strade, raffinerie, miniere, aeroporti, città e case sono state distrutte in queste nazioni, questo è accaduto come risultato tra le guerre interne e fratricide, e vedete quanto tempo e denaro saranno necessari affinché queste nazioni tornino alle condizioni precedenti, queste sono le perdite ed i colpi che la corrente takfiri ha inflitto al mondo islamico lungo questi anni. Un ulteriore prova è che la corrente takfiri ha danneggiato la reputazione dell’ Islam nel mondo, ne ha presentato un immagine negativa, tutti in ogni parte del mondo hanno visto in televisione che qualcuno viene fatto inginocchiare a terra e dopo decapitato con una spada senza essere imputato di alcun crimine. <> (Sacro Corano 60:8-9). Queste persone hanno fatto l’esatto opposto, hanno ucciso Mussulmani e non Mussulmani innocenti, e le immagini sono state trasmesse in tutto il mondo. Che una persona nel nome dell’ Islam ha estratto il cuore da un corpo senza vita e lo ha addentato, questo è stato fatto nel nome dell’ Islam, l’Islam della misericordia, l’Islam della riflessione, l’Islam della logica, l’Islam di << Allah non vi proibisce di essere buoni e giusti nei confronti di coloro che non vi hanno combattuto per la vostra religione…>> questo Islam è stato presentato in quel modo, vi è alcun crimine più grande di questo? Vi è alcuna fitna (sedizione) più malvagia di questa?
Questo è quello che ha fatto la corrente takfiri, una prova ancora è che essi hanno lasciato solo l’asse della resistenza, Gaza ha combattuto da sola per cinquanta giorni, per cinquanta giorni ha resistito da sola, i governi dei paesi islamici non hanno aiutato Gaza, gli introiti petroliferi e i dollari non sono stati messi al servizio di Gaza, mentre parte di essa è stata messa al servizio del regime sionista, questa è un altra prova, un altro crimine è prova che la corrente takfira ha deviato la direzione dell’ entusiasmo e del valore della gioventù Islamica esistente in tutto il mondo dell’ islam, oggi giovani in tutto il mondo Islamico possiedono un certo tipo di entusiasmo e valore, il risveglio Islamico li aveva influenzati ed erano pronti per muoversi al servizio dei grandi obbiettivi dell’ Islam, ma la corrente takfiri ha deviato il sentiero di questo entusiasmo e valore, conducendo certi giovani male informati ed ignoranti a decapitare Mussulmani e commettere massacri di donne bambini ed infanti nei villaggi. Questi sono tra i peccati della corrente takfiri, non possiamo ignorare ne dimenticare facilmente queste prove, tutte esse mostrano il fatto che la corrente takfiri è al servizio dell’ arroganza, è al servizio dei nemici dell’ islam: gli Stati Uniti, l’Inghilterra ed il regime sionista, ovviamente ci sono anche altre prove. Siamo stati informati che degli aerei di trasporto americani hanno lanciato munizioni delle quali questo gruppo conosciuto come daesh (ISIS) necessitava. Hanno lanciato munizioni sui quartieri generali di daesh in Iraq. Per aiutarli. Ci siamo detti forse si è trattato di un errore, poi abbiamo visto che hanno continuato a farlo, in accordo ai rapporti che ho ricevuto questo è accaduto cinque volte. Si sono sbagliati per cinque volte? tutto ciò mentre hanno creato una cosiddetta coalizione contro daesh (ISIS), si tratta di una menzogna assoluta. Questa coalizione segue altri obbiettivi malvagi, vogliono mantenere viva la fitna (sedizione e divisione), mettere le due parti una contro l’altra e continuare la guerra civile tra Mussulmani. Questo è il loro obbiettivo. Sappiate che non ci riusciranno.

Informatevi o facciamoci la guerra.

Informatevi o facciamoci la guerra.

Dietro ad ogni azione c'è sempre un ideologia. E dietro alle efferatezze dell'Isis c'è il wahabismo. Una corrente di pensiero che molti spesso classificano come ''corrente dell'Islam''. Con questo post vorrei invitare,con i pochi strumenti a mia disposizione, lo sciame impaurito a una totale immersione all'interno dell'Islam contemporaneo,per scoprire le sue antiche ferite,le sue differenze e sopratutto i conflitti che lo stanno conducendo verso una pericolosa implosione. Qualche giorno fa accusai i musulmani che hanno aderito ( molti senza saperlo) all'ideologia oscurantista wahabita, di essere i fomentatori dell'islamofobia europea. Oggi invece accuso il lettore occidentale ( e non i mass media mondiali e nazionali,quelli si sa,da tempo sono diventati dei veri e propri templi della disinformazione) di non fare abbastanza per conoscere a fondo la fede del proprio vicino di casa. Dell'amico,della compagnia,del collega. Come dicevo poc'anzi, moltissimi musulmani hanno aderito al wahabismo. Informatevi su questa ideologia. Sulle fatwa di morte emesse dagli imam wahabiti contro personaggi musulmani e sui danni che sta causando a molte società musulmane,come quella siro-irachena,ma sopratutto quella saudita. Informatevi sopratutto sui rapporti che ha intrecciato l'occidente difensore dei diritti umani con la patria dell'ideologo di questa ideologia dell'arroganza : Il regno dell'Arabia Saudita.
Non voglio concludere il mio post spendendo parole sulla ben nota equazione Islam/pace/amore,tanto ci saranno sempre degli idioti che mi smentiranno con i loro comportamenti e la loro ignoranza.

Firmato un '' EX '' potenziale terrorista

Informatevi o facciamoci la guerra.

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Dietro ad ogni azione c'è sempre un ideologia. E dietro alle efferatezze dell'Isis c'è il wahabismo. Una corrente di pensiero che molti spesso classificano come ''corrente dell'Islam''. Con questo post vorrei invitare,con i pochi strumenti a mia disposizione, lo sciame impaurito a una totale immersione all'interno dell'Islam contemporaneo,per scoprire le sue antiche ferite,le sue differenze e sopratutto i conflitti che lo stanno conducendo verso una pericolosa implosione. Qualche giorno fa accusai i musulmani che hanno aderito ( molti senza saperlo) all'ideologia oscurantista wahabita, di essere i fomentatori dell'islamofobia europea. Oggi invece accuso il lettore occidentale ( e non i mass media mondiali e nazionali,quelli si sa,da tempo sono diventati dei veri e propri templi della disinformazione) di non fare abbastanza per conoscere a fondo la fede del proprio vicino di casa. Dell'amico,della compagnia,del collega. Come dicevo poc'anzi, moltissimi musulmani hanno aderito al wahabismo. Informatevi su questa ideologia. Sulle fatwa di morte emesse dagli imam wahabiti contro personaggi musulmani e sui danni che sta causando a molte società musulmane,come quella siro-irachena,ma sopratutto quella saudita. Informatevi sopratutto sui rapporti che ha intrecciato l'occidente difensore dei diritti umani con la patria dell'ideologo di questa ideologia dell'arroganza : Il regno dell'Arabia Saudita.
Non voglio concludere il mio post spendendo parole sulla ben nota equazione Islam/pace/amore,tanto ci saranno sempre degli idioti che mi smentiranno con i loro comportamenti e la loro ignoranza.

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Non voglio concludere il mio post spendendo parole sulla ben nota equazione Islam/pace/amore,tanto ci saranno sempre degli idioti che mi smentiranno con i loro comportamenti e la loro ignoranza.

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La mediatizzazione della comunicazione politica

La mediatizzazione della comunicazione politica




'' Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione '' 
Karl Popper  




La mediatizzazione della comunicazione politica 
(Di Rabih Bouallegue )



Quella che sociologi e politologi chiamano '' la mediatizzazione della comunicazione politica'',
è un fenomeno che vede la radicale trasformazione della comunicazione politica , come anche
lo spazio dove tale comunicazione avviene,per mano del potere dei Mass media. Ma cosa
intendiamo per comunicazione politica ? Secondo Gianpietro Mazzoleni, docente di
Comunicazione politica e Sociologia della comunicazione all'università degli studi di Milano, la
''comunicazione politica '' è l'interazione tra i tre principali attori politici : il sistema politico,il
sistema dei Media e gli elettori. In seguito all'avvento della televisione nel campo della
comunicazioni di massa, la politica cominciò gradualmente ad essere organizzata e presentata
secondo la logica dei media ( Media logic ). Termine coniato dai sociologi statunitensi Altheid e
Snow per descrivere il potere dei media nel manipolare la realtà,e quindi la comunicazione
politica,oramai completamente sottomessa alla '' Media logic ''. Di conseguenza tale
asservimento della comunicazione politica alla logica dei media non poteva che portare alla
nascita di una politica completamente mediatizzata ( Media politics), e questo attraverso dei
meccanismi rintracciabili in effetti,quali quelli '' mediatici '' e '' politici ''.


Per effetti mediatici s'intendono gli aspetti mediali della comunicazione, quali :



La costruzione dell'agenda politica : I media decidono i temi che affronteranno i decisori politici

(nella foto : Dibattito televisivo tra i due candidati alla presidenza degli Stati Uniti, Barack Obama e Mitt Romney, in occasione delle elezioni presidenziali americane del 2012)


· La spettacolarizzazione : I media impongono le regole del mercato alla comunicazione politica (Maurizio Gasparri,attuale vicepresidente del Senato della Repubblica italiana,ospite speciale di una puntata del programma televisivo '' Torte in Faccia '' )

· Sensazionalismo :
(''aboliremo l'ICI . Restituiremo l'IMU. Creeremo un milione di posti di lavoro, ecc..)


Per effetti politici s'intendono invece :

· Personalizzazione

L'attore politico deve adattare il proprio look e il proprio linguaggio
alle regole della popolarità televisiva.

( Il caso di Arnold Schwarzenneger governatore della California non è che la punta dell'Iceberg)


· '' Leaderizzazione '' :
I Media danno massima visibilità ai leader politici

(Matteo Renzi ospite speciale del programma '' Amici '' di Maria de Filippi)


Sono tanti i casi di mediatizzazione della comunicazione politica nel mondo. (Chi non ricorda il consenso globale che ebbe Barack Obama , in occasione delle elezioni presidenziali americane del 2008 ?) Ma le prime forme di '' politica mediatizzata '' apparvero agli inizi degli anni 60, in occasione delle elezioni presidenziali americane. Allora i candidati alla Casa Bianca erano il democratico John F. Kennedy e il repubblicano Robert Nixon. Nel corso dei vari dibattiti televisivi , il candidato John Kennedy appariva calmo e sicuro di se. Rispondeva in maniera chiara alle domande, con voce chiara e ferma. Viceversa Richard Nixon,che appariva nervoso e sudava copiosamente. Per i telespettatori americani era chiaro chi doveva diventare il presidente della Nazione più potente del Mondo : John F. Kennedy. Non fu il programma politico del candidato democratico a convincere gli elettori americani a votarlo,bensì il suo modo di apparire in televisione.



Nel corso degli anni il televisore conquistò sempre più un ruolo centrale nella comunicazione politica,al punto da spingere il politologo italiano Giovanni Sartori a coniare il termine ''Videocrazia '' nel suo libro '' Homo Videns ''. Ma per comprendere meglio il livello di '' mediatizzazione '' raggiunto dalla comunicazione politica vorrei focalizzare l'attenzione su un caso poco noto ai lettori occidentali : Le recenti elezioni presidenziali in Tunisia e i meccanismi '' mediatici'' che hanno condotto El Beji Caid Sebsi , anziano ex ministro di Habib Bourguiba, padre della nazione tunisina,alla presidenza della Repubblica tunisina. Lo scorso Dicembre, il popolo tunisino fu chiamato alle urne per decidere chi doveva prendere le redini della Repubblica. I candidati alla presidenza furono il novantenne El Beji Caid Sebsi, ex ministro del defunto leader Habib Bourguiba ed ex capo del Parlamento di Ben Ali sino al 1994, e Moncef Marzouki,noto attivista dei diritti umani e primo presidente della Repubblica del periodo post primavera araba. Tutta la campagna elettorale dell'anziano El Beji Caid fu incentrata sulla sua straordinaria somiglianza con Habib Bourguiba. Le emittenti nazionali mandavano quotidianamente in onda la storia del suo passato impegno politico al fianco dell'amato leader defunto. Di come, nel 1986, riuscì a strappare all'ONU , in qualità di ministro degli esteri di Bourguiba,una risoluzione che condannasse il bombardamento delle forze aeree d'Israele contro le sedi dell'OLP a Tunisi. Inoltre, durante i vari comizi elettorali, mandati in onda nelle varie emittenti nazionali, appariva sempre più identico,sia nel look che nel linguaggio, al defunto beniamino delle masse tunisine. Ben diverso fu la campagna elettorale del candidato Marzouki,che preferì un contatto più reale e meno mediatico con il popolo. Ovviamente in una '' Videocrazia '' tale approccio non funzionò e il popolo scelse come presidente della Repubblica il sosia di un leader defunto : El Beji Caid Sebsi.

( A sinistra : Il candidato Sebsi durante la sua campagna elettorale. A destra : Habib Bourguiba )




Dai casi citati possiamo ben capire che spettacolarizzare la comunicazione politica non è una
buona soluzione per il corretto funzionamento di una democrazia. Un processo democratico
fortemente influenzato dal potere dei media non può che causare derive autocratiche. E basta
rileggere la storia per capirlo....


La mediatizzazione della comunicazione politica

La mediatizzazione della comunicazione politica




'' Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione '' 
Karl Popper  




La mediatizzazione della comunicazione politica 
(Di Rabih Bouallegue )



Quella che sociologi e politologi chiamano '' la mediatizzazione della comunicazione politica'',
è un fenomeno che vede la radicale trasformazione della comunicazione politica , come anche
lo spazio dove tale comunicazione avviene,per mano del potere dei Mass media. Ma cosa
intendiamo per comunicazione politica ? Secondo Gianpietro Mazzoleni, docente di
Comunicazione politica e Sociologia della comunicazione all'università degli studi di Milano, la
''comunicazione politica '' è l'interazione tra i tre principali attori politici : il sistema politico,il
sistema dei Media e gli elettori. In seguito all'avvento della televisione nel campo della
comunicazioni di massa, la politica cominciò gradualmente ad essere organizzata e presentata
secondo la logica dei media ( Media logic ). Termine coniato dai sociologi statunitensi Altheid e
Snow per descrivere il potere dei media nel manipolare la realtà,e quindi la comunicazione
politica,oramai completamente sottomessa alla '' Media logic ''. Di conseguenza tale
asservimento della comunicazione politica alla logica dei media non poteva che portare alla
nascita di una politica completamente mediatizzata ( Media politics), e questo attraverso dei
meccanismi rintracciabili in effetti,quali quelli '' mediatici '' e '' politici ''.


Per effetti mediatici s'intendono gli aspetti mediali della comunicazione, quali :



La costruzione dell'agenda politica : I media decidono i temi che affronteranno i decisori politici

(nella foto : Dibattito televisivo tra i due candidati alla presidenza degli Stati Uniti, Barack Obama e Mitt Romney, in occasione delle elezioni presidenziali americane del 2012)


· La spettacolarizzazione : I media impongono le regole del mercato alla comunicazione politica (Maurizio Gasparri,attuale vicepresidente del Senato della Repubblica italiana,ospite speciale di una puntata del programma televisivo '' Torte in Faccia '' )

· Sensazionalismo :
(''aboliremo l'ICI . Restituiremo l'IMU. Creeremo un milione di posti di lavoro, ecc..)


Per effetti politici s'intendono invece :

· Personalizzazione

L'attore politico deve adattare il proprio look e il proprio linguaggio
alle regole della popolarità televisiva.

( Il caso di Arnold Schwarzenneger governatore della California non è che la punta dell'Iceberg)


· '' Leaderizzazione '' :
I Media danno massima visibilità ai leader politici

(Matteo Renzi ospite speciale del programma '' Amici '' di Maria de Filippi)


Sono tanti i casi di mediatizzazione della comunicazione politica nel mondo. (Chi non ricorda il consenso globale che ebbe Barack Obama , in occasione delle elezioni presidenziali americane del 2008 ?) Ma le prime forme di '' politica mediatizzata '' apparvero agli inizi degli anni 60, in occasione delle elezioni presidenziali americane. Allora i candidati alla Casa Bianca erano il democratico John F. Kennedy e il repubblicano Robert Nixon. Nel corso dei vari dibattiti televisivi , il candidato John Kennedy appariva calmo e sicuro di se. Rispondeva in maniera chiara alle domande, con voce chiara e ferma. Viceversa Richard Nixon,che appariva nervoso e sudava copiosamente. Per i telespettatori americani era chiaro chi doveva diventare il presidente della Nazione più potente del Mondo : John F. Kennedy. Non fu il programma politico del candidato democratico a convincere gli elettori americani a votarlo,bensì il suo modo di apparire in televisione.



Nel corso degli anni il televisore conquistò sempre più un ruolo centrale nella comunicazione politica,al punto da spingere il politologo italiano Giovanni Sartori a coniare il termine ''Videocrazia '' nel suo libro '' Homo Videns ''. Ma per comprendere meglio il livello di '' mediatizzazione '' raggiunto dalla comunicazione politica vorrei focalizzare l'attenzione su un caso poco noto ai lettori occidentali : Le recenti elezioni presidenziali in Tunisia e i meccanismi '' mediatici'' che hanno condotto El Beji Caid Sebsi , anziano ex ministro di Habib Bourguiba, padre della nazione tunisina,alla presidenza della Repubblica tunisina. Lo scorso Dicembre, il popolo tunisino fu chiamato alle urne per decidere chi doveva prendere le redini della Repubblica. I candidati alla presidenza furono il novantenne El Beji Caid Sebsi, ex ministro del defunto leader Habib Bourguiba ed ex capo del Parlamento di Ben Ali sino al 1994, e Moncef Marzouki,noto attivista dei diritti umani e primo presidente della Repubblica del periodo post primavera araba. Tutta la campagna elettorale dell'anziano El Beji Caid fu incentrata sulla sua straordinaria somiglianza con Habib Bourguiba. Le emittenti nazionali mandavano quotidianamente in onda la storia del suo passato impegno politico al fianco dell'amato leader defunto. Di come, nel 1986, riuscì a strappare all'ONU , in qualità di ministro degli esteri di Bourguiba,una risoluzione che condannasse il bombardamento delle forze aeree d'Israele contro le sedi dell'OLP a Tunisi. Inoltre, durante i vari comizi elettorali, mandati in onda nelle varie emittenti nazionali, appariva sempre più identico,sia nel look che nel linguaggio, al defunto beniamino delle masse tunisine. Ben diverso fu la campagna elettorale del candidato Marzouki,che preferì un contatto più reale e meno mediatico con il popolo. Ovviamente in una '' Videocrazia '' tale approccio non funzionò e il popolo scelse come presidente della Repubblica il sosia di un leader defunto : El Beji Caid Sebsi.

( A sinistra : Il candidato Sebsi durante la sua campagna elettorale. A destra : Habib Bourguiba )




Dai casi citati possiamo ben capire che spettacolarizzare la comunicazione politica non è una
buona soluzione per il corretto funzionamento di una democrazia. Un processo democratico
fortemente influenzato dal potere dei media non può che causare derive autocratiche. E basta
rileggere la storia per capirlo....


La mediatizzazione della comunicazione politica

La mediatizzazione della comunicazione politica




'' Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione '' 
Karl Popper  




La mediatizzazione della comunicazione politica 
(Di Rabih Bouallegue )



Quella che sociologi e politologi chiamano '' la mediatizzazione della comunicazione politica'',
è un fenomeno che vede la radicale trasformazione della comunicazione politica , come anche
lo spazio dove tale comunicazione avviene,per mano del potere dei Mass media. Ma cosa
intendiamo per comunicazione politica ? Secondo Gianpietro Mazzoleni, docente di
Comunicazione politica e Sociologia della comunicazione all'università degli studi di Milano, la
''comunicazione politica '' è l'interazione tra i tre principali attori politici : il sistema politico,il
sistema dei Media e gli elettori. In seguito all'avvento della televisione nel campo della
comunicazioni di massa, la politica cominciò gradualmente ad essere organizzata e presentata
secondo la logica dei media ( Media logic ). Termine coniato dai sociologi statunitensi Altheid e
Snow per descrivere il potere dei media nel manipolare la realtà,e quindi la comunicazione
politica,oramai completamente sottomessa alla '' Media logic ''. Di conseguenza tale
asservimento della comunicazione politica alla logica dei media non poteva che portare alla
nascita di una politica completamente mediatizzata ( Media politics), e questo attraverso dei
meccanismi rintracciabili in effetti,quali quelli '' mediatici '' e '' politici ''.


Per effetti mediatici s'intendono gli aspetti mediali della comunicazione, quali :



La costruzione dell'agenda politica : I media decidono i temi che affronteranno i decisori politici

(nella foto : Dibattito televisivo tra i due candidati alla presidenza degli Stati Uniti, Barack Obama e Mitt Romney, in occasione delle elezioni presidenziali americane del 2012)


· La spettacolarizzazione : I media impongono le regole del mercato alla comunicazione politica (Maurizio Gasparri,attuale vicepresidente del Senato della Repubblica italiana,ospite speciale di una puntata del programma televisivo '' Torte in Faccia '' )

· Sensazionalismo :
(''aboliremo l'ICI . Restituiremo l'IMU. Creeremo un milione di posti di lavoro, ecc..)


Per effetti politici s'intendono invece :

· Personalizzazione

L'attore politico deve adattare il proprio look e il proprio linguaggio
alle regole della popolarità televisiva.

( Il caso di Arnold Schwarzenneger governatore della California non è che la punta dell'Iceberg)


· '' Leaderizzazione '' :
I Media danno massima visibilità ai leader politici

(Matteo Renzi ospite speciale del programma '' Amici '' di Maria de Filippi)


Sono tanti i casi di mediatizzazione della comunicazione politica nel mondo. (Chi non ricorda il consenso globale che ebbe Barack Obama , in occasione delle elezioni presidenziali americane del 2008 ?) Ma le prime forme di '' politica mediatizzata '' apparvero agli inizi degli anni 60, in occasione delle elezioni presidenziali americane. Allora i candidati alla Casa Bianca erano il democratico John F. Kennedy e il repubblicano Robert Nixon. Nel corso dei vari dibattiti televisivi , il candidato John Kennedy appariva calmo e sicuro di se. Rispondeva in maniera chiara alle domande, con voce chiara e ferma. Viceversa Richard Nixon,che appariva nervoso e sudava copiosamente. Per i telespettatori americani era chiaro chi doveva diventare il presidente della Nazione più potente del Mondo : John F. Kennedy. Non fu il programma politico del candidato democratico a convincere gli elettori americani a votarlo,bensì il suo modo di apparire in televisione.



Nel corso degli anni il televisore conquistò sempre più un ruolo centrale nella comunicazione politica,al punto da spingere il politologo italiano Giovanni Sartori a coniare il termine ''Videocrazia '' nel suo libro '' Homo Videns ''. Ma per comprendere meglio il livello di '' mediatizzazione '' raggiunto dalla comunicazione politica vorrei focalizzare l'attenzione su un caso poco noto ai lettori occidentali : Le recenti elezioni presidenziali in Tunisia e i meccanismi '' mediatici'' che hanno condotto El Beji Caid Sebsi , anziano ex ministro di Habib Bourguiba, padre della nazione tunisina,alla presidenza della Repubblica tunisina. Lo scorso Dicembre, il popolo tunisino fu chiamato alle urne per decidere chi doveva prendere le redini della Repubblica. I candidati alla presidenza furono il novantenne El Beji Caid Sebsi, ex ministro del defunto leader Habib Bourguiba ed ex capo del Parlamento di Ben Ali sino al 1994, e Moncef Marzouki,noto attivista dei diritti umani e primo presidente della Repubblica del periodo post primavera araba. Tutta la campagna elettorale dell'anziano El Beji Caid fu incentrata sulla sua straordinaria somiglianza con Habib Bourguiba. Le emittenti nazionali mandavano quotidianamente in onda la storia del suo passato impegno politico al fianco dell'amato leader defunto. Di come, nel 1986, riuscì a strappare all'ONU , in qualità di ministro degli esteri di Bourguiba,una risoluzione che condannasse il bombardamento delle forze aeree d'Israele contro le sedi dell'OLP a Tunisi. Inoltre, durante i vari comizi elettorali, mandati in onda nelle varie emittenti nazionali, appariva sempre più identico,sia nel look che nel linguaggio, al defunto beniamino delle masse tunisine. Ben diverso fu la campagna elettorale del candidato Marzouki,che preferì un contatto più reale e meno mediatico con il popolo. Ovviamente in una '' Videocrazia '' tale approccio non funzionò e il popolo scelse come presidente della Repubblica il sosia di un leader defunto : El Beji Caid Sebsi.

( A sinistra : Il candidato Sebsi durante la sua campagna elettorale. A destra : Habib Bourguiba )




Dai casi citati possiamo ben capire che spettacolarizzare la comunicazione politica non è una
buona soluzione per il corretto funzionamento di una democrazia. Un processo democratico
fortemente influenzato dal potere dei media non può che causare derive autocratiche. E basta
rileggere la storia per capirlo....


La mediatizzazione della comunicazione politica

La mediatizzazione della comunicazione politica




'' Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione '' 
Karl Popper  




La mediatizzazione della comunicazione politica 
(Di Rabih Bouallegue )



Quella che sociologi e politologi chiamano '' la mediatizzazione della comunicazione politica'',
è un fenomeno che vede la radicale trasformazione della comunicazione politica , come anche
lo spazio dove tale comunicazione avviene,per mano del potere dei Mass media. Ma cosa
intendiamo per comunicazione politica ? Secondo Gianpietro Mazzoleni, docente di
Comunicazione politica e Sociologia della comunicazione all'università degli studi di Milano, la
''comunicazione politica '' è l'interazione tra i tre principali attori politici : il sistema politico,il
sistema dei Media e gli elettori. In seguito all'avvento della televisione nel campo della
comunicazioni di massa, la politica cominciò gradualmente ad essere organizzata e presentata
secondo la logica dei media ( Media logic ). Termine coniato dai sociologi statunitensi Altheid e
Snow per descrivere il potere dei media nel manipolare la realtà,e quindi la comunicazione
politica,oramai completamente sottomessa alla '' Media logic ''. Di conseguenza tale
asservimento della comunicazione politica alla logica dei media non poteva che portare alla
nascita di una politica completamente mediatizzata ( Media politics), e questo attraverso dei
meccanismi rintracciabili in effetti,quali quelli '' mediatici '' e '' politici ''.


