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Archives for Essawt ( La voce)

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Io e la Fortezza Europa. O meglio : ”Operazione Sophia ”

Io e la Fortezza Europa. O meglio : ”Operazione Sophia ”

L'operazione Sophia, meglio conosciuta con l'acronimo '' Eunavformed '' European Union Naval Force Mediterranean (in italiano: Forza navale mediterranea dell'Unione europea) è un'operazione militare lanciata dall'Unione europea in conseguenza dei naufragi avvenuti nell'aprile 2015 che hanno coinvolto diverse imbarcazioni che trasportavano migranti e richiedenti asilo dalla Libia. Lo scopo dell'operazione era quella di neutralizzare le consolidate rotte della tratta dei migranti nel Mediterraneo. La sede operativa è situata a Roma.

Dal 24 Agosto 2016,in seguito all'accordo siglato nel quartiere generale di Centocelle,a Roma,tra l'ammiraglio italiano Credendino e l'ammiraglio libico Al Touhami per conto del governo di Tripoli di El Sarraj,l'operazione ''Sophia'' si prefissò l'obbiettivo di addestrare la marina e la guardia costiera della Libia occidentale. La missione iniziò ufficialmente il 26 Ottobre,quando 80 militari libici furono prelevati da Misurata dalla Nave militare italiana '' San Giorgio '' e la nave militare Olandese '' ''Rotterdam''. Diviso il gruppo dei libici in due squadre (40 libici su nave '' San Giorgio '' e altri 40 sull'olandese '' Rotterdam'') il 28 Ottobre 2016 iniziava cosi la campagna di addestramento della guardia costiera libica.
Per facilitare il lavoro degli addestratori europei furono assunti 9 interpreti civili provenienti da tutta Italia che avevano il compito di tradurre le lezioni dalla lingua inglese all'arabo. Due interpreti per l'addestramento su nave '' Rotterdam '' (io e un amico ) e i restanti sette su '' San Giorgio ''.
In questa foto,scattata molto probabilmente agli inizi di Novembre,avevo accompagnato gli addestratori britannici della '' Royal Marine '' di sua maestà e addestratori della Marina militare Greca a bordo di un mezzo da sbarco olandese (io sono quello a destra della lavagna, concentrato a decifrare l'inglese dell'addestratore scozzese). Faceva freddo e il mare a largo di Malta era mosso. Durante la lezione pratica a bordo del mezzo da sbarco olandese su nave '' Rotterdam'' era in corso una visita dell'ammiraglio Credendino accompagnato dall'ammiraglio libico Touhami.
La lezione di quel giorno doveva insegnare ai giovani militari libici le varie tecniche di abbordaggio di un mezzo sospetto. L'addestratore britannico con il suo terribile accento scozzese rendeva il mio lavoro di traduzione impossibile. Fortuna che quel giorno erano previste pratiche in mare. Quindi non dovevo starmene per cinque ore chiuso in una classe a tradurre.  Infatti subito dopo la breve lezione orale partì quella pratica che consisteva nell'imbarcare i libici sui dei barchini d'assalto per simulare l'abbordaggio di un imbarcazione sospetta. Incuriosito, chiesi agli addestratori l'autorizzazione e m'imbarcai anche io su uno di quei mezzi, e '' assaltai '' anche io il mezzo sospetto tra le risate degli addestratori e quella dei giovani libici. Infatti,in seguito a questo episodio i libici mi soprannominarono '' El mutarjem el muqtahim '' (l'interprete d'assalto).
Una volta a bordo scattò la seconda fase : la perquisizione dell'equipaggio. L'atmosfera non fu tesa e l'addestramento prese la piega di un gioco di ruoli. Infatti una volta abbordata l'imbarcazione sospetta gli addestratori mi chiesero di recitare la parte del capitano di un peschereccio tunisino che oltre a trasportare '' qualche chilo di cocaina '' nascondeva 5 migranti cui ruoli vennero recitati da altri 5 militari britannici. Una volta scovato il '' carico illegale '' l'atmosfera si scaldò : il più anziano tra i libici cominciò a urlare ordini contro tutti i membri dell'equipaggio. Un libico, un certo Mu'waaya, prese sul serio la parte e mi ordinò in tono minaccioso ,di mettermi in ginocchio con le mani dietro la testa e la faccia rivolta verso la paratia. E fu qui scattò la terza fase,la più importante,almeno per gli autori della fortezza europa : i libici,una volta conquistato il controllo del mezzo sospetto,dovevano condurlo al porto libico per consegnare i '' criminali '' agli ingranaggi della ''giustizia'' libica.
Continua.....
قاوم بصورة –  Resisti con la foto

قاوم بصورة – Resisti con la foto

L'amministrazione facebook si è definitivamente politicizzata,a quanto pare a favore di Israele. Da qualche mese parecchi account e pagine legate a Hezbollah,il movimento di resistenza libanese, sono scomparsi dai motori di ricerca. Parecchi amici denunciano la cancellazione dei propri account personal in seguito alla pubblicazione,o alla semplice condivisione di post e fotografie ritraenti Hassan Nasrallah,il leader del movimento di resistenza libanese,considerato un eroe da parte di chi sostiene la lotta contro l'entità sionista e un terrorista da Israele,Arabia Saudita e Stati Uniti.
Qualche mese fa,'' Tansikya'' un gruppo di giornalisti e professionisti libanesi che supportano la causa di Hezbollah e di tutti i movimenti che si oppongono a Israele,Stati Uniti,Arabia Saudita e Isis, avevano avviato una campagna di protesta virtuale invitando tutti quei utenti che simpatizzano per Hezbollah e la causa palestinese a condividere fotografie di Hassan Nasrallah accompagnate dall'Hastag '' #قاوم_بصورة(tradotto letteralmente : resisti con la foto).
La reazione del social network di Zuckenberg non si era fatta attendere,parecchi account che avevano aderito alla campagna di protesta sono stati bloccati,tra cui le pagine ufficiali del movimento di resistenza. Non so ancora quanti utenti sono stati bloccati,ma considerata la popolarità che sta acquisendo Hezbollah nel mondo arabo,è molto probabile che migliaia di persone ancora oggi non riescono ad accedere ai propri account personali.
#قاوم_بصورة
Report sull’attendibilità delle foto ”Caesar”

Report sull’attendibilità delle foto ”Caesar”



In Siria è in atto una vera e propria guerra mediatica senza esclusioni di colpi. Personalmente trovo davvero molta difficoltà nel tenermi aggiornato circa la situazione politica nazionale e mondiale. Da ben sei anni ho spento il televisore,ho boicottato buona  parte dei principali giornali nazionali e occidentali ( per non parlare delle emittenti satellitari arabe come '' Al Jazeera'' ) e spulcio le mie informazioni in giornali e siti in lingua araba,francese e inglese poco conosciuti,è questo per cercare di non cadere nella ragnatela della disinformazione e della propaganda,che adesso più che mai,sono riuscite a destabilizzare intere nazioni. 

Nel mio blog  ho messo a disposizione un report circa l'attendibilità delle fotografie di ''Caesar'' che ritraggono i cadaveri tumefatti di presunti oppositori politici arrestati e torturati dalla polizia militare del regime di Assad.

Esattamente qualche giorno fa, nella sala spazio D del Maxxi , a Roma, è stata organizzata una mostra dal titolo : '' Nome in codice Caesar - detenuti siriani vittime di torture ''.  
Caesar '', è  il nome in codice di un ex fotografo della polizia militare siriana,che secondo la sua stessa testimonianza,fu incaricato di fotografare i cadaveri dopo la loro esecuzione. 

La guerra in Siria continua da ben cinque anni,e secondo le statistiche Onu , i morti del conflitto sono più di 250.000 morti (quasi l'11,5% della popolazione). 

Il report è stato stillato dalle redazioni Sibaliria e Antidiplomatico. 


Buona lettura



Le linee sottili dell’Islam

Le linee sottili dell’Islam

Il 25 e il 27 agosto scorsi, A Grozny,in Cecenia,oltre duecento tra giurisperiti,studiosi e imam del mondo musulmano sunnita avevano deciso di espellere il pensiero wahabita dalla giurisprudenza sunnita. Tanto di cappello a questa presa di posizione,dopo anni di silenzio di fronte ai devastanti effetti collaterali di questa ideologia del terrore nata nel XVIII in Arabia Saudita con la benedizione dei coloni britannici. Adesso bisogna fare un altro passo ancor più faticoso : risvegliare la coscienze cloroformido che hanno confuso i precetti dell'islam sunnita con i deliri del wahabismo, e fargli finalmente notare che la differenze dottrinali tra loro e i loro correligionari sciiti sono molto sottili. Vorrei cominciare dal primo punto fondamentale : entrambi credono ad un solo Dio e ad un solo Corano rivelato allo stesso profeta : Muhammad (saas) 
(Maometto)

Una di queste sottili linee dottrinali sta nel fatto che gli sciiti hanno ereditato il sapere di Maometto e la sua linea interpretativa del corano,composta da pratiche e detti vari (la famosa '' sunna '' la seconda fonte giuridica dopo il Corano) attraverso la sua discendenza ( i famosi dodici imam infallibili ). Seguono un unica scuola giuridica fondata dall'Imam Ja'afar Sadiq, pronipote del profeta e sesto dei dodici imam infallibili. 

I dodici imam infallibili sono : 

1 ʿ-Alī ibn Abī Ṭālib (m. 661)  

2 - Ḥasan ibn ʿAlī ibn Abī Ṭālib (m. 669)

3 - al-Ḥusayn ibn ʿAlī ibn Abī Ṭālib (m. 680)

4 - Alī ibn al-Ḥusayn, detto Zayn al-ʿĀbidīn, (Ornamento dei devoti )(m. 712)

5 -  Muḥammad ibn ʿAlī, detto al-Bāqir (m. 731)

6 - Jaʿfar ibn Muḥammad (m. 765) ( detto Ja'afar Sadiq)

7 - Ismāīl ibn Jaʿfar

7- Mūsā ibn Jaʿfar, detto al-Kāẓim (m. 799)

8  ʿAlī ibn Mūsà, detto al-Riḍā (m. 818)

9 - Muḥammad ibn ʿAlī, detto al-Ṭaqī o al-Jawād (m. 835)

10 ʿAlī ibn Muḥammad, detto al-Naqī‘ o al-Hādī (m. 868)

11 - al-Ḥasan ibn ʿAlī, detto al-ʿAskarī (m. 874)

12 - Muḥammad ibn al-Ḥasan, detto al-Mahdī ("occultatosi" nell'874)




 N.B il termine'' Ibn '' significa '' figlio di''


Quindi credono che la loro interpretazione dell'Islam e del Corano siano quelli autentici predicati e applicati dal profeta 1400 anni fa,e questo per via della rigida catena di trasmissione del sapere che parte da Maometto,per poi passare da Ali,Fatima ( la figlia ) e i loro figli, Hassan e Hussein,per poi protrarsi attraverso i loro discendenti,che nel corso dei secoli si sono tramandati il sapere da padre a figlio. I musulmani sciiti credono che sia Dio,attraverso il Corano,che il profeta,attraverso i suoi detti,abbiano legittimato Ali Ibn Talib,suo cugino e marito di Fatima ad essere la guida politica e spirituale della comunità islamica dopo la morte di Muhamad (saas).

