Giorno: 26 gennaio 2015

[Immagini forti] Riflessioni sulla laicità del regime degli Assad Pensieri che…

[Immagini forti] Riflessioni sulla laicità del regime degli Assad

Pensieri che mi vengono rivedento questo vecchio video in cui soldati lealisti picchiano e frustano un giovane, già pesantemente segnato dalla torture. Anche in questo video, come in tanti altri, subito prima di colpirlo ripetono sprezzanti la domanda “Beddak hourrye?” (vuoi la libertà) e, anche qui come in molti altri video, gli impongono di dire che Bashar al Assad è il suo dio.

SI dice che gli Assad siano i garanti della laicità dello stato e dell’equilibrio delle ben 24 comunità che compongono il nostro popolo. Questo è smentito dall’evidenza di migliaia di anni di convivenza pacifica senza l’aiuto di questo regime, ma anche la stessa laicità del regime secondo me và riconsiderata: le immagini di Hafiz, Basel e Bashar al Assad (per me, la santissima trinità del ba’ath siriano) “decorano” praticamente ogni angolo, ogni muro di ogni strada, oltre che ogni ufficio pubblico. Quelle foto si trovano sui vetri delle automobili, talvolta imposti ai proprietari, sui quaderni di scuola, in ogni sorta di gadget un po’ come il volto di padre Pio si trova su qualunque cosa immaginabile.
La famiglia Assad è intoccabile, si ha paura persino a nominarla invano o senza gli adeguati riconoscimenti e complimenti.
La dottrina del partito ed i detti del Padre della Patria Hafiz sono una catechesi che percorre qualunque curriculum scolastico, dalle elementari fino ai master post lauream. Sempre a scuola, cui si và con i quaderni col volto di Assad, si studiano i detti di Assad, la giornata comincia con l’alzabandiera e l’omaggio al nazionalismo arabo ed al socialismo del regime di Assad, con una serie di frasi che si ripete uguale a se stessa, una litania quotidiana di lode al leader ed ai suoi insegnamenti.
“Na3am ila al abad, ya Hafiz al Assad”, “Sì per sempre, per te o Hafiz al Assad, recitava una vecchia canzoncina propagandistica che precedeva i referendum farsa in cui il popolo siriano doveva scegliere tra il votare “Sì” al candidato del partito Ba’ath (cioè Hafiz al Assad) oppure “No”. Quella canzone poteva essere capita anche come l’affermazione dell’eternità di Hafiz. Ricordo con quale stupore abbiamo accolto la morte di Hafiz Al Assad, che consideravamo quasi immortale… eravamo più increduli degli italiani quando morì Andreotti, anch’esso percepito quasi come immortale.

A fronte di tutte queste considerazioni, queste immagini e sensazioni che ho nella mia memoria, mi sento di dire che quello di Assad non è uno stato laico, piuttosto è uno stato idolatra, che rispecchia gli antichi regni in cui il sovrano stesso assume il ruolo di divinità.
Ecco perchè vediamo video come questo, in cui si obbligano i prigionieri a chiamare “dio” Bashar al Assad oppure a pregare di fronte ad una sua foto.
Ecco perchè i sostenitori di Assad non hanno difficoltà a farsi fotografare con uno scarpone militare poggiato sul capo, un segno di sottomissione all’esercito che somiglia ai segni di sottomissione a Dio tipici dell’ islam (“Islam” vuol dire appunto “resa”, sottomissione alla grandezza di Dio. Per questo quando si tocca il suolo con la fronte, nell’atto di prostrarsi verso la mecca, si afferma “Allah akbar”, Dio è il più grande).


Syrian Soldiers Torture Prisoner into Calling Assad ‘God’

This footage, uploaded by Syrian democracy activists on July 4, 2012, depicts a group of soldiers loyal to Bashar al-Assad brutally beating a prisoner detain… Continua a leggere

Qual’è il vero pericolo per i cristiani di Siria? Chiediamolo al vescovo di Damasco

Qual’è il vero pericolo per i cristiani di Siria? Chiediamolo al vescovo di Damasco


Il vescovo di Damasco: «La comunità internazionale protegga i cristiani in Siria»
www.famigliacristiana.it
«Il mondo non ha fatto niente per fermare il nostro genocidio del 1915 e anche ora rimane in silenzio su ciò che sta avvenendo in Siria. In quattro anni distrutte 85 chiese, il 40 per cento dei cristiani ha perso la casa». È l’atto d’accusa di … Continua a leggere