Per effetti mediatici s'intendono gli aspetti mediali della comunicazione, quali :



La costruzione dell'agenda politica : I media decidono i temi che affronteranno i decisori politici

(nella foto : Dibattito televisivo tra i due candidati alla presidenza degli Stati Uniti, Barack Obama e Mitt Romney, in occasione delle elezioni presidenziali americane del 2012)


· La spettacolarizzazione : I media impongono le regole del mercato alla comunicazione politica (Maurizio Gasparri,attuale vicepresidente del Senato della Repubblica italiana,ospite speciale di una puntata del programma televisivo '' Torte in Faccia '' )

· Sensazionalismo :
(''aboliremo l'ICI . Restituiremo l'IMU. Creeremo un milione di posti di lavoro, ecc..)


Per effetti politici s'intendono invece :

· Personalizzazione

L'attore politico deve adattare il proprio look e il proprio linguaggio
alle regole della popolarità televisiva.

( Il caso di Arnold Schwarzenneger governatore della California non è che la punta dell'Iceberg)


· '' Leaderizzazione '' :
I Media danno massima visibilità ai leader politici

(Matteo Renzi ospite speciale del programma '' Amici '' di Maria de Filippi)


Sono tanti i casi di mediatizzazione della comunicazione politica nel mondo. (Chi non ricorda il consenso globale che ebbe Barack Obama , in occasione delle elezioni presidenziali americane del 2008 ?) Ma le prime forme di '' politica mediatizzata '' apparvero agli inizi degli anni 60, in occasione delle elezioni presidenziali americane. Allora i candidati alla Casa Bianca erano il democratico John F. Kennedy e il repubblicano Robert Nixon. Nel corso dei vari dibattiti televisivi , il candidato John Kennedy appariva calmo e sicuro di se. Rispondeva in maniera chiara alle domande, con voce chiara e ferma. Viceversa Richard Nixon,che appariva nervoso e sudava copiosamente. Per i telespettatori americani era chiaro chi doveva diventare il presidente della Nazione più potente del Mondo : John F. Kennedy. Non fu il programma politico del candidato democratico a convincere gli elettori americani a votarlo,bensì il suo modo di apparire in televisione.



Nel corso degli anni il televisore conquistò sempre più un ruolo centrale nella comunicazione politica,al punto da spingere il politologo italiano Giovanni Sartori a coniare il termine ''Videocrazia '' nel suo libro '' Homo Videns ''. Ma per comprendere meglio il livello di '' mediatizzazione '' raggiunto dalla comunicazione politica vorrei focalizzare l'attenzione su un caso poco noto ai lettori occidentali : Le recenti elezioni presidenziali in Tunisia e i meccanismi '' mediatici'' che hanno condotto El Beji Caid Sebsi , anziano ex ministro di Habib Bourguiba, padre della nazione tunisina,alla presidenza della Repubblica tunisina. Lo scorso Dicembre, il popolo tunisino fu chiamato alle urne per decidere chi doveva prendere le redini della Repubblica. I candidati alla presidenza furono il novantenne El Beji Caid Sebsi, ex ministro del defunto leader Habib Bourguiba ed ex capo del Parlamento di Ben Ali sino al 1994, e Moncef Marzouki,noto attivista dei diritti umani e primo presidente della Repubblica del periodo post primavera araba. Tutta la campagna elettorale dell'anziano El Beji Caid fu incentrata sulla sua straordinaria somiglianza con Habib Bourguiba. Le emittenti nazionali mandavano quotidianamente in onda la storia del suo passato impegno politico al fianco dell'amato leader defunto. Di come, nel 1986, riuscì a strappare all'ONU , in qualità di ministro degli esteri di Bourguiba,una risoluzione che condannasse il bombardamento delle forze aeree d'Israele contro le sedi dell'OLP a Tunisi. Inoltre, durante i vari comizi elettorali, mandati in onda nelle varie emittenti nazionali, appariva sempre più identico,sia nel look che nel linguaggio, al defunto beniamino delle masse tunisine. Ben diverso fu la campagna elettorale del candidato Marzouki,che preferì un contatto più reale e meno mediatico con il popolo. Ovviamente in una '' Videocrazia '' tale approccio non funzionò e il popolo scelse come presidente della Repubblica il sosia di un leader defunto : El Beji Caid Sebsi.

( A sinistra : Il candidato Sebsi durante la sua campagna elettorale. A destra : Habib Bourguiba )




Dai casi citati possiamo ben capire che spettacolarizzare la comunicazione politica non è una
buona soluzione per il corretto funzionamento di una democrazia. Un processo democratico
fortemente influenzato dal potere dei media non può che causare derive autocratiche. E basta
rileggere la storia per capirlo....


La mediatizzazione della comunicazione politica

La mediatizzazione della comunicazione politica




'' Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione '' 
Karl Popper  




La mediatizzazione della comunicazione politica 
(Di Rabih Bouallegue )



Quella che sociologi e politologi chiamano '' la mediatizzazione della comunicazione politica'',
è un fenomeno che vede la radicale trasformazione della comunicazione politica , come anche
lo spazio dove tale comunicazione avviene,per mano del potere dei Mass media. Ma cosa
intendiamo per comunicazione politica ? Secondo Gianpietro Mazzoleni, docente di
Comunicazione politica e Sociologia della comunicazione all'università degli studi di Milano, la
''comunicazione politica '' è l'interazione tra i tre principali attori politici : il sistema politico,il
sistema dei Media e gli elettori. In seguito all'avvento della televisione nel campo della
comunicazioni di massa, la politica cominciò gradualmente ad essere organizzata e presentata
secondo la logica dei media ( Media logic ). Termine coniato dai sociologi statunitensi Altheid e
Snow per descrivere il potere dei media nel manipolare la realtà,e quindi la comunicazione
politica,oramai completamente sottomessa alla '' Media logic ''. Di conseguenza tale
asservimento della comunicazione politica alla logica dei media non poteva che portare alla
nascita di una politica completamente mediatizzata ( Media politics), e questo attraverso dei
meccanismi rintracciabili in effetti,quali quelli '' mediatici '' e '' politici ''.


Per effetti mediatici s'intendono gli aspetti mediali della comunicazione, quali :



La costruzione dell'agenda politica : I media decidono i temi che affronteranno i decisori politici

(nella foto : Dibattito televisivo tra i due candidati alla presidenza degli Stati Uniti, Barack Obama e Mitt Romney, in occasione delle elezioni presidenziali americane del 2012)


· La spettacolarizzazione : I media impongono le regole del mercato alla comunicazione politica (Maurizio Gasparri,attuale vicepresidente del Senato della Repubblica italiana,ospite speciale di una puntata del programma televisivo '' Torte in Faccia '' )

· Sensazionalismo :
(''aboliremo l'ICI . Restituiremo l'IMU. Creeremo un milione di posti di lavoro, ecc..)


Per effetti politici s'intendono invece :

· Personalizzazione

L'attore politico deve adattare il proprio look e il proprio linguaggio
alle regole della popolarità televisiva.

( Il caso di Arnold Schwarzenneger governatore della California non è che la punta dell'Iceberg)


· '' Leaderizzazione '' :
I Media danno massima visibilità ai leader politici

(Matteo Renzi ospite speciale del programma '' Amici '' di Maria de Filippi)


Sono tanti i casi di mediatizzazione della comunicazione politica nel mondo. (Chi non ricorda il consenso globale che ebbe Barack Obama , in occasione delle elezioni presidenziali americane del 2008 ?) Ma le prime forme di '' politica mediatizzata '' apparvero agli inizi degli anni 60, in occasione delle elezioni presidenziali americane. Allora i candidati alla Casa Bianca erano il democratico John F. Kennedy e il repubblicano Robert Nixon. Nel corso dei vari dibattiti televisivi , il candidato John Kennedy appariva calmo e sicuro di se. Rispondeva in maniera chiara alle domande, con voce chiara e ferma. Viceversa Richard Nixon,che appariva nervoso e sudava copiosamente. Per i telespettatori americani era chiaro chi doveva diventare il presidente della Nazione più potente del Mondo : John F. Kennedy. Non fu il programma politico del candidato democratico a convincere gli elettori americani a votarlo,bensì il suo modo di apparire in televisione.



Nel corso degli anni il televisore conquistò sempre più un ruolo centrale nella comunicazione politica,al punto da spingere il politologo italiano Giovanni Sartori a coniare il termine ''Videocrazia '' nel suo libro '' Homo Videns ''. Ma per comprendere meglio il livello di '' mediatizzazione '' raggiunto dalla comunicazione politica vorrei focalizzare l'attenzione su un caso poco noto ai lettori occidentali : Le recenti elezioni presidenziali in Tunisia e i meccanismi '' mediatici'' che hanno condotto El Beji Caid Sebsi , anziano ex ministro di Habib Bourguiba, padre della nazione tunisina,alla presidenza della Repubblica tunisina. Lo scorso Dicembre, il popolo tunisino fu chiamato alle urne per decidere chi doveva prendere le redini della Repubblica. I candidati alla presidenza furono il novantenne El Beji Caid Sebsi, ex ministro del defunto leader Habib Bourguiba ed ex capo del Parlamento di Ben Ali sino al 1994, e Moncef Marzouki,noto attivista dei diritti umani e primo presidente della Repubblica del periodo post primavera araba. Tutta la campagna elettorale dell'anziano El Beji Caid fu incentrata sulla sua straordinaria somiglianza con Habib Bourguiba. Le emittenti nazionali mandavano quotidianamente in onda la storia del suo passato impegno politico al fianco dell'amato leader defunto. Di come, nel 1986, riuscì a strappare all'ONU , in qualità di ministro degli esteri di Bourguiba,una risoluzione che condannasse il bombardamento delle forze aeree d'Israele contro le sedi dell'OLP a Tunisi. Inoltre, durante i vari comizi elettorali, mandati in onda nelle varie emittenti nazionali, appariva sempre più identico,sia nel look che nel linguaggio, al defunto beniamino delle masse tunisine. Ben diverso fu la campagna elettorale del candidato Marzouki,che preferì un contatto più reale e meno mediatico con il popolo. Ovviamente in una '' Videocrazia '' tale approccio non funzionò e il popolo scelse come presidente della Repubblica il sosia di un leader defunto : El Beji Caid Sebsi.

( A sinistra : Il candidato Sebsi durante la sua campagna elettorale. A destra : Habib Bourguiba )




Dai casi citati possiamo ben capire che spettacolarizzare la comunicazione politica non è una
buona soluzione per il corretto funzionamento di una democrazia. Un processo democratico
fortemente influenzato dal potere dei media non può che causare derive autocratiche. E basta
rileggere la storia per capirlo....


La mediatizzazione della comunicazione politica

La mediatizzazione della comunicazione politica




'' Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione '' 
Karl Popper  




La mediatizzazione della comunicazione politica 
(Di Rabih Bouallegue )



Quella che sociologi e politologi chiamano '' la mediatizzazione della comunicazione politica'',
è un fenomeno che vede la radicale trasformazione della comunicazione politica , come anche
lo spazio dove tale comunicazione avviene,per mano del potere dei Mass media. Ma cosa
intendiamo per comunicazione politica ? Secondo Gianpietro Mazzoleni, docente di
Comunicazione politica e Sociologia della comunicazione all'università degli studi di Milano, la
''comunicazione politica '' è l'interazione tra i tre principali attori politici : il sistema politico,il
sistema dei Media e gli elettori. In seguito all'avvento della televisione nel campo della
comunicazioni di massa, la politica cominciò gradualmente ad essere organizzata e presentata
secondo la logica dei media ( Media logic ). Termine coniato dai sociologi statunitensi Altheid e
Snow per descrivere il potere dei media nel manipolare la realtà,e quindi la comunicazione
politica,oramai completamente sottomessa alla '' Media logic ''. Di conseguenza tale
asservimento della comunicazione politica alla logica dei media non poteva che portare alla
nascita di una politica completamente mediatizzata ( Media politics), e questo attraverso dei
meccanismi rintracciabili in effetti,quali quelli '' mediatici '' e '' politici ''.


Per effetti mediatici s'intendono gli aspetti mediali della comunicazione, quali :



La costruzione dell'agenda politica : I media decidono i temi che affronteranno i decisori politici

(nella foto : Dibattito televisivo tra i due candidati alla presidenza degli Stati Uniti, Barack Obama e Mitt Romney, in occasione delle elezioni presidenziali americane del 2012)


· La spettacolarizzazione : I media impongono le regole del mercato alla comunicazione politica (Maurizio Gasparri,attuale vicepresidente del Senato della Repubblica italiana,ospite speciale di una puntata del programma televisivo '' Torte in Faccia '' )

· Sensazionalismo :
(''aboliremo l'ICI . Restituiremo l'IMU. Creeremo un milione di posti di lavoro, ecc..)


Per effetti politici s'intendono invece :

· Personalizzazione

L'attore politico deve adattare il proprio look e il proprio linguaggio
alle regole della popolarità televisiva.

( Il caso di Arnold Schwarzenneger governatore della California non è che la punta dell'Iceberg)


· '' Leaderizzazione '' :
I Media danno massima visibilità ai leader politici

(Matteo Renzi ospite speciale del programma '' Amici '' di Maria de Filippi)


Sono tanti i casi di mediatizzazione della comunicazione politica nel mondo. (Chi non ricorda il consenso globale che ebbe Barack Obama , in occasione delle elezioni presidenziali americane del 2008 ?) Ma le prime forme di '' politica mediatizzata '' apparvero agli inizi degli anni 60, in occasione delle elezioni presidenziali americane. Allora i candidati alla Casa Bianca erano il democratico John F. Kennedy e il repubblicano Robert Nixon. Nel corso dei vari dibattiti televisivi , il candidato John Kennedy appariva calmo e sicuro di se. Rispondeva in maniera chiara alle domande, con voce chiara e ferma. Viceversa Richard Nixon,che appariva nervoso e sudava copiosamente. Per i telespettatori americani era chiaro chi doveva diventare il presidente della Nazione più potente del Mondo : John F. Kennedy. Non fu il programma politico del candidato democratico a convincere gli elettori americani a votarlo,bensì il suo modo di apparire in televisione.



Nel corso degli anni il televisore conquistò sempre più un ruolo centrale nella comunicazione politica,al punto da spingere il politologo italiano Giovanni Sartori a coniare il termine ''Videocrazia '' nel suo libro '' Homo Videns ''. Ma per comprendere meglio il livello di '' mediatizzazione '' raggiunto dalla comunicazione politica vorrei focalizzare l'attenzione su un caso poco noto ai lettori occidentali : Le recenti elezioni presidenziali in Tunisia e i meccanismi '' mediatici'' che hanno condotto El Beji Caid Sebsi , anziano ex ministro di Habib Bourguiba, padre della nazione tunisina,alla presidenza della Repubblica tunisina. Lo scorso Dicembre, il popolo tunisino fu chiamato alle urne per decidere chi doveva prendere le redini della Repubblica. I candidati alla presidenza furono il novantenne El Beji Caid Sebsi, ex ministro del defunto leader Habib Bourguiba ed ex capo del Parlamento di Ben Ali sino al 1994, e Moncef Marzouki,noto attivista dei diritti umani e primo presidente della Repubblica del periodo post primavera araba. Tutta la campagna elettorale dell'anziano El Beji Caid fu incentrata sulla sua straordinaria somiglianza con Habib Bourguiba. Le emittenti nazionali mandavano quotidianamente in onda la storia del suo passato impegno politico al fianco dell'amato leader defunto. Di come, nel 1986, riuscì a strappare all'ONU , in qualità di ministro degli esteri di Bourguiba,una risoluzione che condannasse il bombardamento delle forze aeree d'Israele contro le sedi dell'OLP a Tunisi. Inoltre, durante i vari comizi elettorali, mandati in onda nelle varie emittenti nazionali, appariva sempre più identico,sia nel look che nel linguaggio, al defunto beniamino delle masse tunisine. Ben diverso fu la campagna elettorale del candidato Marzouki,che preferì un contatto più reale e meno mediatico con il popolo. Ovviamente in una '' Videocrazia '' tale approccio non funzionò e il popolo scelse come presidente della Repubblica il sosia di un leader defunto : El Beji Caid Sebsi.

( A sinistra : Il candidato Sebsi durante la sua campagna elettorale. A destra : Habib Bourguiba )




Dai casi citati possiamo ben capire che spettacolarizzare la comunicazione politica non è una
buona soluzione per il corretto funzionamento di una democrazia. Un processo democratico
fortemente influenzato dal potere dei media non può che causare derive autocratiche. E basta
rileggere la storia per capirlo....


La mediatizzazione della comunicazione politica

La mediatizzazione della comunicazione politica




'' Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione '' 
Karl Popper  




La mediatizzazione della comunicazione politica 
(Di Rabih Bouallegue )



Quella che sociologi e politologi chiamano '' la mediatizzazione della comunicazione politica'',
è un fenomeno che vede la radicale trasformazione della comunicazione politica , come anche
lo spazio dove tale comunicazione avviene,per mano del potere dei Mass media. Ma cosa
intendiamo per comunicazione politica ? Secondo Gianpietro Mazzoleni, docente di
Comunicazione politica e Sociologia della comunicazione all'università degli studi di Milano, la
''comunicazione politica '' è l'interazione tra i tre principali attori politici : il sistema politico,il
sistema dei Media e gli elettori. In seguito all'avvento della televisione nel campo della
comunicazioni di massa, la politica cominciò gradualmente ad essere organizzata e presentata
secondo la logica dei media ( Media logic ). Termine coniato dai sociologi statunitensi Altheid e
Snow per descrivere il potere dei media nel manipolare la realtà,e quindi la comunicazione
politica,oramai completamente sottomessa alla '' Media logic ''. Di conseguenza tale
asservimento della comunicazione politica alla logica dei media non poteva che portare alla
nascita di una politica completamente mediatizzata ( Media politics), e questo attraverso dei
meccanismi rintracciabili in effetti,quali quelli '' mediatici '' e '' politici ''.


Per effetti mediatici s'intendono gli aspetti mediali della comunicazione, quali :



La costruzione dell'agenda politica : I media decidono i temi che affronteranno i decisori politici

(nella foto : Dibattito televisivo tra i due candidati alla presidenza degli Stati Uniti, Barack Obama e Mitt Romney, in occasione delle elezioni presidenziali americane del 2012)


· La spettacolarizzazione : I media impongono le regole del mercato alla comunicazione politica (Maurizio Gasparri,attuale vicepresidente del Senato della Repubblica italiana,ospite speciale di una puntata del programma televisivo '' Torte in Faccia '' )

· Sensazionalismo :
(''aboliremo l'ICI . Restituiremo l'IMU. Creeremo un milione di posti di lavoro, ecc..)


Per effetti politici s'intendono invece :

· Personalizzazione

L'attore politico deve adattare il proprio look e il proprio linguaggio
alle regole della popolarità televisiva.

( Il caso di Arnold Schwarzenneger governatore della California non è che la punta dell'Iceberg)


· '' Leaderizzazione '' :
I Media danno massima visibilità ai leader politici

(Matteo Renzi ospite speciale del programma '' Amici '' di Maria de Filippi)


Sono tanti i casi di mediatizzazione della comunicazione politica nel mondo. (Chi non ricorda il consenso globale che ebbe Barack Obama , in occasione delle elezioni presidenziali americane del 2008 ?) Ma le prime forme di '' politica mediatizzata '' apparvero agli inizi degli anni 60, in occasione delle elezioni presidenziali americane. Allora i candidati alla Casa Bianca erano il democratico John F. Kennedy e il repubblicano Robert Nixon. Nel corso dei vari dibattiti televisivi , il candidato John Kennedy appariva calmo e sicuro di se. Rispondeva in maniera chiara alle domande, con voce chiara e ferma. Viceversa Richard Nixon,che appariva nervoso e sudava copiosamente. Per i telespettatori americani era chiaro chi doveva diventare il presidente della Nazione più potente del Mondo : John F. Kennedy. Non fu il programma politico del candidato democratico a convincere gli elettori americani a votarlo,bensì il suo modo di apparire in televisione.



Nel corso degli anni il televisore conquistò sempre più un ruolo centrale nella comunicazione politica,al punto da spingere il politologo italiano Giovanni Sartori a coniare il termine ''Videocrazia '' nel suo libro '' Homo Videns ''. Ma per comprendere meglio il livello di '' mediatizzazione '' raggiunto dalla comunicazione politica vorrei focalizzare l'attenzione su un caso poco noto ai lettori occidentali : Le recenti elezioni presidenziali in Tunisia e i meccanismi '' mediatici'' che hanno condotto El Beji Caid Sebsi , anziano ex ministro di Habib Bourguiba, padre della nazione tunisina,alla presidenza della Repubblica tunisina. Lo scorso Dicembre, il popolo tunisino fu chiamato alle urne per decidere chi doveva prendere le redini della Repubblica. I candidati alla presidenza furono il novantenne El Beji Caid Sebsi, ex ministro del defunto leader Habib Bourguiba ed ex capo del Parlamento di Ben Ali sino al 1994, e Moncef Marzouki,noto attivista dei diritti umani e primo presidente della Repubblica del periodo post primavera araba. Tutta la campagna elettorale dell'anziano El Beji Caid fu incentrata sulla sua straordinaria somiglianza con Habib Bourguiba. Le emittenti nazionali mandavano quotidianamente in onda la storia del suo passato impegno politico al fianco dell'amato leader defunto. Di come, nel 1986, riuscì a strappare all'ONU , in qualità di ministro degli esteri di Bourguiba,una risoluzione che condannasse il bombardamento delle forze aeree d'Israele contro le sedi dell'OLP a Tunisi. Inoltre, durante i vari comizi elettorali, mandati in onda nelle varie emittenti nazionali, appariva sempre più identico,sia nel look che nel linguaggio, al defunto beniamino delle masse tunisine. Ben diverso fu la campagna elettorale del candidato Marzouki,che preferì un contatto più reale e meno mediatico con il popolo. Ovviamente in una '' Videocrazia '' tale approccio non funzionò e il popolo scelse come presidente della Repubblica il sosia di un leader defunto : El Beji Caid Sebsi.

( A sinistra : Il candidato Sebsi durante la sua campagna elettorale. A destra : Habib Bourguiba )




Dai casi citati possiamo ben capire che spettacolarizzare la comunicazione politica non è una
buona soluzione per il corretto funzionamento di una democrazia. Un processo democratico
fortemente influenzato dal potere dei media non può che causare derive autocratiche. E basta
rileggere la storia per capirlo....


La mediatizzazione della comunicazione politica

La mediatizzazione della comunicazione politica




'' Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione '' 
Karl Popper  




La mediatizzazione della comunicazione politica 
(Di Rabih Bouallegue )



Quella che sociologi e politologi chiamano '' la mediatizzazione della comunicazione politica'',
è un fenomeno che vede la radicale trasformazione della comunicazione politica , come anche
lo spazio dove tale comunicazione avviene,per mano del potere dei Mass media. Ma cosa
intendiamo per comunicazione politica ? Secondo Gianpietro Mazzoleni, docente di
Comunicazione politica e Sociologia della comunicazione all'università degli studi di Milano, la
''comunicazione politica '' è l'interazione tra i tre principali attori politici : il sistema politico,il
sistema dei Media e gli elettori. In seguito all'avvento della televisione nel campo della
comunicazioni di massa, la politica cominciò gradualmente ad essere organizzata e presentata
secondo la logica dei media ( Media logic ). Termine coniato dai sociologi statunitensi Altheid e
Snow per descrivere il potere dei media nel manipolare la realtà,e quindi la comunicazione
politica,oramai completamente sottomessa alla '' Media logic ''. Di conseguenza tale
asservimento della comunicazione politica alla logica dei media non poteva che portare alla
nascita di una politica completamente mediatizzata ( Media politics), e questo attraverso dei
meccanismi rintracciabili in effetti,quali quelli '' mediatici '' e '' politici ''.


Per effetti mediatici s'intendono gli aspetti mediali della comunicazione, quali :



La costruzione dell'agenda politica : I media decidono i temi che affronteranno i decisori politici

(nella foto : Dibattito televisivo tra i due candidati alla presidenza degli Stati Uniti, Barack Obama e Mitt Romney, in occasione delle elezioni presidenziali americane del 2012)


· La spettacolarizzazione : I media impongono le regole del mercato alla comunicazione politica (Maurizio Gasparri,attuale vicepresidente del Senato della Repubblica italiana,ospite speciale di una puntata del programma televisivo '' Torte in Faccia '' )

· Sensazionalismo :
(''aboliremo l'ICI . Restituiremo l'IMU. Creeremo un milione di posti di lavoro, ecc..)


Per effetti politici s'intendono invece :

· Personalizzazione

L'attore politico deve adattare il proprio look e il proprio linguaggio
alle regole della popolarità televisiva.

( Il caso di Arnold Schwarzenneger governatore della California non è che la punta dell'Iceberg)


· '' Leaderizzazione '' :
I Media danno massima visibilità ai leader politici

(Matteo Renzi ospite speciale del programma '' Amici '' di Maria de Filippi)


Sono tanti i casi di mediatizzazione della comunicazione politica nel mondo. (Chi non ricorda il consenso globale che ebbe Barack Obama , in occasione delle elezioni presidenziali americane del 2008 ?) Ma le prime forme di '' politica mediatizzata '' apparvero agli inizi degli anni 60, in occasione delle elezioni presidenziali americane. Allora i candidati alla Casa Bianca erano il democratico John F. Kennedy e il repubblicano Robert Nixon. Nel corso dei vari dibattiti televisivi , il candidato John Kennedy appariva calmo e sicuro di se. Rispondeva in maniera chiara alle domande, con voce chiara e ferma. Viceversa Richard Nixon,che appariva nervoso e sudava copiosamente. Per i telespettatori americani era chiaro chi doveva diventare il presidente della Nazione più potente del Mondo : John F. Kennedy. Non fu il programma politico del candidato democratico a convincere gli elettori americani a votarlo,bensì il suo modo di apparire in televisione.