I sunniti invece credono che chiunque abbia conosciuto il profeta o suoi compagni più fedeli sono degni alla guida politica e spirituale della comunità islamica (la Umma) e alla trasmissione del sapere di Maometto e della sua linea interpretativa del Corano. Ragion per cui la giurisprudenza dell'islam sunnita,applicata dal 90 % dei musulmani nel mondo,è regolata da ben quattro scuole giuridiche  (scuola hanafita - scuola malikita- scuola shafiita - scuola hanbalita) fondate da quattro imam apparsi 150 anni dopo la sua morte e le varie guerre civili scoppiata tra gli stessi compagni del profeta.

Gli imam fondatori delle scuole giuridiche sunnite sono :


L'Imam Abu Hanifa al N'uman ibn Thabit ( nato nel 699 - morto nel 767 DC)

L'imam Malik ibn Anas (nato nel 711 - morto nel 795 DC )

L'imam Shafii ( nato il 767 — morto 820 DC )

L'imam Ahmed Hanbali. ( morto il 855 DC )

Maometto mori' l'8 giugno 632 dopo Cristo.

I dotti dei due rami principali dell'Islam sono d'accordo sul fatto che uno dei fondatori di delle sopracitate scuole sunnite, L'imam Abu Hanifa (fondatore della scuola hanafita) fu contemporaneo e allievo del fondatore dell'unica scuola giuridica dei musulmani sciiti : L'imam Ja'afar Sadiq,il pronipote di Maometto.E che in seguito tramandò il suo sapere al suo allievo,l'Imam Malik Ibn Anas,che fondò a sua volta un altra scuola giuridica ( la scuola malikita)

Un altra differenza,dettata più dall'ignoranza che da motivi ideologici,è riscontrabile nella posizione verso i nemici e i carnefici della discendenza del profeta,come i califfi Omayadi e Abbassidi,che nel corso dei secoli tentarono di cancellare dalla faccia della terra qualsiasi traccia della discendenza del profeta. Gli sciiti maledicono tali califfi,colpevoli di aver tentato di far scomparire '' l'islam autentico '' per motivi prettamente politici,mentre i sunniti contemporanei invece non hanno assunto alcuna posizione verso di loro
Lo strano caso dell’arabo contemporaneo …

Lo strano caso dell’arabo contemporaneo …

Ultimamente nelle conversazioni con amici arabi ho tristemente notato che i crimini di Israele e la questione palestinese sono completamente scomparsi. Le masse arabe hanno dimenticato la questione che per anni aveva legato i loro destini come un forte collante,e pare che l'entità sionista sia finalmente riuscita a non far più parlare di se,e far apparire i suoi nemici,e cioè '' l'asse del male'' (Iran,Hezbollah e Siria) come i nemici di tutti. Quando vi ritroverete al cospetto di amici arabi, possibilmente magrebini,fate un esperimento sociale. Prendete l'argomento Palestina e ripetete lo slogan coniato durante la rivoluzione islamica in Iran, '' El Mawt li Israil '' ( Morte a Israele ) e attendete le prime reazioni allergiche. Verrete subito tacciati di terrorismo e di essere vicini al regime degli ayatollah.
Citate '' Yawm el Quds '' ( la Giornata di Gerusalemme ) evento in cui tutte le masse musulmane concentrate nel triangolo controllato dall'''Asse del male '' denunciano con forza i crimini del sionismo nel mondo e rivendicano la liberazione della Moschea di Gerusalemme ( Al Quds). Tenete bene in mente che la radice di questa loro bizzarra reazione è la paura verso un immaginaria '' persianizzazione '' delle loro società ( non lo dico io,ma un recente sondaggio di Al Jazeera dove gli arabi hanno accusato la repubblica islamica dell'Iran di essere all'origine di tutte le instabilità politiche e sociali del Medioriente)
La '' sionizzazione '' del mondo arabo è quasi completata e,tra non molto i cittadini arabi cominceranno a vedere in Israele uno scoglio dietro cui riparasi in vista di una possibile avanzata iraniana contro le loro società.
Chissà come siamo arrivati a questo punto....
Dimenticati

Dimenticati

Lui è Kamal,venditore ambulante di origini marocchine residente a Palermo.La fotografia risale a Gennaio,quando ci eravamo incontrati per un ultimo caffè,in un bar del centro storico palermitano,prima del mio viaggio di ritorno in Lituania. Il suo è il ritratto di chi non ne può di vestire i panni dell'ultima ruota del carro della società palermitana,e difficilmente dimenticherò quel pomeriggio palermitano per la storia che mi aveva raccontato. Una storia fatta di abusi di potere mista a razzismo e violenza da parte di una squadra della polizia municipale capeggiata da un vigile urbano soprannominato '' Bruce lee'',lo stesso che nel Marzo del 2011, aveva vessato il venditore ambulante Noureddine Adnane,spingendolo a darsi fuoco per la disperazione. Siamo nel Gennaio 2011 e Kamal si trovava con la sua bancarella in viale Campania,nei pressi di un mercatino. L'incubo comincia quando una squadra di vigili urbani,famosa per i modi particolarmente violenti nella repressione del commercio ambulante,bloccano Kamal intento a spostare la bancarella. L'agente '' Bruce lee'' lo afferra da dietro per la cinta. Kamal si agita e chiede di mostrare i documenti che lo autorizzano alla vendita ambulante quando il vigile gli risponde : Non m'interessano i documenti, io voglio te '' . Gli animi si agitano e il giovane marocchino viene spintonato e tirato per la maglia dai vari vigili urbani e ammanettato. Condotto alla questura di San Lorenzo Kamal viene ripetutamente picchiato dall'agente che lo aveva bloccato. Schiaffi,calci e pugni sui fianchi. Il soggiorno in questura è un inferno,e dopo le percosse,gli aguzzini in veste da poliziotto,dopo aver compilato alcuni documenti sotto la supervisione dell'agente '' Bruce lee'' comunicano a Kamal che verrà condotto in tribunale. Una notte in camera di sicurezza per poi essere condotto in tribunale dove viene a sapere che sarà processato per aver picchiato tre agenti della polizia municipale : due donne e un uomo. Kamal,stremato dalla fame e dalle percosse subite,sviene. Viene ricoverato al pronto soccorso dove i medici gli trovano segni di violenza nella parte bassa della schiena e sulla testa.In tribunale la testimonianza dei vigili urbani ha dell'incredibile. Una vigilessa racconta che Kamal le aveva tirato i capelli dopo avergli chiesto i documenti. Quell'altra lo accusa di ingiurie : ''Puttana,le donne devono stare a casa perché nei paesi islamici si fa cosi ''. L'uomo invece,racconta di essere stato preso a calci dal giovane marocchino. Il processo va avanti,e in mancanza di testimoni,il tutto va a sfavore di Kamal,che incassa in silenzio l'ennesimo pugno di una società incattivita e sempre più intollerante verso il diverso. La sua storia non mi sorprende. Per esperienza personale (quell'anno e mezzo nel corpo della marina militare insegna) vi dico che gli ambienti militari e delle forze dell'ordine sono focolai di fascismo. Adesso che non ho il piacere di condividere con lui un caffè e di parlare del destino del mondo arabo,lo seguo mentre aggiorna la sua bacheca con post carichi di rabbia e amarezza. L'ultimo in ordine cronologico dice : ''La colpa di avere una coscienza : io sono colpevole di reati e uno dei più gravi reati che ho è di essere una persona onesta,per bene''

Una nuova droga dell’ego : Il tasto ” Mi piace ”

Una nuova droga dell’ego : Il tasto ” Mi piace ”


Più tempo trascorro su facebook e più chiedo a me stesso se è possibile trovare una via di mezzo salutare tra la vita virtuale di facebook e quella reale. Tra il mondo on line e offline. Possiamo dire che il social network Facebook è un ottimo strumento quando si viaggia e si vuole mandare notizie alla propria famiglia a casa. Ma personalmente comincio a percepire un pericolo che non tutti hanno ancora percepito. Questo pericolo lo vedo nel tasto '' Mi piace '' che affianca qualsiasi nostro aggiornamento o commento. Vedo questa opzione come una sorta di droga dell'ego che crea dipendenza quanto l'eroina o qualsiasi altra droga pesante. Mi spiego meglio ; più il tuo selfie,il tuo post,la tua riflessione,o semplicemente la tua battuta di spirito riceve apprezzamenti tramite il tasto '' Mi piace '' e più la dipendenza cresce. Cresce sino a distogliere completamente la tua attenzione dalle normali pratiche quotidiane nel mondo offline. Al punto da mercificare qualsiasi momento della tua vita quotidianità in cambio di un '' Mi piace ''. Creando automaticamente delle vere e proprie finestre virtuali sulla tua vita privata. Questa ricerca maniacale del '' Mi piace '' non è altro che un effetto collaterale della carenza di autostima causata dalla carenza di relazioni sociali nella vita reale,a sua volta effetto collaterale dell'atomizzazione della società contemporanea causata dall'invasione della tecnologia nella sfera privata degli individui. Siamo animali sociali,e come tali ricerchiamo il nettare per nutrire la nostra autostima nelle relazioni sociali con altri individui. Ma in molti non hanno ancora capito che il '' Mi piace '' facebookiano (e adesso le faccine,l'ultimo trovata di Zuckenberg per umanizzare facebook) non sarà mai migliore di una chiacchierata,di una pacca sulla spalla,di una stretta di mano,di un sorriso o di una qualsiasi reazione umana del mondo offline. 
In pochi lo hanno capito,e lo dimostrano le impennate di facebook in borsa,e tutte quelle persone che mi chiedono '' l'amicizia''  senza neanche aver tentato di conoscermi nella vita reale,e vantandosi di essermi '' amico ''. Oppure il vicino di casa che nel mondo online di facebook clicca '' Mi piace '' ai miei aggiornamenti e nella vita offline mi porge un timido saluto. Certo,facebook è un ottimo strumento per far circolare notizie e informazioni,ma se prima avevamo una carenza d'informazioni,dovuta anche alla graduale scomparsa della figura del giornalista ,adesso abbiamo una sovrabbondanza di informazioni causata dalla nascita della figura del cittadino-giornalista. E si sa che il nostro cervello,secondo il parere di molti neurologi,non è in grado di immagazzinare un eccessiva mole d'informazioni in pochi minuti. Il cervello si stanca,e spesso capita di non riuscire a leggere un post sino alla fine,provocando cosi un altro effetto collaterale : La perdita della capacità della concentrazione.  Vi capita mai che dopo aver spulciato la home di facebook,o l'aver '' spiato '' le vita di qualcuno pubblicata nel profilo,o della lettura di tanti post in pochi minuti, trovate difficoltoso concentrarvi nella attività della vita reale ? Oppure di distrarvi facilmente quando qualcuno vi parla. Oppure di non riuscire ad arrivare alla fine di una pagina di un libro? 