Una riflessione sull’attacco di Quneitra

Di Rajeh al-Khory. Asharq al-Awsat (25/01/2015). Traduzione e sintesi di Marianna Barberio. Alla vigilia dei negoziati tra gli occidentali e l’Iran in merito al suo programma nucleare, l’offensiva israeliana a Quneitra ha sconvolto la situazione internazionale e non, attaccando la tranquillità raggiunta in quel monte, in seguito agli accordi del 1974. Tra le vittime del […]

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Yemen: drone uccide tre militanti Al Qaeda

(Agenzie). Un drone ha ucciso tre presunti militanti di Al Qaeda in Yemen, dopo che Washington ha promesso di portare avanti la sua campagna contro le forze jihadiste, nonostante il perdurare della crisi politica nel Paese. L’attacco alle forze militanti jihadiste è avvenuto nella zona Est di Sana’a, secondo quanto riportato da fonti tribali all’agenzia di […]

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Yemen: ambasciata americana a Sana’a chiude al pubblico

(Al-Hayat). L’ambasciata americana a Sana’a ha chiuso le porte al pubblico per problemi di sicurezza, secondo quanto si legge in un comunicato rilasciato dall’ambasciata stessa. Nel testo si legge che in seguito alle dimissioni del Presidente e del governo yemenita, “l’ambasciata non è in grado di fornire i servizi consolari e l’assistenza ai cittadini americani […]

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L’opportunità perduta di Cordova

El País. Ci sono luoghi dove archeologia e storia non servono a interpretare il passato, ma a leggere il presente, finendo per trasformarsi in armi taglienti. Negli ultimi anni, Cordova è diventata uno di quei luoghi. Le mosse della Chiesa per cercare di sminuire il passato islamico della sua antica moschea, la più importante d’Occidente e patrimonio dell’UNESCO, suscitano […]

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The Intimacy of Tyranny: Syria’s De Facto State Legitimacy (by Estella Carpi, January 2015)

https://www.opendemocracy.net/arab-awakening/estella-carpi/intimacy-of-tyranny-syria%27s-de-facto-state-legitimacy ESTELLA CARPI 26 January 2015 The state has remained resilient in conflict-ridden Syria. A look into the intricacies of the abusive citizen-state relationship, and the state’s Hobbesian passion for self-preservation. The legitimacy that the Syrian state can still boast has become a frequent discursive tool for Syrians and internationals that desire to confirm or […]

Libia: secondo turno di negoziati a Ginevra sulla crisi libica

(Agenzie) Le Nazioni Unite hanno aperto oggi a Ginevra un secondo turno di negoziati sulla crisi libica che vede la partecipazione di diversi gruppi e rappresentati della società civile. Tuttavia, l’alleanza delle milizie islamiste Fajr Libia, che la scorsa estate ha preso il controllo di Tripoli, non partecipa ufficialmente all’evento.  

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Iraq: forze irachene riprendono provincia di Diyala

(Agenzie) Le forze irachene hanno “liberato” la provincia di Diyala, nell’Iraq orientale, dai militanti Daish (conosciuto in Occidente come ISIS) riprendendo il controllo di tutte le aree abitate. “Annunciamo la liberazione di Diyala dall’organizzazione Daish”, ha dichiarato il tenente generale Abdulamir al-Zaidi, aggiungendo che le forze irachene sono in pieno controllo di tutte le città e i […]

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Una serata per ricordare tutti i genocidi

Lonni 110Presentazione a Torino, poco convenzionale, di “Ritorno a Haifa – Umm Saad. Due storie palestinesi” di Ghassan Kanafani. La serata è dedicata a Ada Lonni, docente dell’Università di Torino, esperta di Mediterraneo, che con passione si è impegnata molto per la Palestina, mancata domenica.

Egitto: corte respinge richiesta definizione Hamas come organizzazione terroristica

(Agenzie) La corte per le questioni urgenti del Cairo ha respinto la richiesta di definire il movimento palestinese Hamas come gruppo terrorista a causa di una mancanza di giurisdizione. La richiesta era stata presentata dall’avvocato Samir Sabri, il quale aveva dichiarato che il movimento aveva “effettuato attacchi terroristici in Egitto attraverso i tunnel che collegano la penisola […]

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Ibn Al-Haytham: il mondo ricorda l’inventore della camera oscura

(Assafir). Molti non sanno che la parola camera viene dall’arabo “al-qamara” o camera oscura. Il termine è stato inventato da Ibn Al-Haytham (conosciuto come Alhazen) per descrivere un suo esperimento in cui cercava di comprendere il rapporto tra la luce e la vista. in occasione dell’Anno internazionale della luce e delle tecnologie basate sulla luce, l’UNESCO ha onorato […]

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Libia: liberato vice ministro degli Esteri

(Agenzie) Il vice ministro agli Affari Esteri libico Hassan al-Saghir è stato liberato dopo essere stato rapito da alcuni uomini armati nella città orientale di Beida (o Al-Baida), secondo quanto annunciato dal ministero stesso senza dare maggiori informazioni. Lo stesso Saghir avrebbe solo dichiarato di stare bene, senza aggiungere dettagli.  