Nel corso degli anni il televisore conquistò sempre più un ruolo centrale nella comunicazione politica,al punto da spingere il politologo italiano Giovanni Sartori a coniare il termine ''Videocrazia '' nel suo libro '' Homo Videns ''. Ma per comprendere meglio il livello di '' mediatizzazione '' raggiunto dalla comunicazione politica vorrei focalizzare l'attenzione su un caso poco noto ai lettori occidentali : Le recenti elezioni presidenziali in Tunisia e i meccanismi '' mediatici'' che hanno condotto El Beji Caid Sebsi , anziano ex ministro di Habib Bourguiba, padre della nazione tunisina,alla presidenza della Repubblica tunisina. Lo scorso Dicembre, il popolo tunisino fu chiamato alle urne per decidere chi doveva prendere le redini della Repubblica. I candidati alla presidenza furono il novantenne El Beji Caid Sebsi, ex ministro del defunto leader Habib Bourguiba ed ex capo del Parlamento di Ben Ali sino al 1994, e Moncef Marzouki,noto attivista dei diritti umani e primo presidente della Repubblica del periodo post primavera araba. Tutta la campagna elettorale dell'anziano El Beji Caid fu incentrata sulla sua straordinaria somiglianza con Habib Bourguiba. Le emittenti nazionali mandavano quotidianamente in onda la storia del suo passato impegno politico al fianco dell'amato leader defunto. Di come, nel 1986, riuscì a strappare all'ONU , in qualità di ministro degli esteri di Bourguiba,una risoluzione che condannasse il bombardamento delle forze aeree d'Israele contro le sedi dell'OLP a Tunisi. Inoltre, durante i vari comizi elettorali, mandati in onda nelle varie emittenti nazionali, appariva sempre più identico,sia nel look che nel linguaggio, al defunto beniamino delle masse tunisine. Ben diverso fu la campagna elettorale del candidato Marzouki,che preferì un contatto più reale e meno mediatico con il popolo. Ovviamente in una '' Videocrazia '' tale approccio non funzionò e il popolo scelse come presidente della Repubblica il sosia di un leader defunto : El Beji Caid Sebsi.

( A sinistra : Il candidato Sebsi durante la sua campagna elettorale. A destra : Habib Bourguiba )




Dai casi citati possiamo ben capire che spettacolarizzare la comunicazione politica non è una
buona soluzione per il corretto funzionamento di una democrazia. Un processo democratico
fortemente influenzato dal potere dei media non può che causare derive autocratiche. E basta
rileggere la storia per capirlo....


La mediatizzazione della comunicazione politica

La mediatizzazione della comunicazione politica




'' Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione '' 
Karl Popper  




La mediatizzazione della comunicazione politica 
(Di Rabih Bouallegue )



Quella che sociologi e politologi chiamano '' la mediatizzazione della comunicazione politica'',
è un fenomeno che vede la radicale trasformazione della comunicazione politica , come anche
lo spazio dove tale comunicazione avviene,per mano del potere dei Mass media. Ma cosa
intendiamo per comunicazione politica ? Secondo Gianpietro Mazzoleni, docente di
Comunicazione politica e Sociologia della comunicazione all'università degli studi di Milano, la
''comunicazione politica '' è l'interazione tra i tre principali attori politici : il sistema politico,il
sistema dei Media e gli elettori. In seguito all'avvento della televisione nel campo della
comunicazioni di massa, la politica cominciò gradualmente ad essere organizzata e presentata
secondo la logica dei media ( Media logic ). Termine coniato dai sociologi statunitensi Altheid e
Snow per descrivere il potere dei media nel manipolare la realtà,e quindi la comunicazione
politica,oramai completamente sottomessa alla '' Media logic ''. Di conseguenza tale
asservimento della comunicazione politica alla logica dei media non poteva che portare alla
nascita di una politica completamente mediatizzata ( Media politics), e questo attraverso dei
meccanismi rintracciabili in effetti,quali quelli '' mediatici '' e '' politici ''.


Per effetti mediatici s'intendono gli aspetti mediali della comunicazione, quali :



La costruzione dell'agenda politica : I media decidono i temi che affronteranno i decisori politici

(nella foto : Dibattito televisivo tra i due candidati alla presidenza degli Stati Uniti, Barack Obama e Mitt Romney, in occasione delle elezioni presidenziali americane del 2012)


· La spettacolarizzazione : I media impongono le regole del mercato alla comunicazione politica (Maurizio Gasparri,attuale vicepresidente del Senato della Repubblica italiana,ospite speciale di una puntata del programma televisivo '' Torte in Faccia '' )

· Sensazionalismo :
(''aboliremo l'ICI . Restituiremo l'IMU. Creeremo un milione di posti di lavoro, ecc..)


Per effetti politici s'intendono invece :

· Personalizzazione

L'attore politico deve adattare il proprio look e il proprio linguaggio
alle regole della popolarità televisiva.

( Il caso di Arnold Schwarzenneger governatore della California non è che la punta dell'Iceberg)


· '' Leaderizzazione '' :
I Media danno massima visibilità ai leader politici

(Matteo Renzi ospite speciale del programma '' Amici '' di Maria de Filippi)


Sono tanti i casi di mediatizzazione della comunicazione politica nel mondo. (Chi non ricorda il consenso globale che ebbe Barack Obama , in occasione delle elezioni presidenziali americane del 2008 ?) Ma le prime forme di '' politica mediatizzata '' apparvero agli inizi degli anni 60, in occasione delle elezioni presidenziali americane. Allora i candidati alla Casa Bianca erano il democratico John F. Kennedy e il repubblicano Robert Nixon. Nel corso dei vari dibattiti televisivi , il candidato John Kennedy appariva calmo e sicuro di se. Rispondeva in maniera chiara alle domande, con voce chiara e ferma. Viceversa Richard Nixon,che appariva nervoso e sudava copiosamente. Per i telespettatori americani era chiaro chi doveva diventare il presidente della Nazione più potente del Mondo : John F. Kennedy. Non fu il programma politico del candidato democratico a convincere gli elettori americani a votarlo,bensì il suo modo di apparire in televisione.



Nel corso degli anni il televisore conquistò sempre più un ruolo centrale nella comunicazione politica,al punto da spingere il politologo italiano Giovanni Sartori a coniare il termine ''Videocrazia '' nel suo libro '' Homo Videns ''. Ma per comprendere meglio il livello di '' mediatizzazione '' raggiunto dalla comunicazione politica vorrei focalizzare l'attenzione su un caso poco noto ai lettori occidentali : Le recenti elezioni presidenziali in Tunisia e i meccanismi '' mediatici'' che hanno condotto El Beji Caid Sebsi , anziano ex ministro di Habib Bourguiba, padre della nazione tunisina,alla presidenza della Repubblica tunisina. Lo scorso Dicembre, il popolo tunisino fu chiamato alle urne per decidere chi doveva prendere le redini della Repubblica. I candidati alla presidenza furono il novantenne El Beji Caid Sebsi, ex ministro del defunto leader Habib Bourguiba ed ex capo del Parlamento di Ben Ali sino al 1994, e Moncef Marzouki,noto attivista dei diritti umani e primo presidente della Repubblica del periodo post primavera araba. Tutta la campagna elettorale dell'anziano El Beji Caid fu incentrata sulla sua straordinaria somiglianza con Habib Bourguiba. Le emittenti nazionali mandavano quotidianamente in onda la storia del suo passato impegno politico al fianco dell'amato leader defunto. Di come, nel 1986, riuscì a strappare all'ONU , in qualità di ministro degli esteri di Bourguiba,una risoluzione che condannasse il bombardamento delle forze aeree d'Israele contro le sedi dell'OLP a Tunisi. Inoltre, durante i vari comizi elettorali, mandati in onda nelle varie emittenti nazionali, appariva sempre più identico,sia nel look che nel linguaggio, al defunto beniamino delle masse tunisine. Ben diverso fu la campagna elettorale del candidato Marzouki,che preferì un contatto più reale e meno mediatico con il popolo. Ovviamente in una '' Videocrazia '' tale approccio non funzionò e il popolo scelse come presidente della Repubblica il sosia di un leader defunto : El Beji Caid Sebsi.

( A sinistra : Il candidato Sebsi durante la sua campagna elettorale. A destra : Habib Bourguiba )




Dai casi citati possiamo ben capire che spettacolarizzare la comunicazione politica non è una
buona soluzione per il corretto funzionamento di una democrazia. Un processo democratico
fortemente influenzato dal potere dei media non può che causare derive autocratiche. E basta
rileggere la storia per capirlo....


La mediatizzazione della comunicazione politica

La mediatizzazione della comunicazione politica




'' Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione '' 
Karl Popper  




La mediatizzazione della comunicazione politica 
(Di Rabih Bouallegue )



Quella che sociologi e politologi chiamano '' la mediatizzazione della comunicazione politica'',
è un fenomeno che vede la radicale trasformazione della comunicazione politica , come anche
lo spazio dove tale comunicazione avviene,per mano del potere dei Mass media. Ma cosa
intendiamo per comunicazione politica ? Secondo Gianpietro Mazzoleni, docente di
Comunicazione politica e Sociologia della comunicazione all'università degli studi di Milano, la
''comunicazione politica '' è l'interazione tra i tre principali attori politici : il sistema politico,il
sistema dei Media e gli elettori. In seguito all'avvento della televisione nel campo della
comunicazioni di massa, la politica cominciò gradualmente ad essere organizzata e presentata
secondo la logica dei media ( Media logic ). Termine coniato dai sociologi statunitensi Altheid e
Snow per descrivere il potere dei media nel manipolare la realtà,e quindi la comunicazione
politica,oramai completamente sottomessa alla '' Media logic ''. Di conseguenza tale
asservimento della comunicazione politica alla logica dei media non poteva che portare alla
nascita di una politica completamente mediatizzata ( Media politics), e questo attraverso dei
meccanismi rintracciabili in effetti,quali quelli '' mediatici '' e '' politici ''.


Per effetti mediatici s'intendono gli aspetti mediali della comunicazione, quali :



La costruzione dell'agenda politica : I media decidono i temi che affronteranno i decisori politici

(nella foto : Dibattito televisivo tra i due candidati alla presidenza degli Stati Uniti, Barack Obama e Mitt Romney, in occasione delle elezioni presidenziali americane del 2012)


· La spettacolarizzazione : I media impongono le regole del mercato alla comunicazione politica (Maurizio Gasparri,attuale vicepresidente del Senato della Repubblica italiana,ospite speciale di una puntata del programma televisivo '' Torte in Faccia '' )

· Sensazionalismo :
(''aboliremo l'ICI . Restituiremo l'IMU. Creeremo un milione di posti di lavoro, ecc..)


Per effetti politici s'intendono invece :

· Personalizzazione

L'attore politico deve adattare il proprio look e il proprio linguaggio
alle regole della popolarità televisiva.

( Il caso di Arnold Schwarzenneger governatore della California non è che la punta dell'Iceberg)


· '' Leaderizzazione '' :
I Media danno massima visibilità ai leader politici

(Matteo Renzi ospite speciale del programma '' Amici '' di Maria de Filippi)


Sono tanti i casi di mediatizzazione della comunicazione politica nel mondo. (Chi non ricorda il consenso globale che ebbe Barack Obama , in occasione delle elezioni presidenziali americane del 2008 ?) Ma le prime forme di '' politica mediatizzata '' apparvero agli inizi degli anni 60, in occasione delle elezioni presidenziali americane. Allora i candidati alla Casa Bianca erano il democratico John F. Kennedy e il repubblicano Robert Nixon. Nel corso dei vari dibattiti televisivi , il candidato John Kennedy appariva calmo e sicuro di se. Rispondeva in maniera chiara alle domande, con voce chiara e ferma. Viceversa Richard Nixon,che appariva nervoso e sudava copiosamente. Per i telespettatori americani era chiaro chi doveva diventare il presidente della Nazione più potente del Mondo : John F. Kennedy. Non fu il programma politico del candidato democratico a convincere gli elettori americani a votarlo,bensì il suo modo di apparire in televisione.



Nel corso degli anni il televisore conquistò sempre più un ruolo centrale nella comunicazione politica,al punto da spingere il politologo italiano Giovanni Sartori a coniare il termine ''Videocrazia '' nel suo libro '' Homo Videns ''. Ma per comprendere meglio il livello di '' mediatizzazione '' raggiunto dalla comunicazione politica vorrei focalizzare l'attenzione su un caso poco noto ai lettori occidentali : Le recenti elezioni presidenziali in Tunisia e i meccanismi '' mediatici'' che hanno condotto El Beji Caid Sebsi , anziano ex ministro di Habib Bourguiba, padre della nazione tunisina,alla presidenza della Repubblica tunisina. Lo scorso Dicembre, il popolo tunisino fu chiamato alle urne per decidere chi doveva prendere le redini della Repubblica. I candidati alla presidenza furono il novantenne El Beji Caid Sebsi, ex ministro del defunto leader Habib Bourguiba ed ex capo del Parlamento di Ben Ali sino al 1994, e Moncef Marzouki,noto attivista dei diritti umani e primo presidente della Repubblica del periodo post primavera araba. Tutta la campagna elettorale dell'anziano El Beji Caid fu incentrata sulla sua straordinaria somiglianza con Habib Bourguiba. Le emittenti nazionali mandavano quotidianamente in onda la storia del suo passato impegno politico al fianco dell'amato leader defunto. Di come, nel 1986, riuscì a strappare all'ONU , in qualità di ministro degli esteri di Bourguiba,una risoluzione che condannasse il bombardamento delle forze aeree d'Israele contro le sedi dell'OLP a Tunisi. Inoltre, durante i vari comizi elettorali, mandati in onda nelle varie emittenti nazionali, appariva sempre più identico,sia nel look che nel linguaggio, al defunto beniamino delle masse tunisine. Ben diverso fu la campagna elettorale del candidato Marzouki,che preferì un contatto più reale e meno mediatico con il popolo. Ovviamente in una '' Videocrazia '' tale approccio non funzionò e il popolo scelse come presidente della Repubblica il sosia di un leader defunto : El Beji Caid Sebsi.

( A sinistra : Il candidato Sebsi durante la sua campagna elettorale. A destra : Habib Bourguiba )




Dai casi citati possiamo ben capire che spettacolarizzare la comunicazione politica non è una
buona soluzione per il corretto funzionamento di una democrazia. Un processo democratico
fortemente influenzato dal potere dei media non può che causare derive autocratiche. E basta
rileggere la storia per capirlo....


La mediatizzazione della comunicazione politica

La mediatizzazione della comunicazione politica




'' Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione '' 
Karl Popper  




La mediatizzazione della comunicazione politica 
(Di Rabih Bouallegue )



Quella che sociologi e politologi chiamano '' la mediatizzazione della comunicazione politica'',
è un fenomeno che vede la radicale trasformazione della comunicazione politica , come anche
lo spazio dove tale comunicazione avviene,per mano del potere dei Mass media. Ma cosa
intendiamo per comunicazione politica ? Secondo Gianpietro Mazzoleni, docente di
Comunicazione politica e Sociologia della comunicazione all'università degli studi di Milano, la
''comunicazione politica '' è l'interazione tra i tre principali attori politici : il sistema politico,il
sistema dei Media e gli elettori. In seguito all'avvento della televisione nel campo della
comunicazioni di massa, la politica cominciò gradualmente ad essere organizzata e presentata
secondo la logica dei media ( Media logic ). Termine coniato dai sociologi statunitensi Altheid e
Snow per descrivere il potere dei media nel manipolare la realtà,e quindi la comunicazione
politica,oramai completamente sottomessa alla '' Media logic ''. Di conseguenza tale
asservimento della comunicazione politica alla logica dei media non poteva che portare alla
nascita di una politica completamente mediatizzata ( Media politics), e questo attraverso dei
meccanismi rintracciabili in effetti,quali quelli '' mediatici '' e '' politici ''.


Per effetti mediatici s'intendono gli aspetti mediali della comunicazione, quali :



La costruzione dell'agenda politica : I media decidono i temi che affronteranno i decisori politici

(nella foto : Dibattito televisivo tra i due candidati alla presidenza degli Stati Uniti, Barack Obama e Mitt Romney, in occasione delle elezioni presidenziali americane del 2012)


· La spettacolarizzazione : I media impongono le regole del mercato alla comunicazione politica (Maurizio Gasparri,attuale vicepresidente del Senato della Repubblica italiana,ospite speciale di una puntata del programma televisivo '' Torte in Faccia '' )

· Sensazionalismo :
(''aboliremo l'ICI . Restituiremo l'IMU. Creeremo un milione di posti di lavoro, ecc..)


Per effetti politici s'intendono invece :

· Personalizzazione

L'attore politico deve adattare il proprio look e il proprio linguaggio
alle regole della popolarità televisiva.

( Il caso di Arnold Schwarzenneger governatore della California non è che la punta dell'Iceberg)


· '' Leaderizzazione '' :
I Media danno massima visibilità ai leader politici

(Matteo Renzi ospite speciale del programma '' Amici '' di Maria de Filippi)


Sono tanti i casi di mediatizzazione della comunicazione politica nel mondo. (Chi non ricorda il consenso globale che ebbe Barack Obama , in occasione delle elezioni presidenziali americane del 2008 ?) Ma le prime forme di '' politica mediatizzata '' apparvero agli inizi degli anni 60, in occasione delle elezioni presidenziali americane. Allora i candidati alla Casa Bianca erano il democratico John F. Kennedy e il repubblicano Robert Nixon. Nel corso dei vari dibattiti televisivi , il candidato John Kennedy appariva calmo e sicuro di se. Rispondeva in maniera chiara alle domande, con voce chiara e ferma. Viceversa Richard Nixon,che appariva nervoso e sudava copiosamente. Per i telespettatori americani era chiaro chi doveva diventare il presidente della Nazione più potente del Mondo : John F. Kennedy. Non fu il programma politico del candidato democratico a convincere gli elettori americani a votarlo,bensì il suo modo di apparire in televisione.



Nel corso degli anni il televisore conquistò sempre più un ruolo centrale nella comunicazione politica,al punto da spingere il politologo italiano Giovanni Sartori a coniare il termine ''Videocrazia '' nel suo libro '' Homo Videns ''. Ma per comprendere meglio il livello di '' mediatizzazione '' raggiunto dalla comunicazione politica vorrei focalizzare l'attenzione su un caso poco noto ai lettori occidentali : Le recenti elezioni presidenziali in Tunisia e i meccanismi '' mediatici'' che hanno condotto El Beji Caid Sebsi , anziano ex ministro di Habib Bourguiba, padre della nazione tunisina,alla presidenza della Repubblica tunisina. Lo scorso Dicembre, il popolo tunisino fu chiamato alle urne per decidere chi doveva prendere le redini della Repubblica. I candidati alla presidenza furono il novantenne El Beji Caid Sebsi, ex ministro del defunto leader Habib Bourguiba ed ex capo del Parlamento di Ben Ali sino al 1994, e Moncef Marzouki,noto attivista dei diritti umani e primo presidente della Repubblica del periodo post primavera araba. Tutta la campagna elettorale dell'anziano El Beji Caid fu incentrata sulla sua straordinaria somiglianza con Habib Bourguiba. Le emittenti nazionali mandavano quotidianamente in onda la storia del suo passato impegno politico al fianco dell'amato leader defunto. Di come, nel 1986, riuscì a strappare all'ONU , in qualità di ministro degli esteri di Bourguiba,una risoluzione che condannasse il bombardamento delle forze aeree d'Israele contro le sedi dell'OLP a Tunisi. Inoltre, durante i vari comizi elettorali, mandati in onda nelle varie emittenti nazionali, appariva sempre più identico,sia nel look che nel linguaggio, al defunto beniamino delle masse tunisine. Ben diverso fu la campagna elettorale del candidato Marzouki,che preferì un contatto più reale e meno mediatico con il popolo. Ovviamente in una '' Videocrazia '' tale approccio non funzionò e il popolo scelse come presidente della Repubblica il sosia di un leader defunto : El Beji Caid Sebsi.

( A sinistra : Il candidato Sebsi durante la sua campagna elettorale. A destra : Habib Bourguiba )




Dai casi citati possiamo ben capire che spettacolarizzare la comunicazione politica non è una
buona soluzione per il corretto funzionamento di una democrazia. Un processo democratico
fortemente influenzato dal potere dei media non può che causare derive autocratiche. E basta
rileggere la storia per capirlo....


La mediatizzazione della comunicazione politica

La mediatizzazione della comunicazione politica




'' Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione '' 
Karl Popper  




La mediatizzazione della comunicazione politica 
(Di Rabih Bouallegue )



Quella che sociologi e politologi chiamano '' la mediatizzazione della comunicazione politica'',
è un fenomeno che vede la radicale trasformazione della comunicazione politica , come anche
lo spazio dove tale comunicazione avviene,per mano del potere dei Mass media. Ma cosa
intendiamo per comunicazione politica ? Secondo Gianpietro Mazzoleni, docente di
Comunicazione politica e Sociologia della comunicazione all'università degli studi di Milano, la
''comunicazione politica '' è l'interazione tra i tre principali attori politici : il sistema politico,il
sistema dei Media e gli elettori. In seguito all'avvento della televisione nel campo della
comunicazioni di massa, la politica cominciò gradualmente ad essere organizzata e presentata
secondo la logica dei media ( Media logic ). Termine coniato dai sociologi statunitensi Altheid e
Snow per descrivere il potere dei media nel manipolare la realtà,e quindi la comunicazione
politica,oramai completamente sottomessa alla '' Media logic ''. Di conseguenza tale
asservimento della comunicazione politica alla logica dei media non poteva che portare alla
nascita di una politica completamente mediatizzata ( Media politics), e questo attraverso dei
meccanismi rintracciabili in effetti,quali quelli '' mediatici '' e '' politici ''.


Per effetti mediatici s'intendono gli aspetti mediali della comunicazione, quali :



La costruzione dell'agenda politica : I media decidono i temi che affronteranno i decisori politici

(nella foto : Dibattito televisivo tra i due candidati alla presidenza degli Stati Uniti, Barack Obama e Mitt Romney, in occasione delle elezioni presidenziali americane del 2012)


· La spettacolarizzazione : I media impongono le regole del mercato alla comunicazione politica (Maurizio Gasparri,attuale vicepresidente del Senato della Repubblica italiana,ospite speciale di una puntata del programma televisivo '' Torte in Faccia '' )

· Sensazionalismo :
(''aboliremo l'ICI . Restituiremo l'IMU. Creeremo un milione di posti di lavoro, ecc..)


Per effetti politici s'intendono invece :

· Personalizzazione

L'attore politico deve adattare il proprio look e il proprio linguaggio
alle regole della popolarità televisiva.

( Il caso di Arnold Schwarzenneger governatore della California non è che la punta dell'Iceberg)


· '' Leaderizzazione '' :
I Media danno massima visibilità ai leader politici

(Matteo Renzi ospite speciale del programma '' Amici '' di Maria de Filippi)


Sono tanti i casi di mediatizzazione della comunicazione politica nel mondo. (Chi non ricorda il consenso globale che ebbe Barack Obama , in occasione delle elezioni presidenziali americane del 2008 ?) Ma le prime forme di '' politica mediatizzata '' apparvero agli inizi degli anni 60, in occasione delle elezioni presidenziali americane. Allora i candidati alla Casa Bianca erano il democratico John F. Kennedy e il repubblicano Robert Nixon. Nel corso dei vari dibattiti televisivi , il candidato John Kennedy appariva calmo e sicuro di se. Rispondeva in maniera chiara alle domande, con voce chiara e ferma. Viceversa Richard Nixon,che appariva nervoso e sudava copiosamente. Per i telespettatori americani era chiaro chi doveva diventare il presidente della Nazione più potente del Mondo : John F. Kennedy. Non fu il programma politico del candidato democratico a convincere gli elettori americani a votarlo,bensì il suo modo di apparire in televisione.



Nel corso degli anni il televisore conquistò sempre più un ruolo centrale nella comunicazione politica,al punto da spingere il politologo italiano Giovanni Sartori a coniare il termine ''Videocrazia '' nel suo libro '' Homo Videns ''. Ma per comprendere meglio il livello di '' mediatizzazione '' raggiunto dalla comunicazione politica vorrei focalizzare l'attenzione su un caso poco noto ai lettori occidentali : Le recenti elezioni presidenziali in Tunisia e i meccanismi '' mediatici'' che hanno condotto El Beji Caid Sebsi , anziano ex ministro di Habib Bourguiba, padre della nazione tunisina,alla presidenza della Repubblica tunisina. Lo scorso Dicembre, il popolo tunisino fu chiamato alle urne per decidere chi doveva prendere le redini della Repubblica. I candidati alla presidenza furono il novantenne El Beji Caid Sebsi, ex ministro del defunto leader Habib Bourguiba ed ex capo del Parlamento di Ben Ali sino al 1994, e Moncef Marzouki,noto attivista dei diritti umani e primo presidente della Repubblica del periodo post primavera araba. Tutta la campagna elettorale dell'anziano El Beji Caid fu incentrata sulla sua straordinaria somiglianza con Habib Bourguiba. Le emittenti nazionali mandavano quotidianamente in onda la storia del suo passato impegno politico al fianco dell'amato leader defunto. Di come, nel 1986, riuscì a strappare all'ONU , in qualità di ministro degli esteri di Bourguiba,una risoluzione che condannasse il bombardamento delle forze aeree d'Israele contro le sedi dell'OLP a Tunisi. Inoltre, durante i vari comizi elettorali, mandati in onda nelle varie emittenti nazionali, appariva sempre più identico,sia nel look che nel linguaggio, al defunto beniamino delle masse tunisine. Ben diverso fu la campagna elettorale del candidato Marzouki,che preferì un contatto più reale e meno mediatico con il popolo. Ovviamente in una '' Videocrazia '' tale approccio non funzionò e il popolo scelse come presidente della Repubblica il sosia di un leader defunto : El Beji Caid Sebsi.