Purtroppo anche io,che parlo di questi effetti collaterali da social network,non ne sono immune,dato che quasi tutta la società si è letteralmente trasformata in '' una comunità di profili connessi '' che interagiscono tra di loro tramite messaggi privati,commenti o aggiornamenti. Oggi una cancellazione da facebook equivale a un totale isolamento dal mondo reale,ormai completamente fuso al mondo virtuale.  Sono finiti quindi i tempi delle lettere d'amore scritte ? Delle discussioni politiche fatte in una piazza pubblica,o di una sana chiacchierata davanti a un caffè ? Non chiedo di abolire facebook,ma di cominciare a pensare a una sorta di '' libretto d'istruzioni '' che spieghi a tutti gli utenti gli effetti indesiderati di un abuso di facebook. Un po come si fanno con i medicinali. 





Dove sono gli arabi ?

Dove sono gli arabi ?

L'unico movimento di resistenza al Sionismo viene classificato dai regimi arabi come '' organizzazione terrorista ''.
Da piccolo,quando mio padre mi costringeva a guardare i telegiornali arabi,un po per imparare la lingua araba e un po per conoscere la triste realtà del popolo palestinese nei territori occupati dallo Stato sionista, mi commuovevo quando ascoltavo la frase urlata da una donna palestinese '' Eina el arab !!? '' (dove sono gli arabi ?). Me lo chiedevo anche io quando vedevo le bombe al fosforo piovere sopra Gaza,e se lo chiedevano tutti quelli che,seppur distratti dalla mondanità e dai problemi della vita occidentale, hanno a cuore la questione palestinese. Qualche mese fa i ministri degli esteri arabi hanno classificato Hezbollah,l'unico movimento di resistenza arabo e musulmano capace di tenere testa ad Israele,come '' organizzazione terrorista '' .

''Dove sono gli arabi'' ?
Il fascismo genera fascismo

Il fascismo genera fascismo


Non saprò mai cosa provava un ebreo nell'Italia fascista. Di certo le sue paure non saranno diverse dalle mie quando nascondo la mia appartenenza etnica agli occhi di un europeo,o peggio ancora,di un italiano. Tutto comincia quando mi viene fatta la fatidica domanda : Dove sono nati i tuoi genitori ? E se un tempo andavo fiero delle mie radici magrebine,adesso che sono circondato da menti e coscienze disinformate,cerco di nascondere qualsiasi traccia di questa eredità culturale dei miei antenati. Ma i miei occhi,i miei tratti somatici,e sopratutto questa mia predisposizione alla spiritualità ereditata molto probabilmente da qualche antenato nordafricano,gettano continuamente sospetti su di me. A poche giorni dall'arresto del terrorista Salah a Malenbeck e dagli attentati dei fratelli Bakraoui all'aeroporto di Bruxelles (ultimamente i carnefici sono sempre fratelli ; i fratelli Camaev a Boston e i fratelli Kouachi a Parigi ) i riflettori si riaccendono su questi figli senza identità. Su queste facce arabe e africane munite di passaporto europeo. Personalmente non mi ha mai sorpreso la radicalizzazione di questa gioventù '' ne carne e ne pesce '', perché in questa Europa intimorita,disinformata,incattivita e fascistizzata,non c'è mai stato spazio per chi condivide il patrimonio genetico dei nemici dell'Europa bianca e cristiana (o laica).
Noi Euro - africani di fede musulmana siamo figli di tutti ma allo stesso tempo figli di nessuno. E quando ci ritroviamo con tutte le porte chiuse. Prima o poi ci stuferemo di bussare. Ci siederemo, e attenderemo che le porte del radicalismo religioso si apriranno per consegnarci una cintura esplosiva e l'indirizzo del prossimo obbiettivo da colpire.
Tutti in piedi per Hotze Convalis

Tutti in piedi per Hotze Convalis

Dalla Lituania,dove sto tutt'ora affrontando il mio programma di studio erasmus,seguo con molto interesse e apprensione la vicenda del mio caro amico Hotze Convalis,il musicista friso-palermitano preso di mira dal Comune di Palermo e dalla Palermo bene salottiera e nemica del buon senso (e sopratutto del buon gusto). Molti di voi avevano condiviso i miei video in cui riprendevo le autorità pubbliche (e non Hotze ) in flagranza di reato. Altri mi avevano chiesto l'amicizia ringraziandomi per aver ripreso la verità dei fatti. Ringrazio tutti quanti per la solidarietà e la visibilità data a queste prove che scagionano Hotze dalle infamanti accuse mosse contro di lui dal Comune della nostra città. Ma adesso bisogna passare ai fatti. Come ben sapete,Hotze sta affrontando costosissime spese legali,che per ovvie ragioni,non può assolutamente sostenere. Pertanto chiedo a tutti,e sopratutto a coloro che avevano espresso stima e solidarietà al musicista di aiutarmi ad organizzare una sorta di crowdfunding (una raccolta fondi online) per aiutarlo ad affrontare le spese legali. Inoltre stavo pensando ad una sorta di petizione firmata da tutti noi da inviare al Sindaco. Io purtroppo sono troppo lontano per poter sostenere fisicamente Hotze in questa battaglia,ed è per questo che chiedo la collaborazione di tutti voi. Raccolta fondi e petizione,non chiedo altro.Sono gli unici strumenti che abbiamo per vincere questa battaglia.
Per eventuali proposte o discussioni metto online i miei contatti :
Skype : rabih.bouallegue1
email : [email protected]
Massima diffusione
Grazie
Silenzio

Silenzio

Esco dal mio silenzio (auto)imposto per non essere classificato tra gli omertosi,per non vedere apparire il mio nome tra i nomi di chi tace e continua a tacere sui crimini dell'Arabia Saudita,tollerati dall'occidente e giustificati da una larga fetta del mondo musulmano. Rompo il mio silenzio pubblicando un ritratto come foto profilo del mio account facebook : Quello di Sheik el Nimr,leader della minoranza sciita saudita giustiziato questa mattina dalle autorità dell'Arabia Saudita. Un terrorista secondo le autorità saudite e uno sporco eretico per i musulmani sunniti. Un uomo che affrontò l’ignoranza, la tirannia e l'oppressione di un regime oggi a capo del consiglio per i diritti umani dell'Onu.
Apologia al '' terrorismo'' o eresia ?
Finché parole come queste saranno pronunciate per condannare a morte uomini liberi,mostri come l'Isis continueranno a cibarsi delle nostre carni.

Rabih Boualleg
Riflessioni dell’Imam Khamenei sull’Isis.

Riflessioni dell’Imam Khamenei sull’Isis.

Riflessioni sull'Isis della massima autorità religiosa della Repubblica islamica dell'Iran,l'Imam Khamenei. 