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Siria: curdi espellono Daish da Kobane

(Agenzie) I combattenti curdi sono riusciti ad espellere i jihadisti di Daish (conosciuto in Occidente come ISIS) dalla città siro-curda di Kobane dopo quasi quattro mesi di battaglia. “Le Unità di Protezione del Popolo curde hanno il controllo quasi totale su Kobane dopo aver espulso i combattenti dello Stato Islamico”, ha riportato l’Osservatorio Siriano per i […]

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Turchia: aperto il più grande campo profughi del Paese

(Agenzie) La Turchia ha aperto il suo più grande campo profughi, che ospiterà 35.000 rifugiati provenienti principalmente da Kobane, la città siro-curda da mesi contesa tra combattenti peshmerga e Daish (conosciuto in Occidente come ISIS). Il nuovo campo è situato nella città di Suruc, nei pressi della frontiera sud-orientale, e comprende 7 cliniche mediche, 2 ospedali e aule […]

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Tunisia: Ennahda non darà la fiducia al governo Essid

(Agenzie) Il partito tunisino islamista Ennahda ha dichiarato che non appoggerà il governo proposto dal nuovo primo ministro Habib Essid. Anche il partito Afaq si è accodato agli islamisti, dicendo che non appoggerà la formazione proposta. Di fatto, ci sono tensioni anche all’interno dello stesso Nidaa Tounes (partito del presidente e che ha la maggioranza dei seggi […]

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Arabia Saudita: cambia il re, ma non la politica

Di Hadda Hazem. Al-Fadjr (24/01/2015). Traduzione e sintesi di Carlo Boccaccino. Che il re sia morto o vivo non cambia niente all’interno del Regno Saudita. Al contrario di quanto ci si sarebbe aspettato, a causa del susseguirsi di notizie che paventavano una crisi di governo in Arabia Saudita in caso di morte del re Abdullah, nel […]

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Le prime pagine dei giornali arabi

Al-Quds al-Arabi – quotidiano panarabo Decine di morti e feriti in Egitto per l’anniversario della rivoluzione Il ministero della Sanità egiziano ha annunciato la morte di 16 persone, tra cui un soldato, e il ferimento di 36 persone nelle proteste per la celebrazione del quarto anniversario della rivolta del 2011 che ha rovesciato il regime […]

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Libano, Geagea: “Daish e Hezbollah: due facce della stessa medaglia”

(Agenzie) Il leader del partito Forze Libanesi, Samir Geagea, ha dichiarato che Hezbollah e Daish (conosciuto in Occidente come ISIS) si alimentano a vicenda e che condividono una simile ideologia. “Hezbollah e Daish sono due facce della stessa medaglia: l’esistenza dell’uno alimenta quella dell’altro”, ha detto il politico libanese. I commenti di Geagea arrivano ore dopo […]

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Yemen: ancora proteste contro gli Houthi

(Anadolu). Militanti sciiti Houthi si sono dispiegati nella capitale dello Yemen, Sana’a, per sedare una serie di proteste che si tengono da ieri proprio contro il gruppo dei ribelli. Molti manifestanti sono stati feriti. Gli attivisti hanno deciso di continuare ad organizzare manifestazioni di proteste contro gli Houthi e la loro presenza forzata negli uffici […]

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Turchia: corte ordina blocco pagine Facebook che insultano il Profeta

(Agenzie). Una corte turca ha ordinato il blocco di una serie di pagine di Facebook ritenute offensive nei confronti del Profeta Muhammad, minacciando il celebre social network di un blocco totale nel Paese se non applicherà questa misura. La decisione è arrivata in seguito a una richiesta proposta da un procuratore. All’inizio del mese, altri procuratori […]

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Se per Netanyahu la politica israeliana è un asilo nido

La politica israeliana? Un asilo nido. Parola di «Bibi». Di tempo ne manca ancora. Del resto si vota il 17 marzo. Cioè tra cinquanta giorni. Ma a seguire tv e giornali, siti web e profili social dei più grandi partiti per ora sembra esserci soltanto un partito: il Likud. Quello del premier uscente, Benjamin Netanyahu. […]