( A sinistra : Il candidato Sebsi durante la sua campagna elettorale. A destra : Habib Bourguiba )




Dai casi citati possiamo ben capire che spettacolarizzare la comunicazione politica non è una
buona soluzione per il corretto funzionamento di una democrazia. Un processo democratico
fortemente influenzato dal potere dei media non può che causare derive autocratiche. E basta
rileggere la storia per capirlo....


Alla memoria di Ali La Pointe

Alla memoria di Ali La Pointe


Ali La Pointe,al secolo Ali Ammar ( Miliana 15 Gennaio 1930- Algeri 8 ottobre 1957) fu un rivoluzionario algerino che durante la guerra d'Algeria guidò la rivolta armata contro l'esercito francese all'interno delle anguste viuzze della Casbah di Algeri. Tradito molto probabilmente da un informatore,fu rintracciato all'interno del suo nascondiglio e fatto saltare in aria assieme a tutto il quartiere dai paracadutisti del generale Massu. Nel famoso film di Gillo Pontecorvo '' La battaglia di Algeri '' fu interpretato dal giovanissimo algerino Brahim Hadjadj. In Algeria,Ali La Pointe è tutt'ora considerato un eroe nazionale, ma il suo orgoglio non ha lasciato tracce nei libri di storia del mondo. In Europa,come anche negli altri paesi nordafricani,in pochi lo conoscono. Cosa normale in un mondo corrotto dal materialismo e sempre più svuotato dai valori umani.

Per onorarne la memoria ho deciso di attaccare questo suo ritratto negli angoli delle città in cui risiederò. 

Non è inciviltà, ma solo senso della memoria.....
Una profezia avverata

Una profezia avverata

Era solo questione di tempo prima che la profezia si avverasse : Lo spettro dello stato islamico si materializza nella striscia di Gaza sotto il naso degli uomini di Hamas. L'anno scorso,in una calda mattinata di inizio Maggio,l'Isis iniziava la sua inarrestabile avanzata nel nord dell'Iraq, schiacciando come un rullo compressore tutto ciò che incontrava. Allora il più saggio tra noi capì che tale avanzata,festeggiata come una rivoluzione da buona parte del mondo musulmano sunnita,presto andrà a svantaggio della Palestina e del martoriato popolo palestinese. Sayed Hassan Nasrallah, leader degli hezbollah libanesi, in uno storico discorso dichiarò : '' Tutti temono l'Isis, persino i paesi del Golfo che li armano. Tutti, tranne che Israele''. E ora che le milizie di Hamas hanno cominciato la loro battaglia per il controllo della Striscia contro le orde dello stato islamico, non ci resta che dire a coloro che odiano Israele e festeggiarono i '' ribelli sunniti'' : Ve l'avevamo detto."
Una profezia avverata

Una profezia avverata

Era solo questione di tempo prima che la profezia si avverasse : Lo spettro dello stato islamico si materializza nella striscia di Gaza sotto il naso degli uomini di Hamas. L'anno scorso,in una calda mattinata di inizio Maggio,l'Isis iniziava la sua inarrestabile avanzata nel nord dell'Iraq, schiacciando come un rullo compressore tutto ciò che incontrava. Allora il più saggio tra noi capì che tale avanzata,festeggiata come una rivoluzione da buona parte del mondo musulmano sunnita,presto andrà a svantaggio della Palestina e del martoriato popolo palestinese. Sayed Hassan Nasrallah, leader degli hezbollah libanesi, in uno storico discorso dichiarò : '' Tutti temono l'Isis, persino i paesi del Golfo che li armano. Tutti, tranne che Israele''. E ora che le milizie di Hamas hanno cominciato la loro battaglia per il controllo della Striscia contro le orde dello stato islamico, non ci resta che dire a coloro che odiano Israele e festeggiarono i '' ribelli sunniti'' : Ve l'avevamo detto."
Una profezia avverata

Una profezia avverata

Era solo questione di tempo prima che la profezia si avverasse : Lo spettro dello stato islamico si materializza nella striscia di Gaza sotto il naso degli uomini di Hamas. L'anno scorso,in una calda mattinata di inizio Maggio,l'Isis iniziava la sua inarrestabile avanzata nel nord dell'Iraq, schiacciando come un rullo compressore tutto ciò che incontrava. Allora il più saggio tra noi capì che tale avanzata,festeggiata come una rivoluzione da buona parte del mondo musulmano sunnita,presto andrà a svantaggio della Palestina e del martoriato popolo palestinese. Sayed Hassan Nasrallah, leader degli hezbollah libanesi, in uno storico discorso dichiarò : '' Tutti temono l'Isis, persino i paesi del Golfo che li armano. Tutti, tranne che Israele''. E ora che le milizie di Hamas hanno cominciato la loro battaglia per il controllo della Striscia contro le orde dello stato islamico, non ci resta che dire a coloro che odiano Israele e festeggiarono i '' ribelli sunniti'' : Ve l'avevamo detto."
Una profezia avverata

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Una profezia avverata

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Una profezia avverata

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Una profezia avverata

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Una profezia avverata

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Una profezia avverata

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Una profezia avverata

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Una profezia avverata

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Una profezia avverata

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Una profezia avverata

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In alto la testa, i vostri diritti crollano.

In alto la testa, i vostri diritti crollano.

Cadevano le strutture del collegio San Rocco e con loro il nostro inalienabile diritto allo studio.

Per tre giorni gli studenti della facoltà ( e non scuola) di scienze politiche hanno presidiato e impedito,con l'ausilio di tavole,sedie e tappetti, l'ingresso principale del rettorato. Al secondo giorno abbiamo assistito all'ignobile tentativo da parte delle forze di Polizia di fermare la mobilitazione con il terrorismo psicologico (vi denunceremo,quello che fate è un reato, ecc). Ma il fattore principale che stava rischiando di riaccendere il mio sentimento di rassegnazione verso qualsiasi attività politica proveniente dal basso, è che da tre anni mi tiene lontano dalla piazza,è l'egoismo,l'ignoranza e l'indifferenza di buona parte degli studenti della mia facoltà (e ripeto : non scuola), nonché cittadini, e forse, futura classe dirigente del paese,che hanno preferito non prendere parte alla mobilitazione. Dopo tre giorni di presidio,nonostante tutto, siamo riusciti a strappare un incontro con il rettore Lagalla. Abbiamo votato per alzata di mano i dieci che dovranno essere presente all'incontro ( tra cui io) e riuscire a strappare una soluzione decente ai disagi degli studenti della facoltà di scienze politiche. Personalmente non mi sarei mai aspettato una tale ostinazione da parte di quei studenti non impegnati politicamente.

Per una volta nella mia vita vorrei vedere il bicchiere mezzo pieno. Io, il realista per alcuni, e l'esistenzialista per altri, cercherò di rialzare la testa, fissare le mie mani e assieme a quei pochi colleghi tentare di riconquistare lo ''status '' di essere umano tramite ''l'azione''. Elemento,quest'ultimo,che eleva l'uomo dallo stato di ''bestia'',permettendogli di conquistare il mondo, e con essa il suo diritto alla vita .
Vorrei concludere questo mio breve post con un versetto dell'immortale poeta tunisino Abou Kacem El Chebbi, che spero non risulti esagerato accostarlo a questo evento :

« Se un giorno il popolo vorrà vivere
il destino deve assecondarlo,
la notte deve dissiparsi
e le catene devono spezzarsi »

Foto : Rabih Bouallegue

In alto la testa, i vostri diritti crollano.

In alto la testa, i vostri diritti crollano.

Cadevano le strutture del collegio San Rocco e con loro il nostro inalienabile diritto allo studio.

Per tre giorni gli studenti della facoltà ( e non scuola) di scienze politiche hanno presidiato e impedito,con l'ausilio di tavole,sedie e tappetti, l'ingresso principale del rettorato. Al secondo giorno abbiamo assistito all'ignobile tentativo da parte delle forze di Polizia di fermare la mobilitazione con il terrorismo psicologico (vi denunceremo,quello che fate è un reato, ecc). Ma il fattore principale che stava rischiando di riaccendere il mio sentimento di rassegnazione verso qualsiasi attività politica proveniente dal basso, è che da tre anni mi tiene lontano dalla piazza,è l'egoismo,l'ignoranza e l'indifferenza di buona parte degli studenti della mia facoltà (e ripeto : non scuola), nonché cittadini, e forse, futura classe dirigente del paese,che hanno preferito non prendere parte alla mobilitazione. Dopo tre giorni di presidio,nonostante tutto, siamo riusciti a strappare un incontro con il rettore Lagalla. Abbiamo votato per alzata di mano i dieci che dovranno essere presente all'incontro ( tra cui io) e riuscire a strappare una soluzione decente ai disagi degli studenti della facoltà di scienze politiche. Personalmente non mi sarei mai aspettato una tale ostinazione da parte di quei studenti non impegnati politicamente.

Per una volta nella mia vita vorrei vedere il bicchiere mezzo pieno. Io, il realista per alcuni, e l'esistenzialista per altri, cercherò di rialzare la testa, fissare le mie mani e assieme a quei pochi colleghi tentare di riconquistare lo ''status '' di essere umano tramite ''l'azione''. Elemento,quest'ultimo,che eleva l'uomo dallo stato di ''bestia'',permettendogli di conquistare il mondo, e con essa il suo diritto alla vita .
Vorrei concludere questo mio breve post con un versetto dell'immortale poeta tunisino Abou Kacem El Chebbi, che spero non risulti esagerato accostarlo a questo evento :

« Se un giorno il popolo vorrà vivere
il destino deve assecondarlo,
la notte deve dissiparsi
e le catene devono spezzarsi »

Foto : Rabih Bouallegue

” Straniero nella terra dei tuoi Avi, straniero nell’esilio dei tuoi parenti ”

” Straniero nella terra dei tuoi Avi, straniero nell’esilio dei tuoi parenti ”





'' Straniero nella terra dei tuoi avi ''

'' Straniero nell'esilio dei tuoi parenti ''



Trovai questo messaggio scritto in dialetto magrebino accanto al letto di un uomo senza radici,senza amore e senza identità.
La sua condizione mi ha ricordato quella di Mohamed Sceab. Esule in Francia e nel proprio paese, Mohamed Sceab subisce una crisi di identità. Rimane come sospeso tra la tradizione, che ha lasciato alle spalle, e il nuovo orizzonte culturale, non sufficientemente interiorizzato. Giuseppe Ungaretti, suo carissimo amico, per tenerne vivo il ricordo, scrisse '' In Memoria '':

IN MEMORIA.
Locvizza il 30 settembre 1916.

Si chiamava
Moammed Sceab

Discendente
di emiri di nomadi
suicida
perché non aveva più
Patria

Amò la Francia
e mutò nome

Fu Marcel
ma non era Francese
e non sapeva più
vivere
nella tenda dei suoi
dove si ascolta la cantilena
del Corano
gustando un caffè

E non sapeva
sciogliere
il canto
del suo abbandono

L’ho accompagnato
insieme alla padrona dell’albergo
dove abitavamo
a Parigi
dal numero 5 della rue des Carmes
appassito vicolo in discesa.

Riposa
nel camposanto d’Ivry
sobborgo che pare
sempre
in una giornata
di una
decomposta fiera

E forse io solo
so ancora
che visse.
Fermati e rifletti

Fermati e rifletti

Prima di pronunciare parola : fermati e rifletti.

Prima di giudicare te stesso e il prossimo tuo per poi imbracciare un arma : fermati e rifletti.

Fermati e rifletti sugli anni '' divorati '' dall'ignoranza e il conformismo e sopratutto fermati e rifletti sulle conseguenze delle tue azioni passate.

Fermati e rifletti su ciò che vuoi e ciò che hai.

Fratello,prima che una donna ti faccia dono delle sue delicatezze fermati e rifletti.

Fermati e rifletti su ciò che eri,ciò che sei e ciò che sarai.

Fissa le tue mani, i tuoi occhi e i tuoi lineamenti : Adesso fermati e rifletti.

Prima di parlare della misericordia di Dio fermati e rifletti.

Non buttare via quel tozzo di pane, fermati e rifletti.

Fratello, prima che la vita scivoli via,come un pesce dalle mani di un pescatore affamato fermati e rifletti....


Fermati e rifletti

Fermati e rifletti

Prima di pronunciare parola : fermati e rifletti.

Prima di giudicare te stesso e il prossimo tuo per poi imbracciare un arma : fermati e rifletti.

Fermati e rifletti sugli anni '' divorati '' dall'ignoranza e il conformismo e sopratutto fermati e rifletti sulle conseguenze delle tue azioni passate.

Fermati e rifletti su ciò che vuoi e ciò che hai.

Fratello,prima che una donna ti faccia dono delle sue delicatezze fermati e rifletti.

Fermati e rifletti su ciò che eri,ciò che sei e ciò che sarai.

Fissa le tue mani, i tuoi occhi e i tuoi lineamenti : Adesso fermati e rifletti.

Prima di parlare della misericordia di Dio fermati e rifletti.

Non buttare via quel tozzo di pane, fermati e rifletti.

Fratello, prima che la vita scivoli via,come un pesce dalle mani di un pescatore affamato fermati e rifletti....


Fermati e rifletti

Fermati e rifletti

Prima di pronunciare parola : fermati e rifletti.

Prima di giudicare te stesso e il prossimo tuo per poi imbracciare un arma : fermati e rifletti.

Fermati e rifletti sugli anni '' divorati '' dall'ignoranza e il conformismo e sopratutto fermati e rifletti sulle conseguenze delle tue azioni passate.

Fermati e rifletti su ciò che vuoi e ciò che hai.

Fratello,prima che una donna ti faccia dono delle sue delicatezze fermati e rifletti.

Fermati e rifletti su ciò che eri,ciò che sei e ciò che sarai.

Fissa le tue mani, i tuoi occhi e i tuoi lineamenti : Adesso fermati e rifletti.

Prima di parlare della misericordia di Dio fermati e rifletti.

Non buttare via quel tozzo di pane, fermati e rifletti.

Fratello, prima che la vita scivoli via,come un pesce dalle mani di un pescatore affamato fermati e rifletti....


Fermati e rifletti

Fermati e rifletti

Prima di pronunciare parola : fermati e rifletti.

Prima di giudicare te stesso e il prossimo tuo per poi imbracciare un arma : fermati e rifletti.

Fermati e rifletti sugli anni '' divorati '' dall'ignoranza e il conformismo e sopratutto fermati e rifletti sulle conseguenze delle tue azioni passate.

Fermati e rifletti su ciò che vuoi e ciò che hai.

Fratello,prima che una donna ti faccia dono delle sue delicatezze fermati e rifletti.

Fermati e rifletti su ciò che eri,ciò che sei e ciò che sarai.

Fissa le tue mani, i tuoi occhi e i tuoi lineamenti : Adesso fermati e rifletti.

Prima di parlare della misericordia di Dio fermati e rifletti.

Non buttare via quel tozzo di pane, fermati e rifletti.

Fratello, prima che la vita scivoli via,come un pesce dalle mani di un pescatore affamato fermati e rifletti....


Fermati e rifletti

Fermati e rifletti

Prima di pronunciare parola : fermati e rifletti.

Prima di giudicare te stesso e il prossimo tuo per poi imbracciare un arma : fermati e rifletti.

Fermati e rifletti sugli anni '' divorati '' dall'ignoranza e il conformismo e sopratutto fermati e rifletti sulle conseguenze delle tue azioni passate.

Fermati e rifletti su ciò che vuoi e ciò che hai.

Fratello,prima che una donna ti faccia dono delle sue delicatezze fermati e rifletti.

Fermati e rifletti su ciò che eri,ciò che sei e ciò che sarai.

Fissa le tue mani, i tuoi occhi e i tuoi lineamenti : Adesso fermati e rifletti.

Prima di parlare della misericordia di Dio fermati e rifletti.

Non buttare via quel tozzo di pane, fermati e rifletti.

Fratello, prima che la vita scivoli via,come un pesce dalle mani di un pescatore affamato fermati e rifletti....


Fermati e rifletti

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Prima di giudicare te stesso e il prossimo tuo per poi imbracciare un arma : fermati e rifletti.

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Fratello,prima che una donna ti faccia dono delle sue delicatezze fermati e rifletti.

Fermati e rifletti su ciò che eri,ciò che sei e ciò che sarai.

Fissa le tue mani, i tuoi occhi e i tuoi lineamenti : Adesso fermati e rifletti.

Prima di parlare della misericordia di Dio fermati e rifletti.

Non buttare via quel tozzo di pane, fermati e rifletti.

Fratello, prima che la vita scivoli via,come un pesce dalle mani di un pescatore affamato fermati e rifletti....


Fermati e rifletti

Fermati e rifletti

Prima di pronunciare parola : fermati e rifletti.

Prima di giudicare te stesso e il prossimo tuo per poi imbracciare un arma : fermati e rifletti.

Fermati e rifletti sugli anni '' divorati '' dall'ignoranza e il conformismo e sopratutto fermati e rifletti sulle conseguenze delle tue azioni passate.

Fermati e rifletti su ciò che vuoi e ciò che hai.

Fratello,prima che una donna ti faccia dono delle sue delicatezze fermati e rifletti.

Fermati e rifletti su ciò che eri,ciò che sei e ciò che sarai.

Fissa le tue mani, i tuoi occhi e i tuoi lineamenti : Adesso fermati e rifletti.

Prima di parlare della misericordia di Dio fermati e rifletti.

Non buttare via quel tozzo di pane, fermati e rifletti.

Fratello, prima che la vita scivoli via,come un pesce dalle mani di un pescatore affamato fermati e rifletti....


Fermati e rifletti

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Prima di pronunciare parola : fermati e rifletti.

Prima di giudicare te stesso e il prossimo tuo per poi imbracciare un arma : fermati e rifletti.

Fermati e rifletti sugli anni '' divorati '' dall'ignoranza e il conformismo e sopratutto fermati e rifletti sulle conseguenze delle tue azioni passate.

Fermati e rifletti su ciò che vuoi e ciò che hai.

Fratello,prima che una donna ti faccia dono delle sue delicatezze fermati e rifletti.

Fermati e rifletti su ciò che eri,ciò che sei e ciò che sarai.

Fissa le tue mani, i tuoi occhi e i tuoi lineamenti : Adesso fermati e rifletti.

Prima di parlare della misericordia di Dio fermati e rifletti.

Non buttare via quel tozzo di pane, fermati e rifletti.

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Fermati e rifletti

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Prima di pronunciare parola : fermati e rifletti.

Prima di giudicare te stesso e il prossimo tuo per poi imbracciare un arma : fermati e rifletti.

Fermati e rifletti sugli anni '' divorati '' dall'ignoranza e il conformismo e sopratutto fermati e rifletti sulle conseguenze delle tue azioni passate.

Fermati e rifletti su ciò che vuoi e ciò che hai.

Fratello,prima che una donna ti faccia dono delle sue delicatezze fermati e rifletti.

Fermati e rifletti su ciò che eri,ciò che sei e ciò che sarai.

Fissa le tue mani, i tuoi occhi e i tuoi lineamenti : Adesso fermati e rifletti.

Prima di parlare della misericordia di Dio fermati e rifletti.

Non buttare via quel tozzo di pane, fermati e rifletti.

Fratello, prima che la vita scivoli via,come un pesce dalle mani di un pescatore affamato fermati e rifletti....


Fermati e rifletti

Fermati e rifletti

Prima di pronunciare parola : fermati e rifletti.

Prima di giudicare te stesso e il prossimo tuo per poi imbracciare un arma : fermati e rifletti.

Fermati e rifletti sugli anni '' divorati '' dall'ignoranza e il conformismo e sopratutto fermati e rifletti sulle conseguenze delle tue azioni passate.

Fermati e rifletti su ciò che vuoi e ciò che hai.

Fratello,prima che una donna ti faccia dono delle sue delicatezze fermati e rifletti.

Fermati e rifletti su ciò che eri,ciò che sei e ciò che sarai.

Fissa le tue mani, i tuoi occhi e i tuoi lineamenti : Adesso fermati e rifletti.

Prima di parlare della misericordia di Dio fermati e rifletti.

Non buttare via quel tozzo di pane, fermati e rifletti.

Fratello, prima che la vita scivoli via,come un pesce dalle mani di un pescatore affamato fermati e rifletti....


Fermati e rifletti

Fermati e rifletti

Prima di pronunciare parola : fermati e rifletti.

Prima di giudicare te stesso e il prossimo tuo per poi imbracciare un arma : fermati e rifletti.

Fermati e rifletti sugli anni '' divorati '' dall'ignoranza e il conformismo e sopratutto fermati e rifletti sulle conseguenze delle tue azioni passate.

Fermati e rifletti su ciò che vuoi e ciò che hai.

Fratello,prima che una donna ti faccia dono delle sue delicatezze fermati e rifletti.

Fermati e rifletti su ciò che eri,ciò che sei e ciò che sarai.

Fissa le tue mani, i tuoi occhi e i tuoi lineamenti : Adesso fermati e rifletti.

Prima di parlare della misericordia di Dio fermati e rifletti.

Non buttare via quel tozzo di pane, fermati e rifletti.

Fratello, prima che la vita scivoli via,come un pesce dalle mani di un pescatore affamato fermati e rifletti....


Fermati e rifletti

Fermati e rifletti

Prima di pronunciare parola : fermati e rifletti.

Prima di giudicare te stesso e il prossimo tuo per poi imbracciare un arma : fermati e rifletti.

Fermati e rifletti sugli anni '' divorati '' dall'ignoranza e il conformismo e sopratutto fermati e rifletti sulle conseguenze delle tue azioni passate.

Fermati e rifletti su ciò che vuoi e ciò che hai.

Fratello,prima che una donna ti faccia dono delle sue delicatezze fermati e rifletti.

Fermati e rifletti su ciò che eri,ciò che sei e ciò che sarai.

Fissa le tue mani, i tuoi occhi e i tuoi lineamenti : Adesso fermati e rifletti.

Prima di parlare della misericordia di Dio fermati e rifletti.

Non buttare via quel tozzo di pane, fermati e rifletti.

Fratello, prima che la vita scivoli via,come un pesce dalle mani di un pescatore affamato fermati e rifletti....


Fermati e rifletti

Fermati e rifletti

Prima di pronunciare parola : fermati e rifletti.

Prima di giudicare te stesso e il prossimo tuo per poi imbracciare un arma : fermati e rifletti.

Fermati e rifletti sugli anni '' divorati '' dall'ignoranza e il conformismo e sopratutto fermati e rifletti sulle conseguenze delle tue azioni passate.

Fermati e rifletti su ciò che vuoi e ciò che hai.

Fratello,prima che una donna ti faccia dono delle sue delicatezze fermati e rifletti.

Fermati e rifletti su ciò che eri,ciò che sei e ciò che sarai.

Fissa le tue mani, i tuoi occhi e i tuoi lineamenti : Adesso fermati e rifletti.

Prima di parlare della misericordia di Dio fermati e rifletti.

Non buttare via quel tozzo di pane, fermati e rifletti.

Fratello, prima che la vita scivoli via,come un pesce dalle mani di un pescatore affamato fermati e rifletti....


Fermati e rifletti

Fermati e rifletti

Prima di pronunciare parola : fermati e rifletti.

Prima di giudicare te stesso e il prossimo tuo per poi imbracciare un arma : fermati e rifletti.

Fermati e rifletti sugli anni '' divorati '' dall'ignoranza e il conformismo e sopratutto fermati e rifletti sulle conseguenze delle tue azioni passate.

Fermati e rifletti su ciò che vuoi e ciò che hai.

Fratello,prima che una donna ti faccia dono delle sue delicatezze fermati e rifletti.

Fermati e rifletti su ciò che eri,ciò che sei e ciò che sarai.

Fissa le tue mani, i tuoi occhi e i tuoi lineamenti : Adesso fermati e rifletti.

Prima di parlare della misericordia di Dio fermati e rifletti.

Non buttare via quel tozzo di pane, fermati e rifletti.

Fratello, prima che la vita scivoli via,come un pesce dalle mani di un pescatore affamato fermati e rifletti....


Gli intimi” amici ” di un emissario della morte.

Gli intimi” amici ” di un emissario della morte.



Prima si burlano di te, perché non condividi i loro stessi vizi, poi iniziano ad escluderti socialmente. Ti chiudi, prima nella tua stanza e dopo nel tuo passato. Dopo un pò leggi e rileggi il tuo nome musulmano nei documenti,guardi i tuoi tratti somatici allo specchio con i demoni che iniziano a sussurrarti delle parole nelle orecchie, il loro unico scopo è alimentare il fuoco dell'odio che arde nel tuo cuore. Uno dei tanti demoni ti ricorda, con la sua voce sibilante, le prese in giro silenziose e gli sguardi diffidenti di chi viene a conoscenza delle tue origini tramite il tuo nome. Lo ignori, dopo un pò se ne aggiunge un altro,che ti ricorda i massacri attuati dai governi occidentali ai danni di popoli che condividono la stessa religione e la stessa cultura dei tuoi padri. Ignori pure il secondo demone. Qualche ora dopo un terzo demone ti ricorda il feroce isolamento a cui sei stato condannato, pesante come un macigno sopratutto per te, giovane uomo alla ricerca di calore umano, di baci,abbracci e parole dolci. Il quarto demone non è molto loquace, ti suggerisce solo la soluzione al male che ti affligge ; L'estremismo religioso.
Il quinto demone, in punta di piedi, ti posa un velo di odio negli occhi, cosi quando ti capiterà di uscire comincerai a vedere il mondo che ti ha escluso con odio e disprezzo. Comincerai a chiamarli '' infedeli '' . Il tuo cuore trabocca di risentimento, se sei fortunato e nasci in un paese politicamente instabile, stringerai un patto con la morte e ne diventerai un suo emissario. Se invece sei sfortunato e nasci in un paese economicamente e politicamente stabile,cercherai un modo per vendicarti. Non ci riuscirai,e quindi tenterai di raggiungere il paese politicamente instabile per bramare la vendetta contro quel mondo che ha accolto i tuoi genitori ma ha escluso te.....

Che quei pochi amici non si allarmino,nonostante le mie difficoltà e i miei dubbi, non ho intenzione di cadere nell'estremismo religioso......
Gli intimi” amici ” di un emissario della morte.