Vi è un aspetto innegabile, ovvero il fatto che la corrente takfiri e i governi che la sostengono e difendono si muovono in totale sintonia con gli obbiettivi dell’ arroganza e del sionismo. Il loro lavoro è in linea con gli obbiettivi degli Stati Uniti, dei governi colonialisti Europei, e del regime usurpatore sionista. Alcune prove lo confermano, la corrente takfiri ha un apparenza Islamica ma nella pratica è al servizio delle grandi correnti colonialiste, arroganti e politiche che operano contro il mondo Islamico. Ci sono chiare prove che non possono essere ignorate, vorrei menzionarne alcune, una di esse è che la corrente takfiri è stata in grado di deviare il risveglio Islamico dal suo sentiero. Il movimento del risveglio Islamico era un movimento antiamericano e contro l’arroganza, che ha agito contro gli elementi che gli usa avevano installato nella regione, si trattava di un movimento che era stato lanciato dalle popolazioni in differenti nazioni del nord Africa. La corrente takfiri ha cambiato la direzione di questo movimento che era contro l’arroganza, gli Stati Uniti e la Tirannia, trasformandola in una guerra tra Mussulmani e in una lotta fratricida. La linea del fronte della lotta nella regione erano i confini della Palestina occupata, ma la corrente takfiri ha trasformato la linea del fronte nelle strade di Baghdad, nella moschea Jameh di Damasco, nelle strade del Pakistan, e nelle differenti città della Siria, questi luoghi sono diventati la linea del fronte del combattimento, diamo uno sguardo alle condizioni della Libia, della Siria, dell’ Iraq e del Pakistan oggi e vediamo contro chi sono state utilizzate le forze e le spade dei Mussulmani, queste forze avrebbero dovuto essere utilizzate contro il regime sionista, ma la corrente takfiri ha diretto questa lotta nelle nostre case, nelle nostre città e nelle nostre nazioni Islamiche. Sono loro che hanno causato gli attentati all’ interno della moschea Jameh di Damasco, ucciso civili inermi, con attentati a Baghdad, attaccato con raffiche di proietti centinaia e centinaia di persone in Pakistan e in Libia hanno creato questa situazione della quale siete testimoni, tutti questi sono alcuni dei crimini storici ed indimenticabili commessi dalla corrente takfiri, è tale corrente ad aver causato questa situazione. Trasformare questo movimento (del risveglio Islamico) è stato un lavoro al servizio degli Stati Uniti e dell’ Inghilterra, al servizio dei servizi segreti americani, inglesi, del mossad, e di apparati simili. Un altra prova è che, coloro che sostengono la corrente takfiri hanno realizzato compromessi con il regime sionista affinché essa combatta contro i Mussulmani, non solo non rivolgono neanche uno sguardo accigliato contro il regime sionista, ma con varie scuse sferrano ogni sorta di colpo contro le nazioni islamiche e realizzano ogni tipo di complotto contro di esse.
Una prova ulteriore è che il movimento di sedizione che la corrente takfiri ha lanciato nelle nazioni Islamiche tra le quali Iraq, Siria, Libia, Libano ed altre, ha causato la distruzione di importanti infrastrutture in questi paesi. Guardate quante strade, raffinerie, miniere, aeroporti, città e case sono state distrutte in queste nazioni, questo è accaduto come risultato tra le guerre interne e fratricide, e vedete quanto tempo e denaro saranno necessari affinché queste nazioni tornino alle condizioni precedenti, queste sono le perdite ed i colpi che la corrente takfiri ha inflitto al mondo islamico lungo questi anni. Un ulteriore prova è che la corrente takfiri ha danneggiato la reputazione dell’ Islam nel mondo, ne ha presentato un immagine negativa, tutti in ogni parte del mondo hanno visto in televisione che qualcuno viene fatto inginocchiare a terra e dopo decapitato con una spada senza essere imputato di alcun crimine. <> (Sacro Corano 60:8-9). Queste persone hanno fatto l’esatto opposto, hanno ucciso Mussulmani e non Mussulmani innocenti, e le immagini sono state trasmesse in tutto il mondo. Che una persona nel nome dell’ Islam ha estratto il cuore da un corpo senza vita e lo ha addentato, questo è stato fatto nel nome dell’ Islam, l’Islam della misericordia, l’Islam della riflessione, l’Islam della logica, l’Islam di << Allah non vi proibisce di essere buoni e giusti nei confronti di coloro che non vi hanno combattuto per la vostra religione…>> questo Islam è stato presentato in quel modo, vi è alcun crimine più grande di questo? Vi è alcuna fitna (sedizione) più malvagia di questa?
Questo è quello che ha fatto la corrente takfiri, una prova ancora è che essi hanno lasciato solo l’asse della resistenza, Gaza ha combattuto da sola per cinquanta giorni, per cinquanta giorni ha resistito da sola, i governi dei paesi islamici non hanno aiutato Gaza, gli introiti petroliferi e i dollari non sono stati messi al servizio di Gaza, mentre parte di essa è stata messa al servizio del regime sionista, questa è un altra prova, un altro crimine è prova che la corrente takfira ha deviato la direzione dell’ entusiasmo e del valore della gioventù Islamica esistente in tutto il mondo dell’ islam, oggi giovani in tutto il mondo Islamico possiedono un certo tipo di entusiasmo e valore, il risveglio Islamico li aveva influenzati ed erano pronti per muoversi al servizio dei grandi obbiettivi dell’ Islam, ma la corrente takfiri ha deviato il sentiero di questo entusiasmo e valore, conducendo certi giovani male informati ed ignoranti a decapitare Mussulmani e commettere massacri di donne bambini ed infanti nei villaggi. Questi sono tra i peccati della corrente takfiri, non possiamo ignorare ne dimenticare facilmente queste prove, tutte esse mostrano il fatto che la corrente takfiri è al servizio dell’ arroganza, è al servizio dei nemici dell’ islam: gli Stati Uniti, l’Inghilterra ed il regime sionista, ovviamente ci sono anche altre prove. Siamo stati informati che degli aerei di trasporto americani hanno lanciato munizioni delle quali questo gruppo conosciuto come daesh (ISIS) necessitava. Hanno lanciato munizioni sui quartieri generali di daesh in Iraq. Per aiutarli. Ci siamo detti forse si è trattato di un errore, poi abbiamo visto che hanno continuato a farlo, in accordo ai rapporti che ho ricevuto questo è accaduto cinque volte. Si sono sbagliati per cinque volte? tutto ciò mentre hanno creato una cosiddetta coalizione contro daesh (ISIS), si tratta di una menzogna assoluta. Questa coalizione segue altri obbiettivi malvagi, vogliono mantenere viva la fitna (sedizione e divisione), mettere le due parti una contro l’altra e continuare la guerra civile tra Mussulmani. Questo è il loro obbiettivo. Sappiate che non ci riusciranno.

La mediatizzazione della comunicazione politica

La mediatizzazione della comunicazione politica




'' Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione '' 
Karl Popper  




La mediatizzazione della comunicazione politica 
(Di Rabih Bouallegue )



Quella che sociologi e politologi chiamano '' la mediatizzazione della comunicazione politica'',
è un fenomeno che vede la radicale trasformazione della comunicazione politica , come anche
lo spazio dove tale comunicazione avviene,per mano del potere dei Mass media. Ma cosa
intendiamo per comunicazione politica ? Secondo Gianpietro Mazzoleni, docente di
Comunicazione politica e Sociologia della comunicazione all'università degli studi di Milano, la
''comunicazione politica '' è l'interazione tra i tre principali attori politici : il sistema politico,il
sistema dei Media e gli elettori. In seguito all'avvento della televisione nel campo della
comunicazioni di massa, la politica cominciò gradualmente ad essere organizzata e presentata
secondo la logica dei media ( Media logic ). Termine coniato dai sociologi statunitensi Altheid e
Snow per descrivere il potere dei media nel manipolare la realtà,e quindi la comunicazione
politica,oramai completamente sottomessa alla '' Media logic ''. Di conseguenza tale
asservimento della comunicazione politica alla logica dei media non poteva che portare alla
nascita di una politica completamente mediatizzata ( Media politics), e questo attraverso dei
meccanismi rintracciabili in effetti,quali quelli '' mediatici '' e '' politici ''.


Per effetti mediatici s'intendono gli aspetti mediali della comunicazione, quali :



La costruzione dell'agenda politica : I media decidono i temi che affronteranno i decisori politici

(nella foto : Dibattito televisivo tra i due candidati alla presidenza degli Stati Uniti, Barack Obama e Mitt Romney, in occasione delle elezioni presidenziali americane del 2012)


· La spettacolarizzazione : I media impongono le regole del mercato alla comunicazione politica (Maurizio Gasparri,attuale vicepresidente del Senato della Repubblica italiana,ospite speciale di una puntata del programma televisivo '' Torte in Faccia '' )

· Sensazionalismo :
(''aboliremo l'ICI . Restituiremo l'IMU. Creeremo un milione di posti di lavoro, ecc..)


Per effetti politici s'intendono invece :

· Personalizzazione

L'attore politico deve adattare il proprio look e il proprio linguaggio
alle regole della popolarità televisiva.

( Il caso di Arnold Schwarzenneger governatore della California non è che la punta dell'Iceberg)


· '' Leaderizzazione '' :
I Media danno massima visibilità ai leader politici

(Matteo Renzi ospite speciale del programma '' Amici '' di Maria de Filippi)


Sono tanti i casi di mediatizzazione della comunicazione politica nel mondo. (Chi non ricorda il consenso globale che ebbe Barack Obama , in occasione delle elezioni presidenziali americane del 2008 ?) Ma le prime forme di '' politica mediatizzata '' apparvero agli inizi degli anni 60, in occasione delle elezioni presidenziali americane. Allora i candidati alla Casa Bianca erano il democratico John F. Kennedy e il repubblicano Robert Nixon. Nel corso dei vari dibattiti televisivi , il candidato John Kennedy appariva calmo e sicuro di se. Rispondeva in maniera chiara alle domande, con voce chiara e ferma. Viceversa Richard Nixon,che appariva nervoso e sudava copiosamente. Per i telespettatori americani era chiaro chi doveva diventare il presidente della Nazione più potente del Mondo : John F. Kennedy. Non fu il programma politico del candidato democratico a convincere gli elettori americani a votarlo,bensì il suo modo di apparire in televisione.



Nel corso degli anni il televisore conquistò sempre più un ruolo centrale nella comunicazione politica,al punto da spingere il politologo italiano Giovanni Sartori a coniare il termine ''Videocrazia '' nel suo libro '' Homo Videns ''. Ma per comprendere meglio il livello di '' mediatizzazione '' raggiunto dalla comunicazione politica vorrei focalizzare l'attenzione su un caso poco noto ai lettori occidentali : Le recenti elezioni presidenziali in Tunisia e i meccanismi '' mediatici'' che hanno condotto El Beji Caid Sebsi , anziano ex ministro di Habib Bourguiba, padre della nazione tunisina,alla presidenza della Repubblica tunisina. Lo scorso Dicembre, il popolo tunisino fu chiamato alle urne per decidere chi doveva prendere le redini della Repubblica. I candidati alla presidenza furono il novantenne El Beji Caid Sebsi, ex ministro del defunto leader Habib Bourguiba ed ex capo del Parlamento di Ben Ali sino al 1994, e Moncef Marzouki,noto attivista dei diritti umani e primo presidente della Repubblica del periodo post primavera araba. Tutta la campagna elettorale dell'anziano El Beji Caid fu incentrata sulla sua straordinaria somiglianza con Habib Bourguiba. Le emittenti nazionali mandavano quotidianamente in onda la storia del suo passato impegno politico al fianco dell'amato leader defunto. Di come, nel 1986, riuscì a strappare all'ONU , in qualità di ministro degli esteri di Bourguiba,una risoluzione che condannasse il bombardamento delle forze aeree d'Israele contro le sedi dell'OLP a Tunisi. Inoltre, durante i vari comizi elettorali, mandati in onda nelle varie emittenti nazionali, appariva sempre più identico,sia nel look che nel linguaggio, al defunto beniamino delle masse tunisine. Ben diverso fu la campagna elettorale del candidato Marzouki,che preferì un contatto più reale e meno mediatico con il popolo. Ovviamente in una '' Videocrazia '' tale approccio non funzionò e il popolo scelse come presidente della Repubblica il sosia di un leader defunto : El Beji Caid Sebsi.

( A sinistra : Il candidato Sebsi durante la sua campagna elettorale. A destra : Habib Bourguiba )




Dai casi citati possiamo ben capire che spettacolarizzare la comunicazione politica non è una
buona soluzione per il corretto funzionamento di una democrazia. Un processo democratico
fortemente influenzato dal potere dei media non può che causare derive autocratiche. E basta
rileggere la storia per capirlo....


Una profezia avverata

Una profezia avverata

Era solo questione di tempo prima che la profezia si avverasse : Lo spettro dello stato islamico si materializza nella striscia di Gaza sotto il naso degli uomini di Hamas. L'anno scorso,in una calda mattinata di inizio Maggio,l'Isis iniziava la sua inarrestabile avanzata nel nord dell'Iraq, schiacciando come un rullo compressore tutto ciò che incontrava. Allora il più saggio tra noi capì che tale avanzata,festeggiata come una rivoluzione da buona parte del mondo musulmano sunnita,presto andrà a svantaggio della Palestina e del martoriato popolo palestinese. Sayed Hassan Nasrallah, leader degli hezbollah libanesi, in uno storico discorso dichiarò : '' Tutti temono l'Isis, persino i paesi del Golfo che li armano. Tutti, tranne che Israele''. E ora che le milizie di Hamas hanno cominciato la loro battaglia per il controllo della Striscia contro le orde dello stato islamico, non ci resta che dire a coloro che odiano Israele e festeggiarono i '' ribelli sunniti'' : Ve l'avevamo detto."
Fermati e rifletti

Fermati e rifletti

Prima di pronunciare parola : fermati e rifletti.