Gli intimi” amici ” di un emissario della morte.



Prima si burlano di te, perché non condividi i loro stessi vizi, poi iniziano ad escluderti socialmente. Ti chiudi, prima nella tua stanza e dopo nel tuo passato. Dopo un pò leggi e rileggi il tuo nome musulmano nei documenti,guardi i tuoi tratti somatici allo specchio con i demoni che iniziano a sussurrarti delle parole nelle orecchie, il loro unico scopo è alimentare il fuoco dell'odio che arde nel tuo cuore. Uno dei tanti demoni ti ricorda, con la sua voce sibilante, le prese in giro silenziose e gli sguardi diffidenti di chi viene a conoscenza delle tue origini tramite il tuo nome. Lo ignori, dopo un pò se ne aggiunge un altro,che ti ricorda i massacri attuati dai governi occidentali ai danni di popoli che condividono la stessa religione e la stessa cultura dei tuoi padri. Ignori pure il secondo demone. Qualche ora dopo un terzo demone ti ricorda il feroce isolamento a cui sei stato condannato, pesante come un macigno sopratutto per te, giovane uomo alla ricerca di calore umano, di baci,abbracci e parole dolci. Il quarto demone non è molto loquace, ti suggerisce solo la soluzione al male che ti affligge ; L'estremismo religioso.
Il quinto demone, in punta di piedi, ti posa un velo di odio negli occhi, cosi quando ti capiterà di uscire comincerai a vedere il mondo che ti ha escluso con odio e disprezzo. Comincerai a chiamarli '' infedeli '' . Il tuo cuore trabocca di risentimento, se sei fortunato e nasci in un paese politicamente instabile, stringerai un patto con la morte e ne diventerai un suo emissario. Se invece sei sfortunato e nasci in un paese economicamente e politicamente stabile,cercherai un modo per vendicarti. Non ci riuscirai,e quindi tenterai di raggiungere il paese politicamente instabile per bramare la vendetta contro quel mondo che ha accolto i tuoi genitori ma ha escluso te.....

Che quei pochi amici non si allarmino,nonostante le mie difficoltà e i miei dubbi, non ho intenzione di cadere nell'estremismo religioso......
Gli intimi” amici ” di un emissario della morte.

Gli intimi” amici ” di un emissario della morte.



Prima si burlano di te, perché non condividi i loro stessi vizi, poi iniziano ad escluderti socialmente. Ti chiudi, prima nella tua stanza e dopo nel tuo passato. Dopo un pò leggi e rileggi il tuo nome musulmano nei documenti,guardi i tuoi tratti somatici allo specchio con i demoni che iniziano a sussurrarti delle parole nelle orecchie, il loro unico scopo è alimentare il fuoco dell'odio che arde nel tuo cuore. Uno dei tanti demoni ti ricorda, con la sua voce sibilante, le prese in giro silenziose e gli sguardi diffidenti di chi viene a conoscenza delle tue origini tramite il tuo nome. Lo ignori, dopo un pò se ne aggiunge un altro,che ti ricorda i massacri attuati dai governi occidentali ai danni di popoli che condividono la stessa religione e la stessa cultura dei tuoi padri. Ignori pure il secondo demone. Qualche ora dopo un terzo demone ti ricorda il feroce isolamento a cui sei stato condannato, pesante come un macigno sopratutto per te, giovane uomo alla ricerca di calore umano, di baci,abbracci e parole dolci. Il quarto demone non è molto loquace, ti suggerisce solo la soluzione al male che ti affligge ; L'estremismo religioso.
Il quinto demone, in punta di piedi, ti posa un velo di odio negli occhi, cosi quando ti capiterà di uscire comincerai a vedere il mondo che ti ha escluso con odio e disprezzo. Comincerai a chiamarli '' infedeli '' . Il tuo cuore trabocca di risentimento, se sei fortunato e nasci in un paese politicamente instabile, stringerai un patto con la morte e ne diventerai un suo emissario. Se invece sei sfortunato e nasci in un paese economicamente e politicamente stabile,cercherai un modo per vendicarti. Non ci riuscirai,e quindi tenterai di raggiungere il paese politicamente instabile per bramare la vendetta contro quel mondo che ha accolto i tuoi genitori ma ha escluso te.....

Che quei pochi amici non si allarmino,nonostante le mie difficoltà e i miei dubbi, non ho intenzione di cadere nell'estremismo religioso......
Gli intimi” amici ” di un emissario della morte.

Gli intimi” amici ” di un emissario della morte.



Prima si burlano di te, perché non condividi i loro stessi vizi, poi iniziano ad escluderti socialmente. Ti chiudi, prima nella tua stanza e dopo nel tuo passato. Dopo un pò leggi e rileggi il tuo nome musulmano nei documenti,guardi i tuoi tratti somatici allo specchio con i demoni che iniziano a sussurrarti delle parole nelle orecchie, il loro unico scopo è alimentare il fuoco dell'odio che arde nel tuo cuore. Uno dei tanti demoni ti ricorda, con la sua voce sibilante, le prese in giro silenziose e gli sguardi diffidenti di chi viene a conoscenza delle tue origini tramite il tuo nome. Lo ignori, dopo un pò se ne aggiunge un altro,che ti ricorda i massacri attuati dai governi occidentali ai danni di popoli che condividono la stessa religione e la stessa cultura dei tuoi padri. Ignori pure il secondo demone. Qualche ora dopo un terzo demone ti ricorda il feroce isolamento a cui sei stato condannato, pesante come un macigno sopratutto per te, giovane uomo alla ricerca di calore umano, di baci,abbracci e parole dolci. Il quarto demone non è molto loquace, ti suggerisce solo la soluzione al male che ti affligge ; L'estremismo religioso.
Il quinto demone, in punta di piedi, ti posa un velo di odio negli occhi, cosi quando ti capiterà di uscire comincerai a vedere il mondo che ti ha escluso con odio e disprezzo. Comincerai a chiamarli '' infedeli '' . Il tuo cuore trabocca di risentimento, se sei fortunato e nasci in un paese politicamente instabile, stringerai un patto con la morte e ne diventerai un suo emissario. Se invece sei sfortunato e nasci in un paese economicamente e politicamente stabile,cercherai un modo per vendicarti. Non ci riuscirai,e quindi tenterai di raggiungere il paese politicamente instabile per bramare la vendetta contro quel mondo che ha accolto i tuoi genitori ma ha escluso te.....

Che quei pochi amici non si allarmino,nonostante le mie difficoltà e i miei dubbi, non ho intenzione di cadere nell'estremismo religioso......
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Prima si burlano di te, perché non condividi i loro stessi vizi, poi iniziano ad escluderti socialmente. Ti chiudi, prima nella tua stanza e dopo nel tuo passato. Dopo un pò leggi e rileggi il tuo nome musulmano nei documenti,guardi i tuoi tratti somatici allo specchio con i demoni che iniziano a sussurrarti delle parole nelle orecchie, il loro unico scopo è alimentare il fuoco dell'odio che arde nel tuo cuore. Uno dei tanti demoni ti ricorda, con la sua voce sibilante, le prese in giro silenziose e gli sguardi diffidenti di chi viene a conoscenza delle tue origini tramite il tuo nome. Lo ignori, dopo un pò se ne aggiunge un altro,che ti ricorda i massacri attuati dai governi occidentali ai danni di popoli che condividono la stessa religione e la stessa cultura dei tuoi padri. Ignori pure il secondo demone. Qualche ora dopo un terzo demone ti ricorda il feroce isolamento a cui sei stato condannato, pesante come un macigno sopratutto per te, giovane uomo alla ricerca di calore umano, di baci,abbracci e parole dolci. Il quarto demone non è molto loquace, ti suggerisce solo la soluzione al male che ti affligge ; L'estremismo religioso.
Il quinto demone, in punta di piedi, ti posa un velo di odio negli occhi, cosi quando ti capiterà di uscire comincerai a vedere il mondo che ti ha escluso con odio e disprezzo. Comincerai a chiamarli '' infedeli '' . Il tuo cuore trabocca di risentimento, se sei fortunato e nasci in un paese politicamente instabile, stringerai un patto con la morte e ne diventerai un suo emissario. Se invece sei sfortunato e nasci in un paese economicamente e politicamente stabile,cercherai un modo per vendicarti. Non ci riuscirai,e quindi tenterai di raggiungere il paese politicamente instabile per bramare la vendetta contro quel mondo che ha accolto i tuoi genitori ma ha escluso te.....

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Gli intimi” amici ” di un emissario della morte.

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Prima si burlano di te, perché non condividi i loro stessi vizi, poi iniziano ad escluderti socialmente. Ti chiudi, prima nella tua stanza e dopo nel tuo passato. Dopo un pò leggi e rileggi il tuo nome musulmano nei documenti,guardi i tuoi tratti somatici allo specchio con i demoni che iniziano a sussurrarti delle parole nelle orecchie, il loro unico scopo è alimentare il fuoco dell'odio che arde nel tuo cuore. Uno dei tanti demoni ti ricorda, con la sua voce sibilante, le prese in giro silenziose e gli sguardi diffidenti di chi viene a conoscenza delle tue origini tramite il tuo nome. Lo ignori, dopo un pò se ne aggiunge un altro,che ti ricorda i massacri attuati dai governi occidentali ai danni di popoli che condividono la stessa religione e la stessa cultura dei tuoi padri. Ignori pure il secondo demone. Qualche ora dopo un terzo demone ti ricorda il feroce isolamento a cui sei stato condannato, pesante come un macigno sopratutto per te, giovane uomo alla ricerca di calore umano, di baci,abbracci e parole dolci. Il quarto demone non è molto loquace, ti suggerisce solo la soluzione al male che ti affligge ; L'estremismo religioso.
Il quinto demone, in punta di piedi, ti posa un velo di odio negli occhi, cosi quando ti capiterà di uscire comincerai a vedere il mondo che ti ha escluso con odio e disprezzo. Comincerai a chiamarli '' infedeli '' . Il tuo cuore trabocca di risentimento, se sei fortunato e nasci in un paese politicamente instabile, stringerai un patto con la morte e ne diventerai un suo emissario. Se invece sei sfortunato e nasci in un paese economicamente e politicamente stabile,cercherai un modo per vendicarti. Non ci riuscirai,e quindi tenterai di raggiungere il paese politicamente instabile per bramare la vendetta contro quel mondo che ha accolto i tuoi genitori ma ha escluso te.....

Che quei pochi amici non si allarmino,nonostante le mie difficoltà e i miei dubbi, non ho intenzione di cadere nell'estremismo religioso......
Gli intimi” amici ” di un emissario della morte.

Gli intimi” amici ” di un emissario della morte.



Prima si burlano di te, perché non condividi i loro stessi vizi, poi iniziano ad escluderti socialmente. Ti chiudi, prima nella tua stanza e dopo nel tuo passato. Dopo un pò leggi e rileggi il tuo nome musulmano nei documenti,guardi i tuoi tratti somatici allo specchio con i demoni che iniziano a sussurrarti delle parole nelle orecchie, il loro unico scopo è alimentare il fuoco dell'odio che arde nel tuo cuore. Uno dei tanti demoni ti ricorda, con la sua voce sibilante, le prese in giro silenziose e gli sguardi diffidenti di chi viene a conoscenza delle tue origini tramite il tuo nome. Lo ignori, dopo un pò se ne aggiunge un altro,che ti ricorda i massacri attuati dai governi occidentali ai danni di popoli che condividono la stessa religione e la stessa cultura dei tuoi padri. Ignori pure il secondo demone. Qualche ora dopo un terzo demone ti ricorda il feroce isolamento a cui sei stato condannato, pesante come un macigno sopratutto per te, giovane uomo alla ricerca di calore umano, di baci,abbracci e parole dolci. Il quarto demone non è molto loquace, ti suggerisce solo la soluzione al male che ti affligge ; L'estremismo religioso.
Il quinto demone, in punta di piedi, ti posa un velo di odio negli occhi, cosi quando ti capiterà di uscire comincerai a vedere il mondo che ti ha escluso con odio e disprezzo. Comincerai a chiamarli '' infedeli '' . Il tuo cuore trabocca di risentimento, se sei fortunato e nasci in un paese politicamente instabile, stringerai un patto con la morte e ne diventerai un suo emissario. Se invece sei sfortunato e nasci in un paese economicamente e politicamente stabile,cercherai un modo per vendicarti. Non ci riuscirai,e quindi tenterai di raggiungere il paese politicamente instabile per bramare la vendetta contro quel mondo che ha accolto i tuoi genitori ma ha escluso te.....

Che quei pochi amici non si allarmino,nonostante le mie difficoltà e i miei dubbi, non ho intenzione di cadere nell'estremismo religioso......
Gli intimi” amici ” di un emissario della morte.

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Prima si burlano di te, perché non condividi i loro stessi vizi, poi iniziano ad escluderti socialmente. Ti chiudi, prima nella tua stanza e dopo nel tuo passato. Dopo un pò leggi e rileggi il tuo nome musulmano nei documenti,guardi i tuoi tratti somatici allo specchio con i demoni che iniziano a sussurrarti delle parole nelle orecchie, il loro unico scopo è alimentare il fuoco dell'odio che arde nel tuo cuore. Uno dei tanti demoni ti ricorda, con la sua voce sibilante, le prese in giro silenziose e gli sguardi diffidenti di chi viene a conoscenza delle tue origini tramite il tuo nome. Lo ignori, dopo un pò se ne aggiunge un altro,che ti ricorda i massacri attuati dai governi occidentali ai danni di popoli che condividono la stessa religione e la stessa cultura dei tuoi padri. Ignori pure il secondo demone. Qualche ora dopo un terzo demone ti ricorda il feroce isolamento a cui sei stato condannato, pesante come un macigno sopratutto per te, giovane uomo alla ricerca di calore umano, di baci,abbracci e parole dolci. Il quarto demone non è molto loquace, ti suggerisce solo la soluzione al male che ti affligge ; L'estremismo religioso.
Il quinto demone, in punta di piedi, ti posa un velo di odio negli occhi, cosi quando ti capiterà di uscire comincerai a vedere il mondo che ti ha escluso con odio e disprezzo. Comincerai a chiamarli '' infedeli '' . Il tuo cuore trabocca di risentimento, se sei fortunato e nasci in un paese politicamente instabile, stringerai un patto con la morte e ne diventerai un suo emissario. Se invece sei sfortunato e nasci in un paese economicamente e politicamente stabile,cercherai un modo per vendicarti. Non ci riuscirai,e quindi tenterai di raggiungere il paese politicamente instabile per bramare la vendetta contro quel mondo che ha accolto i tuoi genitori ma ha escluso te.....

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Gli intimi” amici ” di un emissario della morte.

Gli intimi” amici ” di un emissario della morte.



Prima si burlano di te, perché non condividi i loro stessi vizi, poi iniziano ad escluderti socialmente. Ti chiudi, prima nella tua stanza e dopo nel tuo passato. Dopo un pò leggi e rileggi il tuo nome musulmano nei documenti,guardi i tuoi tratti somatici allo specchio con i demoni che iniziano a sussurrarti delle parole nelle orecchie, il loro unico scopo è alimentare il fuoco dell'odio che arde nel tuo cuore. Uno dei tanti demoni ti ricorda, con la sua voce sibilante, le prese in giro silenziose e gli sguardi diffidenti di chi viene a conoscenza delle tue origini tramite il tuo nome. Lo ignori, dopo un pò se ne aggiunge un altro,che ti ricorda i massacri attuati dai governi occidentali ai danni di popoli che condividono la stessa religione e la stessa cultura dei tuoi padri. Ignori pure il secondo demone. Qualche ora dopo un terzo demone ti ricorda il feroce isolamento a cui sei stato condannato, pesante come un macigno sopratutto per te, giovane uomo alla ricerca di calore umano, di baci,abbracci e parole dolci. Il quarto demone non è molto loquace, ti suggerisce solo la soluzione al male che ti affligge ; L'estremismo religioso.
Il quinto demone, in punta di piedi, ti posa un velo di odio negli occhi, cosi quando ti capiterà di uscire comincerai a vedere il mondo che ti ha escluso con odio e disprezzo. Comincerai a chiamarli '' infedeli '' . Il tuo cuore trabocca di risentimento, se sei fortunato e nasci in un paese politicamente instabile, stringerai un patto con la morte e ne diventerai un suo emissario. Se invece sei sfortunato e nasci in un paese economicamente e politicamente stabile,cercherai un modo per vendicarti. Non ci riuscirai,e quindi tenterai di raggiungere il paese politicamente instabile per bramare la vendetta contro quel mondo che ha accolto i tuoi genitori ma ha escluso te.....

Che quei pochi amici non si allarmino,nonostante le mie difficoltà e i miei dubbi, non ho intenzione di cadere nell'estremismo religioso......
Sociologia : Le teorie dell’omologazione di Theodor Levitt

Sociologia : Le teorie dell’omologazione di Theodor Levitt

 Vi ripropongo un interessante articolo dell'economista americano Theodor Levitt sul tema della globalizzazione :



- Il mondo diviene un "villaggio globale";

- la dimensione del mercato non è più nazionale ma mondiale;

- Il modo di vita urbana predomina sugli altri modelli;


- Si osservano tipiche tendenze di fondo (sviluppo dell'individualismo, americanizzazione dei giovani, emancipazione della terza età, ecc.).


Da queste osservazioni discendono tre ipotesi: omogeneizzazione dei bisogni sotto la pressione delle nuove tecnologie, concorrenza basata sul prezzo ed economia di scala. Di qui le raccomandazioni di Levitt alle imprese: "create un prodotto unico per tutto il mercato mondiale, commercializzatelo a prezzo unico, il più basso possibile, fatene la promozione nella stessa maniera in tutti i paesi e utilizzate ovunque gli stessi canali di distribuzione".

La teoria dell'omogeneizzazione di bisogni e mercati e della standardizzazione dei prodotti è stata oggetto di numerose critiche da parte di coloro che, al contrario, ritengono che il mondo vada differenziandosi e sia quindi necessario ritornare alla definizione originaria del termine marketing, che implica la segmentazione del mercato in funzione delle differenze che lo percorrono. Osservando la globalizzazione come risultato, numerosi autori hanno richiamato l'attenzione su fenomeni quali la occidentalizzazione dell'Oriente, la diffusione e l'estensione universale di alcuni modelli che sanciscono l'affermazione dell'egemonia americana. Così, non è un caso, che nell'ambito del sistema culturale, l'analisi della proliferazione su scala mondiale di catene di fast-food, parchi di divertimento, club-vacanze, ecc., ha suggerito al sociologo Ritzer di identificare la globalizzazione con la Mcdonaldizzazione. Ritzer è convinto che la Mcdonaldizzazione non si limiti alla ristorazione ma sia ormai estesa "alla scuola, il mondo del lavoro, i viaggi, l'alimentazione, la politica, la famiglia", ovvero ad ogni settore della società. Ritzer definisce la Mcdonaldizzazione come un processo di omologazione e spersonalizzazione che con i suoi prodotti occupa un posto di primo piano nella cultura di massa. Il teorico della globalizzazione Ohmae, discutendo del sistema economico dei consumi, ha descritto la convergenza dei gusti e delle preferenze delle giovani generazioni, dall'America Latina all'Estremo Oriente, come un processo di californizzazione. Secondo Ohmae il sistema dei valori dell'impresa globale è universale e non più dominato dal dogma del paese di origine.  La globalizzazione viene vista dunque da questi autori come sinonimo di one-dimensional way: come colonizzazione/omologazione planetaria sul modello americano. Ad alimentare questa serie di etichettamenti, ha contribuito anche il sistema politico, soprattutto americano. Dopo la caduta del muro di Berlino, infatti, le sfide competitive lanciate dagli Stati Uniti a livello culturale, economico, giuridico, ecc. - le cosiddette "American challenges" - sono state politicamente riassunte da quel sistema proprio con il termine globalizzazione.
Sociologia : Le teorie dell’omologazione di Theodor Levitt

Sociologia : Le teorie dell’omologazione di Theodor Levitt

 Vi ripropongo un interessante articolo dell'economista americano Theodor Levitt sul tema della globalizzazione :



- Il mondo diviene un "villaggio globale";

- la dimensione del mercato non è più nazionale ma mondiale;

- Il modo di vita urbana predomina sugli altri modelli;


- Si osservano tipiche tendenze di fondo (sviluppo dell'individualismo, americanizzazione dei giovani, emancipazione della terza età, ecc.).


Da queste osservazioni discendono tre ipotesi: omogeneizzazione dei bisogni sotto la pressione delle nuove tecnologie, concorrenza basata sul prezzo ed economia di scala. Di qui le raccomandazioni di Levitt alle imprese: "create un prodotto unico per tutto il mercato mondiale, commercializzatelo a prezzo unico, il più basso possibile, fatene la promozione nella stessa maniera in tutti i paesi e utilizzate ovunque gli stessi canali di distribuzione".

La teoria dell'omogeneizzazione di bisogni e mercati e della standardizzazione dei prodotti è stata oggetto di numerose critiche da parte di coloro che, al contrario, ritengono che il mondo vada differenziandosi e sia quindi necessario ritornare alla definizione originaria del termine marketing, che implica la segmentazione del mercato in funzione delle differenze che lo percorrono. Osservando la globalizzazione come risultato, numerosi autori hanno richiamato l'attenzione su fenomeni quali la occidentalizzazione dell'Oriente, la diffusione e l'estensione universale di alcuni modelli che sanciscono l'affermazione dell'egemonia americana. Così, non è un caso, che nell'ambito del sistema culturale, l'analisi della proliferazione su scala mondiale di catene di fast-food, parchi di divertimento, club-vacanze, ecc., ha suggerito al sociologo Ritzer di identificare la globalizzazione con la Mcdonaldizzazione. Ritzer è convinto che la Mcdonaldizzazione non si limiti alla ristorazione ma sia ormai estesa "alla scuola, il mondo del lavoro, i viaggi, l'alimentazione, la politica, la famiglia", ovvero ad ogni settore della società. Ritzer definisce la Mcdonaldizzazione come un processo di omologazione e spersonalizzazione che con i suoi prodotti occupa un posto di primo piano nella cultura di massa. Il teorico della globalizzazione Ohmae, discutendo del sistema economico dei consumi, ha descritto la convergenza dei gusti e delle preferenze delle giovani generazioni, dall'America Latina all'Estremo Oriente, come un processo di californizzazione. Secondo Ohmae il sistema dei valori dell'impresa globale è universale e non più dominato dal dogma del paese di origine.  La globalizzazione viene vista dunque da questi autori come sinonimo di one-dimensional way: come colonizzazione/omologazione planetaria sul modello americano. Ad alimentare questa serie di etichettamenti, ha contribuito anche il sistema politico, soprattutto americano. Dopo la caduta del muro di Berlino, infatti, le sfide competitive lanciate dagli Stati Uniti a livello culturale, economico, giuridico, ecc. - le cosiddette "American challenges" - sono state politicamente riassunte da quel sistema proprio con il termine globalizzazione.
Sociologia : Le teorie dell’omologazione di Theodor Levitt

Sociologia : Le teorie dell’omologazione di Theodor Levitt

 Vi ripropongo un interessante articolo dell'economista americano Theodor Levitt sul tema della globalizzazione :



- Il mondo diviene un "villaggio globale";

- la dimensione del mercato non è più nazionale ma mondiale;

- Il modo di vita urbana predomina sugli altri modelli;


- Si osservano tipiche tendenze di fondo (sviluppo dell'individualismo, americanizzazione dei giovani, emancipazione della terza età, ecc.).


Da queste osservazioni discendono tre ipotesi: omogeneizzazione dei bisogni sotto la pressione delle nuove tecnologie, concorrenza basata sul prezzo ed economia di scala. Di qui le raccomandazioni di Levitt alle imprese: "create un prodotto unico per tutto il mercato mondiale, commercializzatelo a prezzo unico, il più basso possibile, fatene la promozione nella stessa maniera in tutti i paesi e utilizzate ovunque gli stessi canali di distribuzione".

La teoria dell'omogeneizzazione di bisogni e mercati e della standardizzazione dei prodotti è stata oggetto di numerose critiche da parte di coloro che, al contrario, ritengono che il mondo vada differenziandosi e sia quindi necessario ritornare alla definizione originaria del termine marketing, che implica la segmentazione del mercato in funzione delle differenze che lo percorrono. Osservando la globalizzazione come risultato, numerosi autori hanno richiamato l'attenzione su fenomeni quali la occidentalizzazione dell'Oriente, la diffusione e l'estensione universale di alcuni modelli che sanciscono l'affermazione dell'egemonia americana. Così, non è un caso, che nell'ambito del sistema culturale, l'analisi della proliferazione su scala mondiale di catene di fast-food, parchi di divertimento, club-vacanze, ecc., ha suggerito al sociologo Ritzer di identificare la globalizzazione con la Mcdonaldizzazione. Ritzer è convinto che la Mcdonaldizzazione non si limiti alla ristorazione ma sia ormai estesa "alla scuola, il mondo del lavoro, i viaggi, l'alimentazione, la politica, la famiglia", ovvero ad ogni settore della società. Ritzer definisce la Mcdonaldizzazione come un processo di omologazione e spersonalizzazione che con i suoi prodotti occupa un posto di primo piano nella cultura di massa. Il teorico della globalizzazione Ohmae, discutendo del sistema economico dei consumi, ha descritto la convergenza dei gusti e delle preferenze delle giovani generazioni, dall'America Latina all'Estremo Oriente, come un processo di californizzazione. Secondo Ohmae il sistema dei valori dell'impresa globale è universale e non più dominato dal dogma del paese di origine.  La globalizzazione viene vista dunque da questi autori come sinonimo di one-dimensional way: come colonizzazione/omologazione planetaria sul modello americano. Ad alimentare questa serie di etichettamenti, ha contribuito anche il sistema politico, soprattutto americano. Dopo la caduta del muro di Berlino, infatti, le sfide competitive lanciate dagli Stati Uniti a livello culturale, economico, giuridico, ecc. - le cosiddette "American challenges" - sono state politicamente riassunte da quel sistema proprio con il termine globalizzazione.
Fantasmi

Fantasmi

Ossario di Douamont - Cimitero di Verdun ( Francia)

In una di queste tombe senza nome riposano le spoglie mortali di un mio lontano bisnonno tunisino,partito per combattere la Grande Guerra al fianco della Francia, nel lontano 1916.

Secondo gli storici , la Francia deportò tutti gli uomini sani e sprovvisti di un certificato d'iscrizione presso la Moschea Zitouna di Tunisi,allora una delle principali università musulmane del Nordafrica, per combattere la guerra. Molti di queste truppe coloniali, che ancora oggi molti storici definiscono '' mercenarie '', erano composte da nordafricani,senegalesi ed indocinesi,furono schierate in prima linea dagli alti comandi francesi ed esposti pericolosamente alle terribili mitragliatrici tedesche. La battaglia di Verdun,nota come una delle terribili tragedie umane della storia recente,vide milioni di soldati coloniali combattere e morire per un paese che li opprimeva.

Il velo di mistero che avvolge il destino di questo mio lontano bisnonno e ancora fitto, l'unica cosa certa e che la sua tomba senza nome si trova molto probabilmente in Francia.

Nella foto : una tomba musulmana dell'Ossario di Verdun , la scritta in arabo dice :
Questa è la tomba del '' Marhum '' ( letteralmente '' Colui che ha ricevuto la misericordia di Dio ).

Più in basso la scrittà in francese : Soldato sconosciuto/ Morto per la Francia nel 1916.

To be continued..
Fantasmi

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Ossario di Douamont - Cimitero di Verdun ( Francia)

In una di queste tombe senza nome riposano le spoglie mortali di un mio lontano bisnonno tunisino,partito per combattere la Grande Guerra al fianco della Francia, nel lontano 1916.

Secondo gli storici , la Francia deportò tutti gli uomini sani e sprovvisti di un certificato d'iscrizione presso la Moschea Zitouna di Tunisi,allora una delle principali università musulmane del Nordafrica, per combattere la guerra. Molti di queste truppe coloniali, che ancora oggi molti storici definiscono '' mercenarie '', erano composte da nordafricani,senegalesi ed indocinesi,furono schierate in prima linea dagli alti comandi francesi ed esposti pericolosamente alle terribili mitragliatrici tedesche. La battaglia di Verdun,nota come una delle terribili tragedie umane della storia recente,vide milioni di soldati coloniali combattere e morire per un paese che li opprimeva.

Il velo di mistero che avvolge il destino di questo mio lontano bisnonno e ancora fitto, l'unica cosa certa e che la sua tomba senza nome si trova molto probabilmente in Francia.

Nella foto : una tomba musulmana dell'Ossario di Verdun , la scritta in arabo dice :
Questa è la tomba del '' Marhum '' ( letteralmente '' Colui che ha ricevuto la misericordia di Dio ).

Più in basso la scrittà in francese : Soldato sconosciuto/ Morto per la Francia nel 1916.

To be continued..
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Ossario di Douamont - Cimitero di Verdun ( Francia)

In una di queste tombe senza nome riposano le spoglie mortali di un mio lontano bisnonno tunisino,partito per combattere la Grande Guerra al fianco della Francia, nel lontano 1916.

Secondo gli storici , la Francia deportò tutti gli uomini sani e sprovvisti di un certificato d'iscrizione presso la Moschea Zitouna di Tunisi,allora una delle principali università musulmane del Nordafrica, per combattere la guerra. Molti di queste truppe coloniali, che ancora oggi molti storici definiscono '' mercenarie '', erano composte da nordafricani,senegalesi ed indocinesi,furono schierate in prima linea dagli alti comandi francesi ed esposti pericolosamente alle terribili mitragliatrici tedesche. La battaglia di Verdun,nota come una delle terribili tragedie umane della storia recente,vide milioni di soldati coloniali combattere e morire per un paese che li opprimeva.

Il velo di mistero che avvolge il destino di questo mio lontano bisnonno e ancora fitto, l'unica cosa certa e che la sua tomba senza nome si trova molto probabilmente in Francia.

Nella foto : una tomba musulmana dell'Ossario di Verdun , la scritta in arabo dice :
Questa è la tomba del '' Marhum '' ( letteralmente '' Colui che ha ricevuto la misericordia di Dio ).

Più in basso la scrittà in francese : Soldato sconosciuto/ Morto per la Francia nel 1916.

To be continued..
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Ossario di Douamont - Cimitero di Verdun ( Francia)

In una di queste tombe senza nome riposano le spoglie mortali di un mio lontano bisnonno tunisino,partito per combattere la Grande Guerra al fianco della Francia, nel lontano 1916.

Secondo gli storici , la Francia deportò tutti gli uomini sani e sprovvisti di un certificato d'iscrizione presso la Moschea Zitouna di Tunisi,allora una delle principali università musulmane del Nordafrica, per combattere la guerra. Molti di queste truppe coloniali, che ancora oggi molti storici definiscono '' mercenarie '', erano composte da nordafricani,senegalesi ed indocinesi,furono schierate in prima linea dagli alti comandi francesi ed esposti pericolosamente alle terribili mitragliatrici tedesche. La battaglia di Verdun,nota come una delle terribili tragedie umane della storia recente,vide milioni di soldati coloniali combattere e morire per un paese che li opprimeva.

Il velo di mistero che avvolge il destino di questo mio lontano bisnonno e ancora fitto, l'unica cosa certa e che la sua tomba senza nome si trova molto probabilmente in Francia.

Nella foto : una tomba musulmana dell'Ossario di Verdun , la scritta in arabo dice :
Questa è la tomba del '' Marhum '' ( letteralmente '' Colui che ha ricevuto la misericordia di Dio ).

Più in basso la scrittà in francese : Soldato sconosciuto/ Morto per la Francia nel 1916.

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Ossario di Douamont - Cimitero di Verdun ( Francia)

In una di queste tombe senza nome riposano le spoglie mortali di un mio lontano bisnonno tunisino,partito per combattere la Grande Guerra al fianco della Francia, nel lontano 1916.

Secondo gli storici , la Francia deportò tutti gli uomini sani e sprovvisti di un certificato d'iscrizione presso la Moschea Zitouna di Tunisi,allora una delle principali università musulmane del Nordafrica, per combattere la guerra. Molti di queste truppe coloniali, che ancora oggi molti storici definiscono '' mercenarie '', erano composte da nordafricani,senegalesi ed indocinesi,furono schierate in prima linea dagli alti comandi francesi ed esposti pericolosamente alle terribili mitragliatrici tedesche. La battaglia di Verdun,nota come una delle terribili tragedie umane della storia recente,vide milioni di soldati coloniali combattere e morire per un paese che li opprimeva.

Il velo di mistero che avvolge il destino di questo mio lontano bisnonno e ancora fitto, l'unica cosa certa e che la sua tomba senza nome si trova molto probabilmente in Francia.

Nella foto : una tomba musulmana dell'Ossario di Verdun , la scritta in arabo dice :
Questa è la tomba del '' Marhum '' ( letteralmente '' Colui che ha ricevuto la misericordia di Dio ).

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In una di queste tombe senza nome riposano le spoglie mortali di un mio lontano bisnonno tunisino,partito per combattere la Grande Guerra al fianco della Francia, nel lontano 1916.

Secondo gli storici , la Francia deportò tutti gli uomini sani e sprovvisti di un certificato d'iscrizione presso la Moschea Zitouna di Tunisi,allora una delle principali università musulmane del Nordafrica, per combattere la guerra. Molti di queste truppe coloniali, che ancora oggi molti storici definiscono '' mercenarie '', erano composte da nordafricani,senegalesi ed indocinesi,furono schierate in prima linea dagli alti comandi francesi ed esposti pericolosamente alle terribili mitragliatrici tedesche. La battaglia di Verdun,nota come una delle terribili tragedie umane della storia recente,vide milioni di soldati coloniali combattere e morire per un paese che li opprimeva.

Il velo di mistero che avvolge il destino di questo mio lontano bisnonno e ancora fitto, l'unica cosa certa e che la sua tomba senza nome si trova molto probabilmente in Francia.

Nella foto : una tomba musulmana dell'Ossario di Verdun , la scritta in arabo dice :
Questa è la tomba del '' Marhum '' ( letteralmente '' Colui che ha ricevuto la misericordia di Dio ).

Più in basso la scrittà in francese : Soldato sconosciuto/ Morto per la Francia nel 1916.

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In una di queste tombe senza nome riposano le spoglie mortali di un mio lontano bisnonno tunisino,partito per combattere la Grande Guerra al fianco della Francia, nel lontano 1916.

Secondo gli storici , la Francia deportò tutti gli uomini sani e sprovvisti di un certificato d'iscrizione presso la Moschea Zitouna di Tunisi,allora una delle principali università musulmane del Nordafrica, per combattere la guerra. Molti di queste truppe coloniali, che ancora oggi molti storici definiscono '' mercenarie '', erano composte da nordafricani,senegalesi ed indocinesi,furono schierate in prima linea dagli alti comandi francesi ed esposti pericolosamente alle terribili mitragliatrici tedesche. La battaglia di Verdun,nota come una delle terribili tragedie umane della storia recente,vide milioni di soldati coloniali combattere e morire per un paese che li opprimeva.

Il velo di mistero che avvolge il destino di questo mio lontano bisnonno e ancora fitto, l'unica cosa certa e che la sua tomba senza nome si trova molto probabilmente in Francia.

Nella foto : una tomba musulmana dell'Ossario di Verdun , la scritta in arabo dice :
Questa è la tomba del '' Marhum '' ( letteralmente '' Colui che ha ricevuto la misericordia di Dio ).

Più in basso la scrittà in francese : Soldato sconosciuto/ Morto per la Francia nel 1916.

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Ossario di Douamont - Cimitero di Verdun ( Francia)

In una di queste tombe senza nome riposano le spoglie mortali di un mio lontano bisnonno tunisino,partito per combattere la Grande Guerra al fianco della Francia, nel lontano 1916.

Secondo gli storici , la Francia deportò tutti gli uomini sani e sprovvisti di un certificato d'iscrizione presso la Moschea Zitouna di Tunisi,allora una delle principali università musulmane del Nordafrica, per combattere la guerra. Molti di queste truppe coloniali, che ancora oggi molti storici definiscono '' mercenarie '', erano composte da nordafricani,senegalesi ed indocinesi,furono schierate in prima linea dagli alti comandi francesi ed esposti pericolosamente alle terribili mitragliatrici tedesche. La battaglia di Verdun,nota come una delle terribili tragedie umane della storia recente,vide milioni di soldati coloniali combattere e morire per un paese che li opprimeva.

Il velo di mistero che avvolge il destino di questo mio lontano bisnonno e ancora fitto, l'unica cosa certa e che la sua tomba senza nome si trova molto probabilmente in Francia.

Nella foto : una tomba musulmana dell'Ossario di Verdun , la scritta in arabo dice :
Questa è la tomba del '' Marhum '' ( letteralmente '' Colui che ha ricevuto la misericordia di Dio ).

Più in basso la scrittà in francese : Soldato sconosciuto/ Morto per la Francia nel 1916.

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Ossario di Douamont - Cimitero di Verdun ( Francia)

In una di queste tombe senza nome riposano le spoglie mortali di un mio lontano bisnonno tunisino,partito per combattere la Grande Guerra al fianco della Francia, nel lontano 1916.

Secondo gli storici , la Francia deportò tutti gli uomini sani e sprovvisti di un certificato d'iscrizione presso la Moschea Zitouna di Tunisi,allora una delle principali università musulmane del Nordafrica, per combattere la guerra. Molti di queste truppe coloniali, che ancora oggi molti storici definiscono '' mercenarie '', erano composte da nordafricani,senegalesi ed indocinesi,furono schierate in prima linea dagli alti comandi francesi ed esposti pericolosamente alle terribili mitragliatrici tedesche. La battaglia di Verdun,nota come una delle terribili tragedie umane della storia recente,vide milioni di soldati coloniali combattere e morire per un paese che li opprimeva.

Il velo di mistero che avvolge il destino di questo mio lontano bisnonno e ancora fitto, l'unica cosa certa e che la sua tomba senza nome si trova molto probabilmente in Francia.

Nella foto : una tomba musulmana dell'Ossario di Verdun , la scritta in arabo dice :
Questa è la tomba del '' Marhum '' ( letteralmente '' Colui che ha ricevuto la misericordia di Dio ).

Più in basso la scrittà in francese : Soldato sconosciuto/ Morto per la Francia nel 1916.

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In una di queste tombe senza nome riposano le spoglie mortali di un mio lontano bisnonno tunisino,partito per combattere la Grande Guerra al fianco della Francia, nel lontano 1916.

Secondo gli storici , la Francia deportò tutti gli uomini sani e sprovvisti di un certificato d'iscrizione presso la Moschea Zitouna di Tunisi,allora una delle principali università musulmane del Nordafrica, per combattere la guerra. Molti di queste truppe coloniali, che ancora oggi molti storici definiscono '' mercenarie '', erano composte da nordafricani,senegalesi ed indocinesi,furono schierate in prima linea dagli alti comandi francesi ed esposti pericolosamente alle terribili mitragliatrici tedesche. La battaglia di Verdun,nota come una delle terribili tragedie umane della storia recente,vide milioni di soldati coloniali combattere e morire per un paese che li opprimeva.

Il velo di mistero che avvolge il destino di questo mio lontano bisnonno e ancora fitto, l'unica cosa certa e che la sua tomba senza nome si trova molto probabilmente in Francia.

Nella foto : una tomba musulmana dell'Ossario di Verdun , la scritta in arabo dice :
Questa è la tomba del '' Marhum '' ( letteralmente '' Colui che ha ricevuto la misericordia di Dio ).

Più in basso la scrittà in francese : Soldato sconosciuto/ Morto per la Francia nel 1916.

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Ossario di Douamont - Cimitero di Verdun ( Francia)

In una di queste tombe senza nome riposano le spoglie mortali di un mio lontano bisnonno tunisino,partito per combattere la Grande Guerra al fianco della Francia, nel lontano 1916.

Secondo gli storici , la Francia deportò tutti gli uomini sani e sprovvisti di un certificato d'iscrizione presso la Moschea Zitouna di Tunisi,allora una delle principali università musulmane del Nordafrica, per combattere la guerra. Molti di queste truppe coloniali, che ancora oggi molti storici definiscono '' mercenarie '', erano composte da nordafricani,senegalesi ed indocinesi,furono schierate in prima linea dagli alti comandi francesi ed esposti pericolosamente alle terribili mitragliatrici tedesche. La battaglia di Verdun,nota come una delle terribili tragedie umane della storia recente,vide milioni di soldati coloniali combattere e morire per un paese che li opprimeva.

Il velo di mistero che avvolge il destino di questo mio lontano bisnonno e ancora fitto, l'unica cosa certa e che la sua tomba senza nome si trova molto probabilmente in Francia.

Nella foto : una tomba musulmana dell'Ossario di Verdun , la scritta in arabo dice :
Questa è la tomba del '' Marhum '' ( letteralmente '' Colui che ha ricevuto la misericordia di Dio ).

Più in basso la scrittà in francese : Soldato sconosciuto/ Morto per la Francia nel 1916.

To be continued..
Fantasmi

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Ossario di Douamont - Cimitero di Verdun ( Francia)

In una di queste tombe senza nome riposano le spoglie mortali di un mio lontano bisnonno tunisino,partito per combattere la Grande Guerra al fianco della Francia, nel lontano 1916.

Secondo gli storici , la Francia deportò tutti gli uomini sani e sprovvisti di un certificato d'iscrizione presso la Moschea Zitouna di Tunisi,allora una delle principali università musulmane del Nordafrica, per combattere la guerra. Molti di queste truppe coloniali, che ancora oggi molti storici definiscono '' mercenarie '', erano composte da nordafricani,senegalesi ed indocinesi,furono schierate in prima linea dagli alti comandi francesi ed esposti pericolosamente alle terribili mitragliatrici tedesche. La battaglia di Verdun,nota come una delle terribili tragedie umane della storia recente,vide milioni di soldati coloniali combattere e morire per un paese che li opprimeva.

Il velo di mistero che avvolge il destino di questo mio lontano bisnonno e ancora fitto, l'unica cosa certa e che la sua tomba senza nome si trova molto probabilmente in Francia.

Nella foto : una tomba musulmana dell'Ossario di Verdun , la scritta in arabo dice :
Questa è la tomba del '' Marhum '' ( letteralmente '' Colui che ha ricevuto la misericordia di Dio ).

Più in basso la scrittà in francese : Soldato sconosciuto/ Morto per la Francia nel 1916.

To be continued..
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Ossario di Douamont - Cimitero di Verdun ( Francia)

In una di queste tombe senza nome riposano le spoglie mortali di un mio lontano bisnonno tunisino,partito per combattere la Grande Guerra al fianco della Francia, nel lontano 1916.

Secondo gli storici , la Francia deportò tutti gli uomini sani e sprovvisti di un certificato d'iscrizione presso la Moschea Zitouna di Tunisi,allora una delle principali università musulmane del Nordafrica, per combattere la guerra. Molti di queste truppe coloniali, che ancora oggi molti storici definiscono '' mercenarie '', erano composte da nordafricani,senegalesi ed indocinesi,furono schierate in prima linea dagli alti comandi francesi ed esposti pericolosamente alle terribili mitragliatrici tedesche. La battaglia di Verdun,nota come una delle terribili tragedie umane della storia recente,vide milioni di soldati coloniali combattere e morire per un paese che li opprimeva.

Il velo di mistero che avvolge il destino di questo mio lontano bisnonno e ancora fitto, l'unica cosa certa e che la sua tomba senza nome si trova molto probabilmente in Francia.

Nella foto : una tomba musulmana dell'Ossario di Verdun , la scritta in arabo dice :
Questa è la tomba del '' Marhum '' ( letteralmente '' Colui che ha ricevuto la misericordia di Dio ).

Più in basso la scrittà in francese : Soldato sconosciuto/ Morto per la Francia nel 1916.

To be continued..
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Ossario di Douamont - Cimitero di Verdun ( Francia)

In una di queste tombe senza nome riposano le spoglie mortali di un mio lontano bisnonno tunisino,partito per combattere la Grande Guerra al fianco della Francia, nel lontano 1916.

Secondo gli storici , la Francia deportò tutti gli uomini sani e sprovvisti di un certificato d'iscrizione presso la Moschea Zitouna di Tunisi,allora una delle principali università musulmane del Nordafrica, per combattere la guerra. Molti di queste truppe coloniali, che ancora oggi molti storici definiscono '' mercenarie '', erano composte da nordafricani,senegalesi ed indocinesi,furono schierate in prima linea dagli alti comandi francesi ed esposti pericolosamente alle terribili mitragliatrici tedesche. La battaglia di Verdun,nota come una delle terribili tragedie umane della storia recente,vide milioni di soldati coloniali combattere e morire per un paese che li opprimeva.

Il velo di mistero che avvolge il destino di questo mio lontano bisnonno e ancora fitto, l'unica cosa certa e che la sua tomba senza nome si trova molto probabilmente in Francia.

Nella foto : una tomba musulmana dell'Ossario di Verdun , la scritta in arabo dice :
Questa è la tomba del '' Marhum '' ( letteralmente '' Colui che ha ricevuto la misericordia di Dio ).

Più in basso la scrittà in francese : Soldato sconosciuto/ Morto per la Francia nel 1916.

To be continued..
Fantasmi

Fantasmi

Ossario di Douamont - Cimitero di Verdun ( Francia)

In una di queste tombe senza nome riposano le spoglie mortali di un mio lontano bisnonno tunisino,partito per combattere la Grande Guerra al fianco della Francia, nel lontano 1916.

Secondo gli storici , la Francia deportò tutti gli uomini sani e sprovvisti di un certificato d'iscrizione presso la Moschea Zitouna di Tunisi,allora una delle principali università musulmane del Nordafrica, per combattere la guerra. Molti di queste truppe coloniali, che ancora oggi molti storici definiscono '' mercenarie '', erano composte da nordafricani,senegalesi ed indocinesi,furono schierate in prima linea dagli alti comandi francesi ed esposti pericolosamente alle terribili mitragliatrici tedesche. La battaglia di Verdun,nota come una delle terribili tragedie umane della storia recente,vide milioni di soldati coloniali combattere e morire per un paese che li opprimeva.

Il velo di mistero che avvolge il destino di questo mio lontano bisnonno e ancora fitto, l'unica cosa certa e che la sua tomba senza nome si trova molto probabilmente in Francia.

Nella foto : una tomba musulmana dell'Ossario di Verdun , la scritta in arabo dice :
Questa è la tomba del '' Marhum '' ( letteralmente '' Colui che ha ricevuto la misericordia di Dio ).

Più in basso la scrittà in francese : Soldato sconosciuto/ Morto per la Francia nel 1916.

To be continued..
Fantasmi

Fantasmi

Ossario di Douamont - Cimitero di Verdun ( Francia)

In una di queste tombe senza nome riposano le spoglie mortali di un mio lontano bisnonno tunisino,partito per combattere la Grande Guerra al fianco della Francia, nel lontano 1916.

Secondo gli storici , la Francia deportò tutti gli uomini sani e sprovvisti di un certificato d'iscrizione presso la Moschea Zitouna di Tunisi,allora una delle principali università musulmane del Nordafrica, per combattere la guerra. Molti di queste truppe coloniali, che ancora oggi molti storici definiscono '' mercenarie '', erano composte da nordafricani,senegalesi ed indocinesi,furono schierate in prima linea dagli alti comandi francesi ed esposti pericolosamente alle terribili mitragliatrici tedesche. La battaglia di Verdun,nota come una delle terribili tragedie umane della storia recente,vide milioni di soldati coloniali combattere e morire per un paese che li opprimeva.

Il velo di mistero che avvolge il destino di questo mio lontano bisnonno e ancora fitto, l'unica cosa certa e che la sua tomba senza nome si trova molto probabilmente in Francia.

Nella foto : una tomba musulmana dell'Ossario di Verdun , la scritta in arabo dice :
Questa è la tomba del '' Marhum '' ( letteralmente '' Colui che ha ricevuto la misericordia di Dio ).

Più in basso la scrittà in francese : Soldato sconosciuto/ Morto per la Francia nel 1916.

To be continued..
Fantasmi

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Ossario di Douamont - Cimitero di Verdun ( Francia)

In una di queste tombe senza nome riposano le spoglie mortali di un mio lontano bisnonno tunisino,partito per combattere la Grande Guerra al fianco della Francia, nel lontano 1916.

Secondo gli storici , la Francia deportò tutti gli uomini sani e sprovvisti di un certificato d'iscrizione presso la Moschea Zitouna di Tunisi,allora una delle principali università musulmane del Nordafrica, per combattere la guerra. Molti di queste truppe coloniali, che ancora oggi molti storici definiscono '' mercenarie '', erano composte da nordafricani,senegalesi ed indocinesi,furono schierate in prima linea dagli alti comandi francesi ed esposti pericolosamente alle terribili mitragliatrici tedesche. La battaglia di Verdun,nota come una delle terribili tragedie umane della storia recente,vide milioni di soldati coloniali combattere e morire per un paese che li opprimeva.

Il velo di mistero che avvolge il destino di questo mio lontano bisnonno e ancora fitto, l'unica cosa certa e che la sua tomba senza nome si trova molto probabilmente in Francia.

Nella foto : una tomba musulmana dell'Ossario di Verdun , la scritta in arabo dice :
Questa è la tomba del '' Marhum '' ( letteralmente '' Colui che ha ricevuto la misericordia di Dio ).

Più in basso la scrittà in francese : Soldato sconosciuto/ Morto per la Francia nel 1916.

To be continued..
Gaza può attendere

Gaza può attendere

Gaza è sotto assedio israeliano... E l'Iraq e tutto il mondo arabo pure.

Caro popolo palestinese,adesso che ti ritrovi sotto assedio nemico,non urlare '' Dove sono gli Arabi ? !! Te lo dico io dove sono  :

Sono circondati come voi da individui sporchi,barbuti e armati fino ai denti, che nel vostro nome stanno mettendo a ferro e fuoco quelle città e quei villaggi che un tempo gridavano  con cuore sincero '' Viva la palestina libera ''  



Dio liberi l'Iraq e tutto il mondo arabo oppresso dal
cancro dell'estremismo islamico.

Rabih
Gaza può attendere

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Gaza è sotto assedio israeliano... E l'Iraq e tutto il mondo arabo pure.

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Rabih
Tunisia : uno Stato impoverito dal Fondo Monetario Internazionale.

Tunisia : uno Stato impoverito dal Fondo Monetario Internazionale.

 Il blog giornalistico '' Essawt '' torna, dopo quasi un anno di innatività, a riportare notizie riguardanti la situazione politico-economico sociale della Tunisia post primavera araba. 

Mehdi Joma'a, primo ministro tunisino
In seguito alle dimissioni del premier islamista Ali Laryaedh, il presidente della repubblica tunisina Moncef Marzouki incarica l'ex ministro dell'industria Mehdi Joma'a di formare un governo tecnico non eletto dal popolo. E mentre le emittenti tunisine festeggiano la nuova costituzione tunisina e il nuovo governo tecnico, il governatore della banca centrale della Tunisia, Chadli Ayari, annuncia che il Fondo monetario internazionale ha appena sbloccato 506 milioni di dollari di prestiti al paese magrebino attraversato da una grave crisi politico-finanziaria. Ma vediamo qual'è stato il ruolo del Fondo Monetario Internazionale nella politica economica del piccolo paese nordafricano. Vi riportiamo un articolo dell'economista canadese Michel Chossudovsky. 






Michel Chossudovsky
Il generale Zine el Abidine Ben Ali, l'ex presidente deposto della Tunisia è definito dai media occidentali, in coro, come un dittatore. 
Il movimento di protesta tunisino è descritto distrattamente come l'effetto di un regime antidemocratico e autoritario, che sfida le norme della "comunità internazionale".

Ma Ben Ali non era un "dittatore".  I dittatori decidono e comandano. Ben Ali era un servo degli interessi economici occidentali, un fedele burattino politico che obbediva agli ordini, con il sostegno attivo della comunità internazionale.
L'ingerenza straniera negli affari interni della Tunisia non è menzionata nei report dei media. Gli aumenti dei prezzi alimentari non erano "imposti" dal governo di Ben Ali. Erano imposti da Wall Street e dal FMI. 