Prima di giudicare te stesso e il prossimo tuo per poi imbracciare un arma : fermati e rifletti.

Fermati e rifletti sugli anni '' divorati '' dall'ignoranza e il conformismo e sopratutto fermati e rifletti sulle conseguenze delle tue azioni passate.

Fermati e rifletti su ciò che vuoi e ciò che hai.

Fratello,prima che una donna ti faccia dono delle sue delicatezze fermati e rifletti.

Fermati e rifletti su ciò che eri,ciò che sei e ciò che sarai.

Fissa le tue mani, i tuoi occhi e i tuoi lineamenti : Adesso fermati e rifletti.

Prima di parlare della misericordia di Dio fermati e rifletti.

Non buttare via quel tozzo di pane, fermati e rifletti.

Fratello, prima che la vita scivoli via,come un pesce dalle mani di un pescatore affamato fermati e rifletti....


Gli intimi” amici ” di un emissario della morte.

Gli intimi” amici ” di un emissario della morte.



Prima si burlano di te, perché non condividi i loro stessi vizi, poi iniziano ad escluderti socialmente. Ti chiudi, prima nella tua stanza e dopo nel tuo passato. Dopo un pò leggi e rileggi il tuo nome musulmano nei documenti,guardi i tuoi tratti somatici allo specchio con i demoni che iniziano a sussurrarti delle parole nelle orecchie, il loro unico scopo è alimentare il fuoco dell'odio che arde nel tuo cuore. Uno dei tanti demoni ti ricorda, con la sua voce sibilante, le prese in giro silenziose e gli sguardi diffidenti di chi viene a conoscenza delle tue origini tramite il tuo nome. Lo ignori, dopo un pò se ne aggiunge un altro,che ti ricorda i massacri attuati dai governi occidentali ai danni di popoli che condividono la stessa religione e la stessa cultura dei tuoi padri. Ignori pure il secondo demone. Qualche ora dopo un terzo demone ti ricorda il feroce isolamento a cui sei stato condannato, pesante come un macigno sopratutto per te, giovane uomo alla ricerca di calore umano, di baci,abbracci e parole dolci. Il quarto demone non è molto loquace, ti suggerisce solo la soluzione al male che ti affligge ; L'estremismo religioso.
Il quinto demone, in punta di piedi, ti posa un velo di odio negli occhi, cosi quando ti capiterà di uscire comincerai a vedere il mondo che ti ha escluso con odio e disprezzo. Comincerai a chiamarli '' infedeli '' . Il tuo cuore trabocca di risentimento, se sei fortunato e nasci in un paese politicamente instabile, stringerai un patto con la morte e ne diventerai un suo emissario. Se invece sei sfortunato e nasci in un paese economicamente e politicamente stabile,cercherai un modo per vendicarti. Non ci riuscirai,e quindi tenterai di raggiungere il paese politicamente instabile per bramare la vendetta contro quel mondo che ha accolto i tuoi genitori ma ha escluso te.....

Che quei pochi amici non si allarmino,nonostante le mie difficoltà e i miei dubbi, non ho intenzione di cadere nell'estremismo religioso......
Fantasmi

Fantasmi

Ossario di Douamont - Cimitero di Verdun ( Francia)

In una di queste tombe senza nome riposano le spoglie mortali di un mio lontano bisnonno tunisino,partito per combattere la Grande Guerra al fianco della Francia, nel lontano 1916.

Secondo gli storici , la Francia deportò tutti gli uomini sani e sprovvisti di un certificato d'iscrizione presso la Moschea Zitouna di Tunisi,allora una delle principali università musulmane del Nordafrica, per combattere la guerra. Molti di queste truppe coloniali, che ancora oggi molti storici definiscono '' mercenarie '', erano composte da nordafricani,senegalesi ed indocinesi,furono schierate in prima linea dagli alti comandi francesi ed esposti pericolosamente alle terribili mitragliatrici tedesche. La battaglia di Verdun,nota come una delle terribili tragedie umane della storia recente,vide milioni di soldati coloniali combattere e morire per un paese che li opprimeva.

Il velo di mistero che avvolge il destino di questo mio lontano bisnonno e ancora fitto, l'unica cosa certa e che la sua tomba senza nome si trova molto probabilmente in Francia.

Nella foto : una tomba musulmana dell'Ossario di Verdun , la scritta in arabo dice :
Questa è la tomba del '' Marhum '' ( letteralmente '' Colui che ha ricevuto la misericordia di Dio ).

Più in basso la scrittà in francese : Soldato sconosciuto/ Morto per la Francia nel 1916.

To be continued..
Gaza può attendere

Gaza può attendere

Gaza è sotto assedio israeliano... E l'Iraq e tutto il mondo arabo pure.

Caro popolo palestinese,adesso che ti ritrovi sotto assedio nemico,non urlare '' Dove sono gli Arabi ? !! Te lo dico io dove sono  :

Sono circondati come voi da individui sporchi,barbuti e armati fino ai denti, che nel vostro nome stanno mettendo a ferro e fuoco quelle città e quei villaggi che un tempo gridavano  con cuore sincero '' Viva la palestina libera ''  



Dio liberi l'Iraq e tutto il mondo arabo oppresso dal
cancro dell'estremismo islamico.

Rabih
Tunisia : uno Stato impoverito dal Fondo Monetario Internazionale.

Tunisia : uno Stato impoverito dal Fondo Monetario Internazionale.

 Il blog giornalistico '' Essawt '' torna, dopo quasi un anno di innatività, a riportare notizie riguardanti la situazione politico-economico sociale della Tunisia post primavera araba. 

Mehdi Joma'a, primo ministro tunisino
In seguito alle dimissioni del premier islamista Ali Laryaedh, il presidente della repubblica tunisina Moncef Marzouki incarica l'ex ministro dell'industria Mehdi Joma'a di formare un governo tecnico non eletto dal popolo. E mentre le emittenti tunisine festeggiano la nuova costituzione tunisina e il nuovo governo tecnico, il governatore della banca centrale della Tunisia, Chadli Ayari, annuncia che il Fondo monetario internazionale ha appena sbloccato 506 milioni di dollari di prestiti al paese magrebino attraversato da una grave crisi politico-finanziaria. Ma vediamo qual'è stato il ruolo del Fondo Monetario Internazionale nella politica economica del piccolo paese nordafricano. Vi riportiamo un articolo dell'economista canadese Michel Chossudovsky. 






Michel Chossudovsky
Il generale Zine el Abidine Ben Ali, l'ex presidente deposto della Tunisia è definito dai media occidentali, in coro, come un dittatore. 
Il movimento di protesta tunisino è descritto distrattamente come l'effetto di un regime antidemocratico e autoritario, che sfida le norme della "comunità internazionale".

Ma Ben Ali non era un "dittatore".  I dittatori decidono e comandano. Ben Ali era un servo degli interessi economici occidentali, un fedele burattino politico che obbediva agli ordini, con il sostegno attivo della comunità internazionale.
L'ingerenza straniera negli affari interni della Tunisia non è menzionata nei report dei media. Gli aumenti dei prezzi alimentari non erano "imposti" dal governo di Ben Ali. Erano imposti da Wall Street e dal FMI. 

Il ruolo del governo di Ben Ali è stato di far rispettare la micidiale ricetta economica del FMI, che in un periodo di oltre 20 anni ha portato al risultato di destabilizzare l’economia nazionale e impoverire la popolazione tunisina.  
Ben Ali come capo di stato non ha deciso nulla di sostanziale. La sovranità nazionale era già perduta. Nel 1987, al culmine della crisi del debito, il governo di sinistra di Habib Bourguiba è stato sostituito da un nuovo regime, fortemente impegnato sulle riforme del "libero mercato".La gestione macroeconomica sotto la guida del FMI era oramai nelle mani dei creditori esteri della Tunisia. Nel corso degli ultimi 23 anni, la politica economica e sociale della Tunisia è stata dettata dal "Washington Consensus".
Ben Ali rimase al potere, perché il suo governo obbediva ed attuava in maniera efficace il diktat del FMI, al servizio sia degli USA che della Unione europea.
Questo modello è stato seguito in numerosi paesi.
La continuità delle micidiali riforme del FMI richiede una "sostituzione" del regime. L'instaurazione di un burattino politico assicura l'attuazione del programma neoliberista, creando le condizioni per l'eventuale destituzione di un governo corrotto e impopolare che venga rappresentato come causa dell'impoverimento di un'intera popolazione.


Il movimento di protesta.

Non sono Wall Street e le istituzioni finanziarie internazionali con sede a Washington, ad essere il bersaglio diretto del movimento di protesta. L'esplosione sociale si è rivolta contro il governo piuttosto che contro l'ingerenza delle potenze straniere nella conduzione della politica di governo.
Dall'inizio, le proteste non sono partite da un movimento politico organizzato contro l'imposizione delle riforme neoliberiste.
Inoltre, vi sono indicazioni che il movimento di protesta sia stato manipolato al fine di creare il caos sociale, e insieme garantire la continuità politica. Ci sono rapporti non confermati di atti di repressione e di intimidazione da parte di milizie armate nelle principali aree urbane.
La questione importante è come si evolverà la crisi? Come sarà affrontato dal popolo tunisino il più grave problema dell'ingerenza straniera?
Dal punto di vista di Washington e Bruxelles, il regime autoritario impopolare è aspramente criticato allo scopo di sostituirlo con un nuovo governo fantoccio. Le elezioni sono previste sotto la supervisione della cosiddetta comunità internazionale, con i candidati pre-selezionati.

Se questo processo di cambiamento di regime viene effettuato per conto degli interessi stranieri, il nuovo governo dovrà senza dubbio garantire la continuità della politica neoliberista, che è servita a impoverire la popolazione tunisina.
Il governo ad interim guidato dal presidente incaricato Fouad Mebazza è attualmente in una situazione di stallo, con una feroce opposizione proveniente dal movimento sindacale (UGTT). Mebazza ha promesso di "rompere con il passato", senza peraltro precisare se ciò significhi l'abrogazione delle riforme economiche neoliberiste.


Cenni storici.

I media in coro hanno presentato la crisi in Tunisia come una questione di politica interna, senza una visione storica. La presunzione è che con la rimozione del "dittatore"e la instaurazione di un governo regolarmente eletto, la crisi sociale finirà per essere risolta.
La prima "rivolta del pane" in Tunisia risale al 1984. Il movimento di protesta del gennaio 1984 è stato motivato da un aumento del 100 per cento del prezzo del pane. Questo rincaro era stato chiesto dal FMI nel quadro del programma di aggiustamento strutturale (SAP) della Tunisia. L'eliminazione dei sussidi alimentari era di fatto una condizione del contratto di prestito con il FMI.

Il Presidente Habib Bourguiba, che aveva svolto un ruolo storico nella liberazione del suo paese dal colonialismo francese, dichiarò lo stato di emergenza in risposta ai disordini:
«Mentre risuonavano gli spari, le truppe della polizia e dell'esercito in jeep e blindati occupavano la città per sedare la "rivolta del pane". La dimostrazione di forza infine produsse una calma inquieta, ma solo dopo che più di 50 manifestanti e passanti erano stati uccisi. Poi, in una drammatica trasmissione radiotelevisiva di cinque minuti, Bourguiba annunciò che avrebbe riportato indietro l'aumento dei prezzi». (Tunisia: Bourguiba Lets Them Eat Bread - TIME, gennaio 1984)

In seguito alla ritrattazione del presidente Bourguiba, l'impennata del prezzo del pane fu invertita. Bourguiba licenziò il suo ministro degli Interni e rifiutò di rispettare le richieste del Washington Consensus.
L'agenda neoliberista comunque aveva sortito i suoi effetti, portando all'inflazione galoppante e alla disoccupazione di massa. Tre anni dopo, Bourguiba e il suo governo furono rimossi in un colpo di stato incruento "per motivi di incompetenza", portando all'insediamento del presidente generale Zine el Abidine Ben Ali nel novembre 1987. Questo colpo di Stato non era diretto contro Bourguiba, era destinato a smantellare in modo permanente la struttura politica nazionalista inizialmente istituita a metà degli anni '50, per poter così privatizzare i beni dello Stato.
Il colpo di stato militare, non solo segnò la fine del nazionalismo post-coloniale che era stato guidato da Bourguiba, ma contribuì anche a indebolire il ruolo della Francia. Il governo di Ben Ali era allineato a Washington piuttosto che a Parigi.
Pochi mesi dopo l'insediamento di Ben Ali' a presidente del paese, venne firmato un accordo importante con il FMI. Fu raggiunto anche un accordo con Bruxelles sull'istituzione di un regime di libero scambio con l'UE. Un ampio programma di privatizzazioni fu messo sotto il controllo della Banca Mondiale e del FMI. Con paghe orarie dell'ordine di 0.75 euro all'ora, la Tunisia diventò inoltre una sacca di manodopera a buon mercato per l'Unione Europea.


Chi è il dittatore?

Una revisione dei documenti del FMI suggerisce che dall'instaurazione di Ben Ali nel 1987 ad oggi, il suo governo si era attenuto fedelmente alle condizioni del FMI- Banca mondiale, compreso il licenziamento dei lavoratori del settore pubblico, l'eliminazione dei controlli sui prezzi dei beni di consumo essenziali e l'attuazione di un ampio programma di privatizzazioni. La sospensione delle barriere commerciali ordinata dalla banca mondiale portò ad un'ondata di fallimenti.
A seguito di queste dislocazioni dell'economia nazionale, le rimesse degli operai tunisini dall'Unione Europea divennero una fonte sempre più importante di valuta estera. Ci sono circa 650.000 tunisini che vivono oltremare. Le rimesse totali degli emigranti nel 2010 sono state dell'ordine di 1,96 miliardi di dollari, in aumento del 57 per cento rispetto al 2003. Una grande parte di queste rimesse in valuta sono usate per servire il debito estero del paese.


L'aumento speculativo nei prezzi mondiali degli alimenti

Nel settembre 2010, è stata raggiunta un'intesa fra Tunisi ed il FMI, che raccomandava la rimozione delle ultime sovvenzioni come mezzo per realizzare l'equilibrio fiscale:
«Il rigore fiscale rimane una priorità assoluta per le autorità [tunisine], che sentono l'esigenza nel 2010 di continuare con una politica fiscale rigorosa nel contesto internazionale corrente. Gli sforzi sostenuti nell'ultima decade per abbassare il livello del debito pubblico non dovrebbero essere compromessi da una politica fiscale troppo lassista. Le autorità sono impegnate a controllare saldamente le spese correnti, comprese le sovvenzioni…»
http://www.imf.org/external/pubs/ft/scr/2010/cr10282.pdf

Vale la pena notare che l'insistenza del FMI sull'austerità fiscale e la rimozione delle sovvenzioni hanno coinciso cronologicamente con un nuovo aumento nei prezzi degli alimenti sui mercati di Londra, di New York e di Chicago. Questi aumenti dei prezzi sono in gran parte il risultato di operazioni speculative da parte di importanti interessi finanziari e corporativi del settore dell'agribusiness. Sono il risultato di un'autentica manipolazione (non di penuria), e hanno impoverito la gente a livello globale. La corsa nei prezzi degli alimenti costituisce una nuova fase del processo dell'impoverimento globale.

«I media hanno fuorviato l'opinione pubblica sulle cause di questi aumenti dei prezzi, fissando l'attenzione quasi esclusivamente sugli aumenti dei costi di produzione, il clima ed altri fattori che riducono l'offerta e che potrebbero contribuire ad accrescere il prezzo degli alimenti.
Anche se questi fattori possono entrare in gioco, sono di importanza limitata nella spiegazione dell'aumento impressionante e drammatico nei prezzi dei beni. Essi sono in gran parte il risultato di manipolazioni del mercato. Sono in gran parte attribuibili alle operazioni speculative sui mercati delle merci. I prezzi del grano sono stati amplificati artificialmente da speculazioni su grande scala nei mercati a termine di Chicago e di New York. …

La speculazione sul grano, il riso o il mais, si può fare senza nessuno scambio reale di merci. Le istituzioni che speculano nel mercato del grano non sono necessariamente coinvolte nella vendita o nella reale consegna del grano.
Le transazioni possono usare i fondi indicizzati sulle materie prime che sono scommesse sul movimento rialzista o ribassista dei prezzi dei beni. Una "put option" è una scommessa sul ribasso del prezzo, una "call option" è una scommessa sul rialzo. Con manipolazioni concordate, gli investitori istituzionali e le istituzioni finanziarie possono far salire il prezzo e quindi scommettere su un movimento rialzista di una materia prima in particolare.
La speculazione genera la volatilità del mercato. A sua volta, l'instabilità che ne risulta incoraggia l' ulteriore attività speculativa.
I profitti sono realizzati quando il prezzo sale. Per contro, se lo speculatore gioca al ribasso, vendendo sull mercato, guadagnerà quando il prezzo sprofonda.
Questo recente rialzo speculativo nei prezzi degli alimenti è stato causa di una carestia su scala mondiale senza precedenti». (Michel Chossudovsky)
http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=8877)

Dal 2006 al 2008, c'è stato un drammatico rialzo nei prezzi di tutte le importanti materie prime alimentari, compreso riso, grano e mais. Il prezzo del riso è triplicato nell'arco di cinque anni, da circa 600 $ la tonnellata nel 2003 a più di 1800 $ la tonnellata nel maggio 2008. (Michel Chossudovsky,http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=9191 , per ulteriori particolari, si veda Michel Chossudovsky, ( http://globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=20425 )

Il recente rialzo nel prezzo del grano rientra in un aumento del 32 per cento dell' indice composito dei prezzi degli alimenti della FAO registrato nella seconda metà del 2010.

«I prezzi in ascesa dello zucchero, del grano e dei semi oleosi hanno portato a un record nei prezzi mondiali degli alimenti a dicembre, superando i livelli del 2008 quando il costo del cibo ha fatto scoppiare tumulti nel mondo e lanciare avvertimenti sui prezzi entrati in "zona pericolosa".
Un indice mensile delle Nazioni Unite a dicembre superava il picco mensile precedente - del giugno 2008 - per raggiungere il livello più elevato dal 1990. Pubblicato dall'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura con sede a Roma (la FAO), l'indice riporta i prezzi di un paniere di cereali, semi oleosi, latticini, carne e zucchero, aumentato per sei mesi consecutivi». (The Guardian, 5 gennaio 2011)

Amara ironia: in un contesto di aumento dei prezzi degli alimenti, il FMI suggerisce la rimozione delle sovvenzioni allo scopo di raggiungere l'obiettivo dell' austerità fiscale.


Manipolazione dei dati su povertà e disoccupazione

Un'atmosfera di disperazione sociale prevale, le vite della gente sono distrutte. Mentre il movimento di protesta in Tunisia è visibilmente il risultato diretto di un impoverimento totale, la banca mondiale sostiene che i livelli di povertà sono stati ridotti dalle riforme di liberalizzazione del mercato adottate dal governo del Ben Ali.
Secondo il rapporto sul paese della Banca Mondiale, il governo tunisino (con il supporto delle istituzioni di Bretton Woods) è stato fondamentale nel ridurre i livelli di povertà al 7 per cento (inferiore sostanzialmente a quello registrato negli Stati Uniti e nell'UE):

«La Tunisia ha realizzato notevoli progressi nell'equità dello sviluppo, nel combattere la povertà e nel raggiungimento di buoni indicatori sociali. Ha riportato un tasso di crescita medio del 5 per cento in questi ultimi 20 anni, con un aumento constante nel reddito pro capite e un aumento corrispondente nel benessere della popolazione che registra un livello di povertà del 7%, fra i più bassi nella regione.
L'aumento constante nel reddito pro capite è stato il motore principale per la riduzione della povertà. … Le strade nelle aree rurali sono state particolarmente importanti nell'aiutare i poveri di queste aree a collegarsi ai mercati ed ai servizi urbani. I programmi sulle abitazioni hanno migliorato il livello di vita dei poveri ed inoltre hanno reso disponibile il reddito risparmiato per la spesa in alimenti e articoli non-alimentari, con impatti positivi di attenuazione della povertà. I sussidi alimentari, destinati ai poveri, anche se non in maniera ottimale, hanno tuttavia aiutato i poveri urbani». (Banca mondiale - Tunisia - Country Brief)

Queste stime sulla povertà, senza accennare ad alcuna "analisi" economica e sociale, sono autentiche montature. Presentano il libero mercato come il motore di un'attenuazione della povertà. L'impalcatura analitica della Banca Mondiale è usata per giustificare un processo di "repressione" economica che è stato applicato universalmente in più di 150 paesi in via di sviluppo.
Con il 7 per cento della popolazione che vive nella povertà (come suggerito dalla "stima" della banca mondiale) e il 93 per cento della popolazione coi bisogni fondamentali soddisfatti in termini di alimenti, abitazione, salute e formazione, non ci sarebbe stata crisi sociale in Tunisia.

La Banca Mondiale è attivamente impegnata nella manipolazione dei dati e nella distorsione della difficile situazione sociale della popolazione tunisina.
Il tasso di disoccupazione ufficiale è al 14 per cento, ma il livello reale di disoccupazione è molto più alto. La disoccupazione giovanile registrata è dell'ordine del 30 per cento. I Servizi Sociali, compreso la sanità e la formazione sono sprofondate nell'urto delle misure di austerità economica della Banca Mondiale e del FMI .

Più in generale, «la dura realtà economica e sociale che sta alla base dell'intervento del FMI consiste nei prezzi degli alimenti in ascesa, carestie a livello locale, licenziamenti massicci degli operai urbani e degli impiegati pubblici, e distruzione dei programmi sociali. Il potere di acquisto interno è sprofondato, ospedali e scuole sono stati chiusi, a centinaia di milioni di bambini è stato negato il diritto all'istruzione primaria»

 Di Michel Chossudovsky
Rosario Crocetta e i fantasmi del ventennio Ben Ali

Rosario Crocetta e i fantasmi del ventennio Ben Ali

Zine Abidine Ben Ali. Ex dittatore tunisino

La '' rivoluzione siciliana'' targata Rosario Crocetta ha resuscitato e schierato nella propria scacchiera regionale nemici di un altra rivoluzione: quella tunisina. Ebbene si , pare che il presidente della regione siciliana Rosario Crocetta ha affidato un incarico regionale al quanto delicato ad un ex uomo del RCD ( raggruppamento costituzionale democratico) partito del dittatore deposto Zine Abidine Ben Ali. Anziano generale tunisino salito al potere grazie ad un colpo di stato '' medico '' ai danni dell'anziano Habib Bourguiba,allora presidente della repubblica e padre dell'indipendenza tunisina. A quel colpo di stato seguirono 23 anni di regime poliziesco che azzerò, con l'ausilio della tortura e della galera,qualsiasi critica e dissenso che provenisse da fuori i corridoi della sede del partito di regime Rcd (raggruppamento costituzionale democratico) sito a piazza Mohamed V a Tunisi. Ricordiamo che tra gli efferati crimini commessi dal dittatore nonchè allievo agente della C.I.A americana  spunta la feroce repressione poliziesca contro i moti del bacino della regione di Gafsa del 2008.Quando un concorso indetto da una grossa fabbrica locale,a cui vi parteciparono una buona parte dei giovani disoccupati della regione,risultò essere truccata .Fatto che ha spinto la popolazione locale,esasperata dall'ennesimo caso di corruzione e clientelismo, a scendere in strada sfidando la brutalità della polizia di Ben Ali. Movimenti di protesta che hanno scosso il regime  per ben otto mesi costringendo la polizia ad usare il pugno di ferro reprimendo nel sangue le pacifiche manifestazioni capeggiate dal carismatico sindacalista tunisino Adnane Haji.  ( per maggiori informazioni visitate il blog di Gabriele del Grande - Fortress Europe).


Sami Ben Abdelaali ( il primo a partire da destra)



 L'attuale vice capo di Gabinetto dell'assessorato Agricoltura Sami Ben abdelaali,ai tempi della storica caduta del regime dispotico di Ben Ali,avvenuta il 14 Gennaio 2011, era il numero 348 della lunghissima lista del comitato centrale del Rcd ( raggruppamento costituzionale democratico) nonché funzionario del consolato tunisino di Palermo. La sua cacciata dal consolato tunisino avvenne dopo la salita al potere del partito islamista '' Ennahda'' e sopratutto dopo le visite in Sicilia,nei primi mesi del 2012, di Houcine el Jaziri prima e Touhami Abdouli dopo,rispettivamente segretari di stato presso il ministero dell'emigrazione tunisina e ministero degli esteri. Per tutto il 2012 e buona parte del 2013 dell'ex pedina siciliana di Ben Ali si perserò completamente le tracce sino al giorno in cui un articolo del settimanale ''l'Espresso'' denunciò la strana presenza dell'uomo d'affari tunisino all'interno degli uffici della regione siciliana.

A conferma del passato rcdista dell'ex funzionario tunisino,propongo un articolo redatto nel Maggio 2010 in occasione dell'incontro tra l'ex console tunisino di stanza in Sicilia , AbdRahman Ben Mansour e le comunità tunisine della Sicilia :


A Scoglitti la Comunità tunisina incontra il Console Generale

RISPETTO DEI DIRITTI UMANI ED APERTURA ALLE REALTA’ LOCALI




E intanto il settimanale '' L'Espresso '' si pone il seguente 

quesito : 


Come ha fatto ad ottenere quel posto da componente esterno in quella struttura amministrativa? 

Per Dario Cartabellotta, assessore all'Agricoltura in Sicilia che ha firmato il suo contratto, la nomina del dirigente tunisino è stata «una scelta collegiale del governo siciliano».  




Weld el 15  ” I poliziotti sono dei cani” .

Weld el 15 ” I poliziotti sono dei cani” .

In prigione il rapper tunisino '' Weld el 15'',all'anagrafe Alaa Yacoub,arrestato il marzo scorso per il contenuto troppo ''esplicito'' del suo ultimo testo rap '' boulicia kleb'' ( i poliziotti sono dei cani) . Il cantante adesso dovrà scontare due anni di carcere.


Weld el 15
Il testo rap,scritto qualche settimana dopo la scarcerazione del giovane rapper accusato di detenzione e spaccio di droga,attacca in maniera abbastanza esplicita e diretta la brutalità e la corruzione della polizia tunisina,colpevole,secondo''Weld el 15'',di spacciare droga alla gioventù tunisina per poi  divertirsi a trarla in arresto.

  







Traduzione del testo '' Boulicia kleb '' 

''I poliziotti sono dei cani''



   
Mi hanno arrestato per aver consumato della marijuana.

Hanno fatto piangere mia madre arrestandomi con una falsa accusa.

Per un loro errore sono stato imprigionato in un buco.

Alla Tunisia dono una rosa e al governo  una '' katla '' ( gesto dell'ombrello).

Fammi fare una tirata.

Non avrei preso un anno di galera se fossi stato figlio di qualcuno.

Volevo cambiare
ho tolto la droga dalle tasche.

Non avrei mai visto la prigione se fossi stato figlio di Slim Chiboub ( genero di Ben Ali).

Presidente,avvocato e agente
come voi avete fatto piangere mio padre io darò fuoco al vostro.

Qui è il quartiere '' Kandahar''
il bicchiere è troppo pieno
nella mia sinistra ho il diavolo e nella destra Abu Ayadh.

Mi hanno lavorato per bene
mi hanno condotto al cimitero
ieri dormivo a casa e oggi a '' Zuzana ( nome di una prigione).

Mamma non piangere
non mi hanno indebolito
alla madre del poliziotto che mi ha arrestato gli farò mangiare l'erba.


I POLIZIOTTI SONO DEI CANI E IO CHE MI CHIEDEVO DA DOVE VENISSERO I LATRATI (RITORNELLO)

ABBAIA CANE ABBAIA ( RITORNELLO) .

Agente ricarica le tue armi e spara
siamo degi zombie e non sentiamo alcun dolore.

Vuoi la mia carta d'identità ma io non te la darò.

Nella Aid ( festa islamica) vorrei sgozzare un poliziotto al posto di un montone.

Ci hanno rincorso per i quartieri senza mai prenderci
di sera infestano i quartieri come dei serpenti
se cerchi della roba su di me non troverai nulla
intere generazioni hanno interrotto gli studi ma mai lo spaccio di droga
poliziotto e' cosi che viviamo non abbiamo nulla da nascondere.

Ci avete fatto odiare la civiltà,solo Dio sa come stiamo.

Vuoi arrestarmi e mettermi le manette, toglimi dalla tua testa e non rompere il cazzo.

Questo è il nostro quartiere e tu vuoi impaurirci con la prigione
 vuoi apparire un duro ma in testa hai solo un paio di mutande .

In testa ho troppi demoni e roba sporca,avvicina il tuo orecchio ti dirò di che si tratta :
come prima mi avevi sodomizzato, adesso io sodomizzero te.

I POLIZIOTTI SONO DEI CANI ED IO CHE MI CHIEDEVO DA DOVE VENISSERO I LATRATI (RITORNELLO)ABBAIA CANE ABBAIA ( RITORNELLO).

Da Bouchoucha (prigione) alla doccia
abbiamo cuori di pietra.
Fotti quei serpenti, dammi una pistola che li uccido.

Mi arresti o non mi arresti a me non cambia nulla.
Sono sempre fuso e sotto l'effetto dell'erba
prova a farmi qualcosa !

I poliziotti sono dei cani
è cosa già nota. Il più '' pulito ''del ministero ( dell'interno) è uno stronzo corrotto.

Lo vedi sull'attenti di fronte ad un ufficiale, che segaiolo.

Una generazione drogata
una generazione peccatrice.
Cocaina,marijuana e la chetamina, da dove credete sia arrivata ?
Non siete voi che la importate?
Da dove credete che venga la droga ?

Siete voi che la spacciate siete voi i criminali, Ci avete distrutto fin dall'infanzia.

Non voglio più dilungarmi
ti racconterò di quello che mi frulla per la testa :

Credevo che il paese ha subito una rivoluzione ma invece è stata solo una fregatura.
Danza Governo visto che siamo noi quelli fottuti.

Una dedica ai ragazzi del quartiere e alla gioventù calpestata.


I POLIZIOTTI SONO DEI CANI E IO CHE MI CHIEDEVO DA DOVE VENISSERO I LATRATI (RITORNELLO)

ABBAIA CANE ABBAIA ( RITORNELLO)


Abu Ayadh *
capo carismatico dei salafiti in Tunisia

Slim Chiboub *
Genero del presidente deposto Zine Abidine Ben Ali.

Aid el idha ( abbreviato Aid) *
Festa musulmana dove vengono sacrificate ( quindi sgozzate) pecore e montoni.

Assassinio Chokri Belaid : La testimonianza di Nadia Deoud

Assassinio Chokri Belaid : La testimonianza di Nadia Deoud

Ucciso questa mattina Chokri Belaid,  figura importante dell'opposizione tunisina e leader del partito '' patrioti democratici''.  Parla Nadia Deoud , giovane giornalista free lance e testimone del terribile agguato allo storico oppositore politico.






Chokri Belaid durante un comizio nel Dicembre 2010
'' Mi chiamo Nadia Deoud , giornalista free lance. Sono vicina di casa del defunto Chokri Belaid , abitavo al quarto piano e lui al primo. Ero affacciata dal balcone quando vidi l'autista , in attesa dell'arrivo di Belaid, parlare con qualcuno.L'agguato è avvenuto verso le 07:50 del mattino. Una volta che Belaid raggiunse l'automobile due tizi a bordo di un motorino si avvicinano sparando prima un colpo e dopo altri tre in rapida successione. La cosa che mi ha più sconvolta è stata la mancata reazione dell'autista di fronte all'imminente assassinio del Dottor Belaid. Mi assumo tutta la responsabilità su ciò che sto dichiarando: l'autista sapeva dell'agguato.Pochi minuti prima vidi l'autista parlare con qualcuno, subito dopo arriva la motocicletta della morte che fredda con diversi colpi d'arma da fuoco Belaid, seduto sul sedile anteriore accanto all'autista.




Tunisi 6 Febbraio 2013
In seguito al decesso di Chokri Belaid avvenuta questa mattina nell'ospedale '' Ennasr '' di Tunisi,migliaia di manifestanti sono scesi in strada chiedendo le dimissioni del governo. Alle ore 15.30  un corteo funebre che trasportava il feretro del politico è stata fatta passare di fronte il ministero dell'interno in piena Avenue Bourghuiba dove la polizia ha fatto largo uso di lacrimogeni per allontanare il corteo. Intanto sono state pervenute minacce anonime a Hamma el Hammami , leader del partito operaio comunista tunisino, dove gli viene intimato di '' non cavalcare'' la triste vicenda del compagno assassinato.Date alle fiamme la sede del partito islamista al potere a Sfax, dove la gente inferocita ha chiesto la testa dei responsabili .Intanto la '' lega per la difesa della rivoluzione ''  torna a far parlare di se attaccando a colpi di spranghe e bastoni alcuni manifestanti nella città di Sousse. Dura condanna di Rashed Ghannouci leader del partito islamista '' Nahda'' che ha definito gli autori di questo barbaro assassinio '' nemici della patria e dell'islam''.Nel tardo pomeriggio arriva l'atteso discorso alla nazione di Hamadi Jebali , primo ministro tunisino , che annuncia lo scioglimento dell'attuale esecutivo con la conseguente creazione di un governo di unità nazionale.Dimissioni di massa di una parte dell'assemblea costituente. 



Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Il mistero di Saida Agrebi in Turchia

Fantasmi del passato legati al regime di Ben Ali riappaiono prepotentemente scuotendo la Tunisia. Saida Agrebi amica intima dell'ex first lady Leila Ben Ali Trabelsi ha rappresentato lo Stato tunisino in un conferenza internazionale tenutosi ad Ankara ( Turchia ) il mese scorso.

La signora nell'immagine è Saida Agrebi.Ex presidentessa della lega delle madri tunisine durante il ventennio Ben Ali .Viene considerata dal popolo tunisino una della figure più corrotte del regime in quanto amica intima della machiavellica ex first lady Leila Trabelsi moglie di Ben Ali. L'anziana donna è ritornata a far parlare di se dopo aver  rappresentato arrogantemente la Tunisia in un conferenza internazionale in Turchia . Saida Agrebi fu messa agli arresti in seguito alla deposizione di Ben Ali avvenuta il 14 Gennaio 2011. Dopo 6 mesi di prigionia,il 28 luglio 2011 fuggi' dal paese  in circostanze al quanto misteriose .La settimana seguente  il governo provvisorio tunisino di El Beji Caid Sebsi durante una conferenza stampa dichiarò di aver ufficialmente emanato un mandato d'arresto internazionale contro di lei . Fu bloccata il 12 Marzo 2012 all'aeroporto Charles de Gaulle di Parigi di ritorno dal Brasile su una sedia a rotelle. Il governo francese diede 40 giorni di tempo al governo tunisino di Hamadi Jebali per chiederne l'estradizione senza ricevere però alcuna risposta. Adesso Agrebi chiede all'attuale governo tunisino riconoscimenti ufficiali per aver rappresentato'' degnamente'' la nuova Tunisia in questa conferenza internazionale. Il governo tunisino in seguito alla notizia circa la sua misteriosa presenza in terra turca ha richiesto alle autorità locali,tramite il proprio ambasciatore ad Ankara Mehrez Ben Rhouma, l'arresto e la successiva estradizione in Tunisia di Agrebi. L'ambasciatore turco di stanza a Tunisi respinge le accuse dichiarando che il proprio governo  non era conoscenza del mandato d'arresto internazionale che pendeva sull'anziana Agrebi.

Saida Agrebi durante la conferenza di Ankara ( Turchia)-2012
 
Saida Agrebi in un incontro ufficiale con Zine Abidine Ben Ali




E’ morto Tarak Mekki

E’ morto Tarak Mekki

Muore Tarak Mekki , stroncato da un improvviso arresto cardiaco nella sua casa di Hammamet.
Domani i funerali. 


Tarak Mekki 
Uomo d'affari , analista politico e leader del movimento per la seconda repubblica . Nel 2004 abbandono' la Tunisia dopo aver rifiutato una proposta  poco conveniente avanzata dal clan Trabelsi , famiglia dell'ex first lady tunisina Leila Trabelsi ( gli proposero di dividere gli utili dei suoi affari). Nel 2007 rifiutò' per due volte lo status di rifugiato politico inaugurando cosi la sua ferrea opposizione alla politica autocratica di Ben Ali , fu uno dei pochi esiliati politici a chiederne pubblicamente la deposizione denunciandone la corruzione e la sistematica violazione dei diritti umani. Dopo due anni di feroce opposizione ll suo sito ufficiale venne ufficialmente cancellato nel 2009 e il suo account face book disattivato, azioni repressive che lo spinsero a spostare la sua aperta opposizione tramite video , cartoni animati satirici e appelli ad una seconda repubblica, il tutto attraverso youtube .Il suo attivismo spinse il regime Ben Ali ad un ennesimo tentativo di censura verso le sue pesanti critiche oscurando i siti di youtube e dailymotions dalle reti cibernetiche del paese maghrebino. Allo scoppio delle rivolte del Dicembre 2010 a Sidi Bouzidi , fu il primo ad annunciare la fuga dalla Tunisia del più grande e corrotto uomo d'affari Belhassen Trabelsi ,  fratello maggiore dell'allora first Lady tunisina Leila Trabelsi . In seguito alla deposizione di Ben Ali avvenuta il 14 Gennaio 2011 fece ritorno in Tunisia dove fondò un movimento denominato '' movimento per la seconda repubblica'' legalizzato ufficialmente il 30 Maggio del 2011. Durante i preparativi per le elezioni del 23 Ottobre 2011 annunciò il ritiro del proprio movimento dalla corsa all'assemblea costituente preferendo assistere in qualità di analista politico la situazione politica-sociale-economica del paese pubblicando video sulla pagina face book del suo movimento . E' stato più volte ospite di programmi quali Al Jazeera e France 24 in qualità di analista politico. Muore la notte del 30 Dicembre 2012 in seguito ad arresto cardiaco . Con la sua scomparsa  la Tunisia perde uno dei analisti politici più rispettati nonche storici oppositori del passato regime  di Zine Abidine Ben Ali . 
Tunisia e il fallimento della sua classe politica

Tunisia e il fallimento della sua classe politica


Breve analisi dell'attuale situazione politico-sociale della Tunisia. 

Di Rabih Bouallegue , Amministratore del blog '' Essawt / la voce

Siamo di fronte ad un esecutivo incapace di tenere le redini di un paese allo sbando totale e questo grazie anche all'incapacità politica dell'opposizione , composta prevalentemente da forze di sinistra ,  di creare presupposti tali da poterlo mettere in difficoltà come presentare un alternativa valida al popolo. Bisogna riconoscere la feroce propaganda attuata dalla corrente islamista contro le attuali forze di sinistra ma cosa ha fatto la sinistra per ripulirsi l'immagine se non quella di essere protagonista di veri e propri atti definiti dai tunisini centristi, ''denigratori '' verso la cultura arabo-musulmana del popolo tunisino ? Come la proposta  di voler abolire l'intoccabile l'articolo 1 della costituzione che prevede l'islam come religione di stato e l'arabo come lingua ufficiale .Oppure come la provocazione di Chokri Belaid leader del partito di sinistra '' i patrioti democratici''  quando in occasione dell'inaugurazione per la nascita dell'assemblea costituente rifiuto di leggere la sura della ''fatiha'' per commemorare i martiri  caduti durante la rivoluzione , ecc . Per il lettore europeo militante e non  , queste piccole provocazioni possono apparire  come semplici atti di militanza politica  ma per il lettore arabo nonche buon conoscitore del '' conservatorismo'' dei popoli arabi, che sia musulmano di fede , copto o ortodosso , sono veri e propri  atti provocatori verso la morale di un popolo a maggioranza musulmana sunnita . Se l'attuale esecutivo al potere che ricordiamo composto da una ''Troika'' politica ( due partiti di centro sinistra ed uno di destra -islamista )  è risultato incapace e privo di un programma  serio e fattibile per  le esigenze sopratutto umane del martoriato popolo tunisino, sempre più vittima della disoccupazione e mala politica all'interno dei vari governatorati, nemmeno la sinistra non è da meno . Sinistra che sino ad oggi non ha fatto altro che distogliere le attenzioni del popolo dalla sua incapacità di presentare programmi seri e non utopici tramite gossip e slogan vecchi quanto la rivoluzione d'Ottobre (o rivoluzione russa ) del 1918. Siamo di fronte ad una classe politica '' vecchia '' oltre che incapace di governare il paese , politici e militanti che hanno spaccato un popolo  storicamente unito ,  dividendolo in Laici e Islamisti , tradendo cosi i valori rivendicati dal popolo durante la rivoluzione e accrescendo cosi le già elevate tensioni sociali dovute al ritorno di forza degli ex militanti del partito di Ben Ali , Rcd ( raggruppamento costituzionale democratico ) tramite il partito '' Nidaà Tounes ( l'appello della Tunisia ) fondato dall'ex premier ad interim  del governo provvisorio post Ben Ali, El Beji Caid Sebsi . Tensioni sociali accresciute anche grazie alle voci non ancora provate , di presunte presenze in territorio tunisino di campi d'addestramento jihadisti amministrate da falange armate  , come il fronte '' Ennousra '' , tutt'ora attiva in Siria contro la ferocia e i crimini attuati dalle milizie '' Sabiha'' e militari fedeli al regime siriano di Bassar Assad, impegnate nella repressione nel sangue delle manifestazioni pro-primavera araba del popolo siriano. Concludendo , siamo di fronte ad un paese privo di una classe politica , che sia di destra o di sinistra, tale da poterla traghettare verso il sogno di un nuovo Stato democratico e rispettoso dei diritti più elementari del popolo.