Il ruolo del governo di Ben Ali è stato di far rispettare la micidiale ricetta economica del FMI, che in un periodo di oltre 20 anni ha portato al risultato di destabilizzare l’economia nazionale e impoverire la popolazione tunisina.  
Ben Ali come capo di stato non ha deciso nulla di sostanziale. La sovranità nazionale era già perduta. Nel 1987, al culmine della crisi del debito, il governo di sinistra di Habib Bourguiba è stato sostituito da un nuovo regime, fortemente impegnato sulle riforme del "libero mercato".La gestione macroeconomica sotto la guida del FMI era oramai nelle mani dei creditori esteri della Tunisia. Nel corso degli ultimi 23 anni, la politica economica e sociale della Tunisia è stata dettata dal "Washington Consensus".
Ben Ali rimase al potere, perché il suo governo obbediva ed attuava in maniera efficace il diktat del FMI, al servizio sia degli USA che della Unione europea.
Questo modello è stato seguito in numerosi paesi.
La continuità delle micidiali riforme del FMI richiede una "sostituzione" del regime. L'instaurazione di un burattino politico assicura l'attuazione del programma neoliberista, creando le condizioni per l'eventuale destituzione di un governo corrotto e impopolare che venga rappresentato come causa dell'impoverimento di un'intera popolazione.


Il movimento di protesta.

Non sono Wall Street e le istituzioni finanziarie internazionali con sede a Washington, ad essere il bersaglio diretto del movimento di protesta. L'esplosione sociale si è rivolta contro il governo piuttosto che contro l'ingerenza delle potenze straniere nella conduzione della politica di governo.
Dall'inizio, le proteste non sono partite da un movimento politico organizzato contro l'imposizione delle riforme neoliberiste.
Inoltre, vi sono indicazioni che il movimento di protesta sia stato manipolato al fine di creare il caos sociale, e insieme garantire la continuità politica. Ci sono rapporti non confermati di atti di repressione e di intimidazione da parte di milizie armate nelle principali aree urbane.
La questione importante è come si evolverà la crisi? Come sarà affrontato dal popolo tunisino il più grave problema dell'ingerenza straniera?
Dal punto di vista di Washington e Bruxelles, il regime autoritario impopolare è aspramente criticato allo scopo di sostituirlo con un nuovo governo fantoccio. Le elezioni sono previste sotto la supervisione della cosiddetta comunità internazionale, con i candidati pre-selezionati.

Se questo processo di cambiamento di regime viene effettuato per conto degli interessi stranieri, il nuovo governo dovrà senza dubbio garantire la continuità della politica neoliberista, che è servita a impoverire la popolazione tunisina.
Il governo ad interim guidato dal presidente incaricato Fouad Mebazza è attualmente in una situazione di stallo, con una feroce opposizione proveniente dal movimento sindacale (UGTT). Mebazza ha promesso di "rompere con il passato", senza peraltro precisare se ciò significhi l'abrogazione delle riforme economiche neoliberiste.


Cenni storici.

I media in coro hanno presentato la crisi in Tunisia come una questione di politica interna, senza una visione storica. La presunzione è che con la rimozione del "dittatore"e la instaurazione di un governo regolarmente eletto, la crisi sociale finirà per essere risolta.
La prima "rivolta del pane" in Tunisia risale al 1984. Il movimento di protesta del gennaio 1984 è stato motivato da un aumento del 100 per cento del prezzo del pane. Questo rincaro era stato chiesto dal FMI nel quadro del programma di aggiustamento strutturale (SAP) della Tunisia. L'eliminazione dei sussidi alimentari era di fatto una condizione del contratto di prestito con il FMI.

Il Presidente Habib Bourguiba, che aveva svolto un ruolo storico nella liberazione del suo paese dal colonialismo francese, dichiarò lo stato di emergenza in risposta ai disordini:
«Mentre risuonavano gli spari, le truppe della polizia e dell'esercito in jeep e blindati occupavano la città per sedare la "rivolta del pane". La dimostrazione di forza infine produsse una calma inquieta, ma solo dopo che più di 50 manifestanti e passanti erano stati uccisi. Poi, in una drammatica trasmissione radiotelevisiva di cinque minuti, Bourguiba annunciò che avrebbe riportato indietro l'aumento dei prezzi». (Tunisia: Bourguiba Lets Them Eat Bread - TIME, gennaio 1984)

In seguito alla ritrattazione del presidente Bourguiba, l'impennata del prezzo del pane fu invertita. Bourguiba licenziò il suo ministro degli Interni e rifiutò di rispettare le richieste del Washington Consensus.
L'agenda neoliberista comunque aveva sortito i suoi effetti, portando all'inflazione galoppante e alla disoccupazione di massa. Tre anni dopo, Bourguiba e il suo governo furono rimossi in un colpo di stato incruento "per motivi di incompetenza", portando all'insediamento del presidente generale Zine el Abidine Ben Ali nel novembre 1987. Questo colpo di Stato non era diretto contro Bourguiba, era destinato a smantellare in modo permanente la struttura politica nazionalista inizialmente istituita a metà degli anni '50, per poter così privatizzare i beni dello Stato.
Il colpo di stato militare, non solo segnò la fine del nazionalismo post-coloniale che era stato guidato da Bourguiba, ma contribuì anche a indebolire il ruolo della Francia. Il governo di Ben Ali era allineato a Washington piuttosto che a Parigi.
Pochi mesi dopo l'insediamento di Ben Ali' a presidente del paese, venne firmato un accordo importante con il FMI. Fu raggiunto anche un accordo con Bruxelles sull'istituzione di un regime di libero scambio con l'UE. Un ampio programma di privatizzazioni fu messo sotto il controllo della Banca Mondiale e del FMI. Con paghe orarie dell'ordine di 0.75 euro all'ora, la Tunisia diventò inoltre una sacca di manodopera a buon mercato per l'Unione Europea.


Chi è il dittatore?

Una revisione dei documenti del FMI suggerisce che dall'instaurazione di Ben Ali nel 1987 ad oggi, il suo governo si era attenuto fedelmente alle condizioni del FMI- Banca mondiale, compreso il licenziamento dei lavoratori del settore pubblico, l'eliminazione dei controlli sui prezzi dei beni di consumo essenziali e l'attuazione di un ampio programma di privatizzazioni. La sospensione delle barriere commerciali ordinata dalla banca mondiale portò ad un'ondata di fallimenti.
A seguito di queste dislocazioni dell'economia nazionale, le rimesse degli operai tunisini dall'Unione Europea divennero una fonte sempre più importante di valuta estera. Ci sono circa 650.000 tunisini che vivono oltremare. Le rimesse totali degli emigranti nel 2010 sono state dell'ordine di 1,96 miliardi di dollari, in aumento del 57 per cento rispetto al 2003. Una grande parte di queste rimesse in valuta sono usate per servire il debito estero del paese.


L'aumento speculativo nei prezzi mondiali degli alimenti

Nel settembre 2010, è stata raggiunta un'intesa fra Tunisi ed il FMI, che raccomandava la rimozione delle ultime sovvenzioni come mezzo per realizzare l'equilibrio fiscale:
«Il rigore fiscale rimane una priorità assoluta per le autorità [tunisine], che sentono l'esigenza nel 2010 di continuare con una politica fiscale rigorosa nel contesto internazionale corrente. Gli sforzi sostenuti nell'ultima decade per abbassare il livello del debito pubblico non dovrebbero essere compromessi da una politica fiscale troppo lassista. Le autorità sono impegnate a controllare saldamente le spese correnti, comprese le sovvenzioni…»
http://www.imf.org/external/pubs/ft/scr/2010/cr10282.pdf

Vale la pena notare che l'insistenza del FMI sull'austerità fiscale e la rimozione delle sovvenzioni hanno coinciso cronologicamente con un nuovo aumento nei prezzi degli alimenti sui mercati di Londra, di New York e di Chicago. Questi aumenti dei prezzi sono in gran parte il risultato di operazioni speculative da parte di importanti interessi finanziari e corporativi del settore dell'agribusiness. Sono il risultato di un'autentica manipolazione (non di penuria), e hanno impoverito la gente a livello globale. La corsa nei prezzi degli alimenti costituisce una nuova fase del processo dell'impoverimento globale.

«I media hanno fuorviato l'opinione pubblica sulle cause di questi aumenti dei prezzi, fissando l'attenzione quasi esclusivamente sugli aumenti dei costi di produzione, il clima ed altri fattori che riducono l'offerta e che potrebbero contribuire ad accrescere il prezzo degli alimenti.
Anche se questi fattori possono entrare in gioco, sono di importanza limitata nella spiegazione dell'aumento impressionante e drammatico nei prezzi dei beni. Essi sono in gran parte il risultato di manipolazioni del mercato. Sono in gran parte attribuibili alle operazioni speculative sui mercati delle merci. I prezzi del grano sono stati amplificati artificialmente da speculazioni su grande scala nei mercati a termine di Chicago e di New York. …

La speculazione sul grano, il riso o il mais, si può fare senza nessuno scambio reale di merci. Le istituzioni che speculano nel mercato del grano non sono necessariamente coinvolte nella vendita o nella reale consegna del grano.
Le transazioni possono usare i fondi indicizzati sulle materie prime che sono scommesse sul movimento rialzista o ribassista dei prezzi dei beni. Una "put option" è una scommessa sul ribasso del prezzo, una "call option" è una scommessa sul rialzo. Con manipolazioni concordate, gli investitori istituzionali e le istituzioni finanziarie possono far salire il prezzo e quindi scommettere su un movimento rialzista di una materia prima in particolare.
La speculazione genera la volatilità del mercato. A sua volta, l'instabilità che ne risulta incoraggia l' ulteriore attività speculativa.
I profitti sono realizzati quando il prezzo sale. Per contro, se lo speculatore gioca al ribasso, vendendo sull mercato, guadagnerà quando il prezzo sprofonda.
Questo recente rialzo speculativo nei prezzi degli alimenti è stato causa di una carestia su scala mondiale senza precedenti». (Michel Chossudovsky)
http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=8877)

Dal 2006 al 2008, c'è stato un drammatico rialzo nei prezzi di tutte le importanti materie prime alimentari, compreso riso, grano e mais. Il prezzo del riso è triplicato nell'arco di cinque anni, da circa 600 $ la tonnellata nel 2003 a più di 1800 $ la tonnellata nel maggio 2008. (Michel Chossudovsky,http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=9191 , per ulteriori particolari, si veda Michel Chossudovsky, ( http://globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=20425 )

Il recente rialzo nel prezzo del grano rientra in un aumento del 32 per cento dell' indice composito dei prezzi degli alimenti della FAO registrato nella seconda metà del 2010.

«I prezzi in ascesa dello zucchero, del grano e dei semi oleosi hanno portato a un record nei prezzi mondiali degli alimenti a dicembre, superando i livelli del 2008 quando il costo del cibo ha fatto scoppiare tumulti nel mondo e lanciare avvertimenti sui prezzi entrati in "zona pericolosa".
Un indice mensile delle Nazioni Unite a dicembre superava il picco mensile precedente - del giugno 2008 - per raggiungere il livello più elevato dal 1990. Pubblicato dall'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura con sede a Roma (la FAO), l'indice riporta i prezzi di un paniere di cereali, semi oleosi, latticini, carne e zucchero, aumentato per sei mesi consecutivi». (The Guardian, 5 gennaio 2011)

Amara ironia: in un contesto di aumento dei prezzi degli alimenti, il FMI suggerisce la rimozione delle sovvenzioni allo scopo di raggiungere l'obiettivo dell' austerità fiscale.


Manipolazione dei dati su povertà e disoccupazione

Un'atmosfera di disperazione sociale prevale, le vite della gente sono distrutte. Mentre il movimento di protesta in Tunisia è visibilmente il risultato diretto di un impoverimento totale, la banca mondiale sostiene che i livelli di povertà sono stati ridotti dalle riforme di liberalizzazione del mercato adottate dal governo del Ben Ali.
Secondo il rapporto sul paese della Banca Mondiale, il governo tunisino (con il supporto delle istituzioni di Bretton Woods) è stato fondamentale nel ridurre i livelli di povertà al 7 per cento (inferiore sostanzialmente a quello registrato negli Stati Uniti e nell'UE):

«La Tunisia ha realizzato notevoli progressi nell'equità dello sviluppo, nel combattere la povertà e nel raggiungimento di buoni indicatori sociali. Ha riportato un tasso di crescita medio del 5 per cento in questi ultimi 20 anni, con un aumento constante nel reddito pro capite e un aumento corrispondente nel benessere della popolazione che registra un livello di povertà del 7%, fra i più bassi nella regione.
L'aumento constante nel reddito pro capite è stato il motore principale per la riduzione della povertà. … Le strade nelle aree rurali sono state particolarmente importanti nell'aiutare i poveri di queste aree a collegarsi ai mercati ed ai servizi urbani. I programmi sulle abitazioni hanno migliorato il livello di vita dei poveri ed inoltre hanno reso disponibile il reddito risparmiato per la spesa in alimenti e articoli non-alimentari, con impatti positivi di attenuazione della povertà. I sussidi alimentari, destinati ai poveri, anche se non in maniera ottimale, hanno tuttavia aiutato i poveri urbani». (Banca mondiale - Tunisia - Country Brief)

Queste stime sulla povertà, senza accennare ad alcuna "analisi" economica e sociale, sono autentiche montature. Presentano il libero mercato come il motore di un'attenuazione della povertà. L'impalcatura analitica della Banca Mondiale è usata per giustificare un processo di "repressione" economica che è stato applicato universalmente in più di 150 paesi in via di sviluppo.
Con il 7 per cento della popolazione che vive nella povertà (come suggerito dalla "stima" della banca mondiale) e il 93 per cento della popolazione coi bisogni fondamentali soddisfatti in termini di alimenti, abitazione, salute e formazione, non ci sarebbe stata crisi sociale in Tunisia.

La Banca Mondiale è attivamente impegnata nella manipolazione dei dati e nella distorsione della difficile situazione sociale della popolazione tunisina.
Il tasso di disoccupazione ufficiale è al 14 per cento, ma il livello reale di disoccupazione è molto più alto. La disoccupazione giovanile registrata è dell'ordine del 30 per cento. I Servizi Sociali, compreso la sanità e la formazione sono sprofondate nell'urto delle misure di austerità economica della Banca Mondiale e del FMI .

Più in generale, «la dura realtà economica e sociale che sta alla base dell'intervento del FMI consiste nei prezzi degli alimenti in ascesa, carestie a livello locale, licenziamenti massicci degli operai urbani e degli impiegati pubblici, e distruzione dei programmi sociali. Il potere di acquisto interno è sprofondato, ospedali e scuole sono stati chiusi, a centinaia di milioni di bambini è stato negato il diritto all'istruzione primaria»

 Di Michel Chossudovsky
Tunisia : uno Stato impoverito dal Fondo Monetario Internazionale.

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 Il blog giornalistico '' Essawt '' torna, dopo quasi un anno di innatività, a riportare notizie riguardanti la situazione politico-economico sociale della Tunisia post primavera araba. 

Mehdi Joma'a, primo ministro tunisino
In seguito alle dimissioni del premier islamista Ali Laryaedh, il presidente della repubblica tunisina Moncef Marzouki incarica l'ex ministro dell'industria Mehdi Joma'a di formare un governo tecnico non eletto dal popolo. E mentre le emittenti tunisine festeggiano la nuova costituzione tunisina e il nuovo governo tecnico, il governatore della banca centrale della Tunisia, Chadli Ayari, annuncia che il Fondo monetario internazionale ha appena sbloccato 506 milioni di dollari di prestiti al paese magrebino attraversato da una grave crisi politico-finanziaria. Ma vediamo qual'è stato il ruolo del Fondo Monetario Internazionale nella politica economica del piccolo paese nordafricano. Vi riportiamo un articolo dell'economista canadese Michel Chossudovsky. 






Michel Chossudovsky
Il generale Zine el Abidine Ben Ali, l'ex presidente deposto della Tunisia è definito dai media occidentali, in coro, come un dittatore. 
Il movimento di protesta tunisino è descritto distrattamente come l'effetto di un regime antidemocratico e autoritario, che sfida le norme della "comunità internazionale".

Ma Ben Ali non era un "dittatore".  I dittatori decidono e comandano. Ben Ali era un servo degli interessi economici occidentali, un fedele burattino politico che obbediva agli ordini, con il sostegno attivo della comunità internazionale.
L'ingerenza straniera negli affari interni della Tunisia non è menzionata nei report dei media. Gli aumenti dei prezzi alimentari non erano "imposti" dal governo di Ben Ali. Erano imposti da Wall Street e dal FMI. 

Il ruolo del governo di Ben Ali è stato di far rispettare la micidiale ricetta economica del FMI, che in un periodo di oltre 20 anni ha portato al risultato di destabilizzare l’economia nazionale e impoverire la popolazione tunisina.  
Ben Ali come capo di stato non ha deciso nulla di sostanziale. La sovranità nazionale era già perduta. Nel 1987, al culmine della crisi del debito, il governo di sinistra di Habib Bourguiba è stato sostituito da un nuovo regime, fortemente impegnato sulle riforme del "libero mercato".La gestione macroeconomica sotto la guida del FMI era oramai nelle mani dei creditori esteri della Tunisia. Nel corso degli ultimi 23 anni, la politica economica e sociale della Tunisia è stata dettata dal "Washington Consensus".
Ben Ali rimase al potere, perché il suo governo obbediva ed attuava in maniera efficace il diktat del FMI, al servizio sia degli USA che della Unione europea.
Questo modello è stato seguito in numerosi paesi.
La continuità delle micidiali riforme del FMI richiede una "sostituzione" del regime. L'instaurazione di un burattino politico assicura l'attuazione del programma neoliberista, creando le condizioni per l'eventuale destituzione di un governo corrotto e impopolare che venga rappresentato come causa dell'impoverimento di un'intera popolazione.


Il movimento di protesta.

Non sono Wall Street e le istituzioni finanziarie internazionali con sede a Washington, ad essere il bersaglio diretto del movimento di protesta. L'esplosione sociale si è rivolta contro il governo piuttosto che contro l'ingerenza delle potenze straniere nella conduzione della politica di governo.
Dall'inizio, le proteste non sono partite da un movimento politico organizzato contro l'imposizione delle riforme neoliberiste.
Inoltre, vi sono indicazioni che il movimento di protesta sia stato manipolato al fine di creare il caos sociale, e insieme garantire la continuità politica. Ci sono rapporti non confermati di atti di repressione e di intimidazione da parte di milizie armate nelle principali aree urbane.
La questione importante è come si evolverà la crisi? Come sarà affrontato dal popolo tunisino il più grave problema dell'ingerenza straniera?
Dal punto di vista di Washington e Bruxelles, il regime autoritario impopolare è aspramente criticato allo scopo di sostituirlo con un nuovo governo fantoccio. Le elezioni sono previste sotto la supervisione della cosiddetta comunità internazionale, con i candidati pre-selezionati.

Se questo processo di cambiamento di regime viene effettuato per conto degli interessi stranieri, il nuovo governo dovrà senza dubbio garantire la continuità della politica neoliberista, che è servita a impoverire la popolazione tunisina.
Il governo ad interim guidato dal presidente incaricato Fouad Mebazza è attualmente in una situazione di stallo, con una feroce opposizione proveniente dal movimento sindacale (UGTT). Mebazza ha promesso di "rompere con il passato", senza peraltro precisare se ciò significhi l'abrogazione delle riforme economiche neoliberiste.


Cenni storici.

I media in coro hanno presentato la crisi in Tunisia come una questione di politica interna, senza una visione storica. La presunzione è che con la rimozione del "dittatore"e la instaurazione di un governo regolarmente eletto, la crisi sociale finirà per essere risolta.
La prima "rivolta del pane" in Tunisia risale al 1984. Il movimento di protesta del gennaio 1984 è stato motivato da un aumento del 100 per cento del prezzo del pane. Questo rincaro era stato chiesto dal FMI nel quadro del programma di aggiustamento strutturale (SAP) della Tunisia. L'eliminazione dei sussidi alimentari era di fatto una condizione del contratto di prestito con il FMI.

Il Presidente Habib Bourguiba, che aveva svolto un ruolo storico nella liberazione del suo paese dal colonialismo francese, dichiarò lo stato di emergenza in risposta ai disordini:
«Mentre risuonavano gli spari, le truppe della polizia e dell'esercito in jeep e blindati occupavano la città per sedare la "rivolta del pane". La dimostrazione di forza infine produsse una calma inquieta, ma solo dopo che più di 50 manifestanti e passanti erano stati uccisi. Poi, in una drammatica trasmissione radiotelevisiva di cinque minuti, Bourguiba annunciò che avrebbe riportato indietro l'aumento dei prezzi». (Tunisia: Bourguiba Lets Them Eat Bread - TIME, gennaio 1984)

In seguito alla ritrattazione del presidente Bourguiba, l'impennata del prezzo del pane fu invertita. Bourguiba licenziò il suo ministro degli Interni e rifiutò di rispettare le richieste del Washington Consensus.
L'agenda neoliberista comunque aveva sortito i suoi effetti, portando all'inflazione galoppante e alla disoccupazione di massa. Tre anni dopo, Bourguiba e il suo governo furono rimossi in un colpo di stato incruento "per motivi di incompetenza", portando all'insediamento del presidente generale Zine el Abidine Ben Ali nel novembre 1987. Questo colpo di Stato non era diretto contro Bourguiba, era destinato a smantellare in modo permanente la struttura politica nazionalista inizialmente istituita a metà degli anni '50, per poter così privatizzare i beni dello Stato.
Il colpo di stato militare, non solo segnò la fine del nazionalismo post-coloniale che era stato guidato da Bourguiba, ma contribuì anche a indebolire il ruolo della Francia. Il governo di Ben Ali era allineato a Washington piuttosto che a Parigi.
Pochi mesi dopo l'insediamento di Ben Ali' a presidente del paese, venne firmato un accordo importante con il FMI. Fu raggiunto anche un accordo con Bruxelles sull'istituzione di un regime di libero scambio con l'UE. Un ampio programma di privatizzazioni fu messo sotto il controllo della Banca Mondiale e del FMI. Con paghe orarie dell'ordine di 0.75 euro all'ora, la Tunisia diventò inoltre una sacca di manodopera a buon mercato per l'Unione Europea.


Chi è il dittatore?

Una revisione dei documenti del FMI suggerisce che dall'instaurazione di Ben Ali nel 1987 ad oggi, il suo governo si era attenuto fedelmente alle condizioni del FMI- Banca mondiale, compreso il licenziamento dei lavoratori del settore pubblico, l'eliminazione dei controlli sui prezzi dei beni di consumo essenziali e l'attuazione di un ampio programma di privatizzazioni. La sospensione delle barriere commerciali ordinata dalla banca mondiale portò ad un'ondata di fallimenti.
A seguito di queste dislocazioni dell'economia nazionale, le rimesse degli operai tunisini dall'Unione Europea divennero una fonte sempre più importante di valuta estera. Ci sono circa 650.000 tunisini che vivono oltremare. Le rimesse totali degli emigranti nel 2010 sono state dell'ordine di 1,96 miliardi di dollari, in aumento del 57 per cento rispetto al 2003. Una grande parte di queste rimesse in valuta sono usate per servire il debito estero del paese.


L'aumento speculativo nei prezzi mondiali degli alimenti

Nel settembre 2010, è stata raggiunta un'intesa fra Tunisi ed il FMI, che raccomandava la rimozione delle ultime sovvenzioni come mezzo per realizzare l'equilibrio fiscale:
«Il rigore fiscale rimane una priorità assoluta per le autorità [tunisine], che sentono l'esigenza nel 2010 di continuare con una politica fiscale rigorosa nel contesto internazionale corrente. Gli sforzi sostenuti nell'ultima decade per abbassare il livello del debito pubblico non dovrebbero essere compromessi da una politica fiscale troppo lassista. Le autorità sono impegnate a controllare saldamente le spese correnti, comprese le sovvenzioni…»
http://www.imf.org/external/pubs/ft/scr/2010/cr10282.pdf

Vale la pena notare che l'insistenza del FMI sull'austerità fiscale e la rimozione delle sovvenzioni hanno coinciso cronologicamente con un nuovo aumento nei prezzi degli alimenti sui mercati di Londra, di New York e di Chicago. Questi aumenti dei prezzi sono in gran parte il risultato di operazioni speculative da parte di importanti interessi finanziari e corporativi del settore dell'agribusiness. Sono il risultato di un'autentica manipolazione (non di penuria), e hanno impoverito la gente a livello globale. La corsa nei prezzi degli alimenti costituisce una nuova fase del processo dell'impoverimento globale.

«I media hanno fuorviato l'opinione pubblica sulle cause di questi aumenti dei prezzi, fissando l'attenzione quasi esclusivamente sugli aumenti dei costi di produzione, il clima ed altri fattori che riducono l'offerta e che potrebbero contribuire ad accrescere il prezzo degli alimenti.
Anche se questi fattori possono entrare in gioco, sono di importanza limitata nella spiegazione dell'aumento impressionante e drammatico nei prezzi dei beni. Essi sono in gran parte il risultato di manipolazioni del mercato. Sono in gran parte attribuibili alle operazioni speculative sui mercati delle merci. I prezzi del grano sono stati amplificati artificialmente da speculazioni su grande scala nei mercati a termine di Chicago e di New York. …

La speculazione sul grano, il riso o il mais, si può fare senza nessuno scambio reale di merci. Le istituzioni che speculano nel mercato del grano non sono necessariamente coinvolte nella vendita o nella reale consegna del grano.
Le transazioni possono usare i fondi indicizzati sulle materie prime che sono scommesse sul movimento rialzista o ribassista dei prezzi dei beni. Una "put option" è una scommessa sul ribasso del prezzo, una "call option" è una scommessa sul rialzo. Con manipolazioni concordate, gli investitori istituzionali e le istituzioni finanziarie possono far salire il prezzo e quindi scommettere su un movimento rialzista di una materia prima in particolare.
La speculazione genera la volatilità del mercato. A sua volta, l'instabilità che ne risulta incoraggia l' ulteriore attività speculativa.
I profitti sono realizzati quando il prezzo sale. Per contro, se lo speculatore gioca al ribasso, vendendo sull mercato, guadagnerà quando il prezzo sprofonda.
Questo recente rialzo speculativo nei prezzi degli alimenti è stato causa di una carestia su scala mondiale senza precedenti». (Michel Chossudovsky)
http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=8877)

Dal 2006 al 2008, c'è stato un drammatico rialzo nei prezzi di tutte le importanti materie prime alimentari, compreso riso, grano e mais. Il prezzo del riso è triplicato nell'arco di cinque anni, da circa 600 $ la tonnellata nel 2003 a più di 1800 $ la tonnellata nel maggio 2008. (Michel Chossudovsky,http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=9191 , per ulteriori particolari, si veda Michel Chossudovsky, ( http://globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=20425 )

Il recente rialzo nel prezzo del grano rientra in un aumento del 32 per cento dell' indice composito dei prezzi degli alimenti della FAO registrato nella seconda metà del 2010.

«I prezzi in ascesa dello zucchero, del grano e dei semi oleosi hanno portato a un record nei prezzi mondiali degli alimenti a dicembre, superando i livelli del 2008 quando il costo del cibo ha fatto scoppiare tumulti nel mondo e lanciare avvertimenti sui prezzi entrati in "zona pericolosa".
Un indice mensile delle Nazioni Unite a dicembre superava il picco mensile precedente - del giugno 2008 - per raggiungere il livello più elevato dal 1990. Pubblicato dall'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura con sede a Roma (la FAO), l'indice riporta i prezzi di un paniere di cereali, semi oleosi, latticini, carne e zucchero, aumentato per sei mesi consecutivi». (The Guardian, 5 gennaio 2011)

Amara ironia: in un contesto di aumento dei prezzi degli alimenti, il FMI suggerisce la rimozione delle sovvenzioni allo scopo di raggiungere l'obiettivo dell' austerità fiscale.


Manipolazione dei dati su povertà e disoccupazione

Un'atmosfera di disperazione sociale prevale, le vite della gente sono distrutte. Mentre il movimento di protesta in Tunisia è visibilmente il risultato diretto di un impoverimento totale, la banca mondiale sostiene che i livelli di povertà sono stati ridotti dalle riforme di liberalizzazione del mercato adottate dal governo del Ben Ali.
Secondo il rapporto sul paese della Banca Mondiale, il governo tunisino (con il supporto delle istituzioni di Bretton Woods) è stato fondamentale nel ridurre i livelli di povertà al 7 per cento (inferiore sostanzialmente a quello registrato negli Stati Uniti e nell'UE):

«La Tunisia ha realizzato notevoli progressi nell'equità dello sviluppo, nel combattere la povertà e nel raggiungimento di buoni indicatori sociali. Ha riportato un tasso di crescita medio del 5 per cento in questi ultimi 20 anni, con un aumento constante nel reddito pro capite e un aumento corrispondente nel benessere della popolazione che registra un livello di povertà del 7%, fra i più bassi nella regione.
L'aumento constante nel reddito pro capite è stato il motore principale per la riduzione della povertà. … Le strade nelle aree rurali sono state particolarmente importanti nell'aiutare i poveri di queste aree a collegarsi ai mercati ed ai servizi urbani. I programmi sulle abitazioni hanno migliorato il livello di vita dei poveri ed inoltre hanno reso disponibile il reddito risparmiato per la spesa in alimenti e articoli non-alimentari, con impatti positivi di attenuazione della povertà. I sussidi alimentari, destinati ai poveri, anche se non in maniera ottimale, hanno tuttavia aiutato i poveri urbani». (Banca mondiale - Tunisia - Country Brief)

Queste stime sulla povertà, senza accennare ad alcuna "analisi" economica e sociale, sono autentiche montature. Presentano il libero mercato come il motore di un'attenuazione della povertà. L'impalcatura analitica della Banca Mondiale è usata per giustificare un processo di "repressione" economica che è stato applicato universalmente in più di 150 paesi in via di sviluppo.
Con il 7 per cento della popolazione che vive nella povertà (come suggerito dalla "stima" della banca mondiale) e il 93 per cento della popolazione coi bisogni fondamentali soddisfatti in termini di alimenti, abitazione, salute e formazione, non ci sarebbe stata crisi sociale in Tunisia.

La Banca Mondiale è attivamente impegnata nella manipolazione dei dati e nella distorsione della difficile situazione sociale della popolazione tunisina.
Il tasso di disoccupazione ufficiale è al 14 per cento, ma il livello reale di disoccupazione è molto più alto. La disoccupazione giovanile registrata è dell'ordine del 30 per cento. I Servizi Sociali, compreso la sanità e la formazione sono sprofondate nell'urto delle misure di austerità economica della Banca Mondiale e del FMI .

Più in generale, «la dura realtà economica e sociale che sta alla base dell'intervento del FMI consiste nei prezzi degli alimenti in ascesa, carestie a livello locale, licenziamenti massicci degli operai urbani e degli impiegati pubblici, e distruzione dei programmi sociali. Il potere di acquisto interno è sprofondato, ospedali e scuole sono stati chiusi, a centinaia di milioni di bambini è stato negato il diritto all'istruzione primaria»

 Di Michel Chossudovsky
Tunisia : uno Stato impoverito dal Fondo Monetario Internazionale.

Tunisia : uno Stato impoverito dal Fondo Monetario Internazionale.

 Il blog giornalistico '' Essawt '' torna, dopo quasi un anno di innatività, a riportare notizie riguardanti la situazione politico-economico sociale della Tunisia post primavera araba. 

Mehdi Joma'a, primo ministro tunisino
In seguito alle dimissioni del premier islamista Ali Laryaedh, il presidente della repubblica tunisina Moncef Marzouki incarica l'ex ministro dell'industria Mehdi Joma'a di formare un governo tecnico non eletto dal popolo. E mentre le emittenti tunisine festeggiano la nuova costituzione tunisina e il nuovo governo tecnico, il governatore della banca centrale della Tunisia, Chadli Ayari, annuncia che il Fondo monetario internazionale ha appena sbloccato 506 milioni di dollari di prestiti al paese magrebino attraversato da una grave crisi politico-finanziaria. Ma vediamo qual'è stato il ruolo del Fondo Monetario Internazionale nella politica economica del piccolo paese nordafricano. Vi riportiamo un articolo dell'economista canadese Michel Chossudovsky. 






Michel Chossudovsky
Il generale Zine el Abidine Ben Ali, l'ex presidente deposto della Tunisia è definito dai media occidentali, in coro, come un dittatore. 
Il movimento di protesta tunisino è descritto distrattamente come l'effetto di un regime antidemocratico e autoritario, che sfida le norme della "comunità internazionale".

Ma Ben Ali non era un "dittatore".  I dittatori decidono e comandano. Ben Ali era un servo degli interessi economici occidentali, un fedele burattino politico che obbediva agli ordini, con il sostegno attivo della comunità internazionale.
L'ingerenza straniera negli affari interni della Tunisia non è menzionata nei report dei media. Gli aumenti dei prezzi alimentari non erano "imposti" dal governo di Ben Ali. Erano imposti da Wall Street e dal FMI. 

Il ruolo del governo di Ben Ali è stato di far rispettare la micidiale ricetta economica del FMI, che in un periodo di oltre 20 anni ha portato al risultato di destabilizzare l’economia nazionale e impoverire la popolazione tunisina.  
Ben Ali come capo di stato non ha deciso nulla di sostanziale. La sovranità nazionale era già perduta. Nel 1987, al culmine della crisi del debito, il governo di sinistra di Habib Bourguiba è stato sostituito da un nuovo regime, fortemente impegnato sulle riforme del "libero mercato".La gestione macroeconomica sotto la guida del FMI era oramai nelle mani dei creditori esteri della Tunisia. Nel corso degli ultimi 23 anni, la politica economica e sociale della Tunisia è stata dettata dal "Washington Consensus".
Ben Ali rimase al potere, perché il suo governo obbediva ed attuava in maniera efficace il diktat del FMI, al servizio sia degli USA che della Unione europea.
Questo modello è stato seguito in numerosi paesi.
La continuità delle micidiali riforme del FMI richiede una "sostituzione" del regime. L'instaurazione di un burattino politico assicura l'attuazione del programma neoliberista, creando le condizioni per l'eventuale destituzione di un governo corrotto e impopolare che venga rappresentato come causa dell'impoverimento di un'intera popolazione.


Il movimento di protesta.

Non sono Wall Street e le istituzioni finanziarie internazionali con sede a Washington, ad essere il bersaglio diretto del movimento di protesta. L'esplosione sociale si è rivolta contro il governo piuttosto che contro l'ingerenza delle potenze straniere nella conduzione della politica di governo.
Dall'inizio, le proteste non sono partite da un movimento politico organizzato contro l'imposizione delle riforme neoliberiste.
Inoltre, vi sono indicazioni che il movimento di protesta sia stato manipolato al fine di creare il caos sociale, e insieme garantire la continuità politica. Ci sono rapporti non confermati di atti di repressione e di intimidazione da parte di milizie armate nelle principali aree urbane.
La questione importante è come si evolverà la crisi? Come sarà affrontato dal popolo tunisino il più grave problema dell'ingerenza straniera?
Dal punto di vista di Washington e Bruxelles, il regime autoritario impopolare è aspramente criticato allo scopo di sostituirlo con un nuovo governo fantoccio. Le elezioni sono previste sotto la supervisione della cosiddetta comunità internazionale, con i candidati pre-selezionati.

Se questo processo di cambiamento di regime viene effettuato per conto degli interessi stranieri, il nuovo governo dovrà senza dubbio garantire la continuità della politica neoliberista, che è servita a impoverire la popolazione tunisina.
Il governo ad interim guidato dal presidente incaricato Fouad Mebazza è attualmente in una situazione di stallo, con una feroce opposizione proveniente dal movimento sindacale (UGTT). Mebazza ha promesso di "rompere con il passato", senza peraltro precisare se ciò significhi l'abrogazione delle riforme economiche neoliberiste.


Cenni storici.

I media in coro hanno presentato la crisi in Tunisia come una questione di politica interna, senza una visione storica. La presunzione è che con la rimozione del "dittatore"e la instaurazione di un governo regolarmente eletto, la crisi sociale finirà per essere risolta.
La prima "rivolta del pane" in Tunisia risale al 1984. Il movimento di protesta del gennaio 1984 è stato motivato da un aumento del 100 per cento del prezzo del pane. Questo rincaro era stato chiesto dal FMI nel quadro del programma di aggiustamento strutturale (SAP) della Tunisia. L'eliminazione dei sussidi alimentari era di fatto una condizione del contratto di prestito con il FMI.

Il Presidente Habib Bourguiba, che aveva svolto un ruolo storico nella liberazione del suo paese dal colonialismo francese, dichiarò lo stato di emergenza in risposta ai disordini:
«Mentre risuonavano gli spari, le truppe della polizia e dell'esercito in jeep e blindati occupavano la città per sedare la "rivolta del pane". La dimostrazione di forza infine produsse una calma inquieta, ma solo dopo che più di 50 manifestanti e passanti erano stati uccisi. Poi, in una drammatica trasmissione radiotelevisiva di cinque minuti, Bourguiba annunciò che avrebbe riportato indietro l'aumento dei prezzi». (Tunisia: Bourguiba Lets Them Eat Bread - TIME, gennaio 1984)

In seguito alla ritrattazione del presidente Bourguiba, l'impennata del prezzo del pane fu invertita. Bourguiba licenziò il suo ministro degli Interni e rifiutò di rispettare le richieste del Washington Consensus.
L'agenda neoliberista comunque aveva sortito i suoi effetti, portando all'inflazione galoppante e alla disoccupazione di massa. Tre anni dopo, Bourguiba e il suo governo furono rimossi in un colpo di stato incruento "per motivi di incompetenza", portando all'insediamento del presidente generale Zine el Abidine Ben Ali nel novembre 1987. Questo colpo di Stato non era diretto contro Bourguiba, era destinato a smantellare in modo permanente la struttura politica nazionalista inizialmente istituita a metà degli anni '50, per poter così privatizzare i beni dello Stato.
Il colpo di stato militare, non solo segnò la fine del nazionalismo post-coloniale che era stato guidato da Bourguiba, ma contribuì anche a indebolire il ruolo della Francia. Il governo di Ben Ali era allineato a Washington piuttosto che a Parigi.
Pochi mesi dopo l'insediamento di Ben Ali' a presidente del paese, venne firmato un accordo importante con il FMI. Fu raggiunto anche un accordo con Bruxelles sull'istituzione di un regime di libero scambio con l'UE. Un ampio programma di privatizzazioni fu messo sotto il controllo della Banca Mondiale e del FMI. Con paghe orarie dell'ordine di 0.75 euro all'ora, la Tunisia diventò inoltre una sacca di manodopera a buon mercato per l'Unione Europea.


Chi è il dittatore?

Una revisione dei documenti del FMI suggerisce che dall'instaurazione di Ben Ali nel 1987 ad oggi, il suo governo si era attenuto fedelmente alle condizioni del FMI- Banca mondiale, compreso il licenziamento dei lavoratori del settore pubblico, l'eliminazione dei controlli sui prezzi dei beni di consumo essenziali e l'attuazione di un ampio programma di privatizzazioni. La sospensione delle barriere commerciali ordinata dalla banca mondiale portò ad un'ondata di fallimenti.
A seguito di queste dislocazioni dell'economia nazionale, le rimesse degli operai tunisini dall'Unione Europea divennero una fonte sempre più importante di valuta estera. Ci sono circa 650.000 tunisini che vivono oltremare. Le rimesse totali degli emigranti nel 2010 sono state dell'ordine di 1,96 miliardi di dollari, in aumento del 57 per cento rispetto al 2003. Una grande parte di queste rimesse in valuta sono usate per servire il debito estero del paese.


L'aumento speculativo nei prezzi mondiali degli alimenti

Nel settembre 2010, è stata raggiunta un'intesa fra Tunisi ed il FMI, che raccomandava la rimozione delle ultime sovvenzioni come mezzo per realizzare l'equilibrio fiscale:
«Il rigore fiscale rimane una priorità assoluta per le autorità [tunisine], che sentono l'esigenza nel 2010 di continuare con una politica fiscale rigorosa nel contesto internazionale corrente. Gli sforzi sostenuti nell'ultima decade per abbassare il livello del debito pubblico non dovrebbero essere compromessi da una politica fiscale troppo lassista. Le autorità sono impegnate a controllare saldamente le spese correnti, comprese le sovvenzioni…»
http://www.imf.org/external/pubs/ft/scr/2010/cr10282.pdf

Vale la pena notare che l'insistenza del FMI sull'austerità fiscale e la rimozione delle sovvenzioni hanno coinciso cronologicamente con un nuovo aumento nei prezzi degli alimenti sui mercati di Londra, di New York e di Chicago. Questi aumenti dei prezzi sono in gran parte il risultato di operazioni speculative da parte di importanti interessi finanziari e corporativi del settore dell'agribusiness. Sono il risultato di un'autentica manipolazione (non di penuria), e hanno impoverito la gente a livello globale. La corsa nei prezzi degli alimenti costituisce una nuova fase del processo dell'impoverimento globale.

«I media hanno fuorviato l'opinione pubblica sulle cause di questi aumenti dei prezzi, fissando l'attenzione quasi esclusivamente sugli aumenti dei costi di produzione, il clima ed altri fattori che riducono l'offerta e che potrebbero contribuire ad accrescere il prezzo degli alimenti.
Anche se questi fattori possono entrare in gioco, sono di importanza limitata nella spiegazione dell'aumento impressionante e drammatico nei prezzi dei beni. Essi sono in gran parte il risultato di manipolazioni del mercato. Sono in gran parte attribuibili alle operazioni speculative sui mercati delle merci. I prezzi del grano sono stati amplificati artificialmente da speculazioni su grande scala nei mercati a termine di Chicago e di New York. …

La speculazione sul grano, il riso o il mais, si può fare senza nessuno scambio reale di merci. Le istituzioni che speculano nel mercato del grano non sono necessariamente coinvolte nella vendita o nella reale consegna del grano.
Le transazioni possono usare i fondi indicizzati sulle materie prime che sono scommesse sul movimento rialzista o ribassista dei prezzi dei beni. Una "put option" è una scommessa sul ribasso del prezzo, una "call option" è una scommessa sul rialzo. Con manipolazioni concordate, gli investitori istituzionali e le istituzioni finanziarie possono far salire il prezzo e quindi scommettere su un movimento rialzista di una materia prima in particolare.
La speculazione genera la volatilità del mercato. A sua volta, l'instabilità che ne risulta incoraggia l' ulteriore attività speculativa.
I profitti sono realizzati quando il prezzo sale. Per contro, se lo speculatore gioca al ribasso, vendendo sull mercato, guadagnerà quando il prezzo sprofonda.
Questo recente rialzo speculativo nei prezzi degli alimenti è stato causa di una carestia su scala mondiale senza precedenti». (Michel Chossudovsky)
http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=8877)

Dal 2006 al 2008, c'è stato un drammatico rialzo nei prezzi di tutte le importanti materie prime alimentari, compreso riso, grano e mais. Il prezzo del riso è triplicato nell'arco di cinque anni, da circa 600 $ la tonnellata nel 2003 a più di 1800 $ la tonnellata nel maggio 2008. (Michel Chossudovsky,http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=9191 , per ulteriori particolari, si veda Michel Chossudovsky, ( http://globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=20425 )

Il recente rialzo nel prezzo del grano rientra in un aumento del 32 per cento dell' indice composito dei prezzi degli alimenti della FAO registrato nella seconda metà del 2010.

«I prezzi in ascesa dello zucchero, del grano e dei semi oleosi hanno portato a un record nei prezzi mondiali degli alimenti a dicembre, superando i livelli del 2008 quando il costo del cibo ha fatto scoppiare tumulti nel mondo e lanciare avvertimenti sui prezzi entrati in "zona pericolosa".
Un indice mensile delle Nazioni Unite a dicembre superava il picco mensile precedente - del giugno 2008 - per raggiungere il livello più elevato dal 1990. Pubblicato dall'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura con sede a Roma (la FAO), l'indice riporta i prezzi di un paniere di cereali, semi oleosi, latticini, carne e zucchero, aumentato per sei mesi consecutivi». (The Guardian, 5 gennaio 2011)

Amara ironia: in un contesto di aumento dei prezzi degli alimenti, il FMI suggerisce la rimozione delle sovvenzioni allo scopo di raggiungere l'obiettivo dell' austerità fiscale.


Manipolazione dei dati su povertà e disoccupazione

Un'atmosfera di disperazione sociale prevale, le vite della gente sono distrutte. Mentre il movimento di protesta in Tunisia è visibilmente il risultato diretto di un impoverimento totale, la banca mondiale sostiene che i livelli di povertà sono stati ridotti dalle riforme di liberalizzazione del mercato adottate dal governo del Ben Ali.
Secondo il rapporto sul paese della Banca Mondiale, il governo tunisino (con il supporto delle istituzioni di Bretton Woods) è stato fondamentale nel ridurre i livelli di povertà al 7 per cento (inferiore sostanzialmente a quello registrato negli Stati Uniti e nell'UE):

«La Tunisia ha realizzato notevoli progressi nell'equità dello sviluppo, nel combattere la povertà e nel raggiungimento di buoni indicatori sociali. Ha riportato un tasso di crescita medio del 5 per cento in questi ultimi 20 anni, con un aumento constante nel reddito pro capite e un aumento corrispondente nel benessere della popolazione che registra un livello di povertà del 7%, fra i più bassi nella regione.
L'aumento constante nel reddito pro capite è stato il motore principale per la riduzione della povertà. … Le strade nelle aree rurali sono state particolarmente importanti nell'aiutare i poveri di queste aree a collegarsi ai mercati ed ai servizi urbani. I programmi sulle abitazioni hanno migliorato il livello di vita dei poveri ed inoltre hanno reso disponibile il reddito risparmiato per la spesa in alimenti e articoli non-alimentari, con impatti positivi di attenuazione della povertà. I sussidi alimentari, destinati ai poveri, anche se non in maniera ottimale, hanno tuttavia aiutato i poveri urbani». (Banca mondiale - Tunisia - Country Brief)

Queste stime sulla povertà, senza accennare ad alcuna "analisi" economica e sociale, sono autentiche montature. Presentano il libero mercato come il motore di un'attenuazione della povertà. L'impalcatura analitica della Banca Mondiale è usata per giustificare un processo di "repressione" economica che è stato applicato universalmente in più di 150 paesi in via di sviluppo.
Con il 7 per cento della popolazione che vive nella povertà (come suggerito dalla "stima" della banca mondiale) e il 93 per cento della popolazione coi bisogni fondamentali soddisfatti in termini di alimenti, abitazione, salute e formazione, non ci sarebbe stata crisi sociale in Tunisia.

La Banca Mondiale è attivamente impegnata nella manipolazione dei dati e nella distorsione della difficile situazione sociale della popolazione tunisina.
Il tasso di disoccupazione ufficiale è al 14 per cento, ma il livello reale di disoccupazione è molto più alto. La disoccupazione giovanile registrata è dell'ordine del 30 per cento. I Servizi Sociali, compreso la sanità e la formazione sono sprofondate nell'urto delle misure di austerità economica della Banca Mondiale e del FMI .

Più in generale, «la dura realtà economica e sociale che sta alla base dell'intervento del FMI consiste nei prezzi degli alimenti in ascesa, carestie a livello locale, licenziamenti massicci degli operai urbani e degli impiegati pubblici, e distruzione dei programmi sociali. Il potere di acquisto interno è sprofondato, ospedali e scuole sono stati chiusi, a centinaia di milioni di bambini è stato negato il diritto all'istruzione primaria»

 Di Michel Chossudovsky
Tunisia : uno Stato impoverito dal Fondo Monetario Internazionale.

Tunisia : uno Stato impoverito dal Fondo Monetario Internazionale.

 Il blog giornalistico '' Essawt '' torna, dopo quasi un anno di innatività, a riportare notizie riguardanti la situazione politico-economico sociale della Tunisia post primavera araba. 

Mehdi Joma'a, primo ministro tunisino
In seguito alle dimissioni del premier islamista Ali Laryaedh, il presidente della repubblica tunisina Moncef Marzouki incarica l'ex ministro dell'industria Mehdi Joma'a di formare un governo tecnico non eletto dal popolo. E mentre le emittenti tunisine festeggiano la nuova costituzione tunisina e il nuovo governo tecnico, il governatore della banca centrale della Tunisia, Chadli Ayari, annuncia che il Fondo monetario internazionale ha appena sbloccato 506 milioni di dollari di prestiti al paese magrebino attraversato da una grave crisi politico-finanziaria. Ma vediamo qual'è stato il ruolo del Fondo Monetario Internazionale nella politica economica del piccolo paese nordafricano. Vi riportiamo un articolo dell'economista canadese Michel Chossudovsky. 






Michel Chossudovsky
Il generale Zine el Abidine Ben Ali, l'ex presidente deposto della Tunisia è definito dai media occidentali, in coro, come un dittatore. 
Il movimento di protesta tunisino è descritto distrattamente come l'effetto di un regime antidemocratico e autoritario, che sfida le norme della "comunità internazionale".

Ma Ben Ali non era un "dittatore".  I dittatori decidono e comandano. Ben Ali era un servo degli interessi economici occidentali, un fedele burattino politico che obbediva agli ordini, con il sostegno attivo della comunità internazionale.
L'ingerenza straniera negli affari interni della Tunisia non è menzionata nei report dei media. Gli aumenti dei prezzi alimentari non erano "imposti" dal governo di Ben Ali. Erano imposti da Wall Street e dal FMI. 

Il ruolo del governo di Ben Ali è stato di far rispettare la micidiale ricetta economica del FMI, che in un periodo di oltre 20 anni ha portato al risultato di destabilizzare l’economia nazionale e impoverire la popolazione tunisina.  
Ben Ali come capo di stato non ha deciso nulla di sostanziale. La sovranità nazionale era già perduta. Nel 1987, al culmine della crisi del debito, il governo di sinistra di Habib Bourguiba è stato sostituito da un nuovo regime, fortemente impegnato sulle riforme del "libero mercato".La gestione macroeconomica sotto la guida del FMI era oramai nelle mani dei creditori esteri della Tunisia. Nel corso degli ultimi 23 anni, la politica economica e sociale della Tunisia è stata dettata dal "Washington Consensus".
Ben Ali rimase al potere, perché il suo governo obbediva ed attuava in maniera efficace il diktat del FMI, al servizio sia degli USA che della Unione europea.
Questo modello è stato seguito in numerosi paesi.
La continuità delle micidiali riforme del FMI richiede una "sostituzione" del regime. L'instaurazione di un burattino politico assicura l'attuazione del programma neoliberista, creando le condizioni per l'eventuale destituzione di un governo corrotto e impopolare che venga rappresentato come causa dell'impoverimento di un'intera popolazione.


Il movimento di protesta.

Non sono Wall Street e le istituzioni finanziarie internazionali con sede a Washington, ad essere il bersaglio diretto del movimento di protesta. L'esplosione sociale si è rivolta contro il governo piuttosto che contro l'ingerenza delle potenze straniere nella conduzione della politica di governo.
Dall'inizio, le proteste non sono partite da un movimento politico organizzato contro l'imposizione delle riforme neoliberiste.
Inoltre, vi sono indicazioni che il movimento di protesta sia stato manipolato al fine di creare il caos sociale, e insieme garantire la continuità politica. Ci sono rapporti non confermati di atti di repressione e di intimidazione da parte di milizie armate nelle principali aree urbane.
La questione importante è come si evolverà la crisi? Come sarà affrontato dal popolo tunisino il più grave problema dell'ingerenza straniera?
Dal punto di vista di Washington e Bruxelles, il regime autoritario impopolare è aspramente criticato allo scopo di sostituirlo con un nuovo governo fantoccio. Le elezioni sono previste sotto la supervisione della cosiddetta comunità internazionale, con i candidati pre-selezionati.